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Soluzioni tecnologiche per trasformare scarti e rifiuti in bioenergie

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"Il processo di Biogas Upgrading consente di recuperare il biometano e, quando possibile, viene recuperata anche la CO2 biogenica. Di questa, circa il 70% è destinato ai settori industriali che tipicamente richiedono anidride carbonica pura, come il food & beverage, che deve rispettare standard di qualità molto elevati."

"Nel caso specifico di un gas prodotto a partire da matrici di varia composizione, che può riscontrare problematiche di tracciabilità, di garanzia della purezza e identificazione di eventuali componenti organici o inorganici, siamo in grado di effettuare analisi aggiuntive per garantirne l'idoneità", spiega Maurizio Bellandi, Sales Manager Biogas Upgrading & Liquefaction Plants di Tecno Project Industriale (TPI), società del Gruppo SIAD che progetta e realizza soluzioni per il processo di recupero, purificazione e analisi di biometano e BioCO2 con tecnologie avanzate dedicate al biogas.

TPI ha sviluppato la propria soluzione di upgrading del biogas per produrre biometano a partire da Forsu (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano), sottoprodotti agricoli, fanghi di depurazione, scarti alimentari, o altre biomasse, maturando così una vastissima esperienza a livello mondiale.

Le tecnologie sviluppate al proprio interno permettono a TPI di applicare sia membrane polimeriche ad altissima selettività, sia altre tecnologie di upgrading come, per esempio, solventi selettivi. TPI ha anche creato nuovi standard di riferimento per quanto riguarda il solo upgrading con taglie fi no a 600 e fi no 1.000 Nm3/h di biogas, pari a rispettivamente circa 250-300 Nm3/h e 550-600 Nm3/h di biometano, mentre per quanto riguarda la liquefazione del BioLNG da 5 e 10_TPD.

Tra i primi progetti sviluppati da TPI spicca la realizzazione di uno dei più importanti impianti italiani di biometano per una grande realtà nel settore dell'economia circolare. Un impianto innovativo, dove è possibile ottenere dai rifiuti organici, in un unico processo, metano come fonte di energia rinnovabile e CO2 in forma pura per uso industriale e alimentare.

"In questo impianto vengono prodotti 15.000 Nm3/h di biogas, 9.000 Nm3/h di biometano e circa 240 TPD di CO2 biogenica", spiega Bellandi. La novità dell'impianto, tra i più grandi in Europa anche per dimensioni con sistema a membrane, è che la CO2 contenuta nel biogas, invece di essere rilasciata in atmosfera, viene interamente recuperata a un livello di purezza tale da poter essere usata anche nell'industria alimentare.

Le tecnologie utilizzate da TPI garantiscono impianti efficienti e affidabili grazie anche al know-how nei pretrattamenti per la purificazione del biogas ai fini della qualità del biometano e delle prestazioni impiantistiche con soluzioni a basso costo di esercizio e basso impatto ambientale. TPI offre anche un'assistenza post vendita eccellente, grazie all'impiego del telecontrollo, integrato con l'analitica sviluppata da Pentatec, altra azienda del Gruppo SIAD. TPI è in prima linea nel raggiungimento degli SDGs.

La produzione del biometano rappresenta infatti un fl +usso circolare, e quindi sostenibile, di risorse che attraverso il recupero di rifi +uti e biomasse, permette di ottenere una fonte energetica biogenica. ll contributo del biometano agli obiettivi di decarbonizzazione non si limita alla sola fase del consumo energetico, ma interessa anche la riduzione delle emissioni nei trasporti.

TPI propone anche soluzioni per liquefare il biometano. Grazie infatti al BioGNL, i mezzi pesanti a lunga percorrenza godono di una maggiore autonomia e utilizzano un combustibile derivato da un processo di recupero circolare.

"Sono già stati installati 6 impianti, dai 3 a 25 TPD, di produzione di biometano liquefatto, che è già a disposizione per il rifornimento sul territorio nazionale", conclude Bellandi.

Impegno e collaborazione tra TPI e Biogas Wipptal

Fondata nel 2008 da agricoltori del comprensorio dell'Alta Val d'Isarco attivi nel settore dell'allevamento di bovini da latte, la Biogas Wipptal ha la sua sede a Vipiteno, in Val di Vizze, territorio di confine a vocazione prettamente agricola, in particolare nel settore lattiero caseario.

Il 40% dei 4.800 ettari destinati all'agricoltura è costituito da terreno scosceso che non permette una distribuzione uniforme degli effl uenti di allevamento; da qui anche il rischio di non rispettare la direttiva europea sulle concentrazioni di nitrati provenienti da fonti agricole.

Sono queste le condizioni quadro che avevano indotto allora alcuni allevatori molto intraprendenti e lungimiranti ad individuare soluzioni adeguate a prevenire l'eutrofizzazione dei terreni e di conseguenza a salvaguardare le falde acquifere.

"L'obiettivo iniziale per la realizzazione di un nuovo impianto anaerobico di produzione di biogas non era tanto la produzione di corrente verde o biometano quanto piuttosto un contributo sensibile alla tutela dell'ambiente con ricadute positive in termini di economia circolare per il settore agricolo e zootecnico", afferma Manfred Gius, amministratore delegato di Biogas Wipptal, che dopo una lunga esperienza all'estero nella progettazione di impianti di pipeline e gasdotti è ora alla guida dell'impianto in Val di Vizze.

"Biogas Wipptal utilizza il nostro sistema di upgrading e liquefazione del BioLNG e della BioCO2. L'impianto utilizza sottoprodotti di origine agricola", spiega Maurizio Bellandi.

"La mancanza di una rete gas impediva la vendita del biometano, quindi dovevamo liquefarlo. Adesso, grazie alla tecnologia di TPI, possiamo vendere biometano liquido sia tramite autobotti sia tramite la nostra stazione di rifornimento. Possiamo rifornire anche mezzi pesanti che vanno con GNL o BioGNL ancora meglio.

Per quanto riguarda la BioCO2, viene riciclata per uso alimentare", dichiara Gius. L'ampliamento della compagine societaria di Biogas Wipptal ad aziende del settore dei trasporti ha creato un ponte importante tra l'agricoltura e il mondo dei trasporti. Il BIO-LNG è quindi il risultato di un processo di upgrading costituito dalla raffi nazione e purificazione del biogas.

"Il bilancio di sostanze nocive e la conseguente impronta ecologica di CO2 nella produzione di BIO-LNG vengono spesso sottovalutati. Solo con una produzione ecologica, infatti, diventa possibile ottenere un carburante realmente neutro in termini di CO2", conclude Gius.

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