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Dispositivi attivi per la purificazione dell'aria negli ambienti

L'attenzione per le problematiche di IAQ (Indoor Air Quality) è stata a lungo concentrata sugli aspetti di percezione olfattiva dei contaminanti dell'aria e dunque sul lato "impatto sul comfort" piuttosto che sul lato "impatto sulla salubrità" degli ambienti e sulla riduzione dei rischi per la salute delle persone.

L'impiego di tecniche attive per la purificazione dell'aria nei sistemi di ventilazione degli edifici: una rinnovata sensibilità per l'Indoor Air Quality e nuove strade di sviluppo tecnologico e normativo

Le conoscenze che ora abbiamo sulla esposizione ai contaminanti presenti nell'aria e sulla trasmissione di patologie infettive per via aerea portano a considerare sotto nuova luce le esigenze di ventilazione degli edifici, le scelte dei sistemi impiantistici e i riferimenti prescrittivi ancora basati principalmente su indicazioni di portate d'aria di rinnovo.

Dobbiamo fare passi avanti relativamente alla efficacia di quanto impieghiamo nel controllo di contaminanti che sono originati da sorgenti diverse (indoor/outdoor) e che si comportano in modo differente tra di loro (e.g. particolato vs. bioaerosol, batteri vs. virus).

D'altra parte siamo sempre più attenti (..e dovremo esserlo ancora di più) all'utilizzo dell'energia degli edifici e alla efficienza nell'impiego di risorse scarse e costose.

In questo contesto, di esigenza di migliori risultati e di vincolo per quanto riguarda l'uso di energia per la ventilazione e l'arieggiamento degli edifici, possiamo certamente contare su tecniche di filtrazione (filtri fibrosi, adsorbenti ed elettronici) ben conosciute, e adeguatamente normate, le cui applicazioni si stanno ampliando in "numero" e modificando in livello di qualità offerta.

Veniamo ora allo sviluppo in corso delle tecnologie e dell'impiego di tecniche "attive" (radiazione UV, ionizzazione, fotocatalisi,..) basate su differenti meccanismi di azione e accomunate dalla esigenza di alimentazione elettrica.

Anche queste soluzioni per ripulire l'aria dai contaminanti, possono essere integrate negli impianti di ventilazione degli edifici e valutate in una logica di "sistema", più ampia e promettente di quella degli apparecchi portatili plug-and-play.

Le tecniche attive ed il loro inserimento negli impianti nuovi e in quelli esistenti, sono state proposte nel periodo pandemico per le nuove esigenze e per la nuova sensibilità alla tematica della IAQ in generale ed al controllo dei bioaerosol in particolare.

Credo si possa convenire sulla necessità di sviluppare dal punto di vista scientifico e tecnologico le tecniche attive e le modalità del loro inserimento nei sistemi di ventilazione.

Ancora più rilevante è la necessità di disporre di normative (che fissino terminologia e classificazione delle soluzioni), di laboratori, di modalità di prova, di misure di prestazione affidabili e di criteri di valutazione e di accettazione. A questo stanno lavorando aziende, esperti e un gruppo di lavoro CTI.

Di seguito, l'indice dei paragrafi che troverete all'interno del Dossier:

- Il contesto di mercato europeo in cui i dispositivi attivi di igienizzazione, disinfezione e sanificazione dell'aria saranno sempre più tenuti in considerazione da progettisti di edifici e costruttori di unità di ventilazione

- Panoramica sulle principali tecnologie attive di igienizzazione, disinfezione e sanificazione dell'aria

- Luce ultravioletta (UV-C) e ossidazione fotocatalitica (PCO)

- Ionizzazione

- Plasma freddo

- Panorama normativo

- La sanificazione delle condotte degli impianti aeraulici - AIISA

In allegato, è possibile scaricare il pdf completo del Dossier.

Articoli tecnico scientifici o articoli contenenti case history
Fonte: Dossier CTI marzp 2023 Energia e Dintorni
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