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Termoregolazione e contabilizzazione: convenienza economica per zona climatica di unità immobiliare italiana tipo

Nei quattro anni trascorsi dall’emanazione della Direttiva 2012/27/ UE e negli oltre due trascorsi dal suo recepimento mediante il D.Lgs. 102/2014, non è stata percepita dai cittadini italiani l’utilità, innanzitutto, di verificare, tramite incarico ad un professionista, se l’installazione dei dispositivi di termoregolazione e contabilizzazione del calore fosse o meno efficiente in termini di costi. Dallo studio riportato nel presente lavoro risulta possibile che gli edifici ubicati nelle zone climatiche più calde (tipicamente A, B, C, D) non siano soggetti all’imposizione legislativa, che, invece, rimarrebbe solo per circa il 50% degli immobili, ubicati nelle zone climatiche più fredde (tipicamente E, F).

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La Termotecnica novembre 2016

Pubblicato
da Alessia De Giosa




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Estratto del testo
Tecnica Energia & Edifici 58 LA TERMOTECNICA NOVEMBRE 2016 INTRODUZIONE
In Italia ci sono quasi 5 milioni di unità immobiliari in condominio che
fruiscono del riscaldamento e/o dell''acqua calda sanitaria e/o del
raffrescamento centralizzati, ossia prodotti da un generatore comune
a più appartamenti o edifici.
Prima dell''entrata in vigore del D.Lgs. 102/2014 [1] e delle relative
prescrizioni, soltanto poche di esse disponevano della possibilità di
prelevare e pagare l''energia a consumo, come accade negli immobili
termoautonomi; i costi venivano suddivisi in quota fissa, solitamente
in base ai millesimi di potenza termica installata o al vecchio concetto
di superficie radiante, qualche volta in base ai millesimi di proprietà.
Questa situazione non incentivava in nessun modo il risparmio ener-
getico, ad esempio tenendo chiusi i radiatori quando l''immobile non è
utilizzato o migliorando l''isolamento di pareti, finestre, solai e copertu-
re, perché ai comportamenti virtuosi non conseguiva un proporzionale
beneficio economico individuale.
Pertanto, l''installazione dei sistemi di termoregolazione e contabi-
lizzazione dell''energia per singola unità immobiliare è sempre da
considerarsi una buona prassi, a prescindere dagli obblighi contenuti
nel D.Lgs. 102/2014, così come modificato dal D.Lgs. 141/2016 [2].
Infatti, già il D.P.R. 412/1993 [3] all''art. 7 comma 3 imponeva che,
a partire dal 18 luglio 1991, data di entrata in vigore della Legge
10/1991 [4], ''gli edifici di nuova costruzione devono essere progettati e realizzati in modo tale da consentire l''adozione di sistemi di termo-
regolazione e di contabilizzazione del calore per ogni singola unità
immobiliare' ed inoltre che ''gli impianti termici al servizio di edifici
di nuova costruzione, la cui concessione edilizia sia rilasciata dopo il
30 giugno 2000, devono essere dotati di sistemi di termoregolazione
e di contabilizzazione del consumo energetico per ogni singola unità
immobiliare'.
Non a caso, l''art. 26, comma 5 della Legge 10/1991, nell''individuare
le opere soggette all''obbligo di deposito della relazione tecnica di cui
all''art. 28, dispone che ''per le innovazioni relative all''adozione di
sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore e per il
conseguente riparto degli oneri di riscaldamento in base al consumo
effettivamente registrato, l''assemblea di condominio decide a mag-
gioranza, in deroga agli articoli 1120 e 1136 del codice civile'. Tale
disposizione è stata poi modificata dall''art. 28 comma 2 della Legge
220/2012 [5], inerente la modifica alla disciplina del condominio, di-
sponendo che l''assemblea di condominio deliberi con le maggioranze
previste dall''articolo 1120 comma 2 del Codice Civile, che rimanda a
sua volta all''art. 1136 comma 2 secondo cui ''le deliberazioni devono
essere sempre approvate con un numero di voti rappresentante la mag-
gioranza degli intervenuti ed almeno la metà del valore dell''edificio'.
Tuttavia, la Direttiva 2012/27/UE [6] ed il relativo decreto di rece-
pimento D.Lgs. 102/2014, pongono molta prudenza nell''imporre di S. Bergero, P. Cavalletti, M. Michelini Il D.Lgs. 102/2014, così come modificato dal D.Lgs. 141/2016, all''art. 9 ''Misurazione e fatturazione dei consumi energetici', comma 5, lettera b,
stabilisce che si installino entro il 31.12.2016 ''contatori individuali per misurare l''effettivo consumo di calore o di raffreddamento o di acqua calda per
ciascuna unità immobiliare, nella misura in cui sia tecnicamente possibile, efficiente in termini di costi e proporzionato rispetto ai risparmi energetici
potenziali. L''efficienza in termini di costi può essere valutata con riferimento alla metodologia indicata nella norma UNI EN 15459. Eventuali casi di
impossibilità tecnica alla installazione dei suddetti sistemi di contabilizzazione o di inefficienza in termini di costi e sproporzione rispetto ai risparmi
energetici potenziali devono essere riportati in apposita relazione tecnica del progettista o del tecnico abilitato'. Nel presente lavoro viene presentato uno
studio riguardante la convenienza economica relativa all''installazione dei dispositivi di termoregolazione e contabilizzazione del calore. Considerando
un''unità immobiliare tipo rappresentativa del patrimonio immobiliare italiano e servita da impianto di riscaldamento centralizzato, è stato ricavato su
base statistica che nelle zone climatiche dalla A alla D del territorio nazionale è possibile dimostrare la non efficienza in termini di costi degli adeguamenti
impiantistici richiesti dal D.Lgs. 102/2014; gli stessi risultano, invece, molto probabilmente convenienti nelle zone climatiche E e F. THERMOREGULATION AND HEAT ACCOUNTING: ANALYSIS OF THE ECONOMIC CONVENIENCE FOR CLIMATIC ZONE,
WITH REFERENCE TO THE TYPICAL ITALIAN HOUSING UNIT, USING SAMPLE DATA AGGREGATION
The present paper deals with the application of the recent D.Lgs. 102/2014, which in art. 9 sub. 5 letter b sets as mandatory the installation of heat
accounting systems for each housing unit, in the case of technical feasibility, economic efficiency and proportionality to the potential energy savings. In
particular, considering a typical Italian dwelling served by a central heating system, it is statistically obtained that in climatic zones from A to D of the Ital-
ian territory it is possible to demonstrate that the respect of D.Lgs. 102/2014 doesn''t involve any economic saving; on the contrary, an economic return
is probably available in climatic zones E and F. Stefano Bergero, Paolo Cavalletti - Università di Genova
Maurizio Michelini - Consigliere Ordine Ingegneri e Camera Commercio Genova Termoregolazione e contabilizzazione: convenienza
economica per zona climatica di unità immobiliare italiana
tipo mediante aggregazione di dati campione Tecnica Energia & Edifici LA TERMOTECNICA NOVEMBRE 2016 59 obblighi specifici per gli edifici antecedenti e legittimamente non dotati
dei dispositivi di termoregolazione e contabilizzazione del calore,
escludendo i casi in cui gli interventi di adeguamento impiantistico
non siano ripagati dai risparmi energetici conseguenti, ossia non siano
''efficienti in termini di costi', facendo riferimento alla metodologia di
analisi costi-benefici, valutati nell''arco di vita dei dispositivi, secondo
la norma UNI EN 15459 [7].
Il D.Lgs. 102/2014 su questo punto è molto chiaro: se un tecnico
abilitato dichiara in una relazione tecnica che non c''è efficienza in
termini di costi, l''installazione dei dispositivi diviene facoltativa e non
si applicano le sanzioni previste dall''art. 16 del decreto stesso per chi
non rispetta la scadenza fissata al 31.12.2016.
Questa esclusione segue il principio di legare l''interesse privato del
risparmio economico con l''interesse pubblico della riduzione dei con-
sumi energetici, così da ingenerare comportamenti virtuosi, motivati
dalla consapevolezza di risparmiare o quanto meno di avere una
gestione più flessibile, piuttosto che dalla sola imposizione normativa,
che può ingenerare fenomeni addirittura contrari all''interesse pubbli-
co che si vuole perseguire. A tal proposito si fa presente uno studio
riportato nel 3° Rapporto ANACI-CENSIS 2009 [8], ove il 34.4% dei
cittadini intervistati dopo aver installato i sistemi di contabilizzazione
del calore ha dichiarato di non aver risparmiato nulla o, addirittura,
di aver speso di più.
' del tutto evidente che il miglioramento dell''efficienza energetica di un
impianto di riscaldamento situato in zona climatica F determini mag-
giori risparmi energetici annui rispetto allo stesso intervento eseguito in
zona climatica A; in quest''ultimo caso, infatti, gli oneri di adeguamento
sono difficilmente recuperabili, visti i limitati risparmi economici deri-
vanti dai minori consumi. Anche nel caso di impianti ben equilibrati
dal punto di vista meccanico, caratterizzati da elevate prestazioni e
utilizzati in modo pressoché continuo per l''intero periodo di accensio-
ne, i risparmi derivanti dall''adeguamento al D.Lgs. 102/2014 possono
risultare molto contenuti.
Va però precisato che, qualora anche non sussistesse l''obbligo giuri-
dico, l''installazione dei dispositivi di termoregolazione e contabilizza-
zione del calore è sempre da prendere in considerazione, poiché la
stima della convenienza economica viene fatta utilizzando dati statistici
e potrebbe non considerare gli eventuali incentivi in vigore al momento
dell''intervento; nella pratica, invece, se l''utilizzatore è correttamente
informato sull''uso dei dispositivi di termoregolazione, i risparmi reali
possono risultare molto superiori con conseguente efficienza in termini
di costi.
Nell''analisi costi-benefici di seguito condotta è stata verificata su gran-
de scala e su base statistica l''efficienza in termini di costi dell''installazio-
ne dei dispositivi di termoregolazione e contabilizzazione del calore, facendo riferimento ad un''unità immobiliare tipo, rappresentativa della
media prestazionale del patrimonio edilizio nazionale, considerando
o meno le detrazioni fiscali ad oggi disponibili. La convenienza eco-
nomica dell''intervento è stata verificata mediante il calcolo del tempo
di ritorno semplice (SP) e del valore attuale netto (VAN). DATI SU SCALA NAZIONALE RIGUARDANTI LE
ABITAZIONI SERVITE DA IL RISCALDAMENTO
CENTRALIZZATO NEGLI EDIFICI CONDOMINIALI
Lo studio condotto nel presente lavoro è basato sui seguenti dati su
scala nazionale. -Numero totale di abitazioni in Italia: 31''208''161, fonte ISTAT 2011 [9]. -Superficie totale delle abitazioni in Italia: 2''396''691''555 m2, fonte ISTAT 2011 [9]. -Superficie media di un''abitazione: 2''396''691''555 / 31''208''161 = 76.8 m2. -Numero di stanze medio di un''abitazione: 4.45, fonte ISTAT [9].
-Percentuale di abitazioni servite da riscaldamento centralizzato: 15.7%, fonte ISTAT 2011 [9]. -Numero di abitazioni con riscaldamento centralizzato: 31''208''161x0.157 = 4''899''681. -Numero di radiatori alimentati da riscaldamento centralizzato: 4''899''681x4.45 = 21''803''580. -Numero medio di abitazioni per condominio: 30, fonte [10].
-Spesa media annua per consumi energetici per famiglia, compresa elettricità: 1''724 euro, fonte ISTAT 2011 [9]. Si tratta di 1''635 euro
nel 2011, rivalutati al 2016 con indice ISTAT pari a 1.055. -Spesa media annua per energia elettrica per famiglia: 613 euro, fonte ISTAT 2011 [9]. Si tratta di 581 euro nel 2011, rivalutati al
2016 con indice ISTAT pari a 1.055. -Spesa media annua riscaldamento per famiglia: 1''724 - 613 = 1''111 euro. La distribuzione della popolazione italiana nelle differenti zone cli-
matiche è riportata in Tabella 1, fonte ENEA [11]. Risulta che la zona
climatica E è largamente prevalente in termini di popolazione. STIMA DEI COSTI DI INSTALLAZIONE DEI DISPOSITIVI
DI TERMOREGOLAZIONE E CONTABILIZZAZIONE DEL
CALORE PER UN''UNIT' IMMOBILIARE TIPO
In Tabella 2 è riportata la stima dei costi per l''installazione dei dispositivi
di termoregolazione e contabilizzazione del calore nell''unità immo-
biliare tipo considerata nel presente studio. Si tratta di un''abitazione
avente superficie utile pari a 76.8 m2 e dotata di 4.45 radiatori (media TABELLA 1 - Distribuzione della popolazione italiana nelle differenti zone climatiche Zona climatica A B C D E F Gradi Giorno <600 600-900 900-1400 1400-2100 2100-3000 >3000 Popolazione (migliaia) 23 3''193 12''496 14''616 25''962 1''598 Distribuzione [%] 0.03 5.52 21.59 25.25 44.85 2.76 Tecnica Energia & Edifici 60 LA TERMOTECNICA NOVEMBRE 2016 Tabella 2 '' Stima dei costi per l'installazione dei dispositivi di termoregolazione e contabilizzazione del calore nell'unità immobiliare tipo. Costi Quota parte fornitura elettro circolatore gemellare (fino a 8 m c.a. - fino a 12 mc/h) Codice prezzario Regione Liguria 40.A10.B10.030 (IVA 10%) ' 1 916.48 x 1.1 : 30 = ' 70.27 Quota parte posa in opera elettro circolatore gemellare Codice prezzario Regione Liguria 40.E10.A10.020 (IVA 10%) ' 49.69 x 1.1 : 30 = ' 1.82 Codice prezzario Regione Liguria RU.M01.E01.010 (IVA 10%) (6 ore/uomo) ' 36.28 x 1.1 x 6 : 30 = ' 7.98 Fornitura valvole termostatiche per 4,45 radiatori Codice prezzario Regione Liguria 40.F10.B10.010 (IVA 10%) ' 32.71 x 1.1 x 4.45 = ' 160.12 Fornitura ripartitori per 4,45 radiatori prezzo medio di mercato (Ebay, Caleffi 720020 Monitor 2.0) (IVA 10%) ' 40.19 x 1.1 x 4.45 = ' 196.73 Posa in opera valvola termostatica per 4,45 radiatori Codice prezzario Regione Liguria 75.B10.A50.020, per analogia (IVA 10%) ' 35.98 x 1.1 x 4.45 = ' 176.12 Posa in opera ripartitore di calore per 4,45 radiatori Codice prezzario Regione Liguria 30.E30.A05.010, per analogia (IVA 10%) ' 10.47 x 1.1 x 4.45 = ' 51.25 Progetto, direzione lavori, collaudo, diagnosi, indicazioni per la ripartizione Decreto parametri DM 140/2012, per stima (IVA 22%, Cassa Previdenza 4%) ' 200.00 x 1.04 x 1.22 = ' 253.76 Oneri servizio lettura ripartitori, calcolati su 10 anni di vita massima del dispositivo prezzo medio di mercato (IVA 22%) ' 3.50 x 1.22 x 4.45 x 10 = ' 190.02 Oneri gestione, manutenzione e smaltimento a fine vita, calcolati su 10 anni Elettro circolatore (UNI 15459, Appendice A: 15 anni; manut. annua 2%) ' 70.27 x 0.02 x 10 = ' 14.05 Valvole termostatiche (UNI 15459, Appendice A: 20 anni; manut. annua 1,5%; smaltimento 5%, calcolato a 10 anni al 2,5%) ' 160.12 x 0.015 x 10 + ' 4.00 = ' 28.02 Ripartitori (scheda tecnica: 10 anni - UNI 15459, Appendice A, analogia con termostato: manut. annua 4%) ' 196.73 x 0.04 x 10 = ' 78.69 Residuo economico apparecchiature con vita superiore a 10 anni Elettro circolatore (residuo 5 anni) ' 70.27 : 15 x 5 = -' 23.42 Valvole termostatiche (residuo 10 anni) ' 160.12 : 20 x 10 = -' 80.06 Totale costi di adeguamento per unità immobiliare, tutto compreso, su 10 anni ' 1 125.35 TABELLA 2 - Stima dei costi per l''installazione dei dispositivi di termoregolazione e contabilizzazione del calore
nell''unità immobiliare tipo
Tecnica Energia & Edifici LA TERMOTECNICA NOVEMBRE 2016 61 nazionale). Essa si considera situata in un condominio composto da
30 unità immobiliari (media nazionale) e dotato di impianto di riscal-
damento centralizzato.
Nel calcolo si è tenuto conto, oltre che dei costi dei dispositivi di termo-
regolazione e contabilizzazione e della relativa installazione, anche
dei costi relativi a progetto, direzione lavori, calcolo ripartizione spese
e revisione tabella millesimale e della quota parte dell''elettrocircolatore
a portata variabile da installarsi in centrale termica, il tutto IVA inclusa.
Sono stati considerati anche i costi operativi e di esercizio, quali la
manutenzione e lo smaltimento dei dispositivi, e gli oneri di lettura per
poter effettuare annualmente la ripartizione delle spese.
I costi, riportati in Tabella 2, sono stati ricavati per alcune voci dal
Prezziario Regione Liguria Opere Edili Impiantistiche 2016, avendo
riscontrato la compatibilità dei prezzi con quanto riportato nelle analisi
ENEA riportate in [12] e [13], per altre considerando prezzi medi di
mercato. Per la voce ''progetto, direzione lavori, collaudo, diagnosi,
indicazioni per la ripartizione' si è fatto riferimento al DM 140/2012
[14]. La vita utile massima dei dispositivi e l''incidenza dei costi di manu-
tenzione e di smaltimento degli stessi sono state dedotte dall''Appendice
A della norma UNI EN 15459 [7].
I ripartitori sono i componenti che presentano la vita utile minore, pari
a 10 anni. Considerando i costi da sostenere in tale intervallo di tempo
trascurando gli effetti dell''inflazione e tenendo comunque conto del
valore economico residuo dei dispositivi con vita utile maggiore (elet-
trocircolatori e valvole termostatiche), risulta un costo totale di adegua-
mento per unità immobiliare, tutto compreso, pari a circa 1''125 euro. ANALISI IN TERMINI DI TEMPO DI RITORNO SEMPLICE (SP)
Il semplice adeguamento dell''impianto mediante la posa in opera
delle valvole termostatiche comporta come unico cambiamento ai
fini della determinazione della prestazione energetica dell''edificio, il
passaggio della regolazione da ''solo climatica (compensazione con
sonda esterna)' a ''per singolo ambiente + climatica'. Il conseguente
miglioramento del rendimento di regolazione può comportare una
riduzione percentuale dei consumi energetici compresa nell''intervallo
10÷16%. Il limite inferiore dell''intervallo è stato dedotto dall''analisi sul
campo riportata da ENEA nel Report RdS/PAR2014/081 [12], mentre
il limite superiore è il risultato dell''applicazione della norma UNI/TS 11300-2:2014 [15] al calcolo della prestazione energetica di edifici
condominiali dotati di impianti di riscaldamento centralizzato di tipo
tradizionale.
Ne segue che il beneficio annuo stimato per la riduzione dei consumi
in seguito all''adeguamento al D.Lgs. 102/2014, ricordando che la
spesa media annua per il riscaldamento per famiglia era stata valutata
a 1''111 euro, risulta compreso nell''intervallo 111÷178 euro.
Il tempo di ritorno semplice dell''investimento SP si determina come
rapporto tra la somma algebrica degli importi che compongono l''in-
vestimento, valutati al tempo 0, e la somma dei benefici economici
ottenibili annualmente in conseguenza dell''investimento effettuato,
valutati al tempo 0 nell''ipotesi di invarianza delle condizioni econo-
miche e finanziarie.
Se non si tiene conto degli incentivi, ipotesi necessaria ai fini della
verifica di efficienza in termini di costi prevista dal D.Lgs. 102/2014,
necessaria per stabilire se sussiste l''obbligo giuridico di installare i
dispositivi entro il 31.12.2016, in quanto molti cittadini non possono
fruire delle detrazioni fiscali e quindi non è ragionevole computarle in
una verifica generale di assoggettamento valida per l''intero condomi-
nio, il tempo di ritorno semplice risulta nei due casi estremi di risparmio
sopra considerati:
- SP 10% = 1''125/111 = 10.1 anni - SP 16% = 1''125/178 = 6.3 anni Nel caso si consideri una detrazione fiscale del 50%, come attualmente
previsto dalla legislazione vigente in materia di ristrutturazioni edilizie,
ipotesi da usare in assemblea per deliberare di installare i dispositivi a
prescindere dall''obbligo di legge, ai sensi dell''art. 26, comma 5 della
Legge 10/1991, in quanto sempre utili se ben utilizzati, al di là dei
dati statistici di risparmio utilizzati per l''analisi di assoggettamento, il
tempo di ritorno risulta:
- SP 10% = 1''125''0.5/111 = 5.1 anni - SP 16% = 1''125''0.5/178 = 3.2 anni Dall''esame della distribuzione della popolazione italiana riportata in
Tabella 1, si deduce che circa il 48% della popolazione italiana abita
nelle zone climatiche E e F, mentre il restante 52% nelle zone dalla A
alla D. Ne segue che è plausibile attribuire la spesa media annua di Zona climatica Coefficiente di raccordo SP senza incentivi SP con incentivi SP [anni] efficienza SP [anni] efficienza A-B
0.21 min 48.2 No 24.1 No max 30.1 No 15.1 No C
0.35 min 28.9 No 14.5 No max 18.1 No 9.0 Sì D
0.64 min 15.8 No 7.9 Sì max 9.9 Sì 4.9 Sì E
1.00 min 10.1 No 5.1 Sì max 6.3 Sì 3.2 Sì F
1.39 min 7.3 Sì 3.6 Sì max 4.6 Sì 2.3 Sì TABELLA 3 - Tempo
di ritorno semplice
e convenienza
dell''investimento
per zone climatiche
Tecnica Energia & Edifici 62 LA TERMOTECNICA NOVEMBRE 2016 riscaldamento per famiglia, pari a 1''111 euro (fonte ISTAT 2011), e
di conseguenza i tempi di ritorno SP sopra calcolati, ad un''abitazione
media ubicata in una località caratterizzata da un numero di Gradi
Giorno GG = 2100, ovvero al limite tra la zona D e la zona E.
Quindi, ipotizzando che la spesa per il riscaldamento sia proporzio-
nale ai Gradi Giorno, è possibile estrapolare le spese di risaldamento
e quindi il tempo di ritorno semplice dell''intervento di messa in opera
della termoregolazione e della contabilizzazione del calore per le altre
zone climatiche, operando per analogia con il metodo di valutazione
standardizzata del risparmio specifico lordo RSL di energia primaria
conseguibile per singola unità fisica di riferimento in caso di riqualifi-
cazione del sistema di generazione, di cui all''art. 4 dell''allegato A alla
delibera AEEG n. 103/2003 [16].
I risultati sono riportati in Tabella 3, considerando entrambi i valori
minimo e massimo del beneficio ottenuto dalla modifica dell''efficienza
del sottosistema di regolazione (10% e 16%). In Tabella 3 sono riportati
nell''ordine i coefficienti di raccordo tra le differenti zone climatiche,
i tempi di ritorno semplice in assenza e in presenza degli incentivi e
l''efficienza tecnico-economica dell''investimento, avendo assunto che
esso risulta conveniente nel caso in cui SP < 10 anni.
Il risultato dimostra statisticamente che: -nelle zone climatiche A e B è molto probabile poter dimostrare che non vi sia efficienza in termini di costi, a prescindere dagli incentivi; -nella zona climatica C, in assenza degli incentivi, è molto probabile poter dimostrare che non vi sia efficienza in termini di costi; -nella zona climatica D, in assenza degli incentivi, è possibile dimo- strare che non vi sia efficienza in termini di costi; -nelle zone climatiche E e F è improbabile poter dimostrare che non vi sia efficienza in termini di costi, a prescindere dagli incentivi. ANALISI IN TERMINI DI VALORE ATTUALE NETTO (VAN)
L''analisi in termini di tempo di ritorno semplice risulta senza dubbio
semplificata in quanto non considera l''influenza dell''inflazione sui flussi
di cassa negli anni successivi a quello iniziale in cui viene effettuato
l''investimento ed il differente valore del denaro in tempi differenti.
Il Regolamento Delegato UE n. 244/2012 [17], che definisce il quadro
metodologico per la determinazione dei requisiti energetici ottimali
degli edifici dal punto di vista sia tecnico che economico, prescrive che
il calcolo della convenienza economica degli investimenti in materia
di prestazioni energetiche degli edifici sia effettuato mediante la nor-
ma UNI EN 15459 [7] con la metodologia del costo globale. Il costo
globale dell''edificio è valutato in termini di valore attuale netto (VAN).
Tale metodologia consiste nel calcolare il valore attuale di una serie
attesa di flussi di cassa, non solo sommandoli contabilmente, ma anche
attualizzandoli sulla base del tasso di sconto: N = orizzonte temporale (numero di anni) in cui vengono considerati
i flussi di cassa
r = tasso di attualizzazione
I 0 = investimento iniziale FC i = flussi di cassa dell''anno i-esimo Il Regolamento Delegato UE 244/2012 prescrive che, per gli edifici
residenziali, il periodo di calcolo sia N = 30 anni.
Il tasso di attualizzazione r deve essere espresso in termini reali, ovvero
al netto dell''inflazione [18]: r'' = tasso nominale di sconto, assunto nel presente studio pari al tasso
di sconto attualmente praticato dalla Bce pari a 0, Ottobre 2016
f = tasso di inflazione annuo, assunto pari a 0.1%, fonte ISTAT, Set-
tembre 2016. L''investimento iniziale I 0 ed i flussi di cassa FCi sono stati calcolati in base ai dati riportati in Tabella 2, considerando la vita utile dei
dispositivi come da Appendice A della norma UNI EN 15459. I flussi
di cassa nei differenti anni del periodo di calcolo sono stati calcolati
rivalutando il costo dei dispositivi mediante il tasso di crescita del costo
dei componenti, assunto pari al 2% [19], mentre i costi di installazione
ed esercizio sono stati rivalutati in base al tasso di inflazione.
I risultati sono riportati in Tabella 4, operando per zona climatica,
in assenza e in presenza degli incentivi e considerando il risparmio
minimo e massimo ottenibile dalla messa in opera dei dispositivi di
termoregolazione e contabilizzazione del calore, analogamente a
quanto già esposto nel paragrafo precedente.
Dall''esame della Tabella 4 si osserva che l''analisi costi-benefici in ter-
mini di VAN conduce sostanzialmente alle stesse conclusioni ottenute
mediante la valutazione del tempo di ritorno semplice, ovvero che in
assenza di incentivi è possibile dimostrare nelle zone climatiche dalla
A alla D l''assenza di efficienza in termini di costi, essendo il VAN
inferiore al costo iniziale dell''investimento (pari a circa 918 euro), in
accordo alla UNI EN 15459 [7]. Tali interventi potrebbero risultare,
invece, convenienti nelle zone climatiche E e F. CONCLUSIONI
Nei quattro anni trascorsi dall''emanazione della Direttiva 2012/27/
UE e negli oltre due trascorsi dal suo recepimento mediante il D.Lgs.
102/2014, non è stata percepita dai cittadini italiani l''utilità, innan-
zitutto, di verificare, tramite incarico ad un professionista, se l''instal-
lazione dei dispositivi di termoregolazione e contabilizzazione del
calore fosse o meno efficiente in termini di costi.
Dallo studio riportato nel presente lavoro risulta possibile che gli edifici
ubicati nelle zone climatiche più calde (tipicamente A, B, C, D) non
siano soggetti all''imposizione legislativa, che, invece, rimarrebbe
solo per circa il 50% degli immobili, ubicati nelle zone climatiche più
fredde (tipicamente E, F).
In assenza di cogenza, i proprietari avrebbero potuto soprassedere
nell''immediato e magari programmare gli interventi negli anni suc-
cessivi, nell''ambito di un progetto di riqualificazione energetica più
ampio e conveniente. Un simile comportamento avrebbe consentito di
diluire nel tempo gli interventi e limitare l''anomalia di mercato che,
nell''indifferenza di molti, stiamo vivendo negli ultimi due anni, con un
fenomeno di eccezionale concentrazione di interessi economici in un
limitato arco temporale e su pochi soggetti, che, in buona parte, han-
no cavalcato la scarsa propensione ad informarsi della popolazione Tecnica Energia & Edifici LA TERMOTECNICA NOVEMBRE 2016 63 italiana e sfruttato alcune lacune interpretative dell''originale testo nor-
mativo, nella direzione ''dell''obbligo di adeguamento a tutti i costi'.
Le leggi devono essere interpretate nel senso di assecondare la volontà
del legislatore e non pare ragionevole pensare che l''Unione Europea
intendesse imporre all''Italia di adeguare circa 22 milioni di radiatori in
due anni, o, meglio, nei pochi mesi estivi che consentono di intervenire
ad impianto spento. BIBLIOGRAFIA
1. Decreto Legislativo 4 luglio 2014, n. 102 ''Attuazione della di- rettiva 2012/27/UE sull''efficienza energetica, che modifica le
direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive
2004/8/CE e 2006/32/CE'. 2. Decreto Legislativo 18 luglio 2016, n. 141, '' Disposizioni integra- tive al decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, di attuazione della
direttiva 2012/27/UE sull''efficienza energetica, che modifica
le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive
2004/8/CE e 2006/32/CE'. 3. Decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412 ''Regolamento recante norme per la progettazione, l''installazione,
l''esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai
fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell''art.
4, comma 4, della legge 9 gennaio 1991, n. 10'. 4. Legge 9 gennaio 1991, n. 10 ''Norme per l''attuazione del piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell''energia,
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le Direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le Direttive
2004/8/CE e 2006/32/CE'. 7. UNI EN 15459:2008, ''Prestazione energetica degli edifici. Proce- dura di valutazione economica dei sistemi energetici degli edifici'. 8. 3° Rapporto ANACI-CENSIS 2009 ''La vita nei condomìni: litigio- sità e risparmio energetico', settembre 2009. 9. 15° Censimento della popolazione e delle abitazioni, ISTAT, 2011.
10. www.condominio.it, 2012.
11. CRESME Ricerche S.p.A., ''Determinazione dei fabbisogni e dei consumi energetici dei sistemi edificio-impianto. Caratterizza-
zione del parco immobiliare ad uso residenziale', ENEA Report
RdS/2012/109, Settembre 2012. 12. E. Biele, D. Di Santo, G. Tomassetti, ''Analisi dell''impatto delle valvole termostatiche sui consumi finali degli utenti collegati alle
reti di teleriscaldamento dei Comuni montani delle zone climatiche
E ed F', ENEA Report RdS/PAR2014/081, Settembre 2015. 13. ''Risparmio energetico nella casa', ENEA Settembre 2003.
14. Decreto del Ministero della Giustizia 20 luglio 2012, n.140 ''Re- golamento recante la determinazione dei parametri per la liqui-
dazione da parte di un organo giurisdizionale dei compensi per
le professioni regolarmente vigilate dal Ministero della giustizia,
ai sensi dell''articolo 9 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27'. 15. UNI/TS 11300-2:2014 ''Prestazioni energetiche degli edifici - Parte 2: Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei
rendimenti per la climatizzazione invernale e per la produzione
di acqua calda sanitaria' 16. Delibera Autorità per l''Energia Elettrica e il Gas n. 103/2003, ''Linee guida per la preparazione, esecuzione e valutazione dei
progetti di cui all''articolo 5, comma 1, dei decreti ministeriali 24
aprile 2001 e per la definizione dei criteri e delle modalità per il
rilascio dei titoli di efficienza energetica', Settembre 2003. 17. Regolamento Delegato UE n. 244/2012 del 16 gennaio 2012 ''che integra la direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e
del Consiglio sulla prestazione energetica nell''edilizia istituendo
un quadro metodologico comparativo per il calcolo dei livelli
ottimali in funzione dei costi per i requisiti minimi di prestazione
energetica degli edifici e degli elementi edilizi' 18. V. Corrado, I. Ballarini, S. Paduos, ''Sviluppo della metodologia comparativa cost-optimal secondo Direttiva 2010/31/UE', ENEA
Report RdS/2013/144, Settembre 2013. 19. Rapporto annuale Istat 2016, ''La situazione del paese', Maggio 2016. Zona climatica Coefficiente di raccordo VAN 30 anni
senza incentivi VAN 30 anni
con incentivi VAN [euro] efficienza VAN [euro] efficienza A-B
0.21 min -2107 No -1645 No max -1680 No -1218 No C
0.35 min -1632 No -1170 No max -921 No -459 No D
0.64 min -650 No -187 No max 652 No 1114 Sì E
1.00 min 570 No 1032 Sì max 2604 Sì 3066 Sì F
1.39 min 1892 Sì 2354 Sì max 4718 Sì 5180 Sì TABELLA 4 - VAN
e convenienza
dell''investimento
per zone climatiche


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