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Sicurezza operazioni in mare nel settore idrocarburi: la direttiva 30/UE/ 2013. Nuovo approccio alla sicurezza offshore

Il decreto legislativo 18 agosto 2015 n 145, Attuazione della Direttiva 2013/30/UE sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi, dispone i requisiti minimi per prevenire gli incidenti gravi.
Prima di svolgere le operazioni l’Operatore deve dimostrare di aver messo in atto tutte le misure adeguate a prevenire incidenti gravi: deve quindi produrre il documento Relazione sui grandi rischi. L’operatore deve di conseguenza identificare tutti gli scenari incidentali , cioè deve avere la configurazione finale dell’installazione, per avere la licenza per produrre.
Si devono coniugare le esigenze economiche, tecniche e commerciali con la necessità di progettare, condurre e operare riducendo al minimo il rischio di incidente.

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SAVE Milano aprile 2016 Le normative come fattore di competitività

Pubblicato
da Alessia De Giosa
SAVE Milano 2016Segui aziendaSegui




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Estratto del testo
Milano Milano, 14 aprile 2016 Sicurezza delle operazioni in mare nel settore idrocarburi - Direttiva 30/UE/ 2013 Nuovo approccio alla sicurezza offshore Maria Cristina Bellina '' GIPI Francesco Ganci '' RAMS&E Guardare l''Insieme Per Ingegnerizzare La Normativa sulla sicurezza, a livello internazionale e sulla base degli incidenti catastrofici avvenuti
(Piper Alpha 1988, Deep Water Horizon 2010), si è sviluppata rapidamente ed impone adeguate misure
di prevenzione/mitigazione/recupero .
La Direttiva Europea 30/2013 nasce dal bisogno di migliorare la normativa offshore esistente, tenendo
in considerazione le particolare condizioni operative di una installazione a mare.
In Italia la Direttiva Europea è stata recepita con il D.Lgs 145 del 18 agosto 2015. Potential impact of oil on the Gulf ecosystem following the
Deepwater Horizon oil spill. Progettazione impianti Oil&Gas: OFFSHORE: Direttiva Safety offshore
30/2013/UE D.Lgs 145/2015 Nel rispetto delle nuove imposizioni normative ONSHORE: Direttiva Seveso III 18/2012/UE
D.Lgs 105/2015 Normative goal-based ' Approccio «Risk-based» offshore onshore ANALISI DI RISCHIO Principali criticità nella progettazione ' Complessità impianti ' Pericolosità e quantitativi delle sostanze trattate ' Strategie di controllo e gestione degli eventi incidentali rilevanti Progettazione impianti di estrazione e produzione oil & gas Adeguata progettazione dei sistemi di prevenzione e mitigazione Approccio "Risk- based" Cosa è cambiato' Approccio Tradizionale: Progetto e Costruzione Inizio Produzione Verifica della sicurezza
del progetto Eliminazione punti critici
del progetto  Approccio Reattivo  Presenza di parti d''impianto con eccessive
ridondanze rispetto alla sicurezza e parti critiche
non adeguate  Frequentemente soltanto azioni correttive di
manutenzione Approccio basato sull''Analisi di Rischio: Progetto Preliminare Analisi di rischio a
supporto del progetto Integrazione nel progetto
dei risultati dell''Analisi di
Rischio Definizione delle procedure
di manutenzione  Approccio Proattivo  Le soluzioni adeguate sono applicate all''intero
progetto  Definizione di azioni di manutenzione preventiva Il decreto legislativo 18 agosto 2015 n 145, Attuazione della Direttiva 2013/30/UE sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi, dispone i requisiti minimi per prevenire gli incidenti gravi. PRIMA di svolgere le operazioni l''Operatore deve dimostrare di aver messo in atto tutte le misure adeguate a prevenire incidenti gravi: deve quindi produrre il documento Relazione sui grandi rischi' L''operatore deve di conseguenza identificare tutti gli scenari incidentali , cioè deve avere la configurazione finale dell''installazione, per avere la licenza per produrre. Requisiti Normativi Si devono coniugare le esigenze economiche, tecniche e commerciali con la necessità di progettare, condurre e operare riducendo al minimo il rischio di incidente Il D.Lgs. n.145 dispone nell''Art.1 comma 1: ''i requisiti minimi per prevenire gli incidenti gravi nelle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi e limitare le conseguenze di tali incidenti' Si articola in 9 capi, suddivisi in 36 articoli, e 9 allegati: capo I:finalità ed ambito di applicazione
capo II: prevenzione dei grandi incidenti
legati alle operazioni in mare nel settore degli
idrocarburi
capo III: preparazione e effettuazione delle
operazioni in mare nel settore degli
idrocarburi
capo IV: politica di prevenzione
capo V: trasparenza e condivisione delle
informazioni
capo VI: cooperazione
capo VII: preparazione e risposta alle
emergenze
capo VIII: effetti transfrontalieri
capo IX: disposizioni finali I. Informazioni da inserire nei documenti presentati per la sicurezza
delle operazioni a mare II. Relazioni periodiche sulle operazioni di pozzo da presentare III. Disposizioni riguardanti la designazione e il funzionamento del Comitato per la sicurezza delle operazioni a mare IV. Disposizioni per gli operatori e i proprietari per la prevenzione degli incidenti gravi V. Selezione del verificatore indipendente e del progetto di sistemi di messa a punto indipendente VI. Informazioni riguardanti le priorità in materia di cooperazione tra operatori e proprietari e il Comitato per la sicurezza delle operazioni
a mare VII. Informazioni da fornire nei piani esterni di risposta alle emergenze
VIII. Dettagli da includere nella preparazione dei piani esterni di risposta alle emergenze IX. Condivisione di informazioni e trasparenza. L''AUTORITA COMPETENTE Comitato Tecnico, ai sensi dell''articolo 8 del Decreto Legislativo n°145, è composto da:
' esperto che ne assume la presidenza, nominato dal Presidente del Consiglio dei Ministri ' Direttore dell''UNMIG, UFFICIO NAZIONALE MINERARIO PER GLI IDROCARBURI E LE GEORISORSE ' Direttore della Dir.gen. Protezione natura e mare del Ministero dell''ambiente e della tutela del territorio e del mare ' Direttore centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ' Comandante generale del Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera, ' Sottocapo di Stato Maggiore della Marina Militare. '' Esprime pareri di adeguatezza per il rilascio delle licenze su richiesta dell''Autorità preposta al rilascio (delle licenze) '' Informa l''Autorità preposta al rilascio delle licenze se l''operatore non è più in grado di soddisfare i pertinenti requisiti a norma del presente decreto '' Accetta le relazione sui grandi rischi
'' ''.fornisce consulenza, collabora, coopera, ''.vieta ed impone RUOLI PRINCIPALI DEFINITI NEL Dlg 145 L''Operatore deve dimostrare al Comitato che: a) tutti i rischi prevedibili in grado di causare un incidente grave, anche per l''ambiente, sono stati individuati e valutati così come sono state
individuate le misure atte a controllarli, compresi gli interventi di emergenza;
b) il sistema di gestione della sicurezza e dell''ambiente è descritto in modo adeguato per provare il rispetto della presente direttiva;
c) provvedimenti adeguati sono stati delineati ai fini di una verifica indipendente e di un audit da parte dell''operatore o del proprietario
'''''.. L''OPERATORE Gli operatori effettuano le operazioni in mare nel settore degli idrocarburi sulla base di una gestione del rischio sistematica,
tale che tale che i rischi residui di incidenti gravi per le persone, l''ambiente e gli impianti in mare siano accettabili Il Documento Relazione sui Grandi Rischi Impianti di produzione Impianti non di produzione/Operazioni di testa pozzo Modifiche sostanziali Trasferimento RUOLI DEFINITI NEL Dlg 145 Relazione Grandi Rischi- Metodologia Analisi Rischio HAZID HAZOP FERA QRA SIL VERIFICATION QUALITATIVE RISK ANALYSIS QUANTITATIVE RISK ANALYSIS Standard Input Data: ' Cause/effect Matrix
' Maintenance Philosophy
' Process Description
' Others SAFETY&ENVIRONMENTAL CRITICAL ELEMENTS SIL ALLOCATION ' P&ID
' PFD and Material Balance
' Layout
' F&G Philosophy Analisi di rischio nel settore Oil&Gas HAZOP HAZards and Operability  Approccio sistematico per identificare tutti i potenziali pericoli derivanti da deviazioni di parametri processo (in tutte le configurazioni: normali operazioni, start-up, mancanza utilities,..)  Valutazione qualitativa: indici D e F -> RRisultati: adeguatezza sistemi di protezione, individuazione misure di intervento e priorità, individuazione «Elementi critici per la sicurezza» (ESD, F&G,) FERA Fire and Explosion Risk Assessment  Impatti derivanti da scenari di incendio ed esplosioneTarget: strutture, edifici, apparecchiature, vie di fuga  Risultati: requisiti dei sistemi di protezione passiva, resistenza degli edifici ad incendi ed esplosioni Allocazione/Verifica SIL Analisi di sicurezza funzionale (IEC EN 61508/61511)Identificazione delle funzioni di sicurezza strumentate SIF necessarie in funzione dei pericoli individuati ' da HAZOP. Definizione requisito SIL (Safety Integrity Level)  Risultati: Progettazione risk-based dei sistemi di protezione e sicurezza E/E/EP
' SIS (sensori, risolutori logici e attuatori) QRA Quantitative Risk Assessment  Impatti derivanti da tutte le principali sorgenti di rischio (HC e non HC)  Scopo: calcolo e rappresentazione del rischio degli scenari di dispersione tossica, incendio ed esplosione (critieri di rischio cumulativo LSIR e IRPA)  Target: personale lavorativo, ambiente  Risultati: aree di impianto critiche, individuazione misure di intervento La Sicurezza Funzionale: IEC 61508 IEC 61508 : Functional Safety of E/E/PE (Electrical/Electronic/Programmable Electronic)
safety-related systems
The Standard defines: Functional Safety : part of the overall safety relating to the EUC (Equipment Under Control)
that depends on the correct functioning of the E/E/PE safety-related systems EUC System : system that responds to input signals from the process and/or from an
operator and generates output signals causing the EUC to operate in the desired manner The IEC/EN 61508 is a technical standard of voluntary application It represents an accurate and systematic guideline based on the most advanced
state of the art for Risk-based design of protection systems and safety, whose
application is not required by law but is a free choice (although in cascade it
would become a contractual constraint


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