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Rapporto 2025 ENEA-CTI sulla certificazione energetica degli edifici

Il Rapporto Annuale sulla Certificazione Energetica degli Edifici 2025 (RACEE25), curato da ENEA e CTI e giunto ormai alla sua sesta edizione, fornisce un quadro aggiornato sullo "stato di salute" del patrimonio edilizio italiano basandosi sull'analisi di circa 1,2 milioni di Attestati di Prestazione Energetica (APE) emessi nel 2024 e registrati nel Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica (SIAPE).

Il rapporto, recentemente pubblicato e presentato ufficialmente a Bari in occasione dei SAIE 2025, assume una particolare importanza anche alla luce della nuova Direttiva (UE) 2024/1275 del 24 aprile 2024 sulla prestazione energetica nell'edilizia (EPBD IV), che richiede in particolare agli Stati Membri un notevole impegno nella riduzione dei consumi energetici degli edifici.

Tra le molte azioni richieste dalla direttiva, gli Stati Membri saranno chiamati a redigere dei piani nazionali per la riqualificazione energetica che però potranno essere definiti solamente avendo una fotografia chiara del patrimonio esistente e delle sue prestazioni energetica.

Si comprende facilmente, quindi, l'importanza che i dati e le analisi statistiche presentate nel RACEE25 avranno nel percorso di recepimento e applicazione della nuova Direttiva. In questo Dossier illustriamo, riprendendone anche tabelle e contenuti, i punti chiave e le evidenze principali che emergono dal RACEE25, rimandando per ulteriori approfondimenti alla lettura del testo completo disponibile sul sito CTI nelle pagine dedicate alla Certificazione Energetica o sul sito ENEA.

Le prestazioni energetiche degli edifici

Uno dei capitoli centrali del RACEE25 è sicuramente quello dedicato all'analisi dei dati contenuti nel SIAPE e alle considerazioni conseguenti relative allo stato del nostro patrimonio edilizio dal punto di vista energetico.

Alla data del 1° aprile 2025, termine di legge previsto per la trasmissione da parte delle regioni degli APE emessi nell'anno precedente, il SIAPE conteneva circa 6,4 milioni di attestati relativi al periodo 2015- 2024, inviati da 17 Regioni e 2 Province Autonome.

Questo attesta anche il costante allargamento della base dati che oggi copre la maggior parte delle Regioni e Province autonome.

All'appello in questa edizione mancano solo Campania, che però si è recentemente collegata al SIAPE e sta inviando i dati per la futura edizione, e Sardegna.

Ricordiamo inoltre il fatto che gli APE depositati sono in gran parte relativi a edifici residenziali (88,7% del totale). Per quanto riguarda i non residenziali, vi è una prevalenza di alcune categorie specifiche: edifici commerciali, uffici e edifici industriali compongono circa l'85% dei non residenziali.

Questo determina una differente significatività delle informazioni tra i due settori.

Per quanto riguarda gli aspetti prestazionali degli edifici rilevati con l'edizione 2025 del rapporto, un primo elemento che vale la pena evidenziare è il costante miglioramento dell'efficienza energetica del parco immobiliare nazionale che si sta osservando da quando i dati nel SIAPE si sono consolidati e hanno acquistato maggior solidità. In particolare, si conferma che:
- gli edifici più efficienti sono in costante crescita: le classi energetiche più alte (A4, A3, A2, A1, B) rappresentano ormai quasiil 20% del totale degli APE emessi, confermando una tendenza positiva, già peraltro emersa nelle precedenti edizioni del rapporto;
- parallelamente, sono in calo gli edifici più energivori: le classi meno performanti (F e G) sono in costante riduzione e si attestano a circa il 45,3% del totale per i residenziali, con un calo di oltre due punti percentuali rispetto all'anno precedente. Anche per quanto riguarda i non residenziali, le classi F e G si assestano al 30,9%.

Riprendendo dal RACEE 2025 (Figura 1 nel PDF) l'analisi dell'evoluzione negli ultimi cinque anni dei principali indicatori energetici presenti nell'APE (EPgl, EPgl,nren, EPgl,ren, EPH,nd ed emissioni di CO2) si vede come dal 2020 al 2024 ci sia un costante miglioramento del valore dell'EPgl mediano, una certa stabilità nella componente rinnovabile EPgl,ren e una diminuzione progressiva delle emissioni di CO2.

Interessante è anche la possibilità di acquisire, tramite il RACEE 2025, un valore di benchmark dei principali indicatori per le singole categorie di destinazione d'uso, come riportato in Figura 2 nel PDF.

In particolare, la maggior parte delle abitazioni, con l'eccezione della destinazione E.1(2) ad occupazione saltuaria, è caratterizzata da valori più bassi, con l'EPgl inferiore a 170 kWh/ m2anno.

Mentre gli immobili non residenziali presentano valori dell'EPgl mediamente compresi tra 200 kWh/ m2anno e 350 kWh/m2anno, con l'eccezione degli immobili adibiti ad attività ricreative, associative o di culto (E.4) che assumono valori di circa il doppio. L'eterogeneità dei "non residenziali" è confermata anche per l'EPgl,nren, l'EPH,nd e le emissioni di CO2.

I valori dell'EPgl,ren risultano molto bassi nel residenziale adibito a residenza con carattere continuativo (E.1(1)), mentre per i "non residenziali" si rilevano valori significativamente più elevati, con un massimo di quasi 50 kWh/m2anno per la destinazione d'uso E.3, ossia ospedali, cliniche e case di cura.

Sempre parlando di valori di riferimento, riteniamo interessante evidenziare i valori dei principali indicatori suddivisi per classe energetica, nel residenziale (Figura 3) e nel non residenziale (Figura 4).

Nel primo gruppo di edifici si rileva che i valori dell'EPgl delle classi più efficienti (A4-B) salgono da un minimo di circa 66 kWh/m2anno ad un valore di circa 99 kWh/m2anno, quindi con un aumento costante al peggiorare della classe energetica ad eccezione della classe A3, fortemente influenzata dalla elevata componente rinnovabile presente.

Passando alle classi meno performanti, il valore dell'EPgl cresce progressivamente da circa 116 kWh/ m2anno della classe C fino a circa 293 kWh/ m2anno nella classe G.

In modo simile si muove l'EPH,nd mentre i valori degli indici EPgl,nren e le emissioni di CO2 si muovono più regolarmente.

Diminuisce al peggiorare della classe energetica l'EPgl,ren, passando da circa 50 kWh/m2anno per la classe A4 fino a circa 1,8 kWh/m2anno per la classe G.

Si evidenzia inoltre che nelle classi A4 e A3, i valori di EPgl,ren risultano superiori di tre volte rispetto alla classe immediatamente inferiore (A2).

Il settore non residenziale presenta valori generalmente più elevati rispetto al residenziale, ad eccezione della classe G, dove il valore dell'EPgl è simile (294 kWh/ m2anno).

Per i non residenziali i valori dei parametri crescono fino alla classe D per poi diminuire gradualmente nelle classi successive.

Contrariamente al settore residenziale, si osserva invece una lenta crescita iniziale dell'EP gl,ren tra la classe A4 (75 kWh/m2anno) e la classe B, a cui fa seguito un calo nelle classi successive fino a circa 5 kWh/m2anno per la classe G.

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Fonte: Energia e Dintorni novembre 2025
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