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Prodotti isolanti termici - Le applicazioni in edilizia

L’isolante termico in edilizia è il materiale che viene generalmente impiegato per ridurre lo scambio termico tra ambiente interno ed esterno. Il comportamento dell’involucro del fabbricato edilizio può essere rappresentato dall’insieme dei processi fisici mediante cui ha scambi termici ed energetici, regolando di conseguenza le condizioni climatiche interne e il benessere termo-igrometrico degli occupanti. Questa definizione sembra essere apparentemente lineare e semplice, in realtà nel termine “isolante” si nascondono caratteristiche, prestazioni e requisiti non solo di natura energetica bensì risposte a questioni ambientali che nel tempo stanno acquisendo sempre più rilevanza ed attenzione anche da parte del legislatore e dalla Commissione Europea.

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Energia e Dintorni - Settembre 2018

Pubblicato
da Dario Tortora
Energia e DintorniSegui aziendaSegui




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Estratto del testo
Giovanni Murano ' murano@cti2000.it L'isolante termico in edilizia il materiale che viene
generalmente impiegato per ridurre lo scambio termi-
co tra ambiente interno ed esterno. Il comportamento
dell'involucro del fabbricato edilizio pu essere rap-
presentato dall'insieme dei processi fisici mediante cui
ha scambi termici ed energetici, regolando di conse-
guenza le condizioni climatiche interne e il benessere
termo-igrometrico degli occupanti.
Questa definizione sembra essere apparentemente
lineare e semplice, in realt nel termine 'isolante' si
nascondono caratteristiche, prestazioni e requisiti non
solo di natura energetica bens risposte a questioni
ambientali che nel tempo stanno acquisendo sempre
pi rilevanza ed attenzione anche da parte del legi-
slatore e dalla Commissione Europea.
Sino al e prime leggi sul risparmio energetico gli
edifici sono stati costruiti senza prendere adeguata-
mente in considerazione le problematiche connesse
ai consumi di energia termica, in quei tempi esagera-
tamente elevati, sia a causa delle dispersioni termiche
attraverso l'involucro opaco e trasparente, sia per gli
scambi termici dovuti a infiltrazioni non controllabili o
per l'esistenza di ponti termici non opportunatamente
risolti presenti nella struttura stessa dell'edificio. ben
noto che, la maggior parte del patrimonio nazionale
esistente costruito prima degli anni '90 non stato
realizzato con un'adeguata coscienza energetica
ed ambientale e quindi oggi avrebbe la necessit di
essere rinnovato, efficientato e messo adeguatamente
in sicurezza.
Tale situazione non riguarda solamente l'Italia, attual-
mente una quota significativa degli edifici europei
altamente energivora a causa di uno scarso impiego
di isolante termico, in alcuni casi di bassa qualit
quando presente. Inoltre il panorama edilizio esistente carat erizzato da sistemi di riscaldamento obsoleti
ed inefficienti incidendo, inoltre, sulla povert energe-
tica, fenomeno che colpisce mediamente quasi l'11 %
della popolazione dell'UE.
Al settore degli edifici imputabile circa il 13 %
del totale delle emissioni di CO 2 nell'UE, mentre per quanto concerne la domanda di energia, responsa-
bile di circa il 40 % del consumo energetico nell'UE
e di un terzo dell'utilizzo di gas naturale; cifre queste
che potrebbero essere ridotte di circa il 75% dando
impulso ad interventi sugli edifici i quali per avere
benefici reali dovranno essere attuati concretamente e
correttamente. Come evidenziato dalla Commissione
Europea, l'85 % di tali consumi sono dovuti al riscal-
damento e all'utilizzo di acqua calda sanitaria, questi
potrebbero essere moderati attraverso la ristrutturazio-
ne profonda degli edifici, impiegando un isolamento
termico pi performante che garantirebbe un approc-
cio pi sicuro e sostenibile al a fornitura di calore
ed un miglioramento del comfort abitativo dei locali;
fornendo vantaggi sia all'ambiente sia agli utilizzato-
ri, i quali potrebbero godere di bollette energetiche
significativamente pi basse.
A tal proposito, la Commissione Europea raccoman-
da di continuare a rendere pi rigorose le norme in
materia di efficienza energetica degli edifici, tenendo
presente e promuovendo le innovazioni tecniche, in
particolare per quanto concerne la garanzia di omo-
geneit di isolamento; insiste, inoltre, nel sostenere la
realizzazione di edifici a energia quasi zero (nZEB).
Un'elevata efficienza energetica degli edifici garantita
attraverso l'isolamento termico, nonch dal ricorso a
fonti energetiche rinnovabili e dall'energia termica di
recupero, rappresentano priorit fondamentali per la
strategia dell'UE in materia di riscaldamento e raffred-
damento.
Gli effetti economici degli interventi di ristrutturazione Prodotti isolanti termici
Le applicazioni in edilizia Dossier CTI 10 Settembre 2018 11 IL CTI INFORMA Dossier CTI e dell'isolamento degli edifici possono essere tradotti
mediamente in una riduzione fino al 50 % dei costi
per il riscaldamento e il raffrescamento, a tal pro-
posito il Parlamento europeo invita la Commissione
a prevedere un adeguato cofinanziamento per le
iniziative volte a ristrutturare gli alloggi sociali e i con-
domini a bassa efficienza energetica. Viene, inoltre,
appoggiata l'iniziativa Finanziamenti intelligenti per
edifici intelligenti, che promuove una maggiore dif-
fusione dell'efficienza energetica combinata al ricorso
alle fonti rinnovabili nel settore edilizio; si ritiene che
l'ammodernamento e l'isolamento termico degli edifici
dovrebbero avere la precedenza sulle altre misure di
efficienza energetica per quanto riguarda la priorit
di accesso ai finanziamenti, soprattutto alla luce del
loro elevato potenziale di creazione di lavoro. Infatti,
il processo di conversione degli edifici pu avere
degli effetti positivi sulle comunit, contribuendo non
solo ad alleviare problematiche di povert energetica,
ma contribuendo alla creazione di posti di lavoro qua-
lificati a livello locale. L'isolante termico nel periodo estivo
Nella valutazione del comportamento degli edifici
nella stagione estiva il discorso si complica, poich il
contributo del flusso termico dovuto agli apporti solari
termici contribuisce in maniera rilevante nel surriscal-
damento degli ambienti interni. Tale apporto termico,
considerato il pi significativo, quindi proporzionale
alla superficie dell'involucro trasparente e alle sue ca-
ratteristiche termofisiche, oltre a quelle dei dispositivi
adoperati per la schermatura solare.
Emerge chiaramente, quindi, l'esigenza di una proget-
tazione integrata del fabbricato, in cui i relativi com-
ponenti, che si interfacciano con il contesto esterno,
devono essere pensati e installati seguendo strategie
di controllo termico finalizzate alla riduzione dei con-
sumi energetici (invernali ed estivi).
In estate il fabbricato, se sprovvisto di impianto di
climatizzazione, dovr permet ere maggiori scambi
termici con l'ambiente esterno utilizzando di con-
seguenza processi che permettano la ventilazione,
l'aerazione naturale e/o il raffrescamento intelligente
(free cooling), con il fine di incrementare gli scambi termici verso l'esterno e beneficiando di conseguenza
delle condizioni ambientali esterne nei momenti in cui
la temperatura dell'aria pi confortevole rispetto a
quella degli ambienti interni. Flessibilit energetica
In letteratura tecnica sono molte le ricerche sul ruolo
dell'isolamento termico, in questa prefazione vengono
riportate alcune delle principali conclusioni. L. Sarran
et al. (2017) ha studiato la possibilit di aumentare la
flessibilit fornita alla rete di distribuzione dell'energia
termica attraverso la progettazione specifica dell'edi-
ficio. Il ruolo delle diverse strutture dell'involucro sulla
flessibilit termica dell'edificio stato valutato attra-
verso una variazione parametrica delle caratteristiche
termofisiche di pi casi studio. stata quindi simulata
un'interruzione dell'energia termica e la flessibilit
nella risposta dell'edificio nella conservazione delle
condizioni di comfort degli ambienti interni. Dallo stu-
dio emerso che la trasmittanza termica dell'involucro
ha il maggiore impatto sulla flessibilit termica; l'iner-
zia termica, invece, ha un'influenza secondaria sugli
indicatori valutati; la sua variazione incide solo sulla
flessibilit termica, se la resistenza termica dell'invo-
lucro risulta essere sufficiente. Il grado di isolamento
termico delle pareti esterne il parametro che garan-
tisce maggiore flessibilit. Migliorare la trasmittanza
termica delle finestre, secondo queste ricerche, pu
moltiplicare la durata del periodo di comfort fino a
un fattore di 4. Il tempo di conservazione del calore
nell'edificio diminuisce fortemente quando il rapporto
superficie vetrata / involucro aumenta. L'orientamento
dell'appartamento mostra un impatto moderato ma
chiaro sulla conservazione del calore: qualsiasi altro
orientamento rispetto a Sud riduce significativamente
il tempo nel range di comfort dopo un cut-off.
Tuttavia, applicando gli attuali metodi di calcolo,
l'influenza principale sulla potenza di picco sembra
derivare dalla disponibilit di guadagni termici solari:
l'orientamento della facciata principale in qualsiasi
altra direzione rispetto a Sud aumenta notevolmente il
picco di potenza di riscaldamento. Allo stesso modo,
mentre le finestre di dimensione minore garantiscono
una migliore conservazione di energia termica, deter- minano anche un aumento importante della potenza
di picco. LA SCELTA DELL'ISOLAMENTO TERMICO Rossella Esposti ' Componente del a CT 201
'Isolanti e isolamento termico - Materiali' ' ANIT La corretta progettazione energetica di un edificio
passa attraverso la corretta scelta del e caratteristiche
dei materiali isolanti da utilizzare nei calcoli. Il mate-
riale isolante termico, infatti, quel o che 'governa'
la prestazione termica del e strutture, essendo lo stra-
to a maggior resistenza termica. Pertanto, un errore
nel caratterizzare questo tipo di materiale (ad esem-
pio la scelta un valore di conducibilit non corretto)
pu determinare un grosso errore nella stima della
prestazione energetica del 'intero edificio.
Per supportare il progettista su questo punto viene in
aiuto la norma UNI 10351. Questa norma, profonda-
mente rinnovata rispetto al a precedente versione del
1994 che conteneva una banca dati sul e caratteristi-
che termo igrometriche dei materiali per l'edilizia, ha
lo scopo di fornire la metodologia per il reperimento
dei valori di riferimento per la conduttivit termica, la
resistenza al passaggio del vapore e il calore speci-
fico dei materiali da costruzione in base al 'epoca di
instal azione.
La norma integra quanto non presente nel a UNI EN
ISO 10456, che rappresenta la banca dati normativa
europea sul e caratteristiche termo igrometriche dei
materiali da costruzione, e lo fa in particolare riferi-
mento ai materiali isolanti per l'edilizia, fornendo dati
di ' D 'medi' per i materiali attualmente in commercio. Questo parametro per i materiali isolanti termici in-
fatti non presente nel a norma europea, in quanto
necessario far riferimento al a marcatura CE del
singolo materiale.
I valori di riferimento da prendere in considerazione
sono distinti a seconda che si tratti di materiali gi in
opera (ad esempio in caso di calcoli su edificio esi-
stente) o da impiegare in nuove costruzioni o che si
tratti di materiali generici o materiali isolanti. A seconda del caso, come descritto di seguito, i valo-
ri di riferimento sono riportati: - nel prospetto A.1 del a UNI 10351 (ex prospetto del a versione 1994); - nel prospetto 2 del a UNI 10351, che riporta i dati medi di ' D; - nei prospetti 3, 4 e 5 del a UNI 10456; - nel a marcatura CE del prodotto; - in letteratura. Ci concentriamo qui sui materiali isolanti, descriven-
do in base al e prescrizioni del a norma sul e modali-
t di reperimento dei dati necessari per i calcoli. Materiali isolanti termici
per l'edilizia gi in opera
Per la determinazione della conduttivit termica,
si deve far riferimento al prospetto A.1 del a UNI
10351 (valori gi maggiorati con il fattore m%). Nel
caso di instal azione successiva al 'entrata in vigore
dell'obbligo della marcatura CE, in assenza di dati
relativi al a marcatura del o specifico prodotto instal-
lato, vanno considerati i valori riportati nel prospetto
2 del a UNI 10351.
Il coefficiente di resistenza al passaggio del vapore si
ricava a partire dai valori di permeabilit forniti nel
prospetto A.1 del a UNI 10351. Nel caso di instal-
lazione successiva al 'entrata in vigore del 'obbligo
del a marcatura CE, in assenza di dati relativi al a
marcatura del o specifico prodotto instal ato, si devo-
no considerare i valori riportati nel prospetto 4 del a
UNI EN ISO 10456.
Per la determinazione del calore specifico, in assenza
di dati pi attendibili, si utilizzano i valori riportati nel
prospetto 4 del a UNI EN ISO 10456. Per i materiali
non presenti si assume il valore di calore specifico
pari a 1000 J/kgK. Materiali isolanti termici per
l'edilizia di nuova installazione
Per la determinazione del a conduttivit termica, per
i materiali isolanti dotati di marcatura CE, si deve
fare riferimento al a conduttivit termica dichiarata
nel a marcatura CE del o specifico prodotto isolante Dossier CTI 12 Settembre 2018 13 IL CTI INFORMA Dossier CTI utilizzato. Qualora non si conosca ancora lo specifi-
co prodotto da porre in opera, si utilizzano i valori
forniti nel prospetto 2 del a UNI 10351. Questi valori
sono da considerare indicativi del a conduttivit ter-
mica dichiarata di materiali isolanti con marcatura CE obbligatoria o volontaria e reperibili sul mercato
nazionale alla data di pubblicazione della norma
stessa.
Mentre, per la determinazione del coefficiente di
resistenza al passaggio del vapore per i materiali TABELLA 1 - Data di entrata in vigore dell'obbligo della marcatura CE per diversi materiali isolanti
secondo quanto indicato nel prospetto 2 della norma UNI 10351
Tipo di prodotto Norma di prodotto Data di entrata in vigore
obbligo marcatura CE Lana di roccia UNI EN 13162 13 maggio 2003 Lana di roccia sfusa da insuflaggio UNI EN 14064-1 1 dicembre 2011 Lana di vetro UNI EN 13162 13 maggio 2003 Polistirene espanso sinterizzato (EPS) UNI EN 13163 13 maggio 2003 Polistirene espanso estruso (XPS) UNI EN 13164 13 maggio 2003 Poliuretano espanso rigido UNI EN 13165 13 maggio 2003 Schiuma poliuretanica applicata a spruzzo o per
colata, percentuale cel e chiuse > 90% UNI EN 14315-1
UNI EN 14318-1 1 novembre 2014 Schiuma poliuretanica applicata a spruzzo o per
colata, percentuale cel e chiuse < 90% UNI EN 14318 1 novembre 2014 Schiuma fenolica UNI EN 13166 13 maggio 2003 Vetro cel ulare UNI EN 13167 13 maggio 2003 Lana di legno UNI EN 13168 13 maggio 2003 Perlite espansa in granuli di grossa granulometria
1-5mm, densit 80-120 kg/m3 UNI EN 14316-1 1 giugno 2006 Pannel o a base di perlite espansa,
densit 150 kg/m3 UNI EN 13169 13 maggio 2003 Sughero espanso UNI EN 13170 13 maggio 2003 Fibre di legno UNI EN 13171 13 maggio 2003 Argil a espansa UNI EN 14063 1 giugno 2006 Vermiculite UNI EN 14317-1 1 giugno 2006 Polietilene espanso UNI EN 16069 1 settembre 2014 Fibre di poliestere Marcatura CE volontaria - Fibre di canapa-kenaf Marcatura CE volontaria - Lana di pecora Marcatura CE volontaria - Cellulosa Marcatura CE volontaria - Calcio silicato Marcatura CE volontaria - isolanti dotati di marcatura CE, si fa riferimento al
coefficiente di resistenza al passaggio del vapore
presente nella marcatura CE dello specifico pro-
dotto utilizzato. Qualora non si conosca ancora lo
specifico prodotto da porre in opera, si possono
utilizzare i valori forniti nel prospetto 4 del a UNI
EN ISO 10456.
Per la determinazione del calore specifico, si appli-
cano i valori riportati nel prospetto 4 del a UNI EN
ISO 10456 o, se disponibili, valori forniti dal pro-
duttore supportati da prove di laboratorio. Qualora
non sia possibile reperire alcun valore, si assume il
valore di calore specifico pari a 1000 J/kgK. Affidabilit dei dati dichiarati
e corretta comunicazione
fondamentale che il progettista abbia una piena
consapevolezza del livel o di affidabilit dei dati
che utilizza, soprattutto per quanto riguarda i va-
lori di conducibilit termica. La marcatura CE
un grosso supporto, perch i dati forniti nel a DoP
di un prodotto che ne provvisto hanno un grado
di affidabilit molto alto. infatti proprio questo
lo scopo principale della marcatura: fornire infor-
mazioni certe in merito alle caratteristiche di un
prodotto. Non tutti i prodotti hanno per obbligo
di marcatura CE: quelli che non sono coperti da
norma armonizzata o da ETA (procedura per la
marcatura CE volontaria) non hanno imposizione
di avere una dichiarazione di prestazione, ma
possono, in modo assolutamente legittimo, essere
immessi sul mercato.
La gi citata norma UNI EN ISO 10456 riporta il
metodo da applicare per l'elaborazione del 'D.
Si tratta di un metodo che, elaborando i risultati
di pi prove su campioni di materiale, porta al a
dichiarazione di un dato statisticamente affidabile.
Questo metodo potrebbe essere applicato, su base
volontaria, anche dai produttori di materiale senza
obbligo di marcatura, con lo scopo di rafforzare la
correttezza tecnica della propria documentazione.
I progettisti dovrebbero abituarsi a verificare que-
sto aspetto, cos come la fonte dei dati che reperi-
scono sul e schede tecniche di materiali e sistemi. Per qualsiasi prodotto dichiari propriet isolanti
o di risparmio energetico, importante verificare
sempre che i dati siano stati misurati o calcolati sul-
la base del e norme tecniche vigenti e riconosciute.
Gi la legge 10/91 richiedeva al 'articolo 32 che i
prodotti isolanti fossero certificati: nel 1998 il DM
2/04/1998 rese attuativa questa richiesta, indi-
cando che i valori di conduttivit termica lambda
o di resistenza termica areica e di massa volumica
dei materiali isolanti dovessero essere certificati da
laboratori o organismi di certificazione di prodotto
accreditati a livel o europeo. Questo decreto, sep-
pure purtroppo non aggiornato secondo le modali-
t che erano state previste, ancora in vigore. DATI DICHIARATI E METODI DI PROVA DELLE PRESTAZIONI Corrado Colagiacomo ' Coordinatore della CT
202/GL 01 'Misura in laboratorio del e propriet
termiche di materiali, elementi e strutture' ' Istituto
Giordano Come riportato al paragrafo precedente la misura
delle caratteristiche di isolamento termico dei
prodotti per edilizia non pu essere svincolata dal
concetto di affidabilit di tali misure. Di seguito
viene riportata una tabella di sintesi ove, per i
principali metodi di indagine, stata riportata
l'incertezza tipica, ricavata grazie ad un'analisi
matematica dell'incertezza e, in alcuni casi,
verificata da confronti inter laboratorio.
Dal a tabel a 2 si evince come la caratterizzazio-
ne termica dei materiali, per avere un'affidabilit
accettabile, deve essere eseguita in laboratorio
seguendo metodi di prova normalizzati.
Quando vengono dichiarate le caratteristiche di
isolamento termico dei prodotti, tali valori devono
essere rappresentativi della produzione, devono es-
sere dichiarati in condizioni termo igrometriche di
riferimento e devono tenere conto di un opportuno
periodo di invecchiamento. Nel caso dei materiali
isolanti soggetti a marcatura CE secondo le norme Dossier CTI 14 Settembre 2018 armonizzate da UNI EN 13162 a EN 13171, le
modalit di dichiarazione sono estremamente se-
vere in quanto richiedono l'effettuazione di almeno
10 prove di conduttivit termica di cui 4 effettuate
presso l'Ente Notificato, pi ulteriori prove periodi-
che di conduttivit da effettuare durante il control o
di produzione.
In assenza di una norma di prodotto armonizzata
possibile procedere con la marcatura CE in am-
bito volontario tramite ETA (se disponibile un EAD
applicabile).
In ogni caso, qualora per componenti di edifici o
impianti vengano dichiarate prestazioni di isola-
mento termico, c' l'obbligo del a certificazione tra-
mite laboratori accreditati in conformit a quanto
previsto dal D.M. 2 aprile 1998. In assenza di una
norma di prodotto o di un ETA si seguono le pro-
cedure generali descritte nel a norma UNI EN ISO
10456, la quale richiede un minimo di 3 prove per
poter fare una valutazione di tipo statistico. L'INSTALLAZIONE DELL'ISOLANTE TERMICO Matteo Bianchin ' Componente del a CT 201
'Isolanti e isolamento termico - Materiali' ' Fassa srl Per la realizzazione di edifici caratterizzati da alte
prestazioni energetiche, sia in interventi di ristruttu-
razione, che in edifici di nuova costruzione, l'isolante
termico ricopre un ruolo fondamentale tra i materiali
per l'edilizia.
La prestazione dell'isolante termico deve essere cor-
rettamente valutata in fase di progettazione, ma affin-
ch ci sia adeguata corrispondenza tra la prestazio-
ne prevista e le caratteristiche del materiale in opera,
nel tempo di vita utile del o stesso, altrettanto impor-
tante che la posa del materiale isolante sia effettuata
secondo lo stato pi avanzato di conoscenza del e
tecniche di instal azione del materiale.
A tal proposito nel 'edilizia dei giorni nostri si sente 15 IL CTI INFORMA Dossier CTI TABELLA 2 - Incertezza tipica dei vari metodi di misura delle caratteristiche termiche dei prodotti METODO DI MISURA RIFERIMENTO NORMATIVO INCERTEZZA TIPICA FONTE Piastra calda con
anel o di guardia UNI EN 12664,
UNI EN 12667, ISO 8302 2% UNI EN 12664 ' par. 5.2.8;
UNI EN 12667 ' par. 5.2.8 Metodo dei
termoflussimetri UNI EN 12664,
UNI EN 12667, ISO 8301 3% UNI EN 12664 ' par. 5.3.5;
UNI EN 12667 ' par. 5.3.5 Metodo camera
guardiata o calibrata UNI EN ISO 8990 5% UNI EN ISO 8990 ' par. 1.1 Metodo della camera
calda con
termoflussimetri UNI EN 1934 7% Dati di laboratorio Misura in campo
del a resistenza
termica e del a
trasmittanza mediante
termoflussimetri ISO 9869-1 Compresa tra
14% e 28% ISO 9869-1 ' par. 9 Misura del a
resistenza termica
di un componente
edilizio attraverso
misure di consumi
energetici in campo Metodi non normalizzati 50%
100%
200%
' Valore ricavabile da una
analisi del 'incertezza o
sul a base del confronto
di misure effettuate sul o
stesso prodotto da differenti
laboratori sempre pi parlare del concetto di 'Sistema' di ap-
plicazione, e non solo di instal azione del 'Prodotto'.
Ogni prodotto isolante deve infatti venir correlato dal-
le opportune informazioni tecniche per l'instal azione
del materiale, redatte dal produttore dello stesso. Il
materiale isolante spesso viene per incorporato nel-
la costruzione utilizzando altri materiali di supporto.
I vari componenti che partecipano al 'instal azione
del 'isolante vengono a costituire un 'kit' per l'appli-
cazione del o stesso.
Di conseguenza, chi immette il sistema nel mercato
del 'edilizia diventa a tutti gli effetti il responsabile
del e informazioni per la corretta instal azione del 'i-
solante. Si parla in questo caso di 'produttore' del si-
stema, tenendo ben presente che non necessariamen-
te il 'produttore' del sistema anche il produttore del
materiale isolante.
Il produttore del sistema che immette nel mercato
il 'kit' per l'instal azione del 'isolante deve quindi
assicurare, non solo che le prestazioni del 'isolante
siano quel e effettivamente dichiarate, ma anche che
l'incorporazione del materiale isolante nel e opere
edili risponda ai requisiti di stabilit nel 'instal azione,
sicurezza, adeguata resistenza, durabilit ecc.
A questo proposito, di recente pubblicazione, per
quanto riguarda l'ambito del a posa dei Sistemi di
isolamento termico esterno (comunemente designati
dal 'acronimo ETICS), la norma UNI/TR 11715 dal
titolo: 'Isolanti termici per l'edilizia - Progettazione e
messa in opera dei sistemi isolanti termici per l'ester-
no (ETICS)'.
La norma rappresenta il documento tecnico che ripor-
ta le informazioni pi avanzate che attualmente sono
disponibili per una corretta posa in opera dei sistemi
di isolamento termico esterno degli edifici.
La norma si pone quindi come obiettivo quel o di
diventare il riferimento a disposizione di committenti,
progettisti, fabbricanti e instal atori, affinch la posa
del cappotto termico sia realizzata correttamente.
La UNI/TR 11715 descrive dettagliatamente le tipolo-
gie di sistemi di isolamento termico che attualmente
sono maggiormente presenti nel mercato, dando una
panoramica complessiva sui vari componenti che par-
tecipano attivamente al a buona riuscita del sistema. Vengono inoltre ampiamente descritte le modalit di
verifica del supporto prima del 'instal azione del siste-
ma, i trattamenti preliminari che si rendono necessari
in alcune situazioni particolari di cantiere, e tutte le
accortezze che devono essere messe in atto affinch
ogni componente svolga correttamente la propria fun-
zione al 'interno del sistema.
Il percorso di elaborazione del a norma ha rappre-
sentato un esempio virtuoso di col aborazione tra as-
sociazioni, produttori di materiali isolanti e produttori
di malte ed intonaci, e ha permesso di rendere chia-
ramente fruibile a tutti una cultura tecnica consolidata
per l'instal azione di questi materiali isolanti a parete.
Viene quindi spontaneo augurarsi che il percorso
seguito per l'elaborazione di questa norma sia svi-
luppabile in futuro anche per altre tipologie di instal-
lazione dei materiali isolanti nei diversi ambiti che
concorrono al a definizione del e prestazioni termiche
del 'edificio. I SISTEMI ETICS: DALLA NORMATIVA DI PRODOTTO ALLA NORMATIVA DI SISTEMA Federico Tedeschi ' Coordinatore CT 201/GL
01 'Progettazione e messa in opera degli ETICS' '
Consorzio Cortexa Il Sistema Composito di Isolamento Termico Esterno,
meglio noto come ETICS, acronimo inglese (in realt
non usato dagli inglesi), ha messo in crisi l'apparato
normativo europeo e la filosofia che gli sta dietro.
La normativa europea, infatti, dall'ormai lontano
2011 con il Regolamento (UE) 305, meglio noto come
CPR (Construction Product Regulation), si indirizzata
verso norme di prodotto: norme complete, complesse,
molto tecniche, che per consentire il libero scambio
dei prodotti da costruzione impongono procedure di
produzione, control o e certificazione precise.
Precise ma non omogenee: per loro natura e per co-
me vengono redatte, le norme armonizzate non sono
quasi mai simili (verrebbe da dire armonizzate) tra di
loro, a partire dagli obblighi di control o per ottenere Dossier CTI 16 Settembre 2018 la marcatura CE, differenti per ognuna di esse.
E adesso veniamo al punto che spiega il problema
enunciato al 'inizio: secondo il Regolamento per i
Prodotti da Costruzione 305/2011 i componenti di un
sistema ETICS non sono singoli prodotti, ma il siste-
ma a costituire un prodotto.
Peccato che per quasi tutti i componenti del sistema
(rasanti, col anti, finiture, isolanti termici) siano anche
singoli prodotti e dunque dispongano di una propria
norma armonizzata: per esempio gli intonaci di base
(UNI EN 998-1), oppure le finiture (UNI EN 15824),
oppure gli isolanti (UNI EN 13162, per lane minerali,
UNI EN 13163, per polistireni espansi sinterizzati).
Dunque i componenti di un ETICS possono essere
prodotti prefabbricati che sottostanno a uno standard
europeo EN o internazionale ISO, ma se fanno parte
di un sistema ETICS fornito dal Detentore del Sistema
al 'interno di un 'kit' sono soggetti anche al o stan-
dard del sistema di cui fanno parte.
Peccato che lo standard del Sistema non ci sia, o me-
glio non ci sia ancora. Un po' di storia normativa
Per circa 10 anni la singolarit costituita dai sistemi
ETICS stata gestita trattando i sistemi stessi come
prodotti innovativi e sperimentali, e sottoponendoli a
una procedura nota come ETAG 004 (European Tech-
nical Approval Guideline).
I cappotti termici sono nati negli anni '50, e la ETAG
004 deriva da una Guida Tecnica ideata dal CSTB
francese (padre fondatore dell'EOTA, precedentemen-
te noto come UEAtc, Union Europeenne pour l'Agre-
ment technique dans la construction).
L'Approvazione Tecnica Europea non una norma,
e men che meno armonizzata, e dunque l'applica-
zione era, ed , di carattere volontario: molti Paesi
europei l'hanno per adottata e resa obbligatoria,
comprendendone la portata e l'importanza per ga-
rantire la qualit degli ETICS. Altri Paesi (per esempio
la Germania) l'hanno sostituita con procedure di cer-
tificazione nazionali, venendo meno in questo caso
al o spirito di armonizzazione e di libero scambio dei
prodotti che sottintenderebbe la politica commerciale
interna europea. Poi nel 2013 la ETAG 004, dopo 10 anni di onorata
attivit, scaduta, ma al suo posto non era ancora
disponibile la norma che avrebbe dovuto sostituirla:
oggi ancora in corso di sviluppo (il prEN 17237)
definita tra gli addetti ai lavori 'ETICS Specification',
del a cui redazione stato incaricato il CEN/TC 88
WG 18.
Da al ora ad oggi successo che: - il Gruppo di lavoro 18 del TC 88 del CEN, incari- cato dal a Commissione Europea del a redazione
della nuova norma, ha lavorato al completamento
del documento, ricevendo l'incarico di includere
altri prodotti isolanti termici (in tutto 8) oltre a quel i
inizialmente previsti per lo standard (lana minerale
e polistirolo); - sono state pubblicate altre norme tecniche per cos dire 'complementari', su temi che nel a ETAG 004
erano inseriti nel corpo del a guida, come per esem-
pio quel a che tratta del a definizione dei 'worst
case' per le prove di reazione al fuoco, quel a che
definisce le modalit di prova in camera climatica
(la prova cardine di ogni certificazione di un ETI-
CS), quel a per la resistenza al o strappo di col e e
rasanti, quel a per la resistenza al 'impatto, ecc. In
pratica lo schema scelto fa uscire dal corpo del a
norma principale tutti gli aspetti tecnici specifici,
lasciando al a norma principale la funzione di linea
guida generale; - la ETAG 004 stata trasformata da Approval (ap- provazione) in Assessment (valutazione), e analoga
variazione stata adottata dal 'EOTA, ora Euro-
pean Organizaztion for Technical Assessment: in
questo modo stato lecito, fino ad oggi, utilizzarla
come Documento di Valutazione Europeo (EAD),
per la redazione di certificazioni di Sistema e del e
relative marcature CE; - non stato possibile trasformare in EAD le proce- dure (CUAP) per la certificazione dei sistemi ETICS
particolari, per esempio quel i su supporti in legno:
ci ha lasciato una lacuna colmata solo nel 2016,
quando stato pubblicato un EAD specifico; - si aperto un dibattito (ed stato nominato un gruppo di lavoro) a livel o europeo sul a necessit
di normare una procedura di prova al fuoco su 17 IL CTI INFORMA Dossier CTI larga scala per i sistemi ETICS, uniformando alcune
prove gi in essere in alcuni Paesi (Inghilterra, Ger-
mania, Francia). L'esigenza di una norma EN di sistema
Che i sistemi ETICS avessero bisogno di una norma
specifica, di 'Sistema', e che i suoi componenti
dovessero essere definiti e classificati anche oltre le
singole norme di prodotto, era chiaro gi da tempo:
nel 2003. Infatti, sono state approvate due norme la
EN 13499 e la UNI EN 13500 (entrambe saranno
superate dal a ETICS Specification), rispettivamente
per i materiali isolanti in EPS e in MW utilizzabili
negli ETICS.
I cappotti termici, costituiti da diversi strati funzionali
e completati da una serie di accessori, a loro volta
realizzati con diversi prodotti, devono il loro funzio-
namento e la loro efficacia non solo al e qualit dei
singoli componenti ma anche al 'interazione ('col a-
borazione') tra di essi.
Bisogna notare per, che non scontato che mettere
insieme i prodotti 'migliori' produca il miglior Siste-
ma ETICS. N pensabile che, in assenza di regole,
il mercato tenda a costituire 'kit' composti dai pro-
dotti 'migliori'.
Oltre a ci il reale comportamento di un ETICS non
dipende quasi mai da un singolo componente. Fac-
ciamo l'esempio del comportamento al fuoco: la
capacit di un Sistema di propagare o ral entare le
fiamma nel a fase iniziale di un incendio pratica-
mente indipendente dal materiale isolante utilizzato
ed maggiormente influenzato dal a composizione
del 'intonaco di base e soprattutto del a finitura.
Al o stesso modo la resistenza agli urti influenzata
pi dagli strati di finitura che dagli isolanti. E gli
esempi potrebbero continuare.
Ma soprattutto necessaria la col aborazione e la
compatibilit tra i vari strati e componenti per ga-
rantire la prestazione pi importante che deve avere
un Sistema ETICS che, lo ricordiamo, costituito da
strati (isolante-rasante-finitura) col egati in continuo
tra di loro e vincolati rigidamente ad un supporto:
la distribuzione del e tensioni termiche, per evitare
rotture o distacchi durante la vita utile (oltre 50 anni) del Sistema.
La distribuzione del e tensioni termiche, per evitare
rotture o distacchi uno degli aspetti pi importanti
da valutare in un cappotto termico. La valutazione
spesso effettuata in camera climatica, dove il Si-
stema sottoposto a severi cicli di caldo-freddo,
asciutto bagnato, gelo-disgelo, definita dal a UNI EN
16383:2017.
La nuova EN 17237, cos come strutturata nel 'ultima
versione, contiene le modalit di prova e certificazio-
ne dei sistemi ETICS e ben 5 Appendici: - A (normativa): valutazione di prestazione del kit e control o di produzione in fabbrica (FPC); - B (normativa): caratteristiche e prestazioni per pro- dotti di isolamento termico; - C (informativa): prestazione al fuoco con test di me- dia e larga scala; - D (normativa): calcolo del fattore di sicurezza al a perforazione ('pul -through'); - E (informativa): clausole di questo standard europeo di indirizzo a quanto previsto dal Regolamento Pro-
dotti da Costruzione. Le criticit della nuova EN 17237
La nuova norma deve gran parte del suo ritardo,
secondo il parere di chi scrive, al a difficolt di con-
ciliare le esigenze di produttori di singoli componenti,
con particolare riferimento ai produttori di isolanti
termici, con quel e dei 'sistemisti', generalmente pro-
duttori di intonaci e finiture: non un mistero che i
lavori si siano un po' 'inchiodati' quando al CEN
stato dato mandato di includere tutti i prodotti isolanti
dotati di una qualche certificazione di idoneit al 'uso
nei sistemi ETICS. E non per niente certo che l'Al-
legato B, contenente le specifiche tecniche degli iso-
lanti termici, verr pubblicato, o comunque che verr
pubblicato nella forma attualmente prevista.
Un problema, come gi detto, che lo standard di
sistema comprende prodotti soggetti anche ad altri
standard specifici: l'al egato normativo A in partico-
lare definisce il control o di produzione (FPC) su pro-
dotti gi dotati di un proprio control o di produzione.
Sono inoltre emerse alcune difficolt di carattere cer-
tificativo, con riferimento al e modalit di valutazione Dossier CTI 18 Settembre 2018 e verifica del a costanza di prestazione: a fronte di
un sistema che dovrebbe, negli intenti del a Norma,
essere verificato con AVPC con sistema 1 (la ETAG
prevedeva il sistema 2+), molti componenti sono sog-
getti a verifica propria, magari in altre classi meno
'impegnative' del a 1.
Molti oneri (e poche garanzie, visto come vanno i
mercati dei prodotti da costruzione) sono infine sca-
ricati sui detentori dei sistemi: tanto per cominciare,
la verifica con sistema 1 di tutti i componenti non
prodotti direttamente e non soggetti al sistema 1 di
AVPC sarebbe onere del 'sistemista'.
La verifica AVCP con sistema 1 prevede inoltre che
l'ente certificatore sia responsabile del prelievo in fabbrica dei campioni da testare: ci obbligherebbe i
detentori di sistema ad avere uno stock di magazzino
dei componenti non direttamente prodotti, solo per
ragioni di campionatura per i test.
I piani di control o previsti, anche per i componenti
direttamente prodotti, sono difficili (e costosi) da
realizzare in produzioni di larga scala: particolari dif-
ficolt, per esempio, avrebbero le misure di contenuto
in ceneri, da misurarsi settimanalmente per ogni ade-
sivo, intonaco di base, primer, intonaco di finitura e
finitura decorativa. Centinaia di prove al a settimana,
con forni che lavorano a 450 C, dunque con grande
impatto energetico e ambientale. E poche informazio-
ni, a essere onesti, sul a qualit dei prodotti testati. 19 IL CTI INFORMA Dossier CTI ETAG 004 Ed. 2013 - utilizzata come EAD (European Assessment Document ' Documento di
Valutazione Europea)
GUIDELINE FOR EUROPEAN TECHNICAL APPROVAL of EXTERNAL THERMAL
INSULATION COMPOSITE SYSTEMS (ETICS) WITH RENDERING ETAG 014 Ed. 2011 - utilizzata come EAD (European Assessment Document ' Documento di
Valutazione Europea)
GUIDELINE FOR EUROPEAN TECHNICAL APPROVAL of PLASTIC ANCHORS FOR
FIXING OF EXTERNAL THERMAL INSULATION COMPOSITE SYSTEMS WITH
RENDERING EAD 040089-00-0404 ETICS WITH RENDERINGS FOR THE USE ON TIMBER FRAME BUILDINGS UNI EN 16382:2017 Isolanti termici per edilizia ' Determinazione del a resistenza al a estrazione (pul -
through) degli ancoraggi a piastra attraverso i prodotti per l'isolamento termico UNI EN 16383:2017 Isolanti termici per edilizia ' Determinazione del comportamento igrotermico dei
sistemi compositi di isolamento termico per l'esterno (ETICS) UNI EN 16724:2016 Isolanti termici per edilizia - Istruzioni per il montaggio e il fissaggio nel e prove di
reazione al fuoco di sistemi compositi di isolamento termico per l'esterno (ETICS) pr EN 17237 Thermal insulation products for buildings ' External thermal insulation composite
systems with renders (ETICS)
Futura norma per la marcatura CE del sistema ETICS (CEN/TC 88 ' WG18)
Il WG 18 del CEN/TC 88 il gruppo di lavoro specifico al 'interno del Comitato
Tecnico di formazione sui materiali isolanti a cui la Commissione Europea ha
dato mandato di elaborare una norma armonizzata che sar il riferimento
per la marcatura CE, una volta conclusa e pubblicata sul a Gazzetta Ufficiale
del 'Unione Europea.
Lo standard europeo riguarder i sistemi a cappotto (ETICS) su pareti in muratura
o cemento con o senza intonaco; comprende prodotti di isolamento termico
in vetro cel ulare, polistirene espanso, sughero espanso, lana di roccia, resine
fenoliche, schiuma di poliuretano rigido, polistirene estruso o fibre legnose. TABELLA 3 - Quadro normativo attuale per i sistemi ETICS Un altro esempio riguarda la necessit di verificare
la curva granulometrica dei col anti, rasanti e finiture,
da svolgersi ogni 3 mesi, e da confrontare con valori
fissi: al di l del a difficolt e del dispendio di tempo
ed energie, e tutto da dimostrare che il rispetto di una
curva granulometrica fissa dia garanzia di costanza
di qualit ai prodotti.
Il risultato di tutte le criticit che la nuova norma,
che doveva uscire nel 2013, e che secondo le ultime
previsioni avrebbe dovuto essere pubblicata nel pri-
mo semestre 2019, non ha ancora una data di nasci-
ta pronosticabile. Cosa accadr ora'
Come si riuscir a conciliare le esigenze dei produtto-
ri di singoli componenti con quel e dei sistemisti, cio
di coloro che si fanno carico di provare e certificare
(e garantire) il funzionamento di tutto il 'kit''
E come si far a rendere i compiti dei detentori dei
sistemi ragionevoli dal punto di vista tecnico ed eco-
nomico, in un mondo sempre pi globale e commer-
cialmente difficile'
Lo spirito del e norme dovrebbe essere quel o di non
precludere il mercato a produttori, di singoli prodotti
o di sistemi, purch essi si sottopongano a prove e
control i in grado di garantire la costanza del a quali-
t di quanto messo sul mercato.
La logica, inutile negarlo, quel a di dare regole a
un mercato interno europeo che non potrebbe contra-
stare altrimenti la concorrenza meno qualificata ma
molto pi aggressiva di produttori provenienti da altri
continenti: di barriere tecniche si tratta, quando par-
liamo del 'apparato normativo europeo per i prodotti
da costruzione.
L'esito del a vicenda che riguarda il cappotto termico
fondamentale per tutto il comparto edilizio euro-
peo, che a ben vedere fatto di sistemi e non di sin-
goli prodotti: pensiamo al e coperture, per esempio,
ma anche ai serramenti, al e pareti esterne e interne,
al e facciate prefabbricate: e per tutti vale il principio
che non pu essere il libero mercato a definire i pro-
dotti componenti di un sistema.
Ecco dunque la morale che sta al a fine di questo
articolo: speriamo che la tormentata vicenda della norma EN per i sistemi ETICS giunga a una conclusio-
ne degna e produca un documento tecnico valido e
applicabile, perch questo potrebbe non solo garan-
tire la qualit e durabilit (e sostenibilit) dei cappotti
termici, ma costituirebbe una guida per la qualit
generale di molti altri comparti del 'edilizia, ad oggi
non normati con il concetto di 'sistema'. La progettazione dell'isolamento termico
oltre alla riduzione dei consumi energetici
Nei seguenti paragrafi vengono esaminati seppur
molto brevemente i principali disposti legislativi euro-
pei e nazionali che regolano la progettazione del 'i-
solamento termico nel campo del 'edilizia. Anche se
apparentemente tale ambito sembra essere di sempli-
ce applicazione e comprensione in realt al prodotto
isolante termico viene data una grande responsabilit
nel risolvere questioni non solo energetiche ma anche
ambientali, strutturali e pi in generale di sicurezza
sia del costruito che dei soggetti che soggiornano nel
costruito, lo dimostra il numero di disposti legislativi
comunitari che impatta direttamente o indirettamente
su questo settore, di seguito viene presentata una lista
non esaustiva: - Direttiva 89/106/CEE 'Direttiva del Consiglio del 21 dicembre 1988 relativa al ravvicinamento del e
disposizioni legislative, regolamentari e ammini-
strative degli Stati Membri concernenti i prodotti da
costruzione (CPD); - Direttiva 94/62/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 20 dicembre 1994 sugli imbal aggi e
i rifiuti di imbal aggio; - Direttiva 98/8/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 febbraio 1998 relativa al 'immissio-
ne sul mercato dei biocidi; - Direttiva 2008/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 relativa ai
rifiuti e che abroga alcune direttive; - Direttiva 2002/91/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2002, sul rendimen-
to energetico nel 'edilizia; - Direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 ottobre 2003 che istituisce un
sistema per lo scambio di quote di emissioni dei Dossier CTI 20 Settembre 2018 gas a effetto serra nel a Comunit e che modifica la
direttiva 96/61/CE del Consiglio; - Direttiva 2004/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del '11 febbraio 2004, che modifica
la direttiva 94/62/CE sugli imbal aggi e i rifiuti di
imbal aggio; - Direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 marzo 2004 relativa al coor-
dinamento del e procedure di aggiudicazione degli
appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi.
GPP - Green Public Procurement; - Regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006,
concernente la registrazione, la valutazione, l'auto-
rizzazione e la restrizione del e sostanze chimiche
(REACH); - Regolamento (CE) n. 842/2006 del Parlamento eu- ropeo e del Consiglio del 17 maggio 2006 su taluni
gas fluorurati ad effetto serra; - Regolamento (CE) N. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2008
relativo alla classificazione, al 'etichettatura e al 'im-
bal aggio del e sostanze e del e miscele che modi-
fica e abroga le direttive 67/548/CEE e 1999/45/
CE e che reca modifica al regolamento (CE) n.
1907/2006 - Regolamento (CE) n. 219/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del '11 marzo 2009 che
adegua al a decisione 1999/468/CE del Consi-
glio determinati atti soggetti al a procedura di cui
al 'articolo 251 del trattato, per quanto riguarda la
procedura di regolamentazione con control o; - Regolamento (CE) n. 1005/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009
sul e sostanze che riducono lo strato di ozono (rifu-
sione); - Regolamento (CE) N. 66/2010 del Parlamento Euro- peo e del Consiglio del 25 novembre 2009 relativo
al marchio di qualit ecologica del 'Unione europea
(Ecolabel UE); - Regolamento (UE) N. 995/2010 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 20 ottobre 2010 che
stabilisce gli obblighi degli operatori che commer-
cializzano legno e prodotti da esso derivati; - Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010 sul a prestazione
energetica nel 'edilizia (rifusione); - Direttiva 2010/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010 concernente l'in-
dicazione del consumo di energia e di altre risorse
dei prodotti connessi al 'energia, mediante l'etichet-
tatura ed informazioni uniformi relative ai prodotti
(rifusione); - Regolamento (UE) N. 305/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 marzo 2011 che fissa
condizioni armonizzate per la commercializzazione
dei prodotti da costruzione e che abroga la diretti-
va 89/106/CEE del Consiglio; - Direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 ottobre 2012 sul 'efficienza
energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE
e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e
2006/32/CE; - Direttiva (UE) 2018/844 del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 maggio 2018 che modifica la
direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica
nel 'edilizia e la direttiva 2012/27/UE sul 'efficienza
energetica. CPR ED ISOLAMENTO TERMICO Caterina Rocca ' Componente CT 201 'Isolanti
e isolamento termico - Materiali' ' Rockwool Dal 1 luglio 2013 pienamente in vigore il Regola-
mento (UE) 305/2011 - CPR (Construction Product Re-
gulation) che abroga la Direttiva 89/106/CEE - CPD
(Construction Product Directive).
Il Regolamento sui Prodotti da Costruzione (CPR),
pienamente applicato dal 2013, mira a migliorare
l'efficienza e l'efficacia del mercato interno e ga-
rantire il libero scambio di prodotti da costruzione
nel 'UE fornendo un quadro normativo e tecnico per
armonizzare: - il linguaggio tecnico utilizzato nel e norme europee armonizzate; - come devono essere valutate le caratteristiche dei 21 IL CTI INFORMA Dossier CTI prodotti; - il formato di segnalazione dei risultati di queste valutazioni. Il CPR definisce in modo univoco sette requisiti di
base: - resistenza meccanica e stabilit; - sicurezza in caso di incendio; - igiene, salute e ambiente; - sicurezza e accessibilit nel 'uso; - protezione contro il rumore; - risparmio energetico e ritenzione del calore; - uso sostenibile del e risorse naturali. Il CPR delinea chiaramente la procedura da applica-
re al fine di inserire un prodotto da costruzione sul
mercato: i prodotti che soddisfano i requisiti del a
CPR sono in grado di ottenere il marchio CE e quindi
essere venduti ovunque sul mercato europeo.
Dai requisiti di base scaturiscono le cosiddette ca-
ratteristiche essenziali per le quali ciascuna norma
armonizzata dovr definire metodi e criteri di valu-
tazione.
Le informazioni riguardanti le prestazioni dei prodotti
da costruzione sono riportate nel a Dichiarazione di
Prestazione, che il fabbricante tenuto a compilare
per ogni prodotto da costruzione che intende marca-
re CE secondo il Regolamento CPR, per l'immissione
sul mercato.
A causa del e continue ondate di critiche verso il
CPR, la commissione europea ha deciso nel 2017 di
commissionare diversi studi con l'obiettivo di valutare
l'impatto reale del CPR sul mercato europeo. Paral e-
lamente, la commissione ha anche raccolto le opinio-
ni dei diversi stakeholder attraverso la piattaforma
tecnica e le consultazioni pubbliche online.
La commissione europea ha deciso di non trascurare
nessuna opzione, da nessuna modifica a diversi livel i
di revisione fino al 'abrogazione completa del CPR /
riconoscimento reciproco degli Stati membri.
Nel a valutazione d'impatto iniziale sono stati sugge-
riti 3 diversi scenari:
' Opzione I
Scenario base: nessuna modifica legislativa al CPR, lo sforzo sarebbe quel o di modificare le problemati-
che correnti mantenendo intatta la struttura del a CPR. ' Opzione II
a) Revisione CPR limitata che affronta solo le questio-
ni esplicitamente identificate nel a Relazione del a
Commissione Europea sul 'attuazione del Regolamen-
to CPR.
b) Revisione del Regolamento CPR pi ampia e che
tocchi anche i principi fondamentali al a base del
Regolamento.
c) Revisione profonda del Regolamento CPR, in modo
da toccare l'equilibrio del a suddivisione di compiti
tra Unione Europea e Stati Membri. ' Opzione III
Abrogazione del Regolamento CPR senza pubblica-
zione di un disposto legislativo sostitutivo. In questo
caso la libera circolazione dei prodotti da costru-
zione si baserebbe sul principio del riconoscimento
reciproco. Fino ad ora, la maggior parte degli studi condotti
per la commissione ha dato risultati molto chiari. La
maggior parte dei rappresentanti dei prodotti edili
ha espresso preoccupazione per l'abrogazione o la
revisione. Tuttavia, alcuni attori stanno fortemente
spingendo per una revisione che chieda di prendere
pi in considerazione le esigenze dei consumatori e
l'idoneit al 'uso dei prodotti da costruzione.
L'ultima consultazione pubblica si conclusa in aprile
con un'affluenza impressionante di 641 elettori. I
risultati sono stati analizzati e la prima bozza del 'a-
nalisi stata condivisa con gli stakeholder al 'inizio di
maggio in modo da fornire pi input.
emerso che la maggioranza degli elettori favore-
vole a mantenere l'attuale quadro legislativo. Tutta-
via, una parte non trascurabile degli elettori propone
anche una leggera revisione.
Durante l'ultimo SCC (26 giugno), la CE ha informato
che si sta ancora riflettendo sul e opzioni e che si
svolgeranno ulteriori discussioni nei prossimi mesi.
Verranno affrontati principalmente argomenti come il
sistema di standardizzazione, il col egamento tra la Dossier CTI 22 Settembre 2018 normativa sul a standardizzazione e il CPR (processi),
la questione del 'esaustivit del a standardizzazione
e del a competitivit, concentrandosi sul e procedure
semplificate.
Sorprendentemente, la Commissione Europea ha
deciso di lanciare un altro studio sul a valutazione
di impatto con una lista di opzioni redazionale per
identificare correttamente le implicazioni di ciascuna
opzione.
Pertanto, sul futuro del CPR, dovremmo aspettare la
fine del 'anno. LA NUOVA EPBD E L'IMPORTANZA DI UN ADEGUATO ISOLAMENTO TERMICO Giovanni Murano ' murano@cti2000.it stata pubblicata il 19 giugno 2018 la Direttiva (UE)
2018/844 che aggiorna la direttiva 2010/31/UE
sul a prestazione energetica nel 'edilizia e la direttiva
2012/27/UE sul 'efficienza energetica.
La direttiva 2010/31/UE un atto legislativo signifi-
cativo per chi si occupa di isolamento termico poich
inserisce nei vari ordinamenti nazionali dei paesi
membri EU il concetto di edificio ad energia quasi
zero che viene definito come 'un edificio ad altissima
prestazione energetica il cui fabbisogno energetico
molto basso o quasi nul o dovrebbe essere coperto in
misura molto significativa da energia da fonti rinnova-
bili, compresa l'energia da fonti rinnovabili prodotta
in loco o nel e vicinanze'. Si tratta quindi, di un edifi-
cio che gi in partenza ha un fabbisogno complessi-
vo di energia termica molto basso (tendente al o zero)
e che quindi naturalmente caratterizzato da un in-
volucro ad alto isolamento termico e scelte progettua-
li e tecnologiche meditate proprio al fine di contenere
i consumi energetici. Risulta chiara l'importanza che
la direttiva attribuisce al a progettazione del 'invo-
lucro, il quale rappresenta l'elemento fondamentale
e maggiormente vulnerabile di un edificio ad alta
prestazione energetica. La definizione dei parametri
prestazionali di riferimento stata per lasciata a di-
screzione degli stati membri i quali hanno sviluppato legislazioni coerenti con la direttiva, ma imponendo
soglie prestazioni e requisiti minimi diversificati (non
quindi detto che un nZEB in Italia lo sia anche in altri
stati membri e viceversa). La definizione di nZEB tra
gli stati membri molto flessibile, essi sono infatti re-
sponsabili nel definire i loro piani nazionali e i propri
requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici
in un'ottica di raggiungimento del 'livel o ottimale
di costo' durante il ciclo di vita economico stimato
del 'edificio calcolati secondo il metodo comparativo
definito dal Regolamento Delegato (UE) n. 244/2012
del 16/01/2012.
Al comma 13 del a recente Direttiva (UE) 2018/844
si esordisce sottolineando che le linee guida del 'Or-
ganizzazione mondiale del a sanit del 2009 stabi-
liscono che, per quanto concerne la qualit del 'aria
interna, edifici pi efficienti offrono maggiore comfort
e benessere agli occupanti migliorandone anche la
salute. noto che i ponti termici, l'inadeguatezza
del 'isolamento e le infiltrazioni d'aria possono ge-
nerare temperature superficiali del 'involucro al di
sotto del a temperatura di rugiada del 'aria, oltre che
umidit. Con questa premessa viene rimarcata quindi
la necessit di garantire un isolamento termico com-
pleto e omogeneo del 'edificio, compresi i balconi, le
finestre, i tetti, i muri, le porte e i pavimenti, prestan-
do particolare attenzione che la temperatura di una
qualsiasi superficie interna del 'edificio non scenda al
di sotto del a temperatura di rugiada.
Oltre al 'importanza del a valorizzazione ed al po-
tenziamento del 'involucro edilizio, la Direttiva (UE)
2018/844 sottolinea in aggiunta l'interesse della
promozione del a sperimentazione di nuove soluzioni
in grado di migliorare la prestazione energetica degli
edifici e dei siti storici per garantire al o stesso tempo
la protezione e la conservazione del patrimonio cul-
turale.
Tra le novit pi rilevanti della Direttiva (UE)
2018/844 vi la presenza di nuovo indicatore di
predisposizione degli edifici al 'intel igenza (facoltati-
vo per gli Stati membri) il quale dovrebbe misurare la
capacit degli edifici di usare le tecnologie del 'infor-
mazione e del a comunicazione e i sistemi elettronici
per adeguarne il funzionamento al e esigenze degli 23 IL CTI INFORMA Dossier CTI occupanti e al a rete e migliorare l'efficienza energeti-
ca e la prestazione complessiva degli edifici. L'indica-
tore del a predisposizione degli edifici al 'intel igenza
dovrebbe sensibilizzare i proprietari e gli occupanti
sul valore del 'automazione degli edifici e del moni-
toraggio elettronico dei sistemi tecnici per l'edilizia
e dovrebbe rassicurare gli occupanti circa i risparmi
reali di tali nuove funzionalit migliorate.
Entro il 31 dicembre 2019 la Commissione adot-
ter un atto delegato che integra la Direttiva (UE)
2018/844 istituendo un sistema comune facoltativo a
livel o di Unione per valutare la predisposizione degli
edifici al 'intel igenza.
Nel nuovo documento viene inoltre sottolineato che
nel caso di edifici sottoposti a ristrutturazioni impor-
tanti, gli Stati membri dovranno incoraggiare sistemi
alternativi ad alta efficienza, nel a misura in cui tec-
nicamente, funzionalmente ed economicamente fatti-
bile, prendendo in debita considerazione le questioni
del benessere termo-igrometrico degli ambienti interni,
del a sicurezza in caso di incendi e dei rischi connessi
al 'attivit sismica. Tale punto risulta prioritario in un
paese come l'Italia.
Il Buildings Performance Institute Europe (BPIE) ha
pubblicato nel 2017 lo Studio 'Is Europe ready for the
smart buildings revolution', nel quale si evinceva che
la maggior parte dei paesi europei, ad eccezione di
un esiguo numero, non sono ancora pronti ad appro-
fittare dei vantaggi che comporterebbero le 'smart
technology' applicate al 'industria del e costruzioni,
che potranno rendere gli edifici pi intel igenti, pi
verdi e pi efficienti. Nel a definizione di edificio in-
tel igente il BPIE definisce 5 indicatori (a) l'efficienza e
il comfort del 'edificio; (b) la funzionalit dinamica in
base al e esigenze dei suoi occupanti; (c) la capacit
di reattivit, la prontezza a rispondere al e esigenze
di maggior richiesta e di stoccaggio di energia; (d)
la producibilit di energia da fonti rinnovabili; (e) la
possibilit di avere un sistema di control o con funzio-
ni di auto-apprendimento, in grado di ottimizzare le
interazioni e gli usi energetici. Anche in questo caso
evidente la funzione di primo piano che avr l'isola-
mento termico per quanto concerne il punto (a) citato
nel garantire efficienza e comfort degli ambienti. LA QUESTIONE AMBIENTALE Rita Anni ' Componente del a CT 201 'Isolanti e
isolamento termico - Materiali' ' ANPE
Marco Piana ' Coordinatore CTI 201 'Isolanti e
isolamento termico - Materiali' ' AIPE La crescita del a domanda di edifici sostenibili ha
come logica conseguenza la crescita del a domanda
di materiali isolanti necessari a garantire l'efficienza
energetica del loro involucro opaco attraverso il
quale avvengono le pi rilevanti dispersioni termiche.
Una crescita che, al a luce anche dei nuovi obiettivi
europei (forte decarbonizzazione del parco immobi-
liare e riduzione del e emissioni del '80-85% rispetto
al 1990 entro il 2050), fa s che il mercato europeo
dei prodotti isolanti termici sia destinato a diventare
il pi importante a livel o globale seguito da vicino
da quello del Nord America. Ad uno ruolo sempre
maggiore assegnato agli isolanti termici nel settore
del e costruzioni corrisponde paral elamente la ne-
cessit di una maggiore attenzione verso gli aspetti
di sostenibilit ambientale di questi materiali con
valutazioni che comprendano tutte le loro fasi di vita:
dal a produzione, al 'instal azione e utilizzo, fino al a
loro dismissione.
Gli strumenti per effettuare queste valutazioni sono
forniti dal a serie di norme UNI EN ISO 14040 che
consentono di tracciare un bilancio quantitativo de-
gli impatti ambientali durante la vita del prodotto
(Life Cycle Assessment) misurati sul a base del 'unit
funzionale adottata (che per i materiali isolanti
spesso individuata nel 'unit di Resistenza Termica) e
al 'interno del confine adottato dal sistema di valuta-
zione (dal cul a al cancel o o dal a cul a al cancel o
con opzioni o dal a cul a al a tomba). La Society of
Environmental Toxicology and Chemistry (SETAC) ha
impostato le linee guida per redigere una LCA, rece-
pite nel a norma ISO 14040, che definisce LCA come
indicato in figura 1. Quadro normativo LCA
Riportiamo il quadro normativo attuale, disponibile
presso UNI, riguardo al a valutazione del ciclo di vita Dossier CTI 24 Settembre 2018 di un prodotto: - UNI EN ISO 14040 - Gestione Ambientale ' Va- lutazione del ciclo di Vita ' Principi e quadro di
riferimento. - UNI EN ISO 14041 - Gestione Ambientale ' Valuta- zione del ciclo di vita ' definizione del 'obiettivo e
del campo di applicazione e analisi del 'inventario. - ISO 14042 - Gestione Ambientale 'valutazione del ciclo di vita ' valutazione del 'impatto del ciclo di
vita. - ISO 14043 - Gestione Ambientale 'valutazione del ciclo di vita 'interpretazione del ciclo di vita - ISO TR 14049 - Gestione Ambientale valutazione del ciclo di vita ' Esempi di applicazione del a ISO
14041 nel a definizione degli obiettivi e del campo
di applicazione del o studio e del 'analisi del 'inven-
tario. - Guide e supporti. - UNI ISO 14050 - Gestione ambientale ' Vocabo- lario. - ISO 14060 - Guida per l'inclusione degli aspetti ambientali negli standard di prodotto. I dati ricavati dagli studi di LCA sono al a base del e
Dichiarazioni Ambientali di Prodotto ' EPD o DAP ' che, con diversi livel i di autorevolezza, dal livel o II
che prevede l'autodichiarazione, al III che richiede
la verifica di un Ente Terzo, permettono al produt-
tore del bene o del servizio di trasferire al mercato
le informazioni relative agli impatti ambientali. Ad
oggi, molti dei principali materiali isolanti utilizzati
nel mercato italiano (polistireni, poliuretani, lane di
vetro, lane di roccia, ecc.) hanno reso disponibili
Dichiarazioni Ambientali di Prodotto che, se pur non
sempre ed agevolmente comparabili, hanno permes-
so di migliorare la comunicazione ambientale sia fra
produttori (business to business) e sia tra distributori e
consumatori (business to consumers).
Il tema del a sostenibilit ambientale dei prodotti iso-
lanti termici presenta peraltro del e particolarit che
rendono i due strumenti di valutazione fin qui descritti
non completamente esaustivi se esaminati al di fuori
del contesto 'edificio': le tre principali fasi di vita dei
materiali isolanti, produzione, uso e dismissione, han-
no infatti tra loro impatti ambientali cos diversi da
rendere quasi irrilevanti i pesi del a fase produttiva
e del fine vita rispetto ai 'guadagni ambientali' deri-
vanti dal loro impiego (figura 2).
Questi aspetti sono ben evidenziati nel o studio, affi-
dato dal a Commissione Europea a VITO (the Flemish 25 IL CTI INFORMA Dossier CTI Institute for Technological Research) e WIKUE (Wup-
pertal Institute for Climate, Environment and Energy),
che sottolinea la necessit di valutare gli aspetti am-
bientali dei prodotti isolanti termici in funzione del a
tipologia di struttura edilizia e del a zona climatica
in cui sono utilizzati, del a loro durabilit funzionale
(che incidendo sul a fase di vita del 'edificio assume
ovviamente un ruolo fondamentale) e del a loro pos-
sibilit di essere disassemblati e riutilizzati o riciclati
a fine vita. Le difficolt insite in quest'approccio cos
globale hanno determinato fino ad oggi l'esclusione
dei materiali isolanti dai lavori per la definizione
dei criteri di progettazione sostenibile dei prodotti
prevista dal a Direttiva Ecodesign e dal a Direttiva
Ecolabel (Etichetta Ambientale di tipo I).
L'attenzione agli aspetti ambientali dei materiali iso-
lanti va quindi ampliata: dal livel o del ciclo di vita
del prodotto (LCA e EPD) a quel a del Life Cycle Co-
sting del 'opera (LCC, che valuta gli impatti economici
del e opere di costruzione, esercizio, manutenzione
e dismissione) per giungere ad un approccio globale di Life Cycle Thinking (LCT) che persegua, a partire
dal a progettazione e fino al a dismissione, gli obiet-
tivi di: - minimizzare l'uso del e risorse; - selezionare risorse energetiche e materiali con mi- nor impatto; - ottimizzare la vita utile del 'edificio; - estendere la vita dei materiali; - facilitare il disassemblaggio. Per quantificare la sostenibilit degli edifici, intesa
come fattore di compatibilit con lo sviluppo eco-
nomico e sociale e con la tutela del 'ambiente, sono
disponibili diverse metodologie descritte dai numerosi
protocol i per la certificazione volontaria del a soste-
nibilit del costruito, per citare solo i pi utilizzati in
Italia segnaliamo i protocol i: LEED, BREEAM, CASA-
CLIMA, ITACA, ecc, che prevedono sistemi di rating
bassati sul e prestazioni raggiunte dal 'edificio in aree
tematiche definite. Il metodo di valutazione del 'eco
compatibilit dei progetti edilizi basato: Dossier CTI 26 Settembre 2018 Production demand 35 Use saving -5190 Waste credit -1 35 -5190 -1 -6000 -5000 -4000 -3000 -2000 -1000 0 1000 Pr odu ct io n de m and Use sa vin g W as te cr ed it M ill GJ /a Phases of the life cycle - sull'approccio esigenziale e prestazionale, per quanto riguarda l'individuazione dei requisiti; - sul 'attribuzione di un punteggio positivo, che espri- me il livel o d'ecocompatibilit del progetto, rispetto
ad un valore di riferimento (benchmark), rappresen-
tativo, per ogni requisito, del a prassi corrente o di
quanto richiesto da norme in vigore, se presenti; - sul 'applicazione, a tale punteggio, di un sistema di pesatura multiplo e gerarchizzato. La definizione del sistema esigenziale di riferimento per la valutazione effettuata tenendo conto sia
del e fasi del processo edilizio, sia degli obiettivi stra-
tegici, identificati come classi di esigenze connessi
al raggiungimento della compatibilit ambientale
del e operazioni di progetto. L'articolazione, per ogni
classe, del e esigenze (classi di requisiti) indicata
in tabel a 1, con le fasi di processo cui l'esigenza
correlata.
Nei sistemi di valutazione a punteggio, come quel o
qui descritto, il peso relativo, attribuito ad un requi-
sito, rappresenta l'importanza che si attribuisce al 27 IL CTI INFORMA Dossier CTI Definizione del e esigenze
Classe d'esigenze Esigenza (classe dei requisiti) Fasi Salvaguardia del 'ambiente Salvaguardia del a salubrit del 'aria e del clima PFO, POE, POM,
POD, FAF Salvaguardia del 'integrit del suolo e del sottosuolo PFO, POE, POM,
POD, FAF Salvaguardia del a qualit del 'acqua FAF Salvaguardia dei sistemi naturalistici e paesaggistici PFO, POE, POD, FAF Salvaguardia del sistema del verde FAF Salvaguardia dei caratteri storico-culturali del sito FAF Uso razionale del e risorse Uso razionale del e risorse di materia prima PFO, POE, POM Uso razionale del e risorse climatiche ed energetiche PFO, POE, POM,
POD, FAF Uso razionale del e risorse idriche PFO, POE, POM,
POD, FAF Uso razionale del e risorse derivanti da scarti e rifiuti PFO, POE, POM,
POD, FAF Benessere, igiene
e salute del 'utenza Benessere termico, visivo e acustico negli spazi
esterni FAF Benessere connesso con i caratteri geo-biofisici del
sitoa FAF Condizioni d'igiene ambientale connesse con le
variazioni del campo elettromagnetico da fonti
artificiali FAF Condizioni d'igiene ambientale connesse con
l'esposizione ad inquinanti del 'aria interna FAF TABELLA 4 - Definizione delle esigenze (classi di requisiti). PFO = Fase produttiva fuori opera;
POE = Fase produttiva in opera: esecuzione; POM = Fase produttiva in opera: manutenzione;
POD = Fase produttiva in opera: demolizione; FAF = Fase funzionale (d'uso)
requisito stesso per comparazione con tutti gli altri in
termini di compatibilit ambientale. Esso individua-
to sul a base dei seguenti criteri: - l'expertise degli estensori del programma e, succes- sivamente, dei valutatori, relativa ad una specifica
classe di requisiti; - il contesto territoriale del 'unit insediativi/edilizia da valutare, per quanto riguarda gli aspetti sia cli-
matici, sia socioeconomici; - la destinazione d'uso del 'oggetto insediativi/edili- zio in esame; - la strategia di politica ambientale del 'ente territoria- le locale che utilizza la procedura di valutazione. Tralasciando la descrizione puntuale del sistema di
pesatura si riporta un esempio relativo al 'analisi del
ciclo di vita un edificio che prende in considerazione
due diverse opzioni progettuali e costruttive e ne va-
luta le risultanze in termini di sostenibilit ambientale. Il ciclo di vita di un edificio: un esempio
Oggetto del o studio una casa monofamiliare di
circa 227 m2 abitabili pi garage e scantinato, co-
struita ad Ann Arbor, Michigan. Le dimensioni sono
prossime al a media per case residenziali statunitensi
di attuale costruzione. Lo studio stato focalizzato su
due indicatori: - consumo di energia primaria; - potenziale di riscaldamento globale (GWP). Tali indicatori sono ritenuti i pi importanti tra quel i
connessi alla tipologia costruttiva e all'edilizia in
generale. Elettricit e gas costituiscono il 90% dei
consumi energetici del residenziale americano e an-
nualmente negli Stati Uniti il 24% del gas naturale ed
il 35% del 'energia elettrica consumata nel settore
residenziale, che responsabile del 19% del totale
di emissioni di CO 2 negli USA. L'obiettivo del o studio la riduzione del 'impatto relativo ai due indicatori,
in termini economicamente accettabili, utilizzando
tecnologie disponibili nel a zona. Va sottolineato che
lo studio si limita a scelte progettuali, non tenendo
conto di possibili razionalizzazioni nei processi di
produzione di materiali e componenti.
Le fasi del ciclo di vita analizzate sono state: La casa in oggetto rappresenta lunit funzionale di
riferimento, le cui prestazioni sono: - Area calpestabile 227,6 m2 - Volume abitabile interno 763,4 m3 - Scantinato 155,6 m2 - Garage 45 m2 - Occupanti 4 persone - Vita utile 50 anni - Stile architettonico tradizionale - Riscaldamento 18 ' 21C - Caldaia riscaldamento a gas - Raffrescamento 24 ' 26C - Impianto di raffrescamento elettrico - Boiler a gas - Il uminazione naturale e qualit aria adeguate - Il uminazione artificiale adeguata - Elettrodomestici tipici per gli USA I confini del sistema racchiudono: - Estrazione del e materie prime e produzione semilavorati per costruzione e manutenzione - Produzione dei componenti - Trasporti di materie prime, semilavorati e componenti - Costruzione, inclusi scavi - Uso e manutenzione - Demolizione - Trasporto materiale di demolizione Sono altres indicati i rendimenti assunti per le diverse Dossier CTI 28 Settembre 2018 Pre-uso ' Produzione e trasporto dei materiali e componenti
' Costruzione del 'edificio Uso ' Tutte le attivit relative a 50 anni di utilizzo (tutta l'energia consumata per il condizionamento,
l'il uminazione, l'utilizzo degli elettrodomestici e quel a per produrre i materiali di manutenzione) Fine vita ' Demolizione e trasporto dei residui al o smaltimento o riciclaggio (fasi non incluse nel o studio) produzioni e lavorazioni e i fattori trascurati nel o stu-
dio (es. al acciamenti, mobilio, etc.). - Si quindi proceduto al a compilazione del 'inven- tario, determinando i quantitativi dei diversi mate-
riali elementari costituenti l'edificio. Per i componenti compositi, es. pitture, tappeti, elet-
trodomestici, si sono suddivisi i materiali elementari.
I dati di inventario sono poi stati catalogati in otto
sistemi: - Pareti - Tetto/soffitti - Pavimenti - Porte/finestre - Fondazioni - Impianto e dispositivi elettrici - Impianto sanitario - Armadietti e scaffali fissi La raccolta dei dati stata effettuata sul a base del
progetto costruttivo, di verifiche sul campo e di inda-
gine sul a produzione dei componenti complessi.
stato poi elaborato un piano di manutenzione e di mi-
gliorie, valutando i fabbisogni di materiali ed energia
degli interventi previsti. Il consumo annuale di energia
stato determinato utilizzando un model o matemati-
co elaborato dal Passive Solar Industrie Souncil per
le case unifamiliari, adottando i valori dei parametri
necessari (es. conduttanza del e pareti perimetrali,
caratteristiche e propriet dei serramenti, consumi
di elettricit, requisiti di ventilazione, caratteristiche
climatiche del a zona, guadagni di calore interni) specifici del 'edificio studiato.
La valutazione degli impatti stata effettuata con
l'aiuto di data base e model i (pubblicazioni qualifi-
cate e citate). L'analisi ha portato ai risultati presenti
in tabel a. Chiaramente, per ridurre l'impatto del 'abitazione,
si deve lavorare sulla fase di uso. stato quindi
model ato un progetto di uguali dimensioni, layout e
prestazioni funzionali, adottando soluzioni costruttive
ipotizzate come pi ambientalmente efficienti. Per i
materiali isolanti si naturalmente puntato al miglior
abbinamento tra energia incorporata, trasmittanza
termica e durata. - Si aumentato lo spessore del a parete perimetrale cambiando anche il tipo di coibente. - Si raddoppiato il potere coibente del solaio. - Si adottata una vetratura isolante di migliori pre- stazioni. - Sono state ridotte le infiltrazioni totali al 13% del valore originario. - Sono stati inseriti elettrodomestici ad alta efficienza (circa il 40% di consumo in meno rispetto al proget-
to originale) e lampade fluorescenti compatte. - Si inserito un recuperatore di calore dal 'acqua calda di scarico. - Cucina e asciugatore biancheria sono stati conver- titi da elettrici a gas naturale (solo il 30% del 'ener-
gia liberata dal a combustione di un combustibile
recuperato come energia elettrica al 'utenza). - Il rendimento del a caldaia stato portato da 80% 29 IL CTI INFORMA Dossier CTI Consumo di energia primaria 15.455 GJ di cui: Pre 'uso 942 6.1% Uso 14.482 93.7 % Fine vita 31 0.2 % GWP 1.013 ton Eq. di CO 2 di cui: Pre 'uso 79.5 7.8% Uso 931.5 92 % Fine vita 2 0.2 % al 95%. - Si sostituito il tritarifiuti elettrico con una cel a di compostaggio. - Si previsto un ombreggiamento ottimale delle finestre per ridurre il consumo per il raffrescamento. - Si modificato l'orientamento per massimizzare gli apporti energetici invernali. Ripetuta la LCA sul progetto ambientalmente ottimiz-
zato, si sono ottenuti i risultati presenti in tabel a. L'esempio evidenzia bene come una scelta proget-
tuale e costruttiva orientata al a maggiore efficienza
e sostenibilit possa determinare importanti riduzioni
del 'impatto del costruito a fronte di modesti investi-
menti nel a qualit globale degli edifici.
La UNI EN 16783 'Isolanti termici - Regole quadro
per categoria di prodotto (PCR) per prodotti ottenuti
in fabbrica e realizzati in sito per la preparazione di
dichiarazioni ambientali di prodotto' rappresenta un
notevole passo in avanti per quanto riguarda la sal-
vaguardia del 'ambiente e l'impiego sostenibile del e
risorse naturali (sesto e settimo requisito di base del e
opere di costruzione del Regolamento 305/2011);
essa stabilisce infatti, congiuntamente al a UNI EN
15804:2014+A1, le regole da adottare per la re-
dazione di LCA ed EPD comparabili tra loro per la
categoria degli isolanti termici prodotti in fabbrica
o formati in situ. Come auspicato dal Regolamento
n. 305/2011, infatti, ai fini del a valutazione del 'uso
sostenibile del e risorse e del 'impatto del e opere di
costruzione, si dovrebbe fare uso del e dichiarazioni
ambientali di prodotto, ove disponibili. Il progetto di
norma specifica l'unit dichiarata da utilizzare, defini-
sce i limiti predefiniti di sistema per i prodotti isolanti
termici e descrive scenari e regole predefinite per gli
scenari di riferimento relativi al a valutazione del LCA - moduli informativi e fornisce una guida per la deter-
minazione del a durata di vita di riferimento (RSL) per
prodotti isolanti termici. LEGISLAZIONE SUL CONTENUTO ED EMISSIONE DI SOSTANZE PERICOLOSE Stefano Cera ' Componente del a CT 201 'Isolanti
e isolamento termico - Materiali' ' FIVRA La sicurezza o la pericolosit dei materiali isolanti
(come di tutti i materiali da costruzione) sono deter-
minate dal e caratteristiche e dal a concentrazione
del e sostanze chimiche (siano esse naturali o sinteti-
che) che compongono il materiale.
L'Unione Europea si dotata di un proprio sistema
di classificazione del e sostanze chimiche, il Rego-
lamento UE n. 1272/2008 (CLP) e s.m.i., grazie al
quale possibile comprendere se una sostanza
classificata pericolosa o meno.
Tutte le sostanze contenute nel Regolamento CLP
ricadono in almeno una del e seguenti tre famiglie
facenti capo ai seguenti codici H di indicazioni di
pericolo. Il Regolamento CLP contiene anche informazioni
supplementari EUH che possono applicarsi al e di-
verse indicazioni di pericolo e consigli di prudenza
P (ovvero indicazioni per ridurre al minimo o preve-
nire gli effetti nocivi del 'esposizione a una sostanza
pericolosa), che accompagnano i diversi codici H.
Alcune sostanze, inoltre, non sono da considerarsi
pericolose in senso assoluto, ma solo se hanno de-
terminate caratteristiche chimiche e/o fisiche, che
sono dettagliate in apposite Note (cfr. capitolo 1.1.3
dell'Allegato VI del Regolamento CLP). Quanto appe- Dossier CTI 30 Settembre 2018 Casa Standard Casa Ottimizzata D % Massa totale materiali 305.9 ton 325.6 ton + 6.4 Consumo di energia 15.455 GJ
2.525 barili 5.653 GJ
927 barili - 63.0 GWP 1.013 ton CO 2 eq. 374 ton CO 2 eq. - 63.0 na visto vale per le sostanze singole; i prodotti edili,
per, raramente sono composti da una sola sostan-
za, molto spesso sono in realt una miscela (ovvero
unione di due o pi sostanze).
Il Regolamento CLP contiene anche le indicazioni per
capire se una miscela (dunque un prodotto) classifi- cata come pericolosa o meno.
Infatti, non tutti i prodotti contenenti sostanze pe-
ricolose sono classificati pericolosi, ma solo quel i
che ne contengono in concentrazione superiore a
determinati livel i, differenti a seconda del pericolo
considerato. 31 IL CTI INFORMA Dossier CTI Pericoli Fisici Per la salute umana Per l'ambiente Esplosivi (H200, H201, H202,
H203, H204, H205) Tossicit acuta (H300, H301,
H302) A breve termine (acuto) per
l'ambiente acquatico (H400) Gas infiammabili (H220, H221,
H230, H231) Corrosione/irritazione del a pel e
(H314, H315) A lungo termine (cronico) per
l'ambiente acquatico (H410, H411,
H412, H413) Aerosol (H222, H223, H229) Gravi lesioni oculari/irritazione
oculare (H318, H319) Per lo strato di ozono (H420) Gas comburenti (H270) Sensibilizzazione del e vie
respiratorie o del a pel e (H334,
H317) Gas sotto pressione (H280, H281) Mutagenicit delle cel ule
germinali (H340, H341) Liquidi infiammabili (H224, H225,
H226) Cancerogenicit (H350, H351) Solidi infiammabili (H228) Tossicit per la riproduzione
(H360, H361, H362) Sostanze e miscele auto-reattive
(H240, H241, H242) Tossicit specifica per organi
bersaglio - esposizione singola
(H370, H371, H335) Liquidi o solidi piroforici (H250) Tossicit specifica per organi
bersaglio - esposizione ripetuta
(H372, H373) Sostanze o miscele auto-riscaldanti
(H251, H252) Pericolo in caso di aspirazione
(H304) Sostanze o miscele che, a contatto
con l'acqua, sviluppano gas
infiammabili (H260, H261)
Liquidi o solidi comburenti (H271,
H272)
Perossidi organici (H240, H241,
H242)
Sostanze o miscele corrosive per i
metal i (H290) Ad esempio, un prodotto sar classificato 'mutage-
no' (cfr. capitolo 3.5 del Regolamento CLP) se con-
tiene sostanze classificate H340 (pu provocare al-
terazioni genetiche) in concentrazione superiore al o
0,1% in peso, oppure contiene sostanze classificate
H341 (sospettato di provocare alterazioni genetiche)
in concentrazione superiore al '1% in peso. Se ne
contiene in concentrazione inferiore, non classifica-
to 'mutageno'.
Altre volte, necessario effettuare un calcolo per
comprendere se, data la presenza di sostanze peri-
colose, queste determinano l'attribuzione di perico-
losit anche al prodotto. Ad esempio, per compren-
dere se un prodotto pericoloso a lungo termine
(cronico) per l'ambiente acquatico, necessario con-
siderare tutte le sostanze presenti classificate H410
(molto tossico per gli organismi acquatici con effetti
di lunga durata), H411 (tossico per gli organismi ac-
quatici con effetti di lunga durata), H412 (nocivo per
gli organismi acquatici con effetti di lunga durata) e
H413 (pu essere nocivo per gli organismi acquatici
con effetti di lunga durata) e sommarle secondo le
indicazioni contenute nel a tabel a 4.1.2 del Regola-
mento CLP.
Tutte le informazioni inerenti la sicurezza e la pre-
senza di sostanze pericolose non sono attualmente
riportate nel a DoP (Declaration of Performance) o
nella scheda tecnica del prodotto, ma nella 'scheda
sicurezza', documento che viene redatto per adem-
piere agli obblighi previsti dagli artt. 31-32 del Rego-
lamento (CE) n. 1907/2006 (REACH) e s.m.i. o per
ulteriori motivazioni.
La 'scheda sicurezza' (il cui nome pu variare:
'scheda dati sicurezza', 'scheda di corretto uso',
ecc.) deve indicare l'eventuale presenza di: - sostanze pericolose, se queste determinano la clas- sificazione 'pericoloso' del prodotto ai sensi del
Regolamento CLP; - sostanze pericolose per la salute umana o per l'am- biente (cfr. gli elenchi di cui sopra), se in concen-
trazione pari o superiore al '1% in peso (0,2% per i
preparati gassosi); - sostanze persistenti, bioaccumulabili e tossiche op- pure molto persistenti e molto bioaccumulabili (cfr. Al egato XIII del Regolamento REACH) o sostanze
estremamente preoccupanti (in inglese, SVHC -
Substances of Very High Concern - il cui elenco
qui reperibile https://echa.europa.eu/it/candida-
te-list-table), se in concentrazione pari o superiore
al '1% in peso (0,2% per i preparati gassosi); - sostanze per le quali la normativa comunitaria fissa limiti di esposizione sul luogo di lavoro. La 'scheda sicurezza' contiene dunque le informa-
zioni necessarie a capire se il prodotto classificato
pericoloso (punto 1 del 'elenco di cui sopra) o se pre-
senta criticit per la salute umana o l'ambiente (punti
2, 3, 4 del 'elenco di cui sopra).
In sintesi, - se la 'scheda sicurezza' non contiene l'indicazione del a presenza di sostanze pericolose, il prodotto
non classificato pericoloso n presenta criticit
per la salute umana o l'ambiente (il prodotto non
contiene sostanze pericolose o ne contiene in quan-
titativi trascurabili); - se la 'scheda sicurezza' contiene l'indicazione del a presenza di sostanze pericolose, il prodotto
classificato pericoloso o presenta criticit per
la salute umana o l'ambiente (il prodotto contiene
sostanze pericolose in quantitativi non trascurabili). La legislazione comunitaria si occupa del e sostanze
pericolose contenute nei prodotti, non del e sostanze
pericolose che potrebbero essere emesse dai prodot-
ti stessi, come i VOC (Composti Organici Volatili).
Solo in alcuni Paesi Europei (es. Francia, Germania,
Belgio) esiste specifica legislazione che permette di
classificare i prodotti edili in base al a loro emissione
di VOC e/o impone loro determinati valori massimi
di emissione. Nel prossimo futuro, le informazioni
sul contenuto e sul 'emissione di sostanze pericolose
saranno contenute nel a DoP dei singoli prodotti. Ci
risolver i problemi attuali (la redazione del a 'sche-
da sicurezza' non obbligatoria per ogni prodotto
da costruzione e comunque non riguarda l'emissione
di eventuali sostanze pericolose) e dunque consentir
una maggiore consapevolezza su questo importante
tema. Dossier CTI 32 Settembre 2018 RICHIESTE LEGISLATIVE NAZIONALI Giovanni Murano ' murano@cti2000.it Anche a livel o nazionale i prodotti isolanti termici
nel e varie loro applicazioni devono soddisfare del e
richieste legislative; andiamo a vederne alcune del e
principali.
Il D.M. 26 giugno 2015 definisce prescrizioni e re-
quisiti minimi in materia di prestazioni energetiche
degli edifici e del e unit immobiliari, nel rispetto
dei criteri generali di cui al D.lgs. 192/2005. Pi in
dettaglio chiarisce, in riferimento ai vari interventi, le
verifiche progettuali che devono essere attuate. Con
la presente impostazione, nel a maggioranza degli
interventi edilizi (nuova costruzione, demolizione e
ricostruzione, ampliamento e sopraelevazione, ristrut-
turazione) si prevede che i requisiti siano determinati
e soddisfatti attraverso l'utilizzo del 'edificio di riferi-
mento congiuntamente ad altri parametri di verifica
che vengono riassunti brevemente di seguito.
Il D.M. 26 giugno 2015 fornisce quindi una serie di
parametri energetici (ad es. trasmittanze termiche dei
componenti, efficienze medie stagionali per tipologia
di impianto), con i quali 'vestire' l'edificio di riferi-
mento al fine di calcolare il limite di legge. Geome-
tria, orientamento, ubicazione territoriale, destinazio-
ne d'uso e situazione al contorno rimangono invece
gli stessi del 'edificio reale preso in esame.
I valori limite di riferimento degli indici di prestazione
energetica sono calcolati applicando al 'edificio di
riferimento i medesimi metodi di calcolo utilizzati
per l'edificio oggetto del a verifica progettuale. La
neutralizzazione del 'impatto di alcuni fattori avviene
attribuendo al 'edificio di riferimento caratteristiche
uguali a quelle del caso reale. Considerando ad
esempio un edificio di riferimento geometricamente
identico a quel o reale, ma con tecnologie d'involucro
predeterminate, si ottiene la neutralizzazione com-
pleta del a forma e del volume del 'edificio, ma non
quel a del e sue caratteristiche termofisiche. L'edificio
di riferimento serve quindi anche per attribuire una
classe energetica al 'edificio.
Un altro parametro significativo che coinvolge diret- tamente il settore del 'isolamento termico il coeffi-
ciente globale di scambio termico per trasmissione
per unit di superficie disperdente (H' T) espresso in [W/m2K]. In pratica, questo pu essere considerato
come una trasmittanza media ponderata del 'involu-
cro del fabbricato edilizio. Infatti, il relativo calcolo
considera tutti i componenti disperdenti del 'involu-
cro, siano essi opachi o trasparenti, congiuntamente
al e dispersioni dei ponti termici presenti. Il limite da
rispettare per tale parametro un valore fisso, che
viene diversificato per zona climatica e per rapporto
S/V. Tale parametro utilizzato come requisito per
edifici nuovi e per edifici sottoposti a ristrutturazioni
importanti di primo livel o, oltre che per ampliamenti
e ristrutturazioni importanti di secondo livel o. Per
poter rispettare tale limite sono due gli aspetti fonda-
mentali a cui necessario prestare attenzione: (a) i
ponti termici devono essere contenuti al minimo; (b)
risulta difficile eccedere con le superfici vetrate, qua-
lora esse non abbiano altissime prestazioni in termini
di isolamento termico. Il limite H' T pu dunque essere visto come operante in sinergia con i limiti sugli EP nd, al fine di portare ad ottenere un edificio con caratteri-
stiche energetiche performanti.
L'altro parametro relativo al 'involucro da verificare
l'area solare equivalente estiva per unit di superfi-
cie utile (A sol,est/Asup utile); tale parametro influenzato prevalentemente dai componenti trasparenti e dal a
presenza di schermature solari mobili per gli orienta-
menti pi critici dal punto di vista degli apporti solari.
Il suddetto requisito ha l'obiettivo di control are gli
apporti solari al fine di ridurre il surriscaldamento
degli ambienti nel periodo estivo e dover richiedere,
di conseguenza, l'intervento del 'impianto di raffre-
scamento.
Mentre il primo decreto rivolto ai progettisti, per
quanto concerne invece i prodotti da costruzione, nel-
la Gazzetta Ufficiale n. 159 del 10 luglio 2017 sta-
to pubblicato il D.lgs. 16 giugno 2017, n. 106, con-
cernente l'adeguamento del a normativa nazionale
al e disposizioni del Regolamento (UE) n. 305/2011,
che fissa condizioni armonizzate per la commercia-
lizzazione dei prodotti da costruzione. Tale Decreto
attua la delega del 'articolo 9 del a Legge 12 agosto 33 IL CTI INFORMA Dossier CTI 2016, n. 170 'Legge di delegazione europea 2015',
ed ha l'obiettivo di garantire una migliore garanzia
del a qualit e sicurezza del e opere e del e infrastrut-
ture, sia pubbliche che private, del a prevenzione del
rischio sismico e del a valutazione e messa in sicurez-
za del patrimonio costruito esistente.
Non meno importante il D.M. 2 aprile 1998 il
quale seppur non pi aggiornato come previsto, a
distanza di circa 20 anni, ancora pienamente in
vigore. Esso riguarda le modalit di certificazione
del e caratteristiche e del e prestazioni energetiche
degli edifici e degli impianti ad essi connessi ed
attuativo del 'art. 32 del a L. 10/1991. L'ambito di ap-
plicazione riguarda quindi i prodotti commercializzati
che assolvono funzioni energeticamente significative.
Il D.M. indica che i valori di conduttivit termica o di
resistenza termica e di massa volumica dei prodotti
isolanti termici devono essere certificati da laboratori
o organismi di certificazione di prodotto accreditati a
livel o europeo. I soggetti coinvolti sono quindi il pro-
duttore che rilascia le 'dichiarazioni del produttore' e
gli organismi riconosciuti come indipendenti rispetto
al 'oggetto in questione che effettuano le prove per la
determinazione del e prestazioni tecniche dei prodotti
(laboratori, ecc). L'al egato A del decreto contiene un
elenco di cui era prevista una revisione periodica dei
componenti di edifici e di impianti soggetti al 'obbligo
del a certificazione; l'elenco entra nel o specifico dei
materiali.
L'obiettivo del D.M. la certificazione di tutti quei ma-
teriali sul mercato nazionale da utilizzarsi ai fini del
risparmio di energia. L'elenco del 'al egato A, il quale
doveva essere aggiornato periodicamente, non com-
prende molti materiali proposti come prodotti per l'iso-
lamento termico.La CT 201 ha formulato una richiesta
di aggiornamento. La ragione di tale richiesta dovu-
ta al fatto che attualmente sono presenti sul mercato
prodotti che non sono riportati nel 'Al egato A e che
pertanto non sono soggetti ai requisiti del Decreto.
Inoltre la quasi totalit dei componenti riportati in tale
al egato soggetta al a marcatura CE e pertanto in
questo caso si applicano le procedure previste dal e
relative norma armonizzate. Ne risulta quindi che at-
tualmente il decreto, ancora vigente, inapplicabile. PROPOSTE PER IL MIGLIORAMENTO DEL QUADRO LEGISLATIVO Roberto Nidasio ' nidasio@cti2000.it Come sappiamo il DM 26 giugno 2015 ormai in
vigore da tre anni. Nel corso di questo primo periodo
di applicazione sono emerse luci ed ombre, soprattut-
to per quanto riguarda gli edifici esistenti sottoposti a
ristrutturazione. Se, infatti, da un lato questo Decreto
Ministeriale ha costituito una piccola ma grande
rivoluzione nel e modalit di costruzione dei limiti di
legge, includendo per la prima volta tutti i servizi
energetici e cercando di calibrare le verifiche per
tutte le tipologie di edifici in tutte le zone climatiche,
dal 'altro era quasi inevitabile che qualcosa fosse
perfettibile e migliorabile con l'esperienza pratica
e il feedback degli operatori del settore. Il CTI, con
il gruppo consultivo Legge 90, si quindi proposto,
fin da subito, come col ettore di criticit applicative
e dubbi interpretativi; anche grazie al prezioso aiuto
del e principali associazioni di settore, diversi aspetti
sono stati chiariti. Sono infatti state sottoposte al Mise
e poi pubblicate due serie di Faq, mentre una terza
attualmente in via di pubblicazione.
Tuttavia non si pu nascondere il fatto che lo stru-
mento Faq abbia una capacit di azione limitata e
che alcuni aspetti critici, emersi da una pi attenta
analisi del decreto, debbano essere necessariamente
corretti con altro strumento o una revisione del De-
creto stesso. In tale ottica, nel 'ultimo anno, il Gruppo
Consultivo Legge 90 stato impegnato nel a prepara-
zione di una proposta di revisione e correzione del e
principali problematiche. Vediamo quindi i contenuti
di questa proposta che interessano il mondo dei ma-
teriali isolanti.
I macro-temi sul tavolo sono essenzialmente due: i
limiti sul parametro H' T e l'incidenza dei ponti termici. Riguardo al primo, dopo un lungo lavoro di studio, il
gruppo di lavoro ha concluso che, per quanto riguar-
da i nuovi edifici, dato che tale parametro stato
pensato per lavorare in sinergia con i requisiti sugli
EP nd (variabili secondo il meccanismo del 'edificio di riferimento), si potrebbe mantenere la verifica cos Dossier CTI 34 Settembre 2018 come attualmente. Per quanto riguarda invece le
ristrutturazioni importanti di primo livel o, conside-
rando il fatto che l'involucro esistente del 'edificio
oggetto di ristrutturazione possa essere costituito gi
da una rilevante superficie vetrata, si proporrebbe
di riformulare il limite facendolo variare in funzione
del a percentuale di superficie vetrata del 'involucro
prima del a ristrutturazione (status quo). Per le ristrut-
turazioni importanti di secondo livel o, considerata
l'esistenza di limiti specifici sul e trasmittanze termiche
del e strutture per tipologia, si proporrebbe invece di
eliminare la verifica del 'H' T. Per ci che concerne la seconda tematica oggetto
di studio, ovvero l'incidenza dei ponti termici e i
limiti di trasmittanza, si vorrebbe proporre l'introdu-
zione di ponti termici di riferimento che potrebbero
essere utilizzati per la costruzione dei limiti accanto
a trasmittanze termiche di riferimento, intese come
trasmittanze del a sezione corrente. Chiaramente le
trasmittanze termiche lineiche dei ponti termici di rife-
rimento sono state calcolate considerando le migliori
tecniche costruttive e le soluzioni applicabili per la
loro correzione. Ci detto, chiaro che per diversi
ponti termici la trasmittanza termica lineica non
azzerabile e, soprattutto nelle ristrutturazioni, alcuni
ponti termici sono pressoch ineliminabili (oppure
potrebbero essere corretti sono con interventi molto
invasivi e sicuramente non ottimali dal punto di vista
dei costi, andando cos in contrasto con i dettami del-
la direttiva europea). Nel e ristrutturazioni potrebbe
esserci quindi una doppia verifica: la trasmittanza in
sezione corrente e una trasmittanza maggiorata per
tener conto del a presenza di ponti termici. Per quan-
to riguarda le riqualificazioni, anche per esigenze di
semplificazione normativa, potrebbe essere richiesta
la sola verifica del a trasmittanza in sezione corrente.
Il lavoro su questi due tematiche, molto sentite dagli
operatori, ormai giunto al termine. L'intenzione
quindi quel a di presentare le proposte al MiSE en-
tro la fine del 'anno, sperando poi nel 'apertura dei
lavori ministeriali di revisione di questi DM o magari
anche del 'intero quadro, nel 'ambito del recepimento
del a nuova Direttiva 844/2018. Vedremo quindi se
qualcosa di muover nel corso del 2019. L'ATTIVIT DELLA CT 201 'ISOLANTI E ISOLAMENTO TERMICO - MATERIALI' Giovanni Murano ' murano@cti2000.it La CT 201 una del e commissioni pi attive del CTI
in termini di produzione normativa a livel o ISO, CEN
e nazionale. Essa il Comitato Mirror nazionale
del 'ISO/ TC 163 'Thermal performance and energy
use in the built environment' ed in particolare del SC
'Thermal insulation products'. Le norme pubblicate, di
diretta responsabilit del 'ISO/TC 163/SC 3 sono 13,
mentre lo stesso ha in lavorazione 11 norme tecniche.
Ai lavori dell'ISO TC/163 partecipano 19 Paesi,
l'Italia rientra nel 'ultimo gruppo. L'ISO TC 163/SC3
ha attualmente in essere del e Liaison con l'ISO/TC
33 (Refractories), ISO/TC 61/SC 10 (Cel ular plastics)
e con le seguenti organizzazioni CEMBUREAU (The
European Cement Association), EURIMA (Europe-
an Association of Insulation Manufacturers) e FESI
(European Federation of Associations of Insulation
Contractors).
Il CEN TC 88 ha pubblicato 100 norme e ne ha in
elaborazione altre 40 (il numero comprende anche
la revisione di norme gi esistenti). Il CEN/TC 88 col-
labora con i seguenti TC: 112 'Wood-based panels',
127 'Fire safety in buildings',154 'Aggregates',166
'Chimneys' (di competenza CTI), 241 'Gypsum and
gypsum based products',350 'Sustainability of con-
struction works', 351 'Construction Products - As-
sessment of release of dangerous substances', 371
'Project Committee - Energy Performance of Building
project group' (di competenza CTI), 411 'Bio-based
products', e 89 'Thermal performance of buildings
and building components' (di competenza CTI).
Nel seguito sono riassunte le principali attivit in
corso.
La CT 201 ha come componenti i rappresentanti di
associazioni di produttori nonch aziende produttri-
ci di materiali e sistemi per l'isolamento termico e i
materiali edili in genere. Inoltre sono presenti rappre-
sentanti di laboratori, in alcuni casi di enti di certifica-
zione. La composizione risulta adeguata al o scopo
del a Commissione, tuttavia per alcuni materiali o 35 IL CTI INFORMA Dossier CTI sistemi tecnologici si riscontra una mancanza di spe-
cializzazione dei membri e dunque una mancanza di
rappresentanza ai relativi lavori europei. Si tratta in
particolare dei seguenti WG del CEN: 5 'Rigid cel u-
lar polystyrene, extruded', 7 'Rigid cel ular phenolic
foam', 8 'Cel ular glass', 11 'Vacuum insulation pro-
ducts', 12 'Prefabricated products of bonded expan-
ded perlite', 13 'Expanded cork boards', 17 'Wood
fibre boards', 19 'Polyethylene foam', 23 'Vegetable
fibers based products'. LE NORME PUBBLICATE Federico Tedeschi ' Coordinatore CT 201/GL
01 'Progettazione e messa in opera degli ETICS' '
Cortexa
Giovanni Murano ' murano@cti2000.it Attese da tempo dal mercato, il 21 giugno scorso
sono state finalmente pubblicate due importantissime
norme nazionali sviluppate dal a CT 201 / GL 1
dedicate al Sistema a Cappotto, il rapporto tecnico
UNI/TR 11715 e la UNI 11716, relative rispettivamen-
te al a progettazione e posa del sistema a cappotto
e al a qualificazione professionale degli applicatori.
Il documento UNI/TR 11715, concernente il rapporto
tecnico sul a Progettazione e messa posa in opera
dei sistemi di isolamento termico a cappotto su edifici
nuovi ed esistenti, il primo esempio di normativa
italiana sui sistemi a cappotto.
La norma, di carattere prettamente tecnico, mette a
disposizione di progettisti e applicatori riferimenti
progettuali con esempi, dettagli tecnici, schemi e
tabel e. Essa contiene anche i criteri per la scelta dei
prodotti isolanti termici idonei per il sistema a cappot-
to, con schede relative a 8 differenti prodotti isolanti.
L'osservanza del e prescrizioni tecniche progettuali
e applicative sul a realizzazione dei sistemi ETICS
contenute nel a norma UNI/TR 11715 funzionale
al a massimizzazione del a qualit dei risultati, con
effetti positivi sul 'efficacia del a protezione termica
degli involucri, la riduzione dei consumi energetici, la riduzione del e emissioni di gas serra e la conse-
guente tutela del 'ambiente, con la valorizzazione e
la sostenibilit del patrimonio immobiliare.
Strettamente legata al a prima, la UNI 11716 riguar-
da la qualificazione professionale degli applicatori
del sistema: tema di massima rilevanza di cui la CT
201 ha sempre sostenuto il ruolo strategico per un ap-
proccio chiaro e condiviso verso un'offerta professio-
nale orientata ad innalzare costantemente l'asticel a
del a qualit. Si auspica che tale norma possa creare
un percorso di qualificazione professionale che per
l'esercizio del 'attivit professionale. In tal modo si
creato un importante pilastro a supporto della valo-
rizzazione e del riconoscimento di una categoria pro-
fessionale, il cui programma formativo si baser sul
contenuto del a norma UNI/TR 11715 prima citata.
La definizione del percorso formativo per gli applica-
tori di sistemi ETICS e dei suoi contenuti consente di
spingere l'offerta verso l'innalzamento della qualit
che coinvolger tutti i processi coinvolti: qualit del
sistema e dei suoi componenti, qualit del a proget-
tazione e qualit del a posa, affinch il sistema possa
dirsi realizzato a regola d'arte.
In dettaglio, la norma UNI 11716 prevede due livel i
di qualificazione professionale: - applicatore base di sistemi ETICS e - applicatore caposquadra, delineando per ciascun profilo i requisiti di compe-
tenza, abilit e conoscenza che i posatori di cappotti
termici devono acquisire e dimostrare di possedere,
conformemente al Quadro europeo del e qualifiche
(European Qualifications Framework- EQF).
Tale norma si auspica avr un rapido riscontro e ap-
plicazione nel sistema formativo professionale nazio-
nale ed esprime viva soddisfazione per la definizione
di una categoria professionale di applicatori che
formalmente in Italia mancava.
La competenza e abilit professionale del 'instal atore
di cappotti termici, unitamente al a corretta progetta-
zione e l'impiego di sistemi ETICS certificati secondo
normativa o dotati di conformit ETA, assicurano la
realizzazione di sistemi di isolamento esterno che
contribuiscono a migliorare la prestazione energe- Dossier CTI 36 Settembre 2018 tica degli edifici, il comfort abitativo, l'efficacia e la
redditivit degli interventi e la durabilit del sistema
nel tempo. Le norme in produzione
A livel o nazionale invece sono in fase di elaborazio-
ne due progetti di norma/documenti pre-normativi: Documento prenormativo sui CAM
Ad oggi non esiste una corrispondenza tra presta-
zioni richieste dal Decreto 11 ottobre 2017 'Crite-
ri ambientali minimi per l'affidamento di servizi di
progettazione e lavori per la nuova costruzione,
ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici' e
le prestazioni fornite dai prodotti. Il progettista quindi
non ha a disposizione tutti gli strumenti per orientarsi
correttamente tra le proposte disponibili sul mercato.
Il materiale di riciclo, inoltre, per taluni prodotti pu
influenzare negativamente le relative caratteristiche
termiche e meccaniche.
Gli isolanti termici usati per finalit CAM, secondo
il Decreto 11 ottobre 2017 dovrebbero rispettare i
seguenti criteri: - non devono essere prodotti che utilizzano ritardanti di fiamma che siano oggetto di restrizioni o proibi- zioni previste da normative nazionali o comunitarie
applicabili; - non devono essere prodotti con agenti espandenti con un potenziale di riduzione del 'ozono superiore
a zero; - non devono essere prodotti o formulati che utilizza- no catalizzatori al piombo quando spruzzati o nel
corso del a formazione del a schiuma di plastica; - se prodotti da una resina di polistirene espandibile gli agenti espandenti devono essere inferiori al 6%
del peso del prodotto finito; - se costituiti da lane minerali, queste devono essere conformi al a nota Q o al a nota R di cui al regola-
mento (CE) n. 1272/2008 (CLP) e s.m.i.; - se il prodotto finito contiene uno o pi dei compo- nenti elencati nel a seguente tabel a, questi devono
essere costituiti da materiale riciclato e/o recupera-
to secondo le quantit minime indicate, misurate sul
peso del prodotto finito. Ci significa in particolare
il recuperare un materiale a fine ciclo vita per rein-
serirlo al 'interno del a produzione con il fine di
realizzare un nuovo prodotto. Ad oggi il decreto
esclude i sottoprodotti. La percentuale di materia riciclata deve essere dimo- 37 IL CTI INFORMA Dossier CTI Prodotto isolante termico Isolante
in forma di pannel o A spruzzo o insufflato in materassino Cellulosa - 80% - Lana di vetro 60% 60% 60% Lana di roccia 15% 15% 15% Perlite espansa 30% 40% 810% Fibre in poliestere 6080% - 6080% Polistirene espanso 1060% (*) 1060% (*) - Polistirene estruso 545% (*) (**) - - Poliuretano espanso 110% (*) (**) 110% (*) (**) - Agglomerato di poliuretano 70% 70% 70% Agglomerati di gomma 60% 60% 60% Isolante riflettente in al uminio - - 15% (*) in base al a tecanologia adoperata per la produzione.
(**) in funzione del a tipologia del prodot o strata tramite una del e seguenti opzioni: - una dichiarazione ambientale di Prodotto di Tipo III (EPD), conforme al a norma UNI EN 15804 e al a
norma ISO 14025, come EPDItaly o equivalenti; - una certificazione di prodotto rilasciata da un orga- nismo di valutazione del a conformit che attesti il
contenuto di riciclato attraverso l'esplicitazione del
bilancio di massa, come ReMade in Italy, Plastica
Seconda Vita o equivalenti; - una certificazione di prodotto rilasciata da un orga- nismo di valutazione del a conformit che attesti il
contenuto di riciclato attraverso l'esplicitazione del
bilancio di massa che consiste nel a verifica di una
dichiarazione ambientale auto dichiarata, conforme
al a norma ISO 14021. Qualora l'azienda produttrice non fosse in possesso
del e certificazioni richiamate ai punti precedenti,
ammessa la presentazione di un rapporto di ispezio-
ne rilasciato da un organismo di ispezione, in confor-
mit al a ISO/IEC 17020, che attesti il contenuto di
materia recuperata o riciclata nel prodotto. In questo
caso necessario procedere ad un'attivit ispettiva
durante l'esecuzione del e opere. Tale documentazio-
ne dovr essere presentata al a stazione appaltante
in fase di esecuzione dei lavori, nel e modalit indica-
te nel relativo capitolato. Il corretto trattamento dei materiali isolanti
A settembre/ottobre inizieranno i lavori concernenti
la redazione di un documento tecnico recante indica-
zioni informative sul corretto trattamento dei materiali
isolanti e sul e prestazioni minime che questi, a secon-
da del 'applicazione, devono prevedere e possedere. L'attivit in ambito CEN
Le norme prodotte ed in fase di produzione presso il
CEN/TC 88 possono essere suddivise nel e seguenti
categorie: - metodi concernenti i metodi di prova per la deter- minazione delle propriet del prodotto isolante
termico; - normativa per l'attestazione del a conformit degli standard di prodotto; - normativa di prodotto relativa ai diversi isolanti ter- mici (specifiche per i prodotti formati in situ e per i
prodotti messi in opera); - normativa di prodotto relativa ai sistemi isolanti termici; - normativa di prodotto per gli isolanti termici impie- gati negli impianti degli edifici e nel e instal azioni
industriali. Ad oggi il CEN/TC 88 formato da 23 gruppi di la-
voro. Uno schema riportato in figura 3, in cui sono
indicati in verde i WG per cui la CT 201 ha nominato
almeno un esperto di riferimento, mentre in rosso i
WG senza esperto per i quali si auspica una maggio-
re rappresentanza sui tavoli del CEN.
Per quanto riguarda la normativa realizzata e at-
tualmente in vigore si tratta di circa 100 documenti,
nel seguito si cercher di fornire una panoramica
complessiva seppur non esaustiva, in merito alla
principale normativa tecnica di settore con alcuni rag-
gruppamenti per tematica. La caratterizzazione delle propriet dei prodotti
isolanti termici utilizzati sia in edilizia che nel e instal-
lazioni industriali si sviluppa in oltre 30 documenti
tecnici. Le norme dal a UNI EN 822 al a UNI EN
826, pubblicate nel 2013, forniscono indicazioni
sul 'apparecchiatura e i procedimenti per determi-
nare nel e dimensioni di fornitura: la lunghezza e
la larghezza di prodotti (UNI EN 822), lo spessore
(UNI EN 823), l'ortogonalit (UNI EN 824), la plana-
rit (UNI EN 825), il comportamento a compressione
(UNI EN 826).
Nel 2013 stata pubblicata la raccolta di documenti
dal a UNI EN 1602 al a UNI EN 1609 concernenti la
valutazione del e seguenti propriet: la massa volumi-
ca apparente (UNI EN 1602), la stabilit dimensiona-
le in condizioni costanti e normalizzate di laboratorio
(UNI EN 1603), la stabilit dimensionale in condizio-
ni specificate di umidit e di temperatura e durata
di esposizione (UNI EN 1604), la deformazione in
condizioni specificate di carico di compressione e di
temperatura (UNI EN 1605), la determinazione del o
scorrimento viscoso a compressione (UNI EN 1606), Dossier CTI 38 Settembre 2018 la determinazione del a resistenza a trazione perpen-
dicolare al e facce (UNI EN 1607), la determinazione
del a resistenza a trazione paral ela al e facce (UNI
EN 1608) e la determinazione dell'assorbimento
d'acqua per breve periodo per immersione parziale
(UNI EN 1609).
Nel 2013 sono state anche pubblicati i documenti
dal a UNI EN 12085 al a UNI EN 12091 relativi al a
determinazione del e dimensioni lineari dei provini
(UNI EN 12085), del e propriet di trasmissione del
vapore acqueo (UNI EN 12086), dell'assorbimento
d'acqua a lungo termine: prova attraverso immersione
(UNI EN 12087), del 'assorbimento d'acqua per dif-
fusione per lungo periodo (UNI EN 12088), del com-
portamento a flessione (UNI EN 12089), del compor-
tamento a taglio (UNI EN 12090), del a resistenza ai
cicli di gelo-disgelo (UNI EN 12091).
Completano le norme per la caratterizzazione del e
propriet la UNI EN 12429 concernente la appa-
recchiatura ed i procedimenti per condizionare un
isolante termico al fine di ottenere l'equilibrio igrome-
trico a (23 2) C e (50 5) % di umidit relativa, la
UNI EN 12430 per la determinazione del comporta-
mento sotto carico concentrato, la UNI EN 12431 da
impiegarsi per la determinazione del o spessore degli
isolanti termici per pavimenti gal eggianti e la UNI
EN 16382 per la determinazione del a resistenza al a
estrazione (pul -through) degli ancoraggi a piastra
attraverso i prodotti per l'isolamento termico. Per quanto riguarda gli ETICS il riferimento la
raccolta di documenti pubblicati nel 2012 dal a UNI
EN 13495 al a UNI EN 13498 da utilizzarsi per la
determinazione de: la resistenza al o strappo - prova
del blocco di schiuma espanso (UNI EN 13495), le
propriet meccaniche del e reti in fibra di vetro come
rinforzo (UNI EN 13496), la resistenza al 'impatto
(UNI EN 13497), la penetrazione (UNI EN 13498).
La UNI EN 16383 riporta invece indicazioni per la
determinazione del comportamento igrotermico. Per
quanto riguarda le istruzioni per il montaggio e il fis-
saggio nel e prove di reazione il riferimento la UNI
EN 16724 mentre nel a UNI EN 15715 sono riportate
le istruzioni per il montaggio e il fissaggio nel e prove
di reazione al fuoco dei prodotti per l'isolamento ter-
mico ottenuti in fabbrica.
La caratterizzazione del e propriet degli isolanti ter-
mici da impiegarsi negli impianti degli edifici e nel e
instal azioni industriali fa riferimento ai documenti
riportati di seguito per la determinazione di: dimen-
sioni, dell'ortogonalit e linearit dell'isolamento
preformato di tubazioni (UNI EN 13467), PH e del e
quantit residue di ioni cloruro, fluoruro, silicato e
sodio solubili in acqua (UNI EN 13468), propriet di
trasmissione del vapore acqueo dell'isolamento pre-
formato di tubazioni (UNI EN 13469), massa volumi-
ca apparente del 'isolamento preformato di tubazioni
(UNI EN 13470), coefficiente di dilatazione termica
(UNI EN 13471), assorbimento d'acqua nel breve 39 IL CTI INFORMA Dossier CTI 1 2 10 14 15 16 18 Normativa di prodotto 3 Lana minerale (MW) 4 Polistirene espanso sinterizzato (EPS) 5 Polistirene espanso estruso (XPS) 6 Poliuretano e polisocianurato espanso rigido (PU) 7 Resina fenolica espansa (PF) 8 Vetro cellulare (CG) 9 Lana di legno con legame minerale (inclusi i prodotti multistrato) (WW) 11 VIP ' Isolanti sottovuoto 12 Prodotti prefabbricati di legami espansi di perlite 13 Prodotti prefabbricati di sughero 17 Pannelli di fibre di legno (WF) 19 Polietilene espanso (XPE) 20 Utilizzo di argilla espansa in applicazioni di ingegneria civile 21 Isolanti riflettenti 22 Prodotti realizzati in calcio silicato (CS) ottenuti in fabbrica 23 Prodotti a base di fibre vegetali Co nt ro llo de lla pr oduz io ne indus tr ia le Si st em i c om po sit i di is ol am ent o te rm ic o es te rni CEN/TC 88 WG n. No m e d el W G M et od i c om un i d i a na lis i g en er ale Gr uppo di co or di na m ent o Iso la m en to te rm ic o pe r g li im pi an ti ne gl i e di fic i e le in st al la zio ni in du st ria li Te rm in olo gia Iso la m en to te rm ic o - m at er ia li e p ro do tt i. Pr od ot ti iso la nt i re al izz at i i n op er a periodo per immersione parziale del 'isolamento pre-
formato di tubazioni (UNI EN 13472), comportamen-
to sotto carico ciclico (UNI EN 13793), temperatura
massima di impiego (UNI EN 14706), temperatura
massima di impiego del 'isolamento preformato di
tubazioni (UNI EN 14707), contenuto di sostanza
organica (UNI EN 13820).
La valutazione di conformit di un prodotto isolante
termico va effettuata secondo la UNI EN 13172
ovvero la norma che specifica i procedimenti e i cri-
teri per la valutazione del a conformit di un prodotto
isolante termico alla relativa specificazione europea
di prodotto. La norma si applica agli isolanti termici
per l'edilizia, agli ETICS, gli impianti e le instal azioni
industriali, ottenuti in fabbrica o realizzati in sito. Per quanto concerne le norme tecniche di prodot-
to, ad oggi il CEN/TC 88 ha realizzato standard
normativi concernenti i seguenti prodotti ottenuti in
fabbrica: lana minerale (UNI EN 13162), polistirene
espanso EPS (UNI EN 13163), polistirene espanso
estruso XPS (UNI EN 13164), poliuretano espanso ri-
gido PU (UNI EN 13165), resine fenoliche espanse PF
(UNI EN 13166), vetro cel ulare CG (UNI EN 13167),
lana di legno WW (UNI EN 13168), perlite espansa
EPB (UNI EN 13169), sughero espanso ICB (UNI
EN 13170), fibre di legno WF (UNI EN 13171). Tali
documenti descrivono le caratteristiche del prodotto,
inclusi i procedimenti di prova, la valutazione di con-
formit, la marcatura e l'etichettatura.
Per quanto riguarda le specifiche concernenti gli iso-
lanti termici ottenuti in fabbrica per gli impianti degli
edifici e le instal azioni industriali i riferimenti tecnici
sono la UNI EN 14303 per i prodotti di lana minera-
le (MW), la UNI EN 14304 per i prodotti di espanso
elastomerico flessibile (FEF), la UNI EN 14305 per i
prodotti di vetro cel ulare (CG), la UNI EN 14306 per
i prodotti di silicato di calcio (CS), la UNI EN 14307
per i prodotti di polistirene espanso estruso (XPS), la
UNI EN 14308 per i prodotti di poliuretano espanso
rigido (PUR) e di poliisocianurato espanso (PIR), la
UNI EN 14309 per i prodotti di polistirene espanso
(EPS), la UNI EN 143013 per prodotti di polietilene
espanso (PEF), la UNI EN 14314 per i prodotti di resi- ne fenoliche espanse (PF).
Queste norme, cos come le precedenti, riportano le
caratteristiche del prodotto e comprendono procedi-
menti di prova, valutazione di conformit, marcatura
ed etichettatura.
Il Comitato ha anche sviluppato normativa concer-
nente specifiche per prima e dopo del 'instal azione
per i seguenti prodotti: aggregati leggeri di argil a
espansa realizzati in situ (UNI EN 14063), di lana
minerale (MW) realizzati in sito (UNI EN 14064), di
poliuretano espanso rigido (PUR) e di poli socianurato
espanso rigido (PIR) spruzzati e formati in sito (UNI
EN 14315), di perlite espansa (UNI EN 14316), di
vermiculite espansa (UNI EN 14317), di poliuretano
espanso rigido (PUR) e di poliisocianurato espanso
rigido (PIR) formati in sito per iniezione quando instal-
lati nel e intercapedini dei muri (UNI EN 14318), di
poliuretano espanso rigido (PUR) e di poli socianurato
espanso rigido (PIR) formati in sito per iniezione per
l'isolamento di impianti di edifici e di instal azioni in-
dustriali (UNI EN 14319 e 14320), di cel ulosa sfusa
(UNI 15101), di perlite espansa (UNI EN 15599), di
vermiculite espansa da utilizzarsi nel e instal azioni
industriali (UNI EN 15600).
Per quanto riguarda i sistemi ETICS nel 2003 sono
stati pubblicati la UNI EN 13499 e la UNI EN 13500
concernenti rispettivamente specifiche per sistemi
a base di polistirene espanso e a base di lana mi-
nerale, tali documenti saranno ritirati non appena
sar disponibile la EN 17237 'ETICS Specification'
la quale prender in considerazione tutti gli isolanti
commercializzati con marcatura CE che possono es-
sere impiegati al 'interno di cappotti termici.
La produzione normativa tecnica considera anche l'i-
solamento termico e i prodotti leggeri di riempimento
per applicazioni di ingegneria civile, a tal proposito
nel 2008 sono state pubblicate due norme sui pro-
dotti isolanti termici ottenuti in fabbrica le UNI EN
14933 riguardante il polistirene espanso (EPS) e la
UNI EN 14934 sul polistirene estruso (XPS). Nel 2017 stata pubblicata la norma UNI EN
16783, documento atteso da molto tempo dal settore
dei prodotti isolanti termici, sia per quel i ottenuti in Dossier CTI 40 Settembre 2018 fabbrica che per quel i realizzati in sito; essa defini-
sce le regole quadro per categoria di prodotto (PCR)
per dichiarazioni ambientali di tipo III (come da UNI
EN 15804 ovvero la norma che fornisce la struttura
da seguire per assicurare che tutte le Dichiarazioni
Ambientali di Prodotto siano elaborate, verificate
e comunicate secondo un formato armonizzato).
Complementare al a UNI EN 15804, la PCR descritta
nel a norma indica l'unit dichiarata da utilizzare;
definisce i confini del sistema; specifica e descrive gli
scenari predefiniti e le regole per la definizione degli
scenari di alcuni moduli di informazione del ciclo di
vita. Tali PCR sono destinate ad essere utilizzate in
vari tipi di valutazione 'dal a cul a al cancel o' (crad-
le to gate), 'dal a cul a al cancel o con opzioni' (cra-
dle to gate with options) o 'dal a cul a al a tomba'
(cradle to grave), a condizione che l'obiettivo del 'a-
nalisi sia correttamente indicato nel a descrizione
del confine di sistema. La norma consente quindi di
valutare l'impatto ambientale dei prodotti da costru-
zione confrontando diversi prodotti a parit di livel o
prestazionale offerto, di costo ambientale (in termini
di risorse utilizzate per la produzione, il trasporto, la
messa in opera e la dismissione), utilizzando quindi
dati concernenti l'impatto ambientale riferiti al a me-
desima unit funzionale che, nel caso dei prodotti
coibenti, risulta la loro prestazione espressa attra-
verso il valore di resistenza termica. Tale documento
inizializza il settore del e costruzioni ad un approccio
biocompatibile e sostenibile con il fine di quantificare
e limitare gli impatti sul 'ambiente dei prodotti isolanti
(nel caso del a UNI EN 16783) utilizzati nel 'involucro
edilizio. Paral elamente al o sviluppo di documenti e norma-
tiva tecnica UNI, la CT 201 impegnata nel a defi-
nizione del e posizioni nazionali relative ai progetti
di norma in corso di sviluppo presso il CEN/TC 88,
di cui si riportano di seguito i principali riferimenti
e qualche breve nota a proposito. Tutti documenti
sono disponibili per gli associati nel 'area del sito
CTI dedicato al e attivit del a commissione tecnica.
Attualmente la CT impegnata nel a redazione dei
seguenti documenti: - prEN 17139 'Prodotti per l'isolamento termico com- posti da fibre vegetali (VFBP)': il progetto di norma
riguarda i prodotti isolanti (rotoli, feltri, pannel i, la-
stre) a base di fibre vegetali con o senza rivestimen-
ti, con o senza rinforzo integrale, utilizzati per l'iso-
lamento termico degli edifici. La norma si applica
a tutti i prodotti per l'isolamento termico realizzati
con almeno il 70% di fibre vegetali, con o senza
aggiunta di col anti, leganti, additivi e che non rien-
trano nel 'ambito di applicazione del a norma UNI
EN 13171. La fase del 'formal vote' terminata il
23/08/2018. Tale norma in corso di sviluppo sot-
to il mandato M/103 del a Commissione Europea
ed dunque candidata ad essere citata nel a GUE. - Emendamenti al e norme di prodotto sugli isolanti termici per gli impianti degli edifici e per le instal-
lazioni industriali da UNI EN 14303 a UNI EN
14309, UNI EN 14313, UNI EN 14314, UNI EN
14315 e UNI EN 15501 concernenti MW (lane
minerali), FEF (espanso elastomerico flessibile), CG
(vetro cel ulare), CS (calcio silicato), XPS (polistire-
ne espanso estruso), PUR-PIR (poliuretano espanso
rigido, poliisocianurato espanso), EPS (polistirene
espanso sinterizzato), PEF (polietilene espanso), PF
(resine fenoliche espanse), EP-EV (perlite espansa e
vermiculite espansa). Tali emendamenti modificano
le clausole del a norma necessarie a garantire la
conformit al regolamento sui prodotti da costru-
zione (CPR) ed in particolare introducono: (a) un
aggiornamento dei riferimenti normativi; (b) l'in-
clusione del riferimento al a UNI EN 16733 per la
combustione continua senza fuoco; (c) la classe di
reazione al fuoco nel 'al egato A; (d) il nuovo al e-
gato ZA; (e) modifiche minori di tipo editoriale. - Emendamento al e norme da UNI EN 13162 a UNI EN 13171 e UNI EN 16069 concernenti i prodotti
ottenuti in fabbrica di MW (lane minerali), EPS
(polistirene espanso sinterizzato), XPS (polistirene
espanso estruso), PU (Prodotti di poliuretano espan-
so rigido), PF (resine fenoliche espanse), CG (vetro
cel ulare), WW (lana di legno), EPB (perlite espan-
sa), ICB (sughero espanso), WF (fibre di legno) e
PEF (polietilene espanso). Tali modifiche sono state
necessarie perch nel 'aprile 2017, la Commissione 41 IL CTI INFORMA Dossier CTI europea (CE) ha inviato una lettera a CCMC chie-
dendo al CEN di includere la caratteristica essen-
ziale 'Continuous glowing combustion'. La CE ha
anche sottolineato l'urgenza di tale emendamento,
poich la UNI EN 13162 fu inclusa nel a sentenza
del a Corte di giustizia europea C-100/13. Questa
richiesta stata discussa durante la riunione plena-
ria del CEN/TC 88 del 26/27 aprile 2017; in que-
sta occasione il CEN/TC 88 ha sottolineato quindi
la necessit di rivedere rapidamente anche tutti gli
altri standard tecnici correlati. - La normativa a supporto degli ETICS (prEN 17237), tale filone di attivit riguarda l'aggiornamento del a
UNI EN 13497 la quale specifica l'apparecchiatura
e la procedura per determinare la resistenza al 'im-
patto dei sistemi di isolamento termico per l'esterno
(cappotti); la redazione del a nuova EN 17101 la
quale indica i metodi di identificazione e metodi
di prova per la valutazione del e prestazioni del e
schiume monocomponenti in PU utilizzate negli
ETICS come schiume adesive; la revisione del a UNI
EN 13495 concernente la determinazione della
resistenza al o strappo dei sistemi degli ETICS. Il
metodo descritto nel documento definito 'test del
blocco di schiuma espanso'. - La revisione del a UNI EN ISO 9229 concernente un vocabolario armonizzato inerente l'isolamento
termico; - La EN 16854 da applicare a prodotti isolanti termi- ci destinati al 'utilizzo nei camini. Descrive il metodo
di prova del a resistenza al fuoco di fuliggine dei
prodotti di isolamento termico. Tale norma stata
ad oggi pi volte disapprovata e dovr ripetere la
fase di votazione formale. - La UNI EN 17140 concernente la definizione del e caratteristiche dei pannel i di isolamento sottovuoto
(VIP) realizzati in fabbrica, con o senza strato pro-
tettivo da utilizzarsi nel 'isolamento termico degli
edifici. Questo documento descrive le propriet del
prodotto e contiene metodi di prova e specifiche
per la valutazione e la verifica del a costanza del a
prestazione (AVCP), l'identificazione e l'etichet-
tatura. Contiene inoltre la determinazione delle
propriet che influenzano il tempo di vita utile e la durata prestazionale. Il documento fornisce un
metodo di prova per determinare l'invecchiamento
del prodotto, compresa l'influenza dei ponti termici
lineari ai bordi. applicabile a tutti i tipi di VIP in-
dipendentemente dal materiale principale o dal tipo
di materiale d'involucro. - Per quanto riguarda la caratterizzazione del e pro- priet di prodotti e sistemi sono in corso lo svi-
luppo le norme EN ISO 16535 (determinazione
dell'assorbimento d'acqua a lungo termine: prova
attraverso immersione), EN ISO 16536 (determina-
zione del 'assorbimento d'acqua per diffusione per
lungo periodo), EN ISO 29767 (determinazione
del 'assorbimento del 'acqua attraverso immersione
parziale nel breve termine) e la revisione del a UNI
EN 13494 (concernente le apparecchiature e le
procedure per determinare la resistenza a trazione
del 'adesivo e del rivestimento di base di un sistema
ETICS. Tale progetto si affianca al 'EN 17101 relati-
va ad adesivi in schiuma poliuretanica). - In merito al 'EPS sono in corso di revisione le norme UNI EN 14933 (Prodotti di polistirene espanso otte-
nuti in fabbrica ' Specificazione), UNI EN 16025-1
(Malte premiscelate al eggerite con EPS - Parte 1:
Requisiti per malte pre-miscelate contenenti perle
di EPS), EN 16809-1 (Isolamento termico realizzato
in sito con prodotti di perle di polistirene espanso
sfuso e perle di polistirene espanso legate prima
del 'instal azione. Tale progetto completa la UNI EN
16809-2 gi pubblicata nel 2017). L'Attivit ISO
L'Italia partecipa in qualit di membro osservatore
al e attivit del 'ISO/TC 163 SC 3. Tale sottocomitato
ha l'obiettivo di produrre normativa tecnica concer-
nente isolanti termici per l'edilizia, gli impianti e le
applicazioni industriali. Ad oggi l'ISO/TC 163 SC 3
ha pubblicato pi di 10 documenti di cui si riportano
gli estremi ed i principali ambiti applicativi. Molti di
questi sono gi in fase di aggiornamento, mentre altri
riguardano procedure e metodologie armonizzate
per la valutazione del e propriet di alcune tipologie
di nuovi prodotti isolanti che si stanno affacciando sul
mercato. Dossier CTI 42 Settembre 2018 La commissione tecnica nei prossimi incontri valuter
la possibilit del recepimento nel catalogo UNI del a
normativa ISO; prima di un eventuale recepimento
nazionale la CT dovr verificare che non siano pre-
senti norme o progetti di norma in corso di sviluppo
presso il CEN (per evitare di incorrere in questioni
legate al o stand-stil ). - ISO 8142 concernente una specificazione sulle sezioni di tubi in fibra minerale prefabbricati pre-
formati; - ISO 8143 concernente i prodotti isolanti termici in calcio silicato per le attrezzature edili e gli impianti
industriali; - ISO 8144-1 e 8144-2, in corso di aggiornamento, concernente isolanti termici in lana minerale prodot-
ti sotto forma di materassini da utilizzarsi per spazi
ventilati - Parte 1: Specifiche per applicazioni con
ventilazione limitata e Parte 2: Specifiche per appli-
cazioni orizzontali con ventilazione il imitata. - ISO 8145, in corso di aggiornamento, concernente specifiche per gli isolanti termici in lana minerale
prodotti sotto forma di pannel i per l'isolamento
della copertura. - ISO 12574-2 concernente isolanti sfusi in fibra di cel ulosa per applicazioni orizzontali in spazi con
tetto ventilato - Parte 2: Principali responsabilit
degli installatori. - ISO 12575-2 relativa ai sistemi di isolamento esterni per fondazioni, specifica le responsabilit degli in-
stal atori al fine di garantire che un prodotto fabbri-
cato e confezionato in conformit con ISO 12575-1
sia in grado di fornire le propriet dichiarate dal
produttore quando installato secondo norma; ripor-
ta inoltre la documentazione del 'instal azione e la
dichiarazione del 'instal atore secondo cui sono stati
soddisfatti tutti i requisiti. - La ISO 12576 stabilisce cinque sistemi per il control- lo di conformit di materiali e prodotti isolanti termi-
ci per edifici prefabbricati. Fornisce quindi metodi
per determinare se una produzione o spedizione di
un materiale di isolamento termico possa essere ac-
cettata come conforme ai requisiti del e specifiche
pertinenti. - La ISO 17738-1 sul 'isolamento esterno e sistemi di finitura, in corso di aggiornamento, che si compone
di pi parti: (1) materiali e sistemi, (2) instal azione,
(3) requisiti di progetto; - La ISO 17749 concernente specifiche sui pannel i in lana di pecora; - La ISO 20310 concernente specifiche sui prodotti di lana di al uminosilicato; - DIS 21105-1, in corso di sviluppo, concernente la verifica prestazionale e la messa in servizio del 'in-
volucro edilizio - Parte 1: Requisiti generali; - ISO 21239, in corso di sviluppo, concernente speci- fiche e prove dei prodotti isolanti riflettenti; - ISO/WD 22097, in corso di sviluppo, concernente la determinazione del a prestazione termica dei
prodotti isolanti riflettenti; - ISO/CD 22482, in corso di sviluppo, concernente la determinazione del e propriet fisiche degli iso-
lanti termici in aerogel. Prospettive e programma di lavoro
Per poter raggiungere un buon risultato complessivo
in termini di connessione e relazione del e diverse
normative, nonch data la specificit e il carattere
di alcune tematiche trattate nel e suddette norme, si
prevede che la CT 201 si interfacci costantemente
non solo con le altre Commissioni Tecniche del CTI,
ma anche con il GC Legge 90, che si occupa, tra
l'altro, degli aspetti legislativi in materia di isola-
mento termico (fabbricato edilizio) con cui, tramite i
propri esperti e membri del a CT 201 ha col aborato
nel a predisposizione di strumenti integrativi per il
miglioramento del 'applicabilit della metodologia
del 'edificio di riferimento e degli altri indici per la
valutazione del confort e del a prestazione energetica
del fabbricato edilizio.
Inoltre, la CT segue con interesse le ricadute pratiche
connesse ad eventuali aggiornamenti del mandato
M/103 e successivi aggiornamenti concernenti il
Regolamento sui Prodotti da Costruzione, infatti nel
mandato e nel programma di lavoro originari, gli
aspetti concernenti l'igiene, la salute e l'ambiente
sono stati solo parzialmente presi in considerazione,
principalmente a causa del a mancanza di dati sui
requisiti esistenti e/o del a mancanza di strumenti tec- 43 IL CTI INFORMA Dossier CTI nici da armonizzare nel e norme europee.
I prodotti da costruzione, cos come citato nel man-
dato, potrebbero emettere o contenere sostanze che
sono state definite come 'sostanze pericolose' ai sen-
si del e direttive europee e dei regolamenti nazionali.
Mentre le emissioni (o i contenuti) devono essere in-
feriori ai valori soglia europei e/o nazionali esistenti
(laddove il prodotto immesso sul mercato). Produtto-
ri e autorit necessitano quindi di schemi trasparenti
e comprensibili per la dichiarazione del e prestazioni
del prodotto a tale riguardo al fine di determinare la
conformit del prodotto ai requisiti normativi.
I metodi di prova a sostegno per le dichiarazioni
relative al e sostanze pericolose sono di competenza
del CEN/TC 351 il quale sta elaborando specifiche
tecniche in base ai requisiti del mandato del a Com-
missione M/366. La Commissione Tecnica ne seguir
con interesse le ricadute esaminando concretamente i
documenti e fornendo un proprio contributo.
Un altro aspetto su cui la CT 201 intende investire
energie riguarda la valutazione degli aspetti di soste-
nibilit del e opere da costruzione nuove ed esistenti
che prevedono l'impiego di prodotti isolanti termici,
comprese le regole di base orizzontali elaborate, e/o
in corso di elaborazione, dal CEN/TC 350 per lo svi-
luppo del e dichiarazioni ambientali dei prodotti da
costruzione (EPD) con l'obiettivo di garantire l'effettiva
attuazione del e norme fondamentali orizzontali rela-
tive al o sviluppo di regole specifiche per le categorie
di prodotti basate sul a norma UNI EN 15804. Gli
aspetti relativi al 'uso sostenibile del e risorse naturali,
si presume, saranno sempre pi al centro del e attivit
del a CT, anche in relazione agli aspetti nazionali re-
lativi ai CAM nel o sviluppo di documenti tecnici che
ne permettano la piena applicabilit per tutti i pro-
dotti isolanti termici e che supportino e agevolino la
pratica professionale dei tecnici coinvolti nel proces-
so e nel a valutazione del e prestazioni ambientali.
Un altro filone di attivit normativa gi iniziata attra-
verso la redazione del a UNI 11716 e da proseguire
nei prossimi anni, riguarda la qualificazione profes-
sionale degli operatori che si occupano del 'instal-
lazione di isolante termico negli edifici per le varie
applicazioni (dal 'isolamento delle tubazioni degli impianti di climatizzazioni, al 'isolamento del e varie
parti dell'involucro opaco ' dalla copertura alle
fondazioni). Infatti, a fronte di norme tecniche che
nel tempo stanno diventando sempre pi complete
ed esaustive, nel tentare di prendere in adeguata
considerazione tutti gli aspetti previsti dai requisiti di
base previsti ed adottati nei regolamenti nazionali
ed europei, rimane una grossa lacuna sul e migliori
conoscenze finalizzate a garantire un esito positivo
del e opere di isolamento termico, le quali potranno
compromettere la buona riuscita degli interventi di
riqualificazione/realizzazione di edifici a ridotto con-
sumo energetico o nZEB.
Inizieranno a breve i lavori concernenti la redazione
di un documento tecnico recante indicazioni informa-
tive sul corretto trattamento dei prodotti isolanti e sul-
le prestazioni minime che questi, a seconda del 'ap-
plicazione, devono prevedere e possedere. Tale
attivit, si prevede, occuper circa un anno e porter
al a redazione di un documento tecnico che progetti-
sti ed operatori edilizi potranno utilizzare come rife-
rimento per garantire la buona riuscita dei principali
interventi di isolamento termico del 'involucro.
Si auspica inoltre, che la CT possa accogliere al suo
interno nuove personalit con competenze diverse
in aggiunta a quel e gi presenti, per coprire tutti gli
ambiti applicativi e conoscitivi previste dal e norme di
prodotto dei materiali isolanti termici, anche in riferi-
mento a nuove categorie di isolanti termici emergenti
ad alta prestazione energetica che si stanno affer-
mando solamente ora sul mercato del 'edilizia e per i
quali non esiste ancora un'adeguata e globale cono-
scenza tecnica (si pensi per esempio agli aerogel ed
agli isolanti sottovuoto).
In conclusione, evidente che il settore del risparmio
energetico sia strettamente dipendente dal 'isolamen-
to termico del fabbricato, ovvero dal a riduzione dei
consumi energetici al a fonte da cui dipende anche il
dimensionamento degli impianti e del e fonti energeti-
che rinnovabili. Proprio per tale motivo tale ambito ri-
copre ad oggi ancora un'importanza strategica sia in
termini di ricerca sia in termini di produzione norma-
tiva. I requisiti progettuali previsti dal a legislazione
sono sempre pi stringenti ed ambiziosi e l'industria Dossier CTI 44 Settembre 2018 prosegue nel o sviluppo di materiali sempre pi per-
formanti e in grado di garantire, anche a fronte di
spessori ridotti di materiale isolante, buone prestazio-
ni termiche. In un contesto del genere evidente che
l'utente, il progettista edilizio in questo caso, debba
essere dotato di spirito critico e adeguate conoscenze
per distinguere i prodotti che realmente possono ga-
rantire le prestazioni dichiarate. In quest'ultimo caso il
riferimento sono le metodologie di prova standardiz-
zate nel e normative tecniche.
Inoltre, il cambiamento delle modalit costruttive
degli edifici (ad esempio attraverso l'impiego di mag-
giore isolamento termico e serramenti a maggiore
tenuta) stanno portando al a luce nuove problemati-
che connesse al comfort e al a qualit degli ambienti
interni, su cui gli operatori del sistema dovranno inter-
rogarsi ed indagare in futuro per garantire ambienti
sani; la normativa tecnica in tale contesto dovr nel
futuro prossimo prevederne le risposte. Anche la cor-
retta instal azione dei prodotti un campo che sar
sempre pi considerato nel 'attivit normativa, poich
da questo dipender il reale conseguimento dei
risparmi energetici (e di conseguenza economici) pre-
ventivati nel e fasi di progettazione degli edifici. La buona riuscita normativa dipender dal a partecipa-
zione attiva di tutti gli operatori coinvolti nel settore
del 'isolamento. Altri aspetti normativi potranno esse-
re approfonditi in relazione al e richieste del mercato. Bibliografia - Strategia del 'UE in materia di riscaldamento e di raffreddamento, Link - Lucile Sarran, Kyriaki Foteinaki, Panagiota Gian- niou, Carsten Rode. (2017) Impact of Building De-
sign Parameters on Thermal Energy Flexibility in a
Low-Energy Building. Proceedings of the 15th IBPSA
Conference San Francisco, CA, USA, Aug. 7-9,
2017. - Pavel, C. C. and Blagoeva, D. T., Competiti- ve landscape of the EU's insulation materials in-
dustry for energy-efficient buildings, EUR 28816
EN, Publications Office of the European Union,
Luxembourg, 2018, ISBN 978-92-79-74069-5,
doi:10.2760/251981, PUBSY No. JRC108692, do-
cumento in rete, Link - Harald Pilz - Zsolt Mtra, 'The potential of plastic insulation to realize energy savings and de-coupling
in Europe', documento in rete, Link 45 IL CTI INFORMA Dossier CTI Fonte www.texasenergyexperts.com


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