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Petrolio ed energia in Italia e nel Mondo

Il preconsuntivo 2012 sull'andamento dei consumi di petrolio in Italia e nel Mondo dell'Unione Petrolifera, recentemente pubblicato, pone l'accento sul fatto che anche lo scorso anno si è rivelato difficile per l'industria petrolifera internazionale, soprattutto a causa delle manovre di consolidamento fiscale avviate in molti paesi e del rallentamento generalizzato della crescita e quindi di consumi.

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La Termotecnica giugno 2013

Pubblicato
da Alessio Rampini
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Estratto del testo
Il preconsuntivo 2012 sull''andamento dei consumi di petrolio in Italia e nel
Mondo dell''Unione Petrolifera, recentemente pubblicato, pone l''accento sul
fatto che anche lo scorso anno si è rivelato difficile per l''industria petrolifera
internazionale, soprattutto a causa delle manovre di consolidamento fiscale
avviate in molti paesi e del rallentamento generalizzato della crescita e
quindi di consumi. Tuttavia nel 2012 la domanda petrolifera ha mostrato una
variazione positiva, seppur modesta (+9%) attestandosi a quasi 90 milioni
di barili al giorno, ovvero 800.000 barili al giorno in più rispetto al 2011.
La seppur debole crescita è dovuta alla domanda dei paesi non-OCSE, che
assorbono già quasi la metà della domanda totale. Tra i paesi non-OCSE
il principale si conferma senz''altro la Cina con 10 milioni di barili al giorno
importati nel 2012 e che ha ormai raddoppiato la cifra rispetto al 2000. Sul
fronte della produzione il Rapporto dell''UP segnala che, per effetto del ritar-
do della ripresa della produzione in Libia incompleta nei primi mesi del 2012
e dell''embargo USA e UE all''Iran a partire dal 1° Luglio, dell''anno scorso,
come compensazione è stata aumentata la produzione in Arabia Saudita
e in Kuwait. In tal modo si è determinato un prezzo medio per il greggio
importato nei paesi OCSE di 109 $/barile (nonostante il surplus di offerta,
pari circa +1,2 milioni di barili al giorno). A determinare un prezzo medio
così alto, sono state evidentemente non le leggi domanda-offerta, ma i fattori
legati alle preoccupazioni di ordine geopolitico e il deterioramento delle
economie occidentali. Anche circa le quotazioni internazionali dei prodotti
raffinati si sono verificate forti oscillazioni, con punte massime registrate nei
mesi estivi. La benzina in media annua è stata pari 0,605 '/litro (6,8 centesi-
mi in più rispetto al 2011), invece il gasolio a 0,648 '/litro (+5,9 centesimi),
ovviamente escludendo tasse e accise nazionali. Dal 2009 l''incremento del
prezzo della benzina è stato di quasi 30 centesimi euro/litro (+91%), del ga-
solio di quasi 33 centesimi (+101%). Per l''area euro, un ruolo determinante lo
ha avuto il deprezzamento dell''euro che ha pesato per oltre 5 centesimi '/
litro, sempre secondo il rapporto di Unione Petrolifera. Per quanto riguarda
l''Italia, i consumi hanno subìto una nuova flessione negativa, circa del 4%,
riportando i consumi ai livelli di metà anni ''90. Ciò per effetto della recessione
e dei prezzi al consumo rimasti molto alti. Distinguendo tra le varie fonti, si
registra un forte calo del petrolio (-10,6%), uno di minore entità per il gas
(-4,5%) e al contrario una crescita dei combustibili solidi (+6%) dovuta allo
spostamento verso il carbone delle centrali di produzione dell''energia. Il
volume totale dei consumi petroliferi si è attestato a 63 milioni di tonnellate.
La capacità di raffinazione in Italia è calata del 5,7%, passando da 103
milioni di tonnellate a 80 milioni, ma nonostante le chiusure e le sospensioni
programmate, anche per il 2013 il sistema rimane eccessivamente in over
capacity, con un fattore si utilizzo rapportato ai consumi di appena il 70%.
In Italia è interessante anche osservare che con i nuovi e consistenti aumenti
del carico fiscale, il settore petrolifero ha contribuito significativamente al
gettito con i combustibili per autotrazione, basti pensare che nonostante
la contrazione di circa 4,4 miliardi di litri (benzina e gasolio), il recupero
derivante dall''accisa e IVA per lo stato è cresciuto di oltre 4 miliardi di euro.
Nonostante il calo dei consumi, la bolletta petrolifera (stimata intorno ai 35
miliardi di euro) è cresciuta dell''1,3%, confermando un''incidenza sul PIL
del 2,2% e questo è primariamente dovuto all''effetto di deprezzamento del cambio euro/dollaro. Il rapporto sottolinea l''importanza di attuare manovre
che mirino a facilitare la ristrutturazione e riconversione degli impianti in vista
di una sempre troppo alta sovraccapacità, sempre più minacciata anche
dai nuovi impianti in Asia e Medio Oriente nonché dalle raffinerie Ameri-
cane. In Figura 1 è illustrato l''andamento della percentuale di incidenza del
petrolio sui consumi di energia primaria, indicante il valore stimato per il
pre-consuntivo 2012. Luca Iannantuoni Attualità 22 la termotecnica attualità Petrolio ed energia in Italia e nel Mondo nel Mondo giugno 2013 incidenza del petrolio sull''energia primaria in italia


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