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Fabbisogno nazionale di gas nel settore residenziale

Lo Studio ENEA sulle "Azioni per la riduzione del fabbisogno nazionale di gas nel settore residenziale"

Nell'attuale scenario geopolitico ed economico, il risparmio e l'uso efficiente dell'energia ricoprono un ruolo sempre più strategico. A livello nazionale, un contributo di rilievo può venire dal settore residenziale che è attualmente responsabile del 30% circa dei consumi finali di energia e del 12% delle emissioni dirette di CO2 causate essenzialmente dalla climatizzazione degli ambienti e dall'utilizzo di acqua calda sanitaria.

Questi dati mostrano un significativo potenziale di riduzione dei consumi, per conseguire gli obblighi di risparmio energetico stabiliti in sede di Unione Europea e accelerare il percorso di decarbonizzazione intrapreso dal nostro Paese.

In tale contesto si inserisce la redazione da parte di ENEA dello Studio "Azioni per la riduzione del fabbisogno nazionale di gas nel settore residenziale" che contiene un insieme di misure finalizzate al contenimento dei consumi di gas nel settore residenziale.

Si tratta di interventi di rilievo anche nella prospettiva dell'attuale situazione di potenziale crisi energetica internazionale, potendo contribuire, già a decorrere dal prossimo inverno, alla riduzione delle importazioni di gas, nell'ottica decisa dal Governo di diminuire progressivamente la dipendenza dalle forniture dalla Russia.

Lo Studio è stato presentato l'11 luglio scorso in un evento on line al quale hanno partecipato il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, l'amministratore delegato di Snam, Stefano Venier, il delegato nazionale Energia e Rifiuti dell'ANCI e sindaco di Lecce Carlo Salvemini e il Presidente dell'ENEA, Gilberto Dialuce.

Lo studio approfondisce due specifiche linee di azione -che possono essere adottate insieme o separatamente-, ovvero misure "comportamentali" e misure "amministrative" con particolare riferimento al riscaldamento invernale.

Le misure "amministrative" proposte da ENEA (modifica dei tempi di accensione degli impianti e della temperatura massima interna consentita) sono state definite utilizzando una metodologia che si basa sulla definizione di modelli energetici applicati a due abitazioni "tipo", rappresentative del parco edilizio italiano: un appartamento in edificio plurifamiliare e una
villetta unifamiliare.

I fabbisogni energetici sono stati calcolati utilizzando il metodo dinamico orario, ripetendo le simulazioni per ogni zona climatica italiana, con più città per zona, e considerando i periodi convenzionali di accensione degli impianti e il numero attuale di ore giornaliere di riscaldamento.

In allegato, è disponibile il pdf con tutti i dettagli dello studio ENEA.

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Fonte: La Termotecnica luglio-agosto 2022
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