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Contabilizzazione del calore - La nuova UNI 10200

In questi giorni viene pubblicata la nuova versione della UNI 10200, norma elaborata dalla Commissione Tecnica (CT) 271 ‘Contabilizzazione del calore’ che stabilisce i criteri di ripartizione delle spese di riscaldamento, raffrescamento ed acqua calda sanitaria in edifici dotati di impianto centralizzato. L’elaborazione della nuova norma, che sostituisce la versione del 2015, ha richiesto attente e approfondite valutazioni da parte degli esperti e in particolare da parte del CTI, poiché il contesto, com’è noto soprattutto agli addetti ai lavori, è contraddistinto da una serie di disposizioni legislative e regolamenti particolarmente complicati: dal Codice Civile, ai decreti di recepimento della direttiva europea sull’efficienza energetica, dai regolamenti condominiali alle regole della normazione.

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Energia e Dintorni - Luglio-Agosto 2018

Pubblicato
da Dario Tortora
Energia e DintorniSegui aziendaSegui




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Estratto del testo
Mattia Merlini ' merlini@cti2000.it COSA CAMBIA E COSA NO In questi giorni viene pubblicata la nuova versione del a
UNI 10200, norma elaborata dal a Commissione Tecni-
ca (CT) 271 'Contabilizzazione del calore' che stabili-
sce i criteri di ripartizione del e spese di riscaldamento,
raffrescamento ed acqua calda sanitaria in edifici dotati
di impianto centralizzato.
L'elaborazione del a nuova norma, che sostituisce la
versione del 2015, ha richiesto at ente e approfondite
valutazioni da parte degli esperti e in particolare da
parte del CTI, poich il contesto, com' noto soprat ut o
agli addet i ai lavori, contraddistinto da una serie di
disposizioni legislative e regolamenti particolarmente
complicati: dal Codice Civile, ai decreti di recepimento
della direttiva europea sul 'efficienza energetica, dai
regolamenti condominiali al e regole del a normazio-
ne. La UNI 10200 stata sviluppata con l'obiet ivo di
consentire la ripartizione del e spese nei casi previsti
dal a legge, gi, perch gli obblighi in merito al 'instal-
lazione dei sistemi di contabilizzazione ed ai criteri di
riparto del e spese sono definiti dal D.Lgs n.102/2014,
modificato e integrato dal D.Lgs n.141/2016 e dal DL
n.244/2016.
Il testo finale, a val e del e revisione che ha richiesto ben
due inchieste pubbliche UNI (nel a maggior parte dei
casi sufficiente una sola inchiesta pubblica per racco-
gliere commenti e osservazioni), propone il medesimo
approccio del a precedente versione per quanto concer-
ne i criteri di riparto. Come spiegato nei diversi articoli
pubblicati nei precedenti numeri de 'Il CTI informa',
la UNI 10200 di fat o suddivide l'energia termica utile
prodot a dal generatore (o da pi generatori) in base ai
consumi volontari (ovvero quel i dovuti al 'azione volon-
taria del 'utente mediante i dispositivi di termoregolazio- ne) e ai consumi involontari (ovvero le dispersioni del a
rete di distribuzione). Dopo aver determinato tali consu-
mi, secondo una procedura di calcolo che differisce in
funzione del a tipologia di contabilizzazione di calore
instal ata (diret a e quindi contatori di calore o indiret a,
ripartitori e totalizzatori), l'energia termica utile per i
consumi volontari viene ripartita in base al e 'letture'
fornite dai dispositivi at i al a contabilizzazione, mentre
l'energia per i consumi involontari viene ripartita in base
ai mil esimi di fabbisogno di energia termica utile, cal-
colati secondo le specifiche tecniche UNI/TS 11300. In
altre parole, viene at ribuita a ciascun utente: - la quota di consumo volontario, rilevata dagli appositi dispositivi di contabilizzazione del calore, - la quota di consumo involontario, ot enuta ripartendo il consumo involontario totale tra le utenze in base ai
rispettivi mil esimi di fabbisogno relativi a ciascuna
unit immobiliare. Ma al ora cos' cambiato nel a nuova UNI 10200' Tra i
principali aggiornamenti, che andremo ad approfondire
nel seguito del presente dossier, citiamo: - la razionalizzazione e l'ot imizzazione del 'intera pro- cedura di calcolo di ripartizione; - l'introduzione del a ripartizione del e spese anche nel caso di climatizzazione estiva o raffrescamento; - l'introduzione di una metodologia per la ripartizione del e spese per gli edifici ad utilizzazione discontinua
o saltuaria; - una descrizione approfondita del e condizioni di utilizzo dei ripartitori di calore nel rispet o del a UNI
EN 834; - l'introduzione di indicazioni specifiche in merito al a procedura di calcolo di ripartizione per alcuni casi
particolari, come ad esempio le tubazioni correnti
nel e unit immobiliari, o particolari configurazioni
impiantistiche, come condomini articolati in pi fab- Contabilizzazione del calore
La nuova UNI 10200 Dossier CTI 10 Luglio-Agosto 2018 11 IL CTI INFORMA Dossier CTI bricati; - l'introduzione di una gerarchia a 4 livel i per la deter- minazione del a potenza dei corpi scaldanti nel rispet-
to del e UNI EN 442-2 e UNI EN 834; - l'introduzione del e modalit di valutazione per i fab- bisogni del 'edificio e del a singola unit immobiliare e
per le perdite di distribuzione (Appendice D). Nel seguito andiamo a spiegare alcuni dei principali
cambiamenti del a nuova UNI 10200 senza la pretesa
di essere esaustivi, ma cercando di dare un quadro ge-
nerale del nuovo testo che sar acquistabile a Catalogo
UNI nei prossimi giorni. GLI EDIFICI A UTILIZZAZIONE DISCONTINUA O SALTUARIA Nel caso di edifici ad utilizzazione discontinua o sal-
tuaria, come ad esempio le 'case vacanza' o gli edifici
nuovi ancora in fase di vendita, l'incidenza del a com-
ponente involontaria tende ad essere tanto maggiore
quanto minore il fat ore d'uso. Questo perch in questi edifici, le dispersioni del e tubazioni (ovvero la compo-
nente involontaria) incidono percentualmente in misura
maggiore rispet o agli edifici normalmente abitati.
Ora, facendo un passo indietro, il consumo involontario
nel caso di contabilizzazione indiretta (ripartitori e
totalizzatori), non potendo essere determinato per diffe-
renza come nel caso di contabilizzazione diret a, viene
calcolato, secondo la UNI 10200, come frazione del 'e-
nergia erogata dal a centrale termica immessa in rete.
L'incidenza del consumo involontario rispet o al 'energia
totale prodot a dipende dal fat ore d'uso appunto, ovve-
ro dal grado di utilizzazione del 'edificio.
Il fattore d'uso viene calcolato come il rapporto tra il
consumo totale effet ivo e il fabbisogno in ingresso al a
distribuzione (calcolato in modalit A3 con i dati clima-
tici medi). Una volta calcolato tale fattore, per valori
superiori al a soglia di 0,8 si rientra nel a casistica degli
edifici normalmente occupati, mentre per fattori d'uso
inferiori al a soglia di 0,8 si nel caso di edifici ad
occupazione discontinua o saltuaria. Nel primo caso la
norma fornisce due alternative per il calcolo del consu-
mo involontario: l'utilizzo di valori tabulati ricavati speri-
mentalmente (metodo semplificato) o il calcolo mediante I CRITERI DI RIPARTIZIONE DELLA UNI 10200 IMPIANTO DOTATO DI SISTEMA DI TERMOREGOLAZIONE E CONTABILIZZAZIONE CONSUMO VOLONTARIO Ripartizione in base alle indicazioni fornite dai dispositivi (letture) CONSUMO INVOLONTARIO Ripartizione in base ai millesimi di riscaldamento CONSUMI ELETTRICI
SPESE
GESTIONALI millesimi di fabbisogno di energia termica utile calcolati secondo le UNI/TS 11300 Qg en Q1 Q2 le UNI/TS 11300 (metodo analitico). Nel caso invece di
edifici ad utilizzazione discontinua o saltuaria prevista
la correzione del consumo involontario in funzione del
fat ore d'uso, ipotizzando che tra di essi intercorra una
dipendenza sostanzialmente lineare. Tut avia la norma
precisa che la metodologia applicabile per fattori
d'uso non troppo bassi (= 0,3) mentre, in caso contrario
potrebbe risultare meno precisa. LE CONDIZIONI DI UTILIZZO DEI RIPARTITORI DI CALORE 'Per le modalit di instal azione e funzionamento dei
ripartitori si deve fare riferimento al a UNI EN 834'. Al
punto 5.3, la nuova UNI 10200 ribadisce quanto gi
definito nel a precedente versione, quel a del 2015, e
non potrebbe essere altrimenti poich secondo le regole
del a normazione, una norma nazionale UNI non pu
e non deve modificare una norma europea, ovvero una
norma CEN. Evitando qualsiasi forma di contrasto, la
nuova UNI 10200 ha quindi ribadito i concet i contenuti
nel a UNI EN 834, norma sui ripartitori di calore del
2013, e ha inoltre aggiunto qualche precisazione, ve-
diamone insieme qualcuna.
I ripartitori di calore in commercio possono essere pro-
grammati oppure no. Nel primo caso i cosiddet i fat ori
di valutazione, ovvero i fat ori che tengono conto prin-
cipalmente della potenza termica del corpo scaldante
(k q) e del contat o termico tra le superfici (kc), sono stati inseriti nel 'algoritmo di calcolo del ripartitore e pertanto
sar possibile la visualizzazione locale del e unit di
ripartizione.
Nel caso invece di ripartitori non programmati non
possibile la visualizzazione locale del e unit di riparti-
zione, ma solo del e unit di conteggio a cui dovranno
successivamente essere 'applicati' i fat ori di valutazio-
ne. In tal senso la UNI EN 834 prevede entrambe le
modalit di utilizzo, tut avia la UNI 10200, al a luce del
concet o espresso nel a legislazione europea e naziona-
le di 'trasparenza' verso il consumatore, raccomanda
ma non obbliga che i ripartitori, ove programmabili
(tut 'oggi sono ancora operativi dei ripartitori non pro-
grammabili), siano programmati. Viene anche precisato che non consentito al 'interno del stesso condominio
utilizzare congiuntamente sia ripartitori programmati
che quel i non programmati. La UNI 10200 stabilisce
inoltre che ciascun utente deve essere informato se
i ripartitori instal ati nel a propria unit immobiliare
sono programmati o non programmati. Questo ha
perfettamente senso poich l'utente deve poter capire
e comprendere il valore visualizzato sul display del
ripartitore: se sono unit di ripartizione o unit di con-
teggio. Inoltre, sempre per un discorso di 'trasparenza'
viene precisato che qualunque variazione successiva
al 'instal azione dei fattori di valutazione, deve essere
giustificata da adeguata documentazione e comunicata
tempestivamente al 'utente. ALCUNE APPLICAZIONI PARTICOLARI DELLA NORMA Se avete mai ripartito le spese probabile che siate
incappati almeno una volta in un edificio contraddistinto
da configurazioni impiantistiche particolari. La compre-
senza di contabilizzazione diret a e indiret a, si pensi
agli edifici polifunzionali, la presenza di un complesso
immobiliare composto da pi corpi di fabbrica (super-
condominio) oppure ancora la presenza di un impianto
di ventilazione meccanica. Questi ed altri sono i 'casi
particolari' che richiedono una correzione del a consue-
ta procedura di ripartizione del e spese prevista dal a
UNI 10200. Nel corso degli anni, gli esperti del a CT
271 hanno raccolto sul campo diverse esperienze che
hanno portato ad elaborare specifiche metodologie di
calcolo.
Tra i casi particolari pi diffusi possiamo sicuramente
citare le tubazioni correnti nel e unit immobiliari. La
norma distingue le tubazioni poste a val e del punto di
distacco dal 'impianto, come ad esempio l'anel o mono-
tubo, considerandole tubazioni di pertinenza del 'unit
immobiliare, dal e tubazioni poste a monte del punto
di distacco del 'impianto. Nel primo caso, le tubazioni
sono equiparabili a corpi scaldanti aggiuntivi e per tale
ragione devono esserne calcolate le emissioni, nel caso
di contabilizzazione indiret a, mentre ci non neces-
sario in presenza di contabilizzazione diretta poich Dossier CTI 12 Luglio-Agosto 2018 13 IL CTI INFORMA Dossier CTI le emissioni del e tubazioni sono gi comprese nel a
misura del calore effettuata dal contatore di calore. Se
al contrario, ad esempio, l'unit immobiliare percorsa
dai montanti verticali a vista, tali tubazioni essendo po-
ste a monte del punto di distacco dal 'impianto condomi-
niale, costituiscono una servit, non at ribuibile al 'unit
immobiliare. Le emissioni di tali tubazioni devono quindi
essere ricomprese nel consumo involontario ed essere
ripartite a mil esimi tra le unit immobiliari.
Altro caso trat ato dal a UNI 10200 quel o del a sin-
gola unit immobiliare priva di contabilizzazione per
impossibilit tecnica o per l'impossibilit di effet uare la
misura del calore prelevato dal a rete per la rot ura di
un dispositivo di contabilizzazione. La norma prevede
dapprima la stima del consumo involontario totale, co-
me frazione del fabbisogno calcolato secondo le UNI/
TS 11300, e successivamente il calcolo del consumo vo-
lontario del a singola unit immobiliare ripartendo il fab-
bisogno complessivo tra le differenti unit immobiliari.
I locali ad uso col et ivo, caso sicuramente abbastanza
frequente, sono considerati come ogni altra unit immo-
biliare. Le spese calcolate per tali locali (la spesa per
consumo volontario, involontario e gestionale) devono
poi essere ripartite tra i vari condomini in proporzione
ai rispet ivi mil esimi di propriet.
Tra i 'casi particolari' non viene trattato il distacco
del 'unit immobiliare dal 'impianto centralizzato poich
la tematica non di competenza del a normazione
tecnica, gi regolata dal a legge (Riforma del condo-
minio - Legge 11.12.2012 n. 220). LA POTENZA TERMICA DEI CORPI SCALDANTI Per il calcolo dei mil esimi di potenza termica instal ata,
necessari per la ripartizione del consumo involontario
negli impianti privi di contabilizzazione e termoregola-
zione, o per la determinazione del fat ore di valutazio-
ne k q, parametro fondamentale per la programmazione dei ripartitori (ne abbiamo gi parlato al 'interno del
presente Dossier al punto 'Le condizioni di utilizzo dei
ripartitori di calore'), necessario determinare la poten-
za termica dei corpi scaldanti instal ati in ogni singola unit immobiliare. Ripercorrendo brevemente le varie
tappe che hanno portato al 'elaborazione della nuova
appendice C, l'appendice dedicata proprio al a deter-
minazione del a potenza termica dei corpi scaldanti,
emerso di fat o un vuoto nel a norma di riferimento (UNI
EN 834) per il calcolo del k q: nel caso in cui il corpo scaldante non pu essere sot oposto a prova di labora-
torio per evidenti motivazioni tecnico economiche, non
viene fornita alcuna soluzione. Si ritenuto pertanto,
al fine di dare supporto al mercato e soprattutto agli
utenti finali, di prevedere dei metodi integrativi (non
alternativi) purch a determinate condizioni. Vediamo
insieme quali.
Per tale finalit, la nuova UNI 10200 fornisce ai ter-
motecnici una gerarchia che consente di individuare il
metodo di calcolo per la determinazione della potenza
termica del corpo scaldante ogget o del rilievo. Quindi,
la potenza termica del corpo scaldante deve essere
ricavata dal a norma europea armonizzata UNI EN
442-2. Se il corpo scaldante stato instal ato prima
del 'entrata in vigore del a norma (24 luglio 1996), la
potenza termica deve essere determinata in conformit
a una norma nazionale UNI o di altro stato membro UE
purch rispet i le condizioni definite al punto 5.3.1 dal a
EN 834. Se il corpo scaldante non coperto nemmeno
da tali norme nazionali, la potenza pu essere determi-
nata tramite prove di laboratorio eseguite da organismi
qualificati. L'ultimo livel o del a gerarchia, il quarto,
rappresentato da qualsiasi metodo di calcolo purch va-
lidato sperimentalmente. Ad oggi solo il metodo dimen-
sionale citato e descritto nel a norma stato sot oposto
a validazione sperimentale. Eventuali altri metodi, fino
ad ora non pervenuti, potranno essere integrati nel e
future revisioni del a UNI 10200. Mediante il metodo
dimensionale quindi possibile determinare la potenza
termica emessa dal corpo scaldante in funzione del e
carat eristiche dimensionali del o stesso (superficie e vo-
lume) e del coefficiente di emissione volumetrica (k vol). La comunicazione al 'utente relativa al 'utilizzo del metodo
dimensionale dovr essere comprensiva del e deviazio-
ni ricavate dal rapporto 'Synthesis of the analysis of
reference data for the reliability assessment of the di-
mensional method in accordance to UNI 10200, Renzo
Marchesi, Marco Del 'Isola, Jrg Schmid (Marzo 2016)'. LE MODALIT DI VALUTAZIONE PER I FABBISOGNI Come gi spiegato in apertura, secondo la UNI
10200, l'energia termica per i consumi involontari vie-
ne ripartita in base ai mil esimi di fabbisogno, calcolati
secondo le specifiche tecniche UNI/TS 11300 (parte 1
e 2). Cercando di entrare pi nel dettaglio, ora cerche-
remo di descrivere quali sono le modalit di calcolo
dei mil esimi di fabbisogno: si devono considerare le
condizioni standard del 'edificio o quel e effettive'
I mil esimi di fabbisogno devono essere calcolati in fun-
zione dei fabbisogni ideali del e singole unit immobi-
liari mediante la modalit di valutazione A2 (asset ra-
ting) che si basa sul e condizioni standard del 'edificio.
I parametri energetici necessari per i mil esimi devono
quindi essere calcolati secondo la modalit A2, devo-
no essere determinati tenendo conto degli interventi
sul e parti comuni o innovazioni, ma senza considerare
gli interventi sul e singole unit immobiliari.
Se qualcuno si stesse chiedendo perch non calcolare
i mil esimi di fabbisogno in funzione del e condizioni effettive del 'edificio, ovvero in modalit A3 (tailored
rating), l'art.68 'Disposizioni per l'attuazione del co-
dice civile e disposizioni transitorie' ci fornisce una
risposta e infatti recita: 'Ove non precisato dal titolo ai
sensi del 'articolo 1118, per gli effetti indicati dagli arti-
coli 1123, 1124, 1126 e 1136 del codice, il valore pro-
porzionale di ciascuna unit immobiliare espresso in
mil esimi in apposita tabel a al egata al regolamento
di condominio. Nel 'accertamento dei valori di cui al
primo comma non si tiene conto del canone locatizio,
dei miglioramenti e del o stato di manutenzione di cia-
scuna unit immobiliare.'
La risposta quindi chiara e non formalmente am-
missibile che una norma tecnica sia in contrasto con il
Codice Civile.
Discorso diverso invece per i parametri energetici
necessari per la ripartizione del e spese e per la predi-
sposizione del prospetto previsionale e a consuntivo. In
questo caso la modalit di valutazione la A3 che si
basa sul e condizioni effettive del 'edificio.
La UNI 10200 prevede anche il caso in cui si deb-
bano ripartire le spese in un edificio sprovvisto di Dossier CTI 14 Luglio-Agosto 2018 Tipologia di parametri Modalit di valutazione Dati finalizzati ai millesimi A2 Dati finalizzati al prospetto previsionale A3 Dati finalizzati al prospetto a consuntivo A3 Scenari di modellazione dell'edificio Principali dati energetici e modalit di valutazione
Descrizione parametro
Scopo / modalit di valutazione Fabbisogno ideale della singola unit immobiliare Prospetto millesimale (A2) - previsionale (A3) Portata effettiva della singola unit immobiliare Prospetto millesimale (A2) Fabbisogno ideale dell'edificio Prospetto previsionale/ a consuntivo (A3) Energia utile fornita dalla generazione (valore teorico) Energia utile fornita dal solare termico (valore teorico) Perdite della distribuzione interna al fabbricato Perdite della distribuzione esterna al fabbricato ' contabilizzazione del calore; la norma infatti trova
applicazione non solo nel 'ambito del e disposizioni
legislative vigenti (DLgs n.102/2014). In caso di assen-
za di contabilizzazione e termoregolazione il calore
viene distribuito nel a rete in base al a potenza termica
installata nella singola unit immobiliare, pertanto i
consumi involontari sono ripartiti in base ai mil esimi
di potenza termica instal ata. Di questo ne abbiamo
parlato in precedenza al punto 'La potenza termica
dei corpi scaldanti'. LE ATTIVIT FUTURE Terminata la revisione del a UNI 10200, il CTI intende
proporre un corso di formazione sul a ripartizione
delle spese di riscaldamento e sulla progettazione
e la conduzione del 'impianto di contabilizzazione,
dedicato a: amministratori condominiali, amministratori
e tecnici del e PA, gestori del servizio di contabilizza-
zione, progettisti, manutentori ed instal atori di sistemi
di contabilizzazione e termoregolazione del calore e chiunque sia interessato ad approfondire le proprie
conoscenze. Per rimanere aggiornati su programmi e
date possibile seguire il sito CTI, oltre che Twitter e
LinkedIn.
A livel o europeo, quindi CEN, la CT 271 'Contabiliz-
zazione del calore' proseguir nel 'interfacciamento
del a CT 176 dedicata ai contatori di calore e del a
CT 171 sui ripartitori. Come abbiamo gi avuto modo
di spiegare nel presente Dossier, necessario portare
l'interesse del e aziende italiane nel e norme CEN per
poter influire sul a normazione internazionale e di con-
seguenza anche su quel a nazionale.
Proseguir inoltre l'attivit di supporto tecnico al mi-
nistero (MiSE) sui temi del 'efficienza e del risparmio
energetico. Dal punto di vista puramente normativo
verranno valutate al 'interno del a CT 271 la possibi-
lit di sviluppare documenti normativi sul e seguenti
tematiche: - control i e vigilanza degli strumenti di misura nel 'am- bito del DLgs n.93/2017; - qualifica degli operatori che instal ano i sistemi di termoregolazione e contabilizzazione. 15 IL CTI INFORMA Dossier CTI LA COMMISSIONE TECNICA 271 CONTABILIZZAZIONE DEL CALORE Partecipano pi di 40 aziende/oltre 50 esperti operanti nelle seguenti attivit/settori: ' produzione componentistica per impianti di climatizzazione invernale
' gestione della rete di distribuzione del calore da TLR
' progettazione, costruzione e commercializzazione di contabilizzazione
diretta e indiretta ' automazione, regolazione e controllo di impianti di climatizzazione invernale ' gestione del servizio di contabilizzazione
' Universit
LA CT 271 INTERFACCIA NAZIONALE CEN/TC 171 'Ripartitori dei costi di riscaldamento' CEN/TC 176 'Contatori di calore'


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