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Cogenerazione ed efficienza energetica: imparare dall'esperienza

Configurazione originale dell'impianto: sono stati effettuati due interventi per approfondire rispettivamente il circuito preriscaldo condense e l'installazione di un cogeneratore. Successivamente sono stati analizzati gli ultimi aggiornamenti riguardanti la legislazione della diagnosi energetica.

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mcTER Roma maggio 2019 Il ruolo della cogenerazione per la competitività e l'efficienza delle imprese - Sessione 1

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Gli atti dei convegni e più di 10.000 contenuti su www.verticale.net Pompe di Calore Termotecnica Industriale Pompe di Calore Roma, 9 maggio 2019 Roma, 9 maggio 2019 Le conclusioni tratte dall''autore hanno carattere personale Giuseppe Del ''Olio Gestore Servizi Energetici '' GSE S.p.A. Cogenerazione ed efficienza energetica: imparare dall''esperienza mcTER Roma 9 maggio 2019 - Roma Il ruolo del a cogenerazione per la competitività e l'efficienza del e imprese Una buona notizia u Gli interventi di efficientamento energetico
vanno facendosi, finalmente, sempre più frequenti. u Si va diffondendo una convinzione: più interventi
si realizzano, maggiore è l''efficienza energetica
che si consegue' u 'è sempre così' Configurazione originale dell''impianto Configurazione originale dell''impianto u Due caldaie, ciascuna di potenza 15,50 MWt u Un degasatore u Un serbatoio di accumulo da 50 metri cubi. ' Riceve dallo stabilimento le condense di ritorno ' Fornisce al degasatore 20 t/h di acqua a 34°C. Primo intervento: circuito preriscaldo condense u Due caldaie, ciascuna di potenza 15,50 MWt u Un degasatore u Un serbatoio di accumulo da 50 metri cubi. ' Riceve dallo stabilimento le condense di ritorno ' Fornisce al degasatore 20 t/h di acqua a 50°C. u Un circuito di preriscaldamento che sfrutta i fumi caldi uscenti
dalla caldaia C4
Primo intervento: circuito preriscaldo condense Secondo intervento: installazione di un cogeneratore Secondo intervento: installazione di un cogeneratore Tensione di col egamento
al a rete elettrica: 132 kV Tecnologia di cogenerazione: Turbina a gas
con recupero
di calore Capacità di generazione: 6,08 MW Fattore di potenza: 0,8 Potenza nominale: 6,3010 Potenza meccanica: 6,594 MW Caldaia a recupero: sezione evaporante
(dati attesi, riferiti a; assetto cogenerativo; massima produzione di vapore; temperatura
ambiente: 15°C)
Tipo: fascio tubiero (tubi
d''acqua) Fluido primario: Gas di scarico Fluido secondario: acqua liquida satura Potenza scambiata: 21.463 kWt Portata nominale fluido primario: 75.056 kg/h Temp. ingresso fluido primario: 1.078 °C Temperatura uscita fluido primario: 215 °C
Portata nominale vapore: 35.000 kg/h Pressione vapore: 13 barg Titolo vapore: 0,99 Caldaia a recupero: sezione preriscaldo
(dati attesi, riferiti a; assetto cogenerativo; massima produzione di vapore; temperatura
ambiente: 15°C)
Tipo: fascio tubiero (tubi
d''acqua) Fluido primario: Gas di scarico Fluido secondario: acqua alimento caldaia Potenza scambiata: 2.957 kWt Portata nominale fluido primario: 75.056 kg/h Temp. ingresso fluido primario: 215 °C Temperatura uscita fluido primario: 82 °C
Portata nominale fluido sec.: 35.330 kg/h Temp. ingresso fluido secondario: 65 °C Temp. uscita fluido secondario: 138 °C Dal 2016: cogenerazione Dal 2016: cogenerazione Dai fumi della turbina a gas viene
recuperato calore utile grazie ad un
flusso di acqua degasata (evidenziato
in rosso), che alimenta un generatore
di vapore a recupero (GVR).
u Tale flusso di acqua viene preventivamente raffreddato grazie
alla condensa (evidenziata in verde). Lo scopo è duplice:
' Ridurre il vapore che il degasatore consuma per lo
strippaggio dei gas disciolti (le condense arrivano al
degasatore più calde)
' Aumentare la quantità di calore recuperata dai fumi della
turbina a gas (l''acqua alimento arriva al GVR più fredda)
A sua volta, la condensa viene
preriscaldata
grazie al calore recuperato dai fumi di scarico di una
delle caldaie (circuito GIALLO).
u Acqua degasata (flusso che si
raffredda): ROSSO
u Condensa (flusso che si riscalda:
VERDE
u Recupero di calore: GIALLO L''intervento (preriscaldamento della
condensa) rende meno efficace il
raffreddamento
dell''acqua che alimenta il GVR sulla turbina a gas. Il recupero di calore ne risulta indirettamente ridotto. I fumi escono dalla TG ad una
temperatura superiore a quella che
avrebbero in assenza dell''intervento.
Risparmio di energia solo apparente:
in realtà, dissipazione del calore
contenuto nei fumi.
u Primo intervento: preriscaldamento
condense.
u Secondo intervento: cogeneratore. u Il secondo ha di fatto reso vano il
primo.
u Il calore «recuperato» grazie al
primo intervento viene dissipato
(almeno in parte) a causa del
secondo.
L''esperienza insegna u Al momento di deliberare un particolare intervento: ' Valutare attentamente le mutue influenze di interventi diversi. ' Tenere conto di eventuali interventi eseguiti in anni precedenti. Facile a dirsi'ma come fare' u Un''ottima occasione: la Diagnosi
Energetica.
Diagnosi energetica: la legislazione u Decreto legislativo n. 102/2014 recepisce la direttiva 2012/27/UE, ''Misure
per la promozione e il miglioramento dell''efficienza energetica che
concorrono al conseguimento dell''obiettivo nazionale di risparmio
energetico'
u Sono obbligate: ' Le grandi imprese ' più di 250 dipendenti;
' fatturato annuo > 50 milioni di euro;
' bilancio annuo > 43 milioni di euro ' Le imprese a forte consumo di energia (art. 2 del D.M. del 5/4/2013) u Entro il 5/12/2015 u Sono esonerate le grandi imprese con sistema EMAS, ISO 50001 E ISO
14001 che prevede l''audit e diagnosi energetiche.
Diagnosi energetica: la legislazione D.M. del 5/4/2013 (Ministro dell''Economia e delle Finanze di concerto
con il Ministro dello Sviluppo Economico)
' Art. 2 Imprese a forte consumo di energia 1. Sono imprese a forte consumo di energia le imprese per le quali,
nell'annualità di riferimento, si sono verificate entrambe le seguenti
condizioni:
a) abbiano utilizzato'almeno 2,4 gigawattora di energia elettrica
oppure almeno 2,4 gigawattora di energia diversa dall'elettrica;
b) il rapporto tra il costo effettivo del quantitativo complessivo
dell'energia utilizzata'e il valore del fatturato'non sia risultato
inferiore al 3 per cento.
Diagnosi energetica: la legislazione u Chi redige l''audit energetico' ' società di servizi energetici ' esperti in gestione dell''energia ' auditor energetici ' ISPRA, relativamente allo schema volontario
EMAS
u Dal luglio 2016 potranno effettuarla solo i soggetti certificati da
organismi accreditati.
Diagnosi energetica: la legislazione u Deve essere ripetuta ogni 4 anni u I risultati delle diagnosi devono essere inviati da ENEA e ISPRA, che
effettueranno controlli a campione (saranno controllate tutte le diagnosi
eseguita da auditor interni all''impresa).
u gli interventi di miglioramento individuati devono essere attuati in tempi
ragionevoli
Grazie per la vostra attenzione gidellolio@gmail.com


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