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Certificazione energetica. Le Regioni a confronto

Il ritardo con cui l'Italia ha varato le proprie linee-guida nazionali per il calcolo dell'efficienza energetica degli edifici ha comportato il recepimento diretto da parte di alcune singole Regioni Italiane della Direttiva 2002/91/CE.
Pertanto non sono state seguite, almeno in questa fase iniziale, linee generali di impostazione delle metodologie e delle prescrizioni, provocando il rischio di una proliferazione di realtà frammentate.

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La Termotecnica Marzo 2010

Pubblicato
da Alessio Rampini




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Il ritardo con cui l''Italia ha varato le proprie linee-guida na-
zionali per il calcolo dell''efficienza energetica degli edifici
ha comportato il recepimento diretto da parte di alcune sin-
gole Regioni Italiane della Direttiva 2002/91/CE. Pertanto
non sono state seguite, almeno in questa fase iniziale, linee
generali di impostazione delle metodologie e delle prescri-
zioni, provocando il rischio di una proliferazione di realtà
frammentate. Sembra pertanto interessante presentare una
panoramica del quadro generale delle realtà in cui le diver-
se Regioni si accingono ad operare, anche se si presenta
piuttosto complesso, in quanto la situazione è in rapidissima
evoluzione. Inoltre si riassumono alcune indicazioni sui re-
quisiti richiesti a livello regionale / nazionale in merito alla
figura del certificatore energetico ed alcune note sulle diffe-
renze che si riscontrano tra le valutazioni proposte per gli
indici di prestazione energetica a livello regionale. Panoramica sulle disposizioni regionali A fianco di alcune regioni come Abruzzo, Campania, Ca-
labria, Molise, Sardegna e Sicilia, che non hanno ancora
emanato leggi regionali che si occupino specificamente di
certificazione energetica, si trovano realtà diverse caratte-
rizzate da livelli di approfondimento e definizione degli stru-
menti operativi piuttosto differenziati tra loro. Le leggi re-
gionali di Valle d''Aosta, Lazio e Basilicata e Toscana, per
esempio, si limitano a definire per ora ciò che un futuro re-
golamento dovrà precisare in dettaglio per rendere opera-
tivo lo strumento della certificazione energetica degli edifi-
ci. Infatti, sia nella Legge regionale della Valle d''Aosta n.
21/2008, sia nella La Legge Regionale della Basilicata n.
2/2007, si stabilisce che le Regioni dovranno:
- predisporre gli strumenti e le metodologie per il calcolo dell''efficienza energetica degli edifici; - realizzare un apposito elenco dei professionisti abilitati;
- attuare meccanismi di accreditamento dei certificatori e definire i requisiti professionali richiesti. Tuttavia in queste Regioni non sono ancora disponibili gli
strumenti che rendono operative tali disposizioni: in as-
senza di regolamenti attuativi il riferimento è costituito dal-
le Linee Guida emanate a livello nazionale. In Regione Lazio in-
vece è stata predisposta la Legge Re-
gionale n. 6/2008 ''Disposizioni re-
gionali in materia di architettura soste-
nibile e di bioedilizia', che introduce la
Certificazione di Sostenibilità degli
interventi di bioedili-
zia. La Toscana, con
la legge regionale n.
71/ 2009, si è ade-
guata al quadro nor-
mativo nazionale in-
troducendo un siste-
ma di certificazione
energetica per gli edifici di nuova costruzione e
per quelli oggetto di demolizione e ricostruzio-
ne, e di ristrutturazione; la legge però rimanda
a successivi regolamenti regionali la definizione
degli strumenti attuativi. Altre Regioni si sono invece im- pegnate in maniera specifica sulla definizione di un siste-
ma normativo di riferimento che stabilisca a tutto campo
procedure di calcolo, soggetti certificatori, predisposizio-
ne di albi professionali specifici e indicazioni sugli edifici
oggetto di certificazione energetica. In alcune di queste so-
no stati predisposti software di calcolo che implementano
le procedure di riferimento e che permettono, a partire da
una serie di dati reperibili dal rilievo diretto o dal proget-
to del sistema edificio-impianto, di valutare gli indici di pre-
stazione energetica degli edifici.
La Lombardia, è stata la prima regione a rendere obbli-
gatori su tutto il suo territorio la certificazione energetica
nel 2007 attraverso la DGR 5018 del 26/06/2007 e la
DGR 5773 del 31/10/2007, provvedimenti che hanno
stabilito le scadenze temporali con cui regolare l''entrata in
vigore dell''obbligo della certificazione energetica; è stata
anche la prima regione a dotarsi di un proprio software di
calcolo (CENED, Certificazione Energetica Edifici) che im-
plementa la procedura di valutazione del fabbisogno ener-
getico per la climatizzazione invernale definita nel Decre-
to 15833 del dicembre 2007. Dal 26 ottobre 2009 è sta-
to reso obbligatorio l''utilizzo del software CENED+, che tecnica energia & edilizia 67 LA TERMOTECNICA marzo 2010 Anna Magrini, Roberta Pernetti Prof. Anna Magrini, ing. Roberta Pernetti, Università degli Studi di Pavia, Dipartimento di Ingegneria Idraulica e Ambientale. Certificazione energetica
Le Regioni a confronto 067_TER_mar_magrini:46-48_TER_mar_profilo 2-03-2010 8:19 Pagina 67 implementa una nuova procedura di calcolo definita nel
Decreto n. 5796 dell'' 11 giugno 2009, ed elaborata sulla
base delle norme tecniche UNI/TS 11300, a cui le proce-
dure regionali devono progressivamente avvicinarsi se-
condo le più recenti disposizioni legislative nazionali. In Li-
guria la certificazione energetica è disciplinata dal Rego-
lamento n.1 del 22/01/2009 emanato in attuazione
dell''Art. 29 della Legge Regionale n. 22 del 29/05/2007,
all''interno del quale vengono definite le caratteristiche del-
la procedura di calcolo. Esso si uniforma alle indicazioni
delle UNI/TS 11300. La regione mette a disposizione dei
certificatori iscritti all''elenco regionale un software di cal-
colo (CELESTE, Certificazione Energetica Liguria Efficien-
za STrutture Edifici) che permette di redigere il certificato
di efficienza energetica dell''edificio e di valutare, nel caso
di edifici esistenti, l''incidenza energetica ed economica di
differenti interventi sull''involucro e sugli impianti.
La Provincia Autonoma di Trento si è dotata dall''ottobre
2006 di una propria procedura di calcolo elaborata
dall''Università di Trento; tale strumento è reso operativo
dalla deliberazione della Giunta provinciale n. 1448 del 12 giugno 2009 ''Disposizioni regolamentari in materia di
edilizia sostenibile in attuazione del titolo IV della legge
provinciale 4 marzo 2008, n. 1 (Pianificazione urbanisti-
ca e governo del territorio)'. Inoltre con le deliberazioni n.
2446, del 16 ottobre 2009 e n. 3110 del 22 dicembre
2009 la Giunta provinciale ha approvato rispettivamente
i criteri di ammissione all''elenco dei certificatori e la rela-
tiva formazione, e il modello di attestato di certificazione
energetica. Attualmente è disponibile sul sito della Provin-
cia un foglio di calcolo che permette l''elaborazione dei da-
ti per la redazione dell''attestato di certificazione energeti-
ca. La Provincia Autonoma di Bolzano ha elaborato nel
2002 la metodologia di certificazione energetica CasaCli-
ma che rappresenta uno strumento di riferimento per la
progettazione di edifici energeticamente efficienti.
Tutti i riferimenti per la certificazione energetica degli edi-
fici sono contenuti nelle Direttive tecniche emanate dal -
l''Agenzia CasaClima; l''ultima è entrata in vigore il 1 mar-
zo 2009 e sarà valida fino alla data di pubblicazione di
un nuovo aggiornamento. L''Agenzia CasaClima ha ela-
borato un software per il calcolo delle prestazioni energe-
tiche degli edifici, ed alcune esemplificazioni che forni-
scono le soluzioni progettuali più adatte ad attuare il ri-
sparmio energetico. L''Emilia Romagna ed il Piemonte han-
no invece adottato una politica differente dalle altre Re-
gioni. Pur rendendo operativo il sistema della certificazio-
ne energetica, resa obbligatoria, in Emilia con la DGR
n.1050/2008 ed in Piemonte con la DGR n. 43-11965/
2009, per gli edifici di nuova costruzione o soggetti a ri-
strutturazione, le due regioni non si sono dotate né di una
propria procedura di calcolo né di un software per la va-
lutazione delle prestazioni energetiche degli edifici. Que-
ste Regioni hanno, infatti, indicato come normativa di ri-
ferimento le UNI/TS 11300 (parti 1-2) per il calcolo
dell''indice di prestazione energetica globale.
Entrambe le Regioni hanno inoltre introdotto una proce-
dura guidata che permette, a partire dai risultati ottenuti
dal calcolo, di redigere gli attestati di certificazione ener-
getica, da registrare nell''apposito catasto on-line. In que-
sto caso si può operare attraverso l''utilizzo di programmi
commerciali, che però devono aver superato la validazio-
ne del CTI, in quanto devono garantire che i valori degli in-
dici di prestazione energetica, calcolati attraverso il loro
utilizzo, abbiano uno scostamento massimo di più o meno
il 5% rispetto ai corrispondenti parametri determinati con
l''applicazione dei pertinenti riferimenti nazionali (DM
26.06.2009). Le altre Regioni (Marche, Friuli Venezia Giu-
lia, Umbria) hanno operato invece secondo una linea di-
versa, dotandosi di metodi di valutazione di sostenibilità
ambientale, basati sullo schema del Protocollo Itaca. At-
traverso tale valutazione viene attribuito agli edifici un pun-
teggio, indice del livello di sostenibilità ambientale, la cui
valutazione dipende da diversi parametri, come caratteri-
stiche dei materiali da costruzione impiegati, utilizzo di tecnica energia & edilizia 68 LA TERMOTECNICA marzo 2010 Certificazione energetica Regione Certificaz. Normativa Rimando Definizione Assenza di sostenib. specifica + al calcolo caratteri di ambientale strumenti con le Linee generali* normativa ** di calcolo Guida naz. Abruzzo x Basilicata x x Calabria x Campania x Emilia Romagna x Friuli Venezia Giulia x Lazio x x Liguria x Lombardia x Marche x Molise x Piemonte x Puglia x Sardegna x Sicilia x Toscana x x Provincia Bolzano x Provincia Trento x Umbria x Valle d''Aosta x x Veneto x * Queste Regioni non hanno emanato provvedimenti che rendano operativa la certificazione energetica,
ma per il momento solo leggi con cui si impegnano a definire un proprio quadro di riferimento
** Il calcolo della prestazione energetica viene effettuato in base alle procedure indicate
dalle Linee Guida nazionali TABELLA 1 - Normativa sulla certificazione energetica in Italia 067_TER_mar_magrini:46-48_TER_mar_profilo 2-03-2010 8:19 Pagina 68 fonti rinnovabili, parametri acustici e legati all''illu -
minazione naturale ed efficienza energetica dell''edificio.
Queste Regioni non rendono disponibile un software di cal-
colo per il fabbisogno energetico degli edifici, ma riman-
dano alla procedura linee guida nazionali. Nella Tabella
1 è riassunta la situazione delle principali indicazioni con-
siderate a livello regionale. Quando serve il certificato energetico' A livello europeo la Direttiva 2002/91/CE stabilisce
l''obbligo di redigere e di mettere a disposizione l''ACE (At-
testato di Certificazione Energetica) nei casi di compra-
vendita o locazione per immobili di superficie superiore ai
1.000 m2, tuttavia la revisione del testo è orientata verso
una maggiore diffusione dello strumento della certificazio-
ne energetica, per cui si prevede l''estensione dell''obbligo
a tutti gli immobili. A livello nazionale, tale obbligo è sta-
to recepito nel DLGS 192/2005 (Art. 6, commi 3-4) e dal
successivo 311/2006, ma la Legge n. 133/08 ha previsto
l''abrogazione dei commi relativi all''obbligo di allegare
l''attestato di certificazione energetica agli atti di trasferi-
mento a titolo oneroso ed anche quelli relativi alle rispetti-
ve sanzioni (Art. 15, commi 8-9), pur mantenendo il vin-
colo di redigere l''ACE. Le Regioni che si sono dotate di stru-
menti operativi per la redazione degli ACE, pur rendendo
obbligatoria la certificazione energetica per gli edifici di
nuova costruzione o le ristrutturazioni integrali, non han-
no stabilito una politica comune per quanto riguarda gli at-
ti di compravendita o di locazione.
Infatti, Lombardia e Liguria hanno da subito stabilito
l''obbligo di allegare l''ACE a tutti gli atti di compravendita
o locazione, di fatto anticipando le tendenze europee. Tut-
tavia la Liguria successivamente alla Legge n. 133/2008
si è adeguata alle disposizioni nazionali, ribadendo la ne-
cessità della redazione dell''ACE, ma contestualmente non
ha stabilito precise disposizioni riguardo sanzioni pecu-
niarie da applicare in caso di mancato adempimento del -
l''obbligo di redazione. In Lombardia la Legge Regionale
10/2009 ribadisce gli obblighi previsti dall''articolo 25
della legge 24/2006 e regola le sanzioni pecuniarie in ca-
so di mancato adempimento: l''alienante a titolo oneroso
che non allega l''ACE all''atto incorre in una sanzione am-
ministrativa compresa tra i 5.000 euro e i 20.000 euro,
mentre per il locatore sono previste multe comprese tra
2.500 euro e 10.000 euro. La LR 13/2007 del Piemonte
ha sancito che l''ACE deve essere allegato agli atti di com-
pravendita di edifici o singole unità immobiliari, ed è pre-
vista una sanzione variabile tra 1.000 euro e 10.000 eu-
ro in caso di mancato adempimento. Non è invece neces-
sario allegarlo per i contratti di locazione, anche se il pro-
prietario deve mettere l''ACE a disposizione del locatore,
pena una sanzione dai 500 euro ai 5.000 euro a secon-
da della superficie dell''immobile. In Emilia Romagna la delibera n. 156/08 stabilisce limiti
temporali che scandiscono l''obbligo di allegazione, anche
se non sono previste sanzioni in caso di mancata ottempe-
ranza della norma:
- dal 01/07/2008, per gli edifici, nel caso di trasferi- mento a titolo oneroso dell''intero immobile con esclu-
sione delle singole unità immobiliari; - al 01/07/2009, per le singole unità immobiliari, nel ca- so di trasferimento a titolo oneroso; - dal 01/07/2010, per edifici e singole unità immobilia- ri soggetti a locazione con contratto stipulato successi-
vamente a tale data. La Provincia Autonoma di Trento non ha legiferato in ma-
teria, quindi ci si deve riferire alla normativa nazionale. In
Tabella 2 è riportata una sintesi della necessità di allega-
zione dell''Attestato di Certificazione Energetica e della pre-
visione di sanzioni in merito. Chi può fare il certificatore energetico'
Requisiti per l''iscrizione all''Elenco
Regionale dei certificatori energetici
e relativi oneri
Le Regioni che si sono dotate di uno specifico regolamento
in materia di certificazione energetica hanno stabilito i re-
quisiti per l''iscrizione agli appositi elenchi regionali, a cui
è obbligatorio registrarsi per poter svolgere regolarmente
l''attività di certificatore. Tuttavia le caratteristiche dei sog-
getti certificatori non sono state definite in maniera unifor-
me nelle varie realtà regionali, ma vi sono differenze tra le
figure professionali che possono svolgere queste attività. Ad
esempio nella Provincia Autonoma di Trento l''attività di cer-
tificatore può essere svolta da ingegneri, architetti, geome-
tri e periti industriali che attestino o un''esperienza almeno
triennale nel settore della progettazione/gestione del siste-
ma edificio-impianto, oppure la partecipazione con esito
positivo ad un apposito corso di formazione. Altre Regioni
hanno invece aperto l''iscrizione all''albo dei certificatori an-
che a figure professionali con una diversa formazione, co-
me per esempio laureati in Scienze Ambientali, Forestali e
Agrarie, laureati in Chimica e Fisica, periti agrari e chimi-
ci. In Piemonte rimane comunque una diversificazione tra Compravendita Locazione Sanzioni pecuniarie Emilia Romagna a a* Liguria no a no a Lombardia a a x Piemonte a no a x Trento no a no a a = obbligo di allegazione - * l''obbligo decorre dal 1 luglio 2010
no a: non obbligatoria l''allegazione all''atto, ma necessaria la redazione del certificato TABELLA 2 - Quando è necessario l''ACE tecnica energia & edilizia 69 LA TERMOTECNICA marzo 2010 067_TER_mar_magrini:46-48_TER_mar_profilo 2-03-2010 8:19 Pagina 69 le diverse tipologie di professionisti: infatti, mentre per geo-
metri, ingegneri ed architetti iscritti al relativo ordine pro-
fessionale è aperta l''iscrizione all''elenco regionale, per i pe-
riti o i laureati in Scienze Ambientali, Chimica o Fisica è ob-
bligatoria la frequenza con esito positivo di un apposito cor-
so di formazione. In Emilia Romagna i corsi sono invece ob-
bligatori per i professionisti privi di esperienza nel campo
della progettazione-gestione del sistema edificio-impianto.
In Regione Liguria anche per accedere alla formazione è
richiesto il possesso dei requisiti stabiliti per la domanda di
iscrizione all''elenco regionale. I corsi sono suddivisi in due
parti: un inquadramento generale che fornisce le nozioni
fondamentali e le competenze di base della durata di 64 ore, e un approfondimento mirato l''illustrazione delle spe-
cificità regionali, come il regolamento regionale ed il
software per la compilazione dei certificati energetici del-
la durata di 16 ore. Il corso completo (80 ore) è obbliga-
torio per i professionisti indicati in Tabella 3 iscritti ai rela-
tivi ordini, collegi o associazioni professionali non abilita-
ti alla progettazione di edifici ed impianti. I professionisti,
in possesso dell''abilitazione alla progettazione di edifici e
di impianti ad essi asserviti, devono presentare l''attestato
di partecipazione ai corsi che riguardano soltanto la par-
te relativa alle specificità regionali e all''utilizzo del softwa-
re di calcolo. La DGR 1254/2009 stabilisce che la forma-
zione dei tecnici abilitati alla progettazione può avvenire
attraverso la frequentazione dei corsi autorizzati dalla Re-
gione, oppure con la frequenza di lezioni che trattino un
programma equivalente a quello indicato nella DGR, or-
ganizzate dagli ordini professionali di riferimento.
La Regione Lombardia ha reso obbligatoria per tutti i pro-
fessionisti la frequenza dei corsi a partire dal 31 gennaio
2009, data entro cui si poteva consegnare la dichiarazio-
ne di esperienza triennale nel campo della progettazione-
gestione del sistema edificio-impianto, che costituiva la
condizione per l''iscrizione all''albo dei certificatori senza
la frequenza del corso di formazione. Anche le regioni che
hanno adottato la certificazione di sostenibilità Energeti-
co-Ambientale, hanno definito le figure professionali che
possono conseguire l''abilitazione. In particolare in Umbria
l''accesso è riservato ad Ingegneri, Architetti, Periti e Geo-
metri iscritti ai relativi ordini professionali, mentre in Puglia
geometri, periti e laureati in scienza agrarie o ambientali
si possono occupare soltanto di costruzioni civili e rurali,
mentre i laureati in ingegneria ed architettura iscritti al re- Requisiti per iscrizione agli albi regionali dei certificatori E = esperienza (n= anni di esperienza) - C = Corso (n = ore) - Ab = abilitazione professionale Emilia Romagna Liguria Lombardia Piemonte Provincia Trento Iscrizione ordine professionale no Ab Ab* Ab '' Ab Diploma di laurea o laurea specialistica in Ingegneria si(E1 o C#) si(E3C16 o C80#) si(C#) si(Ab o C#) si(E3 o C#) Diploma di laurea o laurea specialistica in Architettura si(E1 o C#) si(E3C16 o C80#) si(C#) si(Ab o C#) si(E3 o C#) Diploma di Laurea specialistica in Scienze Ambientali si(E1 o C#) si(E3C16 o C80#) si(C#) si (C#) no Diploma di laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie si(E1 o C#) si(E3C16 o C80#) si(C#) si (C#) no Diploma di laurea in Scienze Forestali si(E1 o C#) si(E3C16 o C80#) si(C#) si (C#) no Diploma di Perito Agrario si(E1 o C#) si(E3C16 o C80#) si(C#) si(Ab o C#) no Diploma di Perito Industriale** si(E1 o C#) si(E3C16 o C80#) si(C#) si(Ab o C#) si(E3 o C#) Diploma di Geometra si(E1 o C#) si(E3C16 o C80#) si(C#) si(Ab o C#) si(E3 o C#) Diploma di Agrotecnico o Agronomo laureato no si(E3C16 o C80#) no si (C#) no Diploma di laurea specialistica in Chimica no si(E3C16 o C80#) si(C#) si (C#) no Diploma di laurea specialistica in Fisica no no no si (C#) no * obbligo di iscrizione al relativo ordine professionale anche per poter frequentare i corsi di formazione
**nella Delibera Regionale n. 4828/2009 dell''Emilia Romagna si fa riferimento anche alla figura del Perito Chimico-Industriale
# Obbligo di superamento dell''esame a fine corso per ottenere l''abilitazione TABELLA 3 - Confronto tra i requisiti dei tecnici competenti marzo 2010 LA TERMOTECNICA tecnica energia & edilizia 70 FIGURA 1 Fac-Simile ACE Regione Liguria 067_TER_mar_magrini:46-48_TER_mar_profilo 2-03-2010 8:19 Pagina 70 lativo ordine possono occuparsi di
qualsiasi tipo di fabbricato. Nella
Tabella 3 si riporta una sintesi dei
titoli professionali abilitanti per le
varie regioni e la necessità o me-
no di corsi specifici e del relativo
numero di ore. Indici di prestazione
energetica del sistema
edificio-impianto
Le Regioni italiane che hanno in-
trodotto autonomamente l''ACE,
oltre a dotarsi di differenti proce-
dure di calcolo, hanno adottato in-
dici di riferimento e sistemi di at-
tribuzione delle classi energetiche
diversi tra loro, rendendo di fatto
meno evidente il confronto tra le
prestazioni energetiche di edifici
collocati in diverse regioni. In Li-
guria l''ACE contiene le classifica-
zioni riferite agli indici:
- EPgl à prestazione energetica globale (riscaldamento+ ACS); - EPi,inv à prestazione energetica del solo involucro edilizio;
- EPacs à fabbisogno energetico per la produzione di ac- qua calda sanitaria (ACS). Gli intervalli delle classi sono parametrizzati in funzione
del valore limite dell''indice di prestazione energetica
(EpLi2010) di cui all''Allegato C del Regolamento Regionale
n. 1 del 22/01/09, e quindi in funzione del valore dei GG
(Gradi Giorno), e in base al rapporto S/V (Superficie di-
sperdente/Volume riscaldato). Inoltre, per la classificazio-
ne dell'' EPacs, e di conseguenza dell''EPgl, viene introdotto
il coefficiente K per la definizione delle classi. Questo vie-
ne calcolato in funzione della categoria dell''edificio e del
fabbisogno di acqua calda sanitaria e alla superficie utile
dell''immobile. In questo modo anche la definizione degli
intervalli delle classi dipende dalla superficie utile dell''unità
da certificare (Figura 1). In Lombardia, invece, l''ACE ri-
porta due indici che determinano l''efficienza energetica:
- EPH à indice di prestazione per la climatizzazione in- vernale, che non comprende il fabbisogno per la pro-
duzione di acqua calda sanitaria, come invece avviene
negli altri regolamenti regionali (Figura 2); - ETC à per le prestazioni dell''involucro in regime estivo.
Inoltre la determinazione della classe dell''edificio viene ef-
fettuata confrontando l''EPH con i valori riportati in apposi-
te tabelle rimaste invariate dalla DGR VIII/5773. Tali va-
lori sono fissi e dipendono dalla zona climatica in cui si tro-
va l''edificio ma non dal rapporto S/V che caratterizza
l''immobile in esame: la classe risulta pertanto indipenden- te dalla superficie disperdente, parametro che invece in-
fluenza notevolmente le prestazioni di un edificio. Un''abi-
tazione singola, anche a parità di caratteristiche termo-fi-
siche del sistema edificio-impianto, è caratterizzata da una
superficie disperdente maggiore di un appartamento in
condominio, per cui sarà caratterizzata sicuramente da un
fabbisogno di energia netta superiore e di quindi avrà un
fabbisogno energetico globale più elevato, con conse-
guente ricaduta in una classe energetica più scadente. La
Provincia di Trento ha adottato come riferimento l''indice di
prestazione energetica globale cal-
colato come fabbisogno di energia
per climatizzazione invernale e per
l''acqua calda sanitaria.
La classe viene determinata in rela-
zione a degli intervalli fissati dal DPR
13/2009, determinati in base alle
caratteristiche del parco immobiliare
esistente sul territorio (Figura 3). La
classificazione prevede una suddivi-
sione più articolata delle classi con
l''introduzione delle classi B+ e C+ al
fine di favorire il perseguimento di
prestazioni più elevate e una mag-
giore differenziazione dell''of ferta co-
me spinta per il mercato immobiliare.
Lo stesso regolamento prevede
l''adozione di intervalli di classe omo-
genei con la Provincia di Bolzano, marzo 2010 LA TERMOTECNICA 71 tecnica energia & edilizia FIGURA 2
Fac-Simile ACE
Regione
Lombardia
(pag. 1-2)
FIGURA 3
Fac-Simile ACE
Provincia Trento
067_TER_mar_magrini:46-48_TER_mar_profilo 2-03-2010 8:19 Pagina 71 che utilizza la denominazione indicata dal l''Agenzia Casa-
Clima. Nella Tabella 4 si riporta un confronto tra le classi
considerate nelle due Province Autonome di Trento e Bol-
zano. Anche Piemonte ed Emilia Romagna, nonostante si
siano adeguate un modo più aderente alla procedura indi-
cata dalle UNI/TS 11300 e utilizzino l''indice di prestazio-
ne energetica globale, hanno introdotto due sistemi di clas- sificazione caratterizzati da intervalli differenti. L''Emilia Ro-
magna ha definito un''unica tabella di riferimento sceglien-
do gli intervalli in base alla zona climatica prevalente (Al-
legato 9 alla delibera n. 156/2008). Il Piemonte invece ha
proposto un''unica tabella di riferimento parametrizzata sul-
le caratteristiche climatiche della città di Torino: per
l''attribuzione della classe energetica, ciascun edificio viene
idealmente collocato nel capoluogo regionale e per esso vie-
ne calcolato l''indice EPL(To), ovvero l''indice di prestazione
globale che l''edificio avrebbe se fosse collocato a Torino,
valore da confrontare con gli intervalli riportati nel DPR 43-
11965 del 2009. Nella Tabella 5 si riporta un confronto tra
i limiti delle classi adottati nelle diverse regioni. Conclusioni Dagli aspetti evidenziati si può osservare come in questo
momento la situazione non sia ancora ben definita, anche
se è passato qualche anno dalla Direttiva Europea (2002)
e negli anni successivi si sono avvicendate diverse leggi na-
zionali e regionali che avrebbero dovuto portare ad una
migliore e più completa definizione della problematica. La
situazione è in ogni caso in continua evoluzione, in quan-
to, mentre a livello nazionale si sta procedendo anche trop-
po gradualmente ad adeguarsi a quanto prescritto a livel-
lo europeo, sta per completarsi l''iter di revisione della Di-
rettiva Europea e quindi si sta aprendo una fase di ag-
giornamento di quello che è stato stabilito in precedenza.
Una difficoltà che si riscontra, oltre a quelle che sono state
evidenziate nei precedenti paragrafi, è la necessità di con-
tinuo aggiornamento delle informazioni, non facilmente re-
peribili, in quanto disperse e frammentarie e riportate spes-
so in modo parziale sul web. La risorsa informatica attual-
mente rappresenta la principale e più diretta fonte di infor-
mazioni sull''argomento e potrebbe essere organizzata e
aggiornata in modo più efficiente a livello nazionale per
poter fornire un servizio veramente utile al professionista,
ma soprattutto al cittadino che dovrebbe essere efficace-
mente e correttamente informato. Confronto Trento-Bolzano Intervalli Trento Bolzano EPgl ) 30 Classe A+ Gold 30 <EPgl ) 40 Classe A Classe A 40 40 <EPgl ) 50 Classe B+ Classe A 50 50 <EPgl ) 60 Classe B Classe B 60 60 <EPgl ) 80 Classe C+ Classe B 80 80 <EPgl ) 120 Classe C Classe C-D 120 <EPgl ) 180 Classe D Classe E 180 <EPgl ) 225 Classe E Classe F 225 <EPgl ) 270 Classe F Classe G EPgl > 270 Classe G TABELLA 4 - Valori dell''indice di prestazione globale: confronto Trento e Bolzano Emilia Romagna Liguria* Lombardia Piemonte Trento-Bolzano Classe A+ EPTOT < 25 EPgl < 25.97 EPH < 14 EPL (To) < 27 EPgl < 30 Classe A 25 ) EPTOT < 40 26 ) EPgl < 43 14 ) EPH < 29 27 ) EPL (To) < 44 30 ) EPgl < 40 Classe B 40 ) EPTOT < 60 43 ) EPgl < 63 29 ) EPH < 58 44 ) EPL (To) < 82 40 ) EPgl < 60 Classe C 60 ) EPTOT < 90 63) EPgl < 88 58 ) EPH < 87 82 ) EPL (To) < 143 60 ) EPgl < 120 Classe D 90 ) EPTOT < 130 88 ) EPgl < 109 87 ) EPH < 116 143 ) EPL (To) < 201 120 ) EPgl < 180 Classe E 130 ) EPTOT < 170 109 ) EPgl < 150 116 ) EPH < 145 201 ) EPL (To) < 249 180 ) EPgl < 225 Classe F 170 ) EPTOT < 210 150 ) EPgl < 206 145 ) EPH < 175 249 ) EPL (To) < 300 225 ) EPgl < 270 Classe G EPTOT > 300 EPgl * 206 EPH * 175 300 ) EPL (To) < 435 EPgl * 270 N.C. - - EPL (To) > 435 - Legenda: EPTOT, EPgl: indici di prestazione energetica globale - EPH: indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale EPL (To): indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale riferito alla città di Torino TABELLA 5 - Confronto tra gli indici di prestazione energetica tecnica energia & edilizia 72 LA TERMOTECNICA marzo 2010 Siti di riferimento
Emilia Romagna:
www.regione.emilia-romagna.it Liguria: www.ambienteinliguria.it Lombardia: www.cened.it Piemonte: www.regione.piemonte.it, www.sistemapiemonte.it/ambiente/sicee/ Provincia di Bolzano: www.agenziacasaclima.it Provincia di Trento: www.energia.provincia.tn Riferimenti normativi
' DM (sviluppo economico) 26 giugno 2009 - Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici ' DPR 2 aprile 2009, n. 59. Regolamento di attuazione dell''articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del DLGS 19 agosto 2005, n. 192, concernente attuazione della
direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia 067_TER_mar_magrini:46-48_TER_mar_profilo 2-03-2010 8:19 Pagina 72


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