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Pompe di calore, lago e acquedotto industriale di Como per la climatizzazione di un centro commerciale

Le pompe di calore sono macchine di notevole importanza nell’attuale panorama della climatizzazione dei settori residenziale, industriale e commerciale. Sono infatti in grado di offrire prestazioni elevate sfruttando energia in buona parte rinnovabile e coniugano tale aspetto con l’assenza di emissioni inquinanti e ad effetto serra locali. Si valuta la possibilità di collegare delle pompe di calore acqua-acqua all’Acquedotto Industriale di Como, in modo che possano sfruttare l’acqua di tale rete, proveniente dal Lago di Como, come sorgente di scambio per climatizzare, in regime invernale ed estivo, gli edifici della zona servita dall’Acquedotto. Per identificare le prestazioni medie stagionali ottenibili con l’applicazione considerata, si testa, a titolo esemplificativo, una pompa di calore acqua-acqua facendo riferimento alle norme EN 14825 ed EN 14511.

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Tesi di Laurea, Politecnico di Milano, Anno Accademico 2012-2013

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da Alessia De Giosa
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Estratto del testo
POLITECNICO DI MILANO Facoltà di Ingegneria Industriale e dell''Informazione Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Energetica





Pompe di calore, Lago e Acquedotto Industriale di Como per la climatizzazione estiva ed invernale di un centro commerciale e di altre utenze urbane


Relatore: Prof. Cesare Maria JOPPOLO
Co-relatore: Ing. Gianfranco GIANNI



Tesi di Laurea di: Beatrice GUFFANTI Matr. 782856


Anno Accademico 2012 - 2013 Ringraziamenti



Al mio relatore, per la sua disponibilità, il prof. Cesare Maria Joppolo;
Al mio co-relatore, per la sua professionalità e la sua pazienza, l''ing. Gianfranco
Gianni;
All''azienda Systemair, che mi ha ospitata per lo stage e, in particolare, al
direttore R&D, l''ing. Tommaso Vania e al mio tutor, l''ing. Pierangelo Lanzani;
All''ing. Daniele Pagani dell''ufficio tecnico dell''Acquedotto Industriale, per le
informazioni fornite e la sua disponibilità;
All''ing. Marco Oliva, dell''ufficio tecnico Bennet, per i dati reperiti;
Al Comune di Como, che mi ha fornito dati e planimetrie;
A mio padre.
Indice Generale



Introduzione.......................................................................................................... 1

1
Descrizione delle pompe di calore ........................................................... 5
1.1 Introduzione e ciclo termodinamico ............................................... 5 1.2 I componenti della pompa di calore ............................................. 10
1.2.1 Compressore ..................................................................... 10
1.2.2 Condensatore ed evaporatore ............................................ 11
1.2.3 Organo di laminazione ...................................................... 12
1.2.4 Fluido refrigerante ............................................................ 13
1.2.5 Sorgenti ............................................................................. 14 1.3 Indici di prestazione ..................................................................... 16 1.4 Pompe di calore e fonte rinnovabile ............................................. 20
1.4.1 Quota rinnovabile ............................................................. 20
1.4.2 Emissioni e vantaggi nell''ottica del Piano 20-20-20 ........ 21 1.5 Analisi exergetica della pompa di calore ...................................... 22 1.6 Confronto economico tra pompa di calore e caldaia .................... 26
2 Applicazioni delle pompe di calore e possibile riqualificazione degli
impianti a radiatori
................................................................................ 29
2.1 Principali applicazioni delle pompe di calore .............................. 29
2.1.1 Introduzione ...................................................................... 29
2.1.2 I terminali di impianto ...................................................... 30
2.1.3 Produzione di acqua calda sanitaria .................................. 32
2.1.4 Produzione di energia frigorifera ...................................... 34 2.2 Integrazione con impianti a radiatori ............................................ 35
2.2.1 Introduzione ...................................................................... 35
2.2.2 Sfruttamento dell''elevato salto termico per migliorare le prestazioni energetiche ..................................................... 36 2.2.3 Pompe di calore: tecnologie disponibili ........................... 36
2.2.4 Possibili tecnologie e configurazioni ................................ 39
2.2.5 Soluzioni in funzione del livello termico .......................... 43
2.2.6 Conclusioni ....................................................................... 47
3 Richiami a vincoli normativi sull''uso di fonti rinnovabili e potenziale delle pompe di calore .............................................................................. 49
3.1 Il Decreto Legislativo n°28/2011 e i sistemi ibridi ...................... 49
3.1.1 Configurazioni di pompe di calore aria-acqua .................. 49
3.1.2 Vantaggi e svantaggi ......................................................... 51 3.1.3 Funzionamento ................................................................. 51 3.2 Alternativa più efficiente: la pompa di calore acqua-acqua ......... 52 3.3 Potenziale delle pompe di calore nell''economia energetica ........ 53
3.3.1 Contributo alle rinnovabili delle pompe di calore ............ 53
3.3.2 Le pompe di calore: una tecnologia di pregio .................. 54
3.3.3 Ostacoli alla diffusione delle pompe di calore ................. 55 3.4 Posizione AiCARR sul Decreto Legislativo n°28 e sul regime
tariffario per le pompe di calore elettriche ................................... 56
3.4.1 L''associazione AiCARR .................................................. 56
3.4.2 Il Decreto Legislativo n°28 e il Position Paper AiCARR 57
3.4.3 Il Decreto Ministeriale e il Position Paper di AiCARR ... 59 4 Valutazione delle prestazioni di una pompa di calore acqua-acqua . 61
4.1 Dalla normativa alla pompa di calore in esame ........................... 61
4.1.1 Scostamenti dalla normativa ............................................ 61
4.1.2 L''utilità della norma EN 14825 ....................................... 64
4.1.3 Introduzione di grandezze utili ......................................... 64
4.1.4 Modalità di funzionamento dell''unità .............................. 65
4.1.5 Pompe di calore acqua-acqua ........................................... 66
4.1.6 Calcolo SCOP di riferimento ........................................... 68
4.1.7 Calcolo SEER di riferimento............................................ 70 4.2 Riferimento alla pompa di calore in esame: valutazione di
efficienza ai carichi parziali ......................................................... 72 4.3 Test sulla macchina in riferimento alla norma EN 14511 ........... 74
4.3.1 Valutazione di capacità .................................................... 74
4.3.2 Potenza delle pompe......................................................... 75
4.3.3 Test della macchina in laboratorio ................................... 77 4.4 Metodi di test per i consumi elettrici in conformità alla norma EN
14825 .......................................................................................... 77
4.4.1 Misura dei consumi elettrici durante il funzionamento thermostat off mode ......................................................... 77 4.4.2 Misura dei consumi elettrici durante il funzionamento standby ............................................................................. 78 4.4.3 Misura dei consumi elettrici durante la modalità Crankcase heater .............................................................. 78 4.5 Contenuto dell''Allegato A della norma EN 14825 ...................... 78 4.6 Informazioni sulla pompa di calore in esame e applicazioni ....... 81
4.6.1 Descrizione ....................................................................... 81
4.6.2 Componenti principali della pompa di calore .................. 83 4.7 Risultati dei test prestazionali ...................................................... 87 4.7.1 Premessa ........................................................................... 87 4.7.2 Informazioni sui calcoli effettuati .................................... 88 4.7.3 Risultati ottenuti ............................................................... 88 4.8 L''utilizzo di pompe di calore acqua-acqua nel settore residenziale
e relative prestazioni ..................................................................... 97
5 L''Acquedotto Industriale di Como per la climatizzazione ............... 101
5.1 Descrizione e caratteristiche dell''Acquedotto ............................ 101 5.2 Possibile sfruttamento ai fini della climatizzazione ................... 103 5.3 Confronto tra falda e Acquedotto ............................................... 104
5.3.1 L''utilizzo della falda ....................................................... 104
5.3.2 L''utilizzo dell''Acquedotto Industriale ........................... 106 5.4 Possibili configurazioni di impianto ........................................... 107
5.4.1 Scambio indiretto con l''Acquedotto Industriale ............. 107
5.4.2 Scambio diretto con l''Acquedotto Industriale ................ 109 5.5 Valutazione di un caso applicativo ............................................. 111 5.5.1 Premessa ......................................................................... 111 5.5.2 Il caso studio ................................................................... 112 5.5.3 I consumi energetici attuali e previsti ............................. 113 5.5.4 Valutazioni economiche ................................................. 115 5.5.5 Dettagli tecnici di collegamento con l''Acquedotto ........ 117 5.5.6 Conclusioni e considerazioni .......................................... 123 6 Il Lago di Como e la climatizzazione di Como Centro ..................... 125
6.1 Possibile implementazione di una rete idronica per la
climatizzazione nella città di Como ........................................... 125 6.1.1 Gli obiettivi di risparmio energetico ............................... 125 6.1.2 Vantaggi nell''utilizzo di pompe di calore nella città di Como............................................................................... 125 6.1.3 L''inquinamento nella città di Como ............................... 126 6.2 Prospettive di realizzazione della rete ........................................ 127 6.2.1 Possibilità di dialogo con la società Acquedotto Industriale ....................................................................... 127 6.2.2 Dettagli tecnici ................................................................ 129 6.2.3 Valutazione dell''entità della rete idronica ...................... 131 6.2.4 Valutazione economica di massima ................................ 135 6.3 Esempi applicativi ...................................................................... 137 6.3.1 Esempio di applicazione residenziale: impianto centralizzato .................................................................... 137 6.3.2 Esempio di applicazione residenziale: impianto termoautonomo ............................................................... 141 6.3.3 Considerazioni ................................................................ 144
Conclusioni
........................................................................................................ 147
Appendice A ...................................................................................................... 149 Appendice A ..................................................................................................... 157

Bibliografia
....................................................................................................... 167





































Elenco delle Figure



1.1 Schema di funzionamento di una pompa di calore ..................................... 5 1.2 Schema di funzionamento di una macchina di Carnot ............................... 6 1.3 Ciclo termodinamico di una pompa di calore ............................................ 7 1.4 Diagramma di stato pressione-entalpia di un fluido refrigerante ............... 9 1.5 Ciclo termodinamico di una pompa di calore con scambiatore interposto 9 1.6 Indici di prestazione COP ed EER in funzione delle Tcond e Tevap ........... 17 2.1 Andamento della temperatura media superficiale al ridursi del
fabbisogno ambiente o in funzione dell''incremento della superficie o
delle prestazioni del radiatore ................................................................... 36 2.2 Variazione dell''approccio del condensatore in funzione del salto termico
'T ............................................................................................................. 37 2.3 Cicli frigoriferi nei diagrammi pressione-entalpia: R134a a sinistra,
R410A a destra ......................................................................................... 37 2.4 Circuito frigorifero con economizzatore .................................................. 39 2.5 Cicli frigoriferi in serie ............................................................................. 40 2.6 Cicli in cascata in configurazione pompa di calore .................................. 41 2.7 Pompa di calore a CO2 '' Cicli transcritici ............................................... 42 2.8 Pompa di calore con scambiatori in serie per massimizzare l''efficienza
energetica .................................................................................................. 43 2.9 Temperatura media del terminale 45°C '' COP per diverse soluzioni ..... 44 2.10 Temperatura media del terminale 45°C '' Miglioramento del COP per diverse soluzioni ....................................................................................... 45 2.11 Temperatura media del terminale 55°C '' COP per diverse soluzioni ..... 46
2.12 Temperatura media del terminale 55°C '' Miglioramento del COP per diverse soluzioni ....................................................................................... 46 3.1 Stima CoAer del contributo rinnovabile delle pompe di calore ............... 54 3.2 Variazione 2011/2010 delle installazioni di pompe di calore .................. 55 4.1 Pompa di calore acqua-acqua in esame .................................................... 82 4.2 Compressore a vite ................................................................................... 83 4.3 Limiti di funzionamento del compressore a vite ...................................... 84 4.4 Evaporatore a fascio tubiero ..................................................................... 86 4.5 Condensatore a fascio tubiero .................................................................. 86 4.6 Andamento del COP misurato in laboratorio nei casi ''a' (portata cost.) e
''b" ('T cost.) ........................................................................................... 90 4.7 Andamento della Tcond nei casi ''a' (portata cost.) e ''b" ('T cost.) ......... 91 4.8 Andamento della Tevap nei casi ''a' (portata cost.) e ''b" ('T cost.) ......... 92 4.9 Andamento dell''approccio al condensatore - casi ''a' (portata cost.) e ''b"
('T cost.) ................................................................................................. 92 4.10 Andamento dell''approccio all''evaporatore - casi ''a' (portata cost.) e ''b" ('T cost.) ................................................................................................. 93 4.11 Andamento dell''EER misurato in laboratorio ......................................... 94
4.12 Andamento della Tevap e della Tcond in regime estivo ............................... 94 4.13 Andamento dell''approccio al condensatore e all''evaporatore in regime estivo ........................................................................................................ 95 4.14 Andamento del COP simulato ................................................................. 96
4.15 Andamento della Tevap e della Tcond in regime invernale (Funzionamento 40-45°C; 8-3°C) ....................................................................................... 96 4.16 Andamento dell''approccio al condensatore e all''evaporatore in regime invernale ................................................................................................... 97 4.17 Andamento del COP simulato ................................................................. 99
4.18 Andamento dell''EER simulato .............................................................. 100
5.1 Distribuzione della rete dell''Acquedotto Industriale di Como .............. 103 5.2 Configurazione impiantistica con scambio indiretto in regime estivo ... 108 5.3 Configurazione impiantistica con scambio indiretto in funzionamento
invernale ................................................................................................. 109 5.4 Configurazione impiantistica con scambio diretto e miscelazione in
regime estivo .......................................................................................... 110 5.5 Configurazione impiantistica con scambio diretto in regime estivo ...... 110 5.6 Configurazione impiantistica con scambio diretto in regime invernale 111 5.7 Scambiatore a piastre ispezionabile ....................................................... 119 5.8 Schema di impianto per il collegamento Acquedotto Industriale-Bennet
di Cassina Rizzardi '' Regime estivo ..................................................... 123 5.9 Schema di impianto per il collegamento Acquedotto Industriale-Bennet
di Cassina Rizzardi '' Regime invernale ................................................ 123 6.1 Stazione di pompaggio ''Centrale Lago' dell''Acquedotto Industriale di
Como ...................................................................................................... 128 6.2 Particolare all''interno della stazione di pompaggio ''Centrale Lago'
dell''Acquedotto Industriale di Como..................................................... 129 6.3 Esempio di collegamento di utenze alla rete idronica in Como Centro . 131 6.4 Configurazione di massima della rete idronica alimentata con acqua di
lago per Como Centro ............................................................................ 133 6.5 Particolare interramento tubazioni in polietilene ad alta densità ........... 134 6.6 Schema riassuntivo del ciclo dell''acqua con rete di restituzione .......... 135 6.7 Schema riassuntivo del ciclo dell''acqua senza rete di restituzione ....... 135
Elenco delle Tabelle



2.1 Temperature in ingresso e in uscita di ogni singola fase del processo
desurriscaldamento, condensazione e sotto raffreddamento nello
scambiatore della pompa di calore ........................................................... 38 4.1 Scostamenti del caso reale dalle condizioni di norma '' Funzionamento
invernale ................................................................................................... 63 4.2 Scostamenti del caso reale dalle condizioni di norma '' Funzionamento
estivo ........................................................................................................ 63 4.3 Condizioni di parzializzazione per calcolo SCOP '' Media temperatura . 67 4.4 Condizioni di parzializzazione per calcolo SEER .................................... 68 4.5 Valori di temperature bin e ore corrispondenti '' Funzionamento
invernale ................................................................................................... 79 4.6 Valori di temperature bin e ore corrispondenti '' Funzionamento estivo . 80 4.7 Ore di funzionamento nelle diverse condizioni '' Regime invernale ....... 81 4.8 Ore di funzionamento nelle diverse condizioni '' Regime estivo ............. 81 4.9 Condizioni di test ...................................................................................... 89 5.1 Temperature estive dell''Acquedotto Industriale raccolte ...................... 107 5.2 Temperature invernali dell''Acquedotto Industriale raccolte .................. 107 5.3 Dati della centrale termica esistente del centro commerciale ................ 114 5.4 Dati della centrale termica di progetto per il centro commerciale ......... 115 5.5 Valutazioni economiche di progetto ....................................................... 116 5.6 Valutazione dettagli di collegamento all''Acquedotto Industriale
dell''utente Bennet ................................................................................... 122 6.1 Valutazione di portata della rete idronica in Como ................................ 132 6.2 Stima di costo delle opere edili per la rete idronica in Como Centro .... 136 6.3 Stima di costo delle opere meccaniche per la rete idronica in Como
Centro ..................................................................................................... 137 6.4 Costi stimati complessivi per la rete idronica in Como Centro .............. 137 6.5 Prestazione energetica ed economica della caldaia a condensazione per il
condominio in riscaldamento ................................................................. 139 6.6 Prestazione energetica ed economica della pompa di calore per il
condominio in riscaldamento (bassa temperatura) ................................. 139 6.7 Prestazione energetica ed economica della caldaia a condensazione per il
condominio nella produzione di acqua calda sanitaria ........................... 140 6.8 Prestazione energetica ed economica della pompa di calore per il
condominio nella produzione di acqua calda sanitaria (medio/alta
temperatura) ............................................................................................ 141 6.9 Prestazione energetica ed economica della caldaia per l''appartamento in
riscaldamento ......................................................................................... 143 6.10 Prestazione energetica ed economica della pompa di calore per l''appartamento in riscaldamento (alta temperatura) .............................. 143 6.11 Considerazioni ecologiche ed ambientali legate alla rete idronica in Como ...................................................................................................... 145 Sommario

Le pompe di calore sono macchine di notevole importanza nell''attuale
panorama della climatizzazione dei settori residenziale, industriale e
commerciale. Sono infatti in grado di offrire prestazioni elevate sfruttando
energia in buona parte rinnovabile e coniugano tale aspetto con l''assenza di
emissioni inquinanti e ad effetto serra locali. Si valuta la possibilità di collegare
delle pompe di calore acqua-acqua all''Acquedotto Industriale di Como, in modo
che possano sfruttare l''acqua di tale rete, proveniente dal Lago di Como, come
sorgente di scambio per climatizzare, in regime invernale ed estivo, gli edifici
della zona servita dall''Acquedotto. Per identificare le prestazioni medie
stagionali ottenibili con l''applicazione considerata, si testa, a titolo
esemplificativo, una pompa di calore acqua-acqua facendo riferimento alle
norme EN 14825 ed EN 14511. Si estende, inoltre, il concetto di climatizzazione
con pompe di calore e acqua di lago alla città di Como, col fine di rispettare i
vincoli normativi in materia di rinnovabili e di ridurre l''inquinamento nella città.

Parole chiave:
Pompe di calore, fonte rinnovabile, prestazioni stagionali,
Acquedotto Industriale e acqua di lago, vincoli normativi, emissioni.

Abstract

Nowadays heat pumps are machines playing a remarkable role in the air
conditioning field related to residential, industrial and commercial areas. In fact,
they are able to achieve high performance levels through the exploitation of
renewable energies and they have the power to do this without delivering local
pollution or greenhouse emissions. We are contemplating the possibility to
connect water-to-water heat pumps to the Industrial Aqueduct of Como, in order
to use the water flowing through the main network, coming from the Como lake
basin, as a source of exchange, apt to climatize buildings present in the area
served by the Aqueduct. In order to identify the average seasonal performance
achievable through the application of the above-mentioned system, we tested a
water-to-water heat pump as a model, with reference to the standards EN 14825
and EN 14511. We also extend to the entire city of Como the idea of a potential
climatization of the environments through the use of water coming from the lake
and heat pumps. This way, we could reduce pollution in the area of Como and
comply with regulatory constraints.

Keywords:
Heat pumps, renewable source, seasonal performances, Industrial
Aqueduct and lake water, regulatory constraints, emissions.
Introduzione

L''Acquedotto Industriale di Como, con la sua ampia estensione, l''ingente
portata d''acqua che veicola, che vanta una costanza della temperatura in tutte le
stagioni, costituisce una sorgente importante per un utilizzo diverso da quello
per cui è stato realizzato. L''uso a cui si fa riferimento ha come scopo la
climatizzazione degli edifici che sorgono in prossimità della rete
dell''Acquedotto Industriale, in particolare edifici del settore industriale e
terziario. L''estensione del concetto di climatizzazione che sfrutta acqua di lago
come sorgente di scambio può essere valutata per la città di Como stessa,
sfruttando la presa a lago dell''Acquedotto Industriale per alimentare una rete
idrica urbana con scopo di climatizzazione.

Per la realizzazione di questa soluzione innovativa è necessario servirsi di
sistemi di generazione in pompa di calore. La pompa di calore è una tecnologia
che coniuga diversi aspetti vantaggiosi, come l''utilizzo di fonti energetiche
rinnovabili, l''elevata efficienza energetica, il basso consumo di energia
primaria, l''assenza di emissioni inquinanti localizzate, oltre ad offrire la
possibilità di raffrescamento degli edifici e di elevata efficienza energetica in
regime estivo, grazie all''invertibilità del ciclo. L''assenza di emissioni
localizzate è un aspetto di grande pregio soprattutto nell''inquinata città di
Como, mentre, in generale, la possibilità di produrre energia sfruttando fonti
rinnovabili, quali le sorgenti di cui si servono le pompe di calore, costituisce un
valido contributo per il rispetto dei vincoli normativi sempre più stringenti in
materia di rinnovabili.

La pompa di calore lavora secondo un ciclo termodinamico che prevede che il
fluido refrigerante che lo percorre evapori in un evaporatore, sottraendo calore a
un fluido, venga compresso e portato a un livello di pressione maggiore da un
compressore, sia poi condensato in un condensatore, cedendo calore ad un
fluido, e infine sia laminato da una valvola termostatica che abbassa il livello di
pressione. Il fluido di scambio che entra negli scambiatori di calore può essere la
sorgente con cui la pompa di calore lavora (aria, acqua, terreno) o il fluido
dell''impianto (acqua o aria). In particolare, in funzionamento invernale il fluido
termovettore dell''impianto riceve il calore di condensazione, mentre in regime
estivo esso cede calore all''evaporatore.
Per cui la pompa di calore è una macchina che sfrutta energia ecologica
naturalmente contenuta nell''aria, nelle acque (di lago, di fiume) o nel terreno
(geotermia, acqua di falda) per fornire un effetto utile di riscaldamento o
raffrescamento degli edifici a fronte di una spesa energetica ridotta, consistente
nell''energia elettrica necessaria al funzionamento del compressore. 2

Lo stato dell''arte nella produzione di pompe di calore consente il
raggiungimento di prestazioni elevate, che però sono fortemente influenzate dal
livello termico dei fluidi di scambio, quindi dalla temperatura dell''aria o acqua
che funge da sorgente e dalla temperatura richiesta per l''acqua (o aria)
dell''impianto. In generale le prestazioni aumentano all''aumentare della
temperatura di evaporazione e al diminuire della temperatura di condensazione.
Per questo le pompe di calore che lavorano con l''aria come sorgente di scambio
subiscono forti modifiche prestazionali a causa della variabilità stagionale della
temperatura dell''aria, che è il fluido di scambio che maggiormente penalizza
l''efficienza della macchina. Migliori prestazioni si ottengono con pompe di
calore acqua-acqua, a causa della stabilità della temperatura della sorgente di
scambio e del relativo livello termico favorevole.
Le temperature del fluido di impianto sono parimenti importanti, per cui le
applicazioni in bassa temperatura per il funzionamento invernale sono quelle da
favorire per massimizzare l''efficienza del sistema di generazione, così come le
applicazioni che richiedono acqua fredda in funzionamento estivo ad un livello
termico non eccessivamente basso. Questo è però in genere verificato solo con
terminali radianti, mentre per elementi preposti alla deumidificazione dell''aria,
oltre che al raffrescamento, è richiesta una temperatura del fluido termovettore
costante e pari a 7°C.

Un adeguato sfruttamento delle pompe di calore sarebbe possibile qualora gli
strumenti normativi ne favorissero l''impiego, evitando di penalizzare la quota
rinnovabile ad esse imputabile e, soprattutto, creando un regime tariffario
dedicato, in modo da valorizzare e rendere economicamente competitive queste
macchine che offrono il minor consumo di energia primaria, rispetto alle altre
tecnologie, a parità di effetto utile prodotto. In effetti le pompe di calore sono
riconosciute da diversi enti tecnici come sistema di generazione avente un
grande potenziale energetico in quanto rinnovabile termica, che permette di
risparmiare energia fossile ed emissioni di CO2 locali.
L''impiego di pompe di calore acqua-acqua che utilizzano l''acqua
dell''Acquedotto Industriale comasco è valutabile per un particolare caso
applicativo. Si studia quindi la fattibilità tecnico-economica di un impianto in
pompa di calore per un centro commerciale situato nei pressi di una diramazione
della rete dell''Acquedotto. La pompa di calore acqua-acqua è una soluzione che
consente di fare riscaldamento e raffrescamento con un''unica macchina senza
necessità di un sistema di generazione di ausilio quale la caldaia.

Per una valutazione tecnico-economica accurata si considerano le prestazioni
stagionali, estiva e invernale, di una pompa di calore acqua-acqua di grossa
taglia simulando le temperature che si avrebbero al condensatore e 3 all''evaporatore dati il livello termico dell''Acquedotto e quello della richiesta
lato impianto. Si calcolano quindi SCOP e SEER di tale macchina tramite le
formule proposte dalle norme EN 14825 ed EN 14511, testandola appositamente
in laboratorio e con l''ausilio di un software, in modo da ottenere dei dati
consistenti con l''applicazione reale.

Allo stesso modo si valuta l''utilizzo di pompe di calore acqua-acqua di adeguata
taglia anche nell''ambito residenziale della città di Como, proponendole come
una valida soluzione per la produzione di energia termica e frigorifera, che
assicura il rispetto dei vincoli sullo sfruttamento di fonti rinnovabili imposti dal
Decreto Legislativo 28/2011, oltre che l''assenza di emissioni inquinanti locali.
La proposta sarebbe attuabile a fronte della costruzione di una rete urbana per il
passaggio dell''acqua di lago, che costituirebbe la sorgente di scambio per le
pompe di calore. Oltre ad essa si valuta l''entità della stazione di pompaggio e la
possibilità di utilizzare quella dell''Acquedotto Industriale e si considera di
realizzare anche una rete adibita alla restituzione dell''acqua utilizzata per la
climatizzazione. Capitolo 1

Descrizione delle pompe di calore

1.1 Introduzione e ciclo termodinamico

La pompa di calore è un dispositivo che consente di trasferire calore da un
sistema ad una certa temperatura ad un sistema a temperatura superiore. In
questo modo si rende utile per il riscaldamento l''energia derivante dal
raffreddamento di qualsiasi sistema più freddo di quello da riscaldare. ', infatti,
possibile, fornendo lavoro, invertire il senso del trasferimento del calore, dal più
freddo verso il più caldo.
La pompa di calore (Figura 1.1) è comunemente utilizzata per il riscaldamento e
il raffrescamento degli ambienti. In modalità riscaldamento, una pompa di
calore cattura il calore all''esterno (dall''aria, dalle acque superficiali o di falda, o
dal terreno) e lo scarica all''interno dell''edificio. Le macchine reversibili, grazie
alla possibilità di inversione del ciclo, possono funzionare anche in
raffrescamento e in questo caso il calore viene prelevato dall''interno
dell''edificio e trasferito all''aria esterna, all''acqua o al terreno.
Figura 1.1: Schema di funzionamento di una pompa di calore [1] I possibili sistemi a bassa temperatura, da cui si può estrarre calore sono l''aria
esterna, il terreno, l''acqua di pozzo, di mare, di lago. Tale calore non è Capitolo 1
6
spontaneamente né direttamente trasferibile ad un edificio, con scopo di
riscaldamento, poiché quest''ultimo si trova presumibilmente a temperatura
superiore rispetto ai sistemi sopracitati. Tuttavia è necessario considerare che il
trasferimento di calore dal sistema più freddo a quello più caldo è attuabile a
fronte dello sfruttamento di un lavoro meccanico.
' noto dalla termodinamica che scambiando calore fra sistemi a due temperature
il massimo rendimento si può ottenere con una macchina di Carnot (Figura 1.2),
il cui rendimento, ossia il rapporto fra il lavoro utile fornito dalla macchina e la
quantità di calore ceduta dal sistema a più alta temperatura, è funzione delle sole
temperature assolute dei due sistemi:

Figura 1.2: Schema di funzionamento di una macchina di Carnot [2] Il teorema di Carnot si riferisce ad una macchina reversibile, quindi una
macchina per la quale sia possibile invertire il senso di tutte le trasformazioni. In
altri termini, se la macchina a ciclo diretto riceve la quantità di calore Q1 dalla sorgente a temperatura T1 e cede la quantità di calore Q0 alla sorgente a temperatura T0, trasformando in lavoro la quantità L=Q1-Q0, la macchina inversa riceve il lavoro L, sottrae la quantità di calore Q0 dalla sorgente a temperatura più bassa, trasferendo la quantità di calore Q1=L+Q0 alla sorgente a temperatura più alta. Considerando quest''ultima trasformazione, si ha che la
macchina reversibile diventa una pompa di calore. Di ciò si rese conto Whilliam
Thompson, meglio noto come Lord Kelvin, nel 1852. Questa pompa di calore Descrizione delle pompe di calore 7 ideale, come la macchina a ciclo diretto, è qualificata dal rendimento, dato dal
rapporto tra l''effetto utile ottenuto e la spesa energetica fatta. Mentre il
rendimento della macchina a ciclo diretto è il rapporto fra lavoro reso
disponibile e calore ad alta temperatura utilizzato, nel caso della pompa di calore
si rapportano l''effetto utile del calore fornito alla sorgente a temperatura
maggiore e il lavoro necessario. Il comportamento della pompa di calore è
quindi qualificato dal coefficiente di effetto utile o COP (Coefficient Of
Performance), definito dal rapporto:

Il COP teorico è l''inverso del rendimento del ciclo diretto di Carnot, ossia:

Si nota che il COP teorico può risultare molto elevato.
La pompa di calore più diffusa è quella cosiddetta a compressione di vapore. Il
circuito elementare di una pompa di calore a compressione di vapore è costituito
da un evaporatore, dove un fluido frigorifero idoneo evapora alla temperatura
della sorgente fredda, assorbendo calore dall''esterno, da un compressore che
porta il vapore di questo fluido ad una pressione e temperatura più alte e da un
condensatore dove il vapore condensa cedendo calore ad una temperatura più
alta (Figura 1.3). Il condensato ritorna all''evaporatore attraverso una strozzatura
(valvola di laminazione) che consente il passaggio di fluido nella misura
consentita dal compressore comportando una riduzione di pressione e di
temperatura.
Figura 1.3: Ciclo termodinamico di una pompa di calore [3] Capitolo 1
8
' utile riuscire a rappresentare queste trasformazioni in un diagramma di stato
del fluido frigorifero (Figura 1.4). Tale diagramma consente di identificare
attraverso due variabili di stato tutte le altre proprietà che caratterizzano il fluido
in una determinata condizione. ' possibile tracciare su un diagramma pressione-
entalpia il ciclo termodinamico descritto. Il liquido saturo lascia il condensatore
(punto 1) e viene laminato, in tale processo non si manifesta variazione di
entalpia. Si ha quindi una linea verticale che dal punto 1 raggiunge la pressione
più bassa dell''evaporatore (punto 2). Qui a pressione costante si ha la
progressiva evaporazione del fluido frigorifero fino alle condizioni di vapore
saturo (punto 3). Successivamente il vapore entra nel compressore e il processo
subito, se condotto idealmente, è ad entropia costante. Seguendo la curva
dell''entropia e passando per il punto 3 si raggiunge il punto 4 (uscita dal
compressore), che si trova alla pressione di lavoro del condensatore. La
condizione del punto 4 è al di fuori della campana del vapore umido: è, infatti,
vapore surriscaldato e si trova ad una temperatura più alta di quella di
condensazione. Esso viene prima raffreddato (desurriscaldato) dal condensatore,
poi condensa a temperatura costante e si ritorna al punto 1. L''effetto utile è la
variazione di entalpia dal punto 4 al punto 1 (calore scambiato al condensatore
Qc). Il lavoro necessario per ottenere questo effetto utile è la variazione di entalpia dal punto 4 al punto 3 (lavoro del compressore L). L''energia resa
disponibile dalla sorgente fredda è la variazione di entalpia dal punto 3 al punto
2 (calore scambiato all''evaporatore Qe).

Sul diagramma è segnato il ciclo più semplice; mancano, ad esempio le
inevitabili cadute di pressione attraverso condensatore ed evaporatore ed anche
il processo di compressione è considerato ideale. Si desidera quasi sempre avere
un leggero surriscaldamento all''aspirazione del compressore, teso ad evitare
l''eventuale ingresso di goccioline di liquido al compressore. Dal momento che il
liquido è praticamente incomprimibile, tale eventualità potrebbe danneggiare il
compressore o comunque abbreviarne la vita. Il surriscaldamento viene
solitamente realizzato a spese di un sottoraffreddamento del liquido all''uscita
del condensatore: infatti all''uscita dell''evaporatore (punto 3) si suppone di avere
vapore saturo; questo viene surriscaldato in uno scambiatore di calore,
sottraendo calore al liquido che esce dal condensatore (Figura 1.5). Descrizione delle pompe di calore 9 Figura 1.4: Diagramma di stato pressione-entalpia di un fluido refrigerante [4]
Figura 1.5: Ciclo termodinamico di una pompa di calore con scambiatore interposto [5] Un effetto molto importante è dovuto alle differenze di temperatura che si
devono avere fra il fluido operativo, il fluido frigorifero, e le sorgenti calda e
fredda perché avvenga lo scambio di calore. Infatti la trasmissione del calore da
un sistema ad un altro può avvenire soltanto se esiste una differenza di
temperatura fra i due sistemi. Tanto più grande la differenza di temperatura,
tanto maggiore è la quantità di calore trasmessa e quindi la potenza termica
scambiata. Tale potenza termica Q è proporzionale alla differenza di
temperatura T ed all''area di scambio S:

Quindi se si vuole scambiare una certa potenza termica con una determinata area
di scambio, è necessario prevedere un adatto salto di temperatura. In tal modo
nella pompa di calore la sorgente fredda deve trovarsi a temperatura superiore a Capitolo 1
10
quella dell''evaporatore, perché possa cedere calore ad esso e la sorgente calda
deve trovarsi a temperatura inferiore a quella del condensatore per riceverne
calore.

1.2 I componenti della pompa di calore

1.2.1 Compressore
Il compressore è il componente che aspira il vapore di refrigerante a bassa
pressione per portarlo alla pressione più elevata necessaria alla condensazione a
temperatura maggiore, creando così un differenziale di pressione tra evaporatore
e condensatore. I compressori sono classificati in due famiglie:
' Compressori volumetrici: sono quelli maggiormente impiegati; aumentano la pressione del refrigerante riducendo il volume della
camera di compressione attraverso l''applicazione di un lavoro
meccanico. Si differenziano a loro volta in alternativi, rotativi e orbitanti.
I compressori volumetrici vengono utilizzati in una gamma di
potenzialità che va da pochi kW (a volte poche centinaia di W) fino ad
alcune centinaia di kW. ' Compressori centrifughi: in essi l''effetto di compressione è dovuto alla forza centrifuga esercitata sul gas da un elemento girante a velocità
relativamente elevata; all''effetto di spinta centrifuga si aggiunge la
trasformazione, a valle della girante, dell''energia cinetica acquistata dal
gas in energia di pressione per progressiva riduzione di velocità in un
elemento diffusore. Perciò essi trasferiscono l''energia cinetica,
proveniente dal movimento rotatorio delle palette, al refrigerante, con
conseguente innalzamento della pressione. I compressori centrifughi
trovano impiego nelle macchine di grande potenzialità (ordine di
grandezza 1 MW). Le prestazioni del compressore sono caratterizzate dal suo rendimento
isoentropico, così definito:
Il rendimento isentropico della compressione ηis è il rapporto fra il lavoro ideale che si sarebbe avuto con una compressione adiabatica reversibile (quindi senza
aumenti di entropia) e quella che invece si ha nel processo reale. Quanto Descrizione delle pompe di calore 11 migliore è il rendimento isentropico tanto minore è il lavoro di compressione
che si deve fornire alla macchina a parità di servizio.
Un aspetto importante relativo al compressore è la modulazione di potenza,
necessaria quando la pompa di calore deve trattare carichi parziali. In tal caso,
per altro frequente, il compressore fornisce e assorbe una potenza inferiore alla
potenza nominale. La modalità più semplice per adattare la potenza della
macchina al carico richiesto è la cosiddetta regolazione in attacca-stacca o in
ON-OFF, che però presenta vari svantaggi, tra cui la riduzione del COP della
pompa di calore, il possibile disagio dovuto a oscillazioni di temperatura in
ambiente, l''invecchiamento precoce del motore elettrico e la presenza di sbalzi
di tensione. La modalità di parzializzazione considerata più efficace è la
variazione continua della velocità di rotazione del compressore, ottenibile
mediante un inverter, che è in grado di modificare la frequenza della corrente
elettrica alternata. In tal caso si presentano diversi vantaggi, come il benessere in
ambiente dovuto al fatto che si fornisca istante per istante il carico richiesto,
l''assenza di sbalzi di tensione, il maggior rendimento del sistema, con valori di
COP ai carichi parziali anche migliori che a carico nominale. Quest''ultimo
aspetto si verifica perché a carico ridotto le portate di refrigerante che devono
trarre calore dall''evaporatore e fornirlo al condensatore sono minori e quindi,
con le superfici di scambio disponibili, le differenze di temperatura si riducono e
il ciclo diventa più favorevole. Gli inconvenienti legati all''adozione dell''inverter
sono ovviamente il maggiore costo e un assorbimento di potenza dovuto alle
trasformazioni sulla corrente elettrica che riduce il rendimento di qualche punto
percentuale al carico nominale della macchina.

1.2.2 Condensatore ed evaporatore
Il condensatore e l''evaporatore sono gli elementi preposti allo scambio termico
del refrigerante, da una parte con l''ambiente interno, dall''altra con il pozzo
termico. Nelle macchine a ciclo invertibile vengono scambiati i ruoli dei due
scambiatori fra il funzionamento estivo e quello invernale. In inverno l''effetto
termico utile si ha al condensatore, dove il fluido termovettore per il
riscaldamento dell''ambiente assorbe il calore di condensazione rilasciato dal
fluido refrigerante; in estate l''effetto utile è all''evaporatore, nel quale il fluido
termovettore per il raffrescamento dell''ambiente cede calore al fluido
refrigerante, affinché evapori.

L''andamento dello scambio termico nel condensatore è il seguente: dapprima il
vapore di fluido refrigerante viene desurriscaldato, con rilevante discesa di
temperatura, poi si ha la condensazione dello stesso a temperatura costante e
infine si ha un parziale sottoraffreddamento. In corrispondenza di questi
passaggi, il fluido termovettore che attraversa il condensatore si riscalda
progressivamente. Capitolo 1
12
Le caratteristiche costruttive degli scambiatori dipendono principalmente dalla
natura delle sorgenti calda e fredda; ovvero, se viene utilizzata l''aria o l''acqua
(di falda o proveniente da un circuito chiuso geotermico). Le famiglie di
scambiatori di calore possono essere quindi suddivise in: scambiatori
refrigerante/aria e scambiatori refrigerante/acqua.
' Scambiatori refrigerante/aria: Vengono generalmente utilizzate batterie a tubo alettato che garantiscono un maggior coefficiente di scambio
termico dovuto alla maggiore superficie di contatto tra i due fluidi.
Questi scambiatori sono comunemente raggruppati in batterie a pacco
dove il fluido refrigerante scorre all''interno di uno o più ranghi di tubi
mentre l''aria attraversa trasversalmente la superficie alettata. La
geometria e il materiale delle alette variano a seconda dell''applicazione e
del tipo di refrigerante utilizzato all''interno del ciclo; possono essere in
alluminio, in rame, o con ricopertura di stagno in presenza di problemi di
corrosione. ' Scambiatori refrigerante/acqua: Quando lo scambio termico avviene tra due liquidi possono essere utilizzati gli scambiatori a piastre. Questi
componenti sono costituiti da piastre saldo brasate in modo da creare due
circuiti separati percorsi in controcorrente dai fluidi, sono sistemi
compatti e con una buona efficienza di scambio. Negli impianti di grandi
dimensioni possono essere anche impiegati gli scambiatori a fascio
tubiero che sono costituiti da un mantello percorso all''interno da tubi in
parallelo.
1.2.3 Organo di laminazione
La valvola di laminazione è il dispositivo atto a ridurre la pressione del
refrigerante da quella di condensazione a quella di evaporazione. Tale
operazione induce nel fluido una parziale evaporazione: il fluido entrante è
liquido mentre in uscita si ottiene una miscela composta da liquido saturo con un
piccolo titolo di vapore.
Nel funzionamento della pompa di calore a compressione (o della macchina
frigorifera) è, infatti, indispensabile che, per collegare il condensatore a più alta
pressione e l''evaporatore a più bassa pressione, sia inserita una strozzatura che
consenta, data la portata volumetrica che il compressore è in grado di elaborare,
di mantenere il dislivello di pressione. Perciò la strozzatura deve lasciar passare
la quantità di refrigerante che il compressore sta elaborando a fronte della caduta
di pressione del ciclo. L''organo di laminazione è generalmente costituito a una
valvola termostatica, che può avere gradi diversi di apertura in funzione di un
segnale di comando, fornito di solito dal grado di surriscaldamento all''uscita
dell''evaporatore. Qualora il grado di surriscaldamento tenda a crescere viene
esercitata una maggiore pressione sul soffietto che fa scendere la valvola e
consente l''ingresso di una maggiore quantità di refrigerante; ciò riduce il grado Descrizione delle pompe di calore 13 di surriscaldamento. Qualora invece il grado di surriscaldamento scenda rispetto
al valore prefissato, vi sarà una minore pressione sul soffietto e di conseguenza
la valvola tenderà a chiudere; in questo modo una minore quantità di
refrigerante passerà nell''evaporatore e il grado di surriscaldamento aumenterà.
Per ovviare alle limitazioni e inefficienze delle valvole termostatiche (il
dislivello di pressione e temperatura nel ciclo deve essere sufficientemente
elevato per avere un buon funzionamento della valvola), si è ricorsi
recentemente alle valvole di laminazione di tipo elettronico nelle quali la
posizione della valvola è comandata da un microprocessore con un motorino
passo per passo.

1.2.4 Fluido refrigerante
Il fluido frigorigeno, o refrigerante, è il fluido di lavoro nel ciclo di una pompa
di calore. Questo fluido assorbe calore da un ambiente durante la fase di
evaporazione, per poi riversarlo in un altro, durante quella di condensazione.
Il fluido frigorigeno è un componente fondamentale della pompa di calore. La
scelta del fluido dipende dal miglior compromesso tra le proprietà termofisiche
dello stesso e le esigenze del ciclo e dei vari componenti. In generale, un
refrigerante deve soddisfare diversi requisiti riguardanti le buone proprietà di
scambio termico, la stabilità chimica nelle condizioni di utilizzo, la non
infiammabilità e la bassa tossicità per alcune specifiche applicazioni.
Le prime applicazioni nel campo della refrigerazione hanno visto l''utilizzo dei
fluidi naturali, anidride carbonica e ammoniaca, che presto sono stati però
sostituiti da quelli artificiali, come i clorofluorocarburi (CFC), gli
idroclorofluorocarburi (HCFC), gli idrofluorocarburi (HFC) o le miscele (come
l''R407C o l''R410A). I sempre più stringenti requisiti per la tutela dello strato di
ozono hanno però portato a bandire entro il 2030 i fluidi contenenti cloro ed
entro il 2015 l''utilizzo degli HCFC, tra cui l''R22. Si è posto dunque il problema
della sostituzione di questo fluido che era il più comunemente usato negli
impianti di climatizzazione.
I clorofluorocarburi e gli idroclorofluorocarburi sono derivati di metano, etano
e propano. Essi sono identificati con la lettera R seguita da due o più cifre che
permettono di valutare il numero di atomi di idrogeno, fluoro e cloro presenti
nel composto (eventuali isomeri sono identificati dall''aggiunta di una ''a' a
seguito delle cifre). Alcuni composti non sono utilizzabili come refrigeranti
poiché tossici o infiammabili o perché possiedono un lungo periodo di
decadimento/dissociazione in atmosfera. Negli anni sono stati banditi e sono in
fase di dismissione alcuni fluidi, come R11, R12 e R22, a causa del loro
contributo nella formazione dell''effetto serra e nella distruzione dell''ozono. Un
buon impiego è associato agli idro-fluoro-carburi, che hanno una ridotta
solubilità con gli oli minerali.
Attualmente i fluidi maggiormente impiegati nelle pompe di calore sono le
miscele pluricomponente della serie R400. Si tratta di miscele zeotropiche in cui Capitolo 1
14
il numero è caratteristico dei componenti della miscela, mentre diverse
combinazioni degli stessi componenti sono distinte con lettere maiuscole
successive. In una miscela non tutti i componenti sono caratterizzati da eguale
volatilità; ad ogni pressione può esistere una zona dove il comportamento della
miscela è azeotropo: ossia si comporta come una sostanza pura; altrove il
comportamento è, invece, zeotropo. Quando viene riscaldata una miscela
zeotropica si ha inizialmente un incremento di temperatura, poi, al
raggiungimento della linea di bolla, la miscela comincia ad evaporare, ma con
una composizione del vapore diversa da quella iniziale, poiché il vapore si
arricchisce del componente più volatile della miscela. Di conseguenza, la
miscela liquida sarà invece più ricca del componente meno volatile. Quando poi
tutta la miscela è passata alla fase vapore riacquisisce la composizione iniziale.
Andamento analogo si riscontra a ritroso nel processo di condensazione della
miscela. Per una miscela zeotropa il cambiamento di fase ad una certa pressione
non avviene a temperatura costante, bensì con una differenza di temperatura
(glide) che può essere di alcuni gradi. Lo svantaggio di tali miscele è dovuto al
fatto che un''eventuale perdita di refrigerante ha luogo con composizione
prevalente nel componente più volatile e quindi risulta alterata la proporzione
originaria.
Una miscela largamente impiegata, poiché quasi azeotropica e avente un elevato
indice di prestazione energetica è l'' R410A, che è una miscela di idro-fluoro-
carburi. L''R410A è utilizzato negli impianti di nuova realizzazione anche a
causa della sua adattabilità ai sistemi che prevedono inversione di ciclo. Altre
miscele che hanno sostituito l''R22 sono l''R407C e l''R134a.
La crescente preoccupazione per la tutela e la sostenibilità ambientale ha
riportato l''interesse sui fluidi naturali, innocui nei confronti della biosfera, come
gli idrocarburi (propano, butano e propilene), l''ammoniaca e l''anidride
carbonica. L''anidride carbonica, refrigerante naturale, trova impiego in
applicazioni che richiedono acqua ad alta temperatura (produzione di acqua
calda sanitaria o processi industriali), tuttavia il ciclo con anidride carbonica
presenta un''elevata pressione critica e una bassa temperatura critica. Queste
caratteristiche impongono il ricorso ad un ciclo transcritico in cui non vi è
condensazione del vapore, ma si opera sempre al di sopra della pressione critica
tramite un ''gas cooler', uno scambiatore che raffredda il vapore prima della
laminazione, con problematiche impiantistiche rilevanti.

1.2.5 Sorgenti
Le sorgenti termiche dalle quali il calore può essere prelevato sono costituite
tipicamente dall''aria esterna, dalle acque superficiali e dal sottosuolo. Ciò
qualifica rispettivamente come aerotermiche, idrotermiche e geotermiche le
pompe di calore che le utilizzano. Come i vettori energetici, anche le sorgenti
presentano ciascuna caratteristiche peculiari. Descrizione delle pompe di calore 15 L''aria ha a suo favore un''inarrivabile facilità di utilizzo, essendo disponibile
ovunque e senza particolare sforzo. Le prestazioni delle macchine aerotermiche
sono però molto variabili con il clima della località di installazione, si ha poi il
problema della formazione di ghiaccio sull''evaporatore che, limitando lo
scambio termico con la sorgente, pregiudica l''efficienza della pompa di calore.
Inoltre, per conseguire uno scambio termico adeguato è in genere necessario
disporre di superfici consistenti e/o di grandi portate d''aria e questo obbliga
quasi sempre ad accettare un compromesso fra ingombro della macchina e
rumore dei ventilatori.

Le acque di superficie, rappresentate dal mare, da laghi, fiumi e altri corsi
d''acqua, presentano in generale livelli di temperatura più stabili e idonei all''uso
di pompe di calore rispetto all''aria. La loro fruibilità è però ristretta alle località
costiere, con l''ulteriore limitazione, nel caso dei fiumi, della variabilità
stagionale della portata e della presenza di contaminanti e di solidi in
sospensione. Inoltre, nel caso di acque salmastre, il rischio di corrosione implica
il ricorso a materiali pregiati per la costruzione degli scambiatori di calore.
Infine, vanno considerati i costi delle opere di prelievo e di scarico, l''eventuale
presenza di vincoli all''utilizzo della risorsa e la complessità degli iter
autorizzativi.

Anche il terreno rappresenta una sorgente termica interessante, in genere con
caratteristiche migliori e più stabili dell''aria, nonché più disponibile delle acque
superficiali. In questo caso, lo sfruttamento della sorgente avviene secondo due
modalità: ' in circuito aperto, emungendo acqua dalla falda attraverso un pozzo ed estraendo da questa il calore necessario, prima di restituirla alla falda
stessa mediante un altro pozzo o di scaricarla, se consentito, in un corso
d''acqua superficiale; ' in circuito chiuso, inserendo nel terreno delle sonde di geoscambio con sviluppo verticale o orizzontale, mediante le quali è possibile catturare
calore dal terreno, senza prelievo di acqua. Entrambe le modalità presentano aspetti positivi ma anche qualche problema.
L''uso diretto del calore dell''acqua di falda consente di raggiungere i rendimenti
termodinamici più elevati, ma non vanno trascurati i consumi delle pompe di
sollevamento che variano in funzione della profondità della falda e della cura
manutentiva riservata ai filtri di depurazione, i quali devono essere
periodicamente liberati dal limo trascinato in sospensione. Inoltre, anche per
l''uso dell''acqua di falda va messa in conto la richiesta di numerose
autorizzazioni, oltre alla verifica della disponibilità della stessa e della
possibilità di emungerla. Con i sistemi a circuito chiuso si riducono
significativamente i consumi di pompaggio, non è più richiesta la filtrazione
dell''acqua ed anche l''iter autorizzativo risulta in genere semplificato. Tuttavia, Capitolo 1
16
in questo caso per assicurare la persistenza a lungo termine della risorsa
geotermica è necessaria un''attenzione particolare al dimensionamento e alla
realizzazione del campo sonde che impatta in misura importante sui costi di
impianto.

1.3 Indici di prestazione

L''efficienza di una pompa di calore è definita dal rapporto tra l''effetto utile e
l''energia spesa per ottenere tale effetto. Poiché in modalità riscaldamento
l''effetto utile è rappresentato dall''energia termica fornita, mentre in
raffrescamento è l''energia termica sottratta all''ambiente climatizzato, si
utilizzano due indicatori differenti: rispettivamente il COP (Coefficient Of
Performance) e l''EER (Efficiency Energy Ratio). Il valore assunto da questi
indicatori è fortemente influenzato dalle condizioni in cui opera la macchina, in
particolare dalle due temperature, di evaporazione e di condensazione, e dal
fattore di carico.

Il COP, come anche l''EER, è un indice adimensionale, dato che si può
interpretare come il rapporto fra la potenza termica fornita, o nel caso dell''EER
sottratta, dalla macchina (espressa in W) e la potenza elettrica da fornire al
compressore (anch''essa espressa in W). Come già specificato, il COP e l''EER
dipendono dalle temperature del ciclo ed è interessante conoscere il loro valore
stagionale che è legato all''andamento delle temperature della sorgente fredda o
calda e del calore prodotto o sottratto nel corso della stagione di riscaldamento o
raffrescamento. COP ed EER dipendono anche dal grado di parzializzazione
della macchina e, quindi, dal suo dimensionamento rispetto al carico di progetto
e, per le pompe di calore che operano usando l''aria esterna come sorgente,
dall''umidità dell''aria. Infatti, in funzionamento invernale, in base all''umidità
dell''aria e alla temperatura, si possono avere dei cicli di sbrinamento che
peggiorano le prestazioni della macchina.

Un altro parametro che definisce le prestazioni della pompa di calore è la
potenza termica disponibile. Anche la potenza termica della macchina dipende,
a parità di velocità di rotazione del compressore, dalle temperature. Infatti il
compressore è normalmente una macchina volumetrica che, ad una certa
velocità di rotazione, elabora una portata volumetrica fissata di refrigerante.
Qualora si abbia un abbassamento nella temperatura di evaporazione, la portata
massica di conseguenza diminuisce, dato il maggiore volume specifico del
vapore di refrigerante; in tal modo si riduce anche la potenza termica resa
disponibile. Questo vale generalmente anche per un aumento della temperatura
di condensazione, dato che il rendimento volumetrico del compressore tende a
diminuire. Descrizione delle pompe di calore 17 Frequentemente la pompa di calore è di tipo ''invertibile' (si possono scambiare
i ruoli di evaporatore e condensatore) e in tal caso risulta utile conoscere le sue
prestazioni nel funzionamento frigorifero, specificate dall''EER.
Per il ciclo di Carnot inverso vale la seguente relazione:

Quindi il COP ideale è sempre maggiore dell''EER ideale. Ciò avviene perché,
in regime di riscaldamento, l''energia spesa per alimentare il compressore
concorre all''effetto utile. Nella realtà, però, è assai raro avere le medesime
temperature in regime di riscaldamento e di raffrescamento; in particolare, nei
nostri climi, in raffrescamento le macchine lavorano in condizioni più favorevoli
per cui generalmente si ottengono valori di EER simili, se non superiori, a quelli
ottenuti per i COP.
In particolare per il ciclo di Carnot inverso si ha:
Figura 1.6: Indici di prestazione COP ed EER in funzione delle Tcond e Tevap [6] Dalle formule si osserva che COP ed EER aumentano al diminuire del 'T e
quindi risultano maggiori nel caso di temperature di evaporazione elevate e
temperature di condensazione ridotte (Figura 1.6). Questo è vero non solo per un
ciclo ideale ma anche per una macchina reale. Da tale considerazione si
comprende l''attenzione rivolta alla scelta della sorgente termica. Infatti, in
modalità riscaldamento, specialmente nei climi freddi, può risultare conveniente
ricorrere a sorgenti alternative all''aria esterna quali, ad esempio, il terreno o
l''acqua di mare o di lago, che consentono di avere una temperatura di Capitolo 1
18
evaporazione più elevata. Inoltre, si intuisce il vantaggio del collegamento con
sistemi di emissione a bassa temperatura, che permettono di ridurre la
temperatura di condensazione, come i pannelli radianti e, in misura minore, i
ventilconvettori. La regolazione a compensazione climatica permette, inoltre, di
avere benefici, infatti, essa consiste nel diminuire la temperatura di
condensazione all''aumentare della temperatura esterna in maniera tale da
incrementare l''efficienza senza compromettere il comfort.
Per quanto riguarda la modalità raffrescamento, si possono fare commenti
analoghi, ribaltando però il punto di vista: l''efficienza aumenta incrementando
la temperatura di evaporazione e al diminuire della temperatura della sorgente
esterna (condensazione).

Le prestazioni delle pompe di calore dipendono non solo dalle temperature a cui
opera il ciclo ma anche dal fattore di carico. In particolare è lecito attendersi una
diminuzione delle prestazioni qualora la potenza termica richiesta dall''edificio
risulti inferiore alla potenza minima che la macchina può erogare in continuo.
Infatti in queste condizioni, la macchina è costretta a ricorrere a cicli di
accensione e spegnimento che ne riducono l''efficienza, poiché ad ogni
avviamento la macchina deve ristabilire il livello delle pressioni nel ciclo e,
inoltre, durante i periodi di off continuano ad essere presenti consumi parassiti.
Per evitare continui cicli di accensione/spegnimento è possibile dotare la
macchina di più compressori, di compressori pluristadio o di compressori a
velocità variabile. Quest''ultima opzione è quella maggiormente adottata: i
compressori vengono corredati di un inverter che varia la velocità del
compressore in funzione del carico termico, riducendo, quando necessario, sia la
potenza erogata sia quella assorbita fino a che viene raggiunta la velocità
minima del compressore. Quando il compressore lavora a velocità ridotta si
osserva un vantaggio a cui si è precedentemente accennato: con il carico
parzializzato gli scambiatori di calore risultano sovradimensionati in relazione
alla potenza termica scambiata, perciò si riduce la differenza di temperatura fra
evaporazione e condensazione e ciò comporta un beneficio a favore
dell''efficienza complessiva della macchina.

Un ulteriore aspetto che influenza le prestazioni delle macchine aerotermiche è
rappresentato dai cicli di sbrinamento. Quando una macchina ad aria funziona in
modalità riscaldamento può capitare che vi sia formazione di brina sulla
superficie dello scambiatore esterno (evaporatore). Questo fenomeno avviene
quando la temperatura superficiale è inferiore sia al punto di congelamento
dell''acqua sia al punto di rugiada dell''aria umida. Agendo come isolante e
riducendo il passaggio dell''aria, la brina accumulatasi comporta un degrado
delle prestazioni e, in particolare, un progressivo abbassamento della
temperatura di evaporazione che potrebbe causare danni anche gravi al
compressore. Per evitare ciò sono necessari periodici cicli di sbrinamento; Descrizione delle pompe di calore 19 attualmente la tecnica di sbrinamento più diffusa consiste nell''inversione del
ciclo: il flusso del refrigerante è invertito in modo che il gas caldo uscente dal
compressore attraversi l''evaporatore e sciolga la brina. Va da sé che in tal modo
parte del calore è sottratto all''edificio, dunque si può verificare un
peggioramento del comfort interno e si provoca una diminuzione del COP,
poiché il compressore continua a funzionare anche quando non è fornito calore
all''edificio. Un''altra possibilità prevede di effettuare un''iniezione di gas caldo
proveniente dal compressore verso la batteria esterna. Questa modalità provoca
minori disagi nel locale riscaldato, infatti non vi è effetto frigorifero nel locale
riscaldato, ma manca comunque una quota della potenza del riscaldamento. Si
hanno, però, tempi più lunghi di sbrinamento e costi energetici più elevati.
In generale lo sbrinamento comporta un costo energetico che può superare anche
il 10% di quanto fornito dalla macchina con un andamento molto dipendente
dalla situazione climatica. La formazione di brina risulta massima nel campo di
temperature esterne da 5°C fino a 0°C.

La reversibilità, ossia la capacità di un apparecchio di soddisfare sia il servizio
di riscaldamento sia quello di raffrescamento, è un vantaggio che può aiutare a
ridurre i costi di investimento degli impianti. Tuttavia, è opportuno sottolineare
che le macchine progettate per funzionare su una singola stagione possono
raggiungere prestazioni più elevate. Infatti, in modalità riscaldamento, la
macchina lavora con un rapporto di compressione maggiore rispetto a quanto
avviene in modalità raffrescamento. Pertanto, nelle unità reversibili, la scelta del
compressore è frutto di un compromesso tra quella che sarebbe stata la
soluzione ideale nel caso di funzionamento solo estivo o solo invernale. Inoltre,
è probabile che in una delle due stagioni la macchina risulti sovradimensionata a
scapito dell''efficienza. Ad eccezione delle acqua-acqua, una macchina, per
funzionare in entrambe le modalità, deve essere dotata di organi aggiuntivi come
la valvola a quattro vie per permettere l''inversione del ciclo e di accorgimenti
costruttivi necessari al fine di escludere il possibile arrivo di liquido
all''aspirazione del compressore. Questi elementi contribuiscono ad aumentare
le perdite di carico all''interno del circuito frigorifero. Infine nelle macchine aria-
acqua, i due flussi (refrigerante e acqua di impianto) possono essere in
controcorrente, e quindi con massima efficienza di scambio termico, solo in una
delle due modalità di funzionamento.

Come visto, quindi, le prestazioni di una pompa di calore variano fortemente in
funzione delle condizioni di lavoro; ciò rende meno semplice il confronto tra
diverse unità. Per questo vengono valutati indici stagionali, che considerano sia
la temperatura della sorgente termica, sia il fattore di carico della macchina. Per
questi indici si suole anteporre una ''S', con il significato di seasonal, agli
indicatori COP ed EER (SCOP e SEER) o, in alternativa, si usa la sigla SPF
(Seasonal Performance Factor). Capitolo 1
20
Per il calcolo dello SCOP si procede moltiplicando i carichi termici ad ogni
intervallo di temperatura di funzionamento per il numero di ore degli intervalli
in questione, poi si sommano i prodotti ottenuti e infine si divide tale somma per
il prodotto della potenza elettrica assorbita per i vari intervalli. Lo stesso
procedimento si adotta per valutare il SEER, considerando però i carichi
frigoriferi.

1.4 Pompe di calore e fonte rinnovabile

1.4.1 Quota rinnovabile
La pompa di calore è un dispositivo che innalza il livello termico di energia
altrimenti non utilizzabile. Per fare questa operazione, nel pieno rispetto del
secondo principio della termodinamica, deve ricorrere ad energia meccanica o
elettrica, o energia termica a più alta temperatura. Quindi una quota dell''energia
termica resa disponibile dalla pompa di calore si può considerare di fonte
rinnovabile, mentre la quota rimanente no. Il Decreto legislativo 28 del 2011 dà
a questo proposito un''indicazione per pompe di calore che utilizzino come
sorgente termica una fonte naturale. Si considera, in particolare l''SPF (Seasonal
Performance Factor), che è definito come il rapporto fra l''energia utile Qc resa disponibile nel corso della stagione di riscaldamento e l''energia meccanica o
elettrica L richiesta per il funzionamento della macchina, ossia rappresenta il
fattore di rendimento medio stagionale della pompa di calore:

La quantità di energia aerotermica, idrotermica o geotermica catturata dalle
pompe di calore da considerarsi energia da fonti rinnovabili ai fini del decreto
legislativo, ERES, è calcolata con la seguente formula: ( )
Con Qusable pari a Qc ossia il calore prodotto dalla macchina. Sono prese in considerazione solo le pompe di calore aventi SPF tale che:


Con η dato dal rapporto tra la produzione totale lorda di elettricità e il consumo
di energia primaria per la produzione di energia; ossia il rendimento medio del
Sistema Elettrico Nazionale. Descrizione delle pompe di calore 21 Applicando il primo principio della termodinamica alla pompa di calore si nota
che l''ammontare di energia rinnovabile è data dalla differenza fra l''energia resa
utile e il lavoro necessario per il funzionamento della macchina:

1.4.2 Emissioni e vantaggi nell''ottica del Piano 20-20-20
La climatizzazione degli edifici è un settore fortemente energivoro, che assorbe
un terzo dei consumi negli usi finali. ', però, possibile agire con interventi sia
sull''involucro dell''edificio sia sugli impianti tecnologici in modo da ridurre
sensibilmente i consumi di energia primaria e di conseguenza le emissioni di
anidride carbonica. In questo contesto le pompe di calore sono uno dei sistemi
più efficienti per ottenere un elevato risparmio energetico nel rispetto
dell''ambiente. Ciò ben si accorda con gli obiettivi introdotti dal piano d''azione
per l''efficienza energetica, ideato dalla Commissione Europea nel 2007, che
prevede di far fronte alla preoccupazione derivante dall''approvvigionamento di
combustibili fossili e agli effetti insostenibili del cambiamento climatico dovuti
alle emissioni di biossido di carbonio e altri gas equivalenti provenienti dalla
combustione. Il piano, comunemente nominato 20-20-20 (o Protocollo di
Kyoto), impone una riduzione del 20% dei consumi energetici, da ottenere
sfruttando tecnologie ad alta efficienza energetica, il 20% di utilizzo di fonti
rinnovabili e una riduzione del 20% delle emissioni; il tutto entro l''anno 2020.

La tecnologia delle pompa di calore sfrutta il calore ambiente, ossia l''energia
contenuta nell''ambiente, che è un''energia a bassa entalpia esistente in modo
naturale nell''aria, nell''acqua e nel suolo. Infatti le pompe di calore sono
considerate ''rinnovabili' per la quota parte di energia sottratta all''aria o
all''acqua o a suolo e quindi possono contribuire anche al raggiungimento
dell''obiettivo dell''utilizzo di almeno il 20% di energie rinnovabili entro il 2020.
Le pompe di calore e i diversi tipi di impianti di climatizzazione con esse
realizzabili costituiscono una vera alternativa ai sistemi tradizionali a
combustione per l''enorme risparmio di energia che esse consentono e per la
conseguente riduzione delle emissioni nocive all''uomo e all''ambiente. Queste
macchine presentano diversi vantaggi, tra cui la possibilità di avere e gestire un
unico impianto per la produzione di caldo, freddo e acqua calda sanitaria.
Offrono, inoltre, un risparmio considerevole di energia primaria (dal 40% al
60%) nel riscaldamento invernale rispetto ai sistemi tradizionali a combustibile
fossile, con conseguente riduzione equivalente delle emissioni serra e, dunque,
miglioramento della qualità dell''aria nelle aree urbane, a causa dell''assenza di
emissioni inquinanti in atmosfera in loco. Tuttavia, il costo della bolletta
elettrica risente di oneri fissi che attenuano o pregiudicano la convenienza
economica della pompa di calore nel caso di fabbisogni limitati o di sola
domanda di riscaldamento. Si può affermare che la convenienza di una pompa di Capitolo 1
22
calore si basa su una combinazione fra i seguenti fattori, fortemente dipendenti
dalla zona climatica in cui è situato l''edificio: risparmio sui costi di esercizio,
che aumenta all''aumentare del fabbisogno invernale ed estivo (una tecnologia
efficiente sarà tanto più conveniente quanto più viene utilizzata) e potenze di
progetto invernale ed estiva che, più sono vicine fra loro, più consentono di
dimensionare la macchina in maniera bilanciata fra le due stagioni di
funzionamento. Inoltre, va evidenziato che la pompa di calore geotermica ha in
generale rendimenti più elevati rispetto a una pompa aerotermica e amplifica
l''utilizzo di energia rinnovabile e la riduzione dei consumi di energia primaria e
delle emissioni di CO2. Essa, però, presenta costi di installazione molto alti che, con i fabbisogni di climatizzazione non elevati, la rendono poco interessante dal
punto di vista economico rispetto sia ad una caldaia a condensazione sia ad una
pompa di calore aerotermica.

1.5 Analisi exergetica della pompa di calore

L''analisi exergetica consente di studiare sistemi energetici complessi facendo
riferimento al binomio sistema-ambiente. La grandezza exergia permette di
scrivere un unico bilancio che tiene conto del primo e del secondo principio
della termodinamica. Tramite l''exergia si ha l''obiettivo di conoscere quanto si
possa ottenere da un sistema che sta in un ambiente. L''ambiente, che è
l''atmosfera di riferimento, è caratterizzato da una pressione Pa pari a 1 bar o 1 atm, e da una temperatura Ta, che può essere scelta pari a un valore compreso tra 20°C e 25°C. un sistema in equilibrio con l''ambiente ha un contenuto exergetico
nullo. L''analisi exergetica, infatti, considera calore e lavoro al netto degli
scambi con l''atmosfera.
In presenza di uno scambio termico si definisce l''exergia da calore. Si considera
una portata ' di fluido che si scalda passando da Ti a Tu a fronte di un ingresso di calore Q; l''exergia da calore associata al sistema è:
' ' ' ' ( ) ' ( )
Si è esplicitata l''espressione dell''exergia considerando che il fluido sia un gas
perfetto. Inoltre si ha una trasformazione isobara, per cui Pu=Pi e l''ultimo termine si annulla.
Qualora invece il fluido fosse un liquido perfetto, l''exergia si esprimerebbe nel
modo seguente:
Descrizione delle pompe di calore 23 ' ' ' ' ( ) '
Per cui, annullando l''ultimo termine a causa dell''invarianza della pressione nella
trasformazione, si nota che la variazione di exergia per un''isobara ha la stessa
espressione per il gas perfetto e per il liquido perfetto (con il calore specifico del
fluido cp o c). Dunque l''exergia da calore è:
' ' ( ( ) )
Con ': calore scambiato per unità di tempo. ' ' L''espressione dell''exergia da calore è, perciò, la seguente:
' ' ( ) '
Con detto fattore di Carnot.
Se si ha un liquido o un gas perfetto che subisce una trasformazione isobara, la
variazione di exergia associata si può esprimere come exergia da calore alla
temperatura media logaritmica Tm,ln del fluido stesso. ' necessario esplicitare che se la temperatura media del fluido è maggiore della
temperatura ambiente il calore scambiato nell''unità di tempo e l''exergia da
calore sono concordi (entrambi uscenti o etranti nel sistema); se, invece la
temperatura media del sistema è inferiore rispetto alla temperatura ambiente,
calore scambiato ed exergia sono discordi.
Il bilancio exergetico prevede che l''exergia in ingresso al sistema considerato
eguagli l''exergia in uscita sommata all''exergia distrutta durante il processo in
questione. Applicando il bilancio exergetico al sistema ciclico della pompa di
calore si possono analizzare tre situazioni a seconda che la sorgente a
temperatura Tc che cede calore al refrigerante che evapora, si trovi ad una temperatura maggiore, minore o uguale alla temperatura ambiente.

Se Tc >Ta il bilancio è: Capitolo 1
24
' ' ' '
Con ' pari all''energia elettrica assorbita dal compressore della pompa di calore, ' exergia distrutta nel processo, ' e ' exergie da calore legate, rispettivamente agli scambi termici con l''evaporatore e col condensatore
della macchina.
Il rendimento exergetico, in questo caso, è:
' ' '
Se Tc <Ta il bilancio exergetico è: ' ' | ' | '
Infatti mentre il fluido refrigerante della macchina riceve calore in ingresso a
livello dell''evaporatore, l''exergia da calore associata è discorde e quindi
uscente.
Il rendimento exergetico è:
' | ' | '
Ma ' è circa nullo perché Tc è comunque molto vicina a Ta in genere. Se, infine Tc =Ta il bilancio sarebbe il seguente: ' ' '
E il rendimento exergetico:
' '
Infatti, essendo la sorgente fredda in equilibrio con l''ambiente, il suo contenuto
exergetico è nullo e ' .
' possibile effettuare un confronto exergetico fra diversi sistemi asserviti alla
produzione di calore.
La caldaia ha un ingresso di combustibile, con la sua exergia associata ( ' ) e un''uscita di exergia da calore; il suo bilancio exergetico è il seguente:
Descrizione delle pompe di calore 25 ' ' '
Il rendimento exergetico della caldaia risulta:
' '
Esplicitando i termini presenti: l''exergia da calore è il prodotto del calore
scambiato nell''unità di tempo e del fattore di Carnot, mentre l''exergia entrante
col combustibile è data dal rapporto fra la potenza termica prodotta e il
rendimento di primo principio della caldaia. Per cui si ha:
' '
Il riscaldamento elettrico prevede che l''energia elettrica in ingresso alla
resistenza elettrica dia in uscita del calore dissipato per effetto Joule, perciò il
suo bilancio exergetico è il seguente:
' ' ' Con l''exergia da calore data dal prodotto fra la potenza termica fornita e il
fattore di Carnot e il contributo elettrico in ingresso ' riportato all''energia primaria impiegata facendo il rapporto fra la potenza elettrica entrante nella
resistenza e il rendimento elettrico del sistema nazionale. Il rendimento
exergetico è, quindi:
' '
Per cui, considerando che la potenza elettrica ' entrante viene tutta trasformata in potenza termica ', si ha:
Una pompa di calore che lavora con la sorgente fredda a temperatura inferiore
rispetto alla temperatura ambiente ha un rendimento exergetico pari a
(trascurando l''exergia da calore legata allo scambio con l''evaporatore e Capitolo 1
26
riportando il contributo elettrico in ingresso alla quota di energia primaria
impiegata):
' ' ' '
Per fare un confronto tra i rendimenti exergetici trovati, si possono attribuire dei
valori ai termini esplicitati: il rendimento elettrico nazionale è circa pari a 0,46,
il rendimento della caldaia (di primo principio) è circa 0,9, il COP della pompa
di calore può essere preso pari a un valore medio di 2,6. Dunque i rendimenti
exergetici, che danno idea della qualità dell''energia in gioco, sono:

I risultati ottenuti denotano che la miglior fonte per il riscaldamento dal punto di
vista exergetico è la pompa di calore.

Se si volesse fare un confronto diretto fra caldaia e pompa di calore, si ha che il
rendimento exergetico della pompa di calore supera quello della caldaia, a parità
di condizioni al contorno, quando il COP della pompa di calore supera il valore
di 1,96:

Considerando le moderne caldaie a condensazione risulta ragionevole attribuire
loro un rendimento medio del 100%, per cui il COP minimo di convenienza di
utilizzo di una pompa di calore aumenta a 2,18.

1.6 Confronto economico tra pompa di calore e caldaia

Il suddetto paragone può essere effettuato anche a livello economico; si
considera il combustibile metano utilizzato dalle caldaie, che è conteggiabile
come energia primaria: esso ha un potere calorifico di circa 10 kWh/m3 e un
metro cubo di metano costa mediamente 0,80 '/m3. Per quanto riguarda
l''energia elettrica, utilizzata per il funzionamento delle pompe di calore, si ha
che il costo medio del kWh elettrico è di circa 0,25 '/kWh; per riportare il Descrizione delle pompe di calore 27 consumo di energia elettrica in consumo di energia primaria è necessario
considerare il rendimento medio del Sistema Elettrico Nazionale, pari a 0,458.

Per cui per ottenere 1 kWh elettrico si consumano 2,18 kWh di energia primaria.
Si confrontano ora dal punto di vista economico l''unità di energia primaria
utilizzata dalla caldaia e quella usata dalla pompa di calore.
Per la caldaia il gas metano è di per sé energia primaria:

Per la pompa di calore l''energia primaria è quella utilizzata nelle centrali
elettriche per la produzione di energia utile, poi entrante nella macchina stessa:

L''energia elettrica riportata all''energia primaria ha un costo superiore al gas
metano di 1,44 volte:

Dunque, affinché l''acquisto di energia connesso all''uso di una pompa di calore
convenga dal punto di vista economico rispetto alla caldaia, per la stagione
invernale, è necessario che la macchina vanti un COP superiore a 3,14:
Capitolo 2

Applicazioni delle pompe di calore e possibile
riqualificazione di impianti a radiatori

2.1 Principali applicazioni delle pompe di calore

2.1.1 Introduzione
L''interazione edificio-impianto è la reciproca influenza che ciascuno di questi
due sottosistemi esercita sull''altro, influenzandone l''efficacia e l''efficienza nello
svolgere il compito previsto. Le prestazioni energetiche di impianti a pompa di
calore dipendono dallo stato dell''involucro, dai tempi di occupazione e dalle
temperature impostate.

Riguardo al possibile impiego di una pompa di calore in un impianto, è
necessario tenere presente la rilevante sensibilità delle sue prestazioni alle
temperature massima e minima del ciclo. ' importante valutare con cura i
sistemi di riscaldamento, in modo da abbassare la temperatura di fornitura
dell'energia termica, cosa che avviene con l''uso di terminali come pavimenti e
soffitti radianti, o sistemi ad aria calda. Tuttavia non è precluso l''impiego di
terminali di impianto a radiatori, molto diffusi nell''edilizia esistente. ' vero che
i radiatori sono di solito dimensionati su di una temperatura di progetto di arrivo
dell''acqua a 70-80°C, che è al di sopra dei valori di impiego ordinario di una
pompa di calore. Di solito però nel riqualificare un edificio esistente si opera
anche un intervento di isolamento termico che riduce il carico di progetto
dell''edificio: rispetto ad un edificio non isolato, non è difficile pervenire ad una
riduzione del 50% nel carico di progetto; una simile riduzione consente di
mantenere i radiatori esistenti alle nuove temperature della pompa di calore,
senza doverli neppure maggiorare. Altri problemi con cui ci si deve confrontare
nei sistemi con pompa di calore sono dovuti a diverse temperature richieste
dall''impianto, sia per terminali di impianto differenti, nel caso di pompa di
calore al servizio di un edificio con svariate utenze diverse sia, più
comunemente, per la richiesta di acqua calda sanitaria con valori attorno a 50-
55°C e relativi scaldasalviette dei bagni. ' particolarmente rilevante l''influenza
della temperatura della sorgente fredda sulle prestazioni della pompa di calore,
in particolare COP e capacità di fornire potenza termica; infatti questi parametri
assumono un valore tanto maggiore quanto più aumenta la temperatura della
sorgente fredda. Valutando il COP stagionale della pompa di calore non solo vi
è una dipendenza dalla temperatura scelta per i terminali di riscaldamento, ma
anche dal peso che il riscaldamento dell''acqua sanitaria ha sul totale. Dal Capitolo 2
30
momento che all''aumentare delle caratteristiche di isolamento degli edifici i
carichi di riscaldamento si riducono in modo significativo, la tendenza è a un
peso crescente del carico dovuto all''acqua sanitaria con conseguenze non
trascurabili sul COP stagionale della pompa di calore nell''impianto.

Le prestazioni stagionali sono influenzate, oltre che dal clima, anche dall''età e
dalla tipologia dell''edificio. In particolare negli edifici più recenti e quindi
migliori sotto il punto di vista dell''isolamento termico le prestazioni sono
lievemente peggiori. Ciò avviene perché negli edifici maggiormente coibentati il
fabbisogno termico tende ad annullarsi nei giorni più miti e quindi, in media, gli
impianti lavorano con temperature dell''aria esterna più basse. Il fattore di forma
gioca il medesimo ruolo dell''isolamento dell''involucro, cosicché negli edifici
più dispersivi si ottengono risultati leggermente migliori. In tali edifici, tuttavia,
a parità di temperatura dell''acqua del circuito di climatizzazione è necessario
disporre di emettitori con una superficie maggiore. Altrimenti, per mantenere il
medesimo livello di comfort, è necessario innalzare la temperatura di
condensazione con una conseguente perdita di efficienza.
In generale, il fabbisogno di energia termica utile per riscaldamento si riduce
notevolmente per gli edifici più recenti, mentre quello per raffrescamento
rimane pressappoco costante. Pertanto il peso delle prestazioni estive aumenta
negli edifici più recenti.

Le prestazioni stagionali della pompa di calore dipendono anche dal
sovradimensionamento della stessa, dovuto allo sbilanciamento tra le potenze di
picco estiva e invernale; infatti la macchina risulta sovradimensionata nella
stagione meno severa con una conseguente cospicua riduzione delle prestazioni.
Comunque, le differenze climatiche che si osservano a livello stagionale per una
medesima località tendono a compensarsi su base annuale. Perciò a livello
annuale l''effetto di sbilanciamento-sovradimensionamento-calo delle prestazioni
è attenuato. Ciò avviene perché maggiore è lo sbilanciamento tra le potenze,
minore è il peso dei consumi della stagione meno severa su quelli annuali.

2.1.2 I terminali di impianto
Per il riscaldamento si possono utilizzare impianti solo idronici con corpi
scaldanti tradizionali (radiatori) o pannelli radianti. Si utilizzano anche impianti
solo idronici con ventilconvettori, oppure impianti misti con ventilconvettori e
UTA, o, infine, impianti a tutt''aria. La scelta del tipo di impianto ha
conseguenze importanti sui livelli di temperatura e dunque sulle prestazioni
delle pompe di calore. Il terminale più diffuso nel riscaldamento è il radiatore,
che è un corpo scaldante statico che scambia energia termica prevalentemente
per convezione, ma anche in parte significativa per irraggiamento. Nota
l''emissione di un radiatore ad un certo 'T calcolato rispetto alla temperatura Applicazioni delle pompe di calore e possibile riqualificazione degli impianti a radiatori 31 dell''aria dell''ambiente riscaldato, è possibile valutare l''emissione data quando il
'T varia tramite la seguente formula:
( )
Con n tipicamente pari a 1,3 secondo la norma UNI 10347; la differenza di
temperatura si calcola fra la temperatura media fra ingresso e uscita del radiatore
e la temperatura dell''aria dell''ambiente riscaldato.

Un dimensionamento ammesso dalla normativa in condizioni di carico massimo
prevede che la temperatura di ingresso al corpo scaldante sia di 80°C e quella di
uscita pari a 60°C. Spesso si utilizzano dimensionamenti più larghi, che
consentono di ridurre la temperatura massima di ingresso (es. 60÷70°C) e/o la
differenza di temperatura fra ingresso e uscita (es. 10°C) agendo sulla portata.
Per una pompa di calore operante a temperatura massima di 55°C, la portata è
tale che il ritorno risulti a 50°C. Nel primo caso il 'T è di 50°C e nel secondo è
di 32,5°C. Perciò rispetto ad un radiatore normalmente dimensionato, lo stesso
radiatore operante con la pompa di calore è in grado di scambiare il 57% della
potenza. Affinché il radiatore sia in grado di fornire la potenza termica
necessaria è possibile coadiuvare il funzionamento della pompa di calore tramite
un sistema ausiliario, come resistenze elettriche o una piccola caldaia. Se invece
si sono fatti interventi di riduzione delle dispersioni (vetrocamera, controparete
isolante, isolamento a cappotto), la potenza messa a disposizione dal radiatore
può diventare addirittura esuberante rispetto alle necessità, anche con
temperature di alimentazione di 50°C.

Indubbiamente il terminale di impianto che più si adatta all''accoppiamento con
pompa di calore è il sistema radiante a bassa temperatura, ma anche quello con
ventilconvettori in media temperatura. Il sistema radiante a bassa temperatura si
realizza comunemente nel residenziale con il sistema a pavimento radiante,
mentre nel terziario si usa spesso il soffitto radiante. Il migliore isolamento degli
edifici nuovi consente di avere una temperatura di alimentazione del sistema
radiante di circa 30-35°C. Di conseguenza la temperatura superficiale è di poco
superiore alla temperatura ambiente e il riscaldamento risultante è uniforme e
confortevole con ridottissima movimentazione delle polveri ed una distribuzione
di temperature nell''ambiente assai più uniforme e gradevole che in un sistema a
radiatori. Il pavimento radiante consente anche un certo grado di raffrescamento
nei locali, facendo circolare acqua fredda nelle tubazioni. L''avvertenza
principale è il controllo della temperatura superficiale che deve risultare
superiore alla temperatura di rugiada dell''aria ambiente per evitare Capitolo 2
32
condensazioni sul pavimento e non deve superare determinati valori di
temperatura che causerebbero discomfort agli occupanti dei locali.
Il soffitto radiante si presta ad una realizzazione con tubazioni annegate nello
strato cementizio al di sopra dell''intonaco di finitura, ma più frequentemente si
ricorre al controsoffitto. La soluzione risulta infatti molto conveniente nelle
realizzazioni del terziario, dove il controsoffitto viene realizzato con pannelli
prefabbricati, spesso oltre al vantaggio di ottenere una soluzione esteticamente
molto valida, il sistema presenta un''inerzia ridotta che può essere vantaggiosa
per occupazioni limitate nel tempo dei locali. ' una situazione tipica del
terziario, dove i locali sono occupati per una frazione della giornata e spesso
sono chiusi nel corso del fine settimana. Il soffitto, con la bassa capacità termica
della struttura metallica (superiormente isolata), si porta rapidamente alla
temperatura superficiale di regime, raffreddandosi poi rapidamente allo
spegnimento dell''impianto.

L''inerzia risulta utile nelle applicazioni residenziali per stabilizzare le
temperature sia nei confronti dei carichi variabili sia nei periodi di preparazione
dell''acqua calda sanitaria. Infatti in quel caso di solito la pompa di calore si
dedica con priorità alla preparazione dell''acqua calda sanitaria, non alimentando
l''impianto per periodi di alcune decine di minuti. Questa esigenza non c''è
normalmente nelle applicazioni del terziario, dove la presenza di apporti termici
dovuti alle apparecchiature in funzione e all''illuminazione riduce le esigenze di
riscaldamento e comporta normalmente un maggiore impegno nel
raffrescamento, cui il soffitto radiante è meglio vocato. Le potenze termiche che
il soffitto radiante può scambiare in raffrescamento sono, infatti, a parità di altre
condizioni, più significative rispetto al pavimento radiante. Anche per il soffitto
radiante in raffrescamento è di grande importanza il controllo della temperatura
superficiale.
Il sistema più razionale è comunque, in questo caso, un sistema misto con aria
primaria e soffitto radiante, ossia con fan coil di deumidificazione e soffitto
radiante. Spesso l''acqua fredda circola dapprima nei fan coil di
deumidificazione, in cui può entrare attorno a 10°C e uscire a 15°C, per poi
alimentare in serie il soffitto radiante, in questo modo le temperature sono tali da
evitare la condensazione a soffitto.

2.1.3 Produzione di acqua calda sanitaria
La produzione di acqua calda sanitaria pone problematiche rilevanti per le
pompe di calore, per i livelli di temperatura richiesti. A questi problemi si fa
fronte con macchine che adottano particolari fluidi refrigeranti (ad esempio la
CO2) o cicli sovrapposti o in cascata oppure con soluzioni bivalenti, come l''abbinamento pompa di calore e caldaia o resistenza integrativa. In altri casi ci
si limita a predisporre, per la produzione di acqua calda sanitaria, un accumulo
di idonea capacità. Questa può essere la corretta soluzione per gli impianti in Applicazioni delle pompe di calore e possibile riqualificazione degli impianti a radiatori 33 pompa di calore, nei quali la potenza della macchina va scelta in funzione del
carico di riscaldamento. L''acqua calda sanitaria va prodotta dedicando, quando
necessario, la pompa di calore a questo servizio. Negli impianti a bassa
temperatura la pompa di calore lavora normalmente alla temperatura dell''acqua
calda prodotta a circa 35°C, passando alla temperatura di 55°C, nel caso si
debba caricare l''accumulo dell''acqua calda o si vogliano alimentare gli
scaldasalviette. Per dimensionare l''accumulo è bene valutare quale sia il
consumo giornaliero di acqua calda e quale sia il suo grado di concentrazione.
Maggiori sono consumo e grado di concentrazione relativo, maggiore deve
essere il volume dell''accumulo. Se la pompa di calore ha una mandata alla
massima temperatura di 55°C, fissare il set point dell''accumulo in un intorno di
tale temperatura rischia di far lavorare la macchina per delle ore con
funzionamento parzializzato, dato che lo scambio termico dipende dalla
differenza di temperatura. Ponendo un valore minimo di 5°C nella differenza di
temperatura, diventa importante la dimensione e la qualità della superficie di
scambio termico. Una soluzione comunemente adottata è un boiler con
incorporato uno scambiatore a serpentino dotato di alettatura nella sua parte
esterna; questa configurazione è caratterizzata da una buona superficie di
scambio, tuttavia presenta il problema dei depositi calcarei, che, in presenza di
acque dure non trattate, incrementano progressivamente la resistenza termica dei
serpentini immersi fino ad arrivare in alcuni casi al fuori servizio. Un''alternativa
che può essere valutata è costituita da un accumulo con scambiatore di calore
esterno a piastre, che prevede ampie superfici di scambio con eccellenti
coefficienti di scambio termico e inoltre consente la periodica pulizia delle
piastre nei confronti dei depositi calcarei.

Una criticità nella produzione di acqua calda sanitaria si ha nei picchi freddi
invernali, poiché la richiesta energetica da parte dell''edificio servito dalla
pompa di calore cresce a causa delle maggiori dispersioni delle strutture opache
e trasparenti verso l''ambiente esterno. In questa situazione, qualora ci sia nel
contempo richiesta di acqua calda sanitaria, la macchina deve lavorare per
soddisfarla evitando di fornire calore all''edificio e determinando per tutto il
tempo di fornitura di acqua calda sanitaria possibili disagi e discomfort termici
in ambiente. In genere però non si verificano particolari problemi in edifici che
hanno una buona capacità termica e sono adeguatamente isolati, poiché il livello
di temperatura tende a rimanere stabile se la pompa di calore è correttamente
dimensionata per sopperire alla richiesta di acqua calda sanitaria.
In generale si ha una criticità anche nelle prestazioni della macchina, perché la
pompa di calore si trova a dover fornire acqua al condensatore ad una
temperatura elevata e a scambiare all''evaporatore con aria a temperatura molto
bassa. Da questo punto di vista avere acqua come sorgente all''evaporatore è
oltremodo favorevole per via della sua temperatura stabile e non influenzata dai
picchi invernali. Capitolo 2
34
Il funzionamento più critico a livello di regolazione nella produzione di acqua
calda sanitaria non è quando la temperatura della sorgente fredda è più bassa,
ma quando è più alta. Infatti in questo caso la capacità della pompa di calore
diventa massima. Per evitare la presenza di parzializzazioni frequenti e critiche
dovute allo scompenso tra una notevole capacità termica disponibile da parte
della pompa di calore e un''inferiore capacità di scambio termico nell''accumulo,
è bene disporre di uno scambiatore ampiamente dimensionato su di un accumulo
corrispondentemente ampio. La scelta di un accumulo di ampie dimensioni
risulta favorevole anche nei confronti di un sistema integrato pompa di calore-
solare termico.

Un''ulteriore considerazione relativa all''acqua calda sanitaria riguarda il
problema della legionella, che è un batterio ubiquitario che si sviluppa con
grande rapidità in presenza di condizioni ambientali favorevoli. Il campo di
crescita ottimale è proprio ad una temperatura fra i 30 e i 50°C. Per cautelarsi da
questo problema un sistema molto impiegato prevede di portare l''accumulo
periodicamente (in genere una volta alla settimana) ad una temperatura di
almeno 70°C per un intervallo di tempo prefissato. In assenza di sistema
ausiliario a gas, che potrebbe farsi carico di queste temperature si ricorre di
solito ad una batteria di resistenze elettriche. Esiste un sistema alternativo, che
prevede di inserire un serpentino o uno scambiatore di calore istantaneo in modo
da preparare direttamente l''acqua sanitaria di consumo a partire da un accumulo
in circuito chiuso. Questa soluzione risulta interessante anche nei confronti di
impianti solari termici. Infatti la legionella è praticamente assente dall''acqua di
rete e l''impiego continuativo della stessa ne impedisce la proliferazione.

2.1.4 Produzione di energia frigorifera
L''utilizzo di pompe di calore nei settori terziario, commerciale e residenziale
costituisce una soluzione strategica poiché rende possibile la produzione di
freddo, oltre che di caldo, con un''unica macchina, grazie all''invertibilità del
ciclo. In edifici adibiti a uffici e servizi, centri commerciali, alberghi si ha infatti
la necessità di raffrescare gli ambienti e di deumidificare l''aria.
La macchina può essere reversibile lato fluido, ossia il ciclo termodinamico
viene percorso in maniera inversa tra funzionamento estivo ed invernale, per cui
lo scambiatore che in inverno funge da evaporatore diventa il condensatore in
regime estivo e, viceversa, lo scambiatore dove si ha l''effetto utile da
condensatore diventa l''evaporatore, in estate. ' altresì possibile avere
reversibilità della macchina lato acqua, in tal caso il condensatore funziona
sempre come tale e così l''evaporatore, il fluido di impianto scambia calore in
inverno col condensatore e in estate con l''evaporatore, mentre il fluido che
funge da sorgente si interfaccia con l''altro scambiatore. Applicazioni delle pompe di calore e possibile riqualificazione degli impianti a radiatori 35 Il vantaggio che si ha nel produrre acqua fredda per il raffrescamento degli
ambienti è la possibilità di ottenere anche una deumidificazione dell''aria, in
modo da portare entro valori di comfort l''umidità ambiente.
L''attuale utenza richiede anche per gli edifici residenziali il comfort in regime
estivo ed invernale. Questa circostanza rende favorevole l''uso di pompe di
calore anche in tale settore in alternativa della soluzione caldaia affiancata da
split system.

2.2 Integrazione con impianti a radiatori

2.2.1 Introduzione
I terminali tipici di impianto nell''edilizia residenziale sono i radiatori; nelle
ristrutturazioni può essere improbabile che si sostituiscano anche i terminali
d''impianto, poiché è in genere un''operazione molto onerosa. Si considera
dunque come ottimizzare il binomio pompa di calore-radiatori con accorgimenti
e tecnologie disponibili.
Tale situazione si ritrova anche nella città di Como, per cui questa sezione è da
intendersi come un suggerimento per l''integrazione delle pompe di calore con
gli esistenti impianti a radiatori, anche alla luce della proposta di utilizzare
l''acqua del Lago di Como come sorgente di scambio per tali macchine e
ipotizzando una rete apposita in città (cfr. Capitolo 6).

Le prestazioni dei radiatori sono sempre incrementabili aumentando la loro
superficie, quindi le loro dimensioni. Tuttavia, negli ultimi anni, i principali
costruttori europei stanno proponendo dei sistemi ibridi, che prevedono la
predisposizione sia di radiatori sia di ventilconvettori, per abbassare la
temperatura dell''acqua richiesta per il loro funzionamento, adattandoli così alle
esigenze dei generatori ad alta efficienza, in particolare delle pompe di calore.
La soluzione sta nell''aumento della portata dell'aria per recuperare la potenza
persa al diminuire della temperatura di alimentazione: per farlo, basta
aggiungere ad un radiatore tradizionale dei piccoli ventilatori e da attivare
solamente nelle ore più fredde dell'anno, quando necessaria la piena potenza. La
potenza termica fornita raddoppia alle basse temperature rispetto a un radiatore
tradizionale di caratteristiche simili.
La figura 2.1 mostra la temperatura media superficiale al ridursi del fabbisogno
dell'ambiente, a seguito di interventi sull'involucro e/o dell''installazione di
sistemi di ventilazione meccanica controllata, oppure in funzione
dell'incremento della superficie o delle prestazioni del termosifone, a fabbisogno
inalterato.
Capitolo 2
36
Figura 2.1: Andamento della temperatura media superficiale al ridursi del fabbisogno ambiente o in funzione dell''incremento della superficie o delle prestazioni del radiatore [7] 2.2.2 Sfruttamento dell''elevato salto termico per migliorare le prestazioni energetiche La caratteristica principale del radiatore è quella di poter lavorare con salto
termico tra temperatura d''ingresso e temperatura d''uscita molto elevato.
Si può valutare di lavorare con salto termico elevato e portata bassa, con i
conseguenti vantaggi della presenza di una portata modesta: si riducono le
dimensioni delle tubazioni, aspetto fondamentale nelle ristrutturazioni, perché si
riducono al massimo gli interventi sulle murature, anche nel caso di sostituzione
globale delle linee esistenti; inoltre la potenza e l''energia di pompaggio
diminuiscono, mentre migliora lo scambio termico negli scambiatori di calore (il
'T aumenta). Infine viene sfruttato il sottoraffreddamento del refrigerante.

2.2.3 Pompe di calore: tecnologie disponibili
Le pompe di calore possono essere adattate facilmente agli impianti a radiatori,
purché vengano progettate in modo adeguato e tutti i loro componenti
dimensionati correttamente. Si ha un miglioramento dell''efficienza sfruttando il
sottroraffreddamento del liquido; inoltre l'aumento del salto termico negli
scambiatori migliora le prestazioni delle pompe di calore, in particolare quello
dell'acqua prodotta nel condensatore. Gli scambiatori refrigerante-acqua dei
gruppi frigoriferi e delle pompe di calore sono attualmente progettati con un
salto termico di 5°C: generalmente si pensa che tale valore dipenda da motivi
termodinamici, mentre invece è un retaggio della vecchia regolazione
elettromeccanica.
Applicazioni delle pompe di calore e possibile riqualificazione degli impianti a radiatori 37 La progettazione delle pompe di calore con scambiatori a maggiore salto
termico sarebbe auspicabile: la diminuzione della portata dell'acqua e di
conseguenza la maggiore differenza tra temperatura di ingresso e di uscita al
condensatore riduce l'approccio del condensatore stesso, ovvero la differenza di
temperatura tra la temperatura di condensazione e la temperatura di uscita
dell'acqua (Figura 2.2).
Figura 2.2: Variazione dell''approccio del condensatore in funzione del salto termico 'T [8]
Dunque con un salto termico elevato, ad esempio 30°C, la temperatura di uscita
dell''acqua dal condensatore è di pochi decimi di grado (0,5°C) inferiore rispetto
alla temperatura di condensazione.
L'aumento del salto termico permette anche di sfruttare meglio il
sottoraffreddamento del liquido, perché diminuisce la temperatura dell''acqua in
ingresso al condensatore (Figura 2.3). L'aumento del sottoraffreddamento porta
ad dei notevoli benefici: nel caso di R410A l'aumento del COP può risultare
superiore al 10%.
Figura 2.3: Cicli frigoriferi nei diagrammi pressione-entalpia: R134a a sinistra, R410A a destra [9] Pressione Pressione Entalpia Entalpia 1a 1a 1 1 2 2 3 3 4 4 Capitolo 2
38
Si può notare come la temperatura in uscita dal processo di condensazione vero
e proprio sia molto più alta quando il salto termico è alto e pari a circa 25°C,
proprio grazie alla bassa portata all'interno dello scambiatore e alla riduzione
dell''approccio tra temperatura dell''acqua e temperatura del refrigerante. A
parità di salto termico, il refrigerante R410A si comporta meglio in termini di
temperatura di condensazione rispetto al R134a, grazie al contributo del
desurriscaldamento. A parità di rendimento del compressore e delle temperature
di evaporazione e di condensazione, il punto di uscita del refrigerante dal
compressore, si trova più lontano dal punto di inizio condensazione, nel caso di
R410A a rispetto all''R134a. Ciò fa si che la potenza scambiata nel processo di
desurriscaldamento sia maggiore e di conseguenza la temperatura di
condensazione sia più bassa, a parità di temperatura dell'acqua prodotta. Mentre
con un salto termico di soli 5°C la temperatura di condensazione è sempre
superiore alla temperatura dell'acqua prodotta, aumentando il salto termico il
rapporto si inverte: è possibile produrre acqua a temperatura maggiore di quella
di condensazione.

Tabella 2.1: Temperature in ingresso e in uscita di ogni singola fase del processo
desurriscaldamento, condensazione e sotto raffreddamento nello scambiatore della pompa di
calore [10]
Sotto Raffreddamento (tratto1-2) Condensazione (tratto 2-3) Desur riscaldamento (tratto 3-4) Temperatura Condensazione (°C) R410A 'T=5°C
SR=5°C
Potenza 5,1% 60,8% 34,1% 50 Temperatura acqua in (°C) 42,5 42,75 45,79 Temperatura acqua out (°C) 42,75 45,79 47,5 'T=25°C
SR=18°C
Potenza 15,0% 51,7% 33,3% 50,6 Temperatura acqua in (°C) 32,5 36,24 49,17 Temperatura acqua out (°C) 36,24 49,17 57,5 R134a 'T=5°C
SR=5°C
Potenza 3,6% 76,0% 20,4% 50 Temperatura acqua in (°C) 42,5 42,68 46,48 Temperatura acqua out (°C) 42,68 46,48 47,5 'T=25°C
SR=18°C
Potenza 12,9% 68,6% 18,4% 53,6 Temperatura acqua in (°C) 32,5 35,73 52,89 Temperatura acqua out (°C) 35,73 52,89 57,5 Applicazioni delle pompe di calore e possibile riqualificazione degli impianti a radiatori 39 2.2.4 Possibili tecnologie e configurazioni
CON ECONOMIZZATORE (Figura 2.4): Per migliorare il COP di una pompa
di calore quando si produce acqua a elevata temperatura, si può usare un circuito
frigorifero con economizzatore. All''uscita del condensatore una parte del
liquido viene spillata e subisce una prima laminazione attraverso una valvola
termostatica, raffreddandosi fino alla temperatura di cambio di fase
corrispondente alla pressione di uscita dal primo stadio di compressione. Quindi
entra nell''economizzatore (uno scambiatore di calore), dove cede calore alla
restante parte del liquido proveniente dal condensatore, sottoraffreddandolo. Il
calore sottratto al liquido proveniente dal condensatore fa si che il refrigerante
evapori in parte prima di entrare nel secondo stadio di compressione (nei
compressori a vite è in contatto con una seconda luce di aspirazione posta circa
a metà dei rotori). L''evaporazione completa avviene perché il refrigerante viene
iniettato nel compressore. Durante l''iniezione il liquido vaporizza, sottraendo
calore: in questo modo il vapore in uscita dal primo stadio di compressione si
raffredda fino alla temperatura del punto di iniezione del liquido.
In termini di efficienza l''uso dell''economizzatore permette un miglioramento
dell''efficienza tanto maggiore quanto maggiore è il rapporto di compressione,
tanto maggiore tanto più è alta la temperatura dell''acqua prodotta e bassa la
temperatura della sorgente fredda. Per contro, non permette di sfruttare il
sottoraffreddamento indotto dall''elevato salto termico; perché è già sfruttato
dall''economizzatore.
Figura 2.4: Circuito frigorifero con economizzatore [11]
CIRCUITO FRIGORIFERO A DOPPIO STADIO (IN SERIE) (Figura 2.5):
Una soluzione molto semplice per produrre acqua calda ad alta temperatura è
quella di utilizzare due circuiti in serie tra di loro. Vi sono due soluzioni
possibili: una è l''utilizzo di un fluido intermedio, che è la soluzione adottata nei
sistemi ad anello di liquido. In questo caso il condensatore del primo ciclo
frigorifero cede calore ad un fluido intermedio (generalmente acqua) che funge
da sorgente fredda dell''evaporatore del secondo ciclo. L''altra soluzione prevede
uno scambio diretto: il condensatore del primo ciclo corrisponde all''evaporatore
del secondo: si utilizza uno scambiatore refrigerante - refrigerante. Sebbene la Capitolo 2
40
soluzione permetta di raggiungere alti valori di temperatura dell''acqua, perché la
sorgente fredda del secondo ciclo si trova ad una temperatura sufficientemente
elevata, tuttavia non produce grandi risultati dal punto di vista energetico. Figura 2.5: Cicli frigoriferi in serie [12]
CIRCUITO FRIGORIFERO IN CASCATA (Figura 2.6): Un''alternativa ai cicli
in serie è quella di due cicli frigoriferi posti in cascata tra di loro in cui
l''evaporatore del circuito secondario funge da sottoraffreddatore del circuito
primario. I vantaggi sono notevoli: la temperatura di evaporazione del circuito
secondario è sempre molto elevata, attorno a 10°C, in qualunque condizione di
funzionamento. Ciò permette di raggiungere la stessa potenza con compressori
più piccoli: evaporando a 10°C in ogni condizione, il compressore del ciclo
secondario ha una potenza resa nettamente superiore a quella del compressore
del ciclo primario. Per lo stesso motivo l''efficienza energetica del secondo ciclo
aumenta. I vantaggi sono tanto maggiori quanto più alta è la temperatura di
condensazione e più bassa è la temperatura di evaporazione. Nel funzionamento
in pompa di calore, con acqua prodotta a 45°C l''incremento del COP rispetto a
un ciclo tradizionale è del 25% con aria esterna pari a -5°C di temperatura, e del
4% con aria esterna a 15°C. Inoltre è possibile produrre acqua calda ad alta
temperatura (superiore a 60°C) nel ciclo secondario dal momento che la
temperatura di evaporazione è elevata e costante in ogni condizione di
funzionamento. Dal punto di vista costruttivo, in una pompa di calore si hanno
dei risparmi notevoli, in quanto il circuito secondario è configurato come un
recupero totale, non come una pompa di calore. Anche in questo caso non si può
sfruttare il sottoraffreddamento indotto dall''elevato salto termico, almeno nel
circuito primario.
Applicazioni delle pompe di calore e possibile riqualificazione degli impianti a radiatori 41 Figura 2.6: Cicli in cascata in configurazione pompa di calore [13]
POMPE DI CALORE AD ASSORBIMENTO: Le pompe di calore ad
assorbimento sono in grado di produrre acqua calda a temperatura mediamente
più elevata di quelle a compressione, anche se evaporanti ad aria. Possono
raggiungere una temperatura prossima ai 70°C con temperatura dell''aria esterna
di -20°C, pur mantenendo un''ottima efficienza energetica, sempre superiore a
quelle delle caldaie. L''aumento di salto termico fino a 20°C e oltre porta a un
aumento del COP, per cui è consigliabile progettare e operare in queste
condizioni. Le pompe di calore ad assorbimento non sono solo aerotermiche, ma
anche geotermiche e idrotermiche, che sono ideali per riqualificazioni e
integrazioni di impianti esistenti. Esse sono adibite al riscaldamento degli
ambienti oltre che alla produzione di acqua calda sanitaria e sono utilizzabili per
il raffrescamento estivo; nella produzione di energia termica le macchine
idrotermiche consentono di ottenere un''efficienza (GUE) fino al 174%,
riducendo proporzionalmente i costi annuali per il riscaldamento e le emissioni
di CO2 rispetto alle caldaie a condensazione.
POMPE DI CALORE A CO2 (Figura 2.7): L''utilizzo della CO2 come refrigerante delle pompe di calore è un tema molto dibattuto, perché si tratta di
una sostanza naturale con un effetto serra oltre mille volte inferiore di quello dei
refrigeranti chimici. La CO2 è utilizzata già come refrigerante nei circuiti di bassa temperatura dei sistemi a doppio stadio nella frigoconservazione
alimentare e già in alcune pompe di calore per la produzione di acqua calda
sanitaria, ma non negli impianti di riscaldamento. Le sue caratteristiche sono le
seguenti: la CO2 ha un punto critico di poco superiore a 30°C e, pertanto, può essere utilizzata come un normale refrigerante se la condensazione avviene al di
sotto di questo valore (nei sistemi a doppio stadio della frigoconservazione la
condensazione avviene a circa -10°C). Al contrario, se la condensazione avviene
al di sopra di 30°C, si deve adottare un ciclo transcritico: non vi è più un cambio
di fase durante la cessione di calore all''impianto, ma solo il raffreddamento di
gas caldo. Dunque diventa rilevante la temperatura dell''acqua che deve essere
riscaldata: se è bassa, come nel caso dell''acqua sanitaria (circa 15°C), la potenza Capitolo 2
42
fornita e il COP sono elevati, altrimenti no. Si considera un utilizzo della pompa
di calore a CO2 evaporante ad aria in riscaldamento che deve riscaldare l''acqua che ritorna da un impianto alla temperatura 40°C. Supponendo che la pompa di
calore stia lavorando con aria esterna -3°C (temperatura di evaporazione -10°C)
si avrebbe che all''uscita del compressore la CO2 si trova ad una temperatura di 124°C e ad una pressione di 10 MPa (100 Bar) e cede calore all''impianto
raffreddandosi fino alla temperatura di 45°C. La pompa di calore a CO2 permette quindi di raggiungere temperature di produzione molto elevate, perché
è elevata la temperatura all''uscita del compressore. La discriminante è la
temperatura d''ingresso: se è quella di un tradizionale impianto di riscaldamento
l''effetto utile è limitato, come lo è anche il COP=2,05. Inoltre la pressione di
lavoro è molto elevata a causa della conformazione delle curve di temperatura.
Infatti, se si vuole recuperare sia potenza sia efficienza, l''unica possibilità è
aumentare ulteriormente la pressione: portandola a 11 MPa (110 bar) si aumenta
l''effetto utile del 16% e il COP dell''8%. La temperatura all''uscita del
compressore sale a 134°C, mentre quella di uscita dal condensatore/scambiatore
rimane invariata. Dunque l''unica possibilità per aumentare simultaneamente
l''effetto utile e il COP è quella di abbassare la temperatura dell''acqua in
ingresso. Infatti, se la temperatura di ingresso scendesse a 25°C, temperatura
limite, ma raggiungibile con terminali che lavorino ad alto salto termico: la
pressione di alimentazione ottimale scenderebbe a 8 Mpa (80 bar) il COP
salirebbe a 3,24, valore di totale eccellenza con una temperatura dell''aria così
bassa (-3°C). La temperatura all''uscita del compressore si ridurrebbe a 101°C,
comunque sufficientemente elevata, mentre la temperatura di uscita dallo
scambiatore scenderebbe a 30°C. La potenza fornita salirebbe del 23% rispetto
al caso di utilizzo con impianto di riscaldamento tradizionale.
Figura 2.7: Pompa di calore a CO2 '' Cicli transcritici [14]
SOLUZIONI DI CIRCUITAZIONE IDRAULICA (Figura 2.8): Tale soluzione
prevede di sfruttare un nuovo concetto di refrigeratore, dotato di due o più
circuiti frigoriferi indipendenti, posti in serie sul lato evaporatore. ' così
possibile utilizzare salti termici maggiori: da 10°C a 20°C nel funzionamento
estivo e da 10°C a 40°C nel funzionamento invernale. I due circuiti frigoriferi Pressione Pressione Entalpia Entalpia Applicazioni delle pompe di calore e possibile riqualificazione degli impianti a radiatori 43 lavorano ad efficienza energetica diversa tra loro, maggiore quella del secondo
circuito frigorifero e minore quella del primo. L''efficienza che ne deriva è
comunque maggiore a quella di un gruppo frigorifero tradizionale che lavori con
la stessa temperatura media dell''acqua tra entrata e uscita. Perciò gli scambiatori
in serie permettono di massimizzare l''efficienza energetica. Figura 2.8: Pompa di calore con scambiatori in serie per massimizzare l''efficienza energetica [15] 2.2.5 Soluzioni in funzione del livello termico
In funzione del livello termico massimo che si vuole raggiungere è conveniente
scegliere soluzioni diverse. La valutazione che si fa è solo indicativa, perché i
valori di COP che derivano riguardano solo la parte compressori, nell''ipotesi
che le curve di rendimento dei compressori stessi siano tutti uguali,
indipendentemente dal tipo di refrigerante utilizzato. Ovviamente, una
progettazione accurata della pompa di calore può dare dei risultati diversi.
Inoltre la valutazione non tiene conto della riduzione delle spese di pompaggio
dovute all''incremento di salto termico, quindi alla diminuzione di portata
dell''acqua.

TEMPERATURA MEDIA DEI TERMINALI DI 45°C (Figure 2.9 e 2.10)
Per questo livello termico tradizionalmente si usa una pompa di calore
equipaggiata con R410A e progettata per salto termico al condensatore 'T=5°C.
L''aumento del salto termico al condensatore migliora nettamente le prestazioni
alle condizioni di progetto (aria esterna a -7°C) e permette di produrre acqua
fino alla temperatura di 57,5°C nel caso di 'T=25°C. Il sottoraffreddamento
massimo raggiungibile è di 18°C. In alternativa si possono utilizzare anche
pompe di calore con economizzatore, sempre equipaggiate con R410A. Se,
invece, si vuole usare una pompa di calore a CO2 è possibile lavorare con un salto termico 'T prossimo ai 50°C (temperatura ingresso radiatori 70°C,
temperatura di uscita di poco superiore alla temperatura ambiente). La pompa di
calore a CO2 garantisce le prestazioni migliori fino a una temperatura dell''aria Capitolo 2
44
esterna di circa 8°C, poi peggiora a causa dell''elevato salto di pressione che
deve comunque garantire il compressore (il ciclo non riesce mai a diventare
subcritico). La pompa di calore tradizionale dimensionata per un elevato salto
termico ed elevato sottoraffreddamento si comporta sempre meglio della pompa
di calore con economizzatore. Lavorare sull''elevato salto termico permette di
sfruttare al meglio le caratteristiche delle pompe di calore a CO2, rendendole disponibili anche per gli impianti di riscaldamento oltre che per la produzione di
acqua calda sanitaria. Per le pompe di calore equipaggiate con refrigeranti
tradizionali, come R410A, l''aumento di salto termico comporta un
miglioramento notevole dell''efficienza anche con circuiti frigoriferi semplici,
sprovvisti di economizzatore. Figura 2.9: Temperatura media del terminale 45°C '' COP per diverse soluzioni [16] Applicazioni delle pompe di calore e possibile riqualificazione degli impianti a radiatori 45 Figura 2.10: Temperatura media del terminale 45°C '' Miglioramento del COP per diverse soluzioni [17]
TEMPERATURA MEDIA DEI TERMINALI DI 55°C (Figure 2.11 e 2.12)
L''aumento di livello termico comporta, in un circuito frigorifero tradizionale, un
passaggio di refrigerante da R410A a R134a, per il quale si riducono i vantaggi
connessi all''aumento del salto termico e conseguente aumento del
sottoraffreddamento. L''utilizzo del R410A è possibile solo utilizzando un
circuito frigorifero con economizzatore. La pompa di calore a CO2 garantisce prestazioni ottime fino a temperature dell''aria esterna di 12°C circa. L''aumento
di COP rispetto alle soluzioni tradizionali è notevole, perché sfiora il 40% con
temperature dell''aria attorno a 0°C. Si ha una richiesta della temperatura
dell''acqua di mandata molto elevata nelle condizioni di progetto (85°C),
situazione difficilmente gestibile in molti impianti. La soluzione sarebbe ridurre
il salto termico, ma ciò comporterebbe una penalizzazione per basse temperature
dell''aria esterna, perché la temperatura d''ingresso dell''acqua al condensatore
supererebbe i 30°C, con riduzione del COP, nelle condizioni più critiche
(l''incremento di COP resterebbe, però, sostanzialmente invariato quando la
temperatura dell''aria esterna sale a 0°C, perché la temperatura di produzione
potrebbe scendere attorno a 70°C e quella di ingresso diminuire fino a 25°C).
Un''ottima alternativa è rappresentata dalle macchine con circuiti frigoriferi posti
in serie idraulicamente, in grado comunque di migliorare il COP in modo
consistente rispetto a una pompa di calore tradizionale equipaggiata con R134a.
Anche la pompa di calore equipaggiata con R410A ed economizzatore permette
di raggiungere buoni valori di COP. Inoltre, con valori termici così elevati le
pompe di calore ad assorbimento diventano una soluzione molto vantaggiosa.
Capitolo 2
46
Figura 2.11: Temperatura media del terminale 55°C '' COP per diverse soluzioni [18] Figura 2.12: Temperatura media del terminale 55°C '' Miglioramento del COP per diverse soluzioni [19]
TEMPERATURA MEDIA DEI TERMINALI DI 65°C
Più si alza la temperatura media dei terminali, meno è possibile sfruttare un
elevato salto termico. Infatti, limitando a 80°C la temperatura d''ingresso in un
radiatore, il massimo 'T possibile è 30°C, che comporta una temperatura
d''ingresso al condensatore della pompa di calore di 50°C. In queste condizioni, Applicazioni delle pompe di calore e possibile riqualificazione degli impianti a radiatori 47 le pompe di calore a CO2 non sono utilizzabili. Le soluzioni più idonee sono rappresentate dalle macchine con circuiti frigoriferi a doppio stadio, oppure in
cascata e dalle pompe di calore ad assorbimento.

2.2.6 Conclusioni
Si può concludere affermando che le pompe di calore sono generatori
particolarmente adatti al retrofit di impianti esistenti a radiatori, soprattutto se
inseriti in edifici dove sia possibile effettuare interventi anche leggeri di
miglioramento dell''isolamento termico. Tuttavia è necessario ripensare ai criteri
di progettazione di queste macchine, adattandole per funzionare con salti termici
sul lato acqua molto maggiori, in modo da migliorare il COP di funzionamento.
' infatti sempre necessario distinguere tra la presentazione teorica di soluzioni
per l''abbinamento pompa di calore-radiatori e la loro fattibilità tecnica ed
economica. Alcuni aspetti che devono essere valutati sono i costi, le tecnologie
disponibili, i limiti operativi dei componenti e la possibilità di richiedere
progettazioni ad hoc per le varie applicazioni.
Capitolo 3

Richiami a vincoli normativi sull''uso di fonti
rinnovabili e potenziale delle pompe di calore

3.1 Il Decreto Legislativo n°28/2011 e i sistemi ibridi

Il Decreto Legislativo n°28 del 3 marzo 2011 promuove l''uso delle energie
rinnovabili; infatti il Decreto recepisce la Direttiva 2009/28/CE del Parlamento
Europeo sull''impiego delle fonti rinnovabili, stabilendo le percentuali minime
del loro impiego in relazione al fabbisogno termico totale degli edifici, cioè al
fabbisogno richiesto per la loro climatizzazione, invernale ed estiva, e per la
produzione di acqua calda sanitaria. Il Decreto Legislativo n°28 prevede che per
edifici nuovi o sottoposti a ristrutturazioni rilevanti gli impianti di produzione di
energia termica siano realizzati in modo da garantire il contemporaneo rispetto
della copertura, tramite il ricorso a energia prodotta da impianti alimentati da
fonti rinnovabili, del 50% dei consumi previsti per l''acqua calda sanitaria e di
una percentuale della somma dei consumi previsti per l''acqua calda sanitaria, il
riscaldamento e il raffrescamento. Tale percentuale varia in base al periodo in
cui viene effettuata la richiesta del pertinente titolo edilizio, in particolare
risulta: ' Del 20% qualora la richiesta sia effettuata entro il 31 dicembre 2013;
' Del 35% qualora la richiesta sia fatta tra il 1 gennaio 2014 e il 31 dicembre 2016; ' Del 50% qualora la richiesta sia attuata dal 1 gennaio 2017.
Le pompe di calore utilizzano le cosiddette fonti rinnovabili termiche, definite
come aerotermica, geotermica e idrotermica; per cui, nella loro produzione di
calore nella stagione invernale, viene conteggiata parte dell''energia termica
trasferita al fluido termovettore come energia rinnovabile (come spiegato alla
sottosezione 1.4.1)

3.1.1 Configurazioni di pompe di calore aria-acqua
I valori esposti sono piuttosto elevati e comportano in genere il ricorso a
soluzioni diverse da quelle adottate fino all''emanazione del Decreto per
soddisfare il fabbisogno di acqua calda sanitaria, riscaldamento e
raffrescamento. Si prospettano perciò come soluzioni convenienti per ottenere il
rispetto di quanto imposto dal Decreto, quelle che prevedono l''utilizzo di due
fonti di energia, in particolare caldaie e pompe di calore, ossia soluzioni ibride. I Capitolo 3
50
sistemi ibridi funzionano con caldaie a combustibili tradizionali e con pompe di
calore aria-acqua, in quanto sono facili da realizzare e da gestire, consentono
un''elevata produzione di energia rinnovabile e non hanno costi eccessivi.

Le pompe di calore aria-acqua sono attualmente prodotti affidabili, sono in
grado di regolare il calore ceduto grazie all''introduzione dell''inverter e
assicurano delle buone prestazioni. Il mercato offre diverse tipologie di
configurazioni: ' Pompe di calore monoblocco esterne: In un solo contenitore sono posti tutti i componenti che servono ad attuare il ciclo di lavoro della
macchina, vale a dire: il ventilatore, lo scambiatore di calore aria-fluido
primario, il compressore, lo scambiatore di calore fluido primario-fluido
dell''impianto, e la valvola di laminazione. Nel monoblocco possono
essere installate (varia da modello a modello) anche le apparecchiature di
sicurezza e di espansione, il circolatore, la scheda elettronica di
controllo, le resistenze elettriche per integrare la quantità di calore
fornibile dalla pompa di calore o per poter svolgere un''azione antigelo. ' Pompe di calore ad unità interna ed esterna: Nell''unità esterna sono contenuti i componenti che servono ad attuare il ciclo di lavoro della
macchina, a meno dello scambiatore che effettua lo scambio di calore fra
il fluido primario della pompa di calore e il fluido che serve l''impianto.
Questa soluzione, rispetto a quella con monoblocco, occupa più spazio,
per contro non espone l''impianto al pericolo del gelo. Il collegamento fra
le due unità è infatti realizzato con tubi entro cui scorre il fluido
refrigerante che ha un punto di congelamento molto basso. L''unità
interna, oltre allo scambiatore di calore fluido refrigerante-impianto, può
contenere anche le apparecchiature di sicurezza e di espansione, il
circolatore, la scheda elettronica di controllo e le resistenze elettriche per
poter integrare la quantità di calore fornibile dalla pompa di calore. ' Pompe di calore a flusso d''aria convogliato: Sono macchine da esterno che non presentano elementi tecnici in vista, quali: griglie, ventilatori,
attacchi idraulici ed elettrici. Inoltre sono dotate di calotte, o cuffie, atte a
convogliare l''aria in flussi verticali sia in ripresa che in espulsione. Le
cuffie servono a proteggere le batterie esterne dal vento e dalla neve, a
limitare la rumorosità della macchina, a evitare che i flussi di espulsione
dell''aria siano diretti contro persone o finestre. I pannelli laterali
removibili, inoltre, facilitano le operazioni di manutenzione. ' Pompe di calore interne: Possono essere del tipo con flussi d''aria (di ripresa e di espulsione) fra loro paralleli o perpendicolari. L''aria può
essere immessa ed espulsa attraverso griglie poste sulle pareti esterne
oppure in bocche di lupo. Queste pompe di calore sono usate quando non
sono possibili soluzioni con unità esterne. Richiami a vincoli normativi sull''uso di fonti rinnovabili e potenziale delle pompe di calore
51 3.1.2 Vantaggi e svantaggi
I vantaggi delle pompe di calore aria-acqua sono vari, infatti, rispetto agli
impianti geotermici non necessitano di terreno esterno e neppure di specifiche
autorizzazioni, non richiedono costosi interventi di scavo per la posa in opera
degli scambiatori di calore e non limitano le possibilità d''utilizzo del terreno
sotto cui sono posti gli scambiatori. Inoltre l''aria come sorgente fredda non teme
nel tempo un degrado termico, pericolo a cui sono invece esposte le sorgenti
degli impianti geotermici quando viene sottratto troppo calore al terreno.
Tuttavia rispetto agli impianti geotermici, quelli con pompa di calore aria-acqua
presentano limiti connessi alle forti variazioni termiche della loro sorgente, cioè
alle forti variazioni di temperatura dell''aria esterna. L''aria esterna può infatti
raggiungere temperature molto basse e quindi far lavorare le pompe di calore
con valori di COP assai limitati. Se i valori di COP risultano bassi si rischia di
far funzionare l''impianto con costi troppo elevati: infatti, rispetto ad una caldaia
a gas, una pompa di calore lavora in modo conveniente solo con COP non
inferiori al rapporto fra il costo del kWh elettrico e quello del kWh prodotto col
gas. Inoltre si può incorrere in una crescita eccessiva del kWh elettrico, poiché
con basse temperature dell''aria non solo calano i COP, ma cresce anche in modo
significativo il fabbisogno termico dell''edificio. L''azione combinata di questi
fattori può comportare un elevato impegnativo contrattuale e quindi far crescere
sensibilmente il costo effettivo del kWh elettrico.
Per questi motivi, con temperature dell''aria troppo basse, è consigliabile
prevedere l''uso di caldaie che possono intervenire, in aiuto o in alternativa, alle
pompe di calore aria-acqua. In pratica, le caldaie entrano in funzione quando il
costo del calore producibile dalle pompe di calore non è più conveniente.

3.1.3 Funzionamento
Gli impianti realizzati con pompe di calore aria-acqua si distinguono nel
seguente modo: ' Impianti monoenergetici: la pompa di calore è dimensionata per coprire l''intero fabbisogno termico dell''impianto; questa soluzione conviene
solo in località in cui la temperatura dell''aria esterna consente di non
penalizzare troppo il COP. ' Impianti monoenergetici con integrazione elettrica: la pompa di calore è dimensionata per coprire il 70/80% del fabbisogno energetico totale
dell''impianto; oltre tale limite l''energia necessaria mancante è fornita
dalle resistenze elettriche. Questa soluzione permette di utilizzare una
pompa di calore con minor potenza e quindi più economica ed è
conveniente solo con temperature dell''aria esterna non troppo
penalizzanti. ' Impianti ibridi con pompa di calore e caldaia in parallelo: la pompa di calore è dimensionata per coprire il fabbisogno energetico dell''impianto Capitolo 3
52
fino ad una determinata temperatura dell''aria esterna. Per temperature
più basse lavora contemporaneamente con la caldaia. ' una soluzione
che ha lo svantaggio di far lavorare la pompa di calore anche in zone di
basso COP cioè in zone di non convenienza. ' Impianti ibridi con pompa di calore e caldaia in alternativa: la pompa di calore è dimensionata per coprire il fabbisogno energetico dell''impianto
fino ad una determinata temperatura dell''aria esterna (detta temperatura
di alternanza). Per temperature più basse interviene e resta in funzione
solo la caldaia. Il funzionamento in alternativa, rispetto a quello in
parallelo, consente alla pompa di calore di lavorare sempre con elevati
COP e quindi sempre in condizioni di convenienza. 3.2 Alternativa più efficiente: la pompa di calore acqua-acqua

Un''alternativa più efficiente ai sistemi ibridi è l''uso di pompe di calore acqua-
acqua che hanno come sorgente acqua di falda, di lago, di fiume, per soddisfare
il fabbisogno dell''edificio e rispettare i vincoli imposti in materia di rinnovabili
dal Decreto Legislativo. Infatti, con l''utilizzo di acqua come sorgente di
scambio per le pompe di calore, diventa superflua la predisposizione della
caldaia di back up. Questo perché la sorgente acqua mantiene una temperatura
pressoché stabile nel tempo e nelle stagioni (acqua di falda, di lago),
diversamente dall''aria, che nei picchi invernali ha temperature molto basse che
possono mandare in blocco la pompa di calore o comunque farla lavorare con
coefficienti di prestazione eccessivamente ridotti e non convenienti rispetto alla
caldaia. Per questo con pompe di calore aria-acqua si predispongono sistemi
ibridi integrati con la caldaia. Le macchine che lavorano con l''acqua come
sorgente hanno inoltre delle prestazioni migliori, proprio a causa della
possibilità di avere in inverno una temperatura della sorgente e quindi una
temperatura di evaporazione piuttosto alta, mentre in estate le temperature della
sorgente e di condensazione sono abbastanza ridotte. Ciò non accade con l''aria,
che varia continuamente la propria temperatura e forza la pompa di calore a
lavorare con basse temperature di evaporazione in inverno ed elevate
temperature di condensazione in estate, elementi che riducono notevolmente
COP ed EER nei periodi di funzionamento a pieno carico. Un ulteriore
vantaggio risiede nell''assenza di cicli di sbrinamento, che penalizzano le
prestazioni delle pompe di calore, nelle macchine acqua-acqua dato che non
lavorano con aria nell''evaporatore e non si verifica mai la presenza di brina
sullo scambiatore.



Richiami a vincoli normativi sull''uso di fonti rinnovabili e potenziale delle pompe di calore
53 3.3 Potenziale delle pompe di calore nell''economia energetica

3.3.1 Contributo alle rinnovabili delle pompe di calore
Il contributo che le pompe di calore possono effettivamente fornire nei piani di
efficienza energetica e utilizzo delle energie rinnovabili è stato evidenziato in
vari documenti che definiscono la strategia energetica per i prossimi anni. Tra
questi vi è il PEE (Piano d''azione per l''Efficienza Energetica): nel 2010 uno
studio di Confindustria ha formulato le proposte per il Piano Straordinario per
l''efficienza Energetica indicando le migliori tecnologie e il potenziale
complessivo di risparmio di energia fossile. In un potenziale complessivo di 86
MTep di energia fossile risparmiata (valore integrale 2010-2020) e di 207,6
MTon di emissioni CO2 risparmiate, le Pompe di calore risultano al quarto posto con un potenziale di riduzione di 11,7 MTep di energia fossile e di 27 milioni di
tonnellate di CO2. Vi è poi il PANER (Piano di Azione Nazionale per le Energie Rinnovabili): questo piano, emesso da Ministero dello Sviluppo Economico nel
2010, ha certificato il rilevante potenziale delle rinnovabili termiche indicandolo
in 10,46 MTep. Questo valore di utilizzo di FER (Fonte Energie Rinnovabili)
rappresenta il 46% del risparmio complessivo che è pari a 23,5 MTep (compresi:
elettrico, termico, trasporti e trasferimenti); all''interno delle rinnovabili termiche
le pompe di calore sono quotate per 2,9 MTep di FER. Si elencano anche le
STIME COAER: le stime di sviluppo del contributo energetico delle pompe di
calore prospettate da CoAer evidenziano un potenziale FER maggiore, anche se
esse sono subordinate agli strumenti di sostegno che verranno eventualmente
messi a disposizione. Le analisi CoAer infatti prevedono che circa il 25% della
domanda di servizio nel riscaldamento possa essere soddisfatta con pompe di
calore, risultando in una copertura di 7,5 MTep di domanda di servizio ed un
impiego di 5,2 MTep di FER (solo per la funzione invernale e Acqua Calda
Sanitaria, ACS). Infine la recentemente emessa SEN (Strategia Energetica
Nazionale) ha confermato e rafforzato quanto già previsto dal PEE e dal
PANER, mettendo fra le priorità l''efficienza e lo sviluppo delle rinnovabili
termiche che nello stesso provvedimento sono state riconosciute più efficienti,
meno costose e strategicamente indispensabili, ammettendo che fino ad ora sono
state trascurate.
Capitolo 3
54
Figura 3.1: Stima CoAer del contributo rinnovabile delle pompe di calore [20] 3.3.2 Le pompe di calore: una tecnologia di pregio
Dunque per il futuro assumono notevole importanza l''efficienza energetica, le
rinnovabili termiche e la sicurezza ambientale. In tal senso, le pompe di calore
rappresentano una tecnologia che si fa merito di numerose eccellenze: dal punto
di vista dell''efficienza energetica attualmente le pompe di calore raggiungono
uno SCOP pari a 3,5, che tradotto in PER (Primary Energy
Ratio=COP/coefficiente elettrico) equivale a 1,6, ossia un coefficiente
prestazionale maggiore di qualsiasi altra tecnologia e che consente riduzioni
significative del consumo di energia primaria. Poi, le pompe di calore sfruttano
le fonti rinnovabili per una percentuale mediamente attorno al 75%, per cui
coniugano efficienza energetica e uso di rinnovabili (Figura 3.1). Un altro
parametro di merito della tecnologia pompe di calore sta nella riduzione delle
emissioni che esse consentono: infatti le emissioni di CO2 sono direttamente proporzionali alla riduzione di energia primaria per effetto dell''efficienza,
quindi si hanno le riduzioni maggiori rispetto ad ogni altra tecnologia. Inoltre le
pompe di calore hanno il grosso pregio di de-localizzare le emissioni di CO2, oltre a quello di ridurle; quindi rappresentano la soluzione ideale per diminuire
l''inquinamento all''interno dei centri urbani, a differenza dei sistemi di
combustione e dei sistemi a biomasse.
Ai fini del consumo di energia, effetto serra, utilizzo di energie rinnovabili è da
notare che, se ci si riferisce alla capacità nominale termica installata, i sistemi di
piccola capacità (soprattutto split) hanno un''influenza molto modesta,
nonostante il loro numero, con circa 500 kWt installati all''anno. Molto maggiore
è l''incidenza delle pompe di calore idroniche che raggiungono la capacità
termica totale di oltre 3 milioni di kWt annui. Tuttavia, l''Italia mostra una
posizione molto critica nello sviluppo dell''installazione di pompe di calore
rispetto ad altre nazioni europee (Figura 3.2).
Richiami a vincoli normativi sull''uso di fonti rinnovabili e potenziale delle pompe di calore
55 Figura 3.2: Variazione 2011/2010 delle installazioni di pompe di calore [21]
3.3.3 Ostacoli alla diffusione delle pompe di calore
' perciò evidente che se, nonostante il potenziale descritto, il mercato delle
pompe di calore non dà segni significativi di crescita, esistono degli ostacoli che
vanno rimossi.
Per quanto riguarda gli ostacoli di natura tecnica le pompe di calore non
presentano reali problemi tecnici perché offrono una serie di soluzioni
impiantistiche che consentono la massima integrazione nell''edificio qualunque
sia la sua destinazione d''uso, nuovo o ristrutturato; si integrano con tutte le altre
tecnologie rinnovabili, fotovoltaico e solare termico.
Ma un vero ostacolo di natura tecnica arriva invece dalla legislazione europea
sugli F-gas. Si fa riferimento al Regolamento sulla produzione e immissione sul
mercato degli idrocarburi fluorurati che oggi rappresentano la quasi totalità dei
refrigeranti utilizzati nelle pompe di calore. La proposta di revisione in atto di
questo regolamento interviene pesantemente non solo sulla disponibilità
presente e futura di questi refrigeranti, ma anche sui criteri di installazione degli
impianti.
Le pesanti restrizioni che si preannunciano con la revisione del Regolamento
Europeo n° 842/2006 sui gas fluorurati rappresentano una seria limitazione alla
diffusione delle pompe di calore, limitazione che peraltro riguarda tutta
l''industria italiana della climatizzazione e della refrigerazione. Sulla base dei
dati raccolti tra i 27 Paesi europei la Commissione ha emesso una proposta di
revisione, attualmente in sede di approvazione finale, la cui entrata in vigore
dovrebbe essere il prossimo 1° gennaio 2014. I punti principali sono i seguenti: ' Interdizione del commercio di alcuni prodotti e apparecchiature contenti F-gas; ' Graduale diminuzione della messa in commercio (e quindi produzione) dei refrigeranti fluorurati con GWP100 >150; il GWP è il Golobal Warming Potential, calcolato considerando il potenziale contributo Capitolo 3
56
all''effetto serra di ogni singola molecola che costituisce un''emissione
gassosa in atmosfera. GWP100 indica l''impatto della molecola sull''ambiente a lungo termine (dopo 100 anni). ' Interdizione dalla vendita e trasporto di apparecchiature precaricate in fabbrica con F-gas, che implica l''obbligo di caricare il refrigerante in
sito.
Gli ostacoli di natura economica alla diffusione sul mercato delle pompe di
calore sono diversi: ' La conoscenza della tecnologia: gli utenti e gli operatori vanno informati ed educati sulle potenzialità delle nuove tecnologie. ' Strumenti di sostegno: le nuove tecnologie sono quasi sempre più costose di quelle tradizionali e almeno per un certo periodo vanno
sostenute con strumenti che aiutino l''utente ad affrontare un maggior
investimento. ' La convenienza: l''utente, una volta sensibilizzato ed essendo disponibile ad impiegare le nuove tecnologie, decide in base alla convenienza
economica, ossia l''utente deve valutare in quanti anni, con i risparmi
derivanti dall''impiego della nuova tecnologia, il rilevante investimento
viene ripagato (''pay-back') .
Tra questi il principale ostacolo è il sostegno allo sviluppo della tecnologia,
infatti il Decreto Ministeriale 28 dicembre 2012, noto come Conto Termico, che
avrebbe dovuto costituire un sistema di incentivazione per il maggiore
sfruttamento delle energie rinnovabili, si è in realtà dimostrato inefficace per
quanto riguarda il sostegno all''investimento.

3.4 Posizione AiCARR sul Decreto Legislativo n°28 e sul regime tariffario per le pompe di calore elettriche
3.4.1 L''associazione AiCARR
AiCARR è un''associazione culturale senza scopo di lucro che crea e promuove
cultura e tecnica per il benessere sostenibile. Nata nel 1960, AiCARR si è
sempre occupata delle problematiche relative all''uso consapevole dell''energia e
delle risorse naturali oltre che dell''innovazione delle infrastrutture energetiche,
sia nel settore impiantistico che in quello edilizio. Gli scopi fondamentali di
AiCARR sono la produzione e la diffusione della cultura del benessere
sostenibile e la formazione e lo sviluppo professionale degli operatori di settore
al fine di incrementarne la qualificazione; sono, poi, il contributo alla
discussione e alla elaborazione delle normative di settore e la collaborazione, in
qualità di autorevole interlocutore, con altre Associazioni ed Enti governativi,
italiani ed europei. I settori di interesse di AiCARR sono la progettazione del Richiami a vincoli normativi sull''uso di fonti rinnovabili e potenziale delle pompe di calore
57 sistema edificio-impianto, il progresso e la diffusione delle norme tecniche,
l'innovazione delle tecnologie impiantistiche ed edilizie ai fini del risparmio
energetico, la manutenzione degli impianti, la riqualificazione energetica degli
edifici esistenti, l'utilizzo delle fonti di energia rinnovabile.
I soci AiCARR sono attori del mondo della climatizzazione e del risparmio
energetico. In questo senso, le posizioni di AiCARR nel settore energetico sono
la sintesi del punto di vista di esperti ''super partes'. I position paper di AiCARR
sono il frutto del lavoro congiunto degli esperti e presentano la posizione
ufficiale dell'Associazione su argomenti di particolare interesse nel settore
energetico.

Le problematiche di applicazione del Decreto Legislativo n°28 e quelle
connesse all''incentivazione dell''uso delle fonti rinnovabili hanno indotto
AiCARR a pubblicare dei Position Paper. Secondo il Decreto Legislativo,
utilizzando le pompe di calore, lo sfruttamento dell''energia da fonte rinnovabile
può avvenire solamente nella produzione di acqua calda sanitaria e nel
riscaldamento invernale, mentre il calcolo va effettuato su tutto il consumo
energetico annuale, che comprende quello per il raffrescamento estivo. Il
Position Paper vuole fornire alcuni suggerimenti per consentire il
raggiungimento degli obiettivi fissati, in particolare per gli edifici ove
prevalgono i fabbisogni energetici estivi.
' fatto inoltre riferimento al Conto Energia Termico, introdotto con il DM 28
dicembre 2012, che prevede, tra le varie misure, l''erogazione di incentivi per gli
interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con
pompe di calore, elettriche o a gas, utilizzanti energia aerotermica, geotermica o
idrotermica. Per l''accesso all''incentivo è necessario che le pompe di calore
presentino valori di COP non inferiori a determinati limiti, che variano in base
alla potenza termica e alla tipologia. L''incentivo viene calcolato mediante una
formula che tiene conto della potenza termica nominale, del valore di COP e
della zona climatica. Anche in relazione a questo Decreto AiCARR ha redatto
un Position Paper.

3.4.2 Il Decreto Legislativo n°28 e il Position Paper di AiCARR
AiCARR identifica alcune criticità nella stesura del Decreto Legislativo n°28: il
metodo di calcolo della quantità di energia da fonte rinnovabile sfruttata dai
sistemi con pompa di calore, a fronte di una grande semplicità di applicazione
presenta degli aspetti critici. Infatti, soprattutto in impianti complessi di media e
grande taglia, porta a risultati poco precisi, premiando spesso sistemi di
produzione che consumano una maggiore quantità di energia primaria o che
hanno un''efficienza mediocre. Inoltre non distingue i vari sistemi di produzione
dell''energia per integrazione delle pompe di calore, che possono essere
resistenze elettriche a basso rendimento o ben più efficienti caldaie a
condensazione e vengono penalizzate le pompe di calore aventi combustibili Capitolo 3
58
diversi dall''energia elettrica, come le macchine ad assorbimento o con motore
endotermico. Per risolvere i problemi evidenziati, AiCARR suggerisce di
utilizzare un metodo di calcolo che permetta di equiparare i sistemi di
generazione in pompa di calore e di premiare quelli energeticamente più
virtuosi.
Siccome, poi, il metodo di calcolo della quota rinnovabile viene effettuato
secondo un valore medio stagionale, è generalmente calcolata in maniera
erronea la quantità di produzione di energia da fonte rinnovabile. Infatti in
questo modo si rischia di sovrastimare o sottostimare la produzione rinnovabile
perché si considerano contemporaneamente condizioni in cui le fonti di energia
rinnovabile non sono sfruttate, perché l''efficienza istantanea della pompa di
calore è troppo bassa, con altre in cui queste sono sfruttate. Per eliminare questa
criticità AiCARR suggerisce di basare il calcolo su rendimenti medi stagionali
solo per casi semplici (come impianti autonomi di appartamenti singoli ad uso
residenziale); in tutti gli altri casi il calcolo dovrebbe essere effettuato
utilizzando i valori relativi alla singola ora di funzionamento, ottenuti con un bin
method.

Il metodo di calcolo proposto da AiCARR per il calcolo della quota rinnovabile
imputabile alle pompe di calore consente di utilizzare comunque il SPF, ma
anche di premiare gli impianti che davvero risparmiano energia (cioè quelli
caratterizzati da un elevato valore di REPS ossia il Rapporto di Energia Primaria Stagionale) e di confrontare pompe di calore con combustibili diversi.
Il metodo AiCARR è basato sull'equazione del Decreto Legislativo n°28, ma
sostituisce al SPF della pompa di calore il SPFC,Sist, che è il fattore di performance stagionale convenzionale dell''intero sistema. SPFC,Sist è dato dal rapporto fra il Rapporto di Energia Primaria Stagionale dell''intero sistema di
produzione dell''energia REPS,Sist e il rendimento di produzione e distribuzione dell''energia elettrica η. La quota rinnovabile ERES, pertanto, si calcola con la seguente formula, partendo dall''energia totale prodotta dall''intero sistema Etot: ( ) ( )
Il valore minimo di SPFC,Sist proposto da AiCARR è pari a 2,5, che corrisponde a REPS,Sist =1. Questo valore è inferiore al limite di 1,15, al di sopra del quale si ha produzione di energia da fonte energetica rinnovabile. In effetti, in un calcolo
medio stagionale si considerano contemporaneamente condizioni in cui c'è
produzione di energia da fonte rinnovabile e condizioni in cui ciò non avviene.
Pertanto ci può essere produzione da fonte rinnovabile anche se il valore di
REPS,Sist è inferiore a 1,15. Il valore di REPS,Sist =1 corrisponde a quello di una caldaia a condensazione di discreta qualità, quindi imporre questo valore come Richiami a vincoli normativi sull''uso di fonti rinnovabili e potenziale delle pompe di calore
59 limite inferiore significa non poter mai considerare come produzione di energia
da fonte rinnovabile quella derivante da un sistema che abbia nella globalità un
consumo di energia primaria superiore a quello di una caldaia a condensazione.
Se così non fosse, il sistema sarebbe sbagliato o mal dimensionato.
Utilizzando il metodo AiCARR si equiparano tutti i sistemi di produzione
dell''energia e si premiano quelli che consumano di meno, in quanto
caratterizzati da un valore maggiore di REPS,Sist. L''equazione riportata può essere usata per confrontare le pompe di calore elettriche con quelle alimentate
con altri combustibili, oltre che con sistemi dotati di generatori di integrazione,
elettrici e/o alimentati con altri combustibili.

Un ulteriore limite del Decreto consiste nell''individuazione dello sfruttamento
di energia da fonte rinnovabile solo nella produzione di acqua calda sanitaria e
nel riscaldamento invernale, mentre il consumo energetico su cui si conteggia la
quota di rinnovabile comprende anche il consumo per il raffrescamento estivo.
Di conseguenza, ai fini del calcolo, l''energia spesa per il raffrescamento estivo
può essere compensata, pienamente o in parte, dal surplus di energia da fonte
rinnovabile sfruttata in inverno. Per cui questo surplus è tanto maggiore quanto
più è elevato il consumo energetico invernale, a parità di ogni condizione.
Quindi qualunque intervento finalizzato a limitare il fabbisogno invernale, come
l''aumento dell''isolamento dell''involucro o l''installazione di sistemi di recupero
di calore, può essere penalizzante perché riduce, in termini assoluti, il surplus di
energia da fonte rinnovabile disponibile per il raffrescamento estivo. Inoltre non
si distingue tra applicazioni in pompa di calore che hanno un maggiore consumo
di energia in inverno (settore residenziale e alberghiero in Italia settentrionale) o
in estate (settore commerciale, terziario) e ciò porta ad un''altra criticità perché il
Decreto premia i sistemi che consumano una maggiore quantità di energia
quando il consumo invernale supera quello estivo. Per questo i suggerimenti
AiCARR prevedono di premiare le pompe di calore che abbiano un''alta
efficienza nel funzionamento estivo nel caso in cui il fabbisogno dell''impianto
sia superiore nella stagione estiva, e di considerare come fonte energetica
rinnovabile anche il recupero di calore e il free-cooling.

3.4.3 Il Decreto Ministeriale e il Position Paper di AiCARR
La posizione AiCARR sul regime tariffario per le pompe di calore elettriche fa
riferimento al Decreto Ministeriale DM 28 dicembre 2012, che ha l'obiettivo di
promuovere l'efficienza energetica, con particolare riferimento alle
riqualificazioni dei fabbricati della pubblica amministrazione e alla produzione
di energia termica da fonti rinnovabili nel settore pubblico e in quello privato. Il
DM 28 dicembre 2012 fa capo al Decreto Legislativo n°28.

AiCARR nel Position Paper descrive come aspetto positivo del Decreto
Ministeriale 28 dicembre 2012 il fatto che vada ad incentivare l''utilizzo delle Capitolo 3
60
fonti rinnovabili termiche proponendo una metrica di valutazione di tipo
prestazionale, finalizzata a premiare le soluzioni energeticamente più efficienti.
Inoltre è gradito dall''associazione che il Decreto faccia riferimento esplicito ad
aggiornamenti periodici, a testimonianza della consapevolezza del legislatore di
operare in un settore in continua evoluzione tecnologica, soprattutto come
definito dallo stesso con l''introduzione di una futura tariffazione ad hoc per
l''energia elettrica per l''alimentazione delle pompe di calore. Come aspetto
negativo del Decreto è invece evidenziata la scarsa remunerabilità
dell''applicazione del Conto Termico, infatti nonostante le pompe di calore
assicurino una riduzione del consumo di energia primaria rispetto a generatori a
gas, non si verifica un risparmio economico a fronte dell''utilizzo delle stesse.
Perciò AiCARR propone l''attuazione di un nuovo regime tariffario dedicato alle
pompe di calore, dato che l''attuale regime delle tariffe elettriche penalizza la
diffusione delle pompe di calore e la sostituzione con esse degli impianti
tradizionali a gas.
' comunque prevista, sebbene non ancora attuata, da parte dell''Autorità per
l''Energia Elettrica e il Gas (AEEG) una riforma delle tariffe dei servizi di rete
(trasmissione e distribuzione) e della misura dell''energia elettrica, nonché delle
componenti tariffarie a copertura degli oneri generali di sistema per le utenze
domestiche in bassa tensione. Tale riforma è necessaria per favorire la
diffusione degli impianti di climatizzazione e scaldacqua utilizzanti pompe di
calore elettriche, che permettono di ottenere una riduzione delle emissioni
inquinanti locali.
In linea con quanto previsto dall''AEEG nel suo piano di riforma delle tariffe
elettriche, AiCARR propone le seguenti azioni distinte ma accorpabili, basate
sull''utilizzo e sulla modifica di strumenti già presenti nell''attuale regime
tariffario: ' L''incentivazione dell''installazione del secondo contatore per i sistemi a pompa di calore; ' Un regime di tariffazione dedicata per le pompe di calore che sostanzialmente consta di: - un aumento della fascia di intervento del secondo scaglione di tariffazione, che dovrebbe contenere la maggior parte dei consumi delle
pompe di calore per la climatizzazione invernale; - Una riduzione della voce ''Oneri generali' con l''eliminazione della componente A3, questo al fine di non declassare le pompe di calore
(tecnologia che utilizza fonte rinnovabile), rispetto ad altre tecnologie
che utilizzano anch''esse fonti energetiche rinnovabili come ad esempio il
solare fotovoltaico. Tale componente pesa in percentuale circa il 90% sul
costo complessivo degli oneri generali. Capitolo 4

Valutazione delle prestazioni di una pompa
di calore acqua-acqua

4.1 Dalla normativa alla pompa di calore in esame

Le norme EN 14825 ed EN 14511 indicano le condizioni di prova e la procedura
di calcolo da utilizzare per determinare le prestazioni medie stagionali (Seasonal
Coefficient Of Performance, ossia SCOP e Seasonal Efficiency Energy Ratio,
ossia SEER) di pompe di calore con l''obiettivo di rendere possibile un confronto
delle prestazioni di macchine differenti applicabili ad uno stesso edificio. Tale
confronto non è basato sulle prestazioni in condizioni nominali di
funzionamento, che sono poco rappresentative del funzionamento reale, ma su
una previsione delle prestazioni sul campo, dove la pompa di calore deve fornire
ad un edificio una potenza termica continuamente variabile in relazione alla
temperatura dell''aria esterna. Infatti, sebbene una pompa di calore acqua-acqua
come quella in esame non subisca variazioni nella potenza termica fornibile,
poiché scambia calore con una sorgente a temperatura costante (e non mutevole
come l''aria), è comunque chiamata a soddisfare un carico termico variabile con
la temperatura esterna.

4.1.1 Scostamenti dalla normativa
Il caso in esame prevede l''applicazione di una pompa di calore acqua-acqua ad
un edificio del terziario, industriale o commerciale per la climatizzazione dello
stesso, sfruttando come sorgente l''Acquedotto Industriale comasco. Le
condizioni di test a cui si sono valutate le prestazioni della macchina sono quelle
ottimali per l''abbinamento pompa di calore di grossa taglia e Acquedotto
Industriale, considerando un fabbisogno termico in media temperatura (acqua a
45°C) e una produzione di acqua refrigerata a 7°C. Si fa riferimento alla norma
EN 14825 per l''identificazione delle condizioni di carico parziale, per lo
svolgimento dei calcoli prestazionali e l''individuazione dei coefficienti di
prestazione media stagionale SCOP e SEER della macchina. Poiché si conosce
la temperatura media dell''acqua che scorre nell''Acquedotto, si considera di
utilizzare come condizioni di test della pompa di calore le condizioni effettive di
funzionamento nell''applicazione prevista, evitando, dunque, di testare la
macchina nelle condizioni stabilite dalla norma EN 14511-2. La norma EN
14511 è però utilizzata nella sua terza parte (EN 14511-3) per la definizione e il
calcolo della capacità termica della macchina e della potenza assorbita, oltre che Capitolo 4
62
per la valutazione delle incertezze di misura e degli scostamenti ammessi dai
valori di set.
Le scelte esposte sono state effettuate anche alla luce dello scostamento dalle
normative che presenta l''applicazione di una pompa di calore all''Acquedotto
Industriale. Infatti è bene distinguere tra le condizioni di test standardizzate,
necessarie per il confronto di diverse macchine, e le condizioni reali, utili a
provare l''effettiva prestazione della macchina nella peculiare applicazione
considerata.
Uno scostamento consistente tra prescrizioni della norma e caso reale si ha nel
funzionamento estivo (Tabella 4.2): la norma EN 14511-2 prevede infatti un
unico valore di temperatura di ingresso dell''acqua al condensatore, pari a 30°C.
Tale valore è compatibile solo con acqua proveniente da torri di raffreddamento,
mentre non sono valutate altre possibili sorgenti idriche per l''asportazione di
calore al condensatore (né acqua di falda, né acqua di fiume/lago, né acqua da
dry cooler). Per il caso reale si ha infatti un valore di temperatura di 9,5÷10°C
(ricavato dai dati raccolti riportati alla sezione 5.4), qualora la configurazione
impiantistica sia di scambio diretto, molto diverso dai 30°C previsti dalla norma.
Mentre si avrebbe un valore di temperatura ottimale dell''acqua in ingresso di
22°C qualora si optasse per una configurazione a scambio indiretto o diretto con
miscelazione. Un''ultima differenza si rileva nelle condizioni di carico parziale
esplicate nella norma EN 14825; infatti la norma prevede le seguenti sorgenti
d''acqua per la condensazione in funzionamento estivo: acqua da torre di
raffreddamento, da dry cooler o da falda. Il caso che per temperature si avvicina
maggiormente all''applicazione in esame (Acquedotto Industriale) è quella della
falda. Tuttavia le temperature previste per l''ingresso e l''uscita dell''acqua di
falda al condensatore sono di 10°C e 15°C rispettivamente. Una temperatura di
15°C in uscita dal condensatore comporta, dato l''approccio ridotto degli
scambiatori ad alta efficienza, che la temperatura di condensazione sia bassa,
minore di 20°C. Questo sposterebbe il punto di lavoro fuori dai limiti di
funzionamento del compressore. Sulla base di questo problema si considera di
avere una temperatura di uscita dal condensatore dell''acqua dell''Acquedotto
maggiore di 15°C, in modo da rendere possibile il corretto funzionamento del
compressore. Va esplicitato che il caso di funzionamento estivo con scambio
diretto tra Acquedotto e pompa di calore prevede un salto termico molto elevato
al condensatore, per ottenere il quale sarebbe necessario utilizzare un
condensatore dedicato, progettato appositamente a quattro passi (anziché due) in
modo che le perdite di carico assumano dei valori consoni al corretto
funzionamento del componente.




Valutazione delle prestazioni di una pompa di calore acqua-acqua
63 Tabella 4.1: Scostamenti del caso reale dalle condizioni di norma '' Funzionamento invernale
FUNZIONAMENTO INVERNALE Condizioni di parzializzazione (EN14825) Condizioni di test (EN14511-2) SORGENTE TIN,evap TOUT,evap TIN,evap TOUT,evap ACQUA DI FALDA 10°C non fissata 10°C 7°C ACQUA DI LAGO/FIUME non prevista non prevista non prevista non prevista Condizioni reali (parzializzazione) Condizioni reali (test) SORGENTE REALE TIN,evap TOUT,evap TIN,evap TOUT,evap ACQUA DELL'ACQUEDOTTO 10°C 5°C 10°C 5°C Scambio diretto ACQUA DELL'ACQUEDOTTO 8°C 3°C 8°C 3°C Scambio indiretto Tabella 4.2: Scostamenti del caso reale dalle condizioni di norma '' Funzionamento estivo FUNZIONAMENTO ESTIVO Condizioni di parzializzazione (EN14825) Condizioni di test (EN14511-2) SORGENTE TIN,cond TOUT,cond TIN,cond TOUT,cond ACQUA DI FALDA 10°C 15°C non prevista non prevista ACQUA DA TORRE DI RAFFREDDAMENTO 30°C 35°C 30°C 35°C ACQUA DI LAGO/FIUME non prevista non prevista non prevista non prevista Condizioni reali (parzializzazione) Condizioni reali (test) SORGENTE REALE TIN,cond TOUT,cond TIN,cond TOUT,cond ACQUA DELL'ACQUEDOTTO 10°C 27°C 10°C 27°C Scambio diretto ACQUA DELL'ACQUEDOTTO 22°C 27°C 22°C 27°C Scambio diretto con miscelazione o indiretto Capitolo 4
64
4.1.2 L''utilità della norma EN 14825
Le pompe di calore, come i cicli frigoriferi, vengono confrontate e selezionate
facendo riferimento a condizioni nominali standard. Tuttavia tali condizioni non
rappresentano le reali condizioni di funzionamento durante le stagioni; perciò
per valutare le effettive condizioni operative è necessario confrontare le
macchine facendole lavorare a carico parziale in modo da determinare i
coefficienti SEER e SCOP. L''efficienza del sistema dipende dall''efficacia dei
termostati di controllo, inoltre, controllando continuamente il funzionamento del
compressore, è possibile migliorare l''efficienza del sistema variando il carico
della macchina. Per il calcolo di SCOP e SEER sono valutati i consumi
energetici della pompa di calore sia quando deve soddisfare la richiesta di
riscaldamento o raffrescamento sia quando è in standby.

4.1.3 Introduzione di grandezze utili
La potenza a pieno carico è quella dichiarata dal costruttore in condizioni di
temperatura esterna di progetto, la potenza a carico parziale è calcolata per un
particolare valore della temperatura esterna ed è data dal prodotto fra la potenza
a pieno carico e il rapporto di parzializzazione. Il rapporto di parzializzazione è
calcolato fra la differenza tra la temperatura esterna e la temperatura di
equilibrio (16°C) e la differenza tra la temperatura nominale esterna di progetto
e la temperatura di equilibrio. La temperatura di equilibrio è infatti la
temperatura esterna per cui non è necessario riscaldare né raffrescare un
edificio.

La capacità dichiarata è potenza fornibile dal ciclo a compressione di vapore
dell''unità per il raffreddamento o il riscaldamento in condizioni di temperatura
esterna dichiarate e con temperature dei fluidi di scambio definite. Il rapporto di
capacità o di carico (Load Ratio) è il rapporto tra il carico parziale richiesto alla
macchina e la capacità dichiarata calcolati alle medesime condizioni di
temperatura.

La temperatura bivalente è la minore temperatura esterna a cui la pompa di
calore è in grado di soddisfare il 100% del carico richiesto in regime inverale.
Per l''applicazione considerata, che è quella di una pompa di calore acqua-acqua
di grossa taglia si è deciso di definire la temperatura bivalente pari alla
temperatura di progetto. Questo perché l''integrazione con resistenze elettriche
dell''eventuale carico non soddisfatto con la pompa di calore comporterebbe
l''inserimento di resistenze di taglia consistente, che non hanno utilità applicativa
perché economicamente non convenienti. Inoltre mentre le macchine che
scambiano calore con l''aria hanno prestazioni penalizzate alle basse temperature
dell''aria esterna, le macchine ad acqua lavorano con una sorgente a temperatura Valutazione delle prestazioni di una pompa di calore acqua-acqua
65 più stabile e favorevole e ciò consente alla pompa di calore di avere prestazioni
costanti, che non dipendono direttamente dal valore di temperatura esterna.

COPd e EERd indicano le prestazioni della macchina valutate alla potenza pari
alla capacità dichiarata e ad una certa temperatura (condizioni A, B, C, D).
COPpl ed EERpl sono valutati ai carichi parziali o totali con relativi consumi elettrici, ad una specifica temperatura a cui corrisponde un carico parziale.

Reference SEER: efficienza stagionale durante l''intera stagione di
raffrescamento, ottenuta dividendo la domanda di raffrescamento per i consumi
elettrici annuali dovuti al raffrescamento (comprensivi di consumi in standby).
In kWh/kWh.
Active mode SEERon: efficienza stagionale in funzionamento per il
raffrescamento ottenuta a partire dall''EER calcolato ai carichi parziali per
diversi livelli di temperatura pesati sulle ore in cui si hanno quei determinati
livelli di temperatura. Per calcolare il SEERon non si considerano i consumi
elettrici dei periodi di standby, ma solo quelli dovuti al funzionamento della
macchina. In kWh/kWh.
Reference SCOP: efficienza stagionale durante l''intera stagione di
riscaldamento, ottenuta dividendo la domanda di riscaldamento per i consumi
elettrici annuali (comprensivi di consumi in standby). In kWh/kWh.
Active mode SCOPon: efficienza stagionale in funzionamento per il
riscaldamento ottenuta a partire dal COP calcolato ai carichi parziali per diversi
livelli di temperatura pesati sulle ore in cui si hanno quei determinati livelli di
temperatura e comprendendo le ore di funzionamento della resistenza di back up
con la sua potenza, se durante la stagione è entrata in funzione. Per calcolare lo
SCOPon non si considerano i consumi elettrici dei periodi di standby, ma solo
quelli dovuti al funzionamento della macchina. In kWh/kWh. Nel caso di una
macchina acqua-acqua non è presente la resistenza elettrica di back up, poiché la
capacità della macchina è indipendente dall''andamento delle temperatura
esterna e non si riduce nei periodi di picco invernale; è dunque sempre fornibile
dalla macchina la potenza richiesta (a meno di guasti della macchina stessa).
SCOPnet: efficienza stagionale netta della macchina, senza resistenze elettriche
supplementari, calcolata secondo standard europei e utilizzata per fare confronti.
Sono considerati i consumi elettrici durante il funzionamento, sono invece
esclusi i consumi in standby e quelli dell''eventualmente utilizzata resistenza
elettrica. In kWh/kWh. Per una pompa di calore acqua-acqua lo SCOPnet è pari
allo SCOPon, poiché non è presente alcuna resistenza integrativa.

4.1.4 Modalità di funzionamento dell''unità
' Active mode: l''unità è in funzione, poiché vi è una richiesta di raffrescamento o riscaldamento da parte dell''edificio. Capitolo 4
66
' Thermostat off mode: l''unità è in funzione anche se non vi è richiesta di riscaldamento/raffrescamento da parte dell''edificio. ' Standby: l''unità è momentaneamente spenta, ma riattivabile con un timer o un dispositivo di controllo. ' Crankcase heater mode: è attivo un dispositivo di riscaldamento che evita la migrazione del refrigerante al compressore, in modo da limitare
la concentrazione di refrigerante nell''olio lubrificante all''avviamento
del compressore.
4.1.5 Pompe di calore acqua-acqua
In base alle applicazioni le macchine possono predisporre o no una variazione
sulla temperatura di uscita dell''acqua dallo scambiatore in relazione alla
temperatura esterna. Le condizioni di temperatura variabile sono applicabili solo
se è presente un sistema di controllo che permette di modificare la temperatura
di uscita dell''acqua dallo scambiatore in base al valore di temperatura esterna
(regolazione compensata).
Per il calcolo di SCOP, SCOPon e SCOPnet ci sono tre condizioni di
riferimento: Average (A), Warmer (W) e Colder (C). Le temperature di progetto
invernali sono definite come segue: ' AVERAGE: Temperatura di bulbo secco esterna= -10°C; temperatura interna= 20°C ' WARMER: Temperatura di bulbo secco esterna= +2°C; temperatura interna= 20°C ' COLDER: Temperatura di bulbo secco esterna= -22°C; temperatura interna= 20°C Si è scelta come zona climatica di riferimento la ''Average', poiché prevede la
temperatura di progetto più vicina a quella considerata per la zona di Como
(Tprogetto= -5°C).
Le condizioni di carico parziale per determinare lo SCOP, lo SCOPon e lo
SCOPnet sono date in tabella per un''applicazione in media temperatura:












Valutazione delle prestazioni di una pompa di calore acqua-acqua
67 Tabella 4.3: Condizioni di parzializzazione per calcolo SCOP '' Media temperatura [22] CONDIZIONI DI PARZIALIZZAZIONE PER CALCOLO DELLO SCOP - APPLICAZIONI IN MEDIA TEMPERATURA AVERAGE (TdH= -10°C) SCAMBIATORE ESTERNO SCAMBIATORE INTERNO PART LOAD PL (%) TEMP. IN/OUT ACQUA (°C) TEMP. IN/OUT ACQUA (°C) RATIO Acqua di falda Salamoia Uscita fissa Uscita variabile (media) A (-7-16)/(TdH-16) 88 10/a 0/a b/45 40,7 c B (+2-16)/(TdH-16) 54 10/a 0/a b/45 34,8 c C (+7-16)/(TdH-16) 35 10/a 0/a b/45 31,1 c D (+12-16)/(TdH-16) 15 10/a 0/a b/45 26,6 c E (TdH-16)/(TdH-16) 100 10/a 0/a b/45 42,5 c F (Tbival-16)/(TdH-16) 10/a 0/a b/45 d a= condizioni valutate con la portata d'acqua nelle condizioni 40/45 b= condizioni valutate con la portata d'acqua nelle condizioni 40/45 per unità a portata fissa e con 'T di 5°C per unità a portata variabile c= per unità a portata variabile è imposto un 'T non minore di 3K e una temp minima di ingresso di 20°C. Tout=Tmedia+ 'T/2; Tout=Tmedia- 'T/2 d= la temperatura media in caso di uscita variabile si calcola dall'interpolazione tra le temperature che comprendono la temperatura bivalente















Capitolo 4
68
Le condizioni di carico parziale per determinare il SEER e il SEERon sono le
seguenti, si considera un''applicazione con acqua 12°C-7°C all''evaporatore:
Tabella 4.4: Condizioni di parzializzazione per calcolo SEER [23] CONDIZIONI DI PARZIALIZZAZIONE PER CALCOLO DEL SEER SCAMBIATORE ESTERNO SCAMBIATORE INTERNO PART LOAD PL (%) TEMP. IN/OUT ACQUA (°C) TEMP. IN/OUT ACQUA (°C) RATIO Cooling tower Acqua falda Dry cooler Fan coil (Tout fissa/no) Radiante A (35-16)/(TdC-16) 100 30/35 10/15 50/55 12/7 12/7 23/18 B (30-16)/(TdC-16) 74 26/a 10/a 45/a a/7 a/8,5 a/18 C (25-16)/(TdC-16) 47 22/a 10/a 40/a a/7 a/10 a/18 D (20-16)/(TdC-16) 21 18/a 10/a 35/a a/7 a/11,5 a/18 a= condizioni valutate con la portata d'acqua determinata durante il test "A" per unità con portata d'acqua fissa o con 'T fisso e pari a 5°C e portata d'acqua variabile
Si sono valutate le condizioni di carico parziale per delle applicazioni tipiche di
climatizzazione di edifici del settore terziario, industriale e commerciale; per
questo si impone la necessità di avere acqua a 7°C all''evaporatore in estate per
esigenze di raffrescamento e deumidificazione, e acqua a 45°C al condensatore,
in regime invernale, per l''alimentazione di terminali in media temperatura, i più
usati nel settore in questione.
Le ore in cui si verificano i carichi parziali nelle varie condizioni di temperatura
sono date dalla norma (cfr. sezione 4.5), così come le disposizioni per la scelta
del carico di picco dell''applicazione (PL= 100%), che deve essere pari alla
potenza massima erogabile dalla macchina nelle condizioni considerate.

4.1.6 Calcolo SCOP di riferimento
Lo SCOP di riferimento è calcolato come il rapporto fra la richiesta annuale di
riscaldamento e il consumo annuale di energia elettrica, espressi in kWh.

La richiesta di riscaldamento è ottenuta dal prodotto fra il pieno carico di
riscaldamento (potenza di progetto) e il numero di ore equivalenti in cui è in
funzione il riscaldamento. Valutazione delle prestazioni di una pompa di calore acqua-acqua
69
Il consumo annuale di energia elettrica comprende i consumi in funzionamento,
a thermostat off mode, in standby e in Crankcase heater mode.
Il consumo di energia elettrica è dato dalla somma di consumi di elettricità nei
vari modi di funzionamento moltiplicati ciascuno per il numero di ore in tale
modalità di funzionamento a cui si aggiunge il rapporto tra la richiesta di
riscaldamento annuale e il valore SCOPon in funzionamento.
''
CALCOLO SCOPon:
'' '' ( )
hi= ore in cui ricorre una certa temperatura; Ph(Ti)= Carico dell''edificio a quella temperatura esterna (per tutti i valori di Temp osservati); COPpl(Ti)= COP a carico parziale calcolato alla medesima temperatura; elbu(Ti)= Potenza richiesta ad una resistenza elettrica di back up alla temperatura in questione (nel caso in
esame è nulla).
Il carico richiesto a una certa temperatura (Ph(Ti)) è dato dal carico nominale moltiplicato al rapporto di parzializzazione per quella temperatura. Il rapporto di
parzializzazione è calcolato in base alla zona climatica:

CALCOLO SCOPnet:
'' ( ) '' ( )
CALCOLO DI COPpl VALUTATO ALLE DIVERSE CONDIZIONI DI TEMPERATURA E DI CARICO:
Capitolo 4
70
Se la capacità dichiarata della macchina è simile o inferiore alla richiesta di
riscaldamento, si può usare il corrispondente COPd (alla capacità dichiarata). Se
la capacità dichiarata è maggiore del carico richiesto, si utilizza il valore di
COPpl, calcolato in base al controllo di capacità della macchina. ' UNIT' A CAPACIT' FISSA
Per qualsiasi step di carico parziale, il COPpl è calcolato come segue:
COPd= calcolato alla capacità dichiarata e alle stesse condizioni di temperatura
che si hanno per il carico parziale.
Cc= coefficiente correttivo (calcolabile o preso pari a 0,9)
CR o LR= rapporto di capacità: rapporto tra la domanda di riscaldamento e la
capacità dichiarata valutate alla medesima temperatura
' UNIT' A CAPACIT' VARIABILE O CON PI' STADI DI COMPRESSIONE
Per valutare il COPpl in corrispondenza del carico richiesto si valutano la capacità e il COP dello step di capacità più vicino al carico (lo step deve avere
una capacità del 10% in più o in meno del carico da fornire). Se non c''è un
gradino di parzializzazione della macchina che si avvicini col 10% di tolleranza
al carico richiesto, allora si interpola il COP dei due gradini di parzializzazione
tra cui si trova il carico di riscaldamento richiesto.
Se invece il minimo gradino di parzializzazione della macchina è comunque
superiore al carico da fornire, il COPpl al carico parziale richiesto è calcolato come per le macchine a capacità fissa (Formula 4.7).

4.1.7 Calcolo SEER di riferimento
Il SEER di riferimento è dato dal rapporto fra la domanda di raffrescamento
annuale di riferimento Qc e i consumi elettrici annuali Qce.

La richiesta di raffrescamento è ottenuta dal prodotto fra il pieno carico di
raffrescamento (potenza di progetto) e il numero di ore equivalenti in cui è in
funzione il raffrescamento.
Valutazione delle prestazioni di una pompa di calore acqua-acqua
71
Il consumo annuale di energia elettrica comprende i consumi in funzionamento,
a thermostat off mode, in standby e in Crankcase heater mode.
Il consumo di energia elettrica è dato dalla somma di consumi di elettricità nei
vari modi di funzionamento moltiplicati ciascuno per il numero di ore in tale
modalità di funzionamento a cui si aggiunge il rapporto tra la richiesta di
riscaldamento annuale e il valore SEERon in funzionamento.
''
CALCOLO SEERon:
'' '' ( )
hi= ore in cui ricorre una certa temperatura; Pc(Ti)= Carico dell''edificio a quella temperatura esterna (per tutti i valori di Temperatura osservati); EERpl(Ti)= EER a carico parziale calcolato alla medesima temperatura.

CALCOLO EERpl VALUTATO ALLE DIVERSE CONDIZIONI DI TEMPERATURA E DI CARICO:

A carico totale la capacità dichiarata si considera pari al carico di
raffrescamento.
A carico parziale ci sono due possibilità: - Se la capacità dichiarata è simile al carico richiesto, si utilizza il corrispondente valore di EERd. - Se la capacità dichiarata eccede il carico richiesto, l''unità deve effettuare cicli di accensione/ spegnimento.
' UNIT' A CAPACIT' FISSA
Per funzionamento a carico parziale:
Capitolo 4
72
CR o LR è il rapporto di capacità, ossia il rapporto fra la domanda di
raffrescamento e la capacità dichiarata dell''unità, valutate alla medesima
temperatura.
Cc è il fattore correttivo, calcolabile o preso pari a 0,9.
' UNIT' A CAPACIT' VARIABILE O CON PI' STADI DI COMPRESSIONE
Per valutare l''EERpl della macchina in corrispondenza del carico richiesto dall''edificio si valutano la capacità e l''EER dello step di capacità più vicino al
carico richiesto (lo step deve avere una capacità del 10% in più o in meno del
carico da fornire). Se non c''è un gradino di parzializzazione della macchina che
si avvicini col 10% di tolleranza al carico richiesto, allora si interpolano l''EER e
la capacità dei due gradini tra cui si trova il carico di raffrescamento.
Se invece il minimo step della macchina è comunque superiore al carico da
fornire, si calcola l''EERpl come per le macchine a capacità fissa, al carico parziale richiesto (Formula 4.12).

4.2 Riferimento alla pompa di calore in esame: valutazione di efficienza ai carichi parziali
La pompa di calore in esame ha un unico compressore con tre stadi: 50%, 75% e
100%. La macchina è reversibile lato acqua ed ha una capacità che si mantiene
costante al variare della temperatura esterna. Si individuano quindi tre livelli di
capacità, rappresentabili con delle rette orizzontali in funzione della temperatura
esterna. Dato che il carico richiesto è invece rappresentato in un piano potenza-
temperatura esterna da una retta inclinata con coefficiente angolare negativo, è
necessario che la pompa di calore effettui dei cicli tra i diversi stadi di
compressione in modo da inseguire il più possibile il carico e fornire una
potenza vicina a quella richiesta. Questo comporta che ci siano dei cicli con il
compressore in funzione a piena potenza, altri a potenza parzializzata al 75% o
al 50% e dei cicli di accensione spegnimento. Per definire le percentuali di
funzionamento nelle diverse condizioni da valutare (A, B, C, D) da parte della
macchina, e di conseguenza calcolarne l''efficienza ai carichi parziali, si segue la
seguente procedura.

Si considerano definiti durante i test in laboratorio la potenza termica fornita
(capacità) e l''assorbimento elettrico nei tre stadi di parzializzazione del
compressore, valutati nelle condizioni di riferimento (per il funzionamento
invernale: Tin,evap= 10°C, Tout,cond= 45°C; Tdesign,H= -10°C. Per il funzionamento estivo: Tin,cond= 10°C, Tout,evap= 7°C; Tdesign,C= 35°C). Valutazione delle prestazioni di una pompa di calore acqua-acqua
73 Si considerano i carichi parziali calcolati come prodotto tra la potenza nominale
della macchina (al 100%) e il rapporto di parzializzazione, funzione della
temperatura esterna e della temperatura di progetto.

Si calcola il COP o EER della macchina nelle condizioni di parzializzazione
dividendo la potenza termica fornita per la potenza elettrica assorbita in
ciascuno step. Si trova il Load Ratio come il rapporto fra il carico parziale
richiesto e la capacità della macchina in corrispondenza del gradino di
parzializzazione che si sta valutando; si ha che per lo step di potenza superiore
al carico il LR è minore dell''unità, mentre per lo step inferiore LR è maggiore
dell''unità.

La percentuale di funzionamento nello step di parzializzazione inferiore fra le
due condizioni tra cui si pone la richiesta di carico da soddisfare (step 2) è
calcolata come:

L''altra percentuale di funzionamento (nello step superiore o step 1) è il
complemento a 100 di quella precedentemente calcolata. Dove Ph è la capacità
della macchina in corrispondenza del gradino di parzializzazione considerato.

Per il funzionamento invernale, ad esempio, il COP in condizioni di cilclaggio
per i due step di potenza tra cui si trova il carico richiesto si calcola con la
seguente formula:
( ) ( ) ( ) ( ) Capitolo 4
74
Con Cc che indica il coefficiente di correzione per ciclaggio, preso pari a 0,9; Ph
e Pel sono rispettivamente la capacità della macchina e la potenza elettrica
assorbita in corrispondenza del gradino di parzializzazione considerato.

Il COP nella condizione di carico richiesto che si sta valutando si trova come la
somma dei COP di ciclaggio dei due step di potenza pesati sulle rispettive
percentuali di funzionamento:

Se però il carico richiesto si trova al di sotto del minimo gradino di
parzializzazione, ossia lo step 2 coincide con la condizione OFF, il COP nella
condizione di carico richiesto corrisponde al COP di ciclaggio dello step 1 di
potenza.

La stessa trattazione è valida per il calcolo dell''EER nelle condizioni A, B, C, D
corrispondente al carico parziale richiesto (EERpl(Ti)).
A titolo di esempio si vedano i grafici A.1, A.2, B.1 e B.2 delle Appendici A e
B, che diagrammano l''andamento di carichi e capacità della macchina oltre a
COPpl ed EERpl al variare della temperatura esterna.
4.3 Test sulla macchina in riferimento alla norma EN 14511

La valutazione della capacità di riscaldamento o raffrescamento della macchina
e della potenza necessaria a sopperire alle perdite di carico negli scambiatori
viene effettuata in conformità ai dettami della norma EN 14511, calcolando le
grandezze indicate come segue.

4.3.1 Valutazione di capacità
La capacità in riscaldamento delle macchine acqua-acqua può essere
determinata col metodo diretto allo scambiatore (condensatore), valutando la
portata volumica del fluido termovettore e le temperature di ingresso e uscita,
tenendo in considerazione la capacità termica specifica e la densità del fluido
termovettore.

Per operazioni in stato stazionario, la capacità di riscaldamento può essere
determinata con la seguente formula:
Valutazione delle prestazioni di una pompa di calore acqua-acqua
75 Con: ' PH= capacità di riscaldamento, in W; ' q= portata volumica, in m3/s; ' ρ= densità, in kg/m3; ' cp= calore specifico a pressione costante, in J/kgK; ' 'T= differenza di temperatura tra ingresso e uscita, in K;
La capacità di riscaldamento deve essere corretta del calore fornito dalla pompa: ' Se la pompa è parte integrante della macchina la stessa potenza che è esclusa dal totale delle potenze in ingresso, deve essere sottratta dalla
capacità di riscaldamento. ' Se la pompa non è parte integrante della macchina (come per il caso in esame) la stessa potenza che è inclusa nel totale delle potenze in
ingresso, deve essere sommata alla capacità di riscaldamento.
La capacità in raffrescamento delle macchine acqua-acqua può essere
determinata col metodo diretto allo scambiatore (evaporatore), valutando la
portata volumica del fluido termovettore e le temperature di ingresso e uscita,
tenendo in considerazione la capacità termica specifica e la densità del fluido
termovettore.

Per operazioni in stato stazionario, la capacità di raffrescamento può essere
determinata con la seguente formula:

La capacità di raffrescamento deve essere corretta del calore fornito dalla
pompa: ' Se la pompa è parte integrante della macchina la stessa potenza che è esclusa dal totale delle potenze in ingresso, deve essere sommata alla
capacità di raffrescamento. ' Se la pompa non è parte integrante della macchina (come per il caso in esame) la stessa potenza che è inclusa nel totale delle potenze in
ingresso, deve essere sottratta dalla capacità di raffrescamento.
4.3.2 Potenza delle pompe
La correzione di potenza delle pompe deve essere effettuata sia per le pompe
interne sia per quelle esterne alla macchina. Se la pompa è parte integrante della
macchina, solo una parte della potenza assorbita dal motore è inclusa nella
potenza effettiva assorbita dall''unità. La frazione di potenza da sottrarre dal
totale di potenza assorbita si calcola con la seguente formula:
Capitolo 4
76

Con: ' q= portata nominale di acqua/fluido, in m3/s; ' η= rendimento della pompa, calcolato secondo l''allegato H; ' 'pe= differenza di pressione statica esterna misurata, in Pa.
Se l''unità non è provvista di una pompa, come la macchina in esame, si calcola
la potenza che deve essere proporzionalmente attribuita alla pompa e che deve
essere sommata al totale di potenza in ingresso, con la seguente formula:

Con: ' q= portata nominale di acqua/fluido, in m3/s; ' η= rendimento della pompa, calcolato secondo l''allegato H; ' 'pi= differenza di pressione statica interna misurata, in Pa.
Da Allegato H - Determinazione del rendimento delle pompe: il metodo di
calcolo del rendimento di una pompa si basa sulla relazione esistente tra il
rendimento e la potenza idraulica della pompa.
' Pompa integrata nella macchina:
Con:
Pidraulica= potenza idraulica della pompa, in W; q= portata volumica di acqua, in m3/s;
'pe= differenza di pressione statica esterna misurata, in Pa. ' Pompa esterna alla macchina:
Con:
Pidraulica= potenza idraulica della pompa, in W; q= portata volumica di acqua, in m3/s;
'pi= differenza di pressione statica interna misurata, in Pa. Valutazione delle prestazioni di una pompa di calore acqua-acqua
77 L''efficienza della pompa di circolazione nel fornire potenza idraulica è
determinata nel seguente modo: ' Se la potenza idraulica della pompa è minore di 500 W:
' Se la potenza della pompa è maggiore di 500 W:
4.3.3 Test della macchina in laboratorio
La pompa di calore viene testata in laboratorio con una strumentazione che
assicura campionamenti delle grandezze misurate ogni 4 secondi, conforme
quindi alle disposizioni della norma. Si valuta anche che le grandezze
monitorate e misurate mantengano valori costanti nel tempo con fluttuazioni
rispetto al valore impostato che siano attinenti a quanto prescritto dalla norma
EN 14511.

4.4 Metodi di test per i consumi elettrici in conformità alla norma EN 14825
Per il calcolo delle efficienze stagionale SCOP e SEER la norma EN 14825
prescrive di calcolare i consumi elettrici da imputare ai periodi in cui la pompa
di calore funziona in condizioni diverse da quella che si ha quando la macchina
eroga una potenza in grado di soddisfare una richiesta di riscaldamento o
raffrescamento. I periodi in questione sono quelli in cui la macchina è in standby
o è attivo il dispositivo di riscaldamento che evita la migrazione del refrigerante
al compressore; sono perciò presenti dei consumi parassiti legati a tale
dispositivo e/o all''alimentazione del display e delle pompe d''impianto che
smaltiscono il calore o il freddo prodotto a fronte dell''interruzione della
richiesta di climatizzazione da parte dell''edificio.

4.4.1 Misura dei consumi elettrici durante il funzionamento thermostat off
mode Dopo che la macchina ha funzionato per 30 minuti in raffrescamento nelle
condizioni di test ''D', il set point del termostato viene aumentato fino a che il
compressore si ferma. La potenza consumata in standby è sottratta dai consumi
energetici totali misurati della macchina, per determinare la potenza in modalità
thermostat off mode, in un periodo non inferiore a un''ora.
Per il funzionamento in riscaldamento sono applicati gli stessi principi, ma il set
point del termostato deve essere abbassato fino a che il compressore si spegne,
dopo che la macchina ha lavorato per 30 minuti nelle condizioni ''D' di test. Capitolo 4
78
Se la pompa di circolazione non è parte integrante della macchina la potenza
misurata in modalità thermostat off mode deve essere aumentata della frazione
di potenza della pompa che è necessaria per sopperire al salto di pressione
statica interno. In questo modo si misura una potenza in ingresso consistente con
l''effettivo input di potenza.

4.4.2 Misura dei consumi elettrici durante il funzionamento standby
Dopo il funzionamento in raffrescamento in condizioni ''A', l''unità viene spenta
dal sistema di controllo; dopo 10 minuti vengono misurati i consumi elettrici
residui e sono imputati alla modalità standby. Per macchine che fanno solo
riscaldamento le misure sono fatte allo stesso modo, ma a seguito di
funzionamento in condizioni ''D'.

4.4.3 Misura dei consumi elettrici durante la modalità Crankcase heater
Se la modalità di riscaldamento Crankcase heater è in funzione mentre si fanno
le misure in standby, allora i consumi in modalità Crankcase heater possono
essere considerati uguali ai consumi in standby.
Se invece non è in funzione durante le misure in standby, bisogna effettuare un
test come segue:
Dopo il funzionamento in riscaldamento nelle condizioni ''B', l''unità viene
fermata con il dispositivo di controllo e i consumi energetici vengono monitorati
per 8 ore, si calcola poi una media sulle otto ore della potenza in ingresso. Il
consumo di potenza in standby è sottratto da questi consumi energetici misurati
per determinare il consumo dovuto al funzionamento in modalità Crankcase
heater.

4.5 Contenuto dell''Allegato A della norma EN 14825

L''Allegato A della norma EN 14825 riporta alcune informazioni utili per il
calcolo dei coefficienti prestazionali in conformità alla norma, quali le
Temperature bin con le relative ore di ricorrenza, le ore di funzionamento nelle
modalità active mode, standby, thermostat off mode e crankcase heater mode,
per macchine reversibili e non reversibili. Si riportano in seguito le indicazioni
utilizzabili per macchine reversibili in condizioni di progetto per la zona
climatica Average, che è quella scelta come riferimento per applicazioni in
pompa di calore nell''Italia Settentrionale.





Valutazione delle prestazioni di una pompa di calore acqua-acqua
79 Tabella 4.5: Valori di temperature bin e ore corrispondenti '' Funzionamento invernale [24] RISCALDAMENTO i Ti AVERAGE hiA # °C h 1 -10 1 2 -9 25 3 -8 23 4 -7 24 5 -6 27 6 -5 68 7 -4 91 8 -3 89 9 -2 165 10 -1 173 11 0 240 12 1 280 13 2 320 14 3 357 15 4 356 16 5 303 17 6 330 18 7 326 19 8 348 20 9 335 21 10 315 22 11 215 23 12 169 24 13 151 25 14 105 26 15 74 4910





Capitolo 4
80
Tabella 4.6: Valori di temperature bin e ore corrispondenti '' Funzionamento estivo [25] RAFFRESCAMENTO i Ti hi # °C h 1 17 205 2 18 227 3 19 225 4 20 225 5 21 216 6 22 215 7 23 218 8 24 197 9 25 178 10 26 158 11 27 137 12 28 109 13 29 88 14 30 63 15 31 39 16 32 31 17 33 24 18 34 17 19 35 13 20 36 9 21 37 4 22 38 3 23 39 1 24 40 0








Valutazione delle prestazioni di una pompa di calore acqua-acqua
81 Tabella 4.7: Ore di funzionamento nelle diverse condizioni '' Regime invernale [26] RISCALDAMENTO CONDIZIONE DI FUNZIONAMENTO Reversibile Average Off Mode 0 Termostato off mode 179 Standby 0 Ore equivalenti Active Mode per riscaldamento HHE 1400 Crankcase heater 179 Tabella 4.8: Ore di funzionamento nelle diverse condizioni '' Regime estivo [27] RAFFRESCAMENTO CONDIZIONE DI FUNZIONAMENTO Reversibile A Totale ore in un anno 8760 B Off Mode 0 C Ore per la stagione di raffrescam. (A-B) 3672 D Thermostat off mode 221 E Standby 2142 F Active Mode senza ore di guasto (C-D-E) 1309 G Correzione per guasti 355 H Active Mode corrette (F-G=73% di F) 954 I Ore equivalenti Active Mode per raffrescam. HCE 350 L Crankcase heater 2672
4.6 Informazioni sulla pompa di calore in esame e applicazioni

4.6.1 Descrizione
La pompa di calore testata è progettata per lavorare con l''acqua come fluido di
scambio sia all''evaporatore, che è a fascio tubiero con flussi in controcorrente,
sia al condensatore, che è a fascio tubiero a doppio passo. Il fluido refrigerante
previsto è R134a; il compressore è a vite con tre gradini di parzializzazione
(50%, 75% e 100%) oltre allo step 25% utilizzabile solo per l''avvio del
compressore stesso. L''inversione di ciclo, per il passaggio dal funzionamento
estivo a quello invernale e viceversa, avviene lato acqua, poiché una valvola di
inversione di ciclo per una macchina di potenza elevata (come la pompa di Capitolo 4
82
calore in esame) sarebbe un componente critico, di peso, dimensioni e costo
eccessivi.
Figura 4.1: Pompa di calore acqua-acqua in esame L''applicazione ipotizzata è di climatizzazione di un edificio ad uso industriale o
commerciale, avente terminali alimentati in media temperatura nella stagione
invernale e a 7°C nella stagione estiva. La sorgente di scambio è l''Acquedotto
Industriale comasco, nel quale scorre acqua emunta in profondità dal lago di
Como: la presa a lago prevede che la captazione dell''acqua avvenga tramite un
torrino con filtro che si erge all''estremità di una condotta DN 1000 posata sul
fondo del lago. Posizione del filtro di captazione: - Distanza dalla riva: 400 m
- Quota del filtro: 160 m.s.m.
- Quota fondo del lago: 156 m.s.m. Avendo osservato temperature analoghe tra la stagione estiva e quella invernale
si può ragionevolmente ritenere che la temperatura sia pressoché costante
durante l''anno e pari a circa 9,5÷10°C (cfr. sezione 5.4).
Per le configurazioni impiantistiche possibili e le relative temperature di
funzionamento si rimanda alla sezione 5.4 del Capitolo 5.
La macchina è di per sé sprovvista di resistenze di back up, che infatti non sono
state considerate nel calcolo dello SCOP. Sarebbe possibile provvedere la
pompa di calore di un sistema di generazione di back up e supporto, ad esempio
costituito da una caldaia, qualora si volesse dimensionare la macchina non sul
carico di picco, corrispondente alla temperatura di progetto invernale, ma su un
carico meno severo. Tuttavia i casi di climatizzazione nel terziario prevedono in
genere che la pompa di calore sia dimensionata sul carico estivo, più ingente di
quello invernale; per questo motivo la macchina è sovradimensionata durante la
stagione invernale ed è in grado di fornire in autonomia il carico di picco. Valutazione delle prestazioni di una pompa di calore acqua-acqua
83 4.6.2 Componenti principali della pompa di calore
Il compressore previsto dalla macchina è a vite; questa tecnologia è largamente
utilizzata poiché comporta diversi vantaggi: compressore, separatore dell''olio e
sistema di lubrificazioni sono integrati in un''unica unità funzionale, il cui costo
di installazione non è superiore a quello di un grosso compressore alternativo di
potenzialità equivalente. Grazie alla semplice integrazione nel sistema e
all''ottima affidabilità, i compressori a vite compatti si sono affermati nelle
applicazioni in chiller ed hanno progressivamente guadagnato quote di mercato.
Una buona parte di questi chiller è realizzata in modo reversibile e lavora
pertanto come chiller in estate e come pompa di calore in inverno.
L''applicazione prevalente tra le due definisce le modalità di dimensionamento
dell''evaporatore e del condensatore. Gli elementi costruttivi interni alla carcassa
comprendono in particolare il motore elettrico raffreddato con il gas di
aspirazione, la sezione di compressione, costituita dai rotori sostenuti da
cuscinetti a rotolamento che movimentano e comprimono il refrigerante, il
separatore olio dotato di smorzatore di pulsazioni e il circuito dell''olio.
Con i compressori a vite il processo di compressione avviene in un''unica
direzione di deflusso. La portata assiale di gas aspirato viene compressa nei vani
interdentali che si riducono progressivamente. Il gas compresso poi viene
scaricato attraverso una finestra di scarico, la cui misura e forma determinano il
Vi, il rapporto di volume interno. Questo parametro deve avere un rapporto definito con la portata di massa e la pressione di lavoro per eliminare perdite di
efficienza maggiori causate da sovra- o sotto-compressione. Per assicurare
un''efficienza e una sicurezza di funzionamento elevate, una parte del canale di
scarico è integrato nella valvola a cassetto permettendo una regolazione del Vi automatica in caso di carico parziale.
Compressori a vite di questa tipologia sono stati ottimizzati per l''impiego in
macchine funzionanti a basse temperature di condensazione, perciò sono
particolarmente adatti all''impiego in chiller raffreddati ad acqua.
Figura 4.2: Compressore a vite Capitolo 4
84
Le analisi di profittabilità per la scelta del fluido refrigerante in abbinamento al
compressore sono basate sull''efficienza annuale SEER/SCOP. I criteri per il
calcolo dello SCOP sono definiti dalla norma EN 14825: il metodo di calcolo
considera il profilo di temperatura annuale, le ore di funzionamento e il carico
termico. In questo contesto il COP nel funzionamento a carico parziale diventa
sempre più importante, per cui i moderni compressori a vite sono ottimizzati per
elevato COP a pieno carico e allo stesso tempo ottimale comportamento in
parzializzazione. Il compressore a vite integrato nella pompa di calore in esame
è dotato di un cassetto che consente la modulazione della capacità dal 100% al
25%. Il fluido R134a evidenzia il miglior potenziale per l''ottenimento di un
elevato valore di SCOP nelle pompe di calore, inoltre la ridotta temperatura di
scarico permette un ampio campo di impiego senza la necessità di
raffreddamento dell''olio e la ridotta differenza di pressione consente di
realizzare perdite di compressione inferiori rispetto all''uso di altri fluidi. Infine
l''R134a possiede il minore indice GWP. Per questi motivi si può ritenere che
l''R134a rappresenti il miglior refrigerante da abbinare ai compressori a vite in
servizio delle pompe di calore.
Il diagramma dei limiti di impiego del compressore (Figura 4.3), che è specifico
per ogni refrigerante, determina, assieme alle differenze di temperatura
nell''evaporatore e nel condensatore, gli intervalli di temperatura utilizzabili per
le sorgenti termiche e per l''utenza. Figura 4.3: Limiti di funzionamento del compressore a vite, con:
tc temperatura di condensazione; t0 temperatura di evaporazione; CR = capacity regulation = gradino di parzializzazione (25%, 50%, 75%, 100%) La minima e la massima pressione operativa, la temperatura di fine
compressione e la capacità termica di flusso del gas aspirato disponibile per il
raffreddamento del motore elettrico sono gli elementi che consentono di definire
i limiti di impiego. Poiché il compressore a vite in questione è privo di pompa
dell''olio occorre mantenere una differenza minima di pressione tra l''alta e la Valutazione delle prestazioni di una pompa di calore acqua-acqua
85 bassa pressione, necessaria per garantire la circolazione del lubrificante
all''interno del compressore.
Per garantire l''ottimizzazione dell''efficienza a carichi parziali dei compressori
vengono adottati i seguenti accorgimenti:
- La regolazione di capacità tramite valvola a cassetto dei compressori a vite
compatti è stata ottimizzata e dotata di una regolazione automatica del Vi (rapporto volumetrico intrinseco definito dal rapporto tra volume del gas
aspirato dal compressore e il volume della medesima quantità di gas al momento
dello scarico) durante il funzionamento.
- Le perdite per attrito nei cuscinetti e la richiesta energetica per la
movimentazione dell''olio lubrificante sono state ridotte.
- ' stata significativamente diminuita la pressione di condensazione minima
ammessa. In questo modo si amplia il campo di impiego del compressore,
rendendo possibile l''inseguimento con il punto operativo del compressore delle
condizioni previste nel calcolo del SEER, tenendo la più bassa pressione di
condensazione.

Gli scambiatori di calore integrati nella pompa di calore in esame sono a fascio
tubiero. L''evaporatore è ottimizzato per lavorare con R134a ed ha un design
monopasso che assicura un profilo di scambio in controcorrenza perfetta tra il
refrigerante e il fluido secondario (acqua dell''impianto o dell''Acquedotto
Industriale o del circuito chiuso interposto). L''efficienza dello scambio
controcorrente e dell''abbinamento a R134a portano l''evaporatore ad avere delle
prestazioni di scambio notevoli (in termini di potenza scambiata per unità di
superficie). Con la configurazione monopasso si riduce il numero di tubi e di
conseguenza la taglia dell''evaporatore, fattore evidente soprattutto sulle
macchine di capacità elevata. Inoltre si rende possibile il raggiungimento di
temperature di evaporazione fino a 5°C, ne giova, ancora una volta, l''efficienza
della macchina. L''evaporatore ha il refrigerante all''interno del fascio tubiero in
rame, mentre l''acqua scorre all''interno del mantello lambendo i tubi.
Capitolo 4
86
Figura 4.4: Evaporatore a fascio tubiero Il condensatore a fascio tubiero è a doppio passo, all''interno dei tubi scorre
l''acqua (acqua dell''impianto o dell''Acquedotto Industriale o del circuito chiuso
interposto), mentre fra il mantello e il fascio tubiero condensa il refrigerante.
Anche in questo caso il design consente di ottenere prestazioni di scambio
elevate.
Figura 4.5: Condensatore a fascio tubiero
Per gli scambiatori di calore come evaporatore e condensatore, in cui uno dei
due fluidi che li attraversa è in transizione di fase, si può definire l''approccio. R134a IN R134a OUT Acqua IN Acqua OUT Acqua IN Acqua OUT R134a IN R134a OUT Valutazione delle prestazioni di una pompa di calore acqua-acqua
87 L''approccio dello scambiatore è dato dalla differenza di temperatura che si
rileva tra l''acqua in uscita dallo scambiatore (Tout) e la temperatura di saturazione (Ts); quanto minore è l''approccio, migliore è l''efficienza dello scambiatore. Infatti data l''efficienza di uno scambiatore (ε), che è il rapporto fra
la potenza termica effettivamente scambiata e la massima potenza scambiabile,
si dimostra che minore è l''approccio ('Ts), maggiore è il numeratore del rapporto e quindi l''efficienza.

Con C cha indica la capacità termica, a numeratore quella del fluido che assorbe
il calore di condensazione o cede calore per l''evaporazione, a denominatore la
minima capacità fra quella del fluido e quella del refrigerante in transizione di
fase.
Dato che:

E definito l''approccio 'Ts come:
Si ha che:

Per cui è evidente che quanto minore è l''approccio 'Ts, maggiore è l''efficienza dello scambiatore a parità delle altre condizioni.

4.7 Risultati dei test prestazionali

4.7.1 Premessa
I test sulla pompa di calore possono essere effettuati considerando i regimi
estivo e invernale e le configurazioni possibili di scambio diretto e indiretto. In
funzionamento estivo la macchina è testabile nelle condizioni di temperatura
legate allo scambio indiretto o diretto con miscelazione (TIN,cond=22°C, TOUT,cond=27°C), lo stesso si ha in funzionamento invernale, considerando, quindi, lo scambio diretto fra Acquedotto ed evaporatore (TIN,evap=10°C, TOUT,evap=5°C). Le temperature legate allo scambio indiretto con scambiatore interposto (TIN,evap=8°C, TOUT,evap=3°C) sono solo simulabili tramite un apposito Capitolo 4
88
software poiché il circuito glicolato disponibile in laboratorio non consente di
raggiungere potenze del target della pompa di calore in esame.

4.7.2 Informazioni sui calcoli effettuati
Il calcolo delle prestazioni medie stagionali della pompa di calore in esame è
effettuato sulla base delle formule riportate nella norma EN 14825 (cfr.
sottosezioni 4.1.6 e 4.1.7). Tale calcolo necessita di alcune misure ottenibili in
laboratorio, quali portate e temperature per valutare la capacità della macchina
nei vari step di potenza, i relativi assorbimenti elettrici e, inoltre, le perdite di
carico agli scambiatori. Oltre a ciò, devono essere calcolati i valori di COPpl ed EERpl ai carichi parziali per tutti i valori di temperatura esterna (e relative ore di ricorrenza) tabulati nell''Allegato A della EN 14825 (cfr. sezione 4.5).

Nelle condizioni di parzializzazione indicate dalla norma (A, B, C, D), il COPpl e l''EERpl sono stati calcolati considerando i cicli (con le relative potenze, assorbimenti e percentuali di funzionamento) che la macchina deve effettuare
per inseguire correttamente il carico richiesto. Le formule che si utilizzano
(dalla 4.13 alla 4.18) sono quelle riportate nella sezione 4.2.
Per i valori di temperatura intermedi fra le condizioni A, B, C e D, i valori di
COPpl o EERpl si trovano interpolando i COPpl o EERpl delle condizioni fissate che stanno agli estremi di ciascun intervallo di temperature. Le interpolazioni
sono fatte in relazione alla temperatura esterna, che influenza il carico richiesto
e quindi, indirettamente, i cicli che la pompa di calore si trova a fare e le
prestazioni associate a tali condizioni di funzionamento.
Per l''intervallo di temperature che in regime estivo non ha un limite inferiore
fissato dalla norma (valori da 17°C a 19°C) e in regime invernale manca
dell''estremo superiore (valori da 13°C a 15°C), si calcolano COPpl o EERpl considerando la pendenza del segmento di funzione che lega prestazioni e
temperature dell''intervallo più vicino (intervallo 20°C-25°C per il regime
estivo; intervallo 7°C-12°C per l''invernale).
Per i fogli di calcolo esemplificativi creati per il calcolo di SCOP e SEER si
rimanda alle Appendici A e B. In particolare in Appendice A si trova il calcolo
dello SCOP considerando di mantenere portata costante agli scambiatori ai
carichi parziali, mentre in Appendice B è svolto il calcolo del SEER
considerando di fissare il 'T nel funzionamento ai carichi parziali.

4.7.3 Risultati ottenuti
I test effettuati sulla macchina e i relativi report hanno permesso di modellizzare
in un software apposito la pompa di calore in esame, in modo da poter simulare
condizioni di funzionamento diverse e relative prestazioni.
Il calcolo dei coefficienti di prestazione stagionale SCOP e SEER con le
formule riportate nella norma EN 14825 viene effettuato nelle seguenti Valutazione delle prestazioni di una pompa di calore acqua-acqua
89 condizioni, identificabili come quelle ottimali di funzionamento con
l''abbinamento pompa di calore-Acquedotto Industriale: a. Regime invernale con Tin,cond= 40°C e Tout,cond= 45°C, Tin,evap= 10°C e Tout,evap= 5°C, al 100% del funzionamento del compressore; le prove con il compressore parzializzato sono effettuate a portata fissa e Tin,cond e Tout,evap variabili (Tin,cond >40°C, Tout,evap >5°C). b. Regime invernale con Tin,cond= 40°C e Tout,cond= 45°C, Tin,evap= 10°C e Tout,evap= 5°C, al 100% del funzionamento del compressore; le prove con il compressore parzializzato sono effettuate a 'T fisso e portate variabili. c. Regime estivo con temperature Tin,evap= 12°C e Tout,evap= 7°C, Tin,cond= 22°C e Tout,cond= 27°C, al 100% del funzionamento del compressore; le prove con il compressore parzializzato sono effettuate a 'T fisso e
portate variabili. Altre prestazioni che devono essere valutate sono quelle che la macchina
avrebbe in caso di scambiatore interposto in regime invernale, ossia nelle
seguenti condizioni: d. Regime invernale con Tin,cond= 40°C e Tout,cond= 45°C, Tin,evap= 8°C e Tout,evap= 3°C, al 100% del funzionamento del compressore; con il compressore parzializzato si considera 'T fisso e portate variabili. Tabella 4.9: Condizioni di test Condizione Tin,cond Tout,cond Tin,evap Tout,evap Parzializzazione SCOP a 40°C 45°C 10°C 5°C Portata cost. 3,845 b 40°C 45°C 10°C 5°C 'T cost. 3,777 c 22°C 27°C 12°C 7°C 'T cost. 5,308 d 40°C 45°C 8°C 3°C 'T cost. 3,739
I risultati prestazionali ottenuti nelle condizioni esposte sono i seguenti: a. SCOP=3,845
b. SCOP=3,777
Le condizioni a) sono ottenute a portata costante, per cui, avendo fissato l''uscita
dal condensatore a 45°C e l''ingresso nell''evaporatore a 10°C, passando dal
funzionamento al 100% a quello ai carichi parziali si ha una riduzione del 'T tra
ingresso e uscita dagli scambiatori. Contemporaneamente si ha un progressivo
aumento della temperatura di evaporazione ed abbassamento di quella di
condensazione, causati dal fatto che gli scambiatori in condizioni di
parzializzazione risultano sovradimensionati. Un''altra conseguenza del
sovradimensionamento degli scambiatori è la riduzione di approccio. Capitolo 4
90
L''andamento delle temperature di condensazione ed evaporazione è riportato
nelle Figure 4.7 e 4.8.

Le condizioni b) sono ottenute a 'T costante, per cui la portata di acqua si
riduce progressivamente passando dal funzionamento 100% a quello 75% e poi
50%. Parzializzando la macchina si verificano una diminuzione progressiva
della temperatura di condensazione e aumento della temperatura di
evaporazione; quest''ultima aumenta in maniera meno incisiva che nel caso a) a
portata costante. Nonostante le condizioni di ingresso e uscita dagli scambiatori
non varino nel funzionamento ai carichi parziali, la temperatura di
condensazione diminuisce e quella di evaporazione aumenta a causa del
sovradimensionamento degli scambiatori e alla conseguente riduzione
dell''approccio dei componenti nel passaggio dal 100% al 50%.
Nel caso b) la variazione della portata permette di modulare e ridurre i consumi
di pompaggio e le perdite di carico agli scambiatori nei vari stadi di
parzializzazione. Tuttavia le prestazioni sono penalizzate rispetto al caso a) a
causa di una temperatura di evaporazione sensibilmente inferiore.
In effetti maggiore è la temperatura di evaporazione migliore è l''efficienza della
macchina.

Le temperature riportate sono misurate agli scambiatori e i valori di COP sono
quelli ricavati dalle misure di laboratorio, non inclusivi delle eventuali pompe
che sopperiscono alle perdite di carico agli scambiatori.
Figura 4.6: Andamento del COP misurato in laboratorio nei casi ''a' (portata cost.) e ''b" ('T cost.) 3,95 4,405 4,214 4,167 4,474 4,214 3,8 3,9 4 4,1 4,2 4,3 4,4 4,5 4,6 50% 75% 100% COP ( Fun zio n a m ento 4 0 -45 °C; 1 0 - 5 °C) Parzializzazione macchina COP (delta T
costante) COP (portata
costante) Poli. (COP (delta T
costante)) Poli. (COP (portata
costante)) Valutazione delle prestazioni di una pompa di calore acqua-acqua
91 Le curve di efficienza presentano un massimo al 75% di parzializzazione,
dovuto al combinarsi di un andamento decrescente delle prestazioni del
compressore passando dal 100% al 50% e di un andamento opposto che
rappresenta l''efficienza di scambio degli scambiatori. Essi infatti al 75% e
soprattutto al 50% risultano sovradimensionati e consentono un miglioramento
dello scambio termico a parità di condizioni.
Figura 4.7: Andamento della Tcond nei casi ''a' (portata cost.) e ''b" ('T cost.)
Si nota che l''andamento della temperatura di condensazione è analogo nei casi a
portata costante e a 'T costante, poiché l''effetto utile è al condensatore, dove è
richiesta una temperatura di uscita fissa e pari a 45°C, che condiziona il valore
della temperatura di saturazione. 47 47,58 48,21 47,04 47,66 48,21 46,8 47 47,2 47,4 47,6 47,8 48 48,2 48,4 50% 75% 100% T em pera tura di co nd ens a zio ne C) Parzializzazione macchina T cond (delta T cost) T cond (portata cost) Capitolo 4
92
Figura 4.8: Andamento della Tevap nei casi ''a' (portata cost.) e ''b" ('T cost.) Nell''andamento delle temperature di evaporazione si nota, invece, la presenza di
un forte scostamento dei valori ottenuti a portata costante e a 'T costante
all''aumentare della parzializzazione. Infatti la temperatura di saturazione è
condizionata dal valore della temperatura di uscita dell''acqua dall''evaporatore e
tale valore è fissato a 5°C nel caso a 'T costante (caso b), mentre è variabile e
può aumentare rispetto ai 5°C nel caso a portata costante (caso a).
Figura 4.9: Andamento dell''approccio al condensatore - casi ''a' (portata cost.) e ''b" ('T cost.) 4,33 3,93 2,94 5,98 4,52 2,94 2 2,5 3 3,5 4 4,5 5 5,5 6 6,5 50% 75% 100% T em p era tu ra d i ev a p o ra zio n e C) Parzializzazione macchina T evap (delta T cost) T evap (portata cost) 2 2,58 2,04 2,66 3,21 1,8 2 2,2 2,4 2,6 2,8 3 3,2 3,4 50% 75% 100% Ap p ro ccio c o n d ens a to re C) Parzializzazione macchina Approccio
condensatore (delta
T cost) Approccio
condensatore (portata
cost) Valutazione delle prestazioni di una pompa di calore acqua-acqua
93 Figura 4.10: Andamento dell''approccio all''evaporatore - casi ''a' (portata cost.) e ''b" ('T cost.) L''approccio degli scambiatori diminuisce all''aumentare della parzializzazione a
causa del sovradimensionamento degli scambiatori. Questo comporta un
miglioramento dell''efficienza di scambio.
c. SEER=5,308 Le condizioni estive di funzionamento della pompa di calore si sono potute
testare solo a salto termico costante a causa di un limite imposto dall''impianto di
test del laboratorio. Dal valore di pregio assunto dal SEER, che computa anche
le perdite di carico agli scambiatori e i consumi parassiti dei dispositivi che
rimangono in funzione anche quando la macchina è off mode, si evince che le
prestazioni hanno beneficiato delle favorevoli temperature di saturazione legate
all''abbinamento con l''Acquedotto Industriale.

Le temperature riportate sono misurate agli scambiatori e i valori di EER sono
quelli ricavati dalle misure di laboratorio, non inclusivi delle eventuali pompe
che sopperiscono alle perdite di carico agli scambiatori.
0,67 1,07 2,06 1,02 1,48 2,06 0,6 0,8 1 1,2 1,4 1,6 1,8 2 2,2 50% 75% 100% Appro cc io ev a po ra to re ( °C) Parzializzazione macchina Approccio
evaporatore (delta T
cost) Approccio
evaporatore (portata
cost) Capitolo 4
94
Figura 4.11: Andamento dell''EER misurato in laboratorio Figura 4.12: Andamento della Tevap e della Tcond in regime estivo 6,19 6,03 6 5,85 5,9 5,95 6 6,05 6,1 6,15 6,2 6,25 50% 75% 100% E E R (Fun zio n a m ento 1 2 -7 °C; 2 2 - 27 °C) Parzializzazione macchina EER Poli. (EER) 28,03 29,55 31 5,58 4,84 4,19 3 5 7 9 11 13 15 17 19 21 23 25 27 29 31 33 50% 75% 100% T em p era tu re C) Parzializzazione macchina T cond T evap Valutazione delle prestazioni di una pompa di calore acqua-acqua
95 Figura 4.13: Andamento dell''approccio al condensatore e all''evaporatore in regime estivo Si nota che anche in regime estivo si verifica una progressiva riduzione
dell''approccio agli scambiatori passando dal funzionamento al 100% a quello al
50%. Allo stesso modo, passando dal 100% al 50% di funzionamento della
macchina, la temperatura di condensazione diminuisce mentre quella di
evaporazione aumenta. Tali effetti sono dovuti al fatto che parzializzando la
macchina gli scambiatori risultano sovradimensionati.
d. SCOP=3,739 Le condizioni in regime invernale d) legate all''interposizione di uno
scambiatore a piastre e del circuito glicolato, sono state simulate tramite
software dopo aver allineato la modellizzazione della macchina con i valori
ottenuti dai test in laboratorio. Si nota che le prestazioni sono più basse rispetto
alle corrispondenti a 'T costante (caso b), a causa delle temperature
all''evaporatore meno favorevoli; infatti esse sono minori, e riducono la
temperatura di evaporazione a parità di effetto utile al condensatore. Va
comunque evidenziato che i valori di SCOP ottenuti nei casi a), b) e c) sono
piuttosto vicini. Sicuramente la soluzione con scambiatore interposto è
economicamente ed energeticamente quella da sfavorire, sia per l''aumento dei
costi e la complicazione impiantistica che comporta sia per il valore inferiore di
prestazioni stagionali ottenuto a parità di effetto utile.
1,03 2,55 4 1,42 2,16 2,81 0,8 1,3 1,8 2,3 2,8 3,3 3,8 4,3 50% 75% 100% Appro cc io ( °C) Parzializzazione macchina Approccio al
condensatore Approccio
all'evaporatore Capitolo 4
96
Figura 4.14: Andamento del COP simulato Si nota che l''andamento del COP in condizioni di funzionamento d) rispecchia
quello presentato nei casi a) e b), con un picco di efficienza al 75% di
parzializzazione.
Figura 4.15: Andamento della Tevap e della Tcond in regime invernale (40-45°C; 8-3°C) 4,01 4,06 3,99 3,94 3,96 3,98 4 4,02 4,04 4,06 4,08 50% 75% 100% COP ( Fun zio n a m ento 8 -3 °C; 4 0 -45 °C) Parzializzazione macchina COP Poli. (COP) 45,42 46,6 47,66 2,28 1,9 1,59 0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 50% 75% 100% T em p era tu re C) Parzializzazione macchina T cond T evap Valutazione delle prestazioni di una pompa di calore acqua-acqua
97 Figura 4.16: Andamento dell''approccio al condensatore e all''evaporatore in regime invernale A causa del sovradimensionamento degli scambiatori in funzionamento
parzializzato si nota un aumento della temperatura di evaporazione e una
riduzione di quella di condensazione, affiancate da una diminuzione
dell''approccio ad entrambi gli scambiatori.

4.8 L''utilizzo di pompe di calore acqua-acqua nel settore residenziale e relative prestazioni
Si considera di poter utilizzare le pompe di calore acqua-acqua anche nel settore
residenziale, con taglie adeguate alle applicazioni in cui le macchine sono
inserite. A tal proposito si valutano brevemente le prestazioni di una pompa di
calore di taglia 60 kW con lo scopo di preventivare il suo inserimento nella
realtà residenziale di un condominio, in luogo dei sistemi tradizionali di
generazione del calore. Inoltre vanno considerate le possibilità di produrre
energia frigorifera e di deumidificare l''aria consentite dall''uso di una pompa di
calore, affiancate dall''assenza di emissioni locali.
Tale sezione si inserisce in un contesto di valutazione della fattibilità di
introdurre le pompe di calore nella città di Como, con l''opportunità di scambiare
energia con una sorgente che offre rilevanti vantaggi quale l''acqua del lago di
Como.
Per tale applicazione si considerano validi i dati di temperatura dell''acqua che
scorre nell''Acquedotto Industriale di Como, con una media di 10°C per tutto
l''anno (l''ipotesi è cautelativa perché eventuali valori maggiori della temperatura
dell''acqua migliorerebbero le prestazioni delle macchine in regime invernale, 0,42 1,6 2,66 0,72 1,1 1,41 0 0,5 1 1,5 2 2,5 3 50% 75% 100% Appro cc io ( °C) Parzializzazione macchina Approccio al
condensatore Approccio
all'evaporatore Capitolo 4
98
dato che incrementerebbero la temperatura di evaporazione). Per quanto
riguarda la temperatura dell''acqua richiesta lato impianto è possibile prevedere
un uso invernale in media temperatura (anche in relazione alla presenza di
radiatori in gran parte degli edifici esistenti) o in bassa temperatura (per gli
edifici di nuova costruzione o riqualificabili) e un uso estivo con acqua in uscita
a 7°C dall''evaporatore o a temperatura maggiore qualora si prospettassero
terminali radianti.
Pompe di calore di taglia affine ai 60 kW sono generalmente dotate di un
tandem di compressori scroll, con i quali si verifica un miglioramento delle
prestazioni passando dal pieno carico ai carichi parziali. Infatti, simulando le
efficienze di una pompa di calore che fornisce circa 60 kW in riscaldamento si
ottiene un COP pari a 5 in funzionamento 100% e un COP di 5,5 in
funzionamento 50% date le temperature 30/35°C al condensatore e 10/5°C
all''evaporatore e non considerando le perdite di carico agli scambiatori.
Si ricava lo SCOP della pompa di calore secondo le disposizioni della norma EN
14825 e valutando le effettive condizioni di funzionamento nell''applicazione di
riscaldamento del condominio in Como. Vengono quindi considerate le perdite
di carico agli scambiatori e i consumi elettrici dei dispositivi che rimangono in
funzione in assenza di richiesta di potenza da parte dell''edificio. In questo modo
si calcola uno SCOP pari a 5. La macchina di cui si sono simulate le prestazioni
al 100% e al 50% e calcolate quelle al 75% e stagionali (SCOP) è dotata di due
compressori scroll con regolazione 100%-50% ciascuno, senza inverter.

Eventuali pompe di calore fornite di inverter permetterebbero un miglior
inseguimento del carico, soprattutto in presenza di parzializzazioni spinte,
rispetto al caso in cui si spenga la macchina per determinate percentuali di
tempo. Si otterrebbero quindi delle prestazioni migliori con macchine ad
inverter, che accentuerebbero la convenienza dell''utilizzo di pompe di calore
acqua-acqua in sostituzione delle caldaie.

In produzione di acqua calda sanitaria si valuta di far funzionare la macchina al
100% della potenza, in modo da minimizzare i tempi di preparazione dell''acqua
calda sanitaria per il condominio, e con temperature al condensatore di 45/50°C
e all''evaporatore di 10/5°C; si ottiene così un COP simulato di 3,3.
Valutazione delle prestazioni di una pompa di calore acqua-acqua
99 Figura 4.17: Andamento del COP simulato In regime estivo si considera di far funzionare la pompa di calore per produrre
acqua refrigerata a 7°C, temperatura che permette di attuare la deumidificazione
dell''aria in un''eventuale batteria del terminale ambiente. Si valuta dunque anche
la prestazione stagionale della macchina in funzione con valori di temperatura
12-7°C all''evaporatore e 20-25°C al condensatore. Infatti macchine di taglia più
modesta con compressore scroll hanno limiti operativi del compressore più
ampi, che consentono di ridurre maggiormente la temperatura di condensazione
(per questo è possibile lavorare con temperature di 20-25°C e non 22-27°C al
condensatore).
Il SEER calcolato con i valori di temperatura esposti e utilizzando le formule
proposte dalla norma EN 14825 risulta pari a 5,043.
5,5 5,1 5,0 5,3 4,9 4,8 4,4 4,6 4,8 5,0 5,2 5,4 5,6 50% 75% 100% CO P ( F un zio na m ent o 1 0 -5 °C; 3 0 - 35 °C) Parzializzazione macchina COP (senza perdite
di carico) COP (con perdite di
carico) Capitolo 4
100
Figura 4.18: Andamento dell''EER simulato 6,091 5,651 5,441 5,888 5,397 5,154 5,000 5,200 5,400 5,600 5,800 6,000 6,200 50% 75% 100% E E R (Fun zio n a m ento 1 2 -7 °C; 2 0 - 25 °C) Parzializzazione macchina EER senza perdite di
carico EER con perdite di
carico Capitolo 5

L''Acquedotto Industriale di Como per la
climatizzazione

5.1 Descrizione e caratteristiche dell''Acquedotto

L''Acquedotto Industriale di Como ha avuto una realizzazione progressiva,
iniziata tra il 1981 e il 1984 con lo scopo di approvvigionare acqua ad alcune
aziende della zona a sud di Como. L''autorizzazione a collegare la rete al lago è
stata ottenuta qualche anno dopo, nel 1987. Nel decennio successivo il progetto
è stato migliorato in modo da ottimizzare il sistema di distribuzione ed ottenere
un impianto flessibile con costi di gestione contenuti: sono quindi state
realizzate una nuova stazione di pompaggio con relativa presa a lago in grado di
sollevare l''acqua ad un nuovo serbatoio di accumulo (accumulo denominato
''Vay' situato in comune di Grandate). ' inoltre stata adeguata la stazione di
pompaggio ''Vay' per il sollevamento dell''acqua ad un nuovo serbatoio di
accumulo, sito alla quota geodetica più elevata di tutto l''impianto (sempre in
comune di Grandate). La stazione di pompaggio e i serbatoi di accumulo sono
interrati, in modo da eliminare problemi di impatto ambientale.

Caratteristiche generali dell''acquedotto: ' Portata massima sollevabile: 1000 l/s potenzialmente pari a 31.536.000 m³/anno ' Capacità complessiva dei serbatoi di accumulo: 15000 m³ ' Sviluppo della rete: 53 Km (45 Km di condotte principali e 8 Km di derivazioni)
Schema di funzionamento: ' La "Presa a Lago" capta l'acqua del Lago ed alimenta la "Stazione di pompaggio a Lago" ' La "Stazione di pompaggio a Lago" solleva l'acqua fino al Serbatoio di accumulo "Vaj" ' Il Serbatoio di accumulo "Vaj" alimenta la Stazione di ripompaggio "Vaj" che solleva l'acqua al Serbatoio di accumulo "Ragno" ' Dal Serbatoio di accumulo "Ragno" (punto più alto di tutto l'acquedotto) l'acqua fluisce per caduta lungo due direttrici alimentando sia le utenze
sia l'ulteriore Serbatoio di accumulo di cui ogni direttrice è dotata:
direttrice "Villaguardia", dotata del Serbatoio di accumulo Capitolo 5
102 "Villaguardia"; direttrice "Fino Mornasco", dotata del Serbatoio di
accumulo "Cassina Rizzardi". Le estremità delle due direttrici si
congiungono in Comune di Cassina Rizzardi attraverso una valvola di
intercettazione (normalmente chiusa) andando così a formare un anello.
Quote dell'impianto: ' Zero idrometrico del Lago misurato al Fortilizio: 197,39 m.s.m. ' Serbatoio di accumulo "Vaj": 325 m.s.m. ' Stazione di ripompaggio "Vaj": 278 m.s.m. ' Serbatoio di accumulo "Ragno": 361 m.s.m. ' Serbatoio di accumulo "Villaguardia": 353 m.s.m.
' Serbatoio di accumulo "Cassina Rizzardi": 336 m.s.m.
Presa a Lago: la captazione dell'acqua avviene tramite un torrino con filtro che si
erge all'estremità di una condotta DN 1000 posata sul fondo del Lago. Posizione
del filtro di captazione: ' Distanza dalla riva: 400 m ' Quota del filtro: 160 m.s.m. ' Quota fondo del Lago: 156 m.s.m.
Condotte della rete: ' Il 90% delle condotte sono in acciaio: DN 900 ÷ 800 dalla Stazione di pompaggio Lago al Serbatoio di accumulo Ragno e DN 700 ÷ 600 ÷ 350
lungo le dorsali delle due direttrici a valle di questo Serbatoio. ' Il 10% delle condotte è in C.A. DN 450 ÷ 350.
Protezioni e sicurezze sulle condotte: ' Protezioni durante i regimi transitori: le condotte del tratto Stazione di pompaggio a Lago/Serbatoio di accumulo Vaj sono protette dalle Casse
d'Aria installate presso la Stazione di pompaggio Lago; le condotte del
tratto Stazione di ripompaggio Vaj/Serbatoio di accumulo Ragno sono
protette dalla Cassa d'Aria installata presso la Stazione di ripompaggio
Vaj. ' Protezioni contro la corrosione da correnti vaganti: tutte le tubazioni in acciaio sono protette da un impianto di protezione catodica comandato e
regolato a settori da più centraline. ' Sicurezza in caso di rottura: sulle condotte principali sono installati numerosi misuratori di portata. L'eventuale rottura di un tratto di
condotta viene segnalata dalla differenza tra la portata misurata all'inizio
e alla fine del tratto ed automaticamente viene interrotta l'alimentazione
del tratto medesimo e lanciato il teleallarme. L''Acquedotto Industriale di Como per la climatizzazione
103 Figura 5.1: Distribuzione della rete dell''Acquedotto Industriale di Como [28]
5.2 Possibile sfruttamento ai fini della climatizzazione

L''Acquedotto Industriale è dotato di un''imponente stazione di pompaggio e
delle relative prese dell''acqua di lago. Tale stazione, data la parziale
deindustrializzazione della zona servita, è al momento sottoutilizzata.
La rete dell''Acquedotto è stata realizzata per scopi diversi da quelli della
climatizzazione, ma che possono coesistere e godere di una migliore economia
di scala con vantaggi economici per tutti gli utenti. Attualmente gran parte delle
aziende allacciate all''Acquedotto è costituita da tinto-stamperie, che prelevano
l''acqua per i processi di lavorazione interni; altre industrie utilizzano l''acqua per
alimentare la propria rete antincendio o per scopi irrigui.
L''ipotesi che si avanza è infatti di poter utilizzare l''acqua dell''Acquedotto,
disponibile in portate consistenti, per il funzionamento di pompe di calore
acqua-acqua adibite alla climatizzazione della zona industriale ed
eventualmente, in vista di un''implementazione della rete, residenziale. L''acqua
verrebbe prelevata, sfruttata come sorgente di scambio e poi restituita alla rete,
diversamente, invece, le attuali utenze dell''Acquedotto Industriale fanno un uso
a perdere dell''acqua.
Capitolo 5
104 L''acqua dell''Acquedotto Industriale fungerebbe da sorgente di scambio per la
condensazione (in funzionamento estivo) e per l''evaporazione (in
funzionamento invernale) del fluido refrigerante che percorre il ciclo
termodinamico delle pompe di calore. Il vantaggio energetico che ne
conseguirebbe è notevole, poiché l''uso di pompe di calore acqua-acqua può
evitare l''installazione di generatori di back up (con caldaia o resistenze
elettriche) in regime invernale e, soprattutto, permette di avere un ciclo
termodinamico più efficiente a causa della temperatura costante della sorgente
di scambio, che, essendo sufficientemente elevata in funzionamento invernale e
sufficientemente bassa in funzionamento estivo, porta all''ottenimento di una
temperatura di evaporazione piuttosto alta e di una temperatura di
condensazione ridotta. Lo stato dell''arte delle tecnologie in pompa di calore
consente, poi, un''elevata resa energetica, affiancata da un consumo ridotto di
energia primaria rispetto a qualunque altro sistema di generazione termica.

La soluzione proposta vanta la possibilità di operare in rispetto dell''ambiente,
poiché non si ha consumo di acqua (la portata che entra nello scambiatore torna
poi alla rete dell''Acquedotto Industriale), l''acqua non subisce trattamenti
chimici e può essere reintrodotta nell''Acquedotto con un 'T limitato e
controllato. Inoltre si sfrutta energia ecologica recuperata dall''acqua di lago, non
si hanno emissioni di CO2 locali ed è assente la combustione per la produzione di calore con le relative emissioni inquinanti.

Ulteriori vantaggi legati all''uso di pompe di calore per le utenze collegate
all''Acquedotto ai fini della climatizzazione sono la possibilità di avere un
funzionamento estivo e invernale grazie all''invertibilità del ciclo, un ridotto
fabbisogno di manutenzione (per l''assenza di combustione), gli ingombri ridotti
e l''utilizzo potenzialmente gratuito delle risorse energetiche. Si evidenzia inoltre
la maggiore indipendenza dai prezzi dell''energia sempre crescenti e il parallelo
più facile soddisfacimento dei limiti imposti dal Decreto legislativo n°28/2011
sulle fonti rinnovabili. Infine la disponibilità di acqua ''non potabile' ne
permette l''uso per scopo irriguo ed un impiego ''duale' ossia per la rete delle
cassette WC.

5.3 Confronto tra falda e Acquedotto

5.3.1 L''utilizzo della falda
L''acqua di falda come sorgente per una pompa di calore comporta tutti i
vantaggi elencati in questa trattazione, quali la possibilità di eliminare il back up
(di caldaia o resistenza elettrica) per i picchi invernali, l''assenza di cicli di
sbrinamento, che ridurrebbero notevolmente le prestazioni della macchina, il
fatto di avere uno scambio che avviene con acqua a temperatura circa costante L''Acquedotto Industriale di Como per la climatizzazione
105 durante l''anno. Da questo consegue che la macchina acqua-acqua offre
prestazioni migliori, rispetto a una macchina aria-acqua, dovute all''aumento
della temperatura di evaporazione e alla riduzione della temperatura di
condensazione a parità di condizioni esterne.
Tali vantaggi sono parimenti presentati da una pompa di calore che lavora con
acqua dell''Acquedotto Industriale come sorgente estiva e invernale.

' bene precisare che l''inserimento di un back up è valutabile anche per pompe
di calore acqua-acqua, ma per motivazioni diverse rispetto al caso di macchine
aria-acqua. Infatti, per le macchine che in inverno sono evaporate ad aria, che
hanno prestazioni in netta diminuzione all''abbassarsi della temperatura dell''aria
esterna, si prevede un back up per evitare che lavorino con COP molto bassi e
non convenienti, né economicamente né energeticamente. Per le macchine
evaporate ad acqua è comunque possibile installare un sistema di generazione di
back up qualora si volesse dimensionare la pompa di calore non sul fabbisogno
di picco, che si presenta per pochissime ore nella stagione invernale, ma su un
valore di carico corrispondente a una temperatura maggiore di quella di picco. In
tal caso la macchina potrà avere una potenza che soddisfa pienamente la
richiesta solo per carichi che corrispondono a temperature dell''aria esterna
maggiori rispetto alla temperatura di progetto. Per tutti i valori di carico (e
temperatura) più severi si prevede l''intervento del back up, mentre la pompa di
calore funziona allo stadio 100%, fornendo una capacità fissa ma minore del
carico.
Per questo è possibile introdurre il concetto di temperatura bivalente, che è la
temperatura esterna fino alla quale la macchina fornisce una potenza che
soddisfa il carico richiesto; la temperatura bivalente è maggiore della
temperatura di progetto. Il dimensionamento su un carico inferiore a quello di
picco consente di non far funzionare la macchina in condizioni di eccessiva
parzializzazione, che possono penalizzare le prestazioni della stessa.

L''utilizzo di acqua di falda implica l''avanzamento di pratiche che necessitano
l''approvazione di un Ente autorizzativo (nella fattispecie l''Amministrazione
Provinciale), e di conseguenza il mantenimento del salto termico dell''acqua
riportata in falda costante e controllato durante l''intero funzionamento
dell''impianto. Infatti, l''obbligo di immettere l''acqua in falda con un 'T limitato,
unitamente all''impossibilità di far funzionare il compressore con temperature di
condensazione troppo basse (in genere non sotto i 25-30°C), porta alla necessità,
in regime estivo, di prelevare dalla falda una portata molto maggiore di quella
che effettivamente asporta calore dal condensatore. La maggior quantità di
acqua prelevata - rispetto a quella strettamente necessaria per il condensatore -
dovrà essere poi bypassata per mitigare la temperatura di restituzione in falda e
mantenere limitato il relativo 'T. Il sistema in genere prevede l''installazione di
una valvola a tre vie che devia parte dell''acqua estratta dalla falda (ad una Capitolo 5
106 temperatura di circa 10°C) per poi miscelarla con la piccola portata uscente dal
condensatore e riportarla in falda. Dunque adottando tale accorgimento si hanno
dei consumi di pompaggio elevati durante la stagione di raffrescamento, dato
che la pompa deve sempre prelevare una grossa portata pur ottenendo un effetto
utile di smaltimento del calore su una portata di acqua ridotta.

5.3.2 L''utilizzo dell''Acquedotto Industriale
Lo scambio termico con l''Acquedotto Industriale può avvenire secondo due
modalità: tramite uno scambio diretto per cui l''acqua dell''Acquedotto entra nel
condensatore o nell''evaporatore della pompa di calore; oppure tramite uno
scambio indiretto, con l''interposizione di uno scambiatore a piastre. Questa
seconda opzione permette di evitare possibili inquinamenti dell''acqua
dell''Acquedotto ed eventuali prelievi non autorizzati. ' comunque sempre
possibile contabilizzare l''energia prelevata da ciascuna utenza dalla rete. Lo
scambio indiretto prevede che ci sia un circuito chiuso fra la pompa di calore e
l''Acquedotto; tale circuito avrà delle temperature di ingresso e uscita dallo
scambiatore ottimizzate sulle temperature di condensazione (in estate) o di
evaporazione (in inverno).

Un vantaggio nell''utilizzo dell''Acquedotto Industriale rispetto alla falda risiede
nella possibilità di evitare sia le richieste di autorizzazione allo scambio con la
falda con l''annessa relazione del geologo, sia l''imposizione di mantenere il 'T
rigidamente controllato (questo, però, in base al tipo di utenze collegate a valle
dell''edificio che utilizza l''Acquedotto per la climatizzazione). L''Ente
Acquedotto Industriale dovrà, però, fissare i limiti di prelievo di energia per le
utenze che si collegheranno alla rete per scopo energetico, in modo da garantire
agli utenti industriali (prevalentemente tintorie e stamperie) una temperatura
adeguata ai processi che comportano l''uso finale dell''acqua. In prima istanza si
può asserire che l''aumento di temperatura dell''acqua dell''Acquedotto che si
verificherebbe nel regime estivo non rappresenta un problema poiché un gran
numero di processi industriali delle aziende collegate all''Acquedotto prevede il
riscaldamento dell''acqua. Le tinto-stamperie allacciate all''Acquedotto prelevano
acqua grezza che in parte viene addolcita; l''acqua è destinata in gran parte alla
produzione di vapore e alle macchine che operano il lavaggio in continuo dei
tessuti e in parte alle macchine lavamaglie. Le macchine citate possono
richiedere acqua per scaldarla al loro interno o già scaldata dalla centrale
termica della tinto-stamperia. Acqua calda è utilizzata anche per il lavaggio dei
quadri di stampa e per la preparazione dei colori, oltre che per lo scioglimento di
resine utili nel processo di finissaggio dei tessuti e per il lavaggio delle
macchine ad esso preposte. Per contro, in regime invernale sarà necessario
fissare il valore minimo della temperatura dell''acqua dell''Acquedotto in modo
da evitare locali congelamenti dell''acqua, abbassamenti del COP della pompa di
calore e il conferimento di acqua troppo fredda all''utente industriale. Questa L''Acquedotto Industriale di Como per la climatizzazione
107 circostanza potrebbe non rappresentare un problema poiché l''utente che potrà
allacciarsi all''Acquedotto per uso energetico già dispone di un proprio sistema
alternativo di generazione del calore, ed inoltre l''energia estratta dall''acqua in
regime invernale è indubbiamente inferiore a quello estivo dato che il lavoro
meccanico del compressore viene sfruttato come energia termica utile (mentre in
funzionamento estivo deve essere smaltito al condensatore).

5.4 Possibili configurazioni di impianto

I dati di temperatura dell''acqua che scorre nell''Acquedotto sono rilevati in due
punti e in due giorni dell''anno rappresentativi delle condizioni estiva e
invernale.
In particolare i dati raccolti sono i seguenti:
Tabella 5.1: Temperature estive dell''Acquedotto Industriale raccolte [29] GIORNO 20 GIUGNO 2013 PUNTO DI MISURA TEMPERATURA ESTERNA TEMPERATURA CAMPIONE ACQUA Centrale Cacciviese 30°C 10,5°C Centrale Vaj 30°C 8,8°C Tabella 5.2: Temperature invernali dell''Acquedotto Industriale raccolte [30] GIORNO 19 DICEMBRE 2012 PUNTO DI MISURA TEMPERATURA ESTERNA TEMPERATURA CAMPIONE ACQUA Centrale Cacciviese -2°C 9,4°C Centrale Vaj -2°C 9,5°C
Avendo osservato temperature analoghe tra la stagione estiva e quella invernale
si può ragionevolmente ritenere che la temperatura sia pressoché costante
durante l''anno e pari a circa 9,5÷10°C.

5.4.1 Scambio indiretto con l''Acquedotto Industriale
La configurazione di scambio indiretto con la rete dell''Acquedotto prevede
l''interposizione di uno scambiatore a piastre e di un circuito chiuso che
comunica da una parte con l''Acquedotto (tramite lo scambiatore a piastre) e
dall''altra con la pompa di calore. Tale soluzione comporta dei costi aggiuntivi,
rispetto a una configurazione di scambio diretto pompa di calore/Acquedotto,
dovuti allo scambiatore e alla pompa di circolazione posta sul circuito chiuso
(oltre a quella di prelievo dalla rete). Tuttavia la soluzione consente anche dei Capitolo 5
108 vantaggi per l''Ente Acquedotto Industriale, infatti, diventano impossibili
prelievi non autorizzati di acqua e l''inquinamento della stessa.
In regime estivo la configurazione di scambio indiretto permette all''acqua del
circuito chiuso di entrare e uscire dal condensatore con temperature consone ad
un ottimale funzionamento del circuito frigorifero. Infatti si avrebbe un 'T di
5°C tra ingresso e uscita, salto termico conforme alla normale progettazione del
condensatore, e in particolare la temperatura di uscita dell''acqua sarà di pochi
gradi inferiore rispetto alla temperatura di condensazione (l''approccio dei
moderni scambiatori è basso: 2÷3°C in condizioni nominali, ancora minore in
condizioni di parzializzazione). Si avranno quindi valori di ingresso e uscita
dell''acqua rispettivamente di circa 22°C e 27°C con la condensazione che
avviene alla temperatura di 30÷31°C; tali valori sono quindi ottimali, poiché
consentono di mantenere la condensazione più bassa possibile. Tale temperatura
di condensazione coincide con il limite inferiore imposto dal funzionamento del
compressore all''interno dell''envelope approvato dal costruttore, ossia all''interno
del luogo dei punti di funzionamento con ridotto consumo energetico ed elevata
capacità.
In regime invernale la situazione di scambio che si viene a creare con
l''interposizione dello scambiatore a piastre diventa meno favorevole. Viste
infatti la temperatura dell''Acquedotto non particolarmente elevata (9,5÷10°C) e
l''impossibilità di reimmettere acqua a temperatura eccessivamente bassa per via
del potenziale congelamento della stessa e del raffreddamento dell''acqua poi
utilizzata dagli utenti industriali, si avrebbe una temperatura di evaporazione
piuttosto bassa (1÷1,5°C). Inoltre nel circuito chiuso interposto dovrebbe
scorrere acqua glicolata, poiché deve riscaldarsi da circa 3°C a circa 8°C a spese
dell''acqua dell''Acquedotto che passa da circa 10°C a circa 5°C; per cui con
temperature che scendono al di sotto dei 5°C è preferibile miscelare l''acqua col
glicole. I valori esposti sono quelli ottimali per la configurazione indiretta.
Figura 5.2: Configurazione impiantistica con scambio indiretto in regime estivo L''Acquedotto Industriale di Como per la climatizzazione
109 Figura 5.3: Configurazione impiantistica con scambio indiretto in funzionamento invernale 5.4.2 Scambio diretto con l''Acquedotto Industriale
Lo scambio diretto comporta che ad entrare nel condensatore o evaporatore della
pompa di calore sia l''acqua prelevata dall''Acquedotto Industriale. In regime
estivo si hanno due possibilità impiantistiche: una prevede l''inserimento di una
valvola miscelatrice che permette di mandare acqua al condensatore ad una
temperatura di circa 22°C e di riportare in rete acqua a 27°C circa; l''altra
soluzione è priva di miscelazione, per cui si avrebbe un ingresso al condensatore
a 9,5÷10°C e un''uscita a 27°C con un salto termico molto elevato e conseguente
parzializzazione della portata. In regime estivo, nella soluzione priva di valvola
miscelatrice, a causa della forte riduzione di portata (che diventerebbe meno di
un terzo di quella che si avrebbe con 'T di 5°C) le perdite di carico nello
scambiatore sarebbero irrisorie. Questo fattore sarebbe, però, negativo perché, al
di sotto di un certo valore di perdite di carico, si verifica una sedimentazione del
calcare nel condensatore, con annessa accelerazione dei processi di sporcamento
del fascio tubiero e deterioramento delle prestazioni. Per questo la
configurazione senza valvola miscelatrice necessiterebbe di un condensatore
dedicato a quattro passi, costruito in modo da incrementare le perdite di carico
per riportarle a valori corretti per una bona durata del componente.
La configurazione con miscelazione, invece, mantiene il 'T di 5°C tra ingresso
e uscita, fattore rilevante nella progettazione del componente condensatore. Va
evidenziato però che tale soluzione ha un''utilità pratica solo in funzionamento
estivo, laddove l''assenza della valvola miscelatrice porterebbe ad avere un salto
termico eccessivo e una conseguente progettazione ad hoc del condensatore.
Infatti in regime invernale lo scambio diretto dell''Acquedotto con l''evaporatore
porterebbe notevoli vantaggi: sarebbe superfluo l''inserimento della valvola
miscelatrice perché l''acqua della rete si troverebbe già ad una temperatura
consona allo scambio (9,5÷10°C in ingresso) e favorevole per un incremento Capitolo 5
110 delle prestazioni. La temperatura di evaporazione sarebbe in effetti più alta che
nella configurazione con scambio indiretto e pari a circa 2÷3°C; il 'T tra
ingresso e uscita dall''evaporatore sarebbe di 5°C, valore adeguato sia alla
consueta progettazione dello scambiatore sia all''ottenimento di una temperatura
di reimmissione dell''acqua nell''Acquedotto Industriale attorno ai 4,5÷5°C,
valore che non crea problemi di potenziale congelamento dell''acqua.
I valori di temperatura presentati sono quelli concepiti per ottimizzare le
prestazioni della macchina nell''applicazione ''Acquedotto Industriale'.
Figura 5.4: Configurazione impiantistica con scambio diretto e miscelazione in regime estivo L''Acquedotto Industriale di Como per la climatizzazione
111 Figura 5.5: Configurazione impiantistica con scambio diretto in regime estivo Figura 5.6: Configurazione impiantistica con scambio diretto in regime invernale 5.5 Valutazione di un caso applicativo

5.5.1 Premessa
Lo sfruttamento dell''Acquedotto Industriale per la climatizzazione prevede che
l''acqua venga prelevata e poi restituita alla rete in condizioni di temperatura
diverse. ' bene considerare che se a valle dell''utenza che utilizza l''acqua come
sorgente di scambio per le pompe di calore vi sono allacciate tinto-stamperie,
non vi sono problemi legati al riscaldamento dell''acqua in regime estivo perché
tali aziende riscaldano l''acqua che prelevano per il consumo. Per quanto
riguarda il funzionamento invernale, è bene imporre una variazione massima di
temperatura dell''acqua per l''uso di climatizzazione di 5°C, in modo da evitare il
congelamento dell''acqua ed eventuali disagi per gli utenti a valle.
Qualora gli utilizzi a valle di quello di climatizzazione siano di natura diversa
rispetto a quelli delle tinto-stamperie, e quindi potrebbero non giovare di un
riscaldamento dell''acqua che prelevano (sebbene si parli di 'T comunque
contenuti per via delle portate piuttosto consistenti che scorrono nella rete) è
bene concordare in fase di progetto le variazioni di temperatura ammissibili.
Se l''Acquedotto ponesse come vincolo quello di inserire un circuito con
scambiatore a piastre tra la rete e la pompa di calore in modo da scongiurare la
possibilità di inquinare l''acqua per trafilamenti di gas o di olio compressore, le
prestazioni della macchina possono peggiorare, soprattutto in regime invernale,
a causa della riduzione della temperatura di evaporazione. Capitolo 5
112 Un ulteriore aspetto da considerare è che l''Acquedotto Industriale vanta delle
condotte di dimensioni notevoli, potenzialmente in grado di veicolare enormi
portate di acqua (cfr. sezione 5.1); tuttavia, a causa della deindustrializzazione
della zona alcune linee sono state interrotte e in generale la capacità di
pompaggio è sottoutilizzata. Le portate che scorrono nella rete sono modeste
rispetto a quelle veicolabili e ciò deve essere ben valutato in fase di
progettazione, poiché nelle applicazioni di climatizzazione per evitare un
riscaldamento o raffreddamento localizzato dell''acqua, è necessario che a valle
dell''utenza in esame ci siano degli spillamenti dalla rete in modo da generare
transito di fluido e ricambio dell''acqua in corrispondenza del prelievo ai fini
della climatizzazione.
In fase di progetto, in base alle portate necessarie per lo scambio termico e alla
disponibilità della rete nel punto di prelievo considerato, si può valutare di
prevedere ed inserire un accumulo per lo stoccaggio di acqua da utilizzare nei
momenti di minore disponibilità nella rete.

5.5.2 Il caso studio
Il centro commerciale Bennet ''Monticello' è situato a Cassina Rizzardi, vicino
al passaggio di una diramazione dell''Acquedotto Industriale di Como di
diametro DN 350. Il centro commerciale in questione è costituito
dall''ipermercato e dalla galleria commerciale con negozi. La centrale termica
prevede due caldaie da 546 kW di potenza ciascuna per il riscaldamento e di due
chiller aria-acqua, per la climatizzazione estiva e la frigoconservazione, di
potenza 532 kW nominali ciascuno. Ai chiller, di recente installazione, si imputa
un''efficienza media nella stagione estiva (ESEER) di 3, mentre alle datate
caldaie (sono state installate nel 1989) è attribuito un rendimento medio
dell''85%.
La proposta è quella di installare delle pompe di calore acqua-acqua reversibili
che permettano di climatizzare il centro commerciale in estate e in inverno in
luogo di chiller e caldaie. Le macchine scambierebbero calore con l''acqua
dell''Acquedotto Industriale, in prima istanza si ipotizza di effettuare uno
scambio indiretto, con l''interposizione di scambiatori a piastre tra le pompe di
calore e l''Acquedotto.
L''inserimento di pompe di calore acqua-acqua consentirebbe un importante
efficientamento dell''impianto, poiché offrono un''efficienza media stagionale ed
annuale superiore alle macchine aria-acqua e notevolmente maggiore rispetto
alle caldaie. Di conseguenza i risparmi in termini economici sarebbero parimenti
considerevoli, infatti si è stimato un impatto sulla bolletta energetica del centro
commerciale del 8,3%/anno e sui costi di produzione di energia termica e
frigorifera del 33,8%/anno.


L''Acquedotto Industriale di Como per la climatizzazione
113 5.5.3 I consumi energetici attuali e previsti
Dalle stime e dai calcoli effettuati, rispetto al totale dei consumi di energia
elettrica dell''anno 2012 imputabili alla galleria commerciale e all''ipermercato
(comprensivi di consumi per illuminazione, forze motrici, apparecchi vari), pari
a 2.507.650 kWh/anno, si associa alla produzione di energia termica e
frigorifera (escludendo il vettoriamento dell''energia prodotta con relativi
consumi di pompaggio e ventilazione) un consumo elettrico di 501.530
kWh/anno. A tale consumo si unisce quello di gas metano utilizzato come
combustibile nelle caldaie, in una quantità di 53.280 m3/anno. L''energia
frigorifera prodotta dai chiller aria-acqua che consumano energia elettrica, data
un''efficienza stagionale pari a 3, è di 1.504.590 kWh/anno, mentre l''energia
termica prodotta dalle caldaie è di 432.935 kWh/anno, considerando un
rendimento medio dell''85%.
I costi sostenuti per la produzione energetica dal centro commerciale esistente
sono i seguenti: ' Costo dell''energia elettrica, dal costo unitario di 0,166 '/kWh, globalmente pari a 83.254 '/anno; ' Costo del gas metano, dal costo unitario di 0,465 '/m3, globalmente pari a 24.775 '/anno; ' Costi complessivi sostenuti pari a 108.029 '/anno.
A parità di richiesta di energia termica e frigorifera, data dalla somma delle
produzioni di chiller e caldaia, ossia 1.937.543 kWh/anno, si considera
l''installazione, in sostituzione della centrale termica esistente, di pompe di
calore acqua-acqua, con relativo efficientamento nella produzione di caldo e
freddo. Le macchine acqua-acqua, date le temperature di funzionamento con
sorgente costituita dall''Acquedotto Industriale, avrebbero un''efficienza annuale
stimabile di 4,5, considerando le prestazioni estive e invernali comprese le
perdite di carico lato scambiatori della macchina (cfr. sottosezione 5.5.5). Tale
valore è stato elaborato considerando la produzione estiva di acqua refrigerata a
7°C e quella invernale di acqua riscaldata a una temperatura di 45°C -media
temperatura- oltre ai valori di COP e SEER ottenuti dal test delle pompe di
calore in questione. I nuovi consumi elettrici sarebbero, quindi, di circa 430.565
kWh/anno, per cui, a fronte del risparmio di combustibile gassoso e di parte
dell''energia elettrica consumata, si avrebbero: ' Un nuovo costo da sostenere per l''energia elettrica, dal costo unitario di 0,166 '/kWh, globalmente pari a 71.474 '/anno; ' Una riduzione dei costi complessivi per approvvigionamento di gas ed elettricità di 36.555 '/anno.
Un ulteriore parametro di merito della soluzione proposta starebbe nella forte
riduzione dell''energia primaria consumata, infatti le pompe di calore, con la loro Capitolo 5
114 efficienza elevata, consentono di avere il minor utilizzo di energia primaria
rispetto agli altri sistemi di generazione, a parità di effetto utile prodotto. Oltre a
ciò vanno considerate le emissioni di CO2 locali evitate con la soluzione in pompa di calore, quantificabili in 104 t/anno.
Tabella 5.3: Dati della centrale termica esistente del centro commerciale CENTRO COMMERCIALE BENNET DI CASSINA RIZZARDI - CT esistente Produzione di energia frigorifera con chiller aria-acqua Consumi elettrici di produzione 501.530 kWh/anno Fattore di efficienza stagionale (ESEER) 3 Energia frigorifera prodotta 1.504.590 kWh/anno Costo unitario energia elettrica 0,166 '/kWh Costo sostenuto 83.254 '/anno Consumo energia primaria (ηSEN=0,458) 1.095.044 kWh/anno Produzione di energia termica con caldaia Consumo di gas metano 53.280 m3/anno Energia al m3 9,56 kWh/m3 Energia termica bruciata 509.357 kWh/anno Rendimento medio di caldaia 0,85 Energia termica prodotta 432.953 kWh/anno Costo unitario gas metano 0,465 '/m3 Costo sostenuto 24.775 '/anno Consumo energia primaria 509.357 kWh/anno Costi totali sostenuti per la produzione energetica 108.029 '/anno CO2 Factor gas metano 205 kg/MWht Emissioni di CO2 locali annuali 104 t/anno Le emissioni locali di CO2 all''anno sono stimabili intorno a 104 tonnellate. Tale valore coincide con quello di emissioni locali evitate sostituendo le caldaie con
le pompe di calore. Questo aspetto è di notevole importanza ecologica poiché
permette una riduzione dell''inquinamento, grazie all''assenza di combustione, e
delle emissioni ad effetto serra.


L''Acquedotto Industriale di Como per la climatizzazione
115 Tabella 5.4: Dati della centrale termica di progetto per il centro commerciale CENTRO COMMERCIALE BENNET DI CASSINA RIZZARDI - CT di progetto Produzione di energia termica e frigorifera con pompe di calore acqua- acqua Energia termica e frigorifera da produrre 1.937.543 kWh/anno Fattore di efficienza annuale 4,5 Consumi elettrici di produzione 430.565 kWh/anno Costo unitario energia elettrica 0,166 '/kWh Costo sostenuto 71.474 '/anno Consumo energia primaria (ηSEN=0,458) 940.099 kWh/anno Costi totali sostenuti per la produzione energetica 71.474 '/anno Differenza di costo annuale rispetto alla situazione attuale 36.555 '/anno Emissioni di CO2 locali evitate annuali 104 t/anno I dati riportati, relativi alla centrale termica del centro commerciale esistente,
sono ragionevoli, ma non certi, poiché è assente una contabilizzazione
dell''energia elettrica nei vari punti dell''impianto. In caso di interesse nella
realizzazione del progetto è consigliabile contabilizzare i consumi energetici per
poter validare le ipotesi effettuate. Qualora, però, si fossero sottostimati i
consumi elettrici ne conseguirebbe una maggiore convenienza nella
realizzazione del progetto di sostituzione delle macchine esistenti con pompe di
calore acqua-acqua, perché esse lavorerebbero con efficienze maggiori rispetto
ai chiller aria-acqua e notevolmente superiori ai rendimenti di caldaia.

5.5.4 Valutazioni economiche
L''impatto economico in bolletta energetica, la quale comprende tutti i consumi
elettrici del centro commerciale e quelli per l''acquisto del gas metano, legato
alla realizzazione dell''impianto in pompa di calore, sarebbe di un risparmio del
8,3%/anno rispetto ai costi che si avrebbero con centrale tradizionale, poiché i
risparmi sarebbero di 36.555 '/anno, mentre la spesa complessiva che sarebbe a
carico di Bennet considerando gli attuali costi unitari è di 441.045 '/anno.

Si evidenzia che i costi imputati alla climatizzazione sono i soli costi di
produzione dell''energia, non sono considerati i costi derivanti dal vettoriamento
dell''energia con il pompaggio e la ventilazione, poiché sono valori che
rimarrebbero pressoché invariati a seguito della realizzazione del progetto di
efficientamento e quindi rappresentano dei costi fissi.
Capitolo 5
116 Il pay back semplificato, che non considera i tassi di interesse né l''aumento
annuale del costo dell''energia, prevede che il costo dell''impianto, escludendo le
opere di scavo ed edilizie di collegamento alla rete dell''Acquedotto Industriale e
la contabilizzazione dell''energia, si ripaghi in circa 4,2 anni. I costi ripotati sono
approssimativi e andrebbero affinati qualora ci fosse un effettivo interesse alla
realizzazione del progetto. Tabella 5.5: Valutazioni economiche di progetto VALUTAZIONI ECONOMICHE Bolletta energetica Costi attuali energia elettrica 416.270 '/anno Costi attuali gas metano 24.775 '/anno Costo totale delle energie 441.045 '/anno Risparmi sulla produzione energetica 36.555 '/anno Incidenza sul totale dei costi 8,3 %/anno Costo energia elettrica per climatizzazione 83.254 '/anno Costo gas metano per riscaldamento 24.775 '/anno Totale energia per la climatizzazione 108.029 '/anno Risparmi sulla produzione energetica 36.555 '/anno Incidenza sul totale dei costi di climatizzazione 33,8 %/anno Pay back semplificato (non considera i tassi di interesse né l'aumento del costo dell'energia) Costi previsti Pompe di calore (n°2 da 500 kW cad.) ' 100.000 Collegamenti idronici ed elettrici a valle delle pompe di calore (lato impianto) ' 25.000 Scmbiatori a piastre e pompa del circuito primario ' 20.000 Oneri di progettazione ' 7.000 Opere edili e di scavo e tubazioni di collegamento Acquedotto Non valutate Costo contabilizzazione energetica da conferire all'Acquedotto Industriale Non valutato Totale dei costi al netto delle opere edili e di collegamento/contabilizz. ' 152.000 Risparmio valutato annuo ' 36.555 Pay back semplificato (anni) 4,2

L''Acquedotto Industriale di Como per la climatizzazione
117 5.5.5 Dettagli tecnici di collegamento con l''Acquedotto
La condotta della rete dell''Acquedotto Industriale che scorre nella zona di
Cassina Rizzardi, in vicinanza del centro commerciale Bennet, è di diametro DN
350; da essa si può diramare una tubazione di diametro inferiore che
approvvigionerà l''utente Bennet per scopo di climatizzazione estiva ed
invernale. Si è ipotizzato di utilizzare l''acqua dell''Acquedotto Industriale in un
circuito indiretto con scambiatori interposti tra la rete idrica e le pompe di calore
in modo da scongiurare qualsiasi alterazione chimica dell''acqua che viene poi
riportata nella rete dell''Acquedotto. Dato che la potenza delle pompe di calore
da installare è piuttosto importante, un serbatoio per lo stoccaggio dell''acqua da
utilizzare per lo scambio termico sarebbe di dimensioni e costi eccessivi, per cui
si prevede di effettuare uno scambio in continuo con l''Acquedotto Industriale,
prelevando una portata d''acqua di 45 m3/h, e reimmettendola in rete con una
temperatura variata. La portata indicata è quella che viene effettivamente
utilizzata, e quindi movimentata, da utenze di tinto-stamperia a valle del centro
commerciale. Il fatto che tali utenze siano solo tinto-stamperie è positivo perché
non limitano la maggiorazione di temperatura in regime estivo dell''acqua che
scorre nella rete, dato che esse prelevano l''acqua per poi scaldarla prima di
utilizzarla per i lavaggi dei tessuti e dei quadri di stampa e per la preparazione
dei colori.

In regime estivo, quando le pompe di calore acqua-acqua funzionano come
chiller con un fattore di carico elevato e stimabile attorno all''80%, si valuta che
sarebbe possibile riportare in rete l''acqua utilizzata per lo scambio (45 m3/h) con
una variazione di temperatura di 18,3°C, quindi mediamente alla temperatura di
28,3°C (avendo considerato a 10°C l''acqua della condotta principale).
In regime invernale le pompe di calore sono presumibilmente
sovradimensionate, poiché i carichi interni di un centro commerciale sono
notevoli e compensano in buona parte e in maniera gratuita le dispersioni di
calore verso l''ambiente esterno. Tuttavia, per il funzionamento invernale si
impone una variazione massima di temperatura dell''Acquedotto di 5°C, per cui,
data la portata disponibile di 45 m3/h, si calcola una potenza utilizzabile delle
pompe di calore lato evaporatore di 261,6 kW. Siccome al condensatore la
potenza disponibile è circa il 130% di quella scambiata all''evaporatore, si
ottiene una potenza termica sviluppabile di 340 kW. Considerando 10 h/giorno
di funzionamento per 30 giorni/mese e per 5 mesi di riscaldamento si ottiene una
produzione di energia termica di circa 510.100 kWh, superiore a quella
attualmente richiesta dal centro commerciale (432.900 kWh).
Il 'T è imposto a 5°C sia per non arrecare particolari disturbi agli utenti a valle
del centro commerciale, sia per evitare la possibilità di avere congelamenti
dell''acqua.
Capitolo 5
118 Si presuppone che in regime invernale sia in funzione solo una delle due pompe
di calore che si ipotizza di installare e che lavori col compressore parzializzato,
dato che la potenza richiesta e sviluppabile è molto inferiore rispetto alla
capacità delle macchine. Si può quindi ipotizzare che la portata massima
prelevabile, di 45 m3/h non venga divisa tra gli scambiatori a piastre dei due
circuiti, ma si diriga tutta in uno solo dei due, che comunica con la pompa di
calore in funzione.
Il dimensionamento degli scambiatori è tale da permetterne l''utilizzo sia a piena
portata (come avviene in inverno), sia a portata dimezzata (come avviene in
estate), considerando anche i valori di temperatura che si avrebbero nei due
funzionamenti e le condizioni operative: ' Regime invernale: portata di 45 m3/h in un unico scambiatore, potenza scambiata di circa 260 kW, temperatura di ingresso dell''acqua da
Acquedotto: 10°C, temperatura di ritorno all''Acquedotto: 5°C,
temperatura di ingresso nello scambiatore dell''acqua glicolata del
circuito chiuso interposto: 3°C (che corrisponde alla temperatura di
uscita dall''evaporatore della pompa di calore), temperatura di uscita
dallo scambiatore dell''acqua del circuito chiuso: 8°C (che corrisponde
alla temperatura di ingresso nell''evaporatore). Perdite di carico massime
impostate: 100 kPa lato Acquedotto e 100 kPa lato circuito chiuso.
Selezione scambiatore a piastre in acciaio inox da 129 piastre. ' Regime estivo: portata di 22,5 m3/h in ciascuno scambiatore, potenza scambiata di circa 500 kW, temperatura di ingresso dell''acqua da
Acquedotto: 10°C, temperatura di ritorno all''Acquedotto: 28°C,
temperatura di ingresso nello scambiatore dell''acqua glicolata del
circuito chiuso interposto: 30°C (che corrisponde alla temperatura di
uscita dal condensatore della pompa di calore), temperatura di uscita
dallo scambiatore dell''acqua del circuito chiuso: 25°C (che corrisponde
alla temperatura di ingresso nel condensatore). Perdite di carico massime
impostate: 100 kPa lato Acquedotto e 100 kPa lato circuito chiuso.
Selezione scambiatore a piastre in acciaio inox da 93 piastre. L''Acquedotto Industriale di Como per la climatizzazione
119 Figura 5.7: Scambiatore a piastre ispezionabile Dalle condizioni riportate si evince che gli scambiatori debbano essere da 129
piastre in modo da assicurare le prestazioni di scambio richieste in entrambi i
regimi di funzionamento. In particolare si seleziona uno scambiatore
ispezionabile a piastre in acciaio inox avente ingombro frontale 48 cm x 18 cm.
Le perdite di carico determinate dal componente in regime invernale sono di 90
kPa lato Acquedotto e 76 kPa lato circuito chiuso. In regime estivo le perdite di
carico sono di 4 kPa lato Acquedotto e di 50 kPa lato circuito chiuso.

In funzionamento invernale può essere necessario inserire un serbatoio inerziale
lato evaporatore, in modo da evitare che lo scambiatore geli. Il
dimensionamento dell''accumulo è fatto nel seguente modo:

Dove P è la potenza in kW della pompa di calore, il salto termico è quello
misurato all''evaporatore (di 5°C) e il n° di gradini di parzializzazione è quello
tipico del compressore della macchina. Nel caso in questione si dimensiona
l''accumulo sulla potenza massima della pompa di calore, di 500 kW
all''evaporatore e, dati i tre gradini di parzializzazione del compressore, si ottiene
una capacità di 500 litri.

Le prestazioni delle pompe di calore sono state calcolate in regime estivo
facendo riferimento alla norma EN 14825 ottenendo un SEER pari a 4,8, che
pesa per 7/12 sull''efficienza annuale delle macchine, mentre per il
funzionamento invernale si considera che sia attiva solo una delle due pompe di
calore e che sia parzializzata al 50%, con sporadici passaggi al 75%, per cui il Capitolo 5
120 COP è stato calcolato pari a 4, senza la variabilità di carico che si avrebbe nel
calcolo dello SCOP. Il COP pesa sull''efficienza annuale per 5/12. Sia in regime
estivo sia in quello invernale, le prestazioni sono valutate comprendendo le
perdite di carico agli scambiatori evaporatore e condensatore, come previsto
dalla norma EN 14511 e riportato alla sottosezione 4.3.2.
Le condizioni di temperatura operative per i funzionamenti stagionali nel caso
dell''applicazione di climatizzazione per il centro commerciale Bennet di
Cassina Rizzardi sono le seguenti: ' Regime invernale: Condensatore: Tin=40°C, Tout=45°C; Evaporatore: Tin=8°C, Tout=3°C. ' Regime estivo: Evaporatore: Tin=12°C, Tout=7°C; Condensatore: Tin=25°C, Tout=30°C; Da tali considerazioni deriva l''attribuzione di un''efficienza annuale pari a 4,5
alle pompe di calore proposte per il centro commerciale.
Le temperature esposte non coincidono con quelle ottimali di funzionamento
che sono riportate nel Capitolo 4 e nella sezione 5.4, poiché le potenze e le
portate in questione non consentono di lavorare con tali valori di temperatura.

La regolazione ai carichi parziali avviene nel seguente modo: la portata nel
circuito chiuso interposto è costante, per cui quando la pompa di calore modula
la potenza fornita, il 'T sul circuito diminuisce. Nello stesso tempo anche lato
Acquedotto la portata prelevata rimane costante, dunque si riduce il 'T tra la
temperatura di prelievo dalla rete e quella di restituzione. Gli effetti di tali
riduzioni dei valori di temperatura nominali sono benefici perché si traducono
in un abbassamento della temperatura di condensazione in estate e in un
aumento della temperatura di evaporazione in inverno, fattori che migliorano
l''efficienza della macchina. Riduzioni eccessive della temperatura di
condensazione non sono però consentite dalla pompa di calore, che è dotata di
una valvola pressostatica o di una valvola con attuatore elettrico che modifica la
portata al condensatore per mantenere un valore ottimale della pressione di
condensazione (tramite un''azione meccanica o un trasduttore pressione-
variazione di tensione). Dunque le prestazioni stagionali ipotizzate per la
macchina (valore annuale paria a 4,5) sono cautelative, perché valutate a 'T
costante, fattore che penalizza i rendimenti poiché in estate la temperatura di
condensazione diminuisce in misura minore di quanto potrebbe fare con
funzionamento a portata costante e, parimenti, in inverno la temperatura di
evaporazione aumenta in modo meno spinto.
In regime invernale si ha la necessità di incrementare la portata allo scambiatore
a piastre per mantenere contenuto il 'T tra presa e restituzione all''Acquedotto
Industriale, evitando problemi di gelività dello scambiatore. Pertanto si è
previsto di inserire nell''impianto una pompa a doppia velocità (una e due coppie
di poli) lato Acquedotto poiché serve prelevare una portata doppia in regime
invernale rispetto al funzionamento estivo (mentre una delle due pompe presenti L''Acquedotto Industriale di Como per la climatizzazione
121 rimarrà spenta). Infatti con la velocità di rotazione viene modulata la portata con
legge lineare, secondo la seguente relazione (5.2):



E dato che la velocità di rotazione (n) è inversamente proporzionale alle coppie
di poli (PP) del motore (equazione 5.3), è possibile passare da un regime estivo
con due coppie di poli in funzione, a un regime invernale con una sola coppia di
poli in funzione, ottenendo il raddoppiamento della portata elaborata dalla
pompa che preleva acqua dall''Acquedotto Industriale.
La regolazione avviene tramite il selettore estate-inverno che modifica la
velocità di funzionamento della pompa.





























Capitolo 5
122 Tabella 5.6: Valutazione dettagli di collegamento all''Acquedotto Industriale dell''utente Bennet PROGETTO IMPIANTO IN COLLEGAMENTO CON ACQUEDOTTO INDUSTRIALE Tubazione rete Acquedotto Industriale zona Cassina Rizzardi: DN 350 Portata massima di acqua prelevabile per la climatizzazione Bennet Qmax (m 3/h) 45 Valutazione della variazione di temperatura ammissibile ('T) per la reimmissione della portata prelevata in regime Estivo Potenza installata (500 x 2) Ptot (kW) 1000 Fattore di incremento del 'T per lavoro meccanico del compressore Fmecc 1,2 Fattore di carico pompe di calore FC 0,8 Fattore di conversione (kcal/h)/kW 860 'T = (Ptot x 860 x FC x Fmecc)/ Qmax (°C) 18,3 Valutazione della potenza termica disponibile considerando un 'T di 5°C in regime Invernale Variazione massima di temperatura ammessa: 'T (°C) 5 Portata massima di acqua Qmax (m 3/h) 45 Fattore di conversione (kcal/h)/kW 860 Potenza massima scambiabile all'evaporatore (kW) P = 'T x Qmax / 860 261,6 Potenza scambiabile al condensatore: circa il 130% di quella all'evap. (kW) 340,1 Funzionamento: 10 h/giorno; n° giorni/mese: 30 giorni/mese; n° mesi: 5 mesi Energia Termica prodotta a piena potenza in regime invernale (kWh) 510.174 L''Acquedotto Industriale di Como per la climatizzazione
123 Figura 5.8: Schema di impianto per il collegamento Acquedotto Industriale-Bennet di Cassina Rizzardi '' Regime estivo Figura 5.9: Schema di impianto per il collegamento Acquedotto Industriale-Bennet di Cassina Rizzardi '' Regime invernale
5.5.6 Conclusioni e considerazioni
Si può affermare, in conclusione, che la soluzione proposta di climatizzazione
del centro commerciale Bennet di Cassina Rizzardi con acqua dell''Acquedotto
Industriale e la sostituzione della centrale termica esistente con pompe di calore
acqua-acqua risulta potenzialmente interessante dato il rapido rientro
dell''investimento, il positivo impatto economico della soluzione in bolletta Capitolo 5
124 energetica e considerando anche i vantaggi dal punto di vista ecologico ed
energetico del progetto.
Dal punto di vista dell''Acquedotto Industriale, inoltre, non si arrecherebbero
danni agli altri utenti della rete, poiché, come specificato, a valle del Bennet vi
sarebbero solo tinto-stamperie che riscaldano l''acqua che prelevano, in gran
parte fino a vaporizzarla, per cui risentono positivamente dell''aumento estivo di
temperatura dell''acqua che utilizzano, mentre non subiscono particolari
problemi legati al raffreddamento di soli 5°C dell''acqua in regime invernale.

Il caso analizzato è particolarmente penalizzato dall''ingente potenza da fornire
all''edificio unitamente alla portata disponibile non troppo consistente. Questi
due fattori, infatti, portano ad avere un 'T piuttosto elevato lato Acquedotto e di
conseguenza, a causa dell''interposizione dello scambiatore a piastre e del
circuito chiuso, una temperatura di condensazione non bassa quanto si potrebbe
aspirare data la presenza di uno scambio con acqua e non con aria (Tcond~32°C). Inoltre lo scambio indiretto con lo scambiatore interposto penalizza le
prestazioni invernali, dato che si abbassa la temperatura dell''acqua che cede
calore all''evaporatore e di conseguenza anche la temperatura di evaporazione
(Tevap~-1÷0°C). Nonostante ciò si è dimostrata la convenienza della sostituzione della centrale termica del centro commerciale con pompe di calore acqua-acqua
che pure non lavorano a piena efficienza a causa delle condizioni al contorno
esposte.

Dunque si evince che la climatizzazione con acqua dell''Acquedotto Industriale
sia una soluzione di pregio per l''elevata efficienza energetica e il risparmio
economico che permette di raggiungere in edifici che abbiano una richiesta
energetica inferiore rispetto al centro commerciale, siano situati in prossimità
della rete e abbiano delle utenze a valle che prelevano una portata abbastanza
consistente e che consente di ottenere delle temperature favorevoli almeno
quanto quelle analizzate per il Bennet.
Si tenga comunque presente che in una pompa di calore il componente che
limita il range di temperature operative è il compressore, che ha un campo di
funzionamento tale da imporre come temperatura minima di condensazione
circa 30°C, per cui la minima temperatura di uscita dell''acqua dal condensatore
è di circa 27°C. Lato evaporatore non si hanno particolari restrizioni, per cui
quanto più la temperatura di evaporazione è elevata, migliore è l''efficienza della
macchina.

Capitolo 6

Il Lago di Como e la climatizzazione di Como
Centro

6.1 Possibile implementazione di una rete idronica per la
climatizzazione nella città di Como
6.1.1 Gli obiettivi di risparmio energetico
Il comune di Como può favorire il risparmio energetico attraverso la modifica
dei suoi strumenti urbanistici. Tra gli obiettivi da raggiungere vi sono la
riduzione del costo dell''energia, la diminuzione delle emissioni inquinanti e
climalteranti nel rispetto delle peculiarità dell''ambiente e del territorio e la
promozione delle nuove tecnologie energetiche. Sono, inoltre, punti importanti
da realizzare anche la ristrutturazione degli impianti esistenti, l''aumento della
produzione energetica a livello locale salvaguardando la salute della
cittadinanza, la promozione della diffusione capillare di fonti rinnovabili e il
miglioramento dell'efficienza energetica degli impianti.
Il raggiungimento di tali obiettivi è imposto dai recenti decreti (cfr. Decreto
Legislativo n° 28, Capitolo 3) e leggi regionali, oltre che dagli impegni assunti
dall''Italia con la sottoscrizione e l''adozione del Protocollo di Kyoto, il quale
prevede la razionalizzazione dell''uso di fonti energetiche tradizionali, la
riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra e il miglioramento
dell''efficienza energetica.

Al fine di favorire l''ottenimento congiunto degli obiettivi nazionali all''interno
del comune di Como si può pensare all''utilizzo di macchine che hanno
un''elevata efficienza energetica, non inquinano né emettono CO2 localmente e producono energia in parte conteggiabile come rinnovabile, ossia le pompe di
calore.

6.1.2 Vantaggi nell''utilizzo di pompe di calore nella città di Como
Per rendere passibile l''impiego delle pompe di calore acqua-acqua all''interno di
Como Centro si potrebbe realizzare una rete all''uopo dedicata.
Tale rete idronica, concettualmente simile a quella del teleriscaldamento urbano,
sarà in grado di veicolare l''acqua di lago tramite un sistema di tubazioni
interrate da posare sotto la sede stradale.
I vantaggi rispetto al tradizionale impianto di teleriscaldamento sono
indubbiamente notevoli e sintetizzabili nei seguenti: la rete di distribuzione Capitolo 6 126
potrà essere realizzata con semplici tubazioni in polietilene prive di
coibentazione, da cui ne deriva semplicità ed economicità di posa e vi sarebbe
assenza di perdita di calore lungo la rete (a differenza del teleriscaldamento, le
cui rilevanti perdite di calore ne abbassano il rendimento di distribuzione).
Inoltre vi sarebbe la possibilità di utilizzare la rete idronica anche in regime
estivo (stagione in cui lo sfruttamento dell''acqua di Lago è maggiormente
conveniente) ed in modo duale come rete per le cassette WC e per utilizzo
irriguo.
Un aspetto vantaggioso e non trascurabile, annesso all''implementazione di tale
rete in Como Centro con conseguente utilizzo di pompe di calore come sistema
principale di generazione, è la riduzione delle emissioni inquinanti in loco, data
l''assenza di fenomeni di combustione con relativi prodotti nocivi.

Per quanto riguarda la riqualificazione degli edifici esistenti per un ottimale
abbinamento degli involucri edilizi e dei terminali con il sistema di generazione
in pompa di calore, si prospetta la necessità di un adeguamento delle strutture
trasparenti e opache e in particolare delle coibentazioni di queste ultime, in
modo da poter eventualmente utilizzare come terminali i radiatori, che sono
quelli maggiormente presenti nel parco edilizio della città (cfr. Capitolo 2).
Ovviamente gli interventi devono essere rivolti al mantenimento delle facciate
degli edifici storici e d''epoca, per cui sarà necessario isolare internamente tali
costruzioni, mentre solo in alcuni casi sarà possibile valutare l''uso di isolamenti
a cappotto. ' indubbio che, ove possibile, sarebbe bene progettare e riprogettare
gli impianti in modo da inserire negli edifici i terminali che meglio si prestano
all''accoppiamento con pompa di calore, ossia i pavimenti o soffitti radianti.

6.1.3 L''inquinamento nella città di Como
La città di Como è sorta in una posizione che offre un ottimo riparo dai venti,
ma che risulta oggi sfavorevole per via dell''assenza di un adeguato ricambio e
lavaggio dell''aria, la quale ristagna determinando una grave situazione di
inquinamento atmosferico, legato soprattutto al particolato solido e liquido
presente nell''aria, come il PM10.
Il PM10 identifica del materiale presente nell'atmosfera in forma di particelle microscopiche, il cui diametro aerodinamico è uguale o inferiore a 10 µm. '
costituito da polvere, fumo, microgocce di sostanze liquide ed è denominato
aerosol: esso, infatti, è un insieme di particolati, ossia particelle solide e liquide
disperse nell'aria con dimensioni relativamente piccole. Le principali fonti di
PM10 sono sorgenti legate all''attività dell''uomo, come i processi di combustione, in particolare quelli che avvengono nei motori a scoppio, negli
impianti di riscaldamento, in molte attività industriali, negli inceneritori e nelle
centrali termoelettriche. Inoltre l''usura dei pneumatici e l''asfalto costituiscono
fonti artificiali di particolato. Sorgenti naturali di PM10 sono l'erosione del suolo, Il Lago di Como e la climatizzazione di Como Centro 127 gli incendi boschivi, le eruzioni vulcaniche, la dispersione di pollini e il sale
marino. Inoltre, una parte rilevante del PM10 presente in atmosfera deriva dalla trasformazione in particelle liquide o solide di alcuni gas (composti dell'azoto e
dello zolfo) emessi da attività umane e nelle aree urbane il traffico veicolare è
un''altra importante fonte di particolato.
La nocività delle polveri sottili dipende dalle loro dimensioni, dalla loro capacità
di raggiungere le diverse parti dell'apparato respiratorio e dalla loro natura
chimica.

Nell''anno 2012 nella città di Como è stato ampiamente superato il valore limite
giornaliero della concentrazione di PM10 nell''aria, fissato dal Decreto Legislativo 155/2010 a 50 μg/m3 al giorno, con un massimo di trentacinque
giorni annui di superamento del valore soglia per ciascuna città. Infatti Como si
è posizionata tra le prime trenta città italiane per superamento dei limiti imposti
dal Dlgs 155/2010, con 58 giorni di superamento della soglia di PM10 nell''anno 2012. Va evidenziato, dunque, che all''ottenimento dello sgradevole traguardo ha
contribuito il riscaldamento degli edifici della città di Como, dato che l''uso di
caldaie e sistemi di generazione alimentati da combustibili fossili è annoverato
tra le principali fonti di PM10 e di inquinamento.
6.2 Prospettive di realizzazione della rete

Alla luce della situazione esposta è palese la necessità di un intervento
significativo per diminuire l''impatto del riscaldamento sull''inquinamento
urbano. Questo è potenzialmente rappresentato dalla rete di acqua di lago,
poiché implicherebbe l''installazione di pompe di calore, che non consumano
combustibili fossili e per questo non inquinano localmente e non generano
emissioni di CO2 o climalteranti in loco. Oltre a ciò, le pompe di calore costituiscono una soluzione adeguata per
rispettare i vincoli normativi in materia di rinnovabili imposti in particolare dal
Decreto Legislativo 28/2011; infatti la percentuale di produzione di energia
termica da fonte rinnovabile richiesta diventa sempre più elevata e stringente
negli anni (cfr. Sezione 3.1) e obbliga ad adattare i sistemi di generazione per
rientrare nei valori normati.

6.2.1 Possibilità di dialogo con la società Acquedotto Industriale
La rete idronica in Como deve essere alimentata dall''acqua del lago e deve
perciò servirsi di un''adeguata stazione di pompaggio. Visto l''attuale
sottoutilizzo della stazione di pompaggio dell''Acquedotto Industriale di Como si
può proporre lo sfruttamento di tale presa a lago, con annessi riconoscimenti
economici alla società, per l''alimentazione della rete urbana ipotizzata. In
questo modo si ridurrebbero significativamente i costi di realizzazione del Capitolo 6 128
progetto senza arrecare danni alla società Acquedotto Industriale poiché non si
indurrebbe alcuna concorrenza con la società ACSM. Infatti mentre quest''ultima
si occupa della fornitura di acqua potabile nel territorio di Como, la rete che si
ipotizza sarebbe alimentata da acqua di lago non trattata e non potabile.

La proposta per l''Acquedotto Industriale sarebbe, quindi, oltre a quella di
ottimizzare il sistema esistente con la vendita di energia a nuove utenze situate
sul percorso, come il centro commerciale Bennet di Cassina Rizzardi, quella di
vendere acqua prelevata dalla stazione di pompaggio per l''utilizzo in Como.
Figura 6.1: Stazione di pompaggio ''Centrale Lago' dell''Acquedotto Industriale di Como [31] Il Lago di Como e la climatizzazione di Como Centro 129 Figura 6.2: Particolare all''interno della stazione di pompaggio ''Centrale Lago' dell''Acquedotto Industriale di Como [32] 6.2.2 Dettagli tecnici
La rete idronica preposta allo scambio con pompe di calore ad uso residenziale
può essere implementata ipotizzando anche uno scambio diretto tra le pompe di
calore e la rete, con conseguenti vantaggi di scambio termico dovuti all''assenza
di scambiatori interposti. Infatti, siccome in questo caso l''acqua sarebbe
utilizzata solo per scopo di climatizzazione, non si avrebbero problemi di
alterazione chimica della stessa legati ad usi diversi dell''acqua della rete. Inoltre
l''assenza del circuito interposto migliorerebbe le prestazioni della macchina,
non penalizzando le temperature di ingresso dell''acqua nel condensatore o
evaporatore e permettendo di ottenere temperature di evaporazione più alte e di
condensazione più basse rispetto ad un caso analogo ma provvisto di
scambiatore e circuito posti fra acqua di lago e pompa di calore. Ovviamente
sarebbe opportuno l''inserimento di filtri per un corretto trattamento dell''acqua
di lago prima che entri negli scambiatori delle macchine.

Sarebbe inoltre necessario predisporre una rete per la restituzione dell''acqua
utilizzata dalle varie utenze di Como Centro per la climatizzazione, evitando
così di dover imporre limiti sul riscaldamento o il raffrescamento dell''acqua.
Infatti ciascun edificio sarebbe servito da una tubazione in cui scorre acqua a
10°C presa dal lago di Como e riverserebbe l''acqua in un''altra tubazione,
adibita alla ripresa e reimmissione nel lago dell''acqua utilizzata per lo scambio
con le pompe di calore installate.
Capitolo 6 130
La rete di restituzione comporterebbe notevoli vantaggi, infatti il mancato
riversamento in fognatura dell''acqua utilizzata per la climatizzazione evita agli
utenti di corrispondere i relativi oneri di depurazione; infatti, qualora si
riversasse l''acqua in fognatura, essa verrebbe trattata dalla società Como Depur,
che si occupa di depurare le acque industriali e provenienti dalle fognature di
Como prima di immetterle nel lago. Inoltre il pompaggio di acqua avverrebbe ad
una profondità diversa rispetto al riversamento e questo creerebbe una
miscelazione dell''acqua benefica per il microclima del lago di Como,
permettendo un ricambio verticale dell''acqua. A questo proposito si fa
riferimento al Progetto Plinius del Centro di cultura scientifica ''Alessandro
Volta' di Como, che prevede un risanamento del Primo Bacino del Lario
attraverso l''incremento del ricambio delle acque superficiali. Infatti nel Bacino
Occidentale del lago la mancanza di un emissario naturale costituisce la
principale criticità idrodinamica e ciò implica tempi di residenza delle acque più
elevati che negli altri bacini del lago di Como. Si ha infatti una stagnazione
superficiale di alghe e batteri fecali provenienti dagli scarichi urbani non trattati
a cui si può ovviare tramite un sistema di miscelazione che preveda di
sospingere le acque superficiali a 15-20 metri di profondità in modo da indurre
la loro miscelazione con le acque profonde più fredde. A tali profondità si
assiste a una forte riduzione delle fioriture algali e della carica batterica delle
acque del Primo Bacino. Dunque la miscelazione delle acque che verrebbe
attuata dal prelievo e dalla restituzione dell''acqua di lago legati alla rete idronica
urbana di climatizzazione sarebbe benefica e di supporto al progetto di
pompaggio e miscelazione delle acque del Primo Bacino del Lario.
Tuttavia, l''installazione di una rete per la restituzione dell''acqua al lago di
Como rappresenta un costo ulteriore da assegnare al progetto proposto. Qualora
si volesse evitare l''investimento legato a tale rete, gli utenti dovrebbero
corrispondere gli oneri di depurazione alla Como Depur per il trattamento delle
acque usate per la climatizzazione che vengono riversate in fognatura.

La rete idronica deve essere provvista di opportune valvole per l''intercettazione
dei componenti che possono richiedere manutenzione o sostituzione, come la
pompa e il filtro defangatore, di manometri, termometri, valvole di non ritorno e
di valvole di sfogo aria; le ramificazioni che collegano le pompe di calore alla
rete principale devono essere dotate di valvole a due vie, comandate dalle
centraline delle pompe di calore sulla mandata. Dato che i circuiti di mandata e
ritorno sono aperti, poiché comunicanti con il lago di Como, non è necessario
posizionare vasi espansione né valvole di sicurezza.

L''impianto ipotizzato è a portata variabile, in modo che, qualora siano spente le
pompe di prelievo dalla rete di mandata dei vari utenti collegati, venga presa a
lago una portata minore da parte della stazione di pompaggio, che è dotata di
inverter, ottenendo così una riduzione dei consumi. Il Lago di Como e la climatizzazione di Como Centro 131 La portata minima elaborata dalle pompe della stazione di pompaggio deve
essere smaltita nella rete anche quando tutte o gran parte delle utenze non hanno
richiesta termica e quindi le loro pompe sono spente. Per questo si posizionano
delle valvole a tre vie per le ultime utenze delle maglie della rete (''Utenza Z'
della Figura 6.3), utili a deviare l''acqua non sfruttata per la climatizzazione sul
ramo di ritorno, collegato alla rete di restituzione. Dunque le valvole a tre vie
sulle ultime utenze garantiscono che ci sia un flusso d''acqua e come ulteriore
sicurezza si può posizionare a valle delle utenze di ogni maglia anche una
valvola di sovrappressione, anch''essa allo scopo di deviare il flusso d''acqua
dalla rete di mandata a quella di restituzione.
Figura 6.3: Esempio di collegamento di utenze alla rete idronica in Como Centro
6.2.3 Valutazione dell''entità della rete idronica
La rete idronica deve essere dimensionata considerando delle ipotesi di base e
dati forniti dal Comune di Como. Data la popolazione censita in Centro Como,
la si divide in nuclei familiari composti mediamente da 3,5 persone, che
occupano superfici abitative di circa 80 m2/appartamento. Si trova così la
superficie ipoteticamente occupata dalle famiglie di Como Centro e si valuta poi
un coefficiente di servizio che indica la percentuale di superficie abitata
potenzialmente climatizzabile, dato che verosimilmente non sarebbe possibile
arrivare in tutte le vie del centro di Como con la linea idronica. Considerata la Capitolo 6 132
classe energetica media degli edifici in Como Centro si è valutato di attribuire
un fabbisogno specifico di potenza per il riscaldamento di 75 W/m2.
Tabella 6.1: Valutazione di portata della rete idronica in Como VALUTAZIONE PORTATA RETE IDRONICA Abitanti Como Centro 6.391 n° Persone/Famiglia 3,5 n° Famiglie 1.826 Superficie abitazione/Famiglia 80 m2 Superficie abitazioni Como Centro 146.080 m2 Coefficiente di servizio 0,6 Superficie climatizzabile con la linea idronica 87.648 m2 Fabbisogno di potenza termica specifico 75 W/m2 Fabbisogno di potenza termica complessivo 6.574 kW Portata necessaria con 'T=5°C 1.130.659 l/h 1131 m3/h 314 l/s
Dai calcoli effettuati, ritenendo verosimile di poter soddisfare le esigenze di
climatizzazione del 60% della superficie abitata in Como Centro, si è trovato
che è necessario prelevare a lago una portata di circa 300 l/s. Si conferma quindi
la possibilità di sfruttare la stazione di pompaggio dell''Acquedotto Industriale,
che può sollevare una portata massima di 1000 l/s ed è attualmente utilizzata
dalla società per una percentuale del 30% (300-320 l/s).


Il Lago di Como e la climatizzazione di Como Centro 133 Figura 6.4: Configurazione di massima della rete idronica alimentata con acqua di lago per Como Centro Le tubazioni sono ipotizzate in polietilene ad alta densità PE 100, PFA 16
(pressione di esercizio pari a 16 bar), che è un materiale meno costoso
dell''acciaio, non soggetto né a marcescenza né all''influsso di correnti vaganti,
considerando che a Como transita la linea ferroviaria. Le tubazioni non
necessitano di isolamento dato che trasportano acqua a temperatura non
controllata. Nella configurazione di massima si è scelto di schematizzare una
rete composta da maglie e tramite misurazioni in pianta si è valutato che la
pompa a lago necessaria deve avere una prevalenza di 10 bar (avendo
considerato perdite di carico lineari che si mantengono entro i 25 mm/m e una
maggiorazione del 20% per tener conto delle curve della rete).
Capitolo 6 134
Figura 6.5: Particolare interramento tubazioni in polietilene ad alta densità
A seconda che venga prevista o no la rete idronica di restituzione dell''acqua
utilizzata per la climatizzazione degli edifici di Como Centro, si rappresenta in
maniera riassuntiva il ciclo delle acque, evidenziando le società e gli enti
interessati (Figure 6.4 e 6.5). Si è ipotizzato di utilizzare per la rete idronica in
Como la stazione di pompaggio dell''Acquedotto Industriale e si è considerato
che la società Acquedotto Industriale possa mantenere la fornitura di acqua agli
utenti industriali per usi a perdere (con riversamento in fognatura e trattamento
dell''acqua da parte della società Como Depur) e, nello stesso tempo, fornire
energia ad utenti industriali o residenziali o del settore terziario per utilizzi di
climatizzazione (come previsto per il centro commerciale Bennet di Cassina
Rizzardi). Gli utenti residenziali in Como Centro avrebbero una doppia fornitura
di acqua: una di acqua potabile da parte della società ACSM e una di acqua di
lago ad uso climatizzazione, non potabile, veicolata dalla rete urbana ipotizzata.
La società Como Depur si occupa di trattare e depurare gli scarichi di acqua
urbani ed industriali prima della reimmissione nel lago di Como.
Il Lago di Como e la climatizzazione di Como Centro 135 Figura 6.6: Schema riassuntivo del ciclo dell''acqua con rete di restituzione Figura 6.7: Schema riassuntivo del ciclo dell''acqua senza rete di restituzione 6.2.4 Valutazione economica di massima
Per una valutazione economica dei costi implicati dal progetto della linea
idronica in Como Centro si sono considerati i costi relativi a opere edili e
meccaniche, valutati consultando il Bollettino delle opere della Camera di
Commercio di Como e i costi unitari delle tubazioni in polietilene ad elevata
densità. La stima dei costi complessivi ammonta ad una cifra di circa '
2.400.000. Qualora tale valore venisse suddiviso per tutti gli utenti che si sono
valutati come possibili fruitori del sistema di climatizzazione con acqua di lago, Capitolo 6 136
ne deriverebbe che ciascuna delle 1.096 famiglie dovrebbe corrispondere una
somma di poco più di ' 2.100. Tale valore è stato calcolato per avere
un''indicazione sommaria dell''incidenza economica di un''opera come quella
proposta. Non si sono considerati i costi di allacciamento idronico alla rete e la
fornitura di pompe di calore agli utenti, in quanto rappresentano spese da
affrontare in autonomia, valutando che l''investimento iniziale verrebbe ripagato
dai risparmi energetici procurati durante tutta la vita utile dell''impianto. Oltre a
ciò il risparmio di energia primaria e l''assenza di emissioni inquinanti locali
rendono la soluzione interessante dal punto di vista ecologico ed ambientale.
Tabella 6.2: Stima di costo delle opere edili per la rete idronica in Como Centro STIMA DI COSTO OPERE EDILI Lungh. Largh. Prof. Superf. Vol. Costo unitario Costo totale m m m m2 m3 '/' ' Taglio di pavimentazione bituminosa con fresa a disco 13.920 \ \ \ \ 4,55 ' 63.336,00 Scavo a sezione ristretta per posa tubazioni, compreso trasporto e smaltimento del materiale eccedente presso discariche autorizzate 6.960 1 1 \ 6.960 13,4 ' 93.264,00 Fornitura e posa di sabbia vagliata 6.960 1 0,5 \ 3.480 28,7 ' 99.876,00 Reinterro con materiale di
risulta, compresa rullatura e compattazione 6.960 1 0,5 \ 3.480 2,4 ' 8.352,00 Posa del tout venant e posa del successivo manto di usura in conglomerato bituminoso (30% della superficie totale) 2.088 1 \ 2.088 \ 6,68 ' 13.947,84 Posa di pavimentazione in pietra naturale (porfido) riutilizzando l'esistente previa pulizia (70% della superficie totale) 4.872 1 \ 4.872 \ 29 ' 141.288,00 ' 420.063,84



Il Lago di Como e la climatizzazione di Como Centro 137 Tabella 6.3: Stima di costo delle opere meccaniche per la rete idronica in Como Centro STIMA DI COSTO OPERE MECCANICHE Lunghezza Costo unitario Costo totale m '/m ' FPO Tubo in PEAD Φe 400 mm 1.810 200,78 ' 363.411,80 FPO Tubo in PEAD Φe 355 mm 6.620 168,05 ' 1.112.491,00 FPO Tubo in PEAD Φe 315 mm 1.410 124,56 ' 175.629,60 FPO Tubo in PEAD Φe 250 mm 4.080 78,53 ' 320.402,40 ' 1.971.934,80 Tabella 6.4: Costi stimati complessivi per la rete idronica in Como Centro COSTI STIMATI COMPLESSIVI ' 2.391.998,64 INCIDENZA PER UTENTE (1.096 utenti) ' 2.182,48
6.3 Esempi applicativi

6.3.1 Esempio di applicazione residenziale: impianto centralizzato
La rete di scambio per la climatizzazione per la zona residenziale comasca
consentirebbe di ottenere delle prestazioni notevoli se i terminali preposti al
riscaldamento invernale degli edifici fossero in bassa temperatura.
A questo proposito si analizza un caso di applicazione della rete alimentata con
acqua di lago ad un condominio di recente realizzazione in modo da poter
confrontare le prestazioni in riscaldamento della pompa di calore acqua-acqua
con una moderna caldaia a condensazione, avendo come terminali i pannelli
radianti. Si evidenzia inoltre il vantaggio di poter fare anche climatizzazione
estiva ad elevata efficienza con il sistema in pompa di calore.
Il condominio, situato a Como, consta di dodici appartamenti di circa 82 m2 di
superficie utile ciascuno, ed è servito da un impianto termico centralizzato con
una caldaia a condensazione, di potenza al focolare 96,5 kW, come sistema di
generazione. I terminali ambiente per il riscaldamento, ed eventualmente per il
raffrescamento, sono i pannelli radianti annegati a pavimento. L''edificio ha un
rapporto tra superficie disperdente e volume lordo riscaldato pari a 0,637 ed è in
zona climatica ''E' con 2228 gradi giorno; il valore di EPH, ossia il fabbisogno energetico dell''edificio per la climatizzazione invernale, è di 46,4 kWh/m2anno,
per cui esso ricade in classe energetica B. Essendo di recente costruzione (anno
2008) le strutture opache e trasparenti del condominio hanno valori di
trasmittanza ridotti, in particolare le pareti verticali presentano valori che si
mantengono entro gli 0,33 W/m2K, le superfici orizzontali entro gli 0,29
W/m2K, mentre i serramenti e le porte hanno trasmittanze entro 1,8 W/m2K. Capitolo 6 138
Un edificio come il condominio in questione rappresenta l''involucro ideale per
la sostituzione della caldaia con pompa di calore acqua-acqua, che scambierebbe
calore con l''acqua del lago di Como della rete idronica ipotizzata per Como
Centro. Infatti la presenza dei pannelli radianti come terminali rende possibile
sia lo sfruttamento della pompa di calore anche in regime estivo per il
raffrescamento degli appartamenti, sia l''ottenimento di prestazioni energetiche
particolarmente elevate a causa delle temperature di funzionamento favorevoli.
La relazione di contenimento del consumo energetico per il condominio (Legge
10/91) riporta che le dispersioni di picco del condominio sono di 38,62 kW e
che il fabbisogno di metano per riscaldare l''edificio è di 4.776 m3/anno; in base
a questo valore si può calcolare l''energia termica prodotta dalla caldaia a
condensazione. Oltre a ciò si valutano i costi energetici legati al riscaldamento
per l''intero condominio e per il singolo appartamento. In questo modo è
possibile confrontare la spesa energetica sostenuta con quella sostenibile in caso
di allacciamento del condominio alla rete di acqua di lago e di sostituzione della
caldaia con una pompa di calore acqua-acqua di potenza nominale circa 60 kW.
Allo stesso modo si confronta l''utilizzo della caldaia e quello della pompa di
calore per la produzione di acqua calda sanitaria: il condominio è provvisto
dell''integrazione con l''impianto a pannelli solari, e da Legge 10/91 è stimato un
consumo di metano per la produzione di acqua calda sanitaria di 4.196 m3/anno,
che è usato come valore di partenza per effettuare il confronto energetico ed
economico.


















Il Lago di Como e la climatizzazione di Como Centro 139 Tabella 6.5: Prestazione energetica ed economica della caldaia a condensazione per il condominio in riscaldamento CALDAIA A CONDENSAZIONE RISCALDAMENTO CONDOMINIO IN COMO Carico di picco dell'edificio 38,62 kW PCI metano 9,56 kWh/m3 Rendimento medio di caldaia η 100 % Cosumo di metano annuo (da Legge 10/91) 4.776 m3/anno Energia termica vettoriata: Consumo metano x PCI x η 45.658,6 kWh/anno Costo specifico metano 0,9 '/m3 Costo totale sostenuto per il riscaldamento 4.298,4 '/anno Costo sostenuto dal singolo appartamento 358,2 '/anno Energia primaria consumata 45.658,6 kWh/anno CO2 factor gas metano 205 kg/MWht Emissioni di CO2 locali annuali 9.360,0 kg di CO2 Tabella 6.6: Prestazione energetica ed economica di una pompa di calore per il condominio in riscaldamento (bassa temperatura) POMPA DI CALORE ACQUA - ACQUA RISCALDAMENTO CONDOMINIO IN COMO Energia termica da vettoriare 45.658,6 kWh/anno SCOP pdc (evap: 10-5°C; cond: 30-35°C) 5 Energia elettrica consumata annua 9.131,7 kWh/anno Costo specifico energia elettrica 0,25 '/kWh Costo totale da sostenere per il riscaldamento 2.282,9 '/anno Costo da sostenere per il singolo appartamento 190,2 '/anno Risparmio annuale singolo appartamento 167,96 '/anno Incidenza percentuale in bolletta energetica 47 % Consumo energia primaria (ηSEN=0,458) 19.938,2 kWh/anno Risparmio di energia primaria annuale 25.720,3 kWh/anno Emissioni di CO2 locali evitate annuali 9.360,0 kg di CO2 Dalle valutazioni riportate nelle tabelle 5.7 e 5.8 si evince la convenienza
economica, energetica ed ambientale nell''utilizzo delle pompe di calore rispetto
alle caldaie per riscaldare il condominio. Si è ipotizzato di attuare un Capitolo 6 140
collegamento diretto della pompa di calore alla rete idronica di acqua di lago,
con l''ottenimento delle temperature ottimali per lo scambio termico e per il
raggiungimento di prestazioni elevate (Tin,cond=30°C, Tout,cond=35°C; Tin,evap=10°C, Tout,evap=5°C). Il risparmio connesso alla sostituzione del generatore di calore sarebbe infatti del 47%/anno, valore che incide in maniera
considerevole sulla bolletta energetica.
Tabella 6.7: Prestazione energetica ed economica della caldaia a condensazione per il condominio nella produzione di acqua calda sanitaria CALDAIA A CONDENSAZIONE PRODUZIONE ACS CONDOMINIO IN COMO n° appartamenti 12 PCI metano 9,56 kWh/m3 Rendimento medio di caldaia η 90 % Consumo di metano annuo (da Legge 10/91) 4.196 m3/anno Energia termica vettoriata: Consumo metano x PCI x η 36.102,4 kWh/anno Costo specifico metano 0,9 '/m3 Costo totale sostenuto per la produzione di ACS 3.776,4 '/anno Costo sostenuto dal singolo appartamento 314,7 '/anno Energia primaria consumata 40.113,8 kWh/anno CO2 factor gas metano 205 kg/MWht Emissioni di CO2 locali annuali 8.223,3 kg di CO2
















Il Lago di Como e la climatizzazione di Como Centro 141 Tabella 6.8: Prestazione energetica ed economica della pompa di calore per il condominio nella produzione di acqua calda sanitaria(medio/alta temperatura) POMPA DI CALORE ACQUA - ACQUA PRODUZIONE ACS CONDOMINIO IN COMO Energia termica da vettoriare 36.102,4 kWh/anno COP pdc (evap: 10-5°C; cond: 45-50°C) 3,3 Energia elettrica consumata annua 10.940,1 kWh/anno Costo specifico energia elettrica 0,25 '/kWh Costo totale da sostenere per la produzione di ACS 2.735,0 '/anno Costo da sostenere per il singolo appartamento 227,9 '/anno Risparmio annuale singolo appartamento 86,78 '/anno Incidenza percentuale in bolletta energetica 28 % Consumo energia primaria (ηSEN=0,458) 23.886,7 kWh/anno Risparmio di energia primaria annuale 16.227,0 kWh/anno Emissioni di CO2 locali evitate annuali 8.223,3 kg di CO2 Anche nella produzione di acqua calda sanitaria si verifica un risparmio
energetico ed economico nell''adozione della soluzione in pompa di calore,
meno accentuato rispetto all''utilizzo in riscaldamento, dato che il COP della
macchina si riduce a causa della maggiore temperatura dell''acqua richiesta al
condensatore.

Sommando i contributi di produzione di acqua calda ad uso riscaldamento e
sanitario si ottiene un risparmio economico del 38%/anno in bolletta energetica.
Si deve poi considerare che con l''inserimento di una pompa di calore invertibile
risulta possibile produrre acqua refrigerata per la climatizzazione estiva degli
appartamenti, ottenendo vantaggi in termini di comfort ambientale.
L''aspetto ambientale è inoltre da considerare, poiché la sostituzione delle
caldaie con pompe di calore comporta una notevole riduzione del consumo di
energia primaria e elimina le emissioni inquinanti e ad effetto serra locali.

6.3.2 Esempio di applicazione residenziale: impianto termoautonomo
Si può valutare l''applicazione della soluzione in pompa di calore anche ad un
appartamento termoautonomo, dotato di caldaia murale per il riscaldamento e la
produzione di acqua calda sanitaria. Dato un appartamento in classe energetica
G, avente un fabbisogno di energia primaria per il riscaldamento di 180
kWh/m2anno, si valutano i consumi energetici e i relativi costi connessi all''uso
della caldaia e della pompa di calore come sistema di generazione.
Considerando una superficie utile di 80 m2, si ha un consumo di gas metano di Capitolo 6 142
1.506 m3/anno, valore che comporta dei costi in bolletta di 1.355,6 '/anno.
L''appartamento ipotizzato ha un impianto a radiatori, terminali che, se
alimentatati in alta temperatura, penalizzano le prestazioni delle pompe di
calore. Infatti qualora si incrementasse il numero di terminali e li si alimentasse
in bassa temperatura, ne gioverebbe il rendimento della pompa di calore che
sostituisce la caldaia. ' da evidenziare, comunque, che, seppur funzionando in
alta temperatura, una pompa di calore acqua-acqua è in grado di offrire
prestazioni molto migliori della caldaia e risparmi economici di circa un terzo di
quanto pagato con la caldaia come sistema di generazione.

Per la produzione di acqua calda sanitaria in presenza di pompa di calore come
sistema di generazione per il riscaldamento di un appartamento si possono
proporre le seguenti opzioni: l''utilizzo di un bollitore elettrico ad accumulo,
possibilmente alimentato da energia elettrica rinnovabile da pannelli
fotovoltaici; il sovradimensionamento della pompa di calore in modo che la
potenza sviluppabile dalla stessa sia tale da permettere il soddisfacimento della
richiesta di acqua calda sanitaria in tempi ragionevoli; il mantenimento della
caldaia per la produzione di acqua calda sanitaria.

' da considerare, tuttavia, che l''ingombro di una pompa di calore è maggiore di
quello della caldaia murale, per cui non in tutti gli appartamenti termoautonomi
sarebbe possibile effettuare la sostituzione del sistema di generazione. Si dovrà
valutare a valle di un rilievo esecutivo la scelta di inserire una pompa di calore
centralizzata anche per gli edifici costituiti da appartamenti autonomi oppure
quella di sostituire effettivamente la caldaia autonoma con pompa di calore e
accumulo per lo stoccaggio dell''acqua calda sanitaria. Infatti, mentre il caso di
un impianto centralizzato prevede che la potenza richiesta dall''edificio per il
riscaldamento sia sufficientemente elevata e quindi il dimensionamento della
pompa di calore consente di produrre acqua calda sanitaria in tempi
ragionevolmente brevi (aspetto importante dato che la macchina funziona con
priorità sul sanitario), un impianto autonomo di un appartamento deve
soddisfare una potenza di picco limitata e se la pompa di calore viene
dimensionata per il riscaldamento può essere critica la produzione di acqua
calda sanitaria. Per questo in abbinamento alla pompa di calore è necessario
dimensionare correttamente e predisporre un accumulo per l''acqua calda
sanitaria.






Il Lago di Como e la climatizzazione di Como Centro 143 Tabella 6.9: Prestazione energetica ed economica della caldaia per l''appartamento in riscaldamento CALDAIA APPARTAMENTO IN COMO Fabbisogno energetico specifico per riscaldamento 180 kWh/m2anno Superficie dell'appartamento 80 m2 Fabbisogno energetico annuo per riscaldamento 14.400 kWh/anno PCI metano 9,56 kWh/m3 Rendimento medio di caldaia: η 85 % Consumo di metano annuo (da Legge 10/91) 1.506 m3/anno Energia termica vettoriata: Consumo metano x PCI x η 12.240 kWh/anno Costo specifico metano 0,9 '/m3 Costo totale sostenuto per il riscaldamento 1.355,6 '/anno Energia primaria consumata 14.400 kWh/anno CO2 factor gas metano 205 kg/MWht Emissioni di CO2 locali annuali 2.952 kg di CO2 Tabella 6.10: Prestazione energetica ed economica della pompa di calore per l''appartamento in riscaldamento (alta temperatura) POMPA DI CALORE ACQUA - ACQUA RISCALDAMENTO APPARTAMENTO IN COMO Energia termica da vettoriare 12.240,0 kWh/anno COP stagionale (evap: 10-5°C; cond: 50-55°C) 3,25 Energia elettrica consumata annua 3.766 kWh/anno Costo specifico energia elettrica 0,25 '/kWh Costo totale da sostenere per il riscaldamento 941,5 '/anno Risparmio annuale appartamento 414,11 '/anno Incidenza percentuale in bolletta energetica 31 % Consumo energia primaria (ηSEN=0,458) 8.223,0 kWh/anno Risparmio di energia primaria annuale 6.177,0 kWh/anno Emissioni di CO2 locali evitate annuali 2.509 kg di CO2


Capitolo 6 144
6.3.3 Considerazioni
La sostituzione dei generatori di calore esistenti con pompe di calore connesse
alla rete ipotizzata e alimentata con acqua di lago assume una convenienza
anche maggiore rispetto al caso del condominio analizzato qualora la caldaia
presente sia più obsoleta e abbia rendimenti inferiori di quelle a condensazione.
' comunque da evidenziare che dove sono presenti radiatori come terminali
sarebbe bene operare in uno dei seguenti modi per mantenere al condensatore
delle temperature medio-basse di produzione dell''acqua, salvaguardando
l''efficienza della macchina: ' Migliorare l''isolamento dell''edificio, riducendo così il fabbisogno energetico dello stesso; ' Aumentare il numero dei terminali (radiatori), maggiorando la superficie di scambio a fronte dell''abbassamento della temperatura di
alimentazione; ' Utilizzare macchine con condensatore dedicato all''abbinamento a terminali come i radiatori (cfr. sezione 2.2), che permetta, cioè, di
lavorare con un salto termico elevato; ' Sostituire i terminali con soffitti o pavimenti radianti a secco, che sono a basso spessore (circa 45 mm) e quindi rappresentano un intervento poco
invasivo; ' Mantenere la caldaia presente e aggiungere la pompa di calore: in questo modo si può dedicare la caldaia alla produzione di acqua calda sanitaria
o renderla disponibile per integrare il riscaldamento effettuato dalla
pompa di calore.
Le pompe di calore preferibili per l''applicazione residenziale sono quelle che
hanno attacchi per l''impianto di riscaldamento, di raffrescamento e per la
produzione di acqua calda sanitaria e che permettono di bypassare l''apporto
energetico della sorgente. Infatti è utile evitare di scambiare calore con la
sorgente di acqua di lago in estate, quando si ha la necessità contemporanea di
produrre acqua refrigerata per l''impianto di climatizzazione e acqua calda
sanitaria, sfruttando sia il calore di condensazione sia l''effetto utile
all''evaporatore. Un''alternativa per il periodo estivo è quella di utilizzare l''acqua
di lago della sorgente direttamente nell''impianto di climatizzazione a pannelli
radianti, sfruttando la pompa di calore solo per la produzione di acqua calda
sanitaria.

Si evidenzia che, qualora le abitazioni di Como Centro che si è ipotizzato di
poter servire con la rete idronica venissero effettivamente connesse alla rete, si
verificherebbero dei risparmi significativi di energia primaria consumata e di
emissioni locali di CO2. Per ottenere i valori riportati in tabella (Tabella 6.8) si sono considerati i risparmi ottenuti nella valutazione di sostituzione di caldaie Il Lago di Como e la climatizzazione di Como Centro 145 con rendimento medio 85% con pompe di calore acqua-acqua performanti
all''interno di appartamenti in classe energetica G.
Tabella 6.11: Considerazioni ecologiche ed ambientali legate alla rete idronica in Como CONSIDERAZIONI ECOLOGICHE-AMBIENTALI Numero di appartamenti da 80 m2 che vengono serviti 1.096 Risparmio di energia primaria medio per appartamento annuale 6.177 kWh/anno Emissioni di CO2 locali evitate per appartamento annuali 2.952 kg/anno Risparmio di energia primaria totale annuale 6.768 MWh/anno Emissioni di CO2 locali evitate totali all'anno 3.234 t/anno
Conclusioni

Si è dimostrato che le pompe di calore acqua-acqua rappresentano una soluzione
valida per climatizzare edifici che possano dotarsi di terminali alimentati in
bassa o media temperatura. Lo scambio con la sorgente costituita dall''acqua del
Lago di Como risulta particolarmente favorevole, a causa della temperatura
piuttosto elevata del fluido, e ciò risulta evidente se si considerano le ottime
prestazioni raggiunte da pompe di calore e chiller in tale applicazione. L''acqua
del Lago di Como alimenta l''Acquedotto Industriale e nell''ipotesi avanzata
potrebbe servire anche la zona di Como Centro a fronte della costruzione di una
rete di scambio preposta alla climatizzazione degli edifici presenti.
Le nuove utenze ipotizzate per l''Acquedotto Industriale sono industrie ed edifici
del settore terziario e commerciale, ma anche abitazioni che sorgono in
prossimità della rete. L''utilizzo previsto è quello di climatizzazione degli edifici
con prelievo e restituzione di acqua dell''Acquedotto, valutando attentamente le
portate disponibili per ciascuna applicazione e le temperature di reimmissione
dell''acqua nella rete.
La rete idronica in Como Centro adibita allo scambio con pompe di calore è
potenzialmente una soluzione innovativa ed interessante per la città, dal
momento che consentirebbe un notevole risparmio di energia primaria, pari a
oltre 6.700 MWh/anno, e l''assenza di emissioni inquinanti locali; si eviterebbero
infatti più di 3.200 t/anno di CO2. Tali aspetti sono importanti per ovviare al rispetto delle normative in materia di rinnovabili e di risparmio energetico e al
problema dell''inquinamento in Como.

Il vantaggio della rete idronica dedicata alla climatizzazione rispetto all''esistente
Acquedotto Industriale sta nel fatto che, costruendo un''opportuna rete di
restituzione, non si avrebbero limiti imposti di prelievo di portata o di scambio
di potenza tra l''acqua di lago e le pompe di calore. Mentre, nell''allacciare delle
utenze con fine di climatizzazione all''Acquedotto Industriale, è necessario
valutare quale sia la portata che transita nella rete, perché effettivamente
prelevata da altre utenze a valle, per stabilire la portata massima di acqua
utilizzabile per lo scambio con le pompe di calore.

La proposta avanzata in questo testo è di portare l''acqua in prossimità delle
utenze, evitando di utilizzare le falde con il relativo inquinamento termico della
loro acqua o di installare sonde geotermiche, che permettono di avere una
corretta rigenerazione del terreno solo a fronte di un utilizzo estivo ed invernale.
L''acqua di lago può invece essere sfruttata per un uso solo invernale o solo
estivo o per entrambi i regimi di funzionamento. Anche dal punto di vista
economico la soluzione risulta vincente rispetto alla geotermia, che si serve di 148
costose sonde. Un ulteriore vantaggio nell''utilizzo del lago di Como risiede
nell''elevata dolcezza dell''acqua, che permette di limitare molto lo sporcamento
e il deposito di calcare sulle superfici di scambio.
Si evidenzia, inoltre, che la possibilità di sfruttamento dell''esistente stazione di
pompaggio e presa a lago dell''Acquedotto Industriale di Como per
l''alimentazione della rete idronica urbana inciderebbe in maniera assolutamente
positiva sui costi di progetto, eliminando un investimento di notevole
importanza quale la stazione di pompaggio.

Per attuare i progetti finalizzati alla climatizzazione consistenti
nell''allacciamento di nuove utenze all''Acquedotto Industriale di Como e nella
realizzazione della rete idronica in Como Centro è necessario servirsi di pompe
di calore acqua-acqua. Esse costituirebbero il sistema di generazione di caldo e
freddo per gli edifici interessati, sono macchine affidabili e disponibili in varie
taglie per applicazioni di diverse entità e consentono, oltre alla possibilità di
utilizzo invernale e/o estivo, un interessante risparmio di energia primaria, la
delocalizzazione di emissioni ad effetto serra e l''assenza di emissioni inquinanti
locali.
Le pompe di calore sono particolarmente idonee ad essere abbinate ad impianti
termici moderni, alimentati in bassa o in media temperatura, ma, con opportuni
accorgimenti, si adattano anche al retrofit di impianti a radiatori, concepiti in
alta temperatura.
Per favorire ed agevolare l''installazione di pompe di calore, che rappresentano
uno strumento di generazione particolarmente indicato per il raggiungimento dei
vincoli normativi in materia di rinnovabili e per l''efficientamento degli impianti
termici, sarebbe opportuno introdurre un regime tariffario elettrico dedicato ad
esse. In questo modo si potrebbe premiare l''utilizzo di macchine
energeticamente efficienti, in cui è assente la combustione, e che evitano
l''utilizzo diretto di idrocarburi.


Appendice A
ESEMPIO DI CALCOLO SCOP '' Portata costante CONDIZIONI AL CONTORNO Fluido di scambio: acqua di lago Temperatura di ingresso all'evaporatore: 10°C Temperatura di uscita dal condensatore - Media temperatura: 45°C ZONA CLIMATICA DI RIFERIMENTO: AVERAGE Temperatura di progetto inverno: Tdesign,H -10 °C POMPA DI CALORE ACQUA-ACQUA INVERTIBILE LATO ACQUA Potenza nominale di progetto in condizioni: Temperatura esterna= Tdesign,H -10 °C Temperatura IN evaporatore 10 °C Temperatura OUT codensatore 45 °C POTENZA NOMINALE DI PROGETTO 583 kW SCOP= QH/QHE QH Domanda di riscaldamento annuale (kWh) QHE Consumo di energia elettrica annuale (kWh) CALCOLO DOMANDA DI RISCALDAMENTO ANNUALE QH= PdesignH x HHE PdesignH Potenza di progetto 583 kW HHE Ore equivalenti in riscaldamento da Allegato A 1400 h CALCOLO CONSUMI ELETTRICI ANNUALI QHE= QH/SCOPon + ΣHj x Pj Condizioni j: Standby, Crankcase heater, Termostate off mode Hj Ore di funzionamento in condizioni j (da Allegato A) Pj Potenza elettrica assorbita in condizioni j Appendice A 150
CONDIZIONE j Hj (h) Pj (kW) Standby 0 0,013 da Laboratorio Crankcase heater 179 0,3 da Laboratorio Termostate off mode 179 2,085 da Laboratorio CALCOLO SCOPon


Ti Temperatura esterna calcolo bin hi Ore di funzionamento annuali ad una Temperatura Ti Ph(Ti) Potenza richiesta a carico parziale corrispondente alla Ti elbu Potenza della resistenza elettrica di back up alla Ti COPpl(Ti) COP calcolato in condizioni di carico parziale alla Ti TERMINI DI CALCOLO Ph(Ti)= Pdesign,H x PL(Ti) Pdesign,H Potenza di progetto 583 kW PL(Ti) Rapporto di parzializzazione (Ti -16)/(Tdesign,H-16) elbu Resistenza di back up assente 0 kW

Calcolo dello SCOP in condizioni: Tin,cond= 40°C e Tout,cond= 45°C, Tin,evap= 10°C e Tout,evap= 5°C con portata fissa al condensatore. PROVE DI LABORATORIO STADIO COMPRESSORE CAPACITA' (kW) POTENZA ELETTRICA (kW) COP 100% 583,06 141,51 4,120 75% 478,51 110,13 4,345 50% 352,39 87,71 4,018
Esempio di calcolo SCOP '' Portata costante 151 POMPA-CONDENSATORE Perdite di carico scambiatore (Pa) 46.000 Portata di acqua (m3/s) 0,028 Rendimento pompa 0,619 Quota potenza pompa (W) 2.085,155 Rendimento Pompa (Condensatore) Potenza idraulica (W) 1.289,955 η se Potenza< 500 W 0,705 η se Potenza> 500 W 0,619 POMPA-EVAPORATORE Perdite di carico scambiatore (Pa) 45.000 Portata di acqua (m3/s) 0,0204 Rendimento pompa 0,587 Quota potenza pompa (W) 1.562,973 Rendimento Pompa (Evaporatore) Potenza idraulica (W) 918 η se Potenza< 500 W 0,632 η se Potenza> 500 W 0,587
CALCOLO SCOPon SCOPon 3,853 CALCOLO QH QH 816.287 kWh CALCOLO QHE QHE 212.294,5 kWh CALCOLO SCOP SCOP 3,845 Appendice A 152
Temp. Bin Ore corrispond. Part Load Carico parziale COP Carico parz. Domanda di risc. Assorbimento elett. i Ti hi PL(Ti) Ph(Ti) COPpl(Ti) hi x Ph(Ti) hi x Ph(Ti)/COPpl (Ti) # °C h % kW kWh kWh 1 -10 1 100 583,1 4,120 583,1 141,51 2 -9 25 96 560,6 4,171 14.015,9 3.360,48 3 -8 23 92 538,2 4,221 12.378,9 2.932,37 4 -7 24 88 515,8 4,272 12.378,9 2.897,61 5 -6 27 85 493,4 4,239 13.320,7 3.142,75 6 -5 68 81 470,9 4,205 32.023,6 7.615,54 7 -4 91 77 448,5 4,171 40.814,4 9.784,11 8 -3 89 73 426,1 4,138 37.921,5 9.164,29 9 -2 165 69 403,7 4,104 66.603,6 16.227,27 10 -1 173 65 381,2 4,071 65.953,3 16.201,19 11 0 240 62 358,8 4,037 86.113,8 21.329,25 12 1 280 58 336,4 4,004 94.187,0 23.524,26 13 2 320 54 314,0 3,970 100.466,1 25.304,48 14 3 357 50 291,5 3,925 104.076,6 26.514,22 15 4 356 46 269,1 3,880 95.801,6 24.688,99 16 5 303 42 246,7 3,835 74.744,1 19.488,15 17 6 330 38 224,3 3,790 74.004,0 19.524,16 18 7 326 35 201,8 3,745 65.796,3 17.567,20 19 8 348 31 179,4 3,613 62.432,5 17.279,78 20 9 335 27 157,0 3,481 52.587,7 15.108,52 21 10 315 23 134,6 3,348 42.384,1 12.658,42 22 11 215 19 112,1 3,216 24.107,4 7.496,25 23 12 169 15 89,7 3,084 15.159,6 4.916,28 24 13 151 12 67,3 2,951 10.158,7 3.442,26 25 14 105 8 44,9 2,819 47.09,3 1.670,68 26 15 74 4 22,4 2,686 1.659,5 617,73 SOMME: 1.204.382 312.597,76
Esempio di calcolo SCOP '' Portata costante 153 CONDIZIONE DI CARICO PARZIALE "A": PL= 88% Temperatura esterna: -7°C Ciclaggio tra le condizioni 100% e 75% STADIO COMPRESSORE: 100% 75% Coefficiente di ciclaggio 0,9 Part Load PL (%) 88 Potenza termica di progetto (kW) 583,06 Carico richiesto (kW) 513 Potenza termica in condizioni di parzializz. (kW) 583,06 478,51 Potenza elettrica in condizioni di parzializz. (kW) 141,51 110,13 COP 4,120 4,345 Load Ratio LR (%) 0,880 1,072 COP in condizioni di ciclaggio 4,065 4,375 Percentuale di funzionamento (%) 33,08 66,92 Controllo capacità pari al carico richiesto (kW) 513,09 COP in condizioni di carico parziale 88% 4,272 CONDIZIONE DI CARICO PARZIALE "B": PL= 54% Temperatura esterna: +2°C Ciclaggio tra le condizioni 75% e 50% STADIO COMPRESSORE: 50% OFF Coefficiente di ciclaggio 0,9 Part Load PL (%) 54 Potenza termica di progetto (kW) 583,06 Carico richiesto (kW) 315 Potenza termica in condizioni di parzializz. (kW) 352,390 0 Potenza elettrica in condizioni di parzializz. (kW) 87,711 0 COP 4,018 \ Load Ratio LR (%) 0,893 \ COP in condizioni di ciclaggio 3,970 \ Percentuale di funzionamento (%) 89,35 10,65 Controllo capacità pari al carico richiesto (kW) 315 COP in condizioni di carico parziale 54% 3,970
Appendice A 154
CONDIZIONE DI CARICO PARZIALE "C": PL= 35% Temperatura esterna: +7°C Ciclaggio tra le condizioni 50% e OFF STADIO COMPRESSORE: 50% OFF Coefficiente di ciclaggio 0,9 Part Load PL (%) 35 Potenza termica di progetto (kW) 583,06 Carico richiesto (kW) 204 Potenza termica in condizioni di parzializz. (kW) 352,390 0 Potenza elettrica in condizioni di parzializz. (kW) 87,711 0 COP 4,018 \ Load Ratio LR (%) 0,579 \ COP in condizioni di ciclaggio 3,745 \ Percentuale di funzionamento (%) 57,91 42,09 Controllo capacità pari al carico richiesto (kW) 204,07 COP in condizioni di carico parziale 35% 3,745 CONDIZIONE DI CARICO PARZIALE "D": PL= 15% Temperatura esterna: +12°C Ciclaggio tra le condizioni 50% e OFF STADIO COMPRESSORE: 50% OFF Coefficiente di ciclaggio 0,9 Part Load PL (%) 15 Potenza termica di progetto (kW) 583,06 Carico richiesto (kW) 87 Potenza termica in condizioni di parzializz. (kW) 352,390 0 Potenza elettrica in condizioni di parzializz. (kW) 87,711 0 COP 4,018 \ Load Ratio LR (%) 0,248 \ COP in condizioni di ciclaggio 3,084 \ Percentuale di funzionamento (%) 24,82 75,18 Controllo capacità pari al carico richiesto (kW) 87,5 COP in condizioni di carico parziale 15% 3,084 Esempio di calcolo SCOP '' Portata costante 155 Grafico A.1: Andamento del carico richiesto e della capacità della macchina in funzione della temperatura esterna Grafico A.2: Andamento del COP ai carichi parziali in funzione della temperatura esterna 0,0 50,0 100,0 150,0 200,0 250,0 300,0 350,0 400,0 450,0 500,0 550,0 600,0 650,0 -10 -8 -6 -4 -2 0 2 4 6 8 10 12 14 P o tenza richiesta e dis po nib ile (k W) Temperatura esterna (°C) Carico Capacità al 100% Capacità al 75% Capacità al 50% 4,120 4,272 3,970 3,745 3,084 2,000 2,200 2,400 2,600 2,800 3,000 3,200 3,400 3,600 3,800 4,000 4,200 4,400 4,600 -10 -8 -6 -4 -2 0 2 4 6 8 10 12 14 COPp l Temperatura esterna (°C) COPpl Appendice B
ESEMPIO DI CALCOLO SEER '' 'T costante CONDIZIONI AL CONTORNO Fluido di scambio: acqua di lago Temperatura di ingresso al condensatore: 10°C Temperatura di uscita dall'evaporatore: 7°C ZONA CLIMATICA DI RIFERIMENTO: AVERAGE Temperatura di progetto estate: Tdesign,C 35 °C POMPA DI CALORE ACQUA-ACQUA INVERTIBILE LATO ACQUA Potenza nominale di progetto in condizioni: Temperatura esterna= Tdesign,C 35 °C Temperatura IN condensatore 22 °C Temperatura OUT evaporatore 7 °C POTENZA NOMINALE DI PROGETTO 558 kW SEER= QC/QCE QC Domanda di raffrescamento annuale (kWh) QCE Consumo di energia elettrica annuale (kWh) CALCOLO DOMANDA DI RISCALDAMENTO ANNUALE QC= PdesignC x HCE PdesignC Potenza di progetto 558 kW HCE Ore equivalenti in
raffrescamento da Allegato A 350 h


Appendice B
158
CALCOLO CONSUMI ELETTRICI ANNUALI QCE= QC/SEERon + ΣHj x Pj Condizioni j: Standby, Crankcase heater, Termostate off mode Hj Ore di funzionamento in condizioni j (da Allegato A) Pj Potenza elettrica assorbita in condizioni j CONDIZIONE j Hj (h) Pj (kW) Standby 2142 0,013 da Laboratorio Crankcase heater 2672 0,3 da Laboratorio Termostate off mode 221 2,785 da Laboratorio CALCOLO SCOPon
Ti Temperatura esterna calcolo bin hi Ore di funzionamento annuali ad una Temperatura Ti Ph(Ti) Potenza richiesta a carico parziale corrispondente alla Ti EERpl(Ti) EER calcolato in condizioni di carico parziale alla Ti TERMINI DI CALCOLO Pc(Ti)= Pdesign,C x PL(Ti) Pdesign,C Potenza di progetto 558 kW PL(Ti) Rapporto di parzializzazione (Ti -16)/(Tdesign,C-16)

Calcolo del SEER in condizioni: Tin,evap= 12°C e Tout,evap= 7°C, Tin,cond= 22°C e Tout,cond= 27°C, con 'T fisso.

Esempio di calcolo SEER '' 'T costante 159 PROVE DI LABORATORIO STADIO COMPRESSORE CAPACITA' (kW) POTENZA ELETTRICA (kW) EER 100% 557,85 100,99 5,557 75% 453,64 80,14 5,661 50% 321,49 54,38 5,912 POMPA-EVAPORATORE 50% Perdite di carico scambiatore (Pa) 44.536 Portata di acqua (m3/s) 0,0154 Rendimento pompa 0,560 Quota potenza pompa (W) 1.222,9 Rendimento Pompa (Evaporatore) Potenza idraulica (W) 685,36 η se Potenza< 500 W 0,576 η se Potenza> 500 W 0,560 POMPA-CONDENSATORE 50% Perdite di carico scambiatore (Pa) 20.041 Portata di acqua (m3/s) 0,0178 Rendimento pompa 0,468 Quota potenza pompa (W) 763,04 Rendimento Pompa (Condensatore) Potenza idraulica (W) 357,40 η se Potenza< 500 W 0,468 η se Potenza> 500 W 0,501




Appendice B
160
POMPA-EVAPORATORE 75% Perdite di carico scambiatore (Pa) 83.134 Portata di acqua (m3/s) 0,0218 Rendimento pompa 0,650 Quota potenza pompa (W) 2.785,06 Rendimento Pompa (Evaporatore) Potenza idraulica (W) 1.809,69 η se Potenza< 500 W 0,785 η se Potenza> 500 W 0,650 POMPA-CONDENSATORE 75% Perdite di carico scambiatore (Pa) 37.640 Portata di acqua (m3/s) 0,025 Rendimento pompa 0,591 Quota potenza pompa (W) 1.612,93 Rendimento Pompa (Condensatore) Potenza idraulica (W) 952,88 η se Potenza< 500 W 0,640 η se Potenza> 500 W 0,591 POMPA-EVAPORATORE 100% Perdite di carico scambiatore (Pa) 121.070 Portata di acqua (m3/s) 0,0268 Rendimento pompa 0,704 Quota potenza pompa (W) 4.615,81 Rendimento Pompa (Evaporatore) Potenza idraulica (W) 3.247,60 η se Potenza< 500 W 0,946 η se Potenza> 500 W 0,704

Esempio di calcolo SEER '' 'T costante 161 POMPA-CONDENSATORE 100% Perdite di carico scambiatore (Pa) 54.582 Portata di acqua (m3/s) 0,031 Rendimento pompa 0,644 Quota potenza pompa (W) 2.637,83 Rendimento Pompa (Condensatore) Potenza idraulica (W) 1.698,65 η se Potenza< 500 W 0,769 η se Potenza> 500 W 0,644
CALCOLO SEERon SEERon 5,518 CALCOLO QC QC 195.246,5 kWh CALCOLO QCE QCE 36.828,5 kWh CALCOLO SEER SEER 5,302












Appendice B
162
Temp. Bin Ore corrispond. Part Load Carico parziale EER Carico parz. Domanda di raff. Assorbimento elett. i Ti hi PL(Ti) Pc(Ti) EERpl(Ti) hi x Pc(Ti) hi x Pc(Ti)/EERpl (Ti) # °C h % kW kWh kWh 1 17 205 5,26 29,36 4,586 6.018,88 1.312,50 2 18 227 10,53 58,72 4,735 13.329,61 2.814,96 3 19 225 15,79 88,08 4,885 19.818,26 4.057,17 4 20 225 21,05 117,44 5,034 26.424,34 5.248,94 5 21 216 26,32 146,80 5,184 31.709,21 6.117,10 6 22 215 31,58 176,16 5,333 37.874,89 7.101,76 7 23 218 36,84 205,52 5,483 44.803,94 8.171,97 8 24 197 42,11 234,88 5,632 46.271,96 8.215,74 9 25 178 47,37 264,24 5,782 47.035,33 8.135,38 10 26 158 52,63 293,60 5,774 46.389,40 8.034,80 11 27 137 57,89 322,96 5,766 44.246,09 7.674,23 12 28 109 63,16 352,32 5,758 38.403,37 6.670,12 13 29 88 68,42 381,68 5,750 33.588,27 5.841,94 14 30 63 73,68 411,05 5,741 25.895,85 4.510,31 15 31 39 78,95 440,41 5,698 17.175,82 3.014,41 16 32 31 84,21 469,77 5,654 14.562,75 2.575,51 17 33 24 89,47 499,13 5,611 11.979,03 2.135,02 18 34 17 94,74 528,49 5,567 8.984,28 1.613,80 19 35 13 100,00 557,85 5,524 7.252,01 1.312,92 20 36 9 105,26 587,21 5,524 5.284,87 956,78 21 37 4 110,53 616,57 5,524 2.466,27 446,50 22 38 3 115,79 645,93 5,524 1.937,78 350,82 23 39 1 121,05 675,29 5,524 675,29 122,26 24 40 0 126,32 704,65 5,524 0,00 0,00 SOMME: 532.127,50 96.434,92




Esempio di calcolo SEER '' 'T costante 163 CONDIZIONE DI CARICO PARZIALE "A": PL= 100% Temperatura esterna: 35°C Ciclaggio tra le condizioni 100% e 75% STADIO COMPRESSORE: 100% 75% Coefficiente di ciclaggio 0,9 Part Load PL (%) 100 Potenza termica di progetto (kW) 557,8 Carico richiesto (kW) 557,8 Potenza termica in condizioni di parzializz. (kW) 557,8 453,6 Potenza elettrica in condizioni di parzializz. (kW) 101,0 80,1 EER 5,524 5,661 Load Ratio LR (%) 1,000 1,230 EER in condizioni di ciclaggio 5,524 5,768 Percentuale di funzionamento (%) 100 0 Controllo capacità pari al carico richiesto (kW) 557,8 COP in condizioni di carico 100% 5,524 CONDIZIONE DI CARICO PARZIALE "B": PL= 74% Temperatura esterna: +30°C Ciclaggio tra le condizioni 75% e 50% STADIO COMPRESSORE: 75% 50% Coefficiente di ciclaggio 0,9 Part Load PL (%) 74 Potenza termica di progetto (kW) 557,8 Carico richiesto (kW) 413 Potenza termica in condizioni di parzializz. (kW) 453,6 321,5 Potenza elettrica in condizioni di parzializz. (kW) 80,1 54,4 EER 5,661 5,912 Load Ratio LR (%) 0,910 1,284 EER in condizioni di ciclaggio 5,605 6,046 Percentuale di funzionamento (%) 69 31 Controllo capacità pari al carico richiesto (kW) 412,8 EER in condizioni di carico parziale 74% 5,741
Appendice B
164
CONDIZIONE DI CARICO PARZIALE "C": PL= 47% Temperatura esterna: +25°C Ciclaggio tra le condizioni 50% e OFF STADIO COMPRESSORE: 50% OFF Coefficiente di ciclaggio 0,9 Part Load PL (%) 47 Potenza termica di progetto (kW) 557,8 Carico richiesto (kW) 262 Potenza termica in condizioni di parzializz. (kW) 321,5 0 Potenza elettrica in condizioni di parzializz. (kW) 54,4 0 EER 5,912 \ Load Ratio LR (%) 0,816 \ EER in condizioni di ciclaggio 5,782 \ Percentuale di funzionamento (%) 82 18 Controllo capacità pari al carico richiesto (kW) 262 EER in condizioni di carico parziale 47% 5,782 CONDIZIONE DI CARICO PARZIALE "D": PL= 21% Temperatura esterna: +20°C Ciclaggio tra le condizioni 50% e OFF STADIO COMPRESSORE: 50% OFF Coefficiente di ciclaggio 0,9 Part Load PL (%) 21 Potenza termica di progetto (kW) 557,8 Carico richiesto (kW) 117 Potenza termica in condizioni di parzializz. (kW) 321,5 0 Potenza elettrica in condizioni di parzializz. (kW) 54,4 0 EER 5,912 \ Load Ratio LR (%) 0,364 \ EER in condizioni di ciclaggio 5,034 \ Percentuale di funzionamento (%) 36 64 Controllo capacità pari al carico richiesto (kW) 117,1 EER in condizioni di carico parziale 21% 5,034 Esempio di calcolo SEER '' 'T costante 165 Grafico B.1: Andamento del carico richiesto e della capacità della macchina in funzione della temperatura esterna Grafico B.2: Andamento dell''EER ai carichi parziali in funzione della temperatura esterna 0,00 50,00 100,00 150,00 200,00 250,00 300,00 350,00 400,00 450,00 500,00 550,00 600,00 650,00 17 19 21 23 25 27 29 31 33 35 37 39 Pot e n za ri ch ie sta e d isp o n ib ile ( kW) Temperatura esterna (°C) Carico Capacità al 100% Capacità al 75% Capacità al 50% 5,034 5,782 5,741 5,524 4,000 4,200 4,400 4,600 4,800 5,000 5,200 5,400 5,600 5,800 6,000 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 EE R p l Temperatura esterna (°C) EERpl Bibliografia

Bibliografia Capitolo 1:
Renato Lazzarin, Pompe di calore: parte teorica, parte applicativa
RSEview '' Riflessioni Sull''Energia: La pompa di calore per un comfort
sostenibile
Decreto Legislativo n°28/2011
Analisi Exergetica tratta dal corso ''Energetica Generale' del prof. Andrea
Galliani, Politecnico di Milano

[1], [2], [3], [4], [5]: Figure tratte dal testo Pompe di calore: parte teorica, parte
applicativa, di Renato Lazzarin
[6]: Figura tratta da RSEview '' Riflessioni Sull''Energia: La pompa di calore per
un comfort sostenibile

Bibliografia Capitolo 2:
Renato Lazzarin, Pompe di calore: parte teorica, parte applicativa
Resoconto del Convegno di Padova 2013: Intervento di Michele Vio, AiCARR: - C. Calabrese, 2012: ''L''utilizzo delle pompe di calore nella riqualificazione energetica degli impianti a radiatori'; Aicarr Journal
n. 12 - R. Lazzarin, 2010: ''Le pompe di calore ad assorbimento: tecnologia e potenzialità', convegno AICARR, Bologna ottobre 2010 - M. Vio, 2006: ''Cascade Refrigerating Cycles for High Efficiency Chillers and Heat Pumps', 5th International Conference on
Sustainable Energy Technologies. Vicenza, settembre 2006 - M. Vio, 2008: ''Evoluzione tecnologica delle macchine frigorifere '' logiche di regolazione', CdA, novembre Catalogo prodotti Robur

[7], [8], [9], [11], [12], [13], [14], [15], [16], [17], [18], [19]: Figure tratte dal
Resoconto del Convegno di Padova 2013, intervento di Michele Vio
[10]: Tabella tratta dal Resoconto del Convegno di Padova 2013, intervento di
Michele Vio

Bibliografia Capitolo 3:
Marco e Mario Doninelli, Pubblicazione Caleffi: Impianti ibridi
Decreto Legislativo n°28/2011
Position Paper AiCARR sul D.Lgs 28/11 per gli aspetti riguardanti le
rinnovabili termiche
Position Paper AiCARR sul regime tariffario per le pompe di calore elettriche 164
Resoconto del Convegno di Padova 2013: Intervento di C. Casale e G. Colli: - Piano Efficienza Energetica 2010: Proposte Confindustria
- Piano di Azione Nazionale per le Energie Rinnovabili (direttiva 2009/28/CE) giugno 2010 - SEN- Strategia energetica nazionale: per un''energia più competitiva e sostenibile, marzo 2013 - Regolamento Europeo 842/2006 su taluni gas fluorurati (ad effetto serra), cosiddetti Fgas; - DECRETO LEGISLATIVO 3 marzo 2011, n. 28 Attuazione della direttiva 2009/28/CE; - DECRETO 28 dicembre 2012. Incentivazione della produzione di energia termica da fonti rinnovabili ed interventi di efficienza
energetica di piccole dimensioni. - AEEG ''Autorità per l''energia elettrica e il gas: tariffe elettriche primo trimestre 2013. - Libro Bianco Coaer sulle Pompe di Calore.
- EHPA '' Outlook 2012
- Position Paper sul Regolamento 842/2006rev. Eurovent
- Position Paper sul Regolamento 842/2006rev. EPEE
- Position Paper sul Regolamento 842/2006rev. EHPA
[20], [21]: Figure tratte dal Resoconto del Convegno di Padova 2013, intervento
di C. Casale, G. Colli

Bibliografia Capitolo 4:
Norma EN 14825: Air conditioners, liquid chilling packages and heat pumps,
with electrically driven compressors, for space heating and cooling '' Testing
and rating at part load conditions and calculation of seasonal performance
Norma EN 14511: Air conditioners, liquid chilling packages and heat pumps,
with electrically driven compressors, for space heating and cooling '' Test
conditions, Test methods
Resoconto del Convegno di Padova 2013: Intervento di Rolf Blumhardt e Pietro
Trevisan, BITZER - Catalogo BITZER SP-171-2 ''Semi-hermetic Compact Screw compressors' Informazioni e nozioni apprese presso lo stage nell''azienda Systemair
Utilizzo di software di calcolo prestazionale di proprietà Systemair

[22], [23], [24], [25], [26], [27]: Tabelle ricavate dalla norma EN 14825 e
dall''Allegato ''A' della stessa

169 Bibliografia Capitolo 5:
Acquedotto Industriale di Como, sito web: www.confindustriacomo.it
Risultati ottenuti mediante l''utilizzo di software di selezione scambiatori e di
software di calcolo prestazionale di proprietà Systemair

[28]: Pianta della rete Acquedotto Industriale fornita dall''ufficio tecnico
dell''Acquedotto Industriale di Como
[29], [30]: Valori in tabella forniti dall''ufficio tecnico dell''Acquedotto
Industriale di Como

Bibliografia Capitolo 6:
I nuovi Regolamenti Edilizi comunali: linee guida per i comuni della provincia
di Como; F. Baragiola, G. Bartesaghi, M. Brolis, G. Dall''O, A. Morimondi
La Provincia di Como, quotidiano del giorno 8 gennaio 2013
Legambiente, sito web: www.legambiente.it
Progetto Plinius, Centro di cultura scientifica ''Alessandro Volta', Como
Dati tratti dalla Relazione tecnica di contenimento del consumo energetico degli
edifici (Legge 10/91) per un condominio sito in Como
Dati forniti dagli uffici ''Sistema Informativo Territoriale' e ''Statistica' del
Comune di Como
Bollettino delle opere della Camera di Commercio di Como
Sito web: www.oppo.it per reperire i costi unitari delle tubazioni in polietilene

[31], [32]: Sezione e fotografia della stazione di pompaggio dell''Acquedotto
Industriale di Como, fornite dall'' dall''ufficio tecnico dell''Acquedotto
Industriale


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