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L'aggiornamento del Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell'Atmosfera

I settori sui quali intervenire prioritariamente sono quello del riscaldamento domestico (combustione non industriale –M02-) e dei trasporti (M07). Occorre tuttavia sottolineare che è auspicabile intervenire anche in tutti gli altri macrosettori (processi produttivi, agricoltura, altre sorgenti mobili e macchinari, …) soprattutto in considerazione che ad esempio per il PM10, una parte del particolato ha origine in atmosfera da altri inquinanti, non necessariamente critici, che reagiscono a formare il cosiddetto particolato secondario.

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ACQUARIA ottobre 2016 La misura dell'efficacia del trattamento aria: il valore dei dati dall'emissione al territorio

Pubblicato
da Alessia De Giosa
ACQUARIA 2016Segui aziendaSegui




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Estratto del testo
Veronafiere 19-20 ottobre 2016 Gli atti dei convegni e più di 7.000 contenuti su www.verticale.net Cogenerazione Termotecnica Industriale Pompe di Calore 27 ottobre Cogenerazione Termotecnica Industriale Pompe di Calore Alimentare Alimentare Petrolchimico Alimentare 28 ottobre Alimentare Petrolchimico Alimentare Alimentare Petrolchimico Visione e Tracciabilità 28 ottobre Luce Energia Domotica LED Luce Energia Domotica LED L'AGGIORNAMENTO DEL PIANO REGIONALE DI TUTELA E RISANAMENTO DELL'ATMOSFERA Dr. Salvatore Patti ARPAV- Servizio Osservatorio regionale Aria Verona, 19 Ottobre 2016 Il processo integrato per la valutazione e il risanamento della
Qualità dell''aria
La redazione del piano di risanamento della qualit redazione del piano di risanamento della quali à dell del ''aria aria è solo l''ultimo passo di un processo composito di valutazione dell''inquinamento atmosferico. Valutare la qualità dell''aria significa utilizzare
degli strumenti tecnico-scientifici adeguati a rispondere ad alcune domande fondamentali alcune domande fondamental . Analisi dei dati di qualità dell''aria Quali sono i principali inquinanti critici' Inventario delle emissioni Quali sono le principali sorgenti emissive per ogni inquinante' Modellistica ambientale Quali sono gli impatti di una sorgente specifica su una determinata area' Piano di qualità dell''aria Misure e politiche atte al risanamento della qualità dell''aria Il Quadro normativo Il Decreto Legislativo n.155/2010 è la legge quadro in materia di qualità dell''aria. La norma: 1. riunisce in un unico testo tutte le prescrizioni riferite alla legislazione previgente senza variazioni ai valori limite da rispettare ma con l''aggiunta
del PM2.5 come inquinante normato. 2. fornisce un quadro organico e strutturato degli strumenti di valutazione della qualità dell''aria e definisce un processo di gestione e riduzione dell''inquinamento atmosferico. Il 12 febbraio 2013 è entrato in vigore il D.Lgs.250/2012 che apporta alcune
correzioni formali al D.Lgs 155/2010 senza senz cambiarne cambiarn l''impianto l''impiant logico logic e e procedurale procedural . Viene dato un maggiore peso agli sviluppi normativi prevedendo
futuri decreti che potranno integrare progressivamente il quadro attuale con la
normativa europea. VALUTAZIONE DELLA QUALIT' DELL''ARIA in ciascuna zona/agglomerato RIDEFINIZIONE DELLA RETE DI MISURA PROGRAMMA DI VALUTAZIONE PIANI E MISURE ZONIZZAZIONE L''impianto logico del D.Lgs.155/2010 Supervisione del Coordinamento Ministeriale ex art. 20 D. Lgs. 155/2010
costituito da rappresentanti dei Ministeri dell''Ambiente e della Salute, delle Regioni e delle Province Autonome,
dell''Unione delle Province Italiane, dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani, dell''ISPRA, dell''ENEA, del
CNR, dell''ISS, nonché, su indicazione della regione, di rappresentanti della rispettiva ARPA. Il Riesame della zonizzazione regionale Art. 1, c. 4.
c) la zonizzazione zonizzazion dell'intero territorio nazionale è il presupposto su cui si organizza l'attività di valutazione della qualità dell'aria ambiente. A seguito della zonizzazione del territorio, ciascuna
zona o agglomerato è classificata allo scopo di individuare le modalità di valutazione mediante
misurazioni e mediante altre tecniche in conformità alle disposizioni del presente decreto.
Art. 3, c. 2.
Alla zonizzazione provvedono le regioni region [']. D.Lgs.155/2010: Il Veneto era già zonizzato ai sensi della normativa previgente, ma la vecchia
zonizzazione, approvata con DGR n. 3195/2006, necessitava di un riesame ai fini di
rispettare tutti i requisiti richiesti dall''appendice I al D.Lgs 155/2010. Il riesame della zonizzazione è stato effettuato da ARPAV-Osservatorio Regionale
Aria per conto della Regione Veneto, con la supervisione del Coordinamento ex art.
20 istituito presso il Ministero dell''Ambiente. A seguito dell''elaborazione di un
documento preliminare di zonizzazione è stato dato il nulla osta da parte del Ministero
dell''Ambiente all''approvazione del documento stesso. Il coordinamento con il Ministero dell''ambiente è stato necessario ai fini di omogeneizzare ed integrare le diverse zone a livello sovraregionale Il Riesame della zonizzazione regionale La nuova zonizzazione è stata approvata con Delibera di Giunta Regionale
n°2130/2012, con efficacia dal 1° gennaio 2013. Zonizzazione del Veneto ai sensi del D.Lgs.155/2010 D.G.R. 2130/2012 L''adeguamento della rete di Qualità dell''Aria Art. 1, c. 4.
g) ai fini della valutazione della qualità dell'aria ambiente è evitato l'uso di stazioni di
misurazione non conformi e, nel rispetto dei canoni di efficienza, di efficacia e di efficienza, di efficacia e di economicità economicit , l'inutile eccesso di stazioni di misurazione l'inutile eccesso di stazioni di misurazion . Le stazioni di misurazione che non sono inserite nella rete di misura e nel programma di valutazione non sono utilizzate per le
finalità del presente decreto. Art. 5, c. 6.
Le regioni trasmettono al Ministero dell'ambiente, all'ISPRA e all'ENEA, entro otto mesi
dall'entrata in vigore del presente decreto, un progetto volto ad adeguare la propria rete di
misura alle relative disposizioni, in conformità alla zonizzazione risultante dal primo riesame
previsto dall'articolo 3, comma 2, ed in conformità alla connessa classificazione. Il progetto
indica anche la data prevista per l'adeguamento e contiene il programma di valutazione da
attuare nelle zone e negli agglomerati. OBIETTIVO riorganizzazione della rete di misura della qualità dell''aria del Veneto per adeguarla alle disposizioni introdotte dal decreto I fini dell''azione sono molteplici:
' adeguare adeguar il monitoraggio alla nuova zonizzazione; ' razionalizzare razionalizzar il numero dei punti di misura e delle stazioni della rete nel rispetto dei canoni di efficienza, di efficacia e di economicità;
' attivare il monitoraggio del particolato PM2.5 monitoraggio del particolato PM2. , inquinante di recente introduzione nel monitoraggio con fissazione di valori limite di qualità dell''aria per la salute umana a partire dal
1° gennaio 2015. L''adeguamento della rete di Qualità dell''Aria 35 stazioni selezionate dalle 56 della vecchia rete, deputate a fornire i dati di qualità dell''aria del Veneto al Ministero e alla Commissione Europea Designazione della rete di monitoraggio di riferimento per la valutazione della qualità dell''aria STAZIONI DEL PROGRAMMA DI STAZIONI DEL PROGRAMMA DI VALUTAZIONE VALUTAZION








PROGETTO DI ADEGUAMENTO DELLA RETE DI MISURA REGIONALE DELLA QUALITA'' DELL''ARIA DEL VENETO alle disposizioni introdotte dal Decreto Legislativo 13 agosto 2010, n. 155 PROGRAMMA DI VALUTAZIONE NELLE ZONE E NEGLI AGGLOMERATI








REV. DESCRIZIONE DATA 1.4 Modifica testo, Tabelle e Figure 13.03.2014 1.3 Modifica Tabel e 1, 8, 11; testo paragrafo 5 13.12.2012 1.2 Aggiornamento ai sensi della Linea Guida ministeriale 30.05.2012 1.1 Modifica testo e Tabelle 14.03.2012 1.0 Prima emissione 30.11.2011 L''adeguamento della rete di Qualità dell''Aria L''aggiornamento del Piano Regionale di Tutela e Risanamento
Della Qualità dell''aria: ancora un processo integrato!
Se la valutazione della qualità dell''aria richiede l''utilizzo coordinato di diversi strumenti tecnico
scientifici, la redazione del piano deve tenere conto delle molteplici politiche settoriali, a livello tenere conto delle molteplici politiche settoriali, a livello regionale, di bacino e nazionale, che possono impattare sulla qu regionale, di bacino e nazionale, che possono impattare sulla q alit ali à dell del ''aria ari . Politiche settoriali Ambiente, mobilità, attività produttive, agricoltura, infrastrutture Livello:
- REGIONALE REGIONAL - BACINO PADANO BACINO PADANO (DGRV n.2283 del 10 dicembre 2013) - NAZIONALE NAZIONAL DOCUMENTO DI DOCUMENTO DI PIANO PIAN Il processo di VALUTAZIONE AMBIENTALE VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA STRATEGICA ha la funzione di garantire il coordinamento tra strumenti di pianificazione settoriali diversi Il Piano di Risanamento della qualità dell''aria Art. 9, c. 1.
Se, in una o piu' aree all'interno di zone o di agglomerati, i livelli degli inquinanti,
superano, sulla base della valutazione, i valori limite, le Regioni adottano un piano
che preveda le misure necessarie ad agire sulle principali sorgenti di emissione
aventi influenza su tali aree di superamento ed a raggiungere i valori limite nei
termini prescritti. Valutazione ambientale strategica del Piano ai sensi della normativa nazionale e
regionale vigente (D.Lgs. n. 152/2006 '' Parte II, DGRV n. 791/2009, DGRV n.
384/2013). La Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.) viene definita come "Il processo
sistematico inteso a valutare le conseguenze sul piano ambientale delle azioni
proposte, piani o iniziative nell'ambito di piani o programmi - ai fini di garantire che
tali conseguenze siano incluse a tutti gli effetti e affrontate in modo adeguato fin
dalle prime fasi del processo decisionale, sullo stesso piano delle considerazioni
di ordine economico e sociale'. La procedura di VAS L''aggiornamento del Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell''Atmosfera è stato
assoggettato alla procedura di Valutazione Ambientale Strategica, il cui iter può essere
sintetizzato in 7 fasi FASE 1 Elaborazione del documento preliminare e del rapporto ambientale preliminare FASE 2 Consultazione con i soggetti competenti in materia ambientale e la Commissione VAS FASE 3 Elaborazione della proposta di piano e della proposta di rapporto ambientale FASE 4 Adozione della proposta di piano FASE 5 Consultazione e partecipazione pubblica (ricevimento delle osservazioni da parte della popolazione e degli stakeholders). FASE 6 Parere motivato sulle osservazioni ricevute e correzioni alla proposta di piano FASE 7 Approvazione del documento di piano e del rapporto ambientale e conclusione della procedura VAS L''iter di approvazione del PRTRA DGRV 788-2012 avvio del processo di VAS del Piano Regionale di
Tutela e Risanamento Aria DGRV 2872-2012 adozione Documento di Piano, Rapporto
Ambientale, Sintesi non Tecnica DGRV 34/CR-2014 Presentazione del Documento di Piano al
Consiglio Regionale DGRV 74/CR-2015 Riassunzione della DGRV 34/CR-2014 e del
Documento di Piano al nuovo Consiglio regionale Fase di consultazione pubblica, di ricevimento, di valutazione e di risposta alle osservazioni al piano da parte dei cittadini DCR 90/2016 Approvazione definitiva del PRTRA Sottoscrizione dell''Accordo di Bacino Padano 19 dicembre 2013 '' Sottoscrizione dell''Accordo di Bacino Padano, ratificato
dalla Regione Veneto con DGR n. 2811/2013. Hanno sottoscritto l''accordo:
Ministero dell''Ambiente, Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Ministero
della salute; Regioni: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Valle
D''Aosta, Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Trento e Provincia
Autonoma di Bolzano
. Con l''accordo, tutte Ie parti si impegnano a realizzare
interventi negli ambiti considerati maggiormente responsabili delle emissioni
inquinanti: 'Combustione di biomasse in impianti industriali e civili
'Trasporto merci
'Trasporto passeggeri
'Riscaldamento e risparmio energetico edilizio
'Industria e produzione di energia
'Agricoltura
'Traffico ed emissioni non motoristiche A tale scopo, con l''Accordo di Bacino Padano, sono istituiti 9 gruppi di lavoro
coordinati dal Ministero dell''ambiente (GdL1, GdL2, GdL3), dal Ministero dello
Sviluppo Economico (GdL4), dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
(GdL5, GdL6, GdL7, GdL8), dal Ministero delle Politiche agricole (GdL9). Gruppo di lavoro 9: LINEE GUIDA PER RIDUZIONE EMISSIONI ATTIVIT' AGRICOLE E ZOOTECNICHE Gruppo di lavoro 8: DIFFUSIONE VEICOLI ELETTRICI Gruppo di lavoro 7: REGOLAMENTAZIONE CIRCOLAZIONE VEICOLI Gruppo di lavoro 6: REVISIONE VELOCITA'' AUTOSTRADE E ULTERIORI MISURE RIDUZIONE EMISSIONI Gruppo di lavoro 5: AGGIORNAMENTO LINEE GUIDA PIANI URBANI MOBILIT' Gruppo di lavoro 4: SOSTEGNO RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA EDIFICI Gruppo di lavoro 3: COGENERAZIONE NUOVI IMPIANTI INDUSTRIALI ALIMENTATI A BIOMASSE Gruppo di lavoro 2: IMPIANTI DI COMBUSTIONE ALIMENTATI A BIOMASSE Gruppo di lavoro 1: CERTIFICAZIONE GENERATORI CALORE Gruppi di lavoro derivanti dalla firma dell'Accordo: ACCORDO DI PROGRAMMA PER L'' ADOZIONE COORDINATA E CONGIUNTA DI MISURE PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA' DELL'ARIA NEL BACINO PADANO Il documento di piano Il documento di piano è strutturato nelle seguenti sezioni tematiche: 'Quadro normativo; 'Elementi conoscitivi sull''inquinamento atmosferico: ' Analisi dati qualità dell''aria; ' Analisi settori emissivi. ' Le azioni per la riduzione dell''inquinamento atmosferico; ' Il monitoraggio delle azioni e dell''impatto del piano sulla qualità dell''aria I dati di qualit I dati di quali à dell del ''aria aria '' Gli inquinanti critici Gli inquinanti critic Grazie ai dati della rete di monitoraggio siamo in grado di definire per la Regione Veneto
quali sono gli inquinanti critici rispetto ai limiti di legge: - Materiale Particolato (PM10/2.5): Materiale Particolato (PM10/2.5): è l''inquinante con maggiore criticità, con picchi durante l''inverno e superamenti dei valori limite diffusi in tutte le zone ad
esclusione delle Prealpi e Alpi
- Biossido di azoto (NO Biossido di azoto (N 2): ): è un inquinante con picchi durante l''inverno e che ha mostrato una significativa diminuzione delle concentrazioni durante gli ultimi 10 anni.
Permangono criticità limitate ad alcune centraline di traffico negli agglomerati
urbani.
- Benzo(a)pirene: Benzo(a)pirene: è un microinquinante organico cancerogeno con picchi durante l''inverno. Si hanno numerosi superamenti del valore obiettivo, con una tendenza di
lungo periodo all''aumento delle concentrazioni, in parte dovuti ad un utilizzo più
massiccio delle biomasse come combustibile. - Ozono: Ozono: è un inquinante con picchi durante l''estate, spesso legati ad episodi di caldo intenso. La criticità di questo inquinante è limitata limitata ai periodi più caldi dell''estate. I settori sui quali intervenire prioritariamente sono quello del riscaldamento
domestico
(combustione non industriale ''M02-) e dei trasporti (M07). Occorre tuttavia sottolineare che è auspicabile intervenire anche in tutti gli
altri macrosettori
(processi produttivi, agricoltura, altre sorgenti mobili e
macchinari, ') soprattutto in considerazione che ad esempio per il PM10, una
parte del particolato ha origine in atmosfera da altri inquinanti, non
necessariamente critici, che reagiscono a formare il cosiddetto particolato
secondario
. L''adozione di misure strutturali, principalmente ma non solo, nel settore del
riscaldamento domestico (RISPARMIO ENERGETICO) e dei trasporti (MOBILITA'' SOSTENIBILE) possono portare ad una effettiva e duratura
riduzione delle emissioni e quindi delle concentrazioni degli inquinanti. Le conclusioni dello studio delle emissioni M01; 0% M02; 70% M03; 1% M04; 1% M06; 0% M07; 18% M08; 6% M09; 0% M10; 2% M11; 2% Polveri fini - PM2.5 INEMAR VENETO 2010-DEF M01; 1% M02; 65% M03; 2% M04; 3% M06; 0% M07; 18% M08; 5% M09; 0% M10; 4% M11; 2% Polveri fini - PM10 INEMAR VENETO 2010-DEF Ripartizione % dei macrosettori
che contribuiscono maggiormente
alle emissioni di PM10 e PM2.5
nel 2010. Sorgenti principali: -Combustione non industriale - Trasporto su strada M01-Produzione energia e trasform. combustibili
M02-Combustione non industriale
M03-Combustione nell'industria
M04-Processi produttivi
M05-Estrazione e distribuzione combustibili
M06-Uso di solventi
M07-Trasporto su strada
M08-Altre sorgenti mobili e macchinari
M09-Trattamento e smaltimento rifiuti
M10-Agricoltura
M11-Altre sorgenti e assorbimenti L''INVENTARIO REGIONALE DELLE EMISSIONI (PM10 e PM2.5) 1. Raggiungimento del valore limite annuale e giornaliero per il PM10 2. Raggiungimento del valore limite annuale per il
PM2.5 3. Raggiungimento del valore limite annuale per il
biossido di azoto NO2 4. Conseguimento del valore obiettivo e dell''obiettivo a lungo termine per l''ozono O3 5. Conseguimento del valore obiettivo per il benzo(a)pirene 6. Contribuire al conseguimento
dell'obiettivo nazionale di riduzione
delle emissioni di gas a effetto
serra I. Riduzione emissione particolato PM10 A1-10 A1-8;A10 II. Riduzione emissione particolato PM2.5 A1-10 A1-10 A1-8;A10 III. Riduzione emissione ammoniaca (NH3) A9 A9 IV. Riduzione emissione composti organici volatili
(COV) A1-2;A4-8 A1-2;A4-8 A1-2;A4-8 V. Riduzione emissione ossidi di azoto (NOX) A1-2;A4-8;A10 A1-2;A4-8;A10 A1-2;A4-8;A10 A1-2;A4-8;A10 VI. Riduzione emissione biossido di zolfo (SO2) A4-5;A7-8 A4-5;A7-8 VII. Riduzione emissione
idrocarburi policiclici aromatici (IPA) A1-2;A4-8;A10 VIII. Riduzione emissione
biossido di carbonio (CO2) A1-2;A4-8 IX. Riduzione emissione metano (CH4) A9 X. Riduzione emissione protossido di azoto (N2O) A9 B2 - Gestione in qualità della rete di misura; aggiornamento dell'inventario regionale delle emissioni; utilizzo di modelli di valutazione integrata per l'elaborazione di scenari
B3 - Monitoraggio dell''efficacia delle misure di risanamento O b ie tt iv i tr a s v e rs a li A9 - Interventi su agricoltura ed ammoniaca A1 - Utilizzazione delle biomasse in impianti industriali O b ie tt iv i o p e ra ti v i B1 - Partecipazione a studi scientifici volti alla definizione e quantificazione delle sorgenti del particolato atmosferico A7 - Interventi sul trasporto passeggeri A2 - Utilizzazione delle biomasse in piccoli impianti civili e combustioni incontrollate A8 - Interventi sul trasporto merci e multi modalità A6 - Interventi di riconversione del patrimonio edilizio in funzione del risparmio energetico A3 - Risollevamento ed emissioni non motoristiche da traffico Obiettivo generale A10 - Emissioni da cantieri di costruzione civili e di grandi infrastrutture B5 - Ottemperare agli obblighi di informazione al pubblico; favorire iniziative di comunicazione e informazione B4 - Promozione di una valutazione scientifica della componente salute per ridurre la pressione sanitaria delle attività antropiche in procedimenti di VIA e AIA MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA'' DELL''ARIA Obiettivi strategici A4 - Settore industriale: margini di intervento sui piccoli impianti
A5 - Contenimento dell''inquinamento industriale e da impianti di produzione energetica SISTEMA DEGLI OBIETTIVI del PRTRA O b ie tt iv i s p e c if ic i GLI OBIETTIVI DI PIANO GLI OBIETTIVI DI PIAN I settori di intervento del nuovo Piano Regionale di Tutela e Risanamento Atmosfera: A1) Utilizzazione delle Biomasse in impianti industriali A2) Utilizzazione delle Biomasse in piccoli impianti civili e combustioni incontrollate A3) Risollevamento ed emissioni non motoristiche da traffico A4) Settore industriale: margini di intervento sui piccoli impianti A5) Contenimento dell''inquinamento industriale e da impianti di produzione energetica A6) Interventi di riconversione del patrimonio edilizio in funzione del risparmio energetico A7) Interventi sul trasporto passeggeri A8) Interventi sul trasporto merci e multi modalità A9) Interventi su agricoltura ed Ammoniaca A10) Emissioni da cantieri di costruzione civili e di grandi infrastrutture Tali aree di intervento sono correlate ai settori emissivi che sono stati individuati come
maggiormente impattanti per lo stato della qualità dell''aria. Parallelamente sono state individuate
alcune misure legate all''approfondimento delle conoscenze, all''informazione del pubblico in
materia di valutazione e risanamento della qualità dell''aria. I settori di intervento del Piano Le azioni di piano A1) Utilizzazione delle Biomasse in impianti industriali A1.1 Emanazione dei ''Criteri per l''autorizzazione,il monitoraggio e la gestione degli impianti di produzione di
energia elettrica alimentati a BIOGAS, ai fini del rispetto dei valori limite e valori obiettivo della qualità
dell''aria'
A1.2 Emanazione dei ''Criteri per l''autorizzazione ,il monitoraggio e la gestione degli impianti di produzione di
energia elettrica alimentati a BIOMASSE SOLIDE, ai fini del rispetto dei valori limite e valori obiettivo della
qualità dell''aria'
A1.3 Emanazione dei ''Criteri per l''autorizzazione, il monitoraggio e la gestione degli impianti di produzione di
energia elettrica a BIOLIQUIDI e BIODIESEL ai fini del rispetto dei valori limite e valori obiettivo della qualità
dell''aria'
A1.4 Emanazione dei ''Criteri per l''autorizzazione ,il monitoraggio]e la gestione degli impianti di produzione di
energia elettrica alimentati da RIFIUTI PARZIALMENTE BIODEGRADABILI, ai fini del rispetto dei valori
limite e valori obiettivo della qualità dell''aria'
A1.5 Emanazione dei ''Criteri per l''elaborazione del computo emissivo per gli impianti di produzione di
energia elettrica da biomasse'
A1.6 Realizzazione e implementazione, da parte di ARPAV, di un catasto georeferenziato degli impianti a
biomassa presenti sul territorio regionale [nell''ambito del catasto degli impianti alimentati a fonti energetiche
rinnovabili e non rinnovabili in collaborazione con la struttura regionale competente in tema di energia].
A1.7 Emanazione di un provvedimento regionale di indirizzo al fine di:
- Inserire nei Regolamenti comunali l''obbligo, nel caso in cui sia prevista solo l''autorizzazione comunale,
della richiesta di un parere tecnico preventivo, in merito all''impianto da autorizzare, al Dipartimento ARPAV
Provinciale competente per territorio .
- definire prescrizioni tecniche nelle autorizzazioni ai nuovi impianti a biomassa rilasciate a livello comunale e
regionale[, che comprendano controlli periodici delle emissioni, ove opportuno anche di IPA, diossine, furani,
formaldeide, metalli pesanti, e l''analisi dell''idonea ubicazione dei siti, in riferimento a possibili recettori sensibili. A2) Utilizzazione delle Biomasse in piccoli impianti civili
e combustioni incontrollate A2.1 Divieto di uso in aree a rischio di inquinamento atmosferico degli apparecchi peggiori e insostenibili da un punto di vista ambientale per il riscaldamento degli edifici qualora siano presenti altri impianti idonei a tale utilizzo. Tale divieto dovrà essere opportunamente accompagnato da adeguata informazione al pubblico. A2.2 Concessione di contributi per incentivare la rottamazione delle stufe tradizionali con impianti ad alta efficienza energetica ai fini della riduzione delle emissioni di particolato A2.3 Introduzione dell''obbligo, analogamente agli impianti a gas naturale, della manutenzione periodica dell''impianto, comprendente la pulizia e controllo della canna fumaria, nonché il controllo dei fumi, previa definizione di adeguato standard tecnico per il monitoraggio. A2.3 bis Introduzione dell''obbligo di manutenzione e pulizia periodica di impianti e canne fumarie di esercizi commerciali e di ristorazione. Definizione di specifiche indicazioni circa la periodicità di controllo della corretta applicazione delle tempistiche e delle modalità di manutenzione da inserire nei Regolamenti di Igiene Comunale. A2.4 Rafforzare il divieto di combustione incontrollata di sfalci, potature ed altri residui agricoli compatibilmente con le esigenze e pratiche agricole più importanti accompagnando il provvedimento con specifiche prescrizioni a livello locale A2.5 Incentivazione della gestione dei residui colturali attraverso la trinciatura ed interramento, il compostaggio o la raccolta per la valorizzazione energetica (caldaie e centrali a biomasse, biogas, syngas) A2.6 Divieto di combustione all'aperto di biomasse e/o rifiuti: rafforzamento dei controlli A2.7 Regolamentazione delle pratiche relative ai falò tradizionali Le azioni di piano A3) Risollevamento ed emissioni non motoristiche da traffico Linee programmatiche, azioni e gruppi di lavoro A3.1 Predisposizione di Linee Guida sulle regole da adottare e da far applicare, per ridurre le emissioni da
risolleva mento stradale A4) Settore industriale: margini di intervento sui piccoli impianti A4.1 Adozione di apposite autorizzazioni di carattere generale condivise a livello regionale, relative a ciascuna
singola categoria produttiva, di cui alla sezione II dell''allegato IV, parte V del D.Lgs.152/2006 e s.m.i., e recanti
specifiche prescrizioni per ogni attività.
A4.2 Accordo di programma tra Provincia di Venezia, associazione di categoria rappresentante le Vetrerie
artistiche e ARPAV per il contenimento delle emissioni convogliate e non A5) Contenimento dell''inquinamento industriale e da impianti di produzione energetica A5.1 L''adozione delle BAT o BREF di settore nella quasi totalità dei casi ha consentito il raggiungimento di
standard emissivi molto ambiziosi. E'' necessario imporre la progettazione e le scadenze per l''installazione di
sistemi di abbattimento in linea con le BAT durante la fase istruttoria dei processi autorizzativi AIA .
A5.2 Implementazione dei controlli e delle ispezioni nelle aziende autorizzate alle emissioni in atmosfera, in
primo luogo a quelle autorizzate con AIA al fine di verificare l''installazione e il corretto funzionamento degli
impianti di abbattimento delle emissioni in atmosfera. Inserimento nei PMC (Piani di monitoraggio e controllo) di controlli specifici per la corretta gestione degli impianti di abbattimento delle emissioni.
A5.3 Individuazione di quei distretti produttivi (tra quelli definiti dalla L.R. 8/2003 e s.m.i. ed ulteriori che
dovessero risultare da indagini/monitoraggi ambientali) con impatto significativo sulla qualità dell''aria, per cui è
necessaria la creazione di un tavolo tecnico di concertazione al fine di definire standard emissivi omogenei nel
distretto produttivo
A5.4 Creazione di tavoli tecnici di concertazione per il raggiungimento di accordi tra imprenditoria e pubblica
amministrazione al fine di definire standard emissivi omogenei all''interno di particolari distretti produttivi Linee programmatiche, azioni e gruppi di lavoro A6) Interventi di riconversione del patrimonio edilizio in funzione del risparmio energetico A6.1 Anticipazione dell''attuazione delle disposizioni contenute nella Direttiva 2012/27/UE sull''efficienza
energetica, con applicazione dell''obiettivo nazionale a livello regionale;
A6.2 Attuazione delle disposizioni contenute nella Direttiva 2010/31/UE e relativa adozione dell''Italia: a partire dal
31 dicembre 2018 gli edifici di nuova costruzione occupati da enti pubblici e di proprietà di questi ultimi siano
edifici a energia quasi zero;
A6.3 Obbligo di integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici di nuova costruzione e negli edifici esistenti
sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, secondo valori almeno pari o superiori a quelli definiti dal D. Lgs. 28/2011, All.
3, punto 1;
A6.4 Attuazione delle disposizioni contenute nella Direttiva 2010/31/UE, Artt. 14, 15, 16 e del DPR n.74/2013
relativamente alle ispezioni degli impianti di riscaldamento e condizionamento d''aria o, in alternativa, adozione di
misure atte ad assicurare che sia fornita agli utenti una consulenza in merito alla sostituzione delle caldaie, ad
altre modifiche dell''impianto di riscaldamento o a soluzioni alternative al fine di valutare l''efficienza e il corretto
dimensionamento della caldaia;
A6.5 Contributi a soggetti privati per la sostituzione di caldaie alimentate a combustibili fossili (gasolio, olio
combustibile) con caldaie a metano;
A6.6 Attuazione delle disposizioni contenute nel DM 15/03/2012, Art. 4, c. 3, lett. d) ai fini di promuovere la
realizzazione di reti di teleriscaldamento per la valorizzazione del calore e la riduzione delle sorgenti emissive;
A6.7 Istituzione di un sistema regionale per l''attestazione della prestazione energetica degli edifici pubblici e
privati, in attuazione del la Legge 90 del 3 Agosto 2013;
A6.8 Anticipazione dell''attuazione delle disposizioni contenute nella Direttiva 2010/31/UE, Art. 13 relative
all''affissione dell''attestato di certificazione energetica; A7) Interventi sul trasporto passeggeri Linee programmatiche, azioni e gruppi di lavoro A7.1 Programmare e realizzare sistemi integrati di trasporto ferroviario regionale e trasporto locale, al fine di
ridurre l''uso del veicolo privato negli spostamenti pendolari all''interno delle grandi città ed aree metropolitane,
limitando così le congestioni del traffico e riducendo significativamente i consumi di carburante e le emissioni.
Attivare convenzione o Accordo di programma tra Regione, Trenitalia e Aziende del Trasporto Pubblico Locale.
A7.2 Garantire una gestione più efficiente del servizio di trasporto pubblico locale (in particolar modo di quello
dedicato ai pendolari), miglioramento del livello di servizio per bus e treni (anche potenziando il numero di corse),
miglioramento della puntualità e pulizia dei mezzi, migliore informazione in tempo reale verso l''utenza (soprattutto
in caso di ritardi e guasti), riqualificazione delle stazioni e delle zone di accoglienza dei passeggeri. Attivare
convenzione o Accordo di programma tra Regione, Trenitalia e Aziende del Trasporto Pubblico Locale.
A7.3 Introdurre l''integrazione tariffaria nella gestione delle diverse tipologie di mobilità collettiva (su ferro, gomma
e via acqua) in modo da rendere la gestione del sistema di trasporto pubblico locale regionale più razionale, la
fruizione più diretta (es. biglietto unico) ed il prezzo più competitivo. Attivare convenzione o Accordo di programma
tra Regione, Trenitalia e Aziende del Trasporto Pubblico Locale.
A7.4 Rinnovo del parco veicolare circolante del servizio di trasporto pubblico locale con incremento di veicoli di
recente immatricolazione, uso di carburanti alternativi e sistemi di post-trattamento dei gas di scarico nonchè
veicoli a ridotte emissioni (alimentati a gas) o ad emissioni zero (flotte elettriche). Attivare convenzione o Accordo
di programma tra Regione, Trenitalia e Aziende del Trasporto Pubblico Locale.
A7.4 bis Attivazione di un Accordo di programma tra ACTV, Comune di Venezia, Regione Veneto, Capitaneria di
Porto e associazioni di categoria di trasportatori locali di merci su mezzi acquatici per il progressivo passaggio
dall''attuale parco nautico non ecocompatibile a mezzi nautici con caratteristiche emissive migliori
A7.5 Rinnovo delle grandi flotte veicolari in dotazione agli Enti Locali, alle società di servizi pubblici, alle società di
autotrasporti e alle piccole e medie imprese con mezzi a basso impatto ambientale (ibridi o alimentati a
Gpl/metano) o ad emissioni zero (elettrici). La sostituzione dei veicoli più obsoleti può essere incoraggiata da
incentivi nazionali o da bandi specifici per ottenere cofinanziamenti regionali. Attivare convenzione o Accordo di
programma tra Regione, Enti Locali e Soc. Autotrasporti.
A7.6 Incentivare la diffusione di gas metano e Gpl per autotrazione per i quali può essere concesso uno sconto
(ad es. del 10%) a favore di privati cittadini residenti in regione Veneto. Prevedere l''ampliamento della rete
distributiva di gpl e gas metano (anche per fasi progressive). A7.7 Incentivare la diffusione di veicoli elettrici per i quali possono essere previste agevolazioni per l''acquisto dei
veicoli e/o concessioni di sconti nelle tariffe dei consumi energetici (ad es. del 10%) a favore di privati cittadini
residenti in regione Veneto. Previsione di particolari autorizzazioni da parte degli EE. LL. per la circolazione dei
veicoli elettrici nelle città, ad es. accesso alle ZTL, parcheggi riservati, ecc' Diffusione delle infrastrutture di
ricarica sia pubblica che in ambiti privati.
A7.8 Incentivare la diffusione dei veicoli a basso impatto ambientale, anche accelerando l''entrata in vigore di
veicoli categoria ambientale Euro 6 (dal 1 settembre 2014 ai sensi del Regolamento CE n. 715/2007).
A7.9 Incentivare l''adozione e l''attuazione degli strumenti pianificatori previsti dalla normativa vigente, quali i Piani
Urbani del Traffico (PUT)di competenza comunale, i Piani Urbani della Mobilità (PUM)[-di competenza regionale]
ed i Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (PUMS), all''interno dei quali devono essere individuate le politiche e gli
interventi di mobilità in una logica di coordinamento e di previsione della tempistica e dei costi di realizzazione, nel
breve e nel medio-lungo periodo.
A7.10 Potenziare le attività di Mobility Management ove esistenti o attivarle ove non previste, con la finalità di
migliorare gli spostamenti sistematici casa-studio e casa-lavoro verso mezzi a minore impatto ambientale ed in
un''ottica di programmazione unitaria coordinata dal Mobility Manager d''Area (almeno per ogni ambito provinciale).
Attivare accordo di programma tra Aziende private, Comuni, Province.
A7.11 Introdurre misure che migliorino le condizioni sociali e ambientali delle aree urbane, come le Zone a Traffico
Limitato (ZTL) e le Aree Pedonali , ''zone a velocità 30', le corsie riservate ai mezzi collettivi e i servizi a chiamata,
nuove forme di tariffazione sulla circolazione ("road pricing") e sulla sosta. Incentivare forme di mobilità sostenibile
alternative all''uso del mezzo privato quali la diffusione di sistemi di mobilità collettiva (''car sharing' e ''car
pooling'), l''attivazione di servizi di taxi collettivo.
A7.12 Prevedere la limitazione della circolazione per i veicoli più inquinanti e la creazione di Low Emission Zone
(LEZ) assoggettate al pagamento di un pedaggio di accesso per le zone a più alta densità abitativa o per gli
agglomerati urbani/aree metropolitane. Tali zone possono essere dotate di sistemi elettronici per il controllo degli
accessi. Attivare accordo di programma tra Comuni e Province.
A7.13 Prevedere parcheggi di interscambio nei pressi dei principali caselli autostradali e delle principali arterie di
accesso ai capoluoghi di provincia, soprattutto in corrispondenza di terminal del trasporto pubblico locale su
gomma e ferro. Per le realizzazioni di tali parcheggi possono essere previste forme di cofinanziamento o incentivi
pubblici. Attivare accordo di programma tra Regione, Comuni e Province. Linee programmatiche, azioni e gruppi di lavoro A7.14 Istituzione dell''obbligo per i comuni di censire, i km di piste ciclabili esistenti nel loro territorio ai fini della
definizione di una mappatura regionale della viabilità ciclabile e di predisporre il Piano di mobilità ciclabile a livello
comunale
A7.14 bis Potenziare e rivedere il sistema della mobilità ciclabile in ambito urbano mediante una ricognizione degli
attuali percorsi, la riqualificazione e la messa in sicurezza dell''esistente (protezione nelle intersezioni,
riduzione/eliminazione punti di conflitto), la creazione di nuove piste ciclabili su sede propria, da preferirsi a quelle
su sede promiscua, pedonale e ciclabile (separate dalla carreggiata stradale attraverso spartitraffico o su corsia
riservata) a sostegno della cosiddetta ''utenza debole'.
A7.15 Potenziare i servizi di ''bike sharing' e creare un sistema della mobilità ciclabile a livello sovracomunale
potenziato/supportato dalle infrastrutture verdi (aree parco, barriere verdi), a livello comunale prevedere aree di
sosta attrezzate e officine convenzionate per la manutenzione periodica delle biciclette. Attivare accordo di
programma tra Comuni e Province.
A7.16 Potenziare il Pedibus (attivandolo dove non previsto) in tutto il periodo scolastico per i bambini della scuola
primaria (elementari) evidenziandone le finalità educative (sviluppo senso di responsabilità civico ed ambientale,
promozione/aumento attività fisica quotidiana, stimolo verso stili di vita salutari). Ove possibile, facilitare la
fruizione della bicicletta per iniziative simili al Pedibus (cd. ''bicibus') ed il ''Car pooling scolastico'
A7.17 Monitorare le attività degli Osservatori Provinciali attivati dalle Province ai sensi del PRTRA approvato con
DCRV n. 57 dell''11 novembre 2004 ed il loro aggiornamento (annuale) da parte dei Tavoli Tecnici Zonali. Linee programmatiche, azioni e gruppi di lavoro A8) Interventi sul trasporto merci e multi modalità A8.1 Ottimizzazione del sistema di distribuzione delle merci in un''ottica ambientale mediante gestione
''dell''ultimo miglio' e aumento dell''efficienza dei sistemi di trasporto ''a costo zero' per ridurre i viaggi di ritorno a
vuoto.
A8.2 Riduzione delle percorrenze del trasporto stradale a favore del trasporto marittimo e ferroviario,
promozione maggiore efficienza dei servizi di trasporto anche mediante adeguamenti infrastrutturali, garantendo
un collegamento tra i maggiori poli industriali regionali.
A8.3 Adeguamento dei pedaggi stradali dei veicoli pesanti (ai sensi della Direttiva Eurovignette III in funzione
della classe Euro di appartenenza del mezzo e con maggiorazioni per gli spostamenti in orari di punta), e
promozione misure a favore della sicurezza stradale e dell''intermodalità per i trasporti di media/lunga
percorrenza. Attivare collaborazione o Accordo di programma Regione e Concessionarie Autostradali.
A8.4 Riduzione degli impatti ambientali della distribuzione delle merci nelle aree urbane mediante realizzazione
di terminal modali per il traffico merci e centri logistici di raccolta/distribuzione almeno in ogni capoluogo di
provincia. Uso di sistemi di trasporto innovativi per la gestione delle merci in ambito urbano (mediante veicoli a
basse emissioni o elettrici), finalizzati alla riduzione del transito urbano dei veicoli merci privati. Attivare
collaborazione o Accordo di programma Regione, Provincia e Logistic Center regionali.
A8.5 Sviluppare sistemi integrati di monitoraggio del traffico merci mediante attività costante di rilevazione dei
flussi di attraversamento e aggiornamento della matrice di origine/destinazione dei mezzi pesanti.
Collaborazione tra Settori Traffico e Mobilità Provinciali e relative Direzioni della Regione Veneto con
rendicontazione annuale al corrispondente Tavolo Tecnico Zonale in sede di convocazione del Comitato di
Indirizzo e Sorveglianza. Attivare accordo di programma tra Regione, Province e Comuni.
A8.6 Elettrificazione delle banchine per l''alimentazione elettrica delle navi all''ormeggio al fine di ridurre le
emissioni navali in fase di stazionamento.
Accordo di programma Regione e Autorità Portuale
A8.6 bis Realizzazione di uno studio modellistico di ricaduta degli inquinanti emessi in fase di manovra e di
ormeggio per le navi in attracco ai diversi ormeggi di Venezia insulare e di Porto Marghera
A8.7 Utilizzo da parte delle navi in fase di navigazione in avvicinamento alle bocche di porto e di manovra di
sistemi di retrofitting o di combustibili a basso tenore di zolfo (0.5% in anticipo del limite previsto al 2020 o 0.1%
come già d''obbligo in fase di ormeggio). Accordo di programma Regione e Autorità Portuale e Comune di
Venezia. A8.8 Tecnologie e pratiche per il contenimento delle emissioni polverulente da movimentazione di materiali. Accordo di programma Regione, Autorità Portuale, Terminalisti A8.9 Flotte rimorchiatori ibridi o elettrici. Accordo di programma Regione e Autorità Portuale. A8.10 Accordi volontari per ''navi pulite'. Accordo di programma Regione, Autorità Portuale, compagnie navali, Terminalisti, agenti marittimi e Comune di Venezia. A8.11 Ispezioni a bordo per controllo e contenimento fumi di scarico. Accordo di programma Regione, Capitaneria di Porto, Autorità Portuale e Comune di Venezia. A8.12 Interventi per garantire che i porti marittimi siano sufficientemente collegati al sistema di trasporto merci per ferrovia e, laddove possibile, alle vie navigabili interne (linea strategica del Libro Bianco dei Trasporti). Accordo di programma Regione, Autorità Portuale, Comune di Venezia, Gestore linea ferroviaria e trasporto merci su rotaia. A8.12bis Predisposizione di un piano di monitoraggio che preveda l''utilizzo di laboratori mobili, previo accordo di programma tra Comune di Venezia e Dipartimento ARPAV Provinciale di Venezia. A8.13 Interventi per collegare gli aeroporti alla rete ferroviaria, ad alta velocità/capacità (linea strategica del Libro Bianco dei Trasporti). Accordo di programma Regione, Società di gestione aeroporti, Gestore linea ferroviaria trasporto passeggeri A8.14 Flotte mezzi a terra (mezzi ausiliari): parco mezzi con frequente sostituzione o mezzi ibridi ed elettrici o a basso impatto. Accordo di programma Regione e Società di gestione degli aeroporti A8) Interventi sul trasporto merci e multi modalità ' Promuovere lo sviluppo e l''adozione di tecnologie e pratiche agricole per la riduzione dell''impatto di emissioni di ammoniaca per gli allevamenti bovini, suini ed avicoli con interventi strutturali sui ricoveri e sugli impianti di raccolta smaltimento dei reflui. ' Regolamentare le pratiche di spandimento dei reflui e dei concimi azotati coerentemente con i costi economici ' Verificare le possibilità di premialità aggiuntive rispetto alla sola produzione di biogas che consentano l''introduzione di tecniche per la rimozione dell''ammoniaca dal digestato. Questo evitando che la pratica non diventi un modo anomalo e deviante di gestione delle risorse agronomiche e quindi rimanendo indirizzata esclusivamente alla digestione anaerobica di reflui zootecnici sia per al produzione energetica che per il successivo impiego agronomico. ' Redazione Linee Guida per la riduzione delle emissioni di origine agricola Linee Programmatiche A9 - su agricoltura ed Ammoniaca A10) Emissioni da cantieri di costruzione civili e di grandi infrastrutture A10.1 Individuazione di prescrizioni atte ad evitare la dispersione di materiale e di polveri risultanti
dall''attività di cantiere per le costruzioni civili di dimensioni significative e le grandi opere a carattere
regionale, istituendo la disciplina dei controlli e le autorità competenti Venezia, 29 ottobre 2015 Azione Descrizione fondi
(euro)
riferimento Contributi per lo
svecchiamento degli impianti
di riscaldamento a biomasse Rottamazione di apparecchi tecnologicamente non
in linea con gli standard europei: concessione di
contributi finalizzati all'acquisto di apparecchi per il
riscaldamento domestico di potenza inferiore ouguale a 35kW, alimentati a biomassa, a basse
emissioni in atmosfera e ad alta efficienza energetica 2.400.000 DGR 146/CR/2014 DGR 2605/2014 Implementazione delle
conoscenze sulla diffusione
dell'utilizzo delle biomasse in
ambito domestico nel Veneto Realizzazione di uno studio di approfondimento sul
consumo della legna in apparecchi ad uso domestico 27.503 DGR 2408/2011 Riduzione dei consumi
energetici e efficientamento
degli edifici pubblici Approvazione di due bandi pubblici per la selezione
di interventi finanziabili con le risorse del FSC in
attuazione dell'Asse prioritario 1 - Atmosfera ed
Energia da fonte rinnovabile. Linea di intervento 1.1
Riduzione dei consumi energetici e efficientamento
degli edifici pubblici per il periodo di programmazione 2007-2013 30.000.000 DGR 1421/2014, DGR 1109/2015 Miglioramento delle
prestazioni energetiche degli
edifici pubblici Nell'ambito del POR FESR 2014-2020, Asse 4
"energia sostenibile e qualità ambientale, riduzione
delle emissioni di gas a effetto serra ed efficientamento energetico 45.000.000 DGR 1148/2015 Le azioni implementate Venezia, 29 ottobre 2015 Azione Descrizione fondi
(euro)
riferimento Istituzione e Attivazione del
Catasto Regionale Impianti
e Rapporti di Controllo di
Efficienza energetica
(CIRCE) Istituzione del catasto unico regionale per la
registrazione ed aggiornamento telematici dei libretti di impianto e dei Rapporti di controllo di
efficienza energetica na DGR 2569/2014 Catasto Regionale
Informatizzato
Energia-Edifici (Ve.Net) Disposizioni attuative dei decreti emanati dal
Ministero dello sviluppo economico in materia di
certificazione energetica degli edifici na DGR 659/2012, DGR 1258/2015 Risparmio energetico
illuminazione pubblica Approvazione del bando per la concessione di
contributi ai Comuni che promuovono interventi per
il contenimento del fenomeno dell'inquinamento
luminoso. 4.000.000 DGR 2061/2014 Incentivazione della mobilità
ciclabile Approvazione del bando per la concessione ai
Comuni della Regione Veneto di contributi per la
realizzazione di progetti di bike sharing. 1.131.351 DGR 1440/2014 Reti di ricarica dedicate ai
veicoli elettrici Accordo di programma che regola l'attuazione degli
investimenti comprendenti l'acquisto e la posa in
opera di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici
nei comuni di Treviso, Vicenza e Venezia 232.300 DGR 140/2015 Le azioni implementate Venezia, 29 ottobre 2015 Azione Descrizione fondi
(euro)
riferimento Rottamazione auto Contributo per la rottamazione di veicoli
inquinanti e il contestuale acquisto di un
veicolo nuovo a basso impatto
ambientale 2.000.000 DGR 2063/2014 Rafforzamento del divieto di
combustione incontrollata di sfalci, potature ed altri residui agricoli Indicazioni inerenti la combustione dei
residui vegetali agricoli e forestali in
attuazione dell'art. 182 comma 6 bis del
D.Lgs 152/2006 na DGR 122/2015 Fluidificazione del traffico e
allontanamento delle grandi direttrici
viarie dai centri abitati. Valdastico Sud- Superstrada
Pedemontana Veneta; realizzazione
terza corsia autostrada A4. na no Riduzione dei consumi energetici e
delle emissioni di gas climalteranti
nelle imprese Nell'ambito del POR FESR 2014-2020,
Asse 4 "energia sostenibile e qualità
ambientale, riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas climalteranti nelle strutture e nei cicli
produttivi delle imprese 24.000.000 DGR 1148/2015 Riduzione delle emissioni in
atmosfera nel comparto zootecnico Modalità di realizzazione degli allevamenti zootecnici intensivi e la definizione delle distanze sulla base del
tipo e dimensione dell'allevamento rispetto alla qualità e quantità di inquinamento prodotto. na DGR 856/2012 Le azioni implementate GRAZIE PER L''ATTENZIONE


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