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La filiera del ficodindia - Biogas e non solo

La valorizzazione di risorse biologiche da Opuntia ficusidica passa da un approccio a 360 gradi che ha come obiettivo quello di non tralasciare nulla, neppure gli scarti. La potatura annuale del Ficodindia comporta l’asportazione di quantità notevoli di biomassa che possono variare tra i 150 fino a 600 quintali di cladodi annui (più comunemente noti come pale) per ettaro coltivato. Nel solo areale di San Cono, la produzione di residui di potatura di ficodindia è stimata in circa 90 mila tonnellate annue di cladodi freschi, utilizzabili come co-prodotti.

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Energia e Dintorni - Aprile 2018

Pubblicato
da Dario Tortora
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Estratto del testo
News e attualit IL CTI INFORMA 9 La filiera del ficodindia - Biogas e non solo Il ficodindia o Opuntia ficus-indica una pianta succu-
lenta appartenente alla famiglia delle cactacee che ha
trovato nell'areale di San Cono, comune situato a circa
80 km a ovest di Catania, le condizioni favorevoli per
la coltivazione su larga scala. La filiera del ficodindia
pi sviluppata d'Europa si trova qui, a San Cono, su
2.500 ettari, a cui si aggiungono altri 1.500 ettari di
coltivazione distribuiti sempre sul territorio siciliano: il
90% del mercato europeo esclusivo della Sicilia.
La valorizzazione di risorse biologiche da Opuntia
ficus-idica passa quindi da un approccio a 360 gradi
che ha come obiettivo quello di non tralasciare nulla,
neppure gli scarti. La potatura annuale del Ficodindia
comporta l'asportazione di quantit notevoli di biomas-
sa che possono variare tra i 150 fino a 600 quintali di
cladodi annui (pi comunemente noti come pale) per
et aro coltivato. Nel solo areale di San Cono, la pro-
duzione di residui di potatura di ficodindia stimata in
circa 90 mila tonnellate annue di cladodi freschi, utiliz-
zabili come co-prodotti.
Il territorio e le realt locali hanno intuito la grande op-
portunit di sviluppo sia per la produzione di biomassa
a scopi energetici, sia per l'estrazione di componenti
bioattivi. A tal proposito Bioinagro, sturtup innovativa
siciliana, ha avviato il progetto OpuntiaBiotech, con
il contributo dell'Associazione Chimica verde Bionet.
L'ultima sfida di Bioinagro, la startup innovativa titolare
del progetto, sar la realizzazione di bio compost e
bio digestati di alta qualit derivati da scarti di lavora-
zione e potatura di ficodindia, che ci consentiranno di assicurare alle micro-filiere locali promosse e sviluppate
da Promimprese, l'apporto di nutrienti naturali, in sostitu-
zione di prodotti inorganici di sintesi (causa dell'attuale
stanchezza dei terreni), e in alternativa alla sempre pi
ridotta disponibilit locale di letame, dovuta alla cre-
scente riduzione delle popolazioni zootecniche di ovini,
caprini, bovini.
Per umificare in modo naturale la Terra, restituendole
la fertilit prestataci per produrre prodotti di qualit, gli
scarti dei conferimenti di cladodi di ficodindia, impiega-
ti per la realizzazione di biochemicals ad alto valore,
saranno impiegati in un mini-impianto di biogas di 100
kw che consentir di produrre calore necessario per i
processi di essiccazione controllata, raggiungendo, di
notte, l'autosufficienza energetica, assicurata di giorno,
con un impianto solare termico ad aria. Il biodigestato
in uscita sar il nuovo bio-prodotto utile per fertilizzare
i terreni e continuare a fare agroalimentare di qualit.
Oltre il bio. A residuo zero.
La green revolution iniziata anche in terra di Sicilia.
Facendo Bioeconomia, Economia Circolare, Chimica-
Verde, 90 mila tonnellate annue di scarti di potatura del
ficondindia diventano sterminata ricchezza. Prossima-
mente, l'intera filiera dell'economia circolare del ficodin-
dia sar presentata al e comunit dei territori coinvolti
e nel frattempo, un progetto di Open Innovation fina-
lizzato allo sviluppo di segmenti di filiera verticale del
progetto OpuntiaBiotech sar presentato alla comunit
scientifica internazionale.
L'attenzione sulla filiera del ficodindia in crescita e
non solo a livello locale. Le potenzialit e i possibili
vantaggi per gli operatori e il mercato nazionale potreb-
bero trovare un loro consolidamento anche in ambito
legislativo e normativo. Ecco perch il CTI, ente federato
a UNI e responsabile dello sviluppo tecnico-normativo
nel settore termotecnico a livello nazionale, guarda con
interesse le evoluzioni del mondo del e biomasse, con
l'obiettivo di offrire supporto alle realt virtuose che offre
il mercato. Vincenzo Morreale - Bioinagro


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