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Integrated model for the management of agricultural areas in urban space

La proposta di rigenerazione urbana ha come focus la gestione combinata delle aree verdi e dei servizi al cittadino, attraverso una collaborazione tra ente pubblico e soggetto privato in cui i diversi attori sociali coinvolti partecipano secondo le loro competenze e necessità, intervenendo sia economicamente che nella suddivisone delle responsabilità e delle mansioni. Intento prioritario del progetto è – come si è detto - la tutela attiva del capitale naturale, integrandolo in un programma d’uso che ne consenta la gestione e la valorizzazione anche in termini di redditività economica e di creazione di posti i lavoro, così integrando l’azione di tutela con attività di presidio sociale e di supporto all’erogazione dei servizi urbani.

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Articoli tecnico scientifici o articoli contenenti case history
Abitare il nuovo, abitare di nuovo. Napoli, 12-13 dicembre 2012

Pubblicato
da Alessia De Giosa




Estratto del testo
Integrated model for the management of agricultural areas in urban space. The case study of via Pedamentina in Naples (Italy)
Marina Rigillo
University of Naples,
Federico II, dipartimento
di Architettura
marina.rigillo@ unina.it Maria Cristina Vigo
Majello
University of Naples,
Federico II, dipartimento
di Architettura
majellomcr@gmail.com Giovanna Testa
University of Naples,
Parthenope, dipartimento
di Studi Aziendali
giovanna.testa774@gmai l.com Lorenzo Boccia
Università di Napoli,
Federico II,
dipartimento di Agraria lorenzo.boccia@unina.it
Keywords:
integrated management, environmental performances, public/
private partnership
ABSTRACT - In the midst of the economic crisis the management of urban spaces represent a key
challenge for improving city life and attract people and resources. The quality of urban and ecological services is crucial for developing sustainable (and smart) communities. The paper presents a case
study research aimed at assessing the feasibility of an integrated model for managing agricultural areas in urban spaces in order to upgrade their urban, social and environmental performances. The
use of a case study method is due to the specific research questions finalized to:
x Provide a design proposal consistent with the requirements of urban upgrading of ancient cities x Provide a design methodology that it could be replicate to other similar context x Provide a proposal that is ecological and sustainable in terms of social and economical efforts
The project focuses on via Pedamentina in Naples, an historic stair-street running down the slope of
the San Martino hill. Despite the street is located in a very central urban area, the agricultural land
use is still the typical feature of the hill, adapting its use and its nature to the urban form, so that the
soil quality is almost the original one. In such a special context, the project aims at addressing some key demands of residents concerning the upgrade of urban services such as waste management,
social security, protection from sliding risk. According to this, the project sets out three goals:
x the recovery of the agricultural use, with a program guide that enhances the ecological services of the area; x the maintenance of the scale, with particular emphasis on waste management x the functional upgrade of the scale to the requirements of accessibility and security.
The project focuses on the management of both private agricultural areas and public stairs, through an economic cooperation between users/ residents and public/ private bodies. The model reference
is the Public/ Private Partnership (PPP) developed in the UK and USA whose goal is to stimulate the private entity towards the direct management of services and goods for public use. 1900 Introduzione
Storicamente sottostimate, le aree verdi urbane rappresentano una
importante riserva di natura per la città. Piccoli habitat urbani tra loro differenti
per dimensione, copertura vegetale e uso del suolo - spesso ignorati in
termini di inventario ecologico - sono stati riscoperti e sistematicamente indagati negli anni recenti per la loro capacità di supportare ed influenzare la
qualità della vita urbana. Parchi pubblici, giardini privati, residui appezzamenti
agricoli (in uso o in abbandono), ma anche aree dismesse, poi ricolonizzate
dai rovi ed altre specie pioniere, definiscono una risorsa di naturalità (semi- natural ecosystems) che fornisce servizi ecologici e prestazioni ambientali
indispensabili.
Benché sia stata data evidenza scientifica del valore ecologico di queste aree
(Ehrlich, 1997), e ne sia stata ormai ampiamente compresa l''importanza in rapporto alle funzioni dell''abitare, resta aperto ed attuale il dibattito circa il
ruolo che questi spazi possono rivestire in una prospettiva di sviluppo urbano.
In particolare resta aperto il dibattito sul valore - anche economico - dei sevizi
ecologici erogati dagli spazi verdi, che non sono ancora percepiti dai cittadini come bene collettivo, da tutelare e capitalizzare. Manca, infatti, una chiara
consapevolezza dei vantaggi generati dalla presenza di aree di natura in città:
benefici di tipo diretto, come si è detto, ma anche indiretto, poiché incidono
anche sulla varietà e specificità dei servizi urbani of erti, così determinando differenze significative sul valore d''uso delle diverse parti della città e sul
valore immobiliare degli edifici. E manca, inoltre, la consapevolezza dei costi
'' sempre collettivi - generati dalla mancata gestione degli spazi verdi e dei rischi ambientali che ne derivano.
Figura 1. Prestazioni ambientali erogate dalle aree verdi urbane
In una sintesi necessariamente semplificata, è possibile affermare che il tema
della gestione delle aree a verde si declina, oggi, in una prospettiva di ricerca
articolata su analisi di tipo multidisciplinare e a-scalare, che riferisce sia alle
strategie di pianificazione, sia alla struttura della forma urbana, sia alle 1901 pratiche di uso ed alle tecnologie di intervento. Emerge con chiarezza, la
necessità di un progetto d''uso articolato su diverse scale di progetto, stabilendo un rapporto di senso, oltre che funzionale, tra i diversi obiettivi
dell''intervento e le modalità con cui questi stessi si vanno ad attuare, dal
momento che la condizione di a-scalarità serve a definire quella relazione
biunivoca tra piano e progetto necessaria a garantire la fattibilità e l''efficienza delle scelte programmate, così da consolidare e amplificare alla scala urbana
i vantaggi realizzati nel contesto di intervento. La gestione delle aree verdi
urbane rimanda infatti, direttamente, a questioni di carattere generale quale la
previsione e prevenzione del rischio, il consumo di suolo, la tutela della biodiversità urbana e, non ultimo, la forma dei luoghi e la cultura dell''abitare,
questioni che intimamente informano l''idea di città e il valore d''uso degli spazi
urbani.
In questo quadro il progetto di gestione è inteso come modello cognitivo, una sorta di unità minima di progetto, adattabile al variare delle condizioni del
contesto ma metodologicamente strutturata, così che funzioni come comune
denominatore per i molti e diversi altri spazi presenti in città. Un modello
ecologico, replicabile, sostenibile socialmente ed economicamente, significativo dell''habitat culturale della società contemporanea.
Studi recenti di urban ecology dimostrano, infatti, che la produzione di servizi
ecologici dipende tanto dal a quantità e distribuzione delle aree verdi nel
sistema urbano, quanto dalle specifiche caratteristiche naturali dell''area e dalla domanda d''uso dei residenti, postulando così la necessità di una
gestione site oriented che include anche il coinvolgimento degli abitanti quale
condizione essenziale per il mantenimento in efficienza delle aree stesse1 (Coldind, 2011).
Queste considerazioni definiscono l''ambito di ricerca in cui si colloca la
proposta di gestione oggetto della sperimentazione. I riferimenti culturali che
hanno guidato il progetto discendono, in termini generali, dall''intuizione lynchiana della città come combinazione di ''magical, machine and organism',
da cui deriva l''idea del luogo urbano come spazio interconnesso dove le
componenti fisiche dialogano con i processi sociali ed economici, generando
relazioni spaziali ed emozionali tra gli utenti della città ed i luoghi che essi abitano (Lynch, 1981). Il riferimento al testo di Lynch è del resto doveroso,
poiché esso stabilisce, di fatto, il termine a quo della riflessione disciplinare
sulla sostenibilità della forma urbana e su i requisiti specifici che l''ambiente
urbano deve possedere coniugando insieme forma e funzione (Jabareen, 2006). Già nel 1981, infatti, Kevin Lynch descriveva il capitale di risorse
naturale della città attraverso la dimensione prestazionale della vitality - ''il
grado con cui la forma supporta le funzioni vitali, i requisiti ecologici e la
capacità di sostentamento degli esseri umani'- evidenziando la funzione sussidiaria delle aree verdi urbane in termini di produzione, sicurezza e
benessere (Lynch, 1981). Una funzione che, più recentemente, gli analisti del
Millennium Ecosystem Assessment hanno ribadito come indispensabile per
far fronte alla gravità dei cambiamenti climatici (MEA 2005)2 e per migliorare la capacità di resilienza degli ecosistemi urbani (Resilience Alliance 2007). 1 ''Integrate society with its natural environment' 2 MEA classifica i servizi ecologici in quattro tipologie (4): servizi di supporto
(formazione di suolo, ciclo dei nutrienti, fotosintesi); servizi di produzione (di
cibo, acqua, legname e fibre); servizi di regolazione (del clima, dei flussi 1902 Ulteriore, importante, riferimento scientifico della ricerca sono, come si è
detto, le ricerche di Urban Ecology, ed in particolare lo studio dei suoli urbani3 che, analizzato alla scala di città, restituisce un mosaico di condizioni
differenti, variabili di metro e metro, e significativa tanto del valore ecologico
quanto della storia della città e delle sue trasformazioni (Gil , 2008)4.
Figura 2 Specificità dei suoli urbani e prestazioni ambientali
Si tratta, infatti, di spazi disomogenei, frammentati, spesso residuali, distribuiti
in modo casuale, adattandosi al mutare delle forme e degli usi dei luoghi,
interagendo con il sistema di relazioni sociali e con i processi economici e
produttivi propri dell''ambiente urbano. Spazi che '' ai fini della ricerca - vengono riletti ed oggettivati attraverso l''analisi del sistema di funzioni
ecologiche e di prestazioni ambientali5 erogate, utilizzando indicatori noti in
letteratura.
L''approccio metodologico dell''Urban Ecology, si radica coì, efficacemente, in una visione pragmatica del progetto degli spazi verdi urbani, affermando una

idrologici, della qualità della acque, dei disturbi); servizi culturali (ricreativi,
spirituali, estetici) 3 L''interesse per i suoli urbani deriva dalla specificità della loro pedogenesi,
determinata dalla combinazione di processi naturali (responsabili della
formazione originaria) e antropica (intimamente legata alla trasformazione
del sistema urbano), dalla cui comprensione dipende sia la qualità delle
funzioni ecologiche erogate al presente, sia le possibilità del progetto 4 Ci si riferisce, in particolare, al sistema di mappatura delle aree urbane
basato sul metodo dell''Urban Morphology Type, che postula la
corrispondenza tra unità spaziali, attività antropiche e processi naturali, così
dimostrando - nell''applicazione sperimentale al piano per Greater
Manchester - la stretta interdipendenza tra land use, land cover e forma
della città. 5 Con il termine ''funzione ecologiche' si intende descrivere il sistema di
funzioni legate al ''efficienza dei processi ecologici (l''impollinazione delle
piante, la regolazione dei pesticidi, l''infiltrazione delle acque di pioggia ecc.)
mentre con per ''prestazioni ambientali' si riferisce le funzioni generate dalla
interazione tra ambiente costruito e ambiente naturali e tali da realizzare
condizioni di efficienza ecologica dell''habitat urbano. Tali condizioni
dipendono dalla qualità del ''ambiente naturale, dall''uso del suolo e dalla
qualità costruttiva del sistema urbano, così come dal e caratteristiche del
sistema sociale e delle relazioni economiche che si realizzano nella città
(Rigillo et al., 2012) 1903 logica prestazionale che risulta estremamente utile al fine di gerarchizzare le
questioni in essere e di organizzare la raccolta dei dati.
Descrizione del caso studio

La via Pedamentina di San Martino è una gradonata storica che collega il centro della città con la collina del Vomero. Realizzata in epoca vicereale (XVI
sec.), la scala segue l''impianto del percorso angioino aperto nel 1325 per il
trasporto dei materiali necessari alla costruzione della Certosa di San Martino
(Guida, 2000). Le belle rappresentazioni del Duperac-Lafrery e del Duca di Noja (rispettivamente del 1566 e del 1775), descrivono il processo di
urbanizzazione della collina, dove la funzione residenziale si integra
strettamente con l''uso agricolo del suolo, sì che le rampe sinuose della scala
scandiscono il ritmo e la logica della disposizione degli edifici e della trama dei coltivi. Lungo i 414 gradini delle rampe si distribuiscono, anche oggi, gli
elementi del sistema naturale e dell''ambiente costruito, entrambi caratterizzati
da una assoluta integrazione spaziale e funzionale nel paesaggio della
collina, mostrando ancora perfettamente distinguibile la logica del rapporto artificio/ natura che ne guidò la formazione.
Figura 3. Sezioni tipologiche del sistema dei gradoni di via Pedamentina
La particolare condizione abitativa che caratterizza la scala determina tra i
residenti un sistema di relazioni molto più intenso rispetto ad altre aree
urbane, e ciò anche in ragione dalla maggiore, oggettiva difficoltà degli utenti
nella fruizione di servizi urbani essenziali, quali la raccolta dei rifiuti, la pulizia della strada, l''accessibilità degli utenti deboli, il trasporto di ingombranti,
l''illuminazione notturna, la sicurezza sociale. Una difficoltà che si evidenzia
nella impossibilità di fare accedere mezzi di soccorso in caso di eventi
eccezionali (incendio o pronto soccorso sanitario) o per realizzare interventi di manutenzione della scala e dei versanti.
1904 Figura 4. Land Use
La bellezza del paesaggio, la speciale condizione abitativa del contesto, e la
presenza di un forte attrattore culturale quale il complesso della Certosa di
san Martino e di Castel S.Elmo, rendono la scala meta di turisti in tutte le
stagioni dell''anno, così che nel modello oltre ai residenti e ai cittadini napoletani è necessario inserire anche questa ulteriore tipologia di utenza.
Figura 5. Differenza percentuale tra i diversi usi del suolo su legenda UMT
Nell''esame del caso studio, ad una prima valutazione qualitativa dell''area -
volta ad evidenziare elementi di eccellenza e di criticità - ha fatto seguito una fase di raccolta dati incentrata alla valutazione della qualità dei servizi urbani
offerti ai residenti della scala, con particolare attenzione al tema della raccolta
dei rifiuti e dell''accessibilità. In particolare sono stati reperiti dati su:
- Numero di famiglie residenti;
- Distanza media per il conferimento dei rifiuti 1905 - Tempi e modi della gestione dei servizi di raccolta da parte dell''ASIA
- Valore del servizio di raccolta rifiuti per tipologia di rifiuti - Percentuale di raccolta differenziata lungo la scala
- Tempi e modi della manutenzione ordinaria della scala
A questa si è aggiunta l''analisi mirata dell''uso e della copertura dei suoli che, unitamente allo studio delle immagini storiche dell''area (rivelatrici della
memoria ecologica del luogo) ha messo in evidenza il valore ambientale dei
suoli in oggetto. Si tratta, infatti, di suoli urbani naturali6, ossia aree
storicamente adibite all''uso agricolo che, verosimilmente, hanno mantenuto le proprietà fisico-meccaniche e chimiche dei suoli originari, condizione questa
che rende i fondi ancora idonei alla funzione di produzione di cibo, senza la
necessità di procedere ad interventi di bonifica. Aree dal valore ecologico
elevato che, benché in condizione di parziale abbandono, forniscono prestazioni ambientali di pregio e definiscono il carattere identitario del luogo.
Figura 6 Sezioni Land Cover Sempre in termini qualitativi è stata effettuata l''analisi dei fattori di criticità e di
rischio nell''area, utilizzando foto aree, sopralluoghi e le mappe del rischio
prodotte dall''Autorità di bacino Nord-Occidentale.
Infine, sono stati raccolti dati relativi alla stima dei terreni agricoli, alla proprietà attuale dei fondi, al valore delle colture individuate. E'' stato utilizzato
allo scopo un valore economico medio calcolato considerando sia la
valutazione fatta da INEA (Gioia, Mari, 2012), cronologicamente la più
recente e quindi, quella maggiormente attendibile dal punto di vista delle valutazioni di mercato, sia le valutazioni della Regione Campania.

Il progetto di gestione integrato
Il contributo presenta la proposta di un modello integrato di gestione per le
aree agricole del versante sud-orientale della collina di San Martino, con
speciale attenzione alle relazioni fisiche, sociali ed economiche derivanti dalla
presenza di un enclave urbano particolare e difficile quale quello della via
6 I suoli urbani si classificano in tre tipologie principali: Suoli Naturali (pre-
urban soils), Suoli Tecnici (Technical Sustrates soils) e Suoli Impermeabili
(Sealed Soils), (Saverwein, 2011) 1906 Pedamentina. La proposta si basa su un lavoro multidisciplinare teso a fare
interagire positivamente le diverse componenti del progetto: l''ambiente costruito, l''ambiente naturale, il sistema delle relazioni sociali e quello dei
valori economici.
In termini generali il lavoro può essere riconducibile ai processi di
rigenerazione urbana articolati sulla Public/ Private Partnership (PPP), molto diffusi in U.K. e USA, il cui obiettivo è quello di stimolare il soggetto privato
verso forme di gestione diretta di servizi e beni di uso pubblico. Il ruolo del
privato, che agisce come investitore, è quello di definire un progetto di
impresa di cui egli assume il rischio tecnico e finanziario, mentre al soggetto pubblico è demandato l''onere di supportare l''azione con politiche, misure ed
interventi immateriali7.
Diversamente dal project Financing, le PPP individuano come partner
pubblico un soggetto collegato alla vita delle comunità locali e, in quanto tale, portatore di istanze che non si esauriscono nell''obiettivo di realizzare profitto.
In particolare, la caratteristica delle PPP è quella di puntare su attività di
micro-business, a misura delle capacità imprenditoriale di soggetti sociali
coinvolti, fortemente incentrate sulla valorizzazione del capitale ecologico e culturale a disposizione dell''area.
A partire da tali considerazioni, l''idea di progetto è quella di sviluppare una
esperienza di tutela attiva del bene che si concretizzi nella ricerca di
destinazioni d''uso coerenti con il sistema di valori del contesto. In un ambiente quale quello in oggetto, fortemente segnato dall''uso agricolo,
e poi dall''abbandono, è importante dare risalto alla corrispondenza tra uso del
suolo produzione di paesaggio, dando valore al lavoro di generazioni che, in una lenta opera di antropizzazione, hanno conformato l''unicità del luogo tanto
che, ancora dopo decenni di abbandono, vengono percepiti come un sistema
omogeneo di natura e costruito8. Oltre che all''ambiente naturale, dunque,
l''interesse va alla relazione tra lo spazio fisico ed i suoi abitanti, intesi come parte integrante dell''ecosistema urbano, motore di tutta una serie di processi
che informano la qualità dello spazio.
E'' evidente che la proposta di gestione si incardina saldamente nell''idea di
progetto quale elemento regolatore dei bisogni e della forma del luogo, ''restituendo ad esso una funzione centrale rispetto a qualunque altra azione
normativa e quindi legittimando il ruolo dell''architettura quale elemento
mediatore tra bisogni specifici e risposte consonanti, fra società e luoghi
determinanti' (Dierna, 2005, pp.9). Ed in questa accezione la proposta chiaramente definisce le sue priorità
culturali e operative: la centralità del valore d''uso dei luoghi, l''attenzione
all''intervento antropico come genesi del particolare metabolismo ambientale 7 Un riferimento sul tema è l''esperienza di Boston dove il ricorso alle PPP è
strategicamente finalizzato a valorizzare il patrimonio storico ed ambientale
della città, realizzando al tempo stesso nuove e diverse forme di impresa
atte a sostenere l''economia locale e creare un positivo coinvolgimento della
popolazione (Esposito De Vita et al., 2012). 8 Sull''argomento, le riflessioni di Eugenio Turri: ''Pochi paesaggi come quelli
dell''Italia sono stati così costruiti dall''uomo: non un paesaggio selvaggio e
intercambiabile, ma un paesaggio che riflette il lavoro di generazioni,
attraverso le quali vi è sempre stata una comunicabilità che si valeva, per
tenere le fila di quei rapporti generazionali, proprio di quelle opere che
formavano lo spazio vissuto e percepito' (Turri, 1979, pp.53) 1907 dell''area, la valutazione della scelta tecnica quale fattore distintivo di un
nuovo modo di abitare la città. Coerentemente con tali presupposti, il lavoro ha impostato il processo di
conoscenza dell''area secondo un principio olistico, mettendo insieme un
gruppo di indicatori significativi del sistema ambientale nel suo insieme. L''idea
è quella di definire un numero limitato di informazioni fortemente significative anche dell''andamento del progetto una volta avviato e comunque indicative
del successo delle azioni secondo prospettive di medio periodo.
Gli indicatori selezionati sono i seguenti:
Indicatori Descrittivo di stato per Performance interventi realizzati % sup. vegetata/
sup. fondi Consumo di suolo
Prestazioni ambientali in essere Riduzione del consumo di suolo
Riduzione erosione
Prestazioni ambientali in essere % sup. agricola/
sup. fondi Manutenzione aree
Erosione suolo Rischio incendio
Prestazioni ambientali in essere Manutenzione aree
Riduzione rischio idrogeologico Rischio incendio
Prestazioni ambientali in essere Produzione agricola ton/anno Qualità della gestione del fondo Valore azienda agricola
Qualità della gestione del fondo Valore azienda agricola
n. Posti di lavoro creati Produzione agricola certificata
n. prodotti
certificati Qualità della gestione del fondo Valore azienda agricola
Posti di lavoro creati
Valore del terreno
agricolo (per
tipologia)
Euro/mq Tipologia di produzione agricola
Stato di conservazione fondo
Manutenzione aree
Prestazioni ambientali in essere Tipologia produzioni agricole
Stato di conservazione fondo
Manutenzione aree
Prestazioni ambientali in essere Valore
immobiliare residenze
Euro/mq Conservazione scala
Manutenzione scala Servizi offerti Conservazione scala
Manutenzione scala Servizi offerti Tariffe TARSU Tipologia del servizio raccolta rifiuti Tipologia del servizio raccolta rifiuti % differenziata
lungo la scala Tipologia del servizio raccolta
rifiuti Tipologia del servizio raccolta
rifiuti
Sono stati quindi definiti i requisiti di base del modello:
- fattibilità tecnica, sociale ed economica della proposta; - adattabilità del modello in vista della sua replicabilità in contesti analoghi; - integrabilità della domanda sociale con le istanze di efficienza economica dell''impresa di gestione
La proposta di gestione

La proposta di rigenerazione urbana ha come focus la gestione combinata delle aree verdi e dei servizi al cittadino, attraverso una collaborazione tra
ente pubblico e soggetto privato in cui i diversi attori sociali coinvolti
partecipano secondo le loro competenze e necessità, intervenendo sia
economicamente che nella suddivisone delle responsabilità e delle mansioni. Intento prioritario del progetto è '' come si è detto - la tutela attiva del capitale
naturale, integrandolo in un programma d''uso che ne consenta la gestione e 1908 la valorizzazione anche in termini di redditività economica e di creazione di
posti i lavoro, così integrando l''azione di tutela con attività di presidio sociale e di supporto all''erogazione dei servizi urbani. La proposta prevede inoltre la
messa in sicurezza del versante e l''implementazione dei servizi anche in una
chiave ''smart'.
Oggetto della proposta è il progetto di un''azienda agricola urbana. Un''azienda biologica, moderna, in grado di produrre reddito e funzioni ambientali per il
quartiere, ma anche in grado di rispondere ad alcune delle domande di
servizio dei residenti, integrando le difficoltà di gestione dell''Amministrazione
pubblica e dell''ASIA. Figura 7. Modello di gestione dei fondi agricoli
Si definiscono in particolre tre obiettivi strategici: - il recupero delle aree agricole, con un programma d''uso che esalti le funzioni ecologiche e le prestazioni ambientali del fondo; - la manutenzione della scala, con particolare riguardo alla gestione dei rifiuti - l''adeguamento funzionale della scala rispetto ai requisiti di accessibilità e sicurezza.
Figura 8. Sintesi della proposta 1909 La proposta d''uso che ne scaturisce punta su: - produzione agricola bio e servizi per il quartiere: l''agrumeto e il frutteto, con la vendita diretta dei prodotti e la confezione di conserve;
spazi ricreativi per bambini ed anziani, con la creazione di un punto
ristoro e di vendita; un orto didattico aperto al pubblico con visite
guidate e spazi ludici a pagamento; - integrazione tra la gestione delle aree agricole ed il servizio di raccolta porta a porta dei rifiuti differenziati, integrando le attività
dell''Azienda pubblica (ASIA) con lo smaltimento nel fondo della
componente organica; - implementazione dei servizi di accessibilità per i residenti ed i turisti, con la messa in essere di un dispositivo app su smartphone per
informazioni relative al funzionamento di un mezzo di trasporto
locale, per gli orari e le modalità di conferimento dei rifiuti, per la disponibilità dei prodotti agricoli e della loro consegna a domicilio. I benefici indiretti delle azioni su indicate, riconducibili al valore sociale ed
economico aggiunto all''impresa, sono i seguenti: - Messa in sicurezza e mantenimento della sicurezza del versante in riferimento al rischio idrogeologico e al rischio incendio; - Azioni di manutenzione ordinaria e di pulizia della scala a carico del gestore del fondo per migliorare l''attrattività dei servizi di vendita, di
ristorazione, di promozione di eventi; Conclusioni
Iniziato nel febbraio del 2009, lo studio è stato presentato nel maggio 2009 al
concorso di Idee Eugenio, Young Ideas for your Region e successivamente al
convegno del gruppo tematico dell''AESOP (Napoli, novembre 2011) e
dell''IFKAD9 (Matera, giugno 2012). Allo stato, il progetto sta implementando la fase di raccolta dati anche in riferimento al panel di indicatori adottato e sta
sviluppando il progetto definitivo dell''area agricola.

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