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Il Rapporto GSE sull’energia da fonti rinnovabili in Italia

Il GSE ha appena pubblicato il Rapporto “Energia da fonti rinnovabili in Italia – Anno 2013”, che rappresenta la prima pubblicazione statistica dedicata all’utilizzo energetico delle FER nella loro totalità. Il documento, infatti, integra e sostituisce il tradizionale Rapporto statistico GSE “Impianti a fonti rinnovabili”, relativo al solo settore elettrico, fornendo dati completi e aggiornati anche sugli impieghi di FER nel settore termico (riscaldamento) e in quello dei trasporti (autotrazione), con riferimento all’anno 2013. Le fonti rinnovabili, infatti, ricoprono un ruolo di primo piano nell’ambito del sistema energetico nazionale, trovando impiego diffuso sia per la produzione di energia elettrica (settore Elettrico), sia per la produzione di calore (settore Termico) sia, infine, come biocarburanti per l’autotrazione (settore Trasporti).

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Energia e Dintorni - Marzo 2015

Pubblicato
da Dario Tortora
Energia e DintorniSegui aziendaSegui




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Estratto del testo
News e attualità IL CTI INFORMA 13 Il GSE ha appena pubblicato il Rapporto ''Energia da
fonti rinnovabili in Italia '' Anno 2013', che rappresenta
la prima pubblicazione statistica dedicata all''utilizzo
energetico delle FER nella loro totalità. Il documento, in-
fatti, integra e sostituisce il tradizionale Rapporto statisti-
co GSE ''Impianti a fonti rinnovabili', relativo al solo set-
tore elettrico, fornendo dati completi e aggiornati anche
sugli impieghi di FER nel settore termico (riscaldamento)
e in quello dei trasporti (autotrazione), con riferimento
all''anno 2013. Le fonti rinnovabili, infatti, ricoprono un
ruolo di primo piano nell''ambito del sistema energetico
nazionale, trovando impiego diffuso sia per la produ-
zione di energia elettrica (settore Elettrico), sia per la
produzione di calore (settore Termico) sia, infine, come
biocarburanti per l''autotrazione (settore Trasporti).
I principali dati, elaborati da GSE e da Terna, sono
stati trasmessi ad Eurostat ai fini del monitoraggio degli
obiettivi fissati per l''Italia dalla Direttiva 2009/28/CE e dal Piano d''Azione Nazionale per le energie rinnovabili
(PAN). In particolare, per quanto riguarda il settore Ter-
mico, il Rapporto riporta i consumi finali di energia da
fonti rinnovabili, così ripartiti:
' Consumi diretti di energia termica rinnovabile:
- da fonte solare (attraverso collettori solari termici);
- da bioenergie (biomasse solide, biogas, bioliquidi, fra-
zione biodegradabile dei rifiuti);
- da fonte geotermica;
- da fonte aerotermica, idrotermica e geotermica sfruttata
mediante pompe di calore (per il solo riscaldamento
degli ambienti).
' Consumi di calore derivato da fonti rinnovabili, ovvero
l''energia termica prodotta da impianti di conversione
energetica alimentati da fonti rinnovabili e destinata al
consumo di terzi (ad esempio, impianti alimentati da bio-
masse collegati a reti di teleriscaldamento).Dal Rapporto
emerge infatti che, nel 2013, sono stati consumati circa Il Rapporto GSE sull''energia da
fonti rinnovabili in Italia
News e attualità 14 10,6 Mtep di energia termica da fonti rinnovabili, di cui
9,8 Mtep in modo diretto (attraverso stufe, camini, pan-
nelli solari, pompe di calore, impianti di sfruttamento del
calore geotermico) e 0,8 Mtep come consumi di calore
derivato (principalmente attraverso sistemi di teleriscalda-
mento alimentati da biomasse). Inoltre, mentre è ancora
limitato lo sfruttamento della risorsa geotermica e di quel-
la solare, è di grande rilievo il contributo delle pompe
di calore (2,5 Mtep), anche se la fonte di gran lunga
più importante resta la biomassa solida (7,5 Mtep), in
gran parte costituita dalla legna da ardere e dal pellet
consumati per riscaldamento nel settore residenziale (6,7
Mtep).
Il capitolo dedicato al set ore Termico il ustra i risultati
della rilevazione dei consumi di energia da fonti rinnova-
bili. In particolare, sono presentati dati statistici relativi:
' Ai consumi finali di energia termica (consumi diretti
delle fonti) proveniente da impianti geotermici, collettori
solari, pompe di calore, caldaie, camini, ecc. alimentati
da bioenergie, rilevati nel comparto residenziale e pres-
so le imprese agricole, industriali e dei servizi (comparto
non residenziale).
' Alla produzione di calore derivato (derived heat), ov-
vero il calore prodotto in impianti di trasformazione ener-
getica alimentati da fonti rinnovabili e ceduto/venduto a
terzi, sia attraverso reti di teleriscaldamento (TLR) sia at-
traverso la vendita diretta - senza collegamenti a reti TLR
- a un singolo utente o a un numero ristretto di utenti (ad
esempio ospedali, centri commerciali, ecc.; in genere tali
impianti sono gestiti da società di servizi energetici). Co- me è noto, gli impianti di produzione di calore derivato
possono operare in assetto cogenerativo (impianti CHP ''
Combined Heat and Power) oppure essere destinati alla
sola produzione di energia termica (only heat).
Il grafico (figura 2) illustra la distribuzione del consumo
di calore derivato (3.755 TJ) tra macro-settori di utilizzo.
Come si nota, quasi l''80% del calore derivato è assorbi-
to da usi civili, e in particolare dal settore residenziale
(39%) e dal settore dei servizi (38%); sono molto più
contenuti gli usi del settore industriale e gli usi propri/au-
siliari. L''incidenza delle perdite di distribuzione si attesta
intorno al 21%.
Nel dettaglio per le singole fonti energetiche emergono
i seguenti risultati:
' Biomassa solida: i consumi di energia da biomassa
solida sono stati analizzati separatamente per il settore
residenziale e per quello industriale. Nel primo caso
l''88% circa del totale dei consumi nel 2013 sono legati
a consumi di legna da ardere in caminetti, stufe, ecc. e
si stima che poco più dell''1% di questi volumi sia con-
sumato in seconde case utilizzate per vacanza; circa
l''11% del totale è associato a consumi di pellet e anche
in questo caso si stima che l''1% circa di questi volumi
sia consumato in seconde case utilizzate per vacanza;
infine meno dell''1% del totale sono legati all''utilizzo
di carbone vegetale, principalmente per uso cucina
(barbecue).
' interessante sottolineare che l''Indagine Istat-ENEA sui
consumi energetici nel settore residenziale indichi come
il 45% delle famiglie acquisti tutta la legna da ardere FIGURA 1 - Consumi diretti di energia termica
da fonti rinnovabili nel 2013 per fonte
FIGURA 2 - Consumi di calore derivato prodotto
da fonti rinnovabili in unità di sola generazione
termica nel 2013
News e attualità IL CTI INFORMA 15 che consuma, mentre il restante 55% utilizzi esclusiva-
mente (38% delle famiglie) o parzialmente (17%) legna
autoprodotta o recuperata; si assume invece che pellet e
carbone vegetale siano interamente acquistati.
Per quanto riguarda i consumi diretti di biomassa solida
nel 2013 rilevati nell''industria tra i principali settori di
attività economica, emerge che, al netto del 33% circa
dei consumi complessivi per i quali non è stato possibile
associare un settore industriale ben definito, il settore
dei minerali non metalliferi (calce, laterizi, ecc.) e quello
alimentare sostanzialmente si equivalgono, con circa un
terzo del consumo totale di biomassa solida nel settore
industriale. Il restante 10% è utilizzato dall''industria del
legno e dei prodotti di legno (si tratta, in molti casi, di
imprese che utilizzano i propri scarti e sottoprodotti di
lavorazione). ' Frazione biodegradabile dei rifiuti: la grandezza og-
getto di rilevazione è il contenuto energetico della frazio-
ne biodegradabile dei rifiuti urbani e speciali impiegati
in modo diretto, nonché le produzioni di calore derivato
degli impianti alimentati dai medesimi combustibili. Sono
quindi esclusi i rifiuti combustibili di origine fossile (ad
esempio le plastiche). I consumi rilevati di energia termica
prodotta dalla frazione biodegradabile dei rifiuti risultano
limitati al comparto industriale.
Nel 2013 il consumo diretto di energia dalla frazione
biodegradabile dei rifiuti ammonta complessivamente a
7.918 TJ, equivalenti a circa 189 ktep, e tale valore si
riferisce ai soli usi energetici dei rifiuti speciali (come i
Combustibili Solidi Secondari): non sono stati rilevati con-
sumi finali di energia da rifiuti urbani, che sono invece uti-
lizzati in impianti di generazione elettrica, eventualmente
cogenerativi.
Si nota una significativa flessione rispetto al 2012 (-13%),
stimata sulla base della flessione registrata da ISPRA per
gli anni precedenti, riconducibile alla contrazione delle
attività degli impianti del settore industriale, legata a sua
volta alla difficile congiuntura economica.
Non si rilevano impieghi dei rifiuti per la produzione
di calore derivato in unità di sola generazione termica.
Rispetto al totale dei consumi energetici finali di rifiuti,
assumono un ruolo rilevante gli impieghi nelle industrie
della lavorazione del legno (57%), che possono utiliz-
zare direttamente gli scarti di produzione. Significativa
è anche la quota di consumi utilizzata nell''industria dei
minerali non metalliferi (42%). FIGURA 3 - Consumi diretti di biomassa solida
nel settore residenziale per tipologia di
combustibile nel 2013
FIGURA 4 - Consumi diretti di biomassa solida
nel 2013 nell''industria
FIGURA 5 - Consumi diretti della frazione
biodegradabile dei rifiuti nel 2013
News e attualità 16 ' Bioliquidi: ad oggi, la ricognizione sugli impianti
appartenenti al settore industriale, dei servizi, agricolo
o residenziale, che utilizzano bioliquidi per la sola
produzione termica non ha prodotto risultati signifi-
cativi; il dato relativo al consumo diretto di bioliquidi
nel 2013 è assunto pertanto nullo. ' invece rilevato
il calore derivato prodotto da impianti alimentati da
bioliquidi: nelle unità di sola generazione termica la
produzione è trascurabile, mentre il calore derivato
prodotto in cogenerazione, rilevato da Terna, ammon-
ta 865 TJ considerando solo i bioliquidi sostenibili e a
980 TJ considerando i bioliquidi totali.
' Biogas: nel 2013 l''energia termica complessiva ot-
tenuta in Italia dallo sfruttamento dei biogas ammonta
a 10.283 TJ, corrispondenti a circa 246 ktep.
I consumi diretti di biogas, in particolare, risultano pa-
ri a 1.866 TJ, sostanzialmente invariati rispetto all''an-
no precedente. Tali consumi si suddividono tra due
soli comparti di utilizzo: l''industria ne assorbe circa il
44% mentre il restante 56% si riferisce al commercio
e ai servizi. Non sono stati rilevati consumi diretti di
biogas nel comparto residenziale.
Ai consumi diretti si aggiungono, nel 2013, 8.406 TJ
di calore derivato prodotto da impianti cogenerativi
alimentati da biogas e 11 TJ di calore derivato pro-
dotto da impianti per la sola produzione di calore; il
dato complessivo (8.417 TJ) risulta in notevole aumen-
to rispetto all''anno precedente (+45% circa).
Per ciò che riguarda il biometano immesso in rete, infi-
ne, ad oggi non risultano impianti in esercizio.
' Geotermica: i consumi diretti di energia geotermica
rilevati in Italia nel 2013 ammontano a 4.987 TJ, la
maggior parte dei quali (55%) si riferisce a stabili-
menti termali, appartenenti al comparto dei servizi.
Seguono gli usi nel comparto dell''agricoltura e della
pesca (32%, di cui 18% impianti di itticoltura e 14%
impianti per il riscaldamento di serre) e gli usi per
riscaldamento individuale (11%, di cui 10% circa in
strutture ricettive e agriturismi, appartenenti al com-
parto dei servizi, 1% nel settore residenziale). Più
modesta, infine, risulta l''incidenza degli usi del settore
industriale (2%).
' Pompe di calore: nel 2013 l''energia termica rinnova-
bile fornita dagli apparecchi a pompa di calore installati in Italia ammonta a 105.480 TJ (circa 2,5 Mtep), in au-
mento del 4% circa rispetto all''anno precedente. Il dato
è ottenuto come differenza tra il calore prodotto comples-
sivamente (circa 170.000 TJ) e il consumo energetico
degli apparecchi stessi (circa 65.000 TJ). Si tratta della
voce più rilevante, nell''ambito degli impieghi termici
delle FER, dopo i consumi finali di biomassa nel com-
parto domestico. La grande maggioranza degli appa-
recchi sfrutta il calore dell''aria ambiente (97%), mentre
assai più modesta è l''incidenza delle pompe di calore
alimentate dal calore geotermico e idrotermico. Non
sono rilevati impianti di produzione di calore destinato
alla vendita (calore derivato) alimentati da apparecchi a
pompa di calore.
' Solare termico: il 74% dei 7.040 TJ di energia fornita
nel 2013 dai collettori solari termici e consumata in
modo diretto in Italia si concentra nel settore residenziale
(principalmente apparecchi per la produzione di acqua FIGURA 6 - Consumi diretti di energia
geotermica nel 2013
FIGURA 7 - Consumi diretti di energia termica
da fonte solare nel 2013
News e attualità IL CTI INFORMA 17 calda sanitaria). Il 20% è relativo invece al settore del
commercio e dei servizi (una applicazione frequente,
in questo caso, riguarda gli impianti sportivi). Assai più
modesta, invece, è l''incidenza dei consumi nel settore
industriale e in agricoltura (rispettivamente 5% e 1% del
totale).
Alla fine del 2013 risultano installati in Italia, come già
indicato, oltre 3,3 milioni di metri quadrati di pannelli
solari termici29. Il grafico riporta un confronto tra il
trend recente di crescita delle superfici installate e quello dell''energia consumata in modo diretto; le due dinamiche
non sono necessariamente allineate (rispetto al 2012, ad
esempio, le superfici sono aumentate del 10%, l''energia
di poco più dell''8%) in quanto l''energia prodotta è fun-
zione, oltre che della diffusione dei collettori, anche della
relativa localizzazione territoriale, e cresce all''aumentare
delle condizioni di irraggiamento. Lucilla Luppino luppino@cti2000.it


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