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I combustibili solidi secondari: ora anche Cina, Corea, Egitto e Canada sui tavoli internazionali

Era il 18 aprile 2016 quando esperti da tutto il mondo si riunirono per la prima volta a Helsinki per dare inizio alla normazione dei combustibili solidi secondari (CSS), conosciuti in ambito internazionale come solid recovered fuels (SRF). A distanza di poco più di due anni, i sei gruppi di lavoro costituenti l’ISO/TC 300 “Solid Recovered Fuels” sono ancora in piena attività per lo sviluppo di norme tecniche ISO che si occupano degli aspetti relativi a: terminologia e gestione della qualità (WG1), classificazione e specifiche (WG2), metodi di campionamento e riduzione del campione (WG3), prove fisiche e meccaniche (WG4), prove chimiche e determinazione del contenuto di biomassa (WG5) e sicurezza (WG6). Nella settimana dedicata alla normazione dei CSS, organizzata dall’RSE presso il GE Learning Center di Firenze, hanno partecipato per la prima volta Cina, Corea, Egitto e Canad

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Energia e Dintorni - Ottobre 2018

Pubblicato
da Dario Tortora
Energia e DintorniSegui aziendaSegui




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Estratto del testo
Mattia Merlini ' merlini@cti2000.it Era il 18 aprile 2016 quando esperti da tutto il mon-
do si riunirono per la prima volta a Helsinki per dare
inizio al a normazione dei combustibili solidi secon-
dari (CSS), conosciuti in ambito internazionale come
solid recovered fuels (SRF). A distanza di poco pi di
due anni, i sei gruppi di lavoro costituenti l'ISO/TC
300 'Solid Recovered Fuels' sono ancora in piena
attivit per lo sviluppo di norme tecniche ISO che '
al a luce del cosiddetto Vienna Agreement, ovvero
un accordo che potrebbe portare ad avere le stesse
norme di riferimento per i CSS sia in ambito ISO che
CEN, costituendo di fatto una potenziale e fondamen-
tale novit a livel o nazionale ' si occupano degli
aspetti relativi a: terminologia e gestione del a qualit
(WG1), classificazione e specifiche (WG2), metodi
di campionamento e riduzione del campione (WG3),
prove fisiche e meccaniche (WG4), prove chimiche e
determinazione del contenuto di biomassa (WG5) e
sicurezza (WG6).
Nel a settimana dedicata al a normazione dei CSS,
organizzata in maniera impeccabile dal 'RSE presso
il GE Learning Center di Firenze, hanno partecipato
per la prima volta Cina, Corea, Egitto e Canada, a
testimonianza di una sempre pi crescente attenzione
nei confronti del a tematica.
In tale contesto il ruolo del 'Italia da sempre di
primo piano, infatti gi nel 2002, anno in cui la Com-
missione Europea ha richiesto al CEN l'elaborazione
del e prime norme tecniche europee sui CSS, i gruppi
di lavoro concernenti la terminologia, la gestione del-
la qualit e le prove chimiche erano coordinati dagli
esperti CTI. Mantenere alta l'attenzione sul e temati-
che oggetto di normazione un compito molto com- plicato, poich, come purtroppo spesso accade, il
ruolo del e norme tecniche nel mercato globale non
sempre cos tangibile in ambito nazionale. Nonostan-
te quindi sia necessario al argare la partecipazione
a tutte le realt italiane coinvolte nel settore, l'Italia
fornisce il suo importante contributo sia nel 'ambito
dei singoli gruppi di lavoro, sia nel 'ambito del a
Commissione Tecnica principale, ovvero l'ISO/TC
300. Proprio nel corso del 'ultima plenaria infatti,
la proposta italo-inglese quel a di maggior interesse
e, potenzialmente, di maggior impatto sul e attivi-
t future: portare il concetto di economia circolare
al 'interno del 'ISO/TC 300. Di questo se ne parler
nel presente dossier nel a parte relativa al a plenaria
dell'ISO/TC 300. Gli esperti del CTI partecipano ai vari gruppi di la-
voro con ruoli di primo piano: Giovanna Martignon
del 'RSE responsabile del progetto di norma sul a
definizione dei requisiti di qualit richiesti al 'SRF
in ragione del 'utilizzo finale cui destinato, Marco I combustibili solidi secondari
Ora anche Cina, Corea, Egitto e Canada
sui tavoli internazionali Dossier CTI 14 Ottobre 2018 LA NORMAZIONE DEI CSS A LIVELLO ISO HA BISOGNO DI
UN MAGGIOR COINVOLGIMENTO DA PARTE DI TUTTI GLI
STAKEHOLDER: AZIENDE E ASSOCIAZIONI, LABORATORI
DI ANALISI E ISTITUTI DI RICERCA, ISTITUZIONI E ORGANI
DI CONTROLLO ISO/TC 300 'Combustibili solidi secondari'
Struttura
Gruppi di Lavoro Titoli ISO/TC 300/WG 1 Terminologia e gestione del a qualit (UK) ISO/TC 300/WG 2 Classificazione e specifiche (SE) ISO/TC 300/WG 3 Campionamento e riduzione del campione (NL) ISO/TC 300/WG 4 Prove fisiche e meccaniche (D) ISO/TC 300/WG 5 Prove chimiche e determinazione del contenuto di biomassa (IT) ISO/TC 300/WG 6 Sicurezza dei combustibili solidi secondari (SE) 15 IL CTI INFORMA Dossier CTI Achil i del CESI responsabile dei due progetti di
norma sviluppati nel gruppo di lavoro 5 coordinato
da Giovanni Ciceri del 'RSE e supportato da Mattia
Merlini del CTI e infine Francesco Miccio del CNR
segue i lavori nel 'ambito del gruppo di lavoro 4 sul e
prove fisiche e meccaniche. Nel presente Dossier
verranno affrontati tutti i principali aggiornamenti di
queste ed altre attivit nel 'ambito del a normazione
dei CSS.
Le attivit di normazione a livel o nazionale hanno
sede presso la Commissione Tecnica 283 'Energia da
rifiuti' che si appena riunita il 16 ottobre e che si ri-
unir nuovamente a dicembre. La posizione naziona-
le sui lavori relativi ai CSS viene concordata in seno
al a CT 283 e poi trasmessa ai tavoli europei (CEN) e
internazionali (ISO).
Ulteriori aggiornamenti sul e attivit attinenti i CSS
saranno resi noti mediante l'homepage del sito CTI,
la pagina Twitter e Linkedin. LA CLASSIFICAZIONE DEI CSS SI RIALLINEA ALLA UNI EN 15359 Giovanna Martignon ' Esperto CTI nel 'ISO/TC
300/WG2 'Specifiche e classificazione'
Giovanni Ciceri ' Esperto CTI nel 'ISO/TC 300/
WG2 'Specifiche e classificazione' La classificazione e specificazione
secondo la ISO/CD 21640
La nuova bozza della ISO/CD 21640, nel corso
del 'ultima riunione del gruppo di lavoro 2 'Specifiche
e classificazione' tenutasi il 26 e il 27 settembre a Fi-
renze, ha confermato, in linea con la vigente UNI EN
15539, la sua funzione di documento normativo che
stabilisce le regole per la classificazione dei Combu-
stibili Solidi Secondari (nel seguito CSS o SRF).
Di fatto, ha confermato la sua applicabilit ai CSS
prodotti da rifiuti non pericolosi ma, a differenza
del a UNI EN 15539, ha circoscritto il suo campo
d'applicazione ai soli CSS prodotti e utilizzati come
rifiuto ( esplicitamente indicato che la norma non
fornisce in alcun modo criteri di end-of-waste, la cui
definizione demandata a scelte nazionali).
A differenza del a UNI EN 15539, la ISO/CD 21640
entra anche nel merito del 'origine dei CSS ' la nor-
ma infatti fornisce un criterio di identificazione dei
rifiuti utilizzabili per la sua produzione ' ed elenca
anche, a titolo indicativo, le principali forme in cui il
combustibile distribuito (chips, fluff, ecc.).
In termini di gestione del 'SRF, il campo di applicazio-
ne del a ISO/CD 21640 quel o visualizzato in Figu-
ra 1, che ne definisce il posizionamento tra il 'point
of acceptance', ovvero il punto di consegna del a
materia prima (rifiuti non pericolosi) utilizzata per la
preparazione dei SRF, ed il 'point of delivery', ultimo FIGURA 1 - Il campo di applicazione della ISO/CD 21640 punto accessibile per una loro caratterizzazione, pri-
ma del 'uso finale.
La ISO/CD 21640, rial ineandosi ora al a UNI EN
15359, consolida un criterio di classificazione del
CSS basato su 3 parametri chiave (PCI, Cloro e
Mercurio) e 5 classi con valori limite assegnati, come il ustrato nel prospetto 1, con un'unica variazione in-
trodotta che riguarda i valori limite (boundary values)
per il parametro 'mercurio' (Prospetto 2).
In merito a tale parametro di classificazione, il WG 2
ha stabilito di procedere ad una valutazione dei livel i
attuali di Mercurio nel 'SRF prodotto e distribuito. Per Dossier CTI 16 Ottobre 2018 Parametro di
classificazione Misura statistica Unit di misura Classi
1 2 3 4 5 Potere calorifico
inferiore (PCI) Media MJ/kg (ar) = 25 = 20 = 15 = 10 = 3 Cloro (Cl) Media % (d) = 0.2 = 0.6 = 1.0 = 1.5 = 3 Mercurio (Hg) Mediana 80
percentile mg/MJ (ar)
mg/MJ (ar) = 0.02
= 0.04 = 0.03
= 0.06 = 0.08
= 0.10 = 0.10
= 0.20 = 0.15
= 0.30 Parametro di clas-
sificazione Misura statistica Unit di misura Classi
1 2 3 4 5 ISO/CD 21640 Mediana 80
percentile mg/MJ (ar)
mg/MJ (ar) = 0.02
= 0.04 = 0.03
= 0.06 = 0.08
= 0.10 = 0.10
= 0.20 = 0.15
= 0.30 UNI EN 15359 Mediana 80
percentile mg/MJ (ar)
mg/MJ (ar) = 0.02
= 0.04 = 0.03
= 0.06 = 0.08
= 0.16 = 0.15
= 0.30 = 0.50
= 1.00 PROSPETTO 1 - Criteri per la classificazione secondo la ISO/CD 21640
PROSPETTO 2 - Parametro di classificazione: mercurio. Confronto tra i valori limite previsti
dalla ISO/CD 21640 e quelli stabilitati dalla UNI EN 15359
- Codice classe e origine dei rifiuti utilizzati per la preparazione del SRF - Forma (pellets, balle, bricchette, fiocchi, lanugine e polvere) e dimensione delle particelle di SRF (particle size) - Contenuto di ceneri - Contenuto di umidit - Potere calorifico inferiore sul tal quale e sul secco - Contenuto di cloro, antimonio, arsenico, cadmio, cromo, cobalto, rame, piombo, manganese, mercurio, nichel, tallio e vanadio - Contenuto di biomassa e fossile - Composizione merceologica in termini di contenuto di legno, carta, plastica, gomma, tessuti, ecc. (natura e numero delle frazioni da concordate tra il produttore ed utilizzatore) - Altre propriet quali: densit apparente, contenuto di sostanze volatili, comportamento delle ceneri alla fusione - Contenuto di allumino metallico, carbonio, idrogeno, azoto, zolfo, bromo, fluoro, POP incluso PCB, composti organici estraibili, alluminio, ferro, potassio, sodio, silicio, fosforo, titanio, magnesio, calcio, molibdeno, zinco,
bario, berillio, selenio - Ogni altra propriet ritenuta utile nella trattativa di compravendita tra produttore ed utilizzatore dei SRF PROSPETTO 3 - Parametri obbligatori secondo la ISO/CD 21640
PROSPETTO 4 - Parametri non obbligatori secondo la ISO/CD 21640
17 IL CTI INFORMA Dossier CTI tale valutazione saranno utilizzate le informazioni
raccolte ai fini del a ISO/TR 21916, di cui parleremo
tra poco, e ulteriori dati la cui produzione stata ri-
chiesta al e delegazioni nazionali partecipanti. La nuova bozza del 'ISO/CD 21640 ha inoltre con-
solidato il criterio di specificazione del 'SRF basato
su parametri obbligatori e parametri non obbligatori
che possono essere concordati tra produttore ed uti-
lizzatore.
Durante la riunione di Firenze, l'aspetto del a spe-
cificazione del 'SRF stato nuovamente oggetto di
discussione tra i membri del WG2. In particolare il
confronto si concentrato sul parametro 'particle
size', compreso nei parametri obbligatori e ritenuto
da molte delegazioni, tra cui quel a italiana, di det-
taglio eccessivo (nel a pratica non frequentemente
richiesto) e, quindi, portatore di oneri aggiuntivi per
il produttore del combustibile. La questione rimasta
tuttavia ancora aperta, cos come quel a relativa al a
presenza nel a norma ISO di un elenco estremamente
dettagliato di parametri di specifica su base volonta-
ria (parametri non obbligatori) che potrebbe avere
ricadute significative per i produttori, laddove assunti
come riferimento dagli enti autorizzativi nazionali.
Le problematiche 'terminologiche' hanno avuto spa-
zio anche nei lavori del WG2 sia per fornire risposta
a richieste specifiche sottoposte dal WG1 'Terminolo-
gia e gestione del a qualit', sia ' rispetto al a ISO/
CD 21640 in discussione ' per pervenire ad una
definizione condivisa di 'classification' e di 'specifi-
cation' del 'SRF. I valori di specifica secondo
la ISO/TR WD 21916
Sempre nel 'ambito del gruppo di lavoro 2, nel corso
del a riunione di Firenze sono stati presentati i princi-
pali aggiornamenti nel o sviluppo del a ISO/TR WD
21916 (la prossima bozza prevista in discussione
ai primi di dicembre 2018). Il rapporto tecnico ha la finalit di fornire elementi di background atti a sup-
portare l'ente normatore, ma anche altri stakeholder
a partire da produttori e end-user, nel a definizione
dei requisiti di qualit richiesti al 'SRF, in ragione
del 'utilizzo finale cui destinato.
La produzione di informazioni di background sul a
dimensione quantitativa di produzione e uso interna-
zionale del 'SRF risultata fortemente condizionata
dal a disponibilit di dati, limitata e geograficamente
sbilanciata in modo significativo (informazioni dispo-
nibili di fatto solo per paesi europei), anche a val e
degli esiti del 'indagine promossa in precedenza tra i
membri del WG.
ora disponibile un quadro dei valori di riferimento
(obbligatori o volontari) attualmente fissati a livel-
lo nazionale (in standard, linee guida, specifiche
concordate tra produttore e utilizzatore, cos come
in atti legislativi o autorizzativi d'impianto) per la
definizione del a qualit richiesta al 'SRF in generale
e per gli usi specifici considerati dal a ISO/TR WD
21916 (co-combustione con carbone in cementifici e
centrali elettriche, incenerimento e co-incenerimento,
gassificazione).
stato sviluppato uno studio finalizzato a produrre
stime utilizzabili per derivare dei valori tipici dei
parametri di specifica del 'SRF. stata quindi effet-
tuata una ricerca documentale di valori misurati, che
ha portato al a costruzione di un dataset (anche in
questo caso popolato per la quasi totalit da dati
riferiti al a produzione europea in un numero relati-
vamente ristretto di paesi) che copre per l'SRF (ma
anche RDF e RPF), pur in misura non omogenea, sia
l'aspetto del 'origine del combustibile (waste stream:
rifiuto urbano, commerciale o industriale, o misto),
sia quel o del 'end-use (incenerimento e co-inceneri-
mento, co-combustione con carbone, gassificazione)
e un numero abbastanza ampio di parametri di spe-
cifica. L'intero dataset stato processato staticamente
producendo per ciascun parametro una valutazione
di distribuzione e di valori statistici (mediana e 80
percentile) utilizzabili per lo scopo sopra indicato,
ovviamente laddove supportati da una robustezza
del 'analisi statistica sufficiente.
Attualmente in corso di sviluppo un'analisi dei prin- LA ISO/CD 21640 IN UN FUTURO NON LONTANO SAR
LA NORMA DI RIFERIMENTO CHE DEFINIR A LIVELLO
MONDIALE I CRITERI DI CLASSIFICAZIONE E SPECIFICA DEI
COMBUSTIBILI SOLIDI SECONDARI cipali requisiti di qualit richiesti al 'SRF dal e diverse
tipologie di end-user. Ai fini del a specifica del 'SRF,
una particolare attenzione sar rivolta ai requisiti
riconducibili al e specifiche esigenze impiantistiche e
di processo per tipologia di end-user (requisiti 'tecno-
logici'). Si terr ovviamente anche conto dei requisiti
'ambientali', funzionali a garantire il rispetto dei li-
miti emissivi imposti, cercando anche di fornire indi-
cazioni sul e concentrazioni ammissibili nel 'SRF dei
metal i risultati di maggior rilevanza per gli end-users,
sul a base dei relativi transfer factor e typical values. LE NORME SULLE PROVE FISICHE E MECCANICHE DEI CSS Francesco Miccio ' Esperto CTI nel 'ISO/
TC 300/WG4 'Prove fisiche e meccaniche' Il 26 settembre si svolta a Firenze la quinta riunione
del gruppo di lavoro 4 che si occupa di normare le
propriet fisiche e meccaniche dei combustibili solidi
secondari.
Il meeting stato coordinato da Aaron Ful er del 'U-
niversit di Stoccarda, con la partecipazione di ben
11 esperti in rappresentanza di Germania, Italia,
Austria, Regno Unito, Francia, Svezia, Canada, Giap-
pone e Corea.
Gli esperti hanno dapprima affrontato la definizione
degli aspetti ambientali connessi al a normativa (En-
vironmental aspects) come richiesto dal CEN. stata
compilata e discussa una Environmental checklist ed
stato deliberato che sar inserita nel a normativa in
forma di appendice.
Si poi passati al a revisione dei documenti gi pre-
disposti in bozza sul a determinazione dei seguenti
parametri: - 'fixed carbon', 'volatile matter' and 'ash', 'total organic matter'; - contenuto di ceneri con ash contributors che vanno rimossi prima del e analisi strumentali per evitare
danni al a strumentazione (ISO/CD 21656 'Solid
recovered fuels - Determination of ash content'); - potere calorifico con bomba calorimetrica consi- derando anche i suddetti ash contributors (ISO/CD
21654 'Solid recovered fuels -- Determination of
calorific value'); - contenuto di umidit (ISO/CD 21660-3 'Solid reco- vered fuels - Determination of moisture content using
the oven dry method - Part 3: Moisture in general
analysis sample'); - contenuto di materia volatile (ISO/CD 22167 'Solid recovered fuels -- Determination of content of volati-
le matter'). Inoltre, particolare attenzione stata rivolta al 'ap-
plicazione del metodo Karl-Fisher per campioni con
frazione elevata di oli.
A seguito della richiesta dell'esperto giapponese, nel-
la ISO/CD 22167 sul e sostanze volatili stato deciso
di aggiungere due casi di calcolo per frazione bioge-
nica inferiore o superiore al 50% in massa.
Per ognuna del e suddette propriet sono stati rivisti
i vari aspetti ancora in elaborazione, con correzioni
ed implementazioni, e sono state revisionate le descri-
zioni del metodo e del e formule di calcolo.
Il meeting si concluso nel tardo pomeriggio dopo
aver fissato la data per il prossimo web meeting da
tenersi orientativamente nel a seconda met di feb-
braio. LE ATTIVIT SU PROVE CHIMICHE E DETERMINAZIONE DEL CONTENUTO DI BIOMASSA Marco Achilli ' Esperto CTI nel 'ISO/TC 300/WG5
'Prove chimiche e determinazione del contenuto di
biomassa' Il Gruppo di lavoro 5 'Prove chimiche e determina-
zione del contenuto di biomassa' (l'unico gruppo di
lavoro del 'ISO/TC 300 con segreteria italiana) si
riunito il 24 settembre, registrando una folta parte- Dossier CTI 18 Ottobre 2018 L'ISO/TR WD 21916 HA L'OBIETTIVO DI SUPPORTARE
L'ENTE NORMATORE, MA ANCHE ALTRI STAKEHOLDER A
PARTIRE DA PRODUTTORI E END-USER, NELLA DEFINIZIONE
DEI REQUISITI DI QUALIT RICHIESTI ALL'SRF, IN RAGIONE
DELL'UTILIZZO FINALE CUI DESTINATO cipazione: Giappone, Germania, Austria, Francia,
Finlandia, Svezia, Regno Unito e Olanda.
In prima battuta si discussa la nuova bozza di
norma ISO/AWI 21644 'Solid recovered fuels '
Methods for the determination of biomass content'
che fornisce i metodi per la determinazione del con-
tenuto di biomassa. stato confermato come metodo
di riferimento quel o basato sul a misura del contenuto
di 14C nel combustibile in ingresso agli impianti,
oltre al a dissoluzione chimica selettiva e al 'analisi
merceologica come metodi alternativi. Grazie ai con-
tributi degli esperti francesi e italiani ed ai commenti
degli altri delegati, sono state introdotte modifiche
procedurali per una pi corretta e facile applicazio-
ne del a norma ed espressione dei risultati, oltre ad
aggiornamenti sui valori di riferimento di pmC (post
modern carbon percentage) da usare in particolare
per la biomassa 'fresca'. Sono previsti ulteriori ag-
giornamenti dei valori di pmC anche per altre tipo-
logie di materiali, in particolare SRF di origine nota
ma di composizione variabile. Inoltre, sul a base dei
contributi che saranno resi disponibili dai vari esperti,
saranno aggiornati i dati prestazionali dei metodi ed
in particolare del metodo 14C. Con le modifiche e
gli aggiornamenti concordati la ISO/AWI 21644 si
conferma come norma di applicazione generale per
diversi materiali. Nel corso del a stessa riunione sono stati presentati
dal capo progetto Marco Achil i, responsabile anche
del progetto di norma ISO/AWI 21644, i commen-
ti pervenuti dagli esperti (in particolare, francesi
e tedeschi) riguardanti la ISO/AWI 21663 'Solid
recovered fuels ' Methods for the determination of
carbon (C), hydrogen (H), nitrogen (N) and sulphur
(S) content by the instrumental method' che descrive
un metodo per la determinazione strumentale di car-
bonio, idrogeno, azoto e zolfo. Rispetto al a versione
europea del a norma (UNI EN 15407), il documento ha integrato il metodo strumentale anche per lo zol-
fo. In sede di riunione sono stati aggiornati diversi
aspetti tecnici sul a strumentazione (micro e macro)
utilizzata e sui materiali di riferimento utilizzabili
per la calibrazione. Per quanto riguarda i parametri
prestazionali per lo zolfo, le varie delegazioni si
sono impegnate a fornire, se esistenti, tali dati, fermo
restando l'opportunit di organizzare un round robin
test fra i laboratori disponibili, ad esempio utilizzan-
do i materiali preparati ed utilizzati nel corso del
Progetto QUOVADIS, anche se disponibili (in quan-
tit limitata).
L'interessante progetto di norma ISO/AWI TS 22940
'Solid recovered fuels ' Determination of the elemen-
tal composition by X-ray fluorescence' stato invece
presentato dal capo progetto Denner Monika, sulla
base di una prima bozza di documento. La norma
riguarda l'analisi di macro-componenti e elementi
in traccia in campioni di SRF, secondo diverse pro-
cedure di preparazione in funzione del a scopo e
del tipo di materiale. Poich non esistono materiali
di riferimento certificati per ogni tipo di matrice,
le procedure proposte prevedono diverse opzioni:
materiali a matrice simile, miscele artificiali preparati
a partire da materiali noti, materiali di riferimento
analizzati con altri metodi validati. In ogni caso la
norma, proprio per queste difficolt, viene conside-
rata come 'screening', per valutare o meno il livel o
di determinati parametri, da analizzare pi accu-
ratamente, se necessario, con altri metodi. Il capo
progetto ha anche presentato un programma di mas-
sima per la validazione, tramite prove di laboratorio
utilizzando alcuni materiali esistenti o altri analizzati
preventivamente con altri metodi. L'obiettivo finale
la validazione completa del metodo, che si presenza
come un'alternativa veloce per valutare la qualit del
SRF, sia dal punto di vista del produttore che del 'uti-
lizzatore.
La prossima riunione del GL 5 si svolger ad autunno
2019 in occasione del a plenaria del 'ISO/TC 300 in
programma in Corea. In mancanza di esigenze spe-
cifiche non ci saranno incontri intermedi, le attivit
del gruppo di lavoro proseguiranno per corrispon-
denza via email. 19 IL CTI INFORMA Dossier CTI IL GRUPPO DI LAVORO 5 DELL'ISO/TC 300, L'UNICO CON
SEGRETERIA ITALIANA, HA PROSEGUITO LE ATTIVIT CON
LA PARTECIPAZIONE ALL'ULTIMA RIUNIONE DI: GIAPPONE,
GERMANIA, AUSTRIA, FRANCIA, FINLANDIA, SVEZIA,
REGNO UNITO E OLANDA COME L'ISO/TC 300 POTREBBE MODIFICARE IL SUO CAMPO DI APPLICAZIONE Giovanni Ciceri ' Coordinatore del 'ISO/TC
300/WG 5 'Prove chimiche e determinazione del
contenuto di biomassa' Il 28 settembre si svolta a Firenze la plenaria del 'I-
SO/TC 300 'Solid Recovered Fuels', organo tecnico
interfacciato a livel o nazionale dal a CT 283 'Ener-
gia da rifiuti'. L'occasione stata anche favorevole
per la partecipazione di due aziende italiane, Hera
Ambiente e Suez RR IWS Italia, che hanno accolto
l'invito del CTI. La riunione stata focalizzata sul a
relazione della segreteria dell'ISO/TC 300 e sui
report dei convenor dei sei gruppi di lavoro attual-
mente attivi, relativi al e riunioni tenutesi nei giorni
precedenti. Importante novit del meeting stata la
partecipazione, per la prima volta, di delegazioni
rappresentanti Corea, Cina, Canada ed Egitto, i cui
contributi saranno utili per una visione pi internazio-
nale del e problematiche connesse al o sviluppo di
norme relative ai SRF.
Nel corso del a riunione stata presentata una rela-
zione dal titolo Role and markets for SRF, tenuta da
Geert Cuperus, Presidente di ERFO (European Reco-
vered Fuel Organisation). Nel a relazione sono state
evidenziati gli utilizzi attuali dei SRF e le prospettive
future di mercato, indicando nei criteri di qualit da
applicare per la loro produzione un punto di forza.
Successivamente, la delegazione cinese ha presenta-
to un'interessante rassegna sul a produzione di rifiuti
in Cina, inclusi quel i destinati al trattamento mecca-
nico biologico.
La questione sicuramente pi interessante discussa nel
corso del a riunione stata una proposta avanzata
dal a delegazione di Regno Unito ed Italia, per un
possibile ampiamento del campo di applicazione
del 'ISO/TC 300, ora finalizzato esclusivamente al a
selezione e classificazione di frazioni combustibili da
rifiuti non pericolosi, per renderlo pi vicino ad una
visione moderna di Economia Circolare, applicata al
particolare settore dei rifiuti e residui di produzione. La proposta, intitolata 'ISO/TC 300 Solid Recovered
Fuels ' Expansion of scope', riporta le seguenti moti-
vazioni: - favorire una applicazione pratica nel a gerarchia dei rifiuti; - incentivare un mercati di alto livel o, non finalizzato solo alla valorizzazione energetica; - promuovere un pi chiaro ed efficace col egamento tra legislazione e norme tecniche. A tale scopo si propone la creazione di sottocomitati
ad hoc, inseriti in una nuova struttura del TC da pre-
sentare entro maggio 2019 al a segreteria di ISO/TC
300. I commenti verranno raccolti entro luglio 2019
cos da disporre, entro settembre, di un documento
revisionato e condiviso che informi il TC del e motiva-
zioni per una eventuale espansione del suo campo di
applicazione e che includa: - quali materiali potrebbero essere inclusi; - quali TC dell'ISO attualmente attivi conducano attivit simili a quel e proposte o possano essere
interessati a livel o di col aborazione con l'ISO/TC
300; - una proposta preliminare del nuovo titolo e del nuo- vo scopo del 'ISO/TC 300; - una proposta di struttura del nuovo ISO/TC 300; - considerazioni di carattere finanziarie e di policy; - i requisiti ISO per l'applicazione del a proposta; - tempi necessari al e modifiche proposte. Dopo un'ampia discussione il TC ha approvato una
risoluzione per la creazione di un 'Gruppo ad hoc'
col mandato di compiere un'indagine su un possibile
ampliamento nel 'ambito del 'ISO/TC 300 e presenta-
re un rapporto a tempo debito prima del a prossima
riunione del TC. L'ISO/TC 300 ha cos nominato Gi-
deon Richards (Regno Unito) come suo rappresentan-
te, unitamente a membri che rappresentano Canada, Dossier CTI 20 Ottobre 2018 L'ORGANO TECNICO ISO/TC 300 POTREBBE AMPLIARE IL
PROPRIO CAMPO DI APPLICAZIONE E OCCUPARSI NON
SOLO DELLA VALORIZZAZIONE ENERGETICA DEI CSS, MA
ANCHE DI ALTRE TIPOLOGIE DI RIFIUTI IN UN'OTTICA PI
MODERNA CHE INCLUDA IL CONCETTO DI ECONOMIA
CIRCOLARE Finlandia, Germania, Italia, Svezia, Francia, Cina e
Giappone.
I lavori si sono conclusi con i ringraziamenti del TC
al a delegazione italiana per l'organizzazione del 'e-
vento, dando appuntamento a tutti per il prossimo
meeting che si terr in Corea del Sud dal 23 al 27
Settembre 2019. COMBUSTIBILI ALTERNATIVI NELL'INDUSTRIA ITALIANA DEL CEMENTO Daniele Gizzi ' Esperto CTI nel a CT 283
'Energia da rifiuti' I dati raccolti da AITEC sul 'utilizzo dei CSS eviden-
ziano un lieve e costante aumento del tasso di sostitu-
zione calorica dei combustibili fossili con combustibili
alternativi (tra cui CSS) nel e cementerie italiane: co-
me il ustrato nel a figura 3, nel 2017 risultato pari
al 17,3 %.
Mentre il tasso di sostituzione del e materie prime
naturali (calcare e argil a) in linea con le medie Eu-
ropee (7,4 %), l'utilizzo di CSS ancora lontano dal a media comunitarie di settore (40% nel 2014).
L'aumento di questo indicatore essenzialmente le-
gato a 2 fattori. Il primo, preponderante, legato al a
razionalizzazione del parco produttivo italiano (sul
territorio ancora instal ata una capacit produttiva
superiore al a domanda di mercato nel breve e medio
termine), da qui, sono inevitabili le fermate di alcuni
forni da cemento. Il secondo rappresentato dal
costante aumento dei quantitativi di CSS autorizzati
e utilizzati arrivati a 359.000 tonnel ate nel 2017
(+25.000 t rispetto al 'anno precedente), che hanno
consentito un risparmio di emissioni di CO2 di circa
255.000 tonnel ate. Nel a Figura 4 invece sono il ustrate le tipologie e le
quantit dei combustibili alternativi utilizzati nel 'ulti-
mo triennio: si tratta prevalentemente di CSS (classifi-
cati come rifiuti speciali non pericolosi). Per la prima
volta a contribuire al tasso di sostituzione calorica nel
2017 ci sono anche i CSS End-of-waste (non indicati
nel grafico in quanto non classificati come rifiuti).
A livel o nazionale nel 2017 sono state rilasciate 21 IL CTI INFORMA Dossier CTI PER LA PRIMA VOLTA A CONTRIBUIRE AL TASSO
DI SOSTITUZIONE CALORICA NEL 2017 CI SONO
ANCHE I CSS END-OF-WASTE FIGURA 3 - Tasso di sostituzione calorica (Fonte Aitec) diverse nuove Autorizzazioni Integrate Ambientali
(A.I.A) per l'utilizzo di CSS in cementerie (sia come
rifiuti che come End-of-waste). Di certo non senza
strascichi, ricorsi a TAR (poi respinti) da parte di co-
mitati locali. Tali rilasci giungono al termine di iter
lunghi e complicati che vedono spesso opposizioni
pregiudiziali da parte del territorio. IL COMITATO DI VIGILANZA E CONTROLLO Mattia Merlini ' merlini@cti2000.it Il Comitato di Vigilanza e Control o del CSS-Com-
bustibile (CSS-C) stato costituito nel 2013 a se-
guito del Decreto Ministeriale 14/2/2013, n.22
e rappresenta uno strumento di monitoraggio sul
territorio con l'obiettivo di facilitare il rapporto tra
gli operatori del settore della produzione e dell'u-
tilizzazione del CSS e di costituire un organo di
consultazione del e autorit competenti al rilascio
del e autorizzazioni e di quel e di control o del e
modalit di produzione e impiego.
Al Comitato partecipano rappresentanti del MATTM, del MiSE, del e associazioni imprendito-
riali maggiormente rappresentative dei gestori degli
impianti di produzione ed utilizzatori del CSS-C (at-
tualmente: Aitec, Fise-Assoambiente, Assoelettrica,
Utilitalia e Legambiente), un rappresentante delle
associazioni ambientaliste e un rappresentante del
CTI.
Dalla sua nascita, il Comitato ha raccolto dalle
autorit competenti al rilascio del e autorizzazioni
(regioni e province), dati e documentazione degli
atti rilasciati e/o in itinere per l'applicazione del
DM n.22/2013 e ha elaborato i dati relativi di pro-
duzione e utilizzazione.
Nel a Figura 5 e nel a Figura 6 sono riportate, ri-
spettivamente, i siti degli impianti di produzione e
di utilizzazione di CSS-C autorizzati. Ovviamente
l'elaborazione dei dati da parte del Comitato sta-
to possibile con i soli dati ricevuti dal e Regioni che
hanno fornito un riscontro, pertanto le due figure
non sono da considerarsi esaustive.
Il Comitato, nel corso del 'anno, ha monitorato con Dossier CTI 22 Ottobre 2018 FIGURA 4 - Combustibili alterantivi utilizzati nell'industria italina del cemento (Fonte AITEC) IL COMITATO DI VIGILANZA E CONTROLLO DEL CSS-
COMBUSTIBILE RAPPRESENTA ANCORA OGGI UN VALIDO
E UTILE STRUMENTO DI MONITORAGGIO SUL TERRITORIO attenzione le problematiche che ad oggi impedisco-
no ancora un effettivo utilizzo del CSS-C in sostitu-
zione del combustibile tradizionale.
A tal proposito, la Direzione Generale per i Rifiuti
e l'Inquinamento (DG RIN) del MATTM ha richiesto
ufficialmente al Comitato di dare risposta al a nota
del presidente del a Commissione petizioni UE, rela-
tiva al a Petizione n.0813/2017 'Presunta violazio-
ne del e disposizioni del a direttiva quadro sui rifiuti
concernenti i criteri sul a cessazione del a qualifica
di rifiuto in Italia in relazione ai rifiuti bruciati nei
cementifici'. La Commissione per le petizioni ha
infatti chiesto al a Commissione europea di svolgere
un'indagine preliminare sui vari aspetti relativi al a
petizione. La Commissione europea ha comunque
gi dichiarato che non sussiste da parte del 'Italia
una violazione della legislazione europea in ma-
teria di ambiente. Tuttavia, a fronte di chiarimenti
comunque richiesti dal a Commissione petizioni UE,
il Comitato ha elaborato una risposta che stata
recentemente inoltrata al a DG-RIN; a tal proposito
si monitorer l'eventuale proseguimento del 'iter con
la formulazione del a risposta al a Commissione pe-
tizioni UE da parte del Ministro. Inoltre, al a luce di un contesto nazionale particolar-
mente complicato, il Ministero ha chiesto al Comita-
to di valutare eventuali proposte di modifica al testo
del decreto e in particolare al 'art 8 comma 6 che
prevede, nel a fase successivamente al a messa a
regime del 'impianto di produzione del CSS-C, una
procedura di verifica ad opera del produttore. A tal
proposito stata accolta dal Comitato la proposta
di modifica al testo elaborata dal CTI, e in partico-
lare dal a CT 283 'Energia da rifiuti'. La proposta
prevede l'allineamento dell'intero DM n.22/2013
al a vigente norma tecnica UNI EN 15359, secondo
cui 'La specifica del CSS concordata tra il fornito-
re e l'utilizzatore che possono definire la dimensio-
ne del lotto fino ad un massimo di 1.500 tonnel ate
come da regole di conformit'. Tale modifica con-
sentirebbe al produttore di effettuare la verifica di
cui al 'art. 8 comma 6 sui lotti non superiori a 1500
tonnel ate, e non pi, come previsto dal testo vigen-
te, sul a base dei sottolotti intesi come quantit di
CSS prodotto su base giornaliera.
Col fine di fornire informazioni utili in relazione al a
produzione e al 'utilizzo del CSS-C, di agevolare
l'interpretazione del e norme e di divulgare infor- 23 IL CTI INFORMA Dossier CTI FIGURA 5 - Produttori CSS-C (Fonte: relazione annuale 2015 ' 2016) mazioni chiare sul 'applicazione del Regolamento,
stata creata una pagina web nel sito del MATTM,
dove possibile trovare anche la relazione annua-
le. Prossimamente il Comitato sar impegnato nella
finalizzazione del a suddetta proposta di modifica
del DM n.22/2013 e al 'elaborazione del a relazio-
ne annuale 2017. Dossier CTI 24 Ottobre 2018 FIGURA 6 - Utilizzatori CSS-C (Fonte: relazione annuale 2015 ' 2016) Fonte www.metropolinotizie.it


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