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I combustibili solidi secondari: cosa c’è da sapere

Lo scorso settembre i massimi esperti di produzione di combustibili solidi secondari (CSS), conosciuti in ambito internazionale come solid recovered fuels (SRF), si sono dati appuntamento a Stoccolma per proseguire nell’attività normativa che sta portando all’elaborazione di un nutrito pacchetto di norme tecniche a livello ISO. L’organo tecnico predisposto per tale attività risiede nell’ISO/TC 300 ‘Solid recovered fuels’ che è stato appositamente strutturato per elaborare normativa tecnica su tematiche quali: terminologia e gestione della qualità (WG1), classificazione e specifiche (WG2), metodi di campionamento e riduzione del campione (WG3), prove fisiche e meccaniche (WG4), prove chimiche e determinazione del contenuto di biomassa (WG5) e sicurezza (WG6).

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Energia e Dintorni - Ottobre 2017

Pubblicato
da Dario Tortora
Energia e DintorniSegui aziendaSegui




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Estratto del testo
Mattia Merlini ' merlini@cti2000.it Lo scorso settembre i massimi esperti di produzione di
combustibili solidi secondari (CSS), conosciuti in am-
bito internazionale come solid recovered fuels (SRF),
si sono dati appuntamento a Stoccolma per prosegui-
re nell'attivit normativa che sta portando al 'elabo-
razione di un nutrito pacchetto di norme tecniche a
livel o ISO. L'organo tecnico predisposto per tale at-
tivit risiede nel 'ISO/TC 300 'Solid recovered fuels'
che stato appositamente strutturato per elaborare
normativa tecnica su tematiche quali: terminologia e
gestione del a qualit (WG1), classificazione e spe-
cifiche (WG2), metodi di campionamento e riduzione
del campione (WG3), prove fisiche e meccaniche
(WG4), prove chimiche e determinazione del conte-
nuto di biomassa (WG5) e sicurezza (WG6). L'Italia,
che dal 2002 coordina i gruppi di lavoro europei
sul a terminologia e gestione del a qualit e sul e
prove chimiche nel 'ambito del mandato M/325, dal
2016 gestisce anche le attivit del 'ISO/TC 300/WG
5 dedicato al e prove chimiche e al a determinazione
del contenuto di biomassa. L'Italia occupa un ruolo
di primo piano grazie al coinvolgimento degli esperti
CTI e in particolare del 'RSE che nel corso degli anni
' a partire dal 2002, anno in cui la Commissione Eu-
ropea ha richiesto al CEN l'elaborazione del e prime
norme tecniche europee sugli SRF ' hanno portato
esperienza e know-how in tutte le tematiche oggetto
di normazione sui CSS. Per poter mantenere alta la
partecipazione italiana sia in ambito CEN che in
ambito ISO tuttavia necessario un maggior coinvol-
gimento delle aziende operanti sul mercato, poich
sui tavoli di lavoro si decidono aspetti fondamentali
riguardanti il CSS di domani. Paesi come la Germa-
nia, l'Olanda, la Svezia e lo stesso Giappone hanno
ben compreso che partecipare e contribuire al 'attivi- t normativa CEN piuttosto che ISO, significa dettare
le regole del gioco. Ciascun Paese partecipante
infatti, sul a base del e regole del a normazione, ha
diritto di voto su qualsiasi documento in elaborazione
e il voto altro non che l'espressione del a posizione
nazionale, l'espressione del sistema Paese. Per questa
ragione auspicabile un maggior coinvolgimento dei
principali operatori: dal 'industria al e associazioni,
dai laboratori di analisi agli istituti di ricerca, dal e
istituzioni agli organi di control o. Le attivit di normazione a livel o nazionale hanno
sede presso la Commissione Tecnica 283 'Energia
da rifiuti' del CTI, coordinata da Giovanni Ciceri
del 'RSE. Dal e UNI 9903 degli anni '90 che defini-
vano le specifiche dei combustibili solidi derivati da
rifiuti (RDF), al recepimento a livel o nazionale del e
norme europee sui CSS, la CT 283 da sempre stato
il punto di incontro e di confronto tra gli esperti. La
posizione nazionale sui lavori relativi ai CSS viene
concordata in seno al a CT 283 e poi trasmessa ai
tavoli europei (CEN) e internazionali (ISO).
L'attivit puramente normativa non la sola portata
avanti dal CTI, sono infatti di rilievo anche le parteci-
pazioni ad eventi volti al a divulgazione e al 'informa-
zione. Il 7 novembre il CTI parteciper a Ecomondo
in collaborazione con il Comitato di Vigilanza e
Control o istituito dal DM n.22 del 14 Febbraio 2013
concernente il regolamento recante la disciplina del a
cessazione del a qualifica di rifiuto di determinate
tipologie di CSS. Il programma propone i diversi pun-
ti di vista degli operatori dopo i primi quattro anni
di vita del cosiddetto CSS-Combustibile (il Dm n.22 I combustibili solidi secondari
Cosa c' da sapere Dossier CTI 10 Ottobre 2017 AD OGGI, NELL'AMBITO DELLA NORMAZIONE DEI CSS
A LIVELLO ISO, SONO 17 I PAESI PARTECIPANTI, 13 I
PROGETTI DI NORMA IN ELABORAZIONE E 5 GLI ESPERTI
CTI NOMINATI NEI GRUPPI DI LAVORO 11 IL CTI INFORMA Dossier CTI entra in vigore nel 2013) e in particolare il convegno
ha l'obiettivo di il ustrare i dati su produzione e utiliz-
zazione evidenziando le criticit che hanno, fino ad
oggi, impedito l'utilizzazione di CSS in cementifici e
grossi impianti.
Il presente Dossier intende quindi fornire i principali
aggiornamenti normativi in ambito ISO con l'intento
di il ustrare una panoramica sul 'attuale stato del 'arte
ed evidenziando quali saranno le future linee di svi-
luppo normativo dei CSS.
Ulteriori aggiornamenti sul e attivit attinenti i CSS
saranno resi noti mediante l'homepage del sito CTI,
la pagina Twitter (@CTInorme) e Linkedin (CTI Energia
e Ambiente). COSA POTREBBE CAMBIARE NELLA CLASSIFICAZIONE DEI CSS
Giovanna Martignon
' Esperto CTI nel 'ISO/TC
300/WG2 'Specifiche e classificazione'
Giovanni Ciceri ' Esperto CTI nel 'ISO/TC 300/
WG2 'Specifiche e classificazione' Nel corso del a settimana di fine settembre dedicata
al a normazione dei CSS, si svolto il quarto meeting
del 'ISO/TC 300/WG 2 dedicato al e specifiche e
al a classificazione. In particolare le principali bozze
oggetto di confronto sono state: - la ISO WD 21640 'Classificazione e specifiche'; - la TR WD 21916 'Linee guida per le specifiche dei combustibili solidi secondari (CSS) per determinati utilizzi' (Capo Progetto: Giovanna Martignon '
RSE). La ISO WD 21640 stabilisce i criteri di classificazio-
ne e di specifica dei CSS. Il punto di partenza la
EN 15359 'Classificazione e specifiche' che a livel o
ISO sar rielaborata ed ampliata per superare le
criticit di applicazione emerse in ambito europeo e
per tenere conto del e differenze oggettive tra i vari
paesi in termini di modalit di produzione, utilizzo e
regolamentazione di legge dei CSS.
Il lavoro si presenta particolarmente complesso e po-
tenzialmente in grado di produrre, per non trascurare
ogni peculiarit nazionale, una norma troppo artico- lata e difficilmente attuabile nel a pratica, anche, ma
non solo in termini di costi per i produttori di CSS.
I primi effetti sono evidenti nel 'attuale bozza del a
futura norma, nonostante la volont di limitare il pi
possibile in numero del e classi e dei parametri di
specifica. L'attuale testo del a bozza in discussione
cerca nel a sostanza di trovare un compromesso tra
la necessit espressa da alcuni paesi (ad esempio
Francia, Austria e Danimarca) di ampliare il numero
dei parametri di classificazione e quel a, oggettiva,
di una limitazione del potenziale numero di classi che LA ISO WD 21640 SICURAMENTE UNO DEI PROGETTI
DI NORMA PI IMPORTANTI POICH ANDR A DEFINIRE
I NUOVI CRITERI DI CLASSIFICAZIONE E SPECIFICA DEI
COMBUSTIBILI SOLIDI SECONDARI Parametro di
classificazione Misura
statistica Unit di
misura Classi
1 2 3 4 5 Potere calorifico inferiore (PCI) Media MJ/kg (ar) = 25 = 20 = 15 = 10 = 3 Parametro di
classificazione Misura
statistica Unit di
misura Classi
1 2 3 4 5 Cloro (Cl) Media % (d) = 0,2 = 0,6 = 1,0 = 1,5 = 3 Parametro di
classificazione Misura
statistica Unit di
misura Classi
1 2 3 4 5 Mercurio (Hg) Mediana 80
percentile mg/MJ (ar) = 0,02 = 0,03 = 0,08 = 0,15 = 0,50 mg/MJ (ar) = 0,04 = 0,06 = 0,16 = 0,30 = 1,00 TABELLA 1 - Sistema di classificazione per i CSS ne conseguirebbe e che gi attualmente, con solo tre
parametri di classificazione, ammonta a 125 differen-
ti possibili classi.
Nel a sostanza il compromesso proposto quel o di
mantenere lo stesso schema di classificazione ripor-
tato nel a EN 15359 (Prospetto 1), senza procedere
n ad un incremento di parametri da considerare,
n una riduzione del e possibili classi, con almeno
l'esclusione del a classe 5, decisione che, anche se
tecnicamente poco attaccabile, non appare essere
praticabile per altri motivi, come la conseguente
esclusione dal a classificazione di particolari CSS
derivanti dal trattamento di rifiuti a basso potere calo-
rifico, quali i fanghi di depurazione.
In alternativa stato proposto di considerare sola-
mente uno schema di classificazione su due livel i:
il primo (obbligatorio) considera solo i valori minimi
dei tre parametri di classificazione (Prospetto 2); il
secondo (facoltativo) riprende integralmente la classi-
ficazione del Prospetto 1.
La parte pi controversa del a futura norma tuttavia
costituita dal a suddivisione dei parametri di specifica
in due liste, di cui la prima obbligatoria ' il CSS
deve comunque essere analizzato e i risultati analitici
riportati esplicitamente ' e comprende: - il codice di classe e l'origine dei rifiuti utilizzati per la preparazione del CSS; - la forma (pel ets, bal e, bricchetti, patatine, fiocchi, lanugine e polvere) e dimensione del e particel e di
CSS; - il contenuto di ceneri; - il contenuto di umidit; - il potere calorifico netto sul tal quale e sul secco; - il contenuto di cloro; - il contenuto di antimonio, arsenico, cadmio, cromo, cobalto, rame, piombo, manganese, mercurio, ni-
chel, tal io e vanadio. La seconda lista di parametri di specifica non inve-
ce obbligatoria ' il CSS deve essere analizzato per il
contenuto di questi parametri, solo se concordato tra
produttore ed utilizzatore ' e comprende: - il contenuto di biomassa; - la composizione merceologica in termini di conte- nuto di legno, carta, plastica, gomma, tessuti, ecc.
(natura e numero del e frazioni da concordate tra il
produttore ed utilizzatore); - le informazioni riguardanti la preparazione del CSS; - le altre propriet quali: densit apparente, contenu- to di sostanze volatili, comportamento del e ceneri
al a fusione, contenuto di polveri, odore, temperatu-
ra di accensione; - il contenuto di al umino metal ico, carbonio, idro- geno, azoto, zolfo, bromo, fluoro, PCB, composti
organici estraibili, al uminio, ferro, potassio, sodio,
silicio, fosforo, titanio, magnesio, calcio, molibdeno,
zinco, bario, beril io, selenio; - ogni altra propriet ritenuta utile nel a trattativa di compravendita tra produttore ed utilizzatore dei
CSS. I maggiori dubbi espressi dal a delegazione italiana,
in parte condivisi da altre delegazioni riguardano: - l'eccessiva attenzione prestata, nella lista obbliga- toria dei parametri di specifica, ad una fine carat-
terizzazione del CSS in termini granulometrici che,
a parte casi specifici quali i CSS derivati da legno Dossier CTI 12 Ottobre 2017 Parametro di
classificazione Misura statistica Unit di misura Requisiti minimi Potere calorifico
inferiore (PCI) Media MJ/kg (ar) = 3 Cloro (Cl) Media % (d) = 3 Mercurio (Hg) Mediana mg/MJ (ar) = 0,50 80 percentile mg/MJ (ar) = 1.00 TABELLA 2 - Classificazione livello 1 ' Requisiti minimi per tutti i CSS 13 IL CTI INFORMA Dossier CTI da demolizione, risulta del tutto inutile e ridondante,
con conseguente incremento ingiustificato dei costi
analitici; - l'esplicitazione, nel a lista non obbligatoria, di una lunga serie di parametri che, per il solo fatto di es-
sere citati, potrebbero essere assunti come necessa-
ri se non dal 'utilizzatore, dal e autorit competenti
e ci senza una esplicita motivazione del loro inseri-
mento nel a lista di specifica. La posizione italiana, dopo verifica con la Com-
missione Tecnica nazionale che interfaccia proprio
l'ISO/TC 300, ovvero la CT 283 'Energia da Rifiuti
del CTI, appositamente convocata per confrontarsi
sul tema, verr sostenuta nel corso del e prossime due
riunioni del 'ISO/TC 300/WG 2 che si terranno via
web il 10 novembre e a Tokyo il prossimo marzo. Per quanto invece concerne il TR WD 21916 l'obietti-
vo quel o di fornire informazioni di base per stabi-
lire i requisiti qualitativi (parametri chiave e valori di
riferimento) che i CSS devono soddisfare se utilizzati
per la produzione di energia in impianti di inceneri-
mento, co-incenerimento o in processi di gassificazio-
ne e pirolisi.
Il rapporto tecnico intende sostenere il mercato dei
CSS supportando le parti interessate (produttori,
utenti finali, legislatore, enti locali autorizzativi e
organismi normativi) nel 'individuazione dei requisiti
tecnici, ambientali ed economici che ne consentano
un utilizzo sostenibile facilitandone nel contempo
l'accettabilit sociale. I possibili utilizzi considerati
riguardano: - co-combustione in cementeria, in sostituzione dei combustibili fossili normalmente utilizzati; - co-combustione in centrali di potenza (ad esempio operanti a carbon fossile); - combustione in impianti dedicati, quali inceneritori a griglia e letti fluidi; - gassificazione e/o pirolisi. Saranno proposti valori di specifica per tali utilizzi
individuati sul a base del 'esperienza degli utilizzato-
ri, del e migliori tecnologie di conversione energetica
disponibili e dei limiti che risultano imposti dal a legi-
slazione o dal a normativa tecnica vigente in diversi
paesi. LE PROVE FISICHE E MECCANICHE
Francesco Miccio
' Esperto CTI nel 'ISO/TC 300/
WG4 'Prove fisiche e meccaniche' Il 29 settembre 2017 si svolto a Stoccolma il secon-
do meeting del 'ISO/TC300/WG 4 che chiamato
a redigere le norme tecniche sul e propriet fisiche e
meccaniche dei combustibili solidi secondari (Solid
Recovered Fuels). La riunione stata presieduta dal
coordinatore Jorg Maier con la collaborazione di Aa-
ron Ful er, entrambi del 'Universit di Stoccarda, e ha
visto la partecipazione di esperti provenienti da Au-
stria, Francia, Regno Unito, Italia, Giappone e Svezia.
L'ordine del giorno ha proposto le ultime bozze di
norma in elaborazione e in particolare riguardanti
la determinazione del contenuto di umidit mediante
metodo di essiccazione in stufa, di sostanze volatili
e di ceneri, la determinazione del potere calorifico,
del a distribuzione granulometrica del materiale, del-
la densit versata, del a fusibilit del e ceneri, del a
densit del pel et o briquette, del e propriet di flusso
dei solidi granulari e del a durabilit meccanica del
pel et. In considerazione del numero abbastanza alto di
propriet da normare e delle ulteriori varianti deri-
vanti dal a possibilit di applicare molteplici metodi, IL TR WD 21916, SVILUPPATO SOTTO LA SUPERVISIONE
DELL'RSE, SAR UN RAPPORTO TECNICO CHE
INDIVIDUER I REQUISITI TECNICI, AMBIENTALI ED
ECONOMICI CHE I CSS DOVRANNO SODDISFARE SE
UTILIZZATI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA IN IMPIANTI
DI INCENERIMENTO, CO-INCENERIMENTO O IN
PROCESSI DI GASSIFICAZIONE E PIROLISI LA DETERMINAZIONE DEL CONTENUTO DI UMIDIT
MEDIANTE METODO DI ESSICCAZIONE IN STUFA
E LA DETERMINAZIONE DELLA DISTRIBUZIONE
GRANULOMETRICA DEL MATERIALE SONO TRA I PROGETTI
DI NORMA CHE VERRANNO MESSI ALLO STUDIO CON
MAGGIOR PRIORIT Dossier CTI 14 Ottobre 2017 con minore o maggiore complessit, stata stabilit
una priorit nella redazione delle norme relative
al e singole propriet. Tra questa sono state definite
meno prioritarie le ultime tre del a precedente lista,
mentre per la fusibilit del e ceneri si stabilito di
attendere i risultati del a lavoro di normazione del
gruppo ISO/TC 238 sui biocombustibili solidi. Sono
state inoltre attribuite le responsabilit per la propo-
sizione dei testi del e singole norme. La riunione si
conclusa stabilendo come prossimo appuntamento un
web-meeting previsto il prossimo gennaio, in attesa
del a plenaria del 'ISO/TC300 che si terr il prossimo
autunno. IL METODO DEL 14C COME UNICO METODO PER LA DETERMINAZIONE DELLA BIOMASSA
Mattia Merlini
' Segretario del del 'ISO/TC 300/
WG5 'Prove chimiche e determinazione del contenu-
to di biomassa' Le prove chimiche e la determinazione del contenuto
di biomassa sono tematiche gestite dal gruppo di
lavoro 5 (GL 5), l'unico con segreteria italiana, co-
ordinato da Giovani Ciceri (RSE) con il supporto di
Mattia Merlini (CTI). La riunione svoltasi presso la se-
de del o Swedish Standards Institute il 26 settembre,
ha visto la partecipazione degli esperti provenienti
da: Giappone, Germania, Austria, Finlandia, Svezia,
Regno Unito e Olanda.
Il confronto iniziato sul a bozza di norma ISO/AWI
21644 (Capo progetto: Marco Achil i ' CESI) che
fornisce i metodi per la determinazione del contenuto
di biomassa. Il documento ' basato sul a norma euro-
pea omonima, ovvero la UNI EN 15440 ' prevede
tre diverse metodologie: il metodo basato sul contenu-
to del 14C, la dissoluzione chimica selettiva e l'analisi
merceologica. Nel corso del a riunione il gruppo di
lavoro ha deciso di prevedere un unico metodo di ri-
ferimento, quel o del metodo basato sul contenuto del
14C, mentre gli altri due rimarranno nel a norma solo
come metodi alternativi.
La proposta spagnola di inserire anche il metodo ba-
sato sul a termogravimetria stata invece respinta dal GL 5 poich ritenuta irrilevante nel 'attuale mercato e
riguardante solo una specifica tipologia di materiale,
ovvero i pneumatici fuori uso. La ISO 21644 una
norma generale che propone diverse metodologie di
analisi che possono essere utilizzate per una vasta
tipologia di materiali e non per specifiche applica-
zioni. Per quanto concerne la norma ISO/AWI 21663 (Ca-
po progetto: Marco Achil i ' CESI), che definisce un
metodo per la determinazione di carbonio, idrogeno,
azoto e zolfo nei CSS mediante metodi strumentali, il
GL 5 ha di fatto confermato il testo emendato dopo
la riunione di Milano del 22 giugno. Nel capitolo
relativo al e attrezzature da laboratorio, stato ag-
giunto un requisito secondo cui per la determinazio-
ne del o zolfo la configurazione strumentale deve
consentire il raggiungimento di condizioni adeguate
di temperatura e tempo di combustione al fine di con-
vertire tutti i composti solforati presenti nel campione,
inclusi i solfuri metal ici. Ulteriori integrazioni al testo
riguarderanno i dati prestazionali per lo zolfo.
stato approvato il progetto di norma ISO/AWI TS
22940 per la determinazione del a composizione
chimica dei CSS mediante fluorescenza a raggi X. La
proposta austriaca stata infatti accolta e discussa
molto brevemente nel corso del a riunione; con riferi-
mento al o scopo stato deciso di indicare il metodo
come di screening. Una prima bozza del documento
verr fatta circolare a breve e discussa nel a prossima
riunione del GL5.
Infine la determinazione del contenuto di zolfo me-
diante combustione ad alta temperatura a forno tubo-
lare con rilevatore a infrarosso ora di competenza
del a ISO/AWI 22105. Una prima bozza del docu-
mento deve ancora circolare tra gli esperti del GL 5
per un confronto approfondito sugli aspetti riguardan-
ti il principio generale, le specifiche del e apparec-
chiature da laboratorio, i reagenti, la preparazione IL GRUPPO DI LAVORO 5 DELL'ISO/TC 300, L'UNICO
CON SEGRETERIA ITALIANA, SI OCCUPA DELLA
NORMAZIONE DELLE PROVE CHIMICHE E DEI METODI PER
LA DETERMINAZIONE DEL CONTENUTO DI BIOMASSA
MEDIANTE IL METODO BASATO SUL METODO DEL 14C 15 IL CTI INFORMA Dossier CTI del campione, le procedure di analisi e cos via.
La prossima riunione del GL 5 si svolger ad autunno
2018 in occasione del a plenaria del 'ISO/TC 300.
In mancanza di esigenze specifiche non ci saranno
incontri intermedi, le attivit del gruppo di lavoro pro-
seguiranno per corrispondenza via email. I TEMI ANCORA APERTI NELL'ISO/TC 300
Giovanni Ciceri
' Coordinatore del 'ISO/TC 300/
WG 5 'Prove chimiche e determinazione
del contenuto di biomassa' Il 29 settembre 2017 Si tenuta Stoccolma la terza
riunione plenaria dell'ISO/TC 300 'Combustibili
solidi secondari'. L'organo tecnico, che ha avviato i
lavori nel 2015, ha affrontato una serie di importanti
problematiche ancora aperte riguardanti il proprio
scopo e campo di applicazione e una serie di defini-
zioni necessarie al a comprensione del o stesso.
La definizione dello scopo ' concordata durante
la seconda riunione plenaria tenutasi a Tokio il 25
novembre 2016, 'Standardization of solid recove-
red fuels, from point of acceptance of material to
be recovered to point of delivery, prepared from
non-hazardous waste to be used for energy purposes,
excluding fuels that are included in the scope of ISO/
TC 238 and ISO/TC 28' ' lasciava aperte alcune
questioni sul reale significato di termini contenuti nel a
declaratoria del o scopo. In particolare il Gruppo di lavoro 1 'Terminologia e gestione del a qualit'
non aveva ancora fornito una terminologia condivisa
che permettesse di identificare in maniera univoca il
punto di ricezione (point of acceptance) dei rifiuti in
ingresso al 'impianto di produzione dei Combustibili
Solidi Secondari (CSS o SRF in inglese) ed il punto
di consegna (point of delivery) del prodotto finito,
ovvero il CSS.
Inoltre, alcuni termini quali 'rifiuto', 'rifiuto non peri-
coloso' e 'rifiuto pericoloso', non avevano una defi-
nizione specifica nel corrispondente gruppo di lavoro
del CEN/TC 343 'Combustibili solidi secondari' il
quale, operando in campo europeo, semplicemente
rimandava tali definizioni a quel e contenuti in diver-
se Direttive europee.
evidente che, ragionando in ambito internazionale,
l'ISO/TC 300 debba invece condividere una termi-
nologia che tenga conto del e diverse definizioni di
'rifiuto' e degli aggettivi 'non pericoloso' e 'pericolo-
so' utilizzate e normate in contesti extra europei.
Nel resoconto di quanto discusso nel corso della
riunione del Gruppo di lavoro 1 'Terminologia e ge-
stione del a qualit', il coordinatore Gideon Richards,
ha raccomandato la riscrittura del o scopo del 'ISO/
TC 300 nel a seguente versione: 'Standardization of
solid recovered fuels used for energy purposes origi-
nating from non-hazardous waste. The boundaries of
this scope are from the point of raw material accep-
tance to the point of energy recovery. This excludes
fuels that are included in the scope of ISO/TC 238
and ISO/TC 28.'
Inoltre ha raccomandato l'adozione delle seguenti
definizioni: - Waste: substances or objects which are discarded or are intended to be discarded or are required to be
discarded by the provisions of national law. - Hazardous waste: any waste which, due to its nature, physical, chemical or infectious properties, is potential- ISO/TC 300/WG 5 PROGRAM ISO/TC 300/WG5 ISO/AWI 21644 Solid recovered fuels -- Method for the determination of biomass content Approved/Registered Project Leader Mr. Marco Achilli ISO/AWI 21663 Solid recovered fuels - Methods for the determination of carbon (C), hydrogen (H), nitrogen (N) and sulphur (S) by the instrumental method Approved/Registered Project Leader Marco Achilli ISO/AWI TS 22940 Solid recovered fuels -- Determination of elemental composition by X-ray fluorescence Approved/Registered Project Leader Mrs. Monik Denner ISO/AWI 22105 Solid recovered fuels - Determination of the total Sulphur content using a high temperature tube furnace combustion method - IR- detection Approved/Registered Project Leader Mr. Lars Rosengren L'ORGANO TECNICO ISO/TC 300 HA CERCATO
DI CHIARIRE QUALI SONO I CONFINI DEL PROPRIO
CAMPO DI APPLICAZIONE, OVVERO ENTRO QUALI
CONFINI TROVANO APPLICAZIONE LE NORME ISO CHE
VERRANNO ELABORATE FIGURA 1 - Programma ISO/TC 300/WG 5 Dossier CTI 16 Ottobre 2017 ly hazardous to human health and/or the environment
during use, handling, storage or transportation [ISO
21070:2011]. Note to entry: Most nations have legisla- tive and regulatory frameworks for hazardous waste.
These might differ nation to nation. The movement and
trading of the material within the solid recovered fuel
supply chain might be affected by several different
legislative and regulatory frameworks. - Non-hazardous waste: any waste which, due to its na- ture, does not have the physical, chemical or infectious
properties potentially hazardous to human health and/
or the environment during use, handling, storage or
transportation, as defined in 'hazardous waste'. - Point of raw material acceptance: point where the non-hazardous waste is accepted as raw material
for the production of solid recovered fuels point of
acceptance point of delivery location specified in the
delivery agreement, at which the proprietary rights of
and responsibility for a fuel are transferred from one FIGURA 2 - Definizione dell'area
di competenza di ISO/TC 300
Standard in elaborazione Titolo WG di competenza ISO/AWI 21637 Solid recovered fuels -- Terminology,
definitions and descriptions WG1 ' Terminologia e gestione
della qualit (Coordinatore Gideon
Richards - UK) ISO/AWI 21640 Solid recovered fuels -- Specifications
and classes WG 2 ' Specifiche e classi
(Coordinatore Inge Johansson - SE) ISO/AWI TR 21916 Solid recovered fuels -- Guidance for
specification of solid recovered fuels
(SRF) for selected uses WG 2 - Specifiche e classi ISO/AWI 21644 Solid recovered fuels -- Method for the
determination of biomass content WG 5 - Prove chimiche e determi-
nazione del contenuto di biomassa
(Coordinatore Giovanni Ciceri - IT) ISO/AWI 21663 Solid recovered fuels -- Methods for
the determination of carbon (C),
hydrogen (H), nitrogen (N) and
sulphur (S) by the instrumental method WG 5 - Prove chimiche e
determinazione del contenuto di
biomassa ISO/AWI 22105 Solid recovered fuels -- Determination
of the total Sulphur content using
a high temperature tube furnace
combustion method -- IR-detection WG 5 - Prove chimiche e
determinazione del contenuto di
biomassa ISO/AWI 21911 Solid recovered fuels -- Determination
of self-heating WG 6 ' Sicurezza dei combustibili
solidi secondari (Coordinatore Anders
Lonnermark - SE) ISO/AWI 21912 Solid recovered fuels -- Safe handling
and storage of solid recovered fuels WG 6 - Sicurezza dei combustibili
solidi secondari TABELLA 3 - Norme in elaborazione presso l'ISO/TC 300 'Combustibili solidi secondari' 17 IL CTI INFORMA Dossier CTI organization or unit to, and accepted by, another. - Point of energy recovery: last point at which the solid recovered fuel is accessible either before it has been
mixed with other non-solid recovered fuels or before it
has been converted into energy. Note to entry: This is
before any energy conversion takes place. Le definizioni proposte per i termini sopra indicati
permettono di meglio interpretare i confini di azione
del 'ISO/TC 300, ed in particolare il punto di conse-
gna dei rifiuti in ingresso ed il punto di rilascio, ora
chiaramente distinto tra il mero scambio di respon-
sabilit di diversi operatori nel a presa in carico del
CSS prodotto, e identificato come il reale punto di
utilizzo finale del CSS, dove termina la competenza
del Comitato Tecnico. L'intero processo schematiz-
zato in figura 2.
Gli altri argomenti trattati nel corso del a riunione
plenaria hanno principalmente riguardato i resoconti
del e riunione dei singoli Gruppi di Lavoro tenutesi
nel e giornate precedenti la riunione plenaria del TC.
In particolare stato fornito l'aggiornamento riguar-
dante gli otto standard attualmente in elaborazione
(Tabel a 1) e le decisioni prese nel Gruppo di lavoro
3 'Campionamento e riduzione del campione' con
coordinatore Jaap Hooijmans e 4 'Prove fisiche e
meccaniche' coordinato da Jorg Maier per intrapren-
dere la redazione degli standard di competenza. GLI AGGIORNAMENTI DAL TERRITORIO
Daniele Gizzi
' Esperto CTI nel a
CT 283 'Energia da rifiuti' Trasformare il rifiuto in risorsa il paradigma del 'e-
conomia circolare, tema molto attuale su tutti i tavoli
a livel o EU. Produrre CSS a partire dai rifiuti, a val e
di tutte le valorizzazioni pi nobili, significa fornire
una risorsa alternativa al 'industria che li utilizza.
Nel 'industria del cemento l'impiego di CSS permette
di risparmiare combustibili fossili non rinnovabili e
abbattere le emissioni di CO2.
Purtroppo in Italia assistiamo a un crescente dissenso
per qualsiasi iniziativa industriale, che vada proprio
nel a direzione del a circular economy. Dal Veneto
al 'Abruzzo al a Basilicata, comuni e comitati di cit-
tadini manifestano con decisione la loro opposizione
al 'utilizzo di CSS (siano essi rifiuti o End of waste),
pratica ampiamente diffusa in tutta Europa, dimenti-
cando che la strategia Zero Waste (Rifiuti Zero) passa
proprio attraverso la valorizzazione di ogni risorsa
nel a filiera e il CSS un anel o fondamentale in que-
sta catena.
Nel corso degli ultimi anni sono state presentate nu-
merose interrogazioni parlamentari e mozioni contro
l'utilizzo dei CSS nel e cementerie italiane: deputati,
senatori ed Europarlamentari italiani raccolgono il FIGURA 3 - Foto di gruppo dell'ISO/TC 300 'Solid recovered fuels' Dossier CTI 18 Ottobre 2017 dissenso proveniente dal territorio. La risposta del e Isti-
tuzioni (Ministero del 'Ambiente, Commissione Europea)
sempre la stessa: 'non risulta nessuna infrazione di
leggi e di diret ive comunitarie in materia di ambiente e
salute pubblica'. Ma non sembra essere sufficiente.
Il TAR del Lazio nel maggio 2017 ha respinto la richie-
sta di abolizione del DM 22 del 14 febbraio 2013, pre-
sentata nel 2013 dal 'associazione Raggio verde, ma ne
ha accolto in parte alcune richieste. Di fat o la sentenza
di primo grado n. 4226/2017 recepisce i rilevi formulati
sul a definizione di lot o e sot o lot o (comma 6 del 'art. 8 DM 22/2013), riconoscendo come 'l'irragionevo-
lezza di tale norma, derivante dal a constatazione che
ogni singolo lotto non pu essere qualificato diversa-
mente dai sot o lot i che lo compongono, e la sua con-
trariet al principio di precauzione, regola vincolante in
materia di tutela del 'ambiente e del a salute tanto pi in
caso di trat amento e trasformazione dei rifiuti, la rendo-
no sicuramente il egittima.'
Il Ministero dell'Ambiente ha presentato ricorso presso il
Consiglio di Stato, sostenendo la validit del e definizio-
ni contenute al comma 6, art.8 del DM 22/2013. Thermal Substitution Rate (TSR) 0 Source : AITEC Sustainability Report 2016 in press FIGURA 4 - Tasso di sostituzione (Fonte: dati AITEC) Alternative fuels (Energy Recovery) 1 2016 334.000 tons - total 220,000 t di CO2 saved (biomass) 16,5 % Thermal Substitution Rate Source : AITEC Sustainability Report 2016 in press FIGURA 5 - Combustibili alternativi utilizzati nell'Industria Italina del Cemento (Fonte: dati AITEC) 19 IL CTI INFORMA Dossier CTI Dando un'occhiata invece ai dati, con riferimento a
quel i raccolti da AITEC sul 'utilizzo dei CSS, si eviden-
zia un lieve aumento del tasso di sostituzione calorica
dei combustibili fossili con combustibili alternativi nel e
cementerie italiane: come il ustrato nel a figura 4, nel
2016 risultato pari al 16,5% (+3,2% negli ultimi 3
anni). Tut avia tale valore ancora lontano dal a media
europea di set ore (40% nel 2014).
L'aumento di questo indicatore essenzialmente legato
a 2 fat ori: il primo, preponderante, sono le fermate e
le chiusure dei forni da cemento meno performanti e pi
obsoleti, dovute al a fortissima crisi che da oltre 10 anni
sta ridimensionando tut o il set ore; il secondo rappre-
sentato dal lieve aumento dei quantitativi di combustibili
alternativi utilizzati sul territorio, arrivati a 334.000 ton-
nel ate nel 2016, che hanno consentito un risparmio di
emissioni di CO2 di circa 220.000 tonnel ate.
Nel a figura 5 sino il ustrate le tipologie e le quantit
dei combustibili alternativi utilizzati nel 'ultimo triennio:
si trat a prevalentemente di CSS (classificati come rifiuti
speciali non pericolosi) ex CDR, Plastiche e gomme e
Fanghi da depurazione essiccati.
La figura 6 mostra come negli ultimi 7 anni la composi-
zione del fuel mix utilizzato dal comparto si stia concen- trando sempre di pi su 2 tipologie di CSS: l'ex CDR e
plastiche e gomme.
Non solo l'utilizzo dei CSS non peggiora i parametri
emissivi del e cementerie, come ampiamente dimostrato
da numerosi studi, ultimo quel o realizzato dal LEAP di
Piacenza nel 2014 , ma in alcuni casi li migliora. Di
pari passo negli ultimi 3 anni le emissioni specifiche dei
principali parametri emissivi del comparto NOx, SO2,
PM10 sono diminuite rispettivamente del 14%, 33%
e del 25%. Tale risultato stato possibile anche inve-
stendo circa 70 milioni di euro in tecnologie di abbat-
timento degli inquinanti. Il dissenso sociale, spesso non
informato, costituisce ancora un forte freno al o sviluppo
del a filiera dei CSS e al loro utilizzo. Una maggiore
presenza del e istituzioni pubbliche nel e campagne di
informazione e un coinvolgimento nel processo di tut i
gli stakeholder, costituiscono elementi essenziali per una
strategia nazionale di Circular economy. La trasforma-
zione del rifiuto in risorsa, il miglioramento del a qualit
dei CSS prodot i in termini energetici e ambientali, la
minimizzazione del ricorso al o smaltimento in discari-
ca, gli investimenti in tecnologie ambientali dovrebbero
essere elementi da met ere in campo subito per la mo-
dernizzazione del nostro Paese. 2 Evolution of alternative fuels (tons/year) 0 50.000 100.000 150.000 200.000 250.000 300.000 350.000 400.000 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 Refeuse Derived Fuel RDF
Plastic, Rubber, Tyers Dried Sewage Slugde (DDS)
Waste oils Solvents Other Liquids Animal meat Source : AITEC Sustainability Report 2016 in press FIGURA 6 - Evoluzione della miscela di combustibili nell'Industria Italina del Cemento (Fonte: dati AITEC) 1) 'Implicazioni ambientali del 'utilizzo di combustibili alternativi derivati da rifiuti nel a produzione di cemento'
(LEAP, 2014) ht p://www.leap.polimi.it/leap/images/Documenti/news/20150212_Piacenza/rapporto_finale.pdf


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