verticale

Efficienza energetica, Finanziamenti e SEN 2017 - Il percorso normativo è tracciato

Il dossier di questo mese si occupa di efficienza energetica e di gestione dell’energia in generale. Recenti incontri internazionali svoltisi a Bruxelles e promossi dal CTI attraverso l’attiva partecipazione nel Sector Forum Energy Management del CEN/ CENELEC, hanno tracciato la strada per lo sviluppo dei lavori normativi di breve e medio periodo. Negli interventi che seguono sono riportati alcuni “highlight” dell’intensa attività svolta recentemente o tuttora in corso, con l’obiettivo di sottolineare che, poiché l’impegno sui tavoli giusti spesso, anzi quasi sempre, porta a risultati concreti, la partecipazione ai lavori CTI è importante che sia più assidua e attenta che mai.

Scarica il PDF Scarica il PDF
Aggiungi ai preferiti Aggiungi ai preferiti


Articoli tecnico scientifici o articoli contenenti case history
Energia e Dintorni - Giugno 2017

Pubblicato
da Dario Tortora
Energia e DintorniSegui aziendaSegui




Settori: 

Parole chiave: 


Estratto del testo
Antonio Panvini ' CTI Il dossier di questo mese si occupa di efficienza
energetica e di gestione dell'energia in generale.
Recenti incontri internazionali svoltisi a Bruxelles e
promossi dal CTI attraverso l'attiva partecipazione
nel Sector Forum Energy Management del CEN/
CENELEC, hanno tracciato la strada per lo sviluppo
dei lavori normativi di breve e medio periodo.
Negli interventi che seguono sono riportati alcuni
'highlight' dell'intensa attivit svolta recentemente
o tuttora in corso, con l'obiettivo di sottolineare che,
poich l'impegno sui tavoli giusti spesso, anzi quasi
sempre, porta a risultati concreti, la partecipazione
ai lavori CTI importante che sia pi assidua e at-
tenta che mai.
Quella dell'uso razionale dell'energia infatti una
tematica di grande attualit che sta impegnando le
seguenti commissioni tecniche - CT 212 - Uso razionale e gestione dell'energia (Coord. ing. Ettore Piantoni ' Comat Spa) - CT 212/GL 01 GGE ' Gestione dell'energia - Gruppo misto UNI/CTI-CEI (Coord. prof. Enrico
Tironi ' Politecnico di Milano) - CT 213 - Diagnosi energetiche negli edifici - At- tivit nazionale (Coord. ing. Luciano Terrinoni
' ENEA - CT 214 - Diagnosi energetiche nei processi - Attivi- t nazionale (Coord. ing. Ettore Piantoni ' Comat
Spa) - CT 215 - Diagnosi energetiche nei trasporti - At- tivit nazionale (Coord. ing. Luca Bertoni ' CNI)
facenti capo al Sottocomitato 2, presieduto dall'ing.
Luca Bertoni (CNI).
Nella seconda parte del Dossier invece si parla di
SEN 2017. Un altro tema di grande attualit. PROPOSTE CONCRETE PER LE DIAGNOSI ENERGETICHE DI DOMANI Ettore Piantoni ' Comat Spa ' Coordinatore UNI/
CT 212 'Uso razionale e gestione dell'energia' Dal 20 al 22 giugno si svolta a Bruxelles la Europe-
an Sustainable Energy Week (EUSEW) nel corso della
quale sono stati discussi e rivisitati i principali temi e
programmi Europei di decarbonizzazione dei consumi
energetici. Come noto l'obiettivo a lungo termine
quello di limitare l'incremento della temperatura media
mondiale ben al di sotto di 2C rispetto ai livelli prein-
dustriali. Gli effetti dell'incremento di temperatura sono
ben noti cos come noto che la necessit di interve-
nire per ridurre le emissioni debba essere un impegno
immediato e di tutti.
Tra queste iniziative il Sector Forum Energy Manage-
ment (SFEM) del CEN/CENELEC, grazie all'importante
contributo del CTI, che partecipa ai lavori su mandato
dell'UNI e del CEI, ha promosso una serie di inizia-
tive dedicate all'Art. 8 'Diagnosi energetiche' della
direttiva EED 2012/27/EU. L'obiettivo era quello di
fare il punto della situazione a livello Europeo a poco
pi di un anno dalla prima scadenza dell'obbligo del
dicembre 2015, per individuare la eventuali criticit e
pianificare le eventuali azioni migliorative per rendere
pi efficace il meccanismo.
Il 19 giugno si svolto presso la sede del CCMC
(CEN CENELEC Management Centre) di Bruxelles il
seminario 'Energy audits one year on ' Lesson learnt
and future challenges' con la partecipazione di rap-
presentanti della Commissione Europea DG Ener, di
alcuni stati membri (Austria, Danimarca, Francia, Ger-
mania, Italia, Svezia, UK) e di varie organizzazioni in-
dustriali, per presentare ed analizzare i risultati ottenuti
dopo un anno di attivit. Efficienza energetica, Finanziamenti
e SEN 2017 -
Il percorso normativo tracciato Dossier CTI 10 11 IL CTI INFORMA Dossier CTI Ne emerso un quadro promettente accanto ad una
serie di proposte migliorative del castello legislativo
attuale.
Il gruppo di lavoro ha condiviso alcuni elementi fonda-
mentali del processo di sviluppo di un generico proget-
to di miglioramento dell'efficienza energetica, di cui la
diagnosi ne rappresenta la fase iniziale: - in un progetto di efficienza energetica vengono ese- guiti investimenti (capex) per ridurre i costi operativi
(opex) delle apparecchiature di generazione e di uti-
lizzo dell'energia; - il valore economico del progetto creato in fase di esecuzione della diagnosi energetica nella quale
vengono definiti gli indici di prestazione ex ante e
stimati i risparmi ottenibili attraverso di interventi di
miglioramento; - la finanza consente la realizzazione del progetto; - il valore economico, o meglio il cash flow, conse- guito e generato solamente con la misura ed il mo-
nitoraggio delle prestazioni ex post che determinano
il risparmio effettivamente conseguito rispetto alla
situazione iniziale applicando i corrispondenti valori
di aggiustamento; - l'efficacia della diagnosi energetica pu essere mi- surata attraverso la quantificazione degli interventi
e risparmi che ha identificato e generato. In assenza
di interventi la diagnosi costituisce un costo e non
genera valore. Sulla base di queste valutazioni emerge che la diagno-
si energetica lo strumento fondamentale per valutare
la finanziabilit dei progetti di efficienza energetica e
ne costituisce il primo elemento di gestione del rischio
(de risking tool). La qualit della diagnosi energetica
determina pertanto la sua efficacia e ha una notevole
influenza sul profilo di rischio del progetto di migliora-
mento che viene proposto. In aggiunta la diagnosi rap-
presenta il primo passo verso un sistema di gestione
dell'energia certificabile UNI CEI EN ISO 50001.
Per le agenzie nazionali (ENEA per l'Italia) che li han-
no ricevuti dai soggetti obbligati, i report di diagnosi
costituiscono un patrimonio di elevato valore contenen-
do informazioni sull'intensit energetica dei vari settori
e sulle tecnologie pi promettenti per il miglioramento dell'efficienza energetica. L'analisi dei dati ricevuti
pu infatti permettere la costituzione di un data base
di diretto utilizzo da parte degli utilizzatori finali e dei
fornitori di tecnologie e di servizi.
Questa mole di informazioni non deve essere spre-
cata: sarebbe infatti molto utile mettere tutto a fattor
comune in una piattaforma digitale europea nella qua-
le inserire i dati sintetici della diagnosi e ricevere in
tempo reale il benchmark di mercato con il quale con-
frontarsi e l'indicazione delle migliori tecnologie di de-
carbonizzazione applicabili. Alcuni esempi di banche
dati sono gi on-line (ad esempio si cita la piattaforma
DEEP - De risking Energy Efficiency Platform - di EE-
FIG - Energy Efficiency Financial Institutions Group, un
gruppo creato nel 2013 dalla DG Energy della CE),
ma necessario un impegno comune, anche da parte
di soggetti istituzionali dei vari Paesi, per garantire la
qualit del dato fornito. Tornando all'obbligo richiesto dall'articolo 8, l'incontro
di Bruxelles ha evidenziato come possa rappresentare
uno strumento abilitante di buone pratiche per: - valutare l'efficienza energetica della propria organiz- zazione, - pianificare le azioni di miglioramento valutandone i benefici economici ed ambientali, - determinare i rischi per definire le strategie di miti- gazione. In aggiunta i benefici non sono quasi mai solamente
economici ed ambientali, ma, ad esempio, potrebbero
includere un incremento di valore dell'asset e questo
deve essere parte integrante della diagnosi.
Trattandosi di 'best practices' di gestione degli affari
ne consegue che queste dovrebbero valere per ogni
settore e per ogni area geografica e che l'insieme di
tutte le attivit svolte possono diventare pi efficaci se
armonizzate tra i vari paesi ed i risultati resi disponibili
ai soggetti obbligati in forma aggregata.
Le stime eseguite sulla base dei risultati presentati dagli LA DIAGNOSI ENERGETICA LO STRUMENTO
FONDAMENTALE PER VALUTARE LA FINANZIABILIT DEI
PROGETTI DI EFFICIENZA ENERGETICA E NE COSTITUISCE
IL PRIMO ELEMENTO DI GESTIONE DEL RISCHIO Stati Membri presenti al seminario hanno indicato un
numero pari a circa 78.000 diagnosi obbligatorie, di
cui 16.000 nel nostro Paese e gi pervenute ad Enea.
I numeri sono significativi a conferma che se venissero
formulate ed analizzate in modo uniforme a livello
europeo potrebbero alimentare una banca dati di no-
tevole valore per tutti i settori economici.
Tuttavia attualmente questa omogeneit e questo in-
tento comune non esiste. Ci stato spunto per iden-
tificare i possibili miglioramenti da adottare a livello
europeo per migliorare l'efficacia delle diagnosi: - qualificare meglio i soggetti obbligati includendo nella definizione un valore energetico di soglia al di
sotto del quale la diagnosi energetica non creerebbe
valore; - fornire linee guida armonizzate per:
' le aziende muti sito sia per i criteri di aggregazione, sia per la selezione del campione dei siti rappresen-
tativi sui quali eseguire la diagnosi per una scalabili-
t e ripetibilit degli interventi; ' la sintesi energetica della diagnosi sia a livello di consumi ex ante, sia per le azioni di miglioramento
(tecnologia, investimenti e risultati attesi); ' la misura ed il monitoraggio minimo dei consumi per le future diagnosi; - fornire incentivi 'integrati' per le PMI che prevedano supporto per le diagnosi e la contestuale realizzazio-
ne degli interventi; - accettare la certificazione ISO 50001 del sito e la compilazione dei documenti armonizzati di cui sopra
come conformit agli obblighi dell'Art.8; - favorire il mutuo riconoscimento tra gli stati membri della certificazione professionale dell'energy auditor; - digitalizzare i risultati delle diagnosi energetiche in modo compatibile con il database DEEP e renderlo
maggiormente disponibile agli utenti ai fini di ben-
chmark. Le considerazioni di cui sopra, sintetizzate dall'evento
del 19 giugno, sono state ulteriormente condivise con
la Commissione Europea durante una tavola rotonda
tenutasi il 21 giugno, sempre durante la EUSEW, dal
titolo 'Energy audit obbligations - A roadmap to 2019
building on National feedback and best practices' ed integrate con i suggerimenti degli stakeholders che
hanno partecipato all'evento; tra questi segnaliamo
per l'Italia il CTI, ENEA e Assolombarda. Una sintesi
stata anche inviata direttamente alla Commissione
affinch possa prenderla in considerazione durante la
predisposizione delle linee guida sulla nuova EED, in
fase di preparazione. Maggiori informazioni su questo
secondo significativo evento sono disponibili sul sito
della EUSEW.
Infine il 22 giugno si tenuto uno dei tre appuntamenti
annuali dello SFEM durante il quale sono stati nuova-
mente analizzati e discussi i risultati del e due prece-
denti giornate di lavoro ed stata adottata una racco-
mandazione che assegna al nostro Paese il compito di
proseguire nel supporto tecnico alla CE sulle tematiche
di cui sopra. Di questo se ne inizier a parlare nel cor-
so della prossima riunione della CT 212 che si terr il
17 luglio p.v. presso la sede CTI.
In concomitanza con gli incontri citati, EEFIG ha pub-
blicato il rapporto 'Underwriting Toolkit: Value and
risk appraisal for energy efficiency financing', alla cui
redazione ha contribuito anche il CEN/CENELEC, con
il supporto anche del CTI, unitamente ad altri stakehol-
ders internazionali. Nel documento vengono presentati
i criteri di finanziabilit dei progetti di efficienza ener-
getica e gli strumenti per valutarne e ridurne i rischi
ed aumentare la confidenza degli investitori. Anche in
questo rapporto ribadita la necessit di una diagnosi
di elevata qualit, eseguita da professionisti qualificati
in accordo alla UNI CEI EN 16247, con l'obiettivo di
valutare i multipli benefici dell'efficienza energetica,
la gestione del rischio e la riduzione di costi di due
diligence da parte degli istituti finanziari.
In sintesi, l'analisi del e esperienze conseguite negli
Stati Membri ad un anno dal primo round delle dia-
gnosi energetiche obbligatorie ha permesso di indivi-
duare alcune azioni di miglioramento per rendere il
meccanismo pi efficiente ed efficace alla luce della
prossima scadenza del 2019. Il nostro ruolo di coordi-
natori dell'attivit a livello CEN/CENELC comporter
un impegno importante, ma che potr essere facilitato
dalla partecipazione alle attivit della CT 212 del CTI,
di tutti i soggetti nazionali interessati a contribuire allo
sviluppo delle prossime best practices. Dossier CTI 12 13 IL CTI INFORMA Dossier CTI L'APPLICAZIONE DELL'ARTICOLO 8 DEL DECRETO LEGISLATIVO 102/2014 E LE RICADUTE SULLE IMPRESE Vittoria Catalano ' Energia ' Settore Competitivit
Territoriale, Ambiente ed Energia ' Assolombarda
Confindustria Milano Monza e Brianza A luglio del 2014 l'Italia ha recepito la Direttiva euro-
pea sull'efficienza energetica con la pubblicazione del
Decreto legislativo 102.
In particolare l'art. 8 ha determinato un significativo
impatto sulle imprese introducendo l'obbligo di dia-
gnosi energetica per le Grandi Imprese e le imprese
a forte consumo di energia ogni 4 anni. Si sottolinea
che l'obbligo poteva, e pu, essere ottemperato anche
con l'adozione di un sistema di gestione dell'energia
ai sensi della ISO 50001, purch comprensivo di una
diagnosi energetica.
La prima scadenza al 5 dicembre 2015 oramai
passata e si pensa gi alla prossima. Ma il percorso
stato complesso. Nel primo periodo, abbiamo vissuto
numerose richieste di chiarimento delle imprese che
hanno riguardato l'individuazione delle aziende obbli-
gate e la definizione delle relazioni che intercorrevano
tra imprese collegate e associate. Nel caso di aziende
multisito stato anche necessario stabilire un criterio
per capire quali e quanti siti rientravano nella diagnosi
energetica.
A parziale aiuto intervenuto il Ministero dello Svilup-
po Economico che ha presentato in itinere due docu-
menti, uno sotto forma di FAQ.
Per gli aspetti pi operativi stato per fondamentale
il ruolo di ENEA, disponibile a incontrare tutti i sogget-
ti coinvolti all'attuazione dell'articolo 8 per fare chia-
rezza e consentire a circa 7.000 imprese di effettuare
la diagnosi energetica.
L'impegno all'attuazione dell'articolo 8 da parte delle
Associazioni territoriali e di categoria e dell'ENEA
stato molto forte, soprattutto, per trasferire alle impre-
se il senso dell'opportunit che scaturisce da questo
obbligo.
L'obiettivo dovrebbe essere quello di traguardare gli
obiettivi di efficienza energetica innescando quei mec- canismi virtuosi che portano l'impresa ad apprezzare i
risultati di una efficiente gestione dei consumi energe-
tici. A questo punto, sono inevitabili alcune riflessioni.
La prima riguarda la discrezionalit lasciata dal legi-
slatore europeo agli Stati membri nell'applicazione
dell'articolo 8.
A partire dalla proroga concessa per la realizzazione
degli audit in alcuni Stati Membri fino alla definizione
di Grande Impresa che presenta differenze da Stato a
Stato. Si pensi che la definizione di Grande Impresa
nel nostro Paese stata anche modificata in itinere, il
Mise a novembre 2016 ne ha ridefinito i criteri per la
definizione.
Dal nostro punto di vista, sarebbe opportuno quando
si introduce un obbligo delineare bene i criteri per
la definizione di chi viene coinvolto e per limitare gli
svantaggi/vantaggi per le imprese obbligate presenti
all'interno del perimetro comunitario.
Un altro aspetto discrezionale stata l'implementazio-
ne della certificazione ISO 50001 ai fini dell'adempi-
mento all'obbligo.
In Italia tutte le realt obbligate dotate di un sistema
di gestione dell'energia certificato ISO 50001 hanno
dovuto inviare un report di audit conforme all'Allegato
2 del Decreto 102 all'ENEA.
Pertanto, le imprese obbligate e certificate ISO 50001
hanno dovuto estrapolare i dati dell'analisi energetica
in un report conforme all'allegato 2. Se a compiere
questa operazione era l'energy manager dell'azienda
quest'ultima, inevitabilmente, si ritrova a dover essere
sottoposto anche al controllo di ENEA.
Infatti, il Decreto 102 lascia la possibilit all'azienda
di produrre in autonomia il suo report di audit, ma in
questo caso sar sicuramente sottoposto al controllo di
ENEA.
In alcuni Stati membri, il certificato ISO 50001 rilascia-
to dall'Organismo di certificazione sufficiente per
l'adempimento dell'obbligo. IN ITALIA STATO ATTIVATO UN PROGRAMMA PER IL
FINANZIAMENTO DEGLI AUDIT E DELLE ISO 50001
PRESSO LE PMI ATTRAVERSO UN COFINAZIAMENTO DI
MISE E LE REGIONI. IN LOMBARDIA, IL BANDO STATO
APERTO A SETTEMBRE 2016 E ANCORA OGGI CIRCA LA
MET DELLE RISORSE SONO ANCORA A DISPOSIZIONE Dossier CTI 14 Se lo spirito quello di promuovere l'efficienza ener-
getica sarebbe opportuno anche valorizzare gli stru-
menti efficaci a farlo e la ISO 50001 sicuramente
uno di questi. Sarebbe anche importante riconoscere
alle imprese dotate di un sistema di gestione dell'e-
nergia certificato l'impegno e i risultati conseguiti, non
richiedendo loro ulteriori adempimenti.
Infine, si ritiene di grande rilevanza anche valorizzare
il potenziale di efficientamento energetico delle PMI
che rappresentano la stragrande maggioranza delle
imprese del nostro Paese.
La direttiva invita gli Stati Membri alla promozione at-
traverso l'incentivazione dell'audit energetico e dell'a-
dozione di un sistema di gestione dell'energia ai sensi
della ISO 50001.
In Italia stato attivato un programma per il finanzia-
mento degli audit e delle ISO 50001 presso le PMI
attraverso un cofinaziamento di MiSE e le Regioni. In
Lombardia, il bando stato aperto a settembre 2016
e ancora oggi circa la met delle risorse sono ancora
a disposizione.
Dal nostro punto di vista la PMI che vede subito i ri-
sultati conseguenti l'efficientamento pi motivata poi
ad approfondire gli ulteriori spazi di miglioramento.
Per questo motivo, crediamo che il legislatore debba
spingere per l'incentivazione degli interventi di efficien-
tamento energetico, purch corredati da un'analisi dei
consumi energetici adeguata e non il contrario. I PRIMI INPUT SUI FINANCING TOOLS DELLO SFEM FANNO PARTIRE IL TAVOLO CTI Antonio Panvini ' CTI Il CTI, su incarico del CEN/CENELEC Sector Forum
Energy Management (SFEM), ha recentemente portato
a termine un importante lavoro finalizzato ad analiz-
zare la tematica dell'accesso al credito dei progetti
di miglioramento dell'efficienza energetica. L'obiettivo
era, ed , quello di individuare un possibile percorso
che, utilizzando come strumento principale la norma-
tiva tecnica di settore, consenta di diminuire il rischio finanziario (de-risking) percepito dal mondo del credito
relativamente alle cosiddette EPIA (Energy Performance
Improvement Actions).
Lo studio, elaborato dal WG 'Financing Tools' coor-
dinato da Ettore Piantoni, ha visto la partecipazione
attiva di numerosi stakeholder del mondo tecnico, eco-
nomico e associazionistico, tra i quali si segnalano: - Enti di normazione: CTI in rappresentanza di UNI, BSI, DIN, NSAI; - Rappresentanti della Commissione Europea: EEFIG e DG Move; - Rappresentanti di organismi finanziari: ABN AMRO, Berlyn Hyp, SUSI Partners; - Rappresentanti del mondo industriale o associazioni- stico: European Copper Institute, Assolombarda, REH-
VA, ICP Europe, EMF ECBC, Climate Alliance, SEAI. Il lavoro finale, approvato dallo SFEM nell'incontro del
22 giugno u.s., costituito da un interessante report
di cui si riporta di seguito l'executive summary. Il do-
cumento completo invece disponibile sul sito CTI per
gli associati.
L'attivit ora coinvolge anche i singoli Paesi Membri.
A tal fine si gi attivata la Commissione Tecnica CT
212 'Uso razionale e gestione dell'energia' del CTI
che si riunir il prossimo 17 luglio per fare il punto
della situazione, definire la posizione nazionale e il
percorso da seguire.
Tra le possibili strade, anticipando un po' le discussio-
ni che si faranno in CTI nei prossimi mesi, vi sicura-
mente la definizione dei contenuti minimi di contratti a
garanzia di risultato (EPC) cos come la definizione di
protocolli e linee guida per l'utilizzo coerente di tutti
gli strumenti, tecnici e finanziari, che il sistema mette a
disposizione degli operatori. CEN/CENELEC SFEM WG FINANCING TOOLS ' EXECUTIVE SUMMARY This report summarizes the findings of CEN/CENELEC
Sector Forum Energy Management (SFEM) Working
Group (WG) on Financing Tools for Energy Efficiency
and gives recommendations to the SFEM to address 15 IL CTI INFORMA Dossier CTI the financial benefit of energy efficiency in the context
of standardization activities for energy management.
The WG was established by the SFEM with the aim to
investigate how to overcome the challenges of finan-
cing Energy Performance Improvement Actions (EPIAs)
by using the available set of standards, protocols, pla-
tforms and initiatives and to recommend the develop-
ment of new enabling tools. The objective of the report
is to provide guidance to the SFEM for any further stan-
dardization activity in the field of energy management
and energy savings in terms of financing or financial
evaluation of energy efficiency projects.
This final report contains a description of the approach
adopted and the results achieved by the WG. The
report summarizes the existing initiatives and the key
tools used to assess the financial benefits of, and de-
risk energy efficiency projects. Moreover, this report
provides evidence to financial institutions that energy
efficiency investments are lower risk than generally per-
ceived and the probability of default can be similar or
lower to other types of investments.
The appraisal of benefits and risks associated with
energy efficiency investments can be assessed by
using: - International, European and National standards; - Platforms to support the financial deployment of EPIAs; - Open source databases and underwriting procedu- res. Investments in energy efficiency lead to long lasting,
multiple benefits reducing energy expenditure and
emissions (IEA 2016). Often investment costs are the
main barrier to energy efficiency investments in buil-
dings and industry. There is a need to establish simple,
transparent and qualified procedures to measure and
report benefits and risks of energy efficiency investmen-
ts to financial institutions (EU 2017, EFFIG 2016).
Investment costs are especially challenging for owners
of small- and medium-sized enterprises and buildings,
who generally have less capital to work with to make
energy efficiency improvements. SMEs also require
help in establishing and realizing the economic benefi-
ts energy efficiency measures. In addition, the financial and insurance industries have yet to accept the valua-
tion of energy efficiency project features for accurate
appraisal and underwriting (EFFIG 2016, EMF 2017).
An average of 12 people representing CEN and
CENELEC, National Standardization Bodies, EU Com-
mission, EEFIG, Financial Institutions Associations and
Banks attended monthly meetings and workshops from
February 2016 to February 2017.
The main recommendations of the work are as follows: - Energy efficiency financing needs a new holistic ap- proach to unlock knowledge, enable the integration
of competencies and capabilities in de-risking and
evaluation tools currently isolated in different sta-
keholders silos. - A complementary guidance document on how to use and integrate the various tools available to assist in
obtaining finance for EPIAs should be developed
including standards, protocols, project quality labels,
databases, evaluation software and benchmarks. The
Guide should include market needs such as energy
(and non-energy) benefits evaluation and risk asses-
sment of savings estimation. An easy to use Guide for
thorough economic evaluation of energy efficiency
measures should also be developed. - Financial institutions should agree to integrate quali- fied, verified and certified figures and approaches in
their underwriting procedures and credit evaluation
processes. - Easy to access databases, with 'qualified' technical and financial information about energy performance
improvement actions should be made available to
enable datamining, and the identification of patterns.
This open source information can be used and to
promote knowledge sharing and to feed back to the
continuous improvement of standards and enable the
updating of underwriting procedures. The findings and the recommended actions are summa-
rized below in four clusters. Each cluster suggests an
accountable leading organization. The findings and
the recommended actions should be used to define
a SFEM Road Map to help de-risk energy efficiency
investments and improve the availability and affordabi-
lity of financing. Dossier CTI 16 1. Awareness ' a roadmap should be developed to diffuse knowledge and understanding of existing
standards, best practices and available tools. 2. Tools ' should be used to assess the benefits of, and de-risk energy efficiency investments. Tools are defi-
ned as any support process (e.g. database, softwa-
re, etc.) of organized knowledge and information
which can be used to accomplish a task or purpose. 3. Standardization framework ' a working program for standardization activities at European and Member
States level should be established for energy efficien-
cy financing tools. 4. Product/Services 'products and services for energy efficiency financing should be identified and deve-
loped. Awareness Cluster
1. Increase awareness of de-risking initiatives throu- ghout the supply chain of EPIAs from development
to financing and implementation at European and
National level involving all relevant stakeholders. A
key focus should be given to industry and building
property associations. Leading organization: SFEM. 2. Policy makers such as the Directorate-General for Energy (DG ENER), The European Investment Bank
(EIB) and SFEM should jointly take the lead to produ-
ce a technical and financial guideline on how to use
and integrate the various de-risking tools including
standards, practices, project quality labels, data-
bases, evaluation software and benchmarks. The
Guide should be disseminated in conferences, foru-
ms, seminars, roundtables, workshops, roadshows
training, through a multi-channel media campaign,
digital magazine, print report or social media cam-
paign.Leading organization: SFEM. 3. Harmonized underwriting procedures such as those being developed by the Energy Efficiency Financial
Institutions Group (EFFIG) will have to be pushed
along the supply chain of energy efficiency invest-
ments. Leading organization: National mirror group
- the team working locally to implement the recom-
mendation from SFEM or providing SFEM national
position on the subject. 4. Standardized methodology to bundle smaller ener- gy efficiency projects into larger eligible projects
(approximately ' 1m in size) is required to reduce fi-
nancial analysis and transaction costs. Standardized
guidelines or existing methodology (e.g. Investor
Confidence Project (ICP), EMF being developed)
should be promoted. Leading organization: Europe-
an Commission. 5. A continuous update of the gap analysis known as 'Mind the Gap - Bridge the Gap' which was carried
out by the SFEM as part of the WG should be under-
taken. The analysis comprised a review of existing
European, International and National standards and
their connections which are applicable to the im-
plementation stage of EPIAs. Leading organization:
SFEM Tools Cluster
6. De-risking initiatives such as SFEM (various stan- dards), Energy Efficiency Financial Institution Group
(EEFIG) De-risk Energy Efficiency Platform (DEEP),
ICP Investor Ready Energy EfficiencyTM label, EMF -
Energy Efficiency Mortgage Initiative (Data warehou-
se, Building Passport), NSAI standard (I.S. 399 and
EXEED platform), SEAF Sustainable Energy Asset
Evaluation and Optimization Framework eQuad, of-
fer different sectorial enabling tools. There is a need
to integrate and align the different tools and to make
them interactive with unified terminology, measuring
multiple benefits, identifying and evaluating risks,
measuring and reporting results. This will increase
the sharing of knowledge and the development
of people through training and qualifications for
(energy experts, asset valuators and financial engi-
neers). Leading organization: SFEM and European
Commission 7. Develop a verified trustworthy European open sour- ce database for energy efficiency projects such
as the DEEP database (EFFIG 2016). This should
include information from energy audits to measure-
ment and verification (M&V) reporting and financial
performance by market segment including: Buildings
(tertiary, multifamily, single family, public administra-
tion, technology, new and retrofit buildings), industry
(ESCOs, SMEs, Large Organizations, ESCOs) using 17 IL CTI INFORMA Dossier CTI NACE code and technology to help categorization).
This will help to evaluate the benefits and risks and
improve risk management. Leading organization:
European Commission Standardization Framework Cluster
8. Investigate the possibility of drafting a new stan- dard of Minimum Technical Requirements for
Energy Performance Contracting (EPC) taking into
account the EEFIG underwriting procedures and
guaranteed performance and reporting needs of
financial institutions. Leading organization: SFEM 9. Develop reliable, user friendly and cost effective energy performance indicators for energy consu-
mption in buildings for both predicted and actual
energy saving. Leading organization: SFEM 10. Recall the old CEN Working Agreement CWA 15693 known as 'Saving lifetime of energy effi-
ciency improvement measures in bottom up calcu-
lations' and investigate the possibility of drafting a
new standard or a revised CWA. Leading organi-
zation: SFEM 11. Develop an easy to use Guide for thorough Eco- nomic Evaluation of Energy Efficiency Measures.
Although the standardization of the economical
valuation of energy efficiency measures is ongoing
with ISO 50044, an interim guide would be hel-
pful given the timescale and potential development
requirements of the standard. . The German Institu-
te for Standardization - Deutsches Institut fr Nor-
mung (DIN) together with stakeholders from Ger-
many have proposed that the Guide would provi-
de investors and technologists with a transparent
and easy to use method to evaluate the pros and
cons of a potential investment in energy efficiency.
A summary proposal is presented in Annex 3. A
detailed proposal is currently being developed by
the stakeholders in Germany lead by DIN. Leading
organization: SFEM - German Stakeholders. 12. Investigate the possibility of drafting a standard to measure and monitor non-energy related benefits,
enabling translation in economic terms to add in-
cremental value to EPIA cash flows over the project
lifetime. Leading organization: SFEM 13. Investigate the possibility of drafting a standard for the Energy Management Expert (Italian UNI CEI
11339 Energy Management Expert) and Energy
Services Company (ESCo) (Italian UNI CEI 11352)
similar to the US standard on Certified Energy Ma-
nager (CEM). Leading organization: SFEM /ISO
' under Vienna/Frankfurt Agreement Products/Services Cluster
14. Insurance underwriting procedures for risk as- sessment need to be analyzed so that mitigation
strategies can be taken into account for the whole
supply chain. Leading organization: Insurance
Companies 15. Identify other products and service required to enable energy efficiency financing across the sup-
ply chain including energy services companies
(ESCOs), facilitators/trusted intermediaries, end
users (especially SMEs, landlords and homeow-
ners) and the need for innovative services contracts
and green financing products such as green lea-
ses. Leading organization: SFEM SISTEMI DI GESTIONE DELL'ENERGIA: ORA DISPONIBILE UN RICCO TOOLBOX NORMATIVO Antonio Panvini ' CTI (Articolo gi pubblicato
sul numero di giugno 2017 della rivista U&C) La UNI CEI EN ISO 50001 sui sistemi di gestione
dell'energia (SGE) uno degli strumenti chiave pensati
dal sistema della normazione tecnica, prima a livello
europeo (con la precedente UNI CEI EN 16001) e poi
internazionale, per permettere ad una impresa, attivi-
t, sito produttivo, o in altre parole, ad una generica
organizzazione che indipendentemente dal settore in
cui opera utilizza energia, di migliorare la propria
prestazione energetica in modo strutturato e coerente.
Nel recente passato, la sua diffusione, soprattutto
nel vecchio continente, stata favorita dalla direttiva
2012/27 UE sul 'efficienza energetica (EED) che, in
uno dei 'considerando' introduttivi, cita '' gli audit Dossier CTI 18 energetici dovrebbero tener conto delle pertinenti
norme europee o internazionali, quali EN ISO 50001
(sistemi di gestione dell'energia), o EN 16247-1 (audit
energetici) ''.
A livello nazionale un ulteriore stimolo stato dato dal
decreto legislativo n. 102/2014 che, recependo la di-
rettiva EED, ha rimarcato la necessit di tale strumento
e ne ha richiesto l'uso obbligato ad una serie di sog-
getti con determinate caratteristiche (aziende di grandi
dimensioni ' non PMI, oppure aziende energivore) e
in alternativa all'impiego della UNI CEI EN 16247,
per eseguire un audit energetico in linea con i requisiti
dettati dallo stesso decreto.
Questo ha permesso al sistema Italia di raggiungere
oggi circa 900 certificati emessi (Fonte Accredia '
Banca Dati Organizzazioni con sistema di gestione
certificato ISO 50001). Sono numeri significativi:
meno di quanto fatto dalla Germania che, secondo
stime 2015 dell'ISO, dovrebbe aver superato i 6000
certificati, ma comunque tanto da poter rientrare al
4 posto nella top five mondiale, posizionandosi tra
Francia e India. Si potrebbe concludere con l'evidenza che ruolo e con-
tenuti della ISO 50001 siano abbastanza conosciuti
tanto che sui tavoli in cui si parla di efficienza o di pre-
stazione energetica il richiamo alla norma scontato.
Il discorso potrebbe finire qui! Il lavoro stato fatto e
gli operatori lo utilizzano.
per necessario aggiungere un altro elemento. La
recente 'Indagine sui sistemi di gestione dell'energia
certificati ISO 50001 in Italia' svolta nel 2016 da
CTI, in collaborazione con FIRE e CEI, ha consentito di
studiare lo stato di salute della ISO 50001 in Italia. Il
lavoro, oltre ad aver fornito una serie di utili chiavi di
lettura del mondo dei sistemi di gestione dell'energia e
ad aver sottolineato aspetti significativi legati ai risulta- ti conseguibili, ha evidenziato una serie di criticit tec-
niche, difficolt applicative, complessit burocratiche
nell'implementazione della norma.
Questo un aspetto importante, soprattutto se si pensa
che l'indagine stata svolta su un campione di azien-
de di media/grande dimensione. Pensando infatti
all'applicazione della ISO 50001 nelle PMI, risulta
molto probabile una maggior difficolt applicativa del-
la norma di riferimento. In sintesi, l'applicazione della
norma risulta un po' ostica per il mercato, seppure i
risultati conseguiti dalla sua applicazione siano forse
pi importanti di quanto si potesse pensare tempo fa.
L'indagine di cui sopra ha rilevato anche un altro
aspetto. Le organizzazioni, gli organismi di certifica-
zione e gli esperti del mondo dell'energia conosco
poco, o quando li conoscono non gli utilizzano, gli
altri strumenti che la normazione tecnica ha messo loro
a disposizione ad integrazione della norma capofami-
glia.
Stiamo parlando delle seguenti altre norme del pac-
chetto ISO 5000x: - UNI ISO 50004:2015 - Sistemi di gestione dell'e- nergia - Linee guida per l'implementazione, il mante-
nimento e il miglioramento di un sistema di gestione
dell'energia - UNI ISO 50006:2015 - Sistemi di gestione dell'ener- gia - Misurazione della prestazione energetica utiliz-
zando il consumo di riferimento (Baseline - EnB) e gli
indicatori di prestazione energetica (EnPI) - Principi
generali e linee guida - UNI ISO 50015:2015 - Sistemi di gestione dell'ener- gia - Misura e verifica della prestazione energetica
delle organizzazioni - Principi generali e linee guida e, con un ruolo leggermente diverso, della UNI ISO
50003:2015 - Sistemi di gestione dell'energia - Requi-
siti per organismi che forniscono audit e certificazione
dei sistemi di gestione dell'energia.
A queste se ne aggiungono altre, di importanza e
significativit diversa per ogni singola organizzazione,
e tutte insieme costituiscono una utile cassetta degli
attrezzi per fare efficienza energetica all'interno di un
processo di continuo miglioramento.
Forse stato fatto un lungo preambolo prima di parla-
re del 'toolbox' citato nel titolo, ma si ritiene sia servi- SECONDO ACCREDIA IN ITALIA SONO CIRCA 900 I
CERTIFICATI ISO 50001 EMESSI, MENO DI QUANTO
FATTO DALLA GERMANIA CHE, SECONDO STIME 2015
DELL'ISO, DOVREBBE AVER SUPERATO I 6000 CERTIFICATI,
MA COMUNQUE TANTO DA POTER RIENTRARE AL 4
POSTO NELLA TOP FIVE MONDIALE, POSIZIONANDOSI
TRA FRANCIA E INDIA 19 IL CTI INFORMA Dossier CTI to per ricordare soprattutto a chi scrive le norme (noi
stessi), ma anche a chi le conosce e le usa, che l'in-
formazione e la formazione verso 'gli altri' non mai
troppa, anzi spesso, se non sempre, poca e carente.
In queste poche pagine si cerca quindi di sopperire
ulteriormente a questa mancanza descrivendo i conte-
nuti delle principali norme nate per aiutare a leggere,
interpretare, usare la UNI CEI EN ISO 50001.
L'occasione data dalla loro recente pubblicazione
in lingua italiana che permetter, se lo auspicano tutti
coloro che hanno lavorato alla loro redazione, una pi
facile attuazione e una conseguente maggior diffusio-
ne dei Sistemi di Gestione dell'Energia.
Ecco quindi qualche dettaglio sul loro contenuto.
La ISO 50004 costituisce il prosieguo naturale della
norma capofamiglia. Con l'aiuto di esempi pratici, liste
di controllo, integrazioni di dettaglio, questa norma ri-
percorre i singoli punti della ISO 50001 fornendo una
serie di spunti utili per rispettare in modo organico e
strutturale i requisiti della stessa. Ad esempio vengono
suggeriti: - Elementi da considerare per la definizione dello sco- po e dei confini - Aspetti da considerare nella selezione dei componen- ti di un gruppo di gestione dell'energia - Esempi di requisiti legislativi e altri requisiti - Possibili metodi per aiutare l'identificazione degli usi significativi dell'energia di una organizzazione - Esempi di strumenti e tecniche per l'identificazione delle opportunit - Esempi di criteri per definire le priorit delle oppor- tunit - Esempi di approccio per promuovere la consapevo- lezza dei dipendenti - Esempi di comunicazione interna ed esterna. In appendice sono invece riportati degli esempi di poli-
tica energetica, un esempio di riesame della direzione
e un esempio di piano d'azione, cos come un sugge-
rimento di come sviluppare un piano di misurazione.
Vengono poi messi in relazione tra loro, fornendo
alcuni esempi applicativi, i concetti base di un SGE:
obiettivi, traguardi, piani d'azione, controllo operativo,
monitoraggio e misurazione. L'approccio quindi quello di un documento fortemen-
te connesso con la ISO 50001, da intendersi come
una serie di note, non tanto interpretative, quanto
integrative del testo base. Ecco quindi che fin dall'i-
nizio, instradando ad una miglior comprensione dei
requisiti generali di un SGE, evidenzia per esempio
che '' gli obiettivi organizzativi per la gestione dell'e-
nergia e la prestazione energetica dovrebbero essere
ragionevoli, raggiungibili e allineati con le attuali
priorit organizzative o d'impresa. La documentazione
dovrebbe essere chiara e fornire risposte alle necessit
organizzative, cos come dovrebbe essere facilmente
aggiornabile e mantenibile. Man mano che il sistema
si sviluppa sulla base del miglioramento continuo, il
carattere di semplicit dovrebbe essere mantenuto.'
Poche e chiare parole che sottolineano come un SGE
debba adeguarsi, come un guanto, all'azienda e non
il contrario, pur rispettando i requisiti essenziali. Viene
rimarcato il ruolo del 'alta direzione, senza un impe-
gno importante della quale non si potrebbe procedere,
ma viene anche ricordato che un'organizzazione fat-
ta di persone il cui ruolo fondamentale per poter rag-
giungere gli obiettivi fissati con la politica energetica.
Si parla quindi di un vero e proprio compendio, per
certi versi quasi pi utile della 50001 stessa, soprat-
tutto per chi ritiene i SGE un po' troppo difficili e/o
complicati, da attuare. Seguono a pari merito la UNI ISO 50006 e 50015.
Ad esse spetta il compito di aiutare l'operatore a di-
stricarsi tra consumi di riferimento (Baseline), indicatori
di prestazione energetica (EnPI), modalit di misura
e verifica della prestazione energetica. L'approccio
simile a quello della norma precedente: esempi pratici,
spiegazioni, elenchi esplicativi. L'APPLICAZIONE DELLA UNI CEI EN ISO 50001 PREVEDE
L'UTILIZZO DI UN AMPIO PACCHETTO NORMATIVO:
DALLA ISO 50004 CHE COSTITUISCE IL PROSIEGUO
NATURALE DELLA NORMA CAPOFAMIGLIA, ALLA UNI ISO
50006 E ALLA ISO 50015 CHE AIUTANO L'OPERATORE A
DISTRICARSI TRA CONSUMI DI RIFERIMENTO (BASELINE),
INDICATORI DI PRESTAZIONE ENERGETICA (ENPI),
MODALIT DI MISURA E VERIFICA DELLA PRESTAZIONE
ENERGETICA Dossier CTI 20 La prima ad esempio chiarisce che senza baseline
non si va da nessuna parte. Spiega come scegliere un
indicatore di prestazione in funzione di chi lo dovr
leggere (dall'alta direzione al personale operativo),
come definirne lo scopo e il campo di applicazione,
come individuare i fattori che lo possono influenzare
o che possono influenzare la prestazione energetica
(variabili pertinenti e fattori statici). Fornisce alcuni
esempi utili per comprendere che la complessit di un
indicatore (valore misurato semplice o sotto forma di
rapporto, modello statistico o modello ingegnerizzato)
e quindi la sua scelta o meno, dipendono dall'obbietti-
vo che ci si prefigge.
Un altro aspetto su cui si sofferma il rapporto tra
baseline e indicatori di prestazione quando cambiano
le condizioni al contorno. Come normalizzare, come
gestire il prima e il dopo, come individuare i colli di
bottiglia nella raccolta dati e come gestire eventuali
valori anomali.
Anche in questo caso sono state inserite delle appendi-
ci informative che approfondiscono ulteriormente come
definire i confini di un indicatore di prestazione, come
normalizzare i consumi, come redigere la reportistica.
La seconda invece entra nel merito del processo di
misurazione e verifica (M&V) della prestazione ener-
getica di un'organizzazione o delle sue componenti.
L'approccio seguito dalla norma ben indentificato fin
dalle prime righe: lo scopo della M&V di infondere
fiducia alle parti interessate che i risultati rendicontati
sono credibili.
Pertanto, per sottolineare l'importanza di tale attivit,
si suggeriscono una serie di requisiti generali da se-
guire: - appropriata accuratezza e gestione dell'incertezza; - trasparenza e riproducibilit del processo di M&V; - gestione dei dati e pianificazione della misurazione; - competenza del professionista di M&V; - imparzialit; - riservatezza; - utilizzo di metodi appropriati. Grande attenzione viene prestata anche alla defi-
nizione del programma di M&V e al suo impiego
nell'ambito di un sistema complesso come quel o del miglioramento continuo della prestazione energetica.
Azioni di M&V non fine a se stesse, ma con l'obiettivo
di dimostrare, correggere, normalizzare, confrontare,
approfondire; in altre parole, gestire.
L'ultima citazione riservata alla norma che interessa
prevalentemente i soggetti terzi che intervengono nel
processo di audit di un SGE. La UNI ISO 50003 de-
finisce infatti i requisiti di competenza, coerenza e im-
parzialit che devono possedere gli organismi che for-
niscono servizio di audit e di certificazione dei sistemi
di gestione dell'energia. La norma stata recepita dal
legislatore tramite il decreto direttoriale del 12 maggio
2015 'Approvazione degli schemi di certificazione e
accreditamento per la conformit alle norme tecniche
in materia di Esco, Esperti in Gestione dell'Energia e
Sistemi di Gestione dell'Energia, ai sensi dell'articolo
12, comma 1 del decreto legislativo 4 luglio 2014, n.
102.' ed diventata documento di riferimento cogente
per la certificazione delle organizzazioni nell'ambito
dei disposti del citato decreto n. 102/2014. L'obietti-
vo, anche in questo caso, garantire l'efficacia degli
audit del SGE attraverso la descrizione del processo,
dei requisiti di competenza per il personale coinvolto
nel programma di certificazione e del campionamento
multi-sito. Quest'ultima voce, in particolare, si affianca
a varie soluzioni disponibili in letteratura, proponendo
alle organizzazioni complesse e/o con numerosi siti
operativi come affrontare il campionamento degli stessi
secondo una metodologia comune. Il toolbox contiene altri strumenti interessanti, anche
se forse di secondo piano rispetto alle norme qui de-
scritte; maggiori informazioni sono disponibili sia sul
catalogo UNI sia presso il CTI. Si vuole per sottoline-
are che il mondo dell'efficienza energetica non solo
gestione di impianti, apparecchi, dispositivi, persone
o tecnologia, indicatori, misurazioni. L'efficienza si fa
anche e soprattutto quando sono disponibili risorse NELL'AMBITO DEL SECTOR FORUM ENERGY
MANAGEMENT DEL CEN E CENELEC STATO ATTIVATO
UN GRUPPO DI LAVORO COORDINATO DAL CTI, CON
L'OBIETTIVO DI INDIVIDUARE QUALI POTREBBERO ESSERE
I 'FINANCING TOOLS' NORMATIVI PER L'EFFICIENZA
ENERGETICA 21 IL CTI INFORMA Dossier CTI adeguate. Al momento sembra proprio questo uno dei
problemi maggiori da risolvere. Fortunatamente il mon-
do normativo ci sta gi pensando, tanto che, come
riportato in altre pagine del presente dossier, stato
attivato uno specifico gruppo di lavoro coordinato dal
CTI nell'ambito del Sector Forum Energy Management
del CEN e CENELEC, con lo scopo di verificare quali
potrebbero essere i 'financing tools' normativi per l'ef-
ficienza energetica.
L'obiettivo finale mettere in fila tutte le tessere (soprat-
tutto le molte norme tecniche disponibili) del complesso
puzzle dell'efficienza energetica per poter comporre
anche quest'ultimo quadro ed evitare che la catena
virtuosa del miglioramento della prestazione si inter-
rompa, o diventi meno robusta, quando si parla di
finanziamenti e di bancabilit degli interventi. I SISTEMI DI MISURA E MONITORAGGIO: STRUMENTO CHIAVE PER LA GESTIONE DELL'ENERGIA Franco Bua ' CEI
Antonio Panvini ' CTI I sistemi di misura e monitoraggio sono asset fonda-
mentali nel contesto della gestione dell'energia. Poter
misurare le energie e, soprattutto, tenere monitorata
la propria prestazione energetica, permette infatti di
analizzare gli usi ed i consumi, definire gli obiettivi di
miglioramento e valutare l'efficacia degli interventi di
efficienza.
Questa la considerazione fondamentale alla base
della creazione del gruppo di lavoro congiunto CEN/
CENELEC JWG9 'Energy measurement plan for orga-
nisations', deliberata dai BT del CEN e del CENELEC
nel febbraio 2016. Il gruppo di lavoro congiunto
stato incaricato di sviluppare una norma europea che
fornisca le linee guida per la progettazione, l'imple-
mentazione e la manutenzione di un piano di misura e
monitoraggio dell'energia.
La finalit di un piano di misura e monitoraggio dell'e-
nergia di tenere sotto controllo la prestazione ener-
getica di un'organizzazione in modo da aiutarla a mi- gliorare la gestione dell'energia e la propria efficienza
energetica. Un piano di misura e monitoraggio serve
quindi a definire esattamente che cosa dovr essere
misurato, dove, con quale strumentazione e per quanto
tempo e dimostrare che misure, acquisizioni ed analisi
sono eseguite in modo congruente e logico e con una
qualit adeguata.
La futura norma europea, il cui titolo al momento
'Energy measurement and monitoring plan - design
and implementation', fornir un metodo pratico su co-
me definire, partendo dall'analisi delle proprie esigen-
ze, le caratteristiche di un sistema di misura e monito-
raggio sia in termini generali (architettura, affidabilit,
ridondanza, funzionalit) che specifici (ad esempio
quali dati misurare, con quale frequenza, quale accu-
ratezza, come gestirli e come presentarli).
Questo lavoro si inserisce nel contesto delle altre nor-
me esistenti nel campo della gestione dell'energia co-
me la ISO EN 50001 (Sistemi di gestione dell'energia)
o la EN 16247 (Diagnosi energetiche) con lo scopo di
fornir loro uno strumento operativo.
I lavori del JWG9 procedono serrati, sotto la guida
francese e con il contributo determinante della dele-
gazione italiana nonch sotto il controllo costante del
GL 1 'Gruppo Gestione Energia' della CT 212, con
l'obiettivo di mandare in inchiesta pubblica la prima
bozza di documento in autunno e pubblicare la norma
nel corso del 2018.
Il GL 1 il gruppo di lavoro misto UNI/CTI-CEI che
interfaccia direttamente il JWG 9 e definisce la posi-
zione nazionale in materia. SEN 2017: IL PUNTO DI VISTA DEGLI OPERATORI Antonio Panvini ' CTI Il 12 giugno u.s. stato posto in consultazione il testo
della Strategia Energetica Nazionale 2017 elaborato
di concerto dal Ministero dello Sviluppo Economico e
dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio
e del Mare. L'occasione dell'uscita, di l a poco, del
numero di giugno di Energia e Dintorni con un dossier Dossier CTI 22 dedicato alla gestione dell'energia, ha spinto la reda-
zione CTI a chiedere un contributo in merito ai propri
associati che partecipano principalmente alle attivit
della CT 212 'Uso razionale e gestione dell'energia'
o agli enti con cui il CTI collabora in materia. Pur con-
sci del poco tempo disponibile e dell'impossibilit di
preparare un'analisi esaustiva del complesso e lungo
documento ministeriale, vari operatori, tra coloro che
costituiscono l'ossatura tecnica del CTI, hanno fornito il
loro punto di vista ancorch interlocutorio.
Dopo una breve introduzione alla SEN 2017 del Pre-
sidente del Sot ocomitato 2, si riportano, in rigoroso
ordine alfabetico e con le importanti premesse di cui
sopra ' tempi strettissimi e complessit del tema, i con-
tributi pervenuti ad oggi ma che potranno eventualmen-
te essere integrati o aumentare nel tempo. La redazione
CTI infatti sempre disponibile a pubblicare spunti e
osservazioni dei propri stakeholder.
L'intento quello di fornire una prima serie 'trasversa-
le' di considerazioni utili sia al CTI, per progettare le
attivit future, sia al mercato, per capire spunti e critici-
t della strategia energetica del nostro Paese. COSA DICE LA SEN 2017 TRA EFFICIENZA ENERGETICA E DECARBONIZZAZIONE Luca Bertoni ' CNI ' Presidente SC 2
'Efficienza energetica e gestione dell'energia' stata pubblicata sul sito del Ministero dello Sviluppo
Economico lo scorso 12 giugno la Strategia Energetica
2017, che aggiorna la precedente del 2013.
Vengono riconfermati gli obiettivi della SEN 2013: - migliorare la competitivit del Paese, continuando a ridurre il gap di prezzo e costo dell'energia rispetto
alla UE e assicurando che la transizione energetica
di pi lungo periodo (2030-2050) non comprometta
il sistema industriale italiano ed europeo a favore di
quello extra-UE; - traguardare in modo sostenibile gli obiettivi ambien- tali e di de-carbonizzazione al 2030 definiti a livello
europeo, con un'ottica ai futuri traguardi stabiliti nella COP21 e in piena sinergia con la Strategia Naziona-
le per lo Sviluppo Sostenibile; - continuare a migliorare la sicurezza di approvvigio- namento e la flessibilit e sicurezza dei sistemi e delle
infrastrutture. Queste le priorit di azione:
1. Lo sviluppo delle rinnovabili;
2. L'efficienza energetica;
3. Sicurezza Energetica;
4. Competitivit dei Mercati Energetici;
5. L'accelerazione nella decarbonizzazione del sistema;
6. Tecnologia, Ricerca e Innovazione. Per quanto concerne lo sviluppo delle rinnovabili, l'o-
biet ivo ritenuto ambizioso ma perseguibile, del 27%
di rinnovabili sui consumi complessivi al 2030, cos
declinato: - rinnovabili elettriche al 48 ' 50% al 2030 (rispetto al 33,5% del 2015) mediante gare competitive per la
introduzione di contratti a lungo termine per i grandi
impianti; repowering degli impianti eolici esistenti,
sostegno alla realizzazione di nuovi impianti a bio-
massa di piccolissima taglia (< 70 kW) ed alla pro-
secuzione dell'esercizio degli impianti esistenti, ma a
condizioni pi efficienti e meno costose; sviluppo del
potenziale del piccolo idroelettrico e consolidamento
della produzione esistente dei grandi impianti; - rinnovabili termiche al 28 ' 30% al 2030 (rispetto al 19,2% del 2015), con un ruolo centrale alle pompe
di calore e un ridimensionamento degli impianti a
biomassa; sar sviluppato il potenziale del teleriscal-
damento secondo criteri di efficienza, in ambiti urbani
e extra-urbani; - rinnovabili trasporti al 17% - 19% al 2030 (rispetto al 6,4% del 2015), prevedendo quote minime di
biocombustibili avanzati e forte incremento nel lungo
termine del mercato mondiale dell'auto elettrica e una
conseguente riduzione dei costi per il miglioramento
atteso delle tecnologie. Nell'ambito dell'efficienza energetica sono previste
azioni nei seguenti settori: - Residenziale, prevedendo la revisione del mecca- 23 IL CTI INFORMA Dossier CTI nismo delle detrazioni fiscali e l'introduzione di un
Fondo di garanzia per eco-prestito; - Trasporti, con il rafforzamento delle misure di mobilit locale per ridurre il traffico urbano e supportare il
cambio modale e l'incentivazione per il miglioramen-
to delle prestazioni del parco circolante; - Terziario, con l'adeguamento dei sistemi di sostegno alla riqualificazione energetica degli edifici e la pro-
mozione a livello europeo di una modifica che faccia
sfuggire al patto di stabilit gli interventi di riqualifi-
cazione di immobili della Pubblica Amministrazione
mediante contratti EPC; - Industriale, prevedendo il potenziamento e la sempli- ficazione del meccanismo dei certificati bianchi e la
prosecuzione del cofinanziamento per la esecuzione
di diagnosi energetiche e lo sviluppo di sistemi di ge-
stione dell'energia certificati. In materia di sicurezza energetica, diversi e coordinati
gli interventi previsti nel sistema elettrico (potenziamen-
to e ammodernamento infrastrutturale delle reti e delle
interconnessioni con l'estero, aumento della resilienza
della rete elettrica a fronte di eventi meteo estremi) e
nel sistema gas (attribuzione dei servizi di rigassifica-
zione di GNL mediante asta, invece che con tariffa,
in modo da rendere pi attrattivo l'uso dei terminali di
rigassificazione operanti in Italia).
Le azioni previste per la competitivit dei Mercati
Energetici, in particolare per quello elettrico e gas, ve-
dono in prima battuta l'incremento dell'autoproduzione
rinnovabile o tramite cogenerazione ad alta efficienza,
prevedendo un nuovo regime tariffario per gli oneri di
sistema e nuove agevolazioni sugli oneri per le energie
rinnovabili destinati alle imprese energivore; altres
previsto un impegno forte nel mettere il consumatore al
centro del nuovo modello e consentirgli di esercitare un
ruolo sempre pi attivo, nella valutazione delle offerte
di fornitura, nell'organizzazione in autoproduzione,
nella capacit di gestire il carico in base ai segnali di
prezzo (demand response). Sar inoltre valutata la pos-
sibilit di introdurre misure per la riduzione degli oneri
per gli interventi di carattere ambientale attualmente
riscossi tramite la tariffa di trasporto per le imprese a
forte consumo di gas, sulla base degli stessi criteri utiliz- zati per le imprese energivore elettriche.
Per quanto concerne invece il mercato petrolifero e logi-
stica, continuando la riduzione della domanda di pro-
dotti petroliferi, si prevede la riconversione di raffinerie
in bioraffinerie e depositi; si pensa anche a misure di
riequilibrio delle accise fra gasolio e benzina, favoren-
do la riduzione delle emissioni inquinanti. AiCARR
Luca Piter
' www.aicarr.org La proposta di SEN 2017 si pone 3 obiettivi: compe-
titivit, ambiente e sicurezza. Aicarr, Associazione
Italiana del Condizionamento dell'Aria Riscaldamento
e Refrigerazione, in qualit di riferimento superpartes
nel settore dell'efficienza energetica e della sostenibilit
ambientale, intende esprimere il proprio parere sull'o-
biettivo ambiente. A questo proposito ha gi avviato
una consultazione interna, chiedendo ai propri soci
di inviare commenti, che saranno valutati dall'Osser-
vatorio Normativo di AiCARR per essere inseriti nel
documento che riporter la posizione ufficiale dell'As-
sociazione.
Per il momento, AiCARR prende atto del fatto che molti
esperti nel settore energetico non sono stati coinvolti dal
Ministero dello Sviluppo Economico nella redazione
della SEN, ma, come qualunque cittadino, solo nell'in-
chiesta pubblica, peraltro limitata a soli trenta giorni,
probabilmente non sufficienti per approfondire i conte-
nuti di un documento complesso come quello in esame.
A fronte di ci AiCARR riconosce che la proposta di
SEN contiene alcuni elementi di valore quali: - il riconoscimento del fatto che i settori residenziali (di grande interesse AICARR) e trasporti rivestono un
ruolo strategico per conseguire gli obiettivi imposti
dalla UE; - la presa di coscienza che lo strumento delle detrazio- ni fiscali, cos come oggi concepito, non efficiente
in termini di rapporto tra la spesa pubblica sostenuta
e i benefici ottenuti. Ulteriori approfondimenti sono rinviati al documento uf-
ficiale che AiCARR pubblicher sul proprio sito a valle
dell'invio al MiSE. Dossier CTI 24 ANIE
Filomena D'Arcangelo
' www.anie.it La SEN 2017 alimenta ormai da diversi mesi, ben
prima della sua pubblicazione per l'avvio della
consultazione, ampie riflessioni nelle istituzioni e
tra queste e i player industriali e non, interessati a
vario titolo alle scelte strategiche che il nostro Paese
chiamato ad identificare per affrontare un contesto
internazionale senza precedenti, dopo l'entrata in
vigore dell'Accordo sul clima di Parigi e la discussio-
ne a livello europeo sul Pacchetto Energia e Clima.
Federazione ANIE, rappresentando l'industria elet-
trotecnica ed elettronica nazionale, espressione
di comparti manifatturieri che da oltre un decennio
hanno scelto con convinzione la strada della soste-
nibilit ambientale ed energetica dei loro prodotti e
soluzioni, vissuta non come vincolo bens come reale
fattore di competitivit. Per tale ragione le aspettative
delle nostre imprese sulla identificazione di un chiaro
piano energetico nazionale erano e sono inevitabil-
mente alte. Il documento SEN 2017: - conferma la volont di perseguire un percorso di decarbonizzazione del sistema energetico naziona-
le, attraverso la progressiva riduzione nell'utilizzo
delle fonti fossili e un costante aumento della produ-
zione di energia pulita da fonte rinnovabile; - individua nell'efficienza energetica nei vari ambiti, dagli edifici all'industria, ai trasporti, uno strumento
indispensabile per il raggiungimento degli obiettivi
comunitari e di riduzione globale delle emissioni di
CO2; - rileva la crescente centralit del tema sicurezza energetica, anche alla luce delle nuove regole di
funzionamento dei mercati energetici, che si an-
dranno a definire. Il quadro d'insieme descritto nella SEN 2017 foto-
grafa ad oggi i punti di forza e di debolezza del no-
stro Paese, in termini di infrastrutture di sistema, mec-
canismi di supporto ed incentivazione, potenzialit
e criticit esistenti. Ma dallo scenario, indiscutibile
punto di partenza, necessario condividere e pro-
grammare quanto prima chiare strategie di intervento di medio/lungo termine e provvedimenti attuativi
ed operativi concreti. La migrazione dei consumi al
vettore elettrico , a nostro giudizio, un percorso
ineludibile se si vogliono rispettare gli obiettivi fissati
dalla SEN. La progressiva elettrificazione del sistema
energetico, degli edifici, dei trasporti, dell'industria,
la penetrazione sempre pi massiccia di rinnovabili
apriranno opportunit senza precedenti in un conte-
sto di riduzione dei costi delle tecnologie e innova-
zioni nella gestione delle reti e dei sistemi. Ma oggi
partiamo da una reale inadeguatezza infrastrutturale
che caratterizza il nostro Paese, che rappresenta un
freno per il mercato delle tecnologie e sistemi. Se la
recettivit tecnologica delle nostre reti, infrastrutture
energetiche e di trasporto, edifici ed abitazioni, non
corrisponde all'offerta tecnologica che le imprese so-
no in grado di produrre e che, in un mercato globa-
le, consente loro di competere attraverso il maggior
valore qualitativo e funzionale che sono in grado di
esprimere, chiara l'impossibilit di riattivare do-
manda interna e definire nuovi modelli di mercato.
il momento di agire con coraggio, investendo, quin-
di, sulle filiere innovative e costruendo una solida e
innovativa prospettiva industriale a basso consumo
di carbonio. Anche perch ormai chiaro che l'an-
noso problema del costo dell'energia per le attivit
industriali o in edilizia, in agricoltura o nei trasporti,
non pu essere risolto puntando su una sola fonte
energetica: la soluzione nel mix pi efficace di
soluzioni tra efficienza e rinnovabili, smart grid e ac-
cumuli, demand response e digital energy sharing. In
particolare in edilizia occorre accelerare il processo
di riqualificazione energetica del patrimonio esi-
stente, sia lato residenziale ma con forte attenzione
anche al terziario. Anche nel settore costruzioni sono
importanti le possibilit di innovazione e sperimenta-
zione: basti pensare all'utilizzo del vettore elettrico
nella climatizzazione integrata con fonti rinnovabili e
sistemi di accumulo, ai sistemi di ricarica ad uso vei-
coli elettrici, e ai sistemi di monitoraggio e controllo
per una gestione attiva dei consumi. Eppure nel do-
cumento SEN si afferma che il costo di investimento
per interventi in tali ambiti sostanzialmente troppo
elevato in relazione ai benefici attesi. Non del tutto 25 IL CTI INFORMA Dossier CTI vero. Finora sono stati sostenuti soprattutto interventi
di efficienza energetica passiva, ossia principalmen-
te sulla struttura e/o sui componenti strutturali degli
edifici, pi che sulle cosiddette tecnologie attive, che
hanno costi marginali e tempi di ritorno dell'investi-
mento sensibilmente pi favorevoli. Non a caso la
fotografia dell'esistente si basa sull'analisi di modelli
di edificio 'statici', molto lontani dalle esigenze di
gestione e monitoraggio attivo e dinamico dei dati,
in primis quelli di consumo, elemento cardine di am-
bienti integrati, interconnessi, dinamici, digitali. Infi-
ne la crescita delle fonti rinnovabili nei prossimi anni
avr caratteristiche molto diverse da quelle viste fino
ad oggi, in uno scenario in cui gli impianti FER do-
vranno partecipare in modo nuovo al sistema ener-
getico, in un'ottica di autoproduzione e distribuzione
locale, e al mercato elettrico, con la possibilit, ad
esempio, di realizzare contratti a lungo termine per
gli impianti da fonte rinnovabile, attraverso consorzi
e aggregazioni di impianti, allacciati in punti diversi
della rete di trasmissione, come pure la possibilit
di partecipare al mercato della capacit e a quello
dei servizi di dispacciamento, aprendo realmente
anche alle fonti rinnovabili e all'accumulo il mercato
dei servizi di flessibilit. Sono esempi di come oggi
le fonti rinnovabili possono essere una risposta ai
problemi e al contempo possono crescere con nuovi
strumenti e politiche. Ultimo, ma non in ordine di
importanza, il tema della semplificazione degli iter
autorizzativi per l'approvazione di progetti di nuova
costruzione o revamping/repowering di esistenti.
una criticit che il Governo deve affrontare con ur-
genza: occorre garantire ad aziende e cittadini rego-
le chiare e certe, che consentano di valutare in tempi
ragionevoli se e a quali condizioni un impianto
realizzabile. SEN 2017 significa reali opportunit
di riattivare crescita e domanda nel nostro Paese, se
sapremo individuare modelli di riferimento nuovi per
le nostre citt, le nostre case, le nostre reti, destinate
ad essere sempre pi elettriche e a emissioni zero. La
SEN 2017 anche un'opportunit affinch il mezzo-
giorno e le isole (pi ricche delle risorse rinnovabili
del futuro) inseriscano una marcia in pi per la cre-
scita economica del Paese. ANIMA
Federico Musazzi
ASSOTERMICA - www.anima.it/ass/assotermica
Giampiero Colli
ASSOCLIMA - www.anima.it/ass/assoclima del 12 giugno scorso l'avvio di una consultazione
pubblica sulla Strategia Energetica Nazionale, della
durata di un mese, che d la possibilit a tutti i porta-
tori d'interessi e ai soggetti privati di suggerire delle
integrazioni al documento preparato dal Ministero
dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell'Am-
biente e della Tutela del Territorio e del Mare con la
collaborazione di numerosi organismi pubblici e non.
La ormai nota SEN si pone l'obiettivo di continuare
nel solco tracciato dalla Strategia del 2013, che ha
consentito al nostro Paese di centrare alcuni impor-
tanti obiettivi del pacchetto 'Clima-Energia 20-20-
20' e di concentrarsi su quanto ancora non stato
raggiunto; ad esempio, ancora oggi, vi un differen-
ziale del costo dell'energia troppo elevato rispetto ai
prezzi di altri Stati Europei.
Come dichiarato dai Ministri Calenda e Galletti in
premessa al documento in consultazione, la sfida
quella di perseguire il triplice obiettivo di competitivi-
t-decarbonizzazione-sicurezza, definendo una serie
di priorit che dovrebbero dettare l'agenda energeti-
ca del nostro Governo nei prossimi anni.
Il tema di grande rilevanza per la Federazione
ANIMA che, riunendo le principali aziende dell'indu-
stria meccanica, porta con s un patrimonio di espe-
rienze sia dal punto di vista del consumo che della
produzione di energia.
Questo percorso richiede uno sforzo importante in
termini di evoluzione tecnologica quindi necessario
porre l'accento sulla crescita economica sostenibile,
in particolare sulle due priorit: lo sviluppo delle rin-
novabili termiche e l'efficienza energetica.
Per quanto riguarda lo sviluppo delle rinnovabili
termiche le pompe di calore, dato il loro alto rendi-
mento, avranno un ruolo centrale nel raggiungimento
degli obiettivi contenuti nella SEN 2017 e non
utopistico pensare, grazie al contributo delle pompe
di calore, al raggiungimento di un obiettivo del 30% Dossier CTI 26 di rinnovabili termiche sui consumi complessivi nel
2030 (rispetto al 19% circa del 2015).
L'alto rendimento delle pompe diventer indispen-
sabile per il raggiungimento degli standard della
direttiva 2010/31/UE per gli edifici NZEB e per la
riqualificazione del parco immobiliare esistente (raf-
forzamento standard minimi per l'edilizia).
Invece le biomasse, probabilmente dovranno essere
ridimensionate a causa del loro impatto negativo sui
livelli di emissione (PM10) e quindi il loro sviluppo
sar concentrato sui generatori a biomasse ad alta
qualit ambientale.
Diversamente le pompe di calore elettriche non han-
no questo problema, sono in grado di produrre
raffrescamento e riscaldamento (climatizzazione an-
nuale) e avranno quindi un peso sempre crescente
nel mix termico con le altre rinnovabili.
Per la prima volta nella SEN si parla di raffrescamen-
to: non si condivide per l'idea di mettere dei limiti
(orari, temperatura ecc), quanto piuttosto si insiste
sull'aspetto educativo, necessario per un uso corretto
della climatizzazione sia per il riscaldamento che per
il raffrescamento.
Pertanto, considerato il previsto sviluppo della tecno-
logia delle pompe di calore, si rende necessario che
la normativa non lo contrasti come ad esempio con la
questione dei gas refrigeranti.
Per quanto riguarda l'efficienza energetica, cos
come era stato fat o per la precedente consultazio-
ne, che peraltro riconosceva a tutta la filiera termo-
tecnica un valore di assoluta eccellenza, anche in
quest'occasione il mondo industriale ha sollevato
degli aspetti di carattere trasversale che interessano
i diversi comparti, principalmente quelli legati alla
climatizzazione e alla produzione di acqua calda
sanitaria.
I principali messaggi riguardano un ampio consenso
verso il ruolo centrale che viene dato alle rinnovabili
termiche e all'efficienza energetica, con l'auspicio
che ci possa effettivamente concretizzarsi in una
particolare attenzione per la riqualificazione del pa-
trimonio edilizio esistente. In tal senso la compagine
confindustriale chiede una stabilizzazione dei mec-
canismi d'incentivazioni oggi esistenti, in particolare detrazioni per la riqualificazione energetica degli
edifici e conto termico.
Queste misure hanno contribuito a uno sviluppo di
differenti tecnologie per le quali l'Italia ha una forza
produttiva importante e si ritiene che l'apporto dei
generatori di calore a condensazione, delle pompe
di calore e dei sistemi ibridi possa essere ancora pi
rilevante sui risultati finali. Anche il solare termico,
che effettivamente sta vivendo una fase di difficolt,
potrebbe beneficiare da una crescita complessiva di
tutto il mercato delle rinnovabili termiche.
Un altro tema che spesso viene trascurato quando si
parla di Piani energetici a medio/lungo termine, ma
che la Federazione ANIMA rimarca con determina-
zione, la necessit di prevedere adeguate risorse
per le attivit di sorveglianza di mercato. Mai come
in questi anni, infatti, molti settori industriali (ad es.
quello della climatizzazione invernale ed estiva)
stanno attraversando una fase di transizione sotto
la spinta della legislazione europea e nazionale:
basti pensare ai Regolamenti di Ecodesign che hanno
completamente cambiato il mix di ci che pu essere
immesso sul mercato ed eliminato, di fatto, le vecchie
caldaie tradizionali.
Questo percorso sicuramente positivo, ma deve
essere accompagnato dal rispetto delle regole che,
oltre ad essere chiare e porre obiettivi ambiziosi,
devono essere sorvegliate dalle Autorit competenti;
al contrario il rischio che proprio l'Italia, che pi
di altri Paesi sta vivendo questa transizione, possa
subirne le conseguenze e veder compromessi tutti gli
sforzi fin qui compiuti da tutti gli attori in gioco.
Proprio la citata molteplicit di provvedimenti in cor-
so di definizione ' e il conseguente cambiamento del
modo di approcciare il mercato da parte dei profes-
sionisti verso l'utente finale ' dovranno anche essere
accompagnati da campagne d'informazione e di
formazione che vedano il consolidarsi di partnership
tra le associazioni, gli Enti di normazione come il CTI
e soggetti istituzionali quali ENEA, GSE e gli stessi
ministeri.
Tra i tanti argomenti della SEN, la Federazione
ANIMA coglie l'occasione per lanciare una proposta
nuova, che potrebbe dare linfa a tutto il comparto 27 IL CTI INFORMA Dossier CTI delle costruzioni. Si tratta del progetto (CUNIMI -
Completamento delle UNit IMmobiliari Incompiute)
che parte dall'evidenza di un enorme numero di
nuove abitazioni che per varie ragioni non sono state
portate a termine.
In molti casi si tratta di abitazioni pressoch ter-
minate, ovvero di edifici che mancano di finiture,
serramenti, parti di impianti ed apparecchi (essendo
mancata la possibilit di ultimare l'immobile fino al
raggiungimento delle caratteristiche di agibilit, non
sono state portate a compimento le opere previste dal
capitolato).
Il loro completamento opererebbe a 'consumo nullo
di suolo', in quanto gli edifici, seppure in parte, sono
gi stati realizzati e gli stessi potrebbero essere ulti-
mati con criteri energetici innovativi e con semplifica-
zioni degli iter burocratici, che potrebbero prevedere
anche una finalit sociale alla destinazione delle abi-
tazioni interessate, ad esempio social housing.
Un ultimo argomento, ma non per importanza,
quel o del 'attenzione al settore industriale. Risulta
indiscutibile l'incidenza del settore civile in termini di
responsabilit ambientale/emissioni di CO2. Negli
ultimi anni, per, l'attenzione sembra essersi foca-
lizzata, nelle sue formule incentivanti e specificit,
unicamente sul settore residenziale trascurando le
specificit di altri settori, primo tra tutti quello degli
edifici industriali.
Ci che emerso negli ultimi anni, infatti, che
questi ultimi sono spesso stati valutati sulla base delle
specificit riguardanti il settore residenziale, rimodu-
late, pertanto, solo secondo alcuni aspetti.
La Federazione ANIMA ritiene fondamentale cambia-
re approccio e rilanciare la riqualificazione energeti-
ca/ambientale di edifici industriali.
Molti altri punti potrebbero essere toccati, soprat-
tutto in un contesto europeo di roadmap for energy
transition 2030-2050, ma la cosa pi importante
che tutti i soggetti in qualche modo coinvolti in questi
obiettivi strategici vengano messi nelle condizioni
di lavorare secondo le proprie possibilit e tutti fac-
ciano la loro parte per concretizzare i principi della
SEN nell'interesse di un posizionamento del nostro
Paese tra i grandi player mondiali. ASSOEGE
Davide Mariani
' www.assoege.it La nuova SEN, Strategia Energetica Nazionale, pub-
blicata e posta in inchiesta pubblica dal Ministero del-
lo Sviluppo Economico, qualche giorno fa, dovrebbe
rappresentare il documento di riferimento in cui l'Italia
ha specificato gli obiettivi in ambito energetico e le
azioni che si vorrebbero attuare allo scopo di raggiun-
gere tali obiettivi.
Per quanto riguarda gli obiettivi, questi sono ben espli-
citati e non cambiano rispetto alla SEN di quattro anni
fa e comunque nulla si aggiunge a quanto previsto
dall'Europa, ovvero riduzione degli impatti ambienta-
li, sicurezza degli approvvigionamenti e competitivit
sui prezzi.
La linee di azione descritte nel documento lasciano
alcune perplessit: mantenendo il confronto con la
SEN 2013 abbiamo potuto osservare come il nuovo
documento abbia guadagnato 100 pagine (+50%),
cosa che non aiuta nella lettura dello stesso; a questo
si aggiunge l'assenza dell'elenco numerato delle prio-
rit, presente nel documento del 2013, che chiariva i
maniera inequivocabile un ordine di importanza degli
interventi, proprie di una reale strategia; infine si tro-
vano molte indicazioni su cosa si vorrebbe fare, ma
poco sul come queste azioni verranno implementate.
Anche solo per queste ragioni, per operatori come gli
Esperti in Gestione dell'Energia un documento di que-
sto tipo ha poco valore sia in termini programmatici
ma anche e soprattutto come oggetto di verifica delle
strategie messe in atto, non permettendo la misura dei
risultati attesi.
Entrando pi nello specifico nell'ambito dell'efficienza
energetica, area di maggior interesse per noi EGE,
non chiaro come questa si colloca in ordine di inte-
resse/importanza, per le ragioni scritte in preceden-
za. Tenendo conto che mancano i dettagli sulle moda-
lit di implementazione delle azioni di miglioramento,
risulta complicato esprimere dei giudizi nel merito.
Sar comunque nostra cura segnalare nel corso
dell'inchiesta pubblica le seguenti anomalie: la man-
cata conferma della priorit 1, in continuit al do-
cumento del 2013; l'assenza totale del a diffusione Dossier CTI 28 dei sistemi di gestione dell'energia verso le grandi
imprese e le aziende energivore, decisamente pi
sensibili ed interessate a questo strumento delle PMI
non energivore; l'assenza di indicazioni pi precise in
merito alla connessione tra industria 4.0 ed efficienza
energetica; l'assenza di un azione concreta a favore
della PA locale in termini di gestione dell'energia,
molto indietro rispetto allo standard che l'Italia ha rag-
giunto in altri settori.
A nostro parere riteniamo che la SEN 2017 possa es-
sere catalogata come un documento con molte buone
intenzioni, frutto di un'analisi completa e puntuale ma
con pochi impegni concreti, dove sembra emergere
molto forte il contributo del lavoro dei consulenti e
molto poco quello dei politici. Ricordando che nel
panorama mondiale l'Italia si colloca tra i paesi pi
virtuosi per l'efficienza energetica, ci saremmo aspet-
tati un po' pi di coraggio almeno su questo ambito
specifico. ASSOESCO
Roberto Olivieri e Giuseppe Caruso
www.assoesco.org Nel mercato dell'energia, le ESCo svolgono un ruolo
importante fornendo competenze tecniche, organizza-
tive e capacit di finanziamento in proprio o tramite
terzi per la realizzazione di interventi di efficienta-
mento energetico: la loro credibilit il fattore fon-
damentale che garantisce da una parte i consumatori
di energia che ricorrono a esse, dall'altra i soggetti
finanziatori che ne permettono gli investimenti.
A tal proposito Assoesco valuta in maniera assoluta-
mente positiva la crescita professionale e di respon-
sabilit che stata avviata rendendo obbligatorie
le normative di certificazione delle ESCo (UNI CEI
11352) per tutta una serie di attivit (redazione di
diagnosi energetiche ex DM 102/2014, gestione di
progetti col meccanismo dei TEE ecc.) e auspica che
tale percorso venga perseguito e ampliato nel tempo
(ad es. definire i contenuti 'minimi' dei contratti a per-
formance energetica ' EPC).
Con la stessa trasparenza Assoesco deve per rile-
vare che la principale criticit del proprio settore di riferimento l'incertezza e l'ambiguit della norma-
tiva che attiene agli oneri e agli incentivi del settore
energetico o comunque che regola le partite econo-
miche delle voci energetiche che tutti i giorni le ESCo
devono gestire nell'ambito delle proprie attivit. Tale
incertezza rischia di compromettere seriamente i busi-
ness plan con cui vengono realizzati gli interventi, con
grosso danno di credibilit sia nei confronti dei clienti
che delle istituzioni finanziarie.
Si rileva infatti che: - le norme di riferimento cambiano con elevata fre- quenza (basti pensare al settore della cogenerazio-
ne e dell'autoproduzione in generale) ed entrano
in vigore con brevissimo preavviso, impedendo
agli operatori di avere la visibilit necessaria per
effettuare le proprie scelte strategiche (basti pensare
al DM sui TEE, pubblicato con quasi due anni di
ritardo e mancante ancora della Guida Operativa e
del Contratto Tipo); - le partite economiche regolate dallo Stato (siano essi incentivi quali TEE, CB da CAR, conto energia che
prelievi quali oneri di sistema sull'energia elettrica)
vengono spesso modificate a posteriori, con l'appro-
vazione di nuove norme successive alla realizzazio-
ne degli interventi (variazione degli oneri di sistema
per gli impianti CAR, decreto spalmaincentivi per il
fotovoltaico ecc.) o addirittura anche tramite modifi-
che interpretative da parte del GSE, senza che siano
intervenute variazioni normative (contestazione di
progetti TEE con revisione a posteriori della baseli-
ne, introduzione arbitraria del criterio del 'addizio-
nalit economica ecc.); - in definitiva gli incentivi alle diverse soluzioni di efficienza energetica vengono spesso erogati in
maniera eccessiva in alcune fasi per poi essere
drasticamente ridotti in maniera altrettanto repentina
in quelle successive, spesso senza una razionale nor-
mativa a supporto. Assoesco auspica pertanto che nella SEN si preveda: - Cabina di Regia che raggruppi tutti i soggetti istituzionali operanti sui temi dell'energia (MISE,
MATTM, Regioni, GSE, AEEGSI, ENEA, RSE) per la
condivisione delle politiche e degli orientamenti as- 29 IL CTI INFORMA Dossier CTI sunti dallo Stato e dalla UE in tema di energia; - Osservatorio Permanente con la partecipazione aperta a tutti gli Stakeholder (associazioni dei con-
sumatori, degli operatori, delle istituzioni finanziarie
ecc.) attraverso il quale la predetta Cabina di Regia
possa raccogliere tutte le richieste e i suggerimenti
per la miglior gestione delle tematiche energetiche; - Elaborazione da parte della Cabina di Regia, anche sulla base di quanto raccolto presso l'Osservatorio
Permanente, di indicazioni per una struttura legislati-
va organica e duratura, che garantisca a tutti gli Sta-
keholder e in particolare agli operatori di mercato la
certezza delle regole e la loro stabilit di medio-lun-
go periodo, avendo cura di usare la leva degli
incentivi nella misura minore possibile e comunque
solo dove stret amente necessario per avviare l'uso
di una tecnologia e di soluzioni organizzative ritenu-
te strategiche per la positiva evoluzione del settore
energetico italiano. - Individuazione di nuove fattispecie di incentivi che consentano premialit 'plus' alle efficienze di siste-
ma e non solo di singole tecnologie (problema so-
prattutto riferito alle tecnologie digitali tipo Industria
4.0, cumulabilit Certificati Bianchi e Iperammorta-
mento/Superammortamento, ravvedimento operoso
anche negli incentivi all'efficienza e alla produzione
ad alto rendimento). - Ideazione di percorsi obbligati di efficientamento per le seguenti fattispecie: pubblica amministrazione
(per gli edifici sia centrali che locali), PMI, grandi
imprese ed energivori (ad es. obbligo di realizzazio-
ne delle efficienze dichiarate in audit). - Creazione di nuovi fondi per l'efficienza che siano strumenti finanziari accessibili anche alle ESCO e
non solo agli utilizzatori/consumatori/beneficiari fi-
nali. In particolare si richiede che tutte le misure che
prevedono l'erogazione di fondi agevolati, a fondo
perduto e non, prevedano la possibilit di accesso
da parte delle ESCo. - Superamento di barriere all'Energy Performance Contract (EPC) nella pubblica amministrazione e nel
Piano Nazionale Industria 4.0 (Iperammortamento e
Superammortamento per le ESCo). - Eliminazione dell'obbligo di connessione a un solo consumatore per il riconoscimento ad alto rendimen-
to. - Focalizzazione della riforma tariffaria degli oneri generali di sistema sulla generazione distribuita e
sull'autoproduzione ad alto rendimento con la tariffa
prevalentemente proporzionale all'energia prelevata
e con l'applicazione della quota per la potenza cal-
colata come media mensile dei picchi giornalieri e
non come picco mensile. - Formazione e informazione nelle scuole, nelle uni- versit, convegni, seminari per diffondere e realiz-
zare la policy comunitaria 'putting energy efficiency
first'. ASSOLOMBARDA CONFINDUSTRIA
MILANO MONZA E BRIANZA
Massimo Di Domenico
' www.assolombarda.it Il recente documento per la Strategia Energetica Na-
zionale (SEN 2017) propone un percorso per certi
versi rinnovato rispet o al precedente piano, presen-
tato dopo un periodo di oblio, solo pochi anni fa.
Sono sicuramente innumerevoli gli spunti trattati, ma
per l'economia di questo articolo, evidenzieremo gli
argomenti che sono a cuore di Assolombarda, asso-
ciazione industriale con circa 6000 aziende associate
e cuore pulsante dell'economia lombarda nonch
italiana.
In cima alla lista degli argomenti troviamo certamente
l'efficienza energetica indicata come prima priorit
anche dalla oramai precedente strategia energetica
nazionale (SEN 2012). Il tema qui non tanto quello
di sostenere questo importante pilastro della strategia,
quanto quello di promuove ulteriori azioni a suppor-
to dell'efficienza energetica nell'industria. Il piano
giustamente orienta i propri sforzi nella direzione
di coinvolgere il set ore dei trasporti e del 'edilizia,
ad iniziare dall'edilizia pubblica. Dal punto di vista
industriale per bene ricordare che numerose sono
le azioni ancora da effettuare in questo comparto, a
iniziare da una riduzione delle barriere che ostaco-
lano il fare efficienza in azienda. Barriere di natura
finanziaria ma anche tecnologica, oltre che di natura
culturale. Su questi fronti Assolombarda attivamente Dossier CTI 30 impegnata nel coinvolgere le imprese e nel creare un
sound environment che possa contribuire a rendere
pi semplice ed efficace fare dell'efficienza energetica
nelle imprese.
Un tema fortemente correlato a quanto sopra riveste
il sistema dei certificati bianchi, un meccanismo che
rischia di languire nell'incertezza normativa e rego-
latoria in attesa che le nuove linee guida possano
finalmente sortire gli effetti positivi sul 'industria e la
possibilit di incentivare investimenti volti a ridurre i
consumi energetici del e imprese e a migliorare, da
un punto di vista dell'efficienza energetica, il parco
produttivo delle imprese. Inoltre, da un punto di vista
meramente tariffario, la riforma degli oneri generali di
sistema rischia di rendere sempre meno profittabili e
appetibili gli investimenti in tema di efficienza energe-
tica e autoconsumo su cui puntano molte delle nostre
imprese.
Manca in questo momento un quadro regolatorio
organico, chiaro e univoco, che dia certezza nel
medio-lungo periodo agli investimenti che le aziende
stanno o vorrebbero intraprendere, soprattutto nel
settore dell'efficienza energetica. Si diffonde sempre
pi tra le imprese, in particolare tra le multinazionali
con sedi in Italia, un atteggiamento di profonda sfi-
ducia sull'affidabilit 'regolatoria' del sistema Paese
in ambito energetico. In questo clima di incertezza e
instabilit regolatoria la finanziabilit degli interventi
di efficienza energetica e di riduzione delle emissioni
clima-alteranti trova una sempre maggiore percezione
di rischio da parte di istituti finanziari che abbandona-
no tale mercato.
Lato domanda, l'industria soffre delle turbolenze che
hanno attraversato i mercati energetici in tempi re-
centi, soprattutto per quanto riguarda il Mercato dei
Servizi del Dispacciamento e il tema degli sbilan-
ciamenti, e di un ruolo ancora troppo passivo: la
partecipazione della domanda stenta a partire e i ten-
tativi di stimolo regolatorio, in questo senso, da parte
dell'Autorit per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema
Idrico (AEEGSI), seppur lodevoli, necessitano ancora
di essere inseriti un quadro regolatorio organico che
ne garantisca efficienza ed efficacia.
Lato offerta, le difficolt economiche che affliggono alcune societ di vendita dell'energia gettano ombre
sulla tenuta e sostenibilit economica del mercato
retail dell'energia nel suo complesso. Anche relativa-
mente al tema della qualit del servizio elettrico, le
aziende lamentano una scarsa attenzione da parte
delle istituzioni, che dovrebbero spronare maggior-
mente i distributori a investire sulla rete e a minimiz-
zare le interruzioni elettriche, causa di ingenti perdite
economiche.
Le aziende italiane restano, infine, oberate da un co-
sto dell'energia che le rende scarsamente competitive
in rapporto ai competitor europei e globali. La spesa
per oneri generali di sistema, in particolare, seppur
sotto controllo, pesa ancora troppo sulle PMI che
non hanno accesso a sistemi di agevolazione, quali i
rimborsi per energivori oppure l'interrompibilit. C' il
rischio poi che il peso della spesa per oneri generali
sulle aziende torni a crescere in caso di significative
diminuzione dei consumi dettate dal ciclo economico
o dai positivi effetti degli interventi di efficientamento
energetico.
Infine importante evidenziare l'importanza connessa
allo sviluppo di tecnologie innovative e loro adozione
da parte del e imprese, consentendo loro di offrire
prodotti e soluzioni pi performanti rispetto al passa-
to. In molti casi, l'innovazione porta con s anche una
riduzione dei consumi energetici e delle risorse neces-
sarie per la realizzazione di prodotti e servizi.
L'evoluzione tecnologica sempre pi rapida mette a
dura prova un sistema regolatorio che, da una par-
te, dovrebbe disporre di regole certe e durature e,
dall'altra, dovrebbe dinamicamente adattarsi a nuove
evoluzioni tecnologiche e di mercato per promuoverle.
Si pensi alle tecnologie avanzate per l'Efficienza Ener-
getica, lo storage (anche residenziale) e il demand
response. importante che questo trend sia sostenuto
ed incrementato, in coerenza con le politiche europee
che considerano l'innovazione tecnologica, in partico-
lar modo nel settore energetico, una leva fondamenta-
le di sviluppo per le PMI e per il sistema industriale nel
suo complesso. importante che la nuova SEN riesca
a prevedere l'evoluzione delle diverse tecnologie nel
set ore energetico e ambientale e punti a sviluppare
una filiera tutta italiana dell'innovazione tecnologica. 31 IL CTI INFORMA Dossier CTI CNPI
Renato D'Agostin
' www.cnpi.eu La Comunit Europea pone la persona al centro del
progetto, da perseguire attraverso una politica di ef-
ficienza energetica. Fra gli obiettivi figurano, oltre al
risparmio energetico, il ricorso ad energie rinnovabili
e la riduzione emissioni inquinanti, anche un aumento
del numero degli occupati e dei laureati, gli investi-
menti in innovazione, la diminuzione della dispersio-
ne scolastica e delle persone a rischio povert. Buona
parte di tali obiettivi si concretizza come ricadute
'gratuite' di una seria ed efficace programmazione
del miglioramento dell'efficienza energetica nel patri-
monio edilizio esistente, pubblico e privato.
Allo stato attuale, per far fronte agli impegni formali
assunti dal Paese nei confronti della Comunit Euro-
pea, si risponde con una sorta di volontariato virtuoso
affidato all'iniziativa dei cittadini, lautamente incenti-
vato dal sistema fiscale. Gli incentivi 'a pioggia' atti-
vati, non garantiscono per la necessaria capillarit e
uniformit degli interventi. Innanzitutto prescindono da
un'analisi che rapporti i costi ai conseguenti benefici,
in secondo luogo, in maniera del tutto incongruente,
consentono premi per interventi inefficaci ai fini del
contenimento energetico.
A tutto questo si aggiunge una generalizzata difficol-
t, per utenti e addetti ai lavori, di districarsi in modo
corretto e consapevole nel coacervo dei dispositivi e
incentivi che regolano la materia, emanati di volta in
volta anche in recepimento a specifiche direttive euro-
pee, con frequenti rimandi, modifiche, integrazioni a
precedenti disposizioni. Rispetto a questo ginepraio
di provvedimenti sarebbe fondamentale costituire un
testo unico della strategia energetica per garantire
al piano, organicit, omogeneit ed efficacia. Rivol-
gendo l'attenzione al risultato pi che agli aspetti di
dettaglio e agli adempimenti burocratici.
Qualsiasi progetto, tanto pi un piano complesso e di
straordinaria portata ed effetto come quello in esame,
non pu prescindere dalla conoscenza dello stato di
fatto. Al momento per, il patrimonio edilizio esistente
non energeticamente conosciuto, n possono essere
di aiuto i dati parziali e spesso inaffidabili di certifica- zioni e attestazioni.
Lo strumento catastale certamente in grado di fornire
un 'catasto energetico', utilizzando la relazione tra
dati noti (superficie delle unit immobiliari) e semplici
dati da inserire (spesa annuale e tipo di combustibile
utilizzato). Ne deriverebbe, con accettabile approssi-
mazione, il grado di efficienza (inefficienza) energe-
tica dell'unit immobiliare, fornendo il fabbisogno di
energia primaria in kWh/m2. Il 'catasto energetico',
ordinato per grado di efficienza (inefficienza) ener-
getica, dar origine alla graduatoria degli edifici pi
'energivori'.
I fabbricati che maggiormente sprecano energia po-
tranno quindi essere individuati come meritevoli di
interventi di riqualificazione energetica. In questo mo-
do si stanerebbero i maggiori sprechi energetici e si
indirizzerebbe il progetto nazionale verso la massima
efficacia.
Per tali edifici la diagnosi energetica, predisposta da
professionisti esperti, deve individuare il ventaglio di
possibili interventi, graduati in relazione al rapporto
costi/benefici. La diagnosi dovr avere caratteristiche
di asseverazione per garantire scientificamente, a tute-
la degli utenti, i risultati dell'intervento.
L'obiettivo che si pone il progetto non pu prescindere
dall'obbligo degli interventi necessari in relazione al
grado di efficienza (inefficienza) degli edifici esistenti
e al rapporto costi/benefici dei rimedi. L'aspetto impo-
polare dell'obbligatoriet pu essere certamente mo-
tivato dall'interesse generale e mitigato dal finanzia-
mento totale dell'investimento, attraverso uno specifico
fondo rotativo, completamente restituito dai risparmi
conseguiti nei tempi programmati nella diagnosi.
La sostenibilit del piano non necessita del notevole
impegno di risorse a fondo perduto (65%) previsto
dall'attuale sistema. Ci non toglie che forme di aiuto
complementari potrebbero eventualmente essere indi-
viduate, ad esempio in conto interessi, in conto capita-
le e a garanzia pubblica degli investimenti.
Quel giacimento energetico virtuale, attualmente gia-
cente all'interno degli edifici, gi presente nei bilan-
ci di spesa gestionale dei prossimi anni. destinato
a disperdersi nell'atmosfera anno dopo anno, ma
potrebbe essere sfruttato a costo zero. Il risparmio del Dossier CTI 32 40% dell'attuale fabbisogno, corrisponde a oltre 10
Mtep/anno: l'equivalente della produzione di alcune
centrali termonucleari di media potenza (110 centrali
di Latina o 20 centrali di Caorso).
Nell'ipotesi di un intensivo programma decennale di
riqualificazione energetica, si potranno generare 200
miliardi di ' di opere di riqualificazione, con un con-
seguente incremento del PIL e una crescita occupazio-
nale di 1,6 milioni di unit. Oltre ad un aumento dei
fabbisogni di prestazioni professionali nel settore, con
relativo indotto nell'attrattiva delle lauree nel campo
energetico.
Gli effetti, oltre a ridurre le emissioni in atmosfera,
consentirebbero pure un miglioramento della qualit
all'interno degli ambienti di vita e di lavoro, derivato
da un maggiore comfort indoor.
Il patrimonio edilizio esistente ne uscirebbe decisa-
mente e complessivamente rivalutato, indipendente-
mente dalle possibilit economiche dei proprietari.
Col risultato di ottenere abitazioni e citt pi efficienti,
abitate da persone con qualit di vita migliore e con
maggiore disponibilit di risorse economiche. FEDERESCO
Alessandro Pascucci
' www.federesco.org Sulla Strategia Energetica Nazionale necessario
molto pi coraggio da parte del Governo! indispen-
sabile e urgente imprimere maggiore velocit e inten-
sit nella transizione verso un'economia low carbon!
Nella definizione della nuova SEN, Federesco ritie-
ne fondamentale, come sostenuto a livello europeo,
rivedere l'ordine delle priorit d'azione e collocare
l'efficienza energetica al primo posto e, quindi, al di
sopra dello sviluppo delle rinnovabili.
urgente definire un Piano Energetico Nazionale, che
utilizzi la seguente relazione:
Fabbisogno energetico annuo attuale ' Efficienza
energetica annua realizzata = Fabbisogno energetico
annuo futuro.
L'efficienza energetica indispensabile per raggiun-
gere un fabbisogno energetico pi basso, che andr
soddisfatto attraverso la definizione del mix produttivo
di nuovi impianti in generazione distribuita (prevalen- temente da rinnovabili), il contestuale smantellamento
delle grandi centrali fossili e la ristrutturazione della
rete elettrica (smart grids): prima si riduce e poi si
converte il fossile con le rinnovabili. necessario porsi
degli obiettivi sfidanti che vadano oltre quelli indicati
per il 2030, portandoli al 40%.
Si ritiene urgente dare piena operativit al Fondo di
garanzia previsto, ormai da tre anni, dall'Art. 15 del
D.Lgs. 102/2014. Tale fondo dovrebbe essere ali-
mentato sia dagli utili detassati del sistema bancario,
sia dai risparmi generati dagli interventi realizzati,
avvalendosi di una garanzia di ultima istanza dello
Stato. Si incoraggia, inoltre, la diffusione di controlli
della validit progettuale degli interventi, da realizza-
re da parte di Organismi di Ispezione di parte terza
accreditati.
Al fine di agevolare i rapporti tra gli operatori di setto-
re, si ritiene necessario istituire un interlocutore gover-
nativo unico sui temi energetici, che gestisca le risorse
derivanti dall'unificazione di tutti i fondi stanziati nel
bilancio dello Stato per la realizzazione degli inter-
venti di efficienza energetica. Inoltre, imprescindibi-
le coinvolgere le ESCo nel dialogo istituzionale come
attori chiave per lo sviluppo dell'efficienza energetica
e per fare formazione e informazione.
La riqualificazione energetica della PA non deve
essere solo un impegno, come riportato nella nuova
SEN, ma una priorit, cos come stabilito dalla CE sul
'ruolo esemplare' del settore pubblico. Per questo,
urgente il monitoraggio energetico e l'esecuzione del-
le diagnosi energetiche su tutti gli immobili della PA
e si suggerisce di costituire una struttura equiparabile
ad una ESCo pubblica che fornisca supporto nella
realizzazione degli interventi. Infine, l'attivazione di
distretti energetici regionali comporterebbe lo sviluppo
di attivit produttive e competenze professionali nel
settore, con il conseguente aumento dell'occupazione
a livello locale.
indispensabile liberalizzare la generazione distri-
buita sul territorio italiano ' prevalentemente da FER
' e presso qualunque tipologia di soggetto cos come
evidenziato dall'Antitrust nella comunicazione del
23/12/2011, rivedendo la definizione dell'art. 2, c.
5 del D.Lgs. 79/99 sul 'cliente finale'. A sostegno di 33 IL CTI INFORMA Dossier CTI un'effettiva decarbonizzazione del settore, si ritiene
necessario lo sviluppo massivo della mobilit privata
elettrica e l'incentivazione dell'accumulo elettrico an-
che per le piccole utenze.
Pur condividendo l'urgenza di adottare una 'misura
ufficiale' della povert energetica in Italia e di raf-
forzare le politiche di riqualificazione degli edifici
residenziali pubblici (social housing), le proposte
avanzate dalla nuova SEN restano insufficienti e inef-
ficaci nel contrastare tale fenomeno. Si ritiene, infatti,
fondamentale istituire un Organismo unico (Agenzia
Nazionale) sotto l'egida del Ministero del Lavoro e
delle Politiche Sociali che, agendo quale provider di
commodity energetiche e sostenuto da un Fondo so-
ciale per il finanziamento degli interventi, sia deputato
alla trattazione dell'insieme degli aspetti inerenti le
politiche in materia.
Sono da rivedere le considerazioni in merito al livello
di intensit energetica in Italia. Infatti, la struttura
economica nazionale si fonda in gran parte su mi-
cro-imprese, le quali essendo meno energivore rispetto
ad altri settori evidente che siano meno rilevanti in
termini di intensit energetica. L'alta qualit dell'arti-
gianato italiano, ad esempio, contribuisce all'aumento
del PIL senza tuttavia avere un peso significativo sul
fabbisogno e l'intensit energetica nazionale. Per-
tanto, riteniamo che il livello di intensit energetica
italiano non sia basso, come sembra dal confronto
con gli altri Paesi!
Dovendo andare verso un'economia a basse emissioni
di carbonio e un'economia circolare, necessario
fin da subito creare cultura, distinguendo net amente
i settori delle energie rinnovabili e di efficienza ener-
getica: oltre a quello gi proposto dalla nuova SEN
in materia di rinnovabile elettrico, importante che il
GSE proponga un secondo studio sui livelli occupazio-
nali relativi al solo settore dell'efficienza energetica. FIPER
Vanessa Gallo
' www.fiper.it

Definire una strategia energetica resiliente rispetto ai
cambiamenti geopolitici, che permetta al nostro Paese
di migliorare la competitivit a livello internazionale, non pu prescindere dal mettere in atto in Italia la
Strategia forestale europea con l'obiettivo di 'mobi-
lizzazione' delle risorse legnose a fini produttivi e
energetici. Investire sulla gestione forestale a livello
di sistema Paese, permetterebbe all'Italia di garantire
l'autonomia energetica a 800 Comuni delle aree alpi-
ne e appenniniche, diminuire le importazioni di legna
da ardere e pellet dall'estero, disporre di legname
d'opera pregiato per la filiera dell'arredamento e pre-
venire i rischi idrogeologici.
Trattandosi di strategia sarebbe auspicabile e utile
definire gli scenari di riferimento al 2050 (lungo pe-
riodo), sulla base delle indicazioni fornite dalla Road
map 2050 europea, anzich al 2030 (medio). Inoltre,
si continuano a ritenere importanti ed indispensabili
le fonti termiche e l'efficienza energetica pi compe-
titive rispetto al comparto elettrico da FER, come gi
evidenziato in precedenza dal PAN e dalla SEN 1.0.;
approccio, tuttavia, che non ha trova poi riscontro ne-
gli obiettivi di scenario.
Nell'ambito delle rinnovabili elettriche, fondamenta-
le evitare azioni, nonch meccanismi di sostegno che
possano comportare il ripresentarsi di criticit gi spe-
rimentate in passato come interventi problematici per
il miglioramento della qualit dell'aria (combustione
di biomasse in impianti a limitata qualit tecnologi-
ca), distorsioni nel mercato di approvvigionamento
dei biocombustibili (biomasse legnose) a causa della
disparit di trattamento a livello di incentivazione tra
energia elettrica e termica. In generale, necessario
concepire nella SEN nuovi strumenti flessibili con
sistemi di finanziamento misti quali ad esempio di
fondi di rotazione, che permettano il finanziamento
con il coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti,
BEI, fondi di garanzia e Feas per la promozione del
teleriscaldamento nelle zone montane. Si condivide
la promozione delle energy communities nel disegno
del nuovo sistema elettrico, finalizzate alla creazione
di un mercato che favorisca sistemi di distribuzione
locali chiusi.
Sulle bioenergie, si condivide la proposta di far evol-
vere i meccanismi di supporto alle rinnovabili vicino
al market parity, da incentivi diretti sulla produzione a
politiche abilitanti. Dato il costo di approvvigionamen- Dossier CTI 34 to del biocombustibile, si riequilibrer la distorsione
di mercato registrata in questi anni nel mercato di
approvvigionamento del cippato tra i grandi produtto-
ri di sola energia elettrica con totale dissipazione del
calore prodotto (impianti da 10-50 MW) e i produt-
tori di energia termica. Si favorir in questo modo lo
sviluppo di impianti co-trigenerativi abbinati a reti di
teleriscaldamento capaci di ottimizzare la produzione
di energia e economicamente sostenibili.
Si condivide il supporto per la prosecuzione del 'e-
sercizio degli impianti esistenti a biogas a condizioni
pi efficienti e meno costose; si propone a tal fine di
investire in ricerca e sviluppo magari con il coinvol-
gimento di RSE per produrre e accumulare l'energia
derivante da questi impianti (programmabile) negli
sbilanciamenti di rete e quindi definirla come 'garan-
zia di approvvigionamento' nei periodi di picco della
domanda. Si propone inoltre di prevedere la possibi-
lit di fissare un monte kWh annuale di produzione
massima e lasciare al 'operatore la possibilit di ge-
stire e ottimizzare la produzione e immissione in rete
di energia elettrica a costi contenuti; ci presuppone
l'abrogazione dello spalma incentivi.
Nel comparto biomasse viene considerato esclusiva-
mente l'apporto di caldaie a biomassa, pellet, nessun
accenno al teleriscaldamento a biomassa. Nell'ottica
di promuovere le tecnologie pi performanti in termini
di abbattimento delle emissioni, si ritiene fondamen-
tale favorire lo sviluppo di questa tecnologia. I dati
pubblicati da Arpa Lombardia, confermano che il
teleriscaldamento a biomassa dotato di sistemi di
abbattimento delle emissioni riduce notevolmente i
fattori di emissione di PM10 e polveri sottili nel settore
residenziale e permette di monitorare in tempo reale
(in continuo). Si ritiene quindi importante sottolineare
e far emergere maggiormente all'interno della SEN il
principio secondo cui vengono innanzitutto promossi
gli impieghi di biomasse legnose vergini presenti sul
territorio per la produzione di energia termica e/o
termica ed elettrica in assetto cogenerativo in impianti
dotati di performanti sistemi di abbattimento delle
emissioni collegati a reti di teleriscaldamento. Inoltre,
non considerando l'apporto del teleriscaldamento a
biomassa e non favorendo in generale l'impiego delle biomasse a fini energetici, l'incremento della quota di
FER termiche al 2030 sarebbe imputabile quasi esclu-
sivamente alle pompe di calore, indicazione poco
efficace e efficiente in termini economici, ambientali e
occupazionali per le aree interne che dispongono di
ingenti quantit di biomassa provenienti dalla gestio-
ne forestale locale.
La produzione di biometano derivante dall'impiego
delle biomasse agricole e/o sottoprodotti rappresenta
una delle possibili opzioni da considerare nella SEN
per favorire la riconversione degli impianti a biogas
esistenti e garantire la loro evoluzione post incentivo
elettrico. Lo sviluppo del biometano consentir di de-
stinare almeno una parte del biogas usato per la pro-
duzione elettrica soprattutto ai trasporti, a condizione
che venga premiata la riconversione degli impianti
esistenti, e quindi a tal fine si provveda all'abrogazio-
ne della norma 'spalma incentivi'. FIRE
Dario Di Santo
' www.fire-italia.org Il documento posto in consultazione dal MiSE con-
divisibile negli obiettivi generali ' riduzione delle
emissioni sul percorso tracciato dall'Accordo sul clima
di Parigi, sicurezza del sistema energetico e competi-
tivit delle imprese industriali e del sistema Paese nel
periodo della transizione ' e nelle priorit individua-
te ' rinnovabili, efficienza energetica, sicurezza del
sistema, competitivit del mercato, phase out del car-
bone, ricerca e sviluppo sulle tecnologie. Si presenta
inoltre equilibrato nella sintesi presente in apertura, in
cui vengono illustrate brevemente le principali azioni
proposte. Di seguito alcune osservazioni focalizzate
sulla priorit efficienza energetica.
Un elemento negativo, che appare evidente non ap-
pena si passi all'analisi di dettaglio delle priorit,
lo spazio dedicato a ciascuna di esse, che presenta
differenze consistenti. Gi dalla lettura dell'indice del
documento risulta che le pagine dedicate all'efficienza
energetica sono circa un quinto di quelle a disposizio-
ne rispettivamente della competitivit e della sicurezza
dei mercati energetici, nonostante il numero di azioni
proposte risulti molto elevato. Ci pu essere dovuto 35 IL CTI INFORMA Dossier CTI sia a una maggiore disponibilit di dati e profondit
di analisi per ci che ruota intorno ai combustibili
fossili, sia a una maggiore attenzione a questi ultimi.
Il risultato che le misure delineate per l'efficienza
energetica sono solo accennate e non corroborate da
analisi di fattibilit o piani di azione, il che le rende
pi simili a un elenco di buoni propositi che non a
una reale strategia.
Collegato al punto precedente la mancanza di stime
sui costi associati all'attuazione degli obblighi e sulle
risorse che la SEN prevede di associare a ciascuna
misura proposta. Dal momento che buona parte di
queste risulta ad elevato impatto di capitale, la man-
canza di indicazioni sugli investimenti previsti e sul
supporto pubblico contribuisce a rendere le azioni
elencate vaghe, se non complessivamente inapplica-
bili (si pensi ad esempio al riferimento a metro, tram,
trasporti ferroviari e cambio della modalit nei tra-
sporti: le risorse richieste, non solo economiche, sono
ingenti e non ci sono esperienze recenti che facciano
pensare a un percorso pi agevole nei prossimi anni).
L'impressione, collegata anche a quanto indicato
nelle premesse del documento, che molto finisca
per dipendere dall'introduzione sul mercato di nuove
tecnologie, capaci di produrre risparmi energetici e ri-
duzioni delle emissioni a costi molto pi bassi di quelli
prevedibili con l'applicazione delle soluzioni oggi
disponibili. Su questo tema, la priorit dedicata alla
ricerca e allo sviluppo si appoggia prevalentemente
alla ricerca pubblica, di cui si prevede una revisione
per renderla pi efficace, e ai programmi europei
aperti alle imprese.
Indubbiamente non facile definire una strategia
puntuale per l'efficienza energetica, visto quanto il
tema risulta articolato e interconnesso con le altre
priorit, per riteniamo che sia possibile fornire degli
elementi aggiuntivi, che consentano di capire meglio
cosa occorra al mercato ' ossia ad operatori e utenti
finali, ma anche ai decisori pubblici nazionali e loca-
li ' per strutturarsi e attuare le misure proposte. Ci
risulta ancora pi necessario considerata la priorit
data al settore dei trasporti e agli edifici, due ambiti
che finora non hanno contribuito particolarmente ai
risultati conseguiti nel nostro Paese (a parte il parco immobiliare collegato al residenziale).
Sul fronte delle misure di supporto, la SEN 2017
prevede un rafforzamento e una semplificazione degli
schemi esistenti ' un elemento positivo per la continui-
t, sebbene si tratti di due termini facili da usare, non
sempre da applicare se si guarda alla storia recente
' l'introduzione di nuovi dispositivi rivolti ai trasporti e
al terziario, la prosecuzione del programma Industria
4.0 e del PREPAC per la P.A. e il lancio del fondo di
garanzia atteso dal 2011. inoltre prevista un'azione
insieme ad altri Paesi dell'Unione Europea per rive-
dere le regole sulla contabilit delle amministrazioni
pubbliche. Si tratta di una misura auspicabile, visto
che si continua a parlare di contratti EPC e di finan-
ziamento tramite terzi per la riqualificazione degli edi-
fici pubblici, ma che le linee guida Eurostat rendono
molti degli strumenti di fatto inutilizzabili con i vincoli
del Patto di stabilit. Conviene per assicurarsi di ave-
re una strategia alternativa nel caso questa iniziativa
non vada a buon fine.
In conclusione, il documento proposto viene giudi-
cato positivamente, in quanto utile per avviare una
discussione e un confronto fra i vari stakeholder su
obiettivi ambiziosi e che richiederanno azioni siner-
giche fra istituzioni e operatori di mercato. La parte
sull'efficienza energetica potrebbe per beneficiare di
qualche approfondimento aggiuntivo e di stime sugli
investimenti e sul supporto previsto, oltrech di alcune
aggiunte che proporremo come FIRE. Regione Lombardia, ILSPA
Andrea Mutti
www.regione.lombardia.it ' www.ilspa.it Il documento di consultazione relativo alla Strategia
Energetica Nazionale (SEN) prende in considerazione
una serie di tematiche estremamente eterogenee, che
presentano complementariet con altri settori: si passa
dallo sviluppo delle rinnovabili per arrivare a tecno-
logia, ricerca ed innovazione, attraverso l'efficienza
energetica, la sicurezza dell'approvvigionamento e la
competitivit dei mercati dell'energia.
Il Programma Energetico Ambientale Regionale (PE-
AR), redatto a cura della Direzione Generale Am- Dossier CTI 36 biente Energia e Sviluppo Sostenibile di Regione
Lombardia con il supporto della Divisione Sostenibilit
Ambientale ed Energia di Infrastrutture Lombarde (IL-
SPA), approvato con D.G.R. 12-06-15 n. X/3706,
pur inserendosi all'interno della precedente versione
della SEN (D.L. n. 25-06-08) e rifacendosi alle pi re-
centi Direttive e politiche europee di settore, aveva gi
in parte anticipato alcune delle tematiche presenti nel
nuovo documento di consultazione della SEN.
Regione Lombardia, a conferma della propria storica
attiva partecipazione nell'ambito del Coordinamento
energia della Conferenza delle Regioni, ha individua-
to tre tematiche di particolare interesse: rinnovabili,
mercato del gas, mercato petrolifero e logistica. Su
tali argomenti si proposta ed ha ottenuto la funzio-
ne di sub coordinatore in ambito della Conferenza
stessa.
L'attiva partecipazione di Regione Lombardia a tavoli
istituzionali e di normativa tecnica (anche con il sup-
porto di ILSPA) ha permesso di trasferire l'impegno e
l'esperienza raccolti in un sistema molto efficace, a
livello legislativo (certificazione energetica degli edifi-
ci, anticipo al 2017 dei requisiti sugli nZEB, gestione
degli impianti termici), di semplificazione burocratica
(Registro regionale Sonde Geotermiche e Modello
Unico Trasmissione Atti impianti FER) e di incentivazio-
ne (bandi di finanziamento per diagnosi energetiche
delle PMI, riqualificazione energetica degli immobili
di Enti Locali, impianti di pubblica illuminazione, ricer-
ca/innovazione).
Le principali misure per il raggiungimento dei risultati
che il PEAR 2015 si prefigge considerano di fatto
molti spunti presenti nel documento di consultazione
della SEN. Nel settore civile si pone l'accento sulla
semplificazione per gli interventi di demolizione/rico-
struzione e sul maggior rigore dei criteri energetici per
il terziario e per le costruzioni su suolo libero. Altres
si evidenzia l'importanza cruciale dell'efficientamento
dell'edilizia residenziale pubblica/privata e delle strut-
ture commerciali e turistiche, nonch, pi in generale
negli usi finali di diffusione della cultura dell'efficienza
e della gestione dell'energia. Nel settore servizi si
intende sviluppare ed efficientare le reti di pubblica
illuminazione e di teleriscaldamento. Nel settore indu- stria, con il proposito prioritario di ridurre i consumi,
si punta sul supporto alla conoscenza (smart speciali-
sation, cluster tecnologici) e sulla diffusione di Sistemi
di Gestione dell'Energia (SGE) e delle diagnosi ener-
getiche. Per il settore trasporti obiettivo prioritario
l'infrastrutturazione per la mobilit elettrica e per l'uso
del biometano (autoveicoli/immissione in rete). Come
misura trasversale, la chiave di lettura lo sviluppo di
una Lombardia SMART. L'impatto di tali misure stato
stimato in circa 1.600 (scenario medio) ' 2.600 (sce-
nario alto) ktep di risparmi al 2020.
Anche nella realizzazione dei bandi di finanziamento
a supporto delle azioni previste dal Piano, sono stati
considerati aspetti presenti nel documento SEN in
consultazione. Nel bando FREE (che finanzia riqualifi-
cazioni energetiche di edifici pubblici), uno dei criteri
quantitativi per la valutazione delle richieste di finan-
ziamento richiede la presenza di sistemi di monito-
raggio della produzione e dei consumi energetici del
sistema edificio-impianto e di display per informazio-
ne all'utenza/cittadinanza dei consumi, della quota di
rinnovabili e delle emissioni di CO2 evitate. Il punteg-
gio viene attribuito in funzione del tipo di grandezze
monitorate, dei servizi considerati e delle modalit di
archiviazione delle informazioni. Nel bando per la
realizzazione di diagnosi energetiche e l'implementa-
zione di SGE, emanato da Regione Lombardia ai sen-
si del comma 9 articolo 8 del D.Lgs 4 luglio 2014 n.
102 (Bando, approvato con DECRETO N. 8675 del
08/09/2016), si richiede che le diagnosi energetiche
siano condot e da ESCO, EGE o auditor energetici
certificati, e che il SGE debba essere conforme alla
norma UNI CEI EN ISO 50001.
Per ultimo si vuole ricordare l'impegno di Regione
Lombardia per il monitoraggio dei dati legati alla
tematica energia. Regione Lombardia, infatti, ha inca-
ricato ILSPA di realizzare e gestire importanti catasti
regionali, tutti in open data. In essi confluiscono i dati
relativi alle certificazioni energetiche (CENED), alle at-
tivit di targatura, ispezione, manutenzione degli im-
pianti termici (CURIT), e l'elenco di tutte le installazioni
di sonde geotermiche (Registro Regionale Sonde Geo-
termiche), tutti disponibili al sito www.dati.lombardia.
it. A questi si affianca il Sistema Informativo Regionale 37 IL CTI INFORMA Dossier CTI ENergia Ambiente (SIRENA) per il monitoraggio della
sicurezza, dell'efficienza e della sostenibilit del siste-
ma energetico regionale. UNIONE PETROLIFERA
Franco Del Manso
' www.unionepetrolifera.it Una efficace Strategia Energetica non potr prescinde-
re dai 3 obiettivi principali previsti dalla Energy Union
ovvero: garantire la sicurezza negli approvvigionamen-
ti, ad un costo competitivo a livello globale rispettando
gli impegni COP21. Ci implica l'identificazione della
fuel MIX pi efficace per il Paese con l'assunto del a
neutralit tecnologica tra le diverse fonti.
In quest'ottica, gli impegni per l'Italia derivanti dal-
la proposta di Regolamento Effort Sharing (-33% al
2030), dovranno essere necessariamente riconsiderati
'per non annullare de facto' gli effetti positivi delle
politiche gi anticipate, come sostenuto dallo stesso Mi-
nistero dell'Ambiente in ambito UE, con la conseguente
perdita di competitivit per il Paese.
Parallelamente, l'ipotesi di phase-out dei combustibili
fossili per la mobilit, ad una data stabilita 'per leg-
ge', gi avanzata in alcuni contesti anche istituzionali,
non accettabile. Ci determina incertezza nel settore
e penalizza fortemente le aziende ancora presenti,
rischiando di creare un vero e proprio collasso dell'inte-
ra filiera industriale. In un settore strategico per il Paese
e con lunghi tempi di reintegro degli investimenti, quale
quello petrolifero, necessario che il Governo escluda
con fermezza un simile approccio, adottando scelte
chiare, univoche e consapevoli, in assenza delle quali
si innescheranno da subito fenomeni irreversibili di ulte-
riore disimpegno.
La SEN 2017 dovrebbe quindi affrontare i seguenti
aspetti: - Il settore del downstream petrolifero assicura la coper- tura della domanda di energia primaria per il 35% e
per oltre il 95% nei trasporti. Tender a contrarsi per
effetto del calo dei consumi conseguenti all'efficienza
energetica ed agli obblighi ambientali, ma ricoprir
anche negli scenari pi stringenti un ruolo strategico
per diversi decenni. - La precedente SEN del 2013 non ha affrontato i pro- blemi strutturali dell'industria petrolifera concentrando-
si principalmente sullo sviluppo del mercato del gas e
dell'energia elettrica. - La revisione che si vuole elaborare dovr affrontare i temi specifici del nostro settore per garantire il mante-
nimento di una filiera industriale moderna capace di
assicurare l'approvvigionamento dei prodotti ad un
costo competitivo per il Paese. - Dovr inoltre chiarire l'arco temporale della transi- zione energetica ed il contributo che il settore petro-
lifero potr portare al raggiungimento degli obiettivi
COP21 al 2030, in particolare nella mobilit, con-
siderando, nel confronto tra le diverse tecnologie, le
emissioni dell'intero ciclo di vita del prodotto. - La capacit di penetrazione dei carburanti alternativi ed in particolare della mobilit elettrica dovr essere
misurata con adeguate analisi costi/benefici evitando
l'adozione di meccanismi incentivanti e distorsivi o
l'introduzione di vincoli alle diverse forme di moto-
rizzazione che possano artificialmente alterare la
selezione delle tecnologie disponibili. - Lo scenario sviluppato da UP consente di incontrare gli obiettivi di riduzione della CO2 al 2030 per i vei-
coli leggeri, anche nel caso in cui l'attuale proposta
di Effort Sharing fosse confermata, nel modo pi ef-
ficace possibile e coerentemente con quanto previsto
dalla Direttiva DAFI. - Allo scopo, necessario per il settore un quadro certo e una corretta programmazione degli ingenti inve-
stimenti che dovr affrontare sia nella raffinazione
(graduale trasformazione degli impianti all'evoluzione
della domanda e dell'innovazione tecnologica), sia
nella logistica che dovr essere ristrutturata ed ade-
guata alle nuove esigenze del mercato (biocarburanti,
GNL, crescita jet fuels, nuove specifiche fuels marina)
ed infine nella rete di distribuzione, sempre pi par-
cellizzata e strumento di diffusione di illegalit. - Il mantenimento di un settore industriale efficiente, con un solido sistema tecnologico ed innovativo, gi pe-
nalizzato da una legislazione comunitaria asimmetri-
ca rispetto al resto del mondo, deve essere prioritario
per il Paese e quindi inserito in un quadro strategico e
non oggetto solo di specifici interventi in occasione di
singoli casi di ristrutturazione.


© Eiom - All rights Reserved     P.IVA 00850640186