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Efficienza Energetica degli Edifici - Applicabilità delle nuove EN

Riparliamo dell’efficienza energetica degli edifici perché siamo alla soglia di un nuovo cambiamento, si spera in meglio, ovviamente. A partire da febbraio sono state rese disponibili, a catalogo UNI, tutte le nuove norme EN sviluppate dal CEN sotto mandato della Commissione Europea (per quelli che si ricordano i numeri, il mandato è l’M/480). Sostanzialmente stiamo parlando di un numero piuttosto elevato di norme e rapporti tecnici che la Commissione Europea ha voluto allo scopo di fornire agli Stati Membri uno strumento per il calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici. L’insieme di queste norme rappresenta quindi la nuova metodologia di calcolo, proposta in sede Europea, per fornire indicazioni sull’efficienza e la prestazione energetica degli edifici, siano essi esistenti o di nuova costruzione.

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Energia e Dintorni - Gennaio 2018

Pubblicato
da Dario Tortora
Energia e DintorniSegui aziendaSegui




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Estratto del testo
Roberto Nidasio ' nidasio@cti2000.it Cosa sta succedendo'
La tematica quella dell'efficienza energetica degli
edifici. Argomento certamente non nuovo e gi nor-
mato da un bel po' di anni. Ma in questo momento ne
riparliamo perch siamo alla soglia di un nuovo cam-
biamento, si spera in meglio, ovviamente. Vediamo
quindi che cosa sta succedendo.
A partire da febbraio sono state rese disponibili, a
catalogo UNI, tutte le nuove norme EN sviluppate
dal CEN sotto mandato della Commissione Europea
(per quelli che si ricordano i numeri, il mandato
l'M/480). Sostanzialmente stiamo parlando di un nu-
mero piuttosto elevato di norme e rapporti tecnici che
la Commissione Europea ha voluto allo scopo di forni-
re agli Stati Membri uno strumento per il calcolo delle
prestazioni energetiche degli edifici. L'insieme di que-
ste norme rappresenta quindi la nuova metodologia di
calcolo, proposta in sede Europea, per fornire indica-
zioni sull'efficienza e la prestazione energetica degli
edifici, siano essi esistenti o di nuova costruzione.
Obiettivo del nuovo pacchetto di norme europee
quello di supportare l'applicazione della Direttiva
EPBD (Energy Performance of Building Directive) in
modo efficace, univoco e a prova di software. Nello
sviluppo di tale norme si infatti prestata particolare
attenzione ai collegamenti tra di esse e al fatto che
gli algoritmi venissero scritti in modo inequivocabile.
Solo con il tempo, tuttavia, si sapr se effettivamente
le promesse e le aspettative siano state mantenute; per
il momento analizziamo la situazione e cerchiamo di
capire cosa potrebbe succedere nel breve e medio
termine.
In pratica, a tendere, il pacchetto di queste nuove
norme andr a sostituire le attuali UNI/TS 11300, che
finora sono state il riferimento nazionale per questo tipo di calcoli. Ma quando avverr tutto ci' Quali
saranno i tempi e le modalit di questo recepimento
e passaggio alla nuova metodologia' vero che
si dovr usare il metodo orario' Il presente dossier
vuole rispondere proprio a queste domande, che sono
quelle arrivate con maggior frequenza in questi mesi.
Chiaramente l'approccio che si scelto di adot are
come ente normatore stato condiviso con il Mise
(Ministero dello Sviluppo Economico) avendo il legisla-
tore scelto di citare in legge tali norme. Ricadute nel contesto normativo
Andiamo con ordine. Innanzitutto qualche riga per
spiegare quelli che da un lato possono sembrare
tecnicismi burocratici, ma dall'altro servono a chiarire
anche ai non addetti ai lavori come avverr l'intero
processo di adozione di queste nuove norme. Capia-
mo un po' meglio cosa appena avvenuto. Sostan-
zialmente le norme EN, sviluppate da Comitati Tecnici
(TC) del CEN sono state approvate e quindi inoltrate
ai vari enti di normazione nazionali per il recepimen-
to. L'UNI ha quindi preso tutti questi documenti e li ha
resi disponibili sul proprio catalogo come norme 'UNI
EN'. Facendo parte dell'Europa, questo quello che
normalmente succedere per qualsiasi norma 'EN' o
anche 'EN ISO'.
Tuttavia questo pacchetto di norme presenta una par-
ticolarit intrinseca. Un buon numero di queste, tra le
quali tutte le fondamentali, corredato da cosiddette
'appendici nazionali' che non sono altro che allegati
contenenti una serie di tabelle, attualmente vuote, che
dovranno essere completate dai vari enti normatori.
Valori e parametri da definire a livello nazionale sono
sostanzialmente di due tipologie: dati di contesto (un
esempio su tutti, i dati climatici, che sono chiaramente
diversi a seconda della localit) oppure scelte sull'u-
tilizzo dell'algoritmo di calcolo (selezione di uno tra
pi metodi proposti, scelta di considerare in maniera Efficienza Energetica degli Edifici
Applicabilit delle nuove EN Dossier CTI 14 Gennaio 2018 15 IL CTI INFORMA Dossier CTI pi o meno analitica alcune variabili, ecc.). Tali pos-
sibilit di scelta consentono, cos come richiesto dalla
Commissione Europea, di adattare la metodologia
alle legislazioni dei vari Paesi. possibile infatti otte-
nere il risultato voluto senza modificare le formule ma
agendo solamente su questi parametri di controllo. In
altre parole l'algoritmo di calcolo si presenta natural-
mente molto flessibile e pu essere regolato e model-
lato sulla base di specifiche esigenze o politiche.
Alla luce di quanto appena esposto, appare chiaro
che il primo passo per rendere effettivamente appli-
cabili le nuove norme EN la compilazione di questi
allegati nazionali con i valori che meglio rappresen-
tano il contesto legislativo e normativo Italiano. Su
questo le varie Commissioni Tecniche del CTI sono
gi al lavoro da qualche mese.
Ma non finita qui: nel corso dell'esame delle nuove
norme sono state purtroppo rilevate alcune criticit e
lacune. Del resto, in un pacchetto di norme cos com-
plesso (91 documenti in totale), anche giustificabile
il fatto che qualche cosa possa essere sfuggito. Al
fine di rimediare alle mancanze e con l'obiettivo di
fornire al mercato la miglior metodologia possibile,
sono stati messi in lavorazione anche alcuni moduli
aggiuntivi o sostitutivi di parti delle EN. Dalle prime
riunioni emerso che tra i moduli critici ve ne sia-
no alcuni sviluppati dal CEN TC 228, ad esempio
quel i riguardanti l'emissione, le pompe di calore,
la cogenerazione e poi qualche altro aspetto da
correggere nelle norme sull'accumulo e distribuzione
idronica (pompe di circolazione). Si pensa che tutte
queste parti saranno sostanzialmente riviste e riscritte
a livello nazionale, cercando di essere comunque fe-
deli al format europeo. Il risultato sar quello di avere
appunto una serie di 'moduli sostitutivi' ad alcune
norme europee.
Oltre a ci, alcune parti di metodologia si ipo-
tizzato che vengano aggiunte ex novo, attraverso
'moduli aggiuntivi'. Un esempio in questo senso
costituito dall'attuale UNI/TS 11300-6 sul calcolo del-
la prestazione energetica di ascensori e scale mobili,
richiesto dalla legislazione italiana. Vi da dire che,
fortunatamente, per quanto riguarda questo partico-
lare servizio, essendo il calcolo di questo fabbisogno abbastanza indipendente dal resto dell'algoritmo,
non sembrano esserci grandi difficolt nell'inserirlo
nella metodologia. Altro esempio di modulo che si
pensava di aggiungere riguarda poi gli accumuli
elet rici, ovvero le batterie agli ioni di litio o altro.
Infatti, questi componenti attualmente non sono molto
diffusi, ma non si esclude che in un prossimo futuro
possano esserlo molto di pi. Fino a questo momento
la modellizzazione nell'algoritmo di calcolo delle bat-
terie elettriche non mai stato indispensabile poich
si sempre adottato come step temporale di calcolo il
mese. Cos facendo l'effetto dell'accumulo come se
fosse gi intrinsecamente considerato (per via della
compensazione giorno-notte).
Qualora si dovesse invece effettuare il calcolo su ba-
se oraria, gli accumuli potrebbero invece giocare un
ruolo determinate e discriminante, riuscendo a ridistri-
buire l'energia prodotta durante il giorno sui fabbiso-
gni delle ore notturne o in altri periodi della giornata.
Al termine quindi del lavoro delle varie Commissioni
Tecniche del CTI avremo una serie di appendici na-
zionali, moduli sostitutivi e moduli aggiuntivi a corre-
do delle norme EN. Ma le UNI/TS 11300'
Dett ci, arriviamo alla UNI/TS 11300, che tra
pochi mesi festegger il suo decimo compleanno (per-
lomeno delle sue prime due parti, uscite nel maggio
2008). Con il nuovo assetto normativo che si sta deli-
neando, molto probabilmente le varie UNI/TS 11300
cesseranno di esistere nella forma in cui le conoscia-
mo oggi, ovvero con la metodologia di calcolo ripor-
tata quasi integralmente (con testo, formule, ecc.). Le
nuove UNI/TS 11300 conterranno infatti molte meno
formule e solo quelle per le parti che andranno a
sostituirsi alle EN. Si pensa quindi che esse potranno
avere una duplice funzione: da un lato quella di esse-
re una raccolta dei vari moduli aggiuntivi o sostitutivi
dei quali abbiamo accennato prima; dall'altro essere
una linea guida per l'applicazione delle nuove EN in
Italia. In tal senso la UNI/TS 11300 far la ponte tra
le norme europee e la legislazione nazionale, con-
sentendo alle prime di tener conto di quanto espresso
nella seconda. Applicazione delle nuove EN in Italia
Ma quindi, quando si potranno applicare le nuove
EN' La risposta a questa domanda pervenuta diret-
tamente da Mise, che ha detto che tutte queste norme
(UNI EN e UNI/TS 11300) richiamate dalla legisla-
zione vigente potranno essere utilizzate solo quando
saranno tutte disponibili nella loro versione aggiorna-
ta, di modo che sar possibile garantire agli operatori
e ai cittadini un'applicazione coerente, omogenea ed
efficace del quadro per il calcolo della prestazione
energetica negli edifici. I pi impazienti dovranno cos
attendere che il lavoro sugli allegati nazionali e sui
moduli aggiuntivi/sostitutivi sia portato a termine. Il metodo orario
Ultimo passaggio (e ultima domanda): ma si passer
al metodo orario' Anche in questo caso il Mise che,
a seguito di nostra domanda, ha gentilmente fornito
una risposta: secondo quanto previsto dall'articolo 3,
comma 3 del DM requisiti minimi, il suo utilizzo ai fini
di legge potr essere valutato nel momento in cui il
calcolo della prestazione energetica negli edifici sar
eseguito tramite il quadro complessivo di norme tecni-
che aggiornate per rispettare le norme predisposte dal
CEN in attuazione della direttiva 2010/31/UE. Al le-
gislatore quindi la scelta, che verr effettuata quando
il tutto verr completato. Nel frattempo si continuer
con il mensile. Citiamo, per completezza di analisi, i
passi dei decreti che riguardano questo aspetto.
Art. 4 comma 1 lettera a) punto 2 del D.Lgs 192/05
e smi: 'il fabbisogno energetico annuale globale si
calcola per singolo servizio energetico, espresso in
energia primaria, su base mensile. Con le stesse mo-
dalit si determina l'energia rinnovabile'.
Allegato 1 punto paragrafo 1.1 punto 1 lettera b) del
DM 'Requisiti Minimi' del 26 giugno 2015: 'il fab-
bisogno energetico annuale globale si calcola come
energia primaria per singolo servizio energetico, con
intervalli di calcolo mensile. Con le stesse modalit
si determina l'energia da fonte rinnovabile prodotta
all'interno del confine del sistema. Il calcolo su base
mensile si effettua con le metodologie di cui all'artico-
lo 3, comma 1, del presente decreto prodotta all'inter-
no del confine del sistema'. Qualche precisazione
opportuno per aggiungere e specificare che
quanto detto sopra vale in ambito D.Lgs 192/05 e
smi. Nulla toglie che per altre finalit (diagnosi, con-
tratti EPC, ecc.) le nuove norme tecniche disponibili
possano essere da subito utilizzate. Stessa cosa dica-
si per il metodo orario.
Altro aspetto importante da sottolineare quanto si
tratta di interpretazioni legislative che i vari dispo-
sti vanno letti in maniera combinata, e non isolando
i vari articoli dal loro contesto, soprattutto se si tratta
di decreti legislativi e dei relativi attuativi. bene
quindi armarsi di un pizzico di pazienza per mettere
sul tavolo e leggersi con calma i vari passaggi. Concludendo
Possiamo quindi dire che di cambiamenti ce ne
saranno, ma non nel breve periodo. Il lavoro che
stato fatto al CEN considerevole, ma manca an-
cora una rifinitura a livello nazionale. L'esperienza,
inoltre, insegna che bene che norme di questo tipo,
cos largamente utilizzate, debbano essere accura-
tamente testate da pi parti prima di essere date in
pasto al mercato. Meglio quindi prendersi un attimo
di tempo in pi e dare a pi occhi la possibilit di
guardarci dentro per capire in anticipo se vi siano
delle criticit applicative.
Diamo inoltre una ulteriore rassicurazione agli ope-
ratori e ai professionisti: gli utenti finali dovrebbero
subire poco l'impatto di questi cambiamenti. Per
usare un'espressione informatica, l'interfaccia lato
utente rimarr pi o meno la stessa. I cambiamenti
infatti saranno in gran parte assorbiti e metabolizzati
dalle software-house. In ogni caso, come si sempre
detto, ci non esime il professionista dalla conoscen-
za delle norme e dall'essere consapevole di cosa stia
facendo, che non pu ridursi ad un semplice data
entry ma deve prevedere una fase di analisi critica
dei risultati.
Ben vengano quindi software sempre pi potenti e
intelligenti, ma non e non sar possibile delegare
tutto ad un applicativo informatico, poich a fare la
differenza ne il buon uso, cos come la padronan-
za della materia che ne sta alla base. Dossier CTI 16 Gennaio 2018


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