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Criticità e sinergie tra pianificazione territoriale energetica e impianti solari innovativi

Il 30% del consumo energetico europeo è legato al settore dell’edilizia, motivo per cui le normative emanate dall’Unione Europea indirizzano fortemente verso un’edilizia sostenibile. Nei contesti fortemente urbanizzati è la necessità di intervenire con soluzioni che diminuiscano i consumi energetici attuali considerando che la maggior parte del consumo energetico è concentrato nelle grandi agglomerazioni urbane. In Italia la Pianificazione energetica segue uno sviluppo gerarchico: lo stato elabora il Piano Energetico Nazionale (PEN) ed incarica le regioni di redigere i Piani Energetici Regionali (PER) all’interno dei quali si inquadrano i Piani Energetici Comunali (PEC). Le politiche legate al clima, tuttavia, sono spesso formulate senza un quadro integrato di pianificazione urbana e l’uso di strumenti tradizionali per l’implementazione dei piani ha determinato una limitata efficacia delle politiche di cambiamento a livello locale.

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La Termotecnica, marzo 2017

Pubblicato
da Alessia De Giosa




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Tecnica Edilizia & Sostenibilità 60 LA TERMOTECNICA MARZO 2017 INTRODUZIONE
Il 30% del consumo energetico europeo è legato al settore dell''edilizia,
motivo per cui le normative emanate dall''Unione Europea indirizzano
fortemente verso un''edilizia sostenibile. Nei contesti fortemente urba-
nizzati vi è la necessità di intervenire con soluzioni che diminuiscano i
consumi energetici attuali considerando che la maggior parte del con-
sumo energetico è concentrato nelle grandi agglomerazioni urbane.
In Italia la Pianificazione energetica segue uno sviluppo gerarchico:
lo stato elabora il Piano Energetico Nazionale (PEN) ed incarica le
regioni di redigere i Piani Energetici Regionali (PER) all''interno dei quali
si inquadrano i Piani Energetici Comunali (PEC). Le politiche legate al
clima, tuttavia, sono spesso formulate senza un quadro integrato di
pianificazione urbana e l''uso di strumenti tradizionali per l''implemen-
tazione dei piani ha determinato una limitata efficacia delle politiche
di cambiamento a livello locale.
Il metodo elaborato e presentato in questo lavoro rende possibile una
zonizzazione territoriale delle risorse energetiche in termini potenziali
ed in funzione sia dei fabbisogni sia dei criteri specifici della tecnologia
adottata. Affinché il parametro ''energia solare' diventi un parametro
significativo, consentendo un''efficace operatività, occorre effettuare
valutazioni qualitative e quantitative al suolo che siano sufficientemen-
te diffuse alla scala opportuna del territorio e distribuite negli archi
temporali dell''anno.
Una caratteristica del metodo proposto è la sua semplicità, basato
sull''uso di valori medi significativi assunti come ''benchmark', che, pur
non essendo sufficienti per una progettazione di dettagli deli impianti
da installare, sono sufficientemente semplici da poter essere facilmente
compresi anche da personale non altamente specializzato nel settore
e validamente applicati ai fini della pianificazione energetica del
territorio.
Il caso studio proposto è il comune di Sestri Levante, comune della
riviera ligure di circa 19 mila abitanti, che ha aderito il 30 marzo
2012 al Patto dei Sindaci, un''iniziativa comunitaria a partecipazione volontaria atta al raggiungimento degli obiettivi definiti nel protocollo
di Kyoto e che prevede la redazione di un inventario delle emissioni
di gas serra e del Piano di Azione per l''Energia Sostenibile (SEAP). I DATI CARTOGRAFICI DEL MODELLO
E STIMA DEI FABBISOGNI ENERGETICI
Per una pianificazione energetica solare funzionale occorre dunque
avvalersi di un quadro conoscitivo adeguato dei fabbisogni energetici
e dell''insolazione locali. L''analisi del territorio è basata su dati iniziali
provenienti dal Modello Digitale del Terreno - DTM ricavato dalla CTR
15000 del 2007 della Regione Liguria. I file in formato GIS shape file
(.shp) sono stati consultati attraverso il programma AutoCad Map3d
2016 della Autodesk. Un GIS, Geographic Information System, può
essere definito come un sistema di restituzione di dati riferiti ad un
territorio in forma grafica ed alfanumerica, motivo per cui ad ogni
''layer' del disegno (mappa) sono associate delle tabelle di dati anche
esportabili in files Excel.
La cartografia regionale della Liguria è composta da 67 differenti layers
componibili per la formazione del database topografico 3D; nel file di
studio sono stati caricati solamente i quattro layers ritenuti necessari
ed opportuni: edificato, punti quotati, curve di livello e linea di costa.
A partire dal layer edificato si è calcolata l''area di ciascun edificio e
successivamente, con l''ausilio dei punti quotati, la sua altezza. Purtrop-
po per molti edifici non erano riportate sia la quota ''al suolo' che ''su
edificio in gronda' per cui si è dovuto ridurre l''area di studio alla zona
di Riva Trigoso, 274 edifici, che aveva un repertorio dati più ricco, senza
peraltro inficiare la possibilità di verificare la validità dell''approccio
seguito. Ricordando che l''interpiano è la distanza che intercorre tra la
linea di calpestio di un piano e quella del piano sovrastante si è ipo-
tizzato, data l''epoca storica di costruzione del parco edilizio di Riva
Trigoso, un interpiano medio pari a 3,3 metri per poter calcolare un
numero indicativo di piani per edificio. Conoscendo l''area di ciascun
edificio a terra ed il numero di piani è stato possibile approssimare la di S. Abd Alla, L. A. Tagliafico Criticità e sinergie tra pianificazione territoriale energetica
e impianti solari innovativi: il caso studio di Sestri Levante
Questo studio fornisce un approccio tecnico che permette di introdurre il parametro fonti rinnovabili di energia, in particolare solare, nel processo di
pianificazione del territorio e chiede di rivisitare la governance attuale per rafforzare l''efficacia degli strumenti urbanistici attuativi. Il metodo elabo-
rato fornisce una perimetrazione del territorio che, in funzione dei criteri specifici della variabile energia, determina le aree su cui risulta conveniente
investire e la tecnologia specifica da impiegare. CRITICALITIES AND SYNERGIES BETWEEN ENERGY PLANNING OF MUNICIPALITIES AND INNOVATIVE SOLAR SYSTEMS: THE CASE STUDY OF SESTRI LEVANTE (ITALY)
This study provides a technical approach to introduce the parameter ''renewable energy resources', in particular solar energy, in the municipality
planning process and calls to revisit the current governance to strengthen the effectiveness of the planning instruments implementation. The developed
method provides a definition of boundaries on the territory, based on the specific criteria of the variable energy, and determines the areas on which
it should be convenient to invest for renewables and the specific technology to be used. Sara Abd Alla, Luca A. Tagliafico
Università degli studi di Genova Tecnica Edilizia & Sostenibilità LA TERMOTECNICA MARZO 2017 61 superficie utile calpestabile e dato che la superficie utile calpestabile
è da calcolare per definizione al netto delle murature si è decurtato il
valore lordo del 20%. Si è ottenuto così il parametro fondamentale di
tutti i calcoli di fabbisogno energetico degli edifici, la superficie netta
calpestabile Ac[m2].
Una volta determinati i dati geometrici dei singoli edifici è stato possibile
effettuare una stima del fabbisogno energetico termico che si suddivide
in fabbisogno di riscaldamento (QH[kWh/anno]) e fabbisogno di
acqua calda sanitaria (ACS, QW[kWh/anno]). Il fabbisogno di riscal-
damento è la quantità annua di energia effettivamente consumata o che
si prevede possa essere necessaria per la climatizzazione invernale in
condizioni climatiche e di uso standard dell''edificio ed è stato calcolato
considerando caratteristiche medie degli edifici attorno al valore medio
di 180 kWh/(m2anno) moltiplicato per la superficie calpestabile utile
totale di ogni singolo edificio. Il fabbisogno termico per la produzione
di acqua calda negli edifici residenziali rimane pressoché costante nel
corso dell''anno. L''acqua calda per usi sanitari, nelle civili abitazioni,
ad una temperatura di circa 45°C, prevede un consumo domestico
medio di 40'60 litri circa a persona per giorno. Il fabbisogno di acqua
calda sanitaria è stato calcolato mediante l''ausilio della norma UNI/
TS 11300' 2:2008 che fornisce, tenuto conto delle caratteristiche locali
delle abitazioni prese in esame, un valore medio di kWh/(m2anno). STIMA DELL''ENERGIA SOLARE DISPONIBILE
SUL SINGOLO EDIFICIO
Ottenuti i fabbisogni QH e QW si è proceduto valutando la radiazione
solare effettiva nel comune di Sestri Levante in funzione dell''esposizione
di ogni singolo edificio, delle zone di ombreggiamento e dell''orien-
tamento prevalente dei versanti edificati, tramite la Carta dell''Espo-
sizione dei versanti per le aree urbanizzate della regione Liguria. Lo
studio dell''esposizione dei versanti è una condizione fondamentale
per l''applicazione di impianti solari sul territorio perché permette di
determinarne il potenziale di captazione di energia solare. Per ipotesi,
i pannelli vengono posizionati in funzione dell''orientamento fornito
dalla carta dell''esposizione in quanto la superficie risulta così meglio
esposta ai raggi solari.
Successivamente è stata effettuata la valutazione delle differenti ti-
pologie di copertura per ogni singolo edificio, grazie all''ausilio del
programma Google Earth. In funzione della struttura del tetto, ogni
edificio ha la possibilità di disporre di un determinato valore utile di
m2 di pannelli, Au. Nel caso dei tetti piani la superficie della copertura
viene adibita tutta ad ospitare i pannelli ma decurtata del 21% per via
degli ombreggiamenti reciproci (in funzione della latitudine e dell''in-
clinazione media dei pannelli sull''orizzontale). Per quanto riguarda
le coperture con falde si ipotizza di posizionare i pannelli solo sulla
falda meglio esposta e, indicativamente, si dimezza il valore della su-
perficie di copertura. Inoltre, dato che l''inclinazione della falda risulta
in pratica coincidente con quella del pannello, l''area disponibile viene decurtata solo del 5% per gli ombreggiamenti reciproci ed esigenze
impiantistiche.
La radiazione solare effettiva è stata calcolata sul portale dell''ENEA3,
che fornisce la radiazione solare globale giornaliera media mensile
Rgm per ciascun orientamento nei mesi dell''anno. I dati di input sono
stati le coordinate geografiche della località, latitudine e longitudine;
l''azimut, che era richiesto solo nel caso della superficie inclinata e
veniva variato in funzione dell''orientamento ricavato dalla carta dell''e-
sposizione ed il coefficiente di riflessione del suolo, o albedo, che è stato
sempre assunto pari a 0.30 come valore medio indicativo. I valori di
radiazione globale solare giornaliera media mensile Rgm[kWh/m2]
consentono di valutare la radiazione solare effettiva totale GA captata
giornalmente da un pannello tramite il prodotto per la sua superficie
Au. Il valore mensile GM si ottiene moltiplicando per il numero di giorni
di ciascun mese, quelli complessivi annuali Gy per il numero di mesi di
effettivo utilizzo dei pannelli. Il potenziale di energia solare disponibile
nei mesi invernali è indicato con Grisc POTENZIALE DI COPERTURA DEI FABBISOGNI
ENERGETICI SUL TERRITORIO MEDIANTE FONTE SOLARE
Lo studio è basato su valori medi mensili in quanto si è voluto distin-
guere tra i termini di confronto ACS (da soddisfare durante tutto l''arco
dell''anno) e riscaldamento (necessario solo nei mesi invernali). Nel
caso dell''acqua calda sanitaria infatti viene sommato tutto l''apporto di
radiazione solare, ipotizzando che venga totalmente adibito a coprire
solo il fabbisogno di ACS. La copertura del fabbisogno di acqua calda
sanitaria QW% viene valutata con un rendimento medio di impianto
pari a 0,5 per ipotesi. Per valutare la copertura del fabbisogno di riscaldamento invece sono
state prese in esame 3 diverse tecnologie: i pannelli solari piani, i
pannelli solari sottovuoto e la pompa di calore elio assistita PCEA,
quest''ultima nelle due versioni con pannelli solari non vetrati piani,
ovvero con pannelli solari ibridi (fotovoltaici refrigerati ad acqua)
PCEA-FV. I pannelli solari piani sono i più diffusi sul mercato, non
presentano particolari difficoltà in fase di installazione e manutenzione
ed hanno inoltre un alto grado di affidabilità, essendo una tecnologia
diffusa da molti anni.
I pannelli solari sottovuoto hanno un rendimento maggiore in quanto la
captazione solare è affidata ad un sistema composto da una batteria
di tubi coassiali di vetro, chiusi a formare una camera sottovuoto e con
inserito l''elemento assorbitore di eccellenti caratteristiche di assorbi-
mento e di minima riflessione radiante. Le pompe di calore elio-assistite 3 Atlante solare della radiazione italiana www.solaritaly.enea.it Tecnica Edilizia & Sostenibilità 62 LA TERMOTECNICA MARZO 2017 FIGURA 1 - Pannelli solari piani. Mappa della percentuale di copertura del fabbisogno per riscaldamento
QW%. NC=nessuna copertura (edifici industriali non presi in esame)
FIGURA 2 - Pannelli solari sotto vuoto. Mappa della percentuale di copertura del fabbisogno per
riscaldamento QW%. NC=nessuna copertura (edifici industriali non presi in esame)
Tecnica Edilizia & Sostenibilità LA TERMOTECNICA MARZO 2017 63 (PCEA) nascono dall''abbinamento di un sistema pompa di calore con
un impianto solare termico; l''interesse per questa tipologia di impianti
nasce dall''enorme sviluppo che ha avuto la tecnologia dei sistemi a ciclo
inverso a compressione di vapore negli ultimi anni e dalla possibilità di
integrarli con pannelli solari ibridi.
A seconda della tipologia di impianto e dell''orientamento il rendimento
del sistema viene fatto variare in modo da fornire un coefficiente di
merito in funzione dell''esposizione e delle effettive temperature di
lavoro dei vari componenti dell''impianto. La scelta di far variare i ren-
dimenti anche in funzione dell''orientamento è motivata dal fatto che i
dati di irraggiamento forniti da ENEA sono simmetrici rispetto all''asse
N'S, ossia NW=NE, E=W, SW=SE, in quanto non tengono conto di
variabili termo'igrometriche come la temperatura dell''aria esterna e
l''umidità. La differenza è dell''ordine del 10% e tiene conto del fatto che
la temperatura media dell''aria ambiente varia tra alba e tramonto ed
è leggermente superiore nelle ore pomeridiane. Tramite il rendimento
medio su periodo di riscaldamento di ciascun tipo di impianto si riesce
a valutare, grazie alla distribuzione di dipendenza creata, il valore di
rendimento per ciascun orientamento. Una volta ottenuti i rendimenti
dei pannelli solari si è proceduto con il calcolo della percentuale di
copertura del fabbisogno tramite ciascuna tecnologia e le percentuali
di copertura sono state associate ai fabbisogni corrispondenti QW,
valutandone la copertura percentuale QW%.
Sfruttando tutta la copertura disponibile dell''edifico (Au) per adibirla
a pannelli solari, il fabbisogno di ACS risulta sempre soddisfatto con
possibilità di coprire in media oltre 9 ' 10 volte il fabbisogno nomi- nale richiesto. In ipotesi invece che l''energia solare venga adibita alla
compensazione del fabbisogno di riscaldamento QH la percentuale di
copertura QH% varia in funzione della tecnologia impiegata ovvero
da un minimo del 15%, per il peggior caso dei pannelli solari piani,
ad un massimo del 250%, per il miglior caso delle pompe di calore
elio-assistite. In genere, siccome si è ipotizzato di utilizzare solamente
le coperture, gli edifici con meno piani sono più favoriti (avendo minor
superficie utile calpestabile Ac). Nel caso particolare di Riva Trigoso i
risultati dello studio rivelano che per i pannelli solari piani (Figura 1) una
copertura del fabbisogno termico fino al 50% non è possibile per edifici
superiori ai 3'4 piani e per gli edifici con oltre 4'5 piani la copertura del
fabbisogno di riscaldamento non supera il 20% anche nei casi di zone
ben esposte. I pannelli solari sottovuoto (Figura 2) grazie al maggiore
rendimento permettono di aumentare le percentuali di copertura del
fabbisogno QH% del 30% circa rispetto ai pannelli piani. La pompa di
calore elio'assistita normale (Figura 3) consente sfruttamenti energetici
solari circa doppi, ampliando molto i casi di potenziale applicazione,
ma a discapito richiede un apporto di energia elet rica poiché ai
pannelli solari sono associate delle pompe di calore acqua-acqua che
abbassano la temperatura della superficie captante e permettono un
maggiore rendimento del pannello. In molti casi i pannelli sottovuoto
raggiungono già il 100% di copertura del fabbisogno, per cui risulta
superfluo il surplus energetico acquisito con la PCEA. Si potrebbe
prevedere la creazione di mini'reti di teleriscaldamento per sfruttare
appieno le potenzialità della PCEA, prevedendo scambi di compensa-
zione tra edifici più favoriti e quelli meno favoriti, ma considerando un FIGURA 3 - Pompe di calore elio-assistite con pannelli solari piani non vetrati. Mappa della percentuale di
copertura del fabbisogno per riscaldamento QW%. NC=nessuna copertura (edifici industriali non presi in esame)
Tecnica Edilizia & Sostenibilità 64 LA TERMOTECNICA MARZO 2017 tessuto edilizio storicamente definito e consolidato come Riva Trigoso
tale approccio risulterebbe troppo aggressivo, per cui ai fini dello studio
si è trattato ogni edificio come un sistema chiuso, isolato dal resto del
territorio. Casi molto diversi si potrebbero avere per esempio nei paesi
nordici, dove le reti di teleriscaldamento sono già disponibili come
standard in tutti i sistemi di riscaldamento (''district heating').
Il consumo di energia elettrica della soluzione PCEA può essere am-
piamente compensato, su base annua, mediante l''uso di pannelli
ibridi (soluzione PCEA FV-T), che non altera di molto la resa termica
dell''impianto rispetto alla PCEA, ma consente la captazione, su base
annua, di tutta l''energia elettrica necessaria alla pompa di calore per
il funzionamento invernale. Quest''ultima soluzione deve ovviamente
avere a disposizione una politica di ''scambio sul posto' con la rete
elettrica nazionale. ASPETTI ECONOMICO-FINANZIARI
La valutazione delle ricadute economiche e delle ricadute ambientali
ha permesso di analizzare gli interventi in funzione delle condizioni
al contorno che definiscono l''investimento oltre alla percentuale di co-
pertura del fabbisogno. Effettivamente, in proporzione al rendimento
dell''impianto aumentano in modo significativo anche la complessità
ed il costo. Il confronto viene posto tra la tecnologia in esame ed una
classica caldaia a metano in quanto in assenza dell''impianto rinnova-
bile i fabbisogni individuati precedentemente sarebbero stati soddisfatti
mediante la combustione di metano.
Nel caso dei pannelli solari piani e dei pannelli solari sottovuoto il ri-
sparmio è interamente riconducibile al non utilizzo di energia primaria
ricavata da combustibili fossili, per cui è stato sufficiente far riferimento
al costo del kWh da fonte fossile, mentre per quanto riguarda la tecnologia PCEA è stato necessario
valutare anche i kWh elettrici consumati dalla PdC. Le due ipotesi di
pannello normale o pannello ibrido portano ovviamente a risultati
molto differenti: il pannello normale necessita di un accesso alla rete
elettrica da cui trarre i kWh elettrici consumati dalla pompa di calore,
mentre il pannello ibrido è una tecnologia che produce dai raggi solari
sia energia termica che elettrica per cui autogenera i kWh elettrici di
cui necessita l''intero impianto. Per l''impianto PCEA normale si è trovato
il valore dei kWh elettrici consumati con un COP medio stagionale
SCOP=5,3, molto alto grazie al concetto di elio'assistito (nel quale la
temperatura inferiore della pompa di calore può essere anche molto
alta grazie agli apporti solari), e successivamente si è decurtato dal
risparmio il prezzo dei kWh elettrici ipotizzando un costo di 0,21 '/
kWh e. Per quanto riguarda i costi di investimento, il costo di un impianto solare
dipende da un insieme di variabili tra cui spiccano: il tipo di collettori
scelti, la complessità impiantistica, le dimensioni dell''impianto. Il costo
dell''impianto è stato valutato tramite un prezzo medio al mq moltiplicato
per i mq di superficie utile di pannello. Le quattro tecnologie considerate
pannelli solari piani, pannelli solari sottovuoto, PCEA normale e PCEA
ibrido hanno rispettivamente i seguenti prezzi medi di mercato, tutto
incluso (400, 600, 300, 750) '/mq. Il basso costo di 300 '/mq è giu-
stificato dall''uso di pannelli molto economici e di scarsa coibentazione,
non necessaria grazie alla tecnologia PCEA. Per completezza, l''analisi
andrebbe ripetuta considerando anche le spese di manutenzione che
aumentano in proporzione alla complessità ed al rendimento di ogni im-
pianto. Viene effettuata inoltre una valutazione semplificata del tempo
di ritorno dell''investimento tramite il rapporto tra costo dell''impianto ed
euro risparmiati all''anno. Il tempo di ritorno viene calcolato in maniera
semplificata per fornire un''idea generale sull''ordine di grandezza degli
investimenti (Tabella 1).
I pannelli piani sono i primi modelli sul mercato, sono a prezzo minore
e di semplice applicazione, ma di rendimento inferiore e quindi anche
minore risparmio di emissioni in termini di kg CO 2. I pannelli solari sottovuoto hanno un rendimento maggiore ed un costo più elevato, però
permettono un risparmio di CO 2 maggiore rispetto ai pannelli piani. La pompa di calore elio'assistita deve essere differenziata necessariamen-
te in funzione del tipo di pannello solare a cui è associata. Nel caso in
cui la PCEA sfrutti un pannello solare normale allora richiede un contri-
buto di energia elettrica dalla rete e quindi il suo risparmio in termini di
emissioni è decurtato da quelle prodotte in centrale per fornire energia
elettrica. Altrimenti sfruttando la PCEA con un pannello ibrido FV-T,
ovvero che generi energia termica ed elettrica contemporaneamente,
allora le emissioni di CO 2 sono nulle (praticamente tutto il fabbisogno QH+QW è ottenuto da fonte solare rinnovabile) ed il risparmio mag-
giore, a parità di condizioni di lavoro, in quanto è l''impianto stesso
a generare l''energia elettrica necessaria alle pompe di calore ed agli
ausiliari elettrici.
La possibile soluzione che prevede la tecnologia PCEA associata ai
pannelli ibridi è la situazione migliore in assoluto in termini energetici.
Tuttavia questa tecnologia, essendo piuttosto sofisticata, richiede un forte
supporto sia economico sia di manutenzione specializzata per poter
essere sfruttata al massimo delle sue potenzialità. Di questi aspetti è
ben cosciente la comunità europea, che ha introdotto in molti dei piani
di finanziamento H2020 il concetto di ''acceptability' (cioè la necessità
che le tecnologie innovative proposte non soltanto siano efficienti e
sostenibili anche economicamente, ma siano anche ben conosciute ed
accettate dal pubblico e dai tecnici interessati alla gestione energetica
degli edifici per uso civile).
Le variabili mostrate, che rappresentano i diversi criteri di valutazione e
qualificazione dei potenziali interventi, possono essere rappresentate in
''mappe del territorio' analoghe a quelle presentate nelle figure 1, 2 e 3,
dalle quali si riescono ad individuare le aree a potenziale energetico so-
lare maggiore (su cui è favorevole l''investimento) e con quale tipologia di
impianto è meglio intervenire: l''approccio proposto rappresenta di per
sé un''innovazione. Le mappe riportate sono state generate con l''ausilio
del programma ARCMAP 10 della ARCGIS, che permette di rielaborare
graficamente sul territorio i valori calcolati in appositi fogli Excel. Tecnica Edilizia & Sostenibilità LA TERMOTECNICA MARZO 2017 65 CONCLUSIONI
Lo studio effettuato sul territorio di Riva Trigoso ha permesso di trarre
alcune conclusioni fondamentali generalizzabili in tema energetico.
L''approccio della perimetrazione tecnologica territoriale, brevemente
sintetizzato in Figura 4, può evidenziare al legislatore l''intervento
ottimale: si individuano gli edifici su cui conviene intervenire e quale
tecnologia ''impiegare', pur lasciando la decisione finale al proprieta-
rio o responsabile, pubblico o privato. La conoscenza di queste mappa
può anche guidare lo stanziamento di incentivi per l''impiego delle fonti
rinnovabili, non generico, ma mirato per zona e per tecnologia.
La sollecitazione all''investimento sulle fonti rinnovabili è uno dei mo-
tivi per cui l''Amministrazione dovrebbe prevedere l''elaborazione di
una ''perimetrazione tecnologica' all''interno della propria politica
di gestione del territorio, anche in ottica di gestione degli incentivi e
sostenibili sul territorio.
Il comune di Sestri Levante, ad esempio, non ha l''obbligo di redigere
un PEC, Piano Energetico Comunale, per via della sua bassa popolosità
dato che la prescrizione persiste solo per comuni con oltre 50.000 abitanti. Ciononostante il tema energetico viene affrontato volontaria-
mente dall''Amministrazione locale nel SEAP e ciò testimonia quanto
l''argomento sia cruciale attualmente.
In Italia sono molti i casi in cui le Amministrazioni locali stanno impa-
rando ad autogestire il tema energetico. Questa studio vuole proporre
una riflessione sull''impegno della pianificazione urbanistica nei con-
fronti dell''efficienza energetica e della produzione di energia da fonti
rinnovabili. La speranza è che il lavoro di ricerca svolto possa essere
di supporto alle Amministrazioni per la rivisitazione ed innovazione
delle proprie politiche di gestione del territorio in ambito energetico. BIBLIOGRAFIA
1. Ji Jie, Liu Keliang, Chow Tin-tai, Pei Gang, He Wei, He Hanfeng, Performance analysis of a photovoltaic heat pump. Applied Energy
85, 680''693, 2008 2. Verones S., Zanon B., Energia e pianificazione urbanistica, Verso un''integrazione delle politiche urbane, Franco Angeli, Milano,
2012 TABELLA 1 - Sinottico delle prestazioni energetiche ed economiche delle tecnologie esaminate, ai fini della
pianificazione energetica territoriale del Comune di Sestri Levante
FIGURA 4 - Schematizzazione
semplificata dell''approccio della
perimetrazione tecnologica
territoriale


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