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Contabilizzazione del calore: facciamo il punto

Il 19 aprile si è svolto il consueto appuntamento – organizzato da EIOM con il supporto tecnico scientifico del CTI – dedicato al settore della contabilizzazione del calore. L’evento mcTER Contabilizzazione Calore, giunto quest’anno alla quarta edizione, ha registrato più di 300 partecipanti, confermando di fatto un grande interesse dovuto sicuramente all’impatto che i sistemi di contabilizzazione e termoregolazione stanno avendo sul parco edilizio nazionale. Già, perché solo in Lombardia, gli obblighi di legge di cui al D.Lgs. n.102/2014, coinvolgono ben 180.000 impianti, per un totale di 4.600.000 unità abitative. L’obiettivo di mcTER non è stato solo divulgativo e informativo, ma è stato anche quello di consolidare conoscenze e consapevolezza su tematiche troppo spesso oggetto di pareri personali e cattive interpretazioni che di certo non giovano all’intero settor

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Energia e Dintorni - Aprile 2017

Pubblicato
da Dario Tortora
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LA CONFERMA DI MCTER Mattia Merlini ' merlini@cti2000.it Il 19 aprile si svolto il consueto appuntamento
' organizzato da EIOM con il supporto tecnico
scientifico del CTI ' dedicato al settore della con-
tabilizzazione del calore. L'evento mcTER Conta-
bilizzazione Calore, giunto quest'anno alla quarta
edizione, ha registrato pi di 300 partecipanti,
confermando di fatto un grande interesse dovuto
sicuramente all'impatto che i sistemi di contabilizza-
zione e termoregolazione stanno avendo sul parco
edilizio nazionale. Gi, perch solo in Lombardia,
gli obblighi di legge di cui al D.Lgs. n.102/2014,
coinvolgono ben 180.000 impianti, per un totale
di 4.600.000 unit abitative. E allora ecco perch
mcTER Contabilizzazione Calore si propone come
luogo di confronto tra i principali operatori del
settore, le istituzioni e gli utenti finali: l'obiettivo non stato solo divulgativo e informativo, aspetto
sicuramente fondamentale per una iniziativa di
questo tipo, ma stato anche quello di consoli-
dare conoscenze e consapevolezza su tematiche
troppo spesso oggetto di pareri personali e cattive
interpretazioni che di certo non giovano all'intero
settore. Per risolvere le criticit quindi necessario
ponderare attentamente tutti gli elementi in gioco,
dai principi indissolubili della normazione alle ca-
ratteristiche peculiari dell'attuale parco edilizio na-
zionale, onde evitare che le scelte di oggi possano
rivelarsi inadeguate domani. Le proposte raccolte in
questi anni, nel corso di innumerevoli riunioni e con-
vegni, hanno consentito di ottimizzare gli strumenti
normativi e di rispettare il cosiddetto 'stato dell'ar-
te', ovvero lo stadio dello sviluppo raggiunto dalle
capacit tecniche relative a prodotti, processi o
servizi basato su pertinenti scoperte scientifiche, tec-
nologiche e sperimentali. In altre parole, le norme
tecniche servono per avere il miglior ordine possibi- Contabilizzazione del calore:
facciamo il punto
Dossier CTI 16 17 IL CTI INFORMA Dossier CTI le in un determinato contesto ed per tale ragione
che le associazioni, le universit, l'industria, i liberi
professionisti e le istituzioni si sono seduti attorno a
un tavolo per normare la ripartizione delle spese di
riscaldamento e acqua calda sanitaria. Il processo
normativo non solo questo naturalmente, infatti
bene ricordare che ciascuna norma tecnica passa
dall'inchiesta pubblica che in quanto tale consente
a qualsiasi soggetto di contribuire fattivamente all'e-
laborazione della stessa. Il CTI pertanto prosegue
la sua attivit consapevole del proprio ruolo e delle
responsabilit che gli competono, cercando di otte-
nere il massimo dall'esperienza e dalle competenze
di tutti i soggetti coinvolti. L'IMPATTO DELLA CONTABILIZZAZIONE SUL TERRITORIO Per comprendere l'effetto del D.Lgs. n.102/2014
e s.m.i. sul territorio nazionale e per programmare
conseguentemente le azioni future da intraprendere
' in termini di adeguamento degli impianti, conside-
rando che la scadenza imposta dai vigenti disposti
legislativi al 30 giugno 2017 ' il CTI ha avuto
il piacere di coinvolgere Marco Dell'Isola dell'Uni-
versit di Cassino e del Lazio Meridionale ed Ema-
nuele De Vincenzis del Curit. L'obiettivo delle prime
due relazioni stato quello di fornire un quadro ge-
nerale sulla base di dati autorevoli e di fonti certe.
L'intervento di Marco Dell'Isola, esperto che parte-
cipa alle attivit della Commissione Tecnica 271
'Contabilizzazione del calore' del CTI, ha presen-
tato i primi risultati sperimentali relativi alle analisi
dei benefici potenzialmente ottenibili dai sistemi di contabilizzazione e termoregolazione. Ad oggi,
lo studio effettuato in collaborazione con Enea ha
preso in esame 15 condomini (situati nei comuni di
Torino e Roma) che sono stati osservati nell'anno
precedente e nei due successivi all'installazione
proprio di tali sistemi. I risultati parziali, poich la
campagna sperimentale sar ben presto estesa ad
un numero significativo di edifici su tutto il territorio
nazionale, evidenziano al primo anno una riduzio-
ne media dei consumi dell'8%, che aumentato
al 10%, valore medio al secondo anno successivo
all'installazione. Un dato che per il momento
sicuramente confortante e che descrive una situa-
zione probabilmente diversa da quella delineata
da alcuni studi europei d'oltralpe, che si basano su
condizioni di riferimento tutt'altro che paragonabili
(si pensi alle condizioni climatiche).
Col fine di stimare il beneficio atteso a livello na-
zionale, Marco Dell'Isola ha spiegato che stato
realizzato un modello dei consumi energetici per
riscaldamento connessi agli impianti centralizzati,
basato su una serie di parametri, tra cui: le caratte-
ristiche geometriche e impiantistiche dei singoli par-
chi edilizi regionali (sulla base principalmente dei
dati ISTAT 2011), le caratteristiche costruttive degli
edifici tipo (dati PoliTO), le modalit di conduzione
dell'impianto (dati ENEA su 20000 unit abitative)
e i dati climatici regionali (dati EUROSTAT).
Dai dati sottoposti ad analisi emerso un elemento
certamente non nuovo, ovvero che una parte signi-
ficativa degli edifici multifamiliari stata edificata
prima del 1980; questo significa che tali edifici
sono stati costruiti con criteri ben lontani dagli stan-
dard di efficienza energetica ad oggi vigenti.
Dai dati ISTAT emerge inoltre un altro elemento Categoria occupazionale Numero di abitazioni Valori assoluti Valori percentuali Pre 1980 1981 - 2000 Post 2001 Tutte le epoche Monofamiliare 1 4,688,972 19% 14.27% 3.82% 1.39% 19.48% Bifamiliare 2 3,995,081 17% 12.32% 3.32% 0.96% 16.60% Multifamiliare 3-4 3,518,114 15% 44.85% 13.28% 5.79% 63.92% 5-8 3,443,130 14% 9-15 3,044,095 13% 16 e pi 5,375,902 22% Totali 24,065,294 100% 71.44% 20.43% 8.13% 100.00% interessante, ovvero che il Piemonte, la Lombardia
e il Lazio si spartiscono di fatto il maggior numero
di abitazioni con impianto centralizzato (il 55% del
totale) e questo ha senso se si pensa che un terzo
della popolazione nazionale vive proprio in queste
tre regioni. La tendenza che si delinea con estrema
chiarezza e precisione, ha continuato Dell'Isola,
che in media circa il 64% del consumo residen-
ziale associabile al riscaldamento degli edifici e
che tale consumo cresce fin dai primi anni 2000.
Il modello cos costruito stato quindi in grado di
prevedere il consumo per riscaldamento del parco
edilizio nazionale, con un margine di errore tutto
sommato accettabile (4%). Una volta validato il mo-
dello di calcolo stato quindi possibile determinare
l'impatto dell'installazione dei sistemi di termore-
golazione e contabilizzazione del calore in Italia
o detto in altri termini, il risparmio potenzialmente
ottenibile se tutti gli edifici rientranti nel D.Lgs.
n.102/2014 instal assero la contabilizzazione del
calore. Bene, il risparmio ottenibile su scala nazio- nale viene indicato in un range compreso tra 0.25
Mtep e 0.84 Mtep, valori rispettivamente associati
al beneficio minimo del 10% ed al massimo del
20%. Questo significa che rispetto al consumo tota-
le stimato per riscaldamento del settore residenziale
italiano tali risparmi corrispondono rispettivamente
all'1.2% e al 4.1%.
Alla luce dei dati mostrati da Dell'Isola, il risparmio
della regione Lombardia si colloca in un range
compreso tra l'1,38 % e il 5,69 %, valori che per
altro trovano conferma nel corso dell'intervento di
Emanuele De Vincenzis del Curit (Catasto Unico
Regionale Impianti Termici). Infatti secondo le stime
effettuate sulla base del parco edilizio regionale
lombardo, si prevede una riduzione dei consumi
energetici del settore civile pari al 3,2 % (escluso
l'elettrico) e solo in Lombardia il numero di impianti
coinvolti in tal senso ammonta a circa 180.000,
per un totale di 4.600.000 unit abitative. Un al-
tro dato significativo che emerge dall'esposizione
di De Vincenzis sicuramente quello relativo agli Dossier CTI 18 Appartamenti con impianti centralizzati [%] Consumo da impianto centralizzato [Mtep] Consumo da impianti centralizzati (Ep>155 kWh/m2) [Mtep] Consumo da impianti centralizzati (Ep>80 kWh/m2) [Mtep] Risparmio (beneficio 10%) [Mtep] Risparmio (beneficio 20%) [Mtep] Sardegna 11.61% 0.0329 0.0098 0.0226 0.0010 0.34% 0.0045 1.60% Sicilia 6.63% 0.0397 0.0000 0.0231 0.0000 0.00% 0.0046 0.77% Calabria 5.91% 0.0158 0.0000 0.0097 0.0000 0.00% 0.0019 0.73% Basilicata 7.43% 0.0104 0.0045 0.0083 0.0004 0.32% 0.0017 1.19% Puglia 8.04% 0.0655 0.0184 0.0446 0.0018 0.23% 0.0089 1.10% Campania 10.34% 0.0804 0.0040 0.0484 0.0004 0.05% 0.0097 1.25% Molise 8.39% 0.0100 0.0058 0.0087 0.0006 0.49% 0.0017 1.46% Abruzzo 9.53% 0.0246 0.0000 0.0161 0.0000 0.00% 0.0032 1.24% Lazio 27.61% 0.4398 0.1923 0.3998 0.0192 1.21% 0.0800 5.02% Marche 9.97% 0.0523 0.0347 0.0476 0.0035 0.66% 0.0095 1.81% Umbria 11.96% 0.0269 0.0082 0.0215 0.0008 0.36% 0.0043 1.91% Toscana 14.68% 0.1944 0.1179 0.1798 0.0118 0.89% 0.0360 2.72% Emilia 18.82% 0.3147 0.2065 0.2935 0.0206 1.24% 0.0587 3.51% Friuli-Ven. 18.72% 0.0794 0.0047 0.0548 0.0005 0.11% 0.0110 2.58% Veneto 13.99% 0.5317 0.4366 0.5129 0.0437 1.15% 0.1026 2.70% Trentino 45.61% 0.2518 0.1797 0.2457 0.0180 3.25% 0.0491 8.90% Lombardia 31.97% 1.2164 0.5244 1.0820 0.0524 1.38% 0.2164 5.69% Liguria 33.02% 0.2261 0.1396 0.2223 0.0140 2.04% 0.0445 6.49% Valle d'Ao. 47.36% 0.0480 0.0448 0.0477 0.0045 4.42% 0.0095 9.42% Piemonte 39.49% 0.9505 0.5425 0.9078 0.0543 2.25% 0.1816 7.54% Italia Totale [Mtep] 0.247 0.839 Beneficio rispetto al totale per riscaldamento [%] 1.21% 4.12% 19 IL CTI INFORMA Dossier CTI impianti centralizzati dotati di termoregolazione, il
62,5 % del totale, mentre per gli impianti dotati di
contabilizzazione si scende a un 30 %. A seguito
dell'approvazione, da parte del Consiglio regionale
della Lombardia in data 14 marzo, della legge che
uniforma la normativa regionale alle disposizioni
nazionali introdotte con il Milleproroghe 2017,
anche in Lombardia la scadenza per l'installazione
di contabilizzazione e termoregolazione del calore
stata prorogata al 30 Giugno 2017, pertanto
ne conviene che gli impianti ancora da adeguare
sono molti. Per quanto concerne la relazione tecni-
ca di cui all'art. 9, comma 5, lettera b) del D.Lgs.
n.102/2014, De Vincezis ha inoltre specificato che
questa deve tenere conto dei costi di investimento
iniziale, gestione e sostituzione ed eventuale smal-
timento. Ulteriori indicazioni in materia sono fornite
dal DDUO 11785 del 23 dicembre 2015 e dalla
d.G.R. X/4427 del 30 novembre 2015 specifica-
tamente all'installazione dei sistemi di termoregola-
zione e contabilizzazione del calore. LA REVISIONE DELLA UNI 10200 A che punto siamo con la norma di riferimento per
la ripartizione delle spese di riscaldamento e acqua
calda sanitaria' Come spiega Mattia Merlini del CTI,
il D.Lgs. n.102/2014 ' modificato e integrato dal
D.Lgs. n.141/2016 ' prevede all'articolo 9, comma
5, lettera d) l'applicazione della UNI 10200 a meno
che non si verifichino una delle seguenti condizioni: - la norma non sia applicabile (ovvero nei casi in cui presente la climatizzazione estiva centralizzata,
la ripartizione della climatizzazione estiva infatti
non compresa nel campo di applicazione della
norma); - siano comprovate, tramite apposita relazione tec- nica asseverata, differenze di fabbisogno termico
per metro quadro tra le unit immobiliari superiori
al 50 %. In presenza di una di queste due condizioni, il legi-
slatore prevede quindi la possibilit, e non l'obbligo, di ripartire le spese secondo percentuali fisse: alme-
no il 70 % per il consumo volontario e il restante
30 % per il consumo involontario sulla base, a titolo
esemplificativo e non esaustivo, di millesimi, metri
quadri, metri cubi o potenze installate.
Quindi in estrema sintesi, fatti i dovuti passaggi sud-
detti, l'utente finale, in questo caso il condominio, si
potrebbe trovare nelle condizioni di dover deliberare
per il metodo 70-30 o in alternativa per la UNI
10200. E allora la UNI 10200 come ripartisce le
spese'
La UNI 10200:2015 prevede un criterio di calcolo,
gi per altro presente nella precedente versione del
2013, che suddivide l'energia termica utile prodot-
ta dal generatore (o da pi generatori) in base ai
consumi volontari e ai consumi involontari, ovvero
le dispersioni della rete di distribuzione. Dopo aver
determinato tali consumi, secondo una procedura
di calcolo che differisce in funzione della tipologia
di contabilizzazione di calore installata (diretta e
quindi contatori di calore o indiretta, ripartitori e
totalizzatori), l'energia termica utile per i consumi
volontari viene ripartita in base alle 'letture' fornite
dai dispositivi atti alla contabilizzazione, mentre
l'energia per i consumi involontari viene ripartita in
base ai millesimi di fabbisogno di energia termica
utile, calcolati secondo le specifiche tecniche UNI/TS
11300 (parte 1 e 2). In altre parole, viene attribuita
a ciascun utente: - la quota di consumo volontario, rilevata dagli ap- positi dispositivi di contabilizzazione del calore, - la quota di consumo involontario, ottenuta riparten- do il consumo involontario totale tra le utenze in
base ai rispettivi millesimi di fabbisogno relativi a
ciascuna unit immobiliare. La UNI 10200, unico metodo normato a livello na-
zionale, propone quindi un approccio che consente
si, di ripartire le spese di riscaldamento e acqua cal-
da sanitaria, ma che prevede anche una serie di mi-
sure e accorgimenti che consentono all'utente di com-
prendere nei dettagli il 'nuovo' criterio di riparto, ov-
vero quello che succeder a seguito dell'installazione
dei dispositivi e dell'adozione della norma stessa. Ad Dossier CTI 20 esempio, l'applicazione della norma prevede, per la
sola prima stagione termica, la compilazione di un
prospetto (un facsimile riportato nell'appendice C)
che ha lo scopo di presentare all'utente i dettagli di
spesa sulla base di dati di tipo previsionale calcolati
secondo la UNI/TS 11300 (parti 1, 2 e 4). Mentre
per le successive stagioni termiche l'utente dovr ri-
cevere il prospetto a consuntivo che riporta i risultati
della ripartizione sulla base dei consumi effettivi.
La UNI 10200, ha proseguito Merlini, ha concluso
da poco meno di un mese la fase di revisione che
ha richiamato la Commissione Tecnica 271 del CTI
a prendere una posizione sui 243 commenti perve-
nuti in fase di inchiesta pubblica UNI. I commenti
sono stati risolti e per tale ragione la norma, alla
luce delle notevoli modifiche effettuate al testo, sar
sottoposta ad una seconda inchiesta pubblica che
durer un mese anzich due. Tra le modifiche pi
importanti, richieste da specifici e puntuali commenti
in fase di inchiesta pubblica UNI, si ricorda: l'otti-
mizzazione del a metodologia di calcolo: l'ottimiz-
zazione della metodologia di calcolo per gli edifici
ad occupazione discontinua o saltuaria o parziale;
la modifica dei criteri di calcolo delle potenze termi- che dei corpi scaldanti nel rispetto dei principi della
normazione, secondo cui una norma nazionale non
pu disattendere una norma europea (le norme CEN
devono essere obbligatoriamente recepite da UNI)
e l'introduzione di uno strumento di calcolo che si
propone come possibile soluzione tecnica all'annoso
problema delle unit immobiliari con esposizioni
pi svantaggiate dal punto di vista energetico, poi-
ch pi disperdenti (tipicamente i primi e gli ultimi
piani). Questa ultima tematica stata affrontata dal
successivo intervento di Marco Dell'Isola che viene di
seguito riportato. L'intervento di Merlini si concluso
sulle attivit di supporto al legislatore del GC DLgs
102 che ha recentemente inviato al Ministero dello
Sviluppo Economico e all'ENEA una serie di FAQ
concernenti diversi quesiti per facilitare e agevolare
l'applicazione del decreto legislativo n.102/2014. IL CALCOLO DEGLI EXTRA-CONSUMI PER INADEGUATA COIBENTAZIONE Come gi spiegato in precedenza, la CT 271 'Con-
tabilizzazione del calore' ha dovuto necessariamen- Furti di Calore Esposizione svantaggiosa Dispersione tetto di copertura Dispersione terreno e locali non riscaldati Consumi involontari 21 IL CTI INFORMA Dossier CTI te affrontare le criticit emerse nel corso dell'inchie-
sta pubblica del a UNI 10200. Tra queste si pu
sicuramente annoverare quella riguardante le consi-
derevoli spese di riscaldamento che le unit immobi-
liari con esposizione pi svantaggiosa (dispersioni
significative verso l'esterno e furto di calore dal
piano inferiore) si trovano ad affrontare alla conclu-
sione della stagione termica. Come ha ben spiegato
Marco Dell'Isola, una inadeguata coibentazione
delle superfici disperdenti delle parti comuni dell'e-
dificio (ad esempio le superfici orizzontali/inclinate
verso l'esterno o verso locali comuni non riscaldati)
non dipende dalla volont del singolo condomi-
no, ma bens dell'intero condominio. Infatti, spetta
all'intera assemblea decidere eventuali migliorie
quali la coibentazione, mentre le conseguenze della
mancata coibentazione o i benefici della coiben-
tazione vanno ad incidere solo sui consumi delle
unit immobiliari delimitate dalle strutture oggetto
di intervento. Ci genera un disal ineamento fra i
titolari del potere di intervento, che hanno anche
l'onere del a spesa, e i potenziali beneficiari degli
interventi stessi. Nasce cos la risposta tecnica alla
problematica e un primo passo stato fatto proprio
dai termotecnici della CT 271 che hanno inserito
la proposta in una nuova appendice informativa
della UNI 10200 con il duplice intento: rispondere
fattivamente a una criticit segnalata da pi parti
(come ad esempio dalle associazioni di settore,
oltre che da comuni cittadini) e sottoporre la proble-
matica, con relativa proposta risolutiva, al legislato-
re competente.
Il metodo, ad integrazione del principio di respon-
sabilit della 'contabilizzazione dei consumi e la
ripartizione delle spese in base ai consumi effettivi',
consente di superare le conseguenze economiche
delle inefficienze energetiche delle parti comuni do-
vute al mancato isolamento termico (denominati ex-
tra-consumi) e di attribuirle temporaneamente a chi
ha il potere di intervenire, cio l'intera assemblea.
La peculiarit del metodo proposto consiste nel fatto
che: - la redistribuzione degli extra-consumi viene conce- pita come ripartizione derivante da un inefficiente isolamento e non come correzione dei consumi; - si responsabilizza l'intero condominio sulle inef- ficienze del e parti comuni e, conseguentemente,
si motiva tutta l'assemblea alla riqualificazione
energetica; - una volta effettuato l'intervento di coibentazione, gli extra costi si annullano naturalmente ed ogni
utente paga solo quanto consuma nel proprio ap-
partamento. IL PROGETTO AI FINI DELLA UNI 10200 Conoscere le esigenze specifiche del condominio
e quindi scegliere le tecnologie compatibili con la
tipologia di impianto centralizzato, dimensionare
le apparecchiature, fornire le istruzioni per l'utilizzo
degli organi preposti alla regolazione e alla con-
duzione dell'impianto sono solo alcune delle princi-
pali informazioni che il progettista deve conoscere
affinch gli installatori, i gestori e gli utilizzatori
finali siano nelle condizioni di poter svolgere i loro
compiti. La UNI 10200, come ha spiegato Luca Rol-
lino della Federazione Ingegneri Ordini Piemonte
e Valle d'Aosta, una norma che dialoga con il
progettista poich, ad esempio, il progettista che
nell'elaborazione del progetto individua, mediante
calcolo, i parametri energetici che serviranno al a
ripartizione della spese di riscaldamento e acqua
calda sanitaria. Questo modo di procedere, gi in
parte descritta nella relazione di Merlini, prevede
quindi l'elaborazione della nuova tabella millesi-
male, basata sui fabbisogni di energia termica, che
sarebbe opportuno effettuare in fase preventiva,
proprio per consentire all'utente di comprendere nei
dettagli il 'nuovo' criterio di riparto. A tale scopo
la UNI 10200, anche se, come specifica Rollino,
non una norma di progettazione ma di ripartizio-
ne delle spese, fornisce delle utili indicazioni sulla
progettazione e sulla conduzione dell'impianto.
L'importanza del progetto viene inoltre ribadita in
un contesto diverso rispetto a quello tracciato dal-
la UNI 10200: Rollino infatti ha spiegato come il Dossier CTI 22 progetto abbia una grande rilevanza, salvo diverse
indicazioni delle Regioni, rispetto al chiarimento
fornito dall'Agenzia delle Entrate relativo alle Detra-
zione per l'installazione del sistema di contabilizza-
zione del calore. LE SOLUZIONI TECNOLOGICHE CHE OFFRE IL MERCATO I successivi interventi hanno avuto modo di presen-
tare alla platea le diverse soluzioni tecnologiche
per ottemperare agli obblighi di legge: dai contato-
ri per acqua calda sanitaria ai sistemi di gestione in
remoto della contabilizzazione e termoregolazione
del calore. Il convegno si quindi completato gra-
zie alle seguenti relazioni: - Pietro Ricciarini di Techem ha illustrato il portale dell'azienda attraverso cui possibile verificare
e controllare in tempo reale i dati di consumo
relativi al riscaldamento e all'ACS in modo da ge-
stire al meglio la contabilizzazione; stato inoltre
presentato il nuovo contatore d'acqua sanitaria
di Techem per la contabilizzazione e la lettura a
distanza dei consumi con protocollo aperto OMS; - Alberto Colombo di Perry Electric ha descritto la tecnologia dei totalizzatori normati in ambito CTI
con la UNI 11388 e la UNI 9019, entrambe nor-
me contemplate dalla UNI 10200; - Dimitri Tasinato di Ista ha evidenziato come l'in- formazione riguardante i consumi individuali sia
un aspetto fondamentale per una adeguata ge-
stione della contabilizzazione e a tal proposito ha
presentato in maniera interattiva il portale Istacon-
nect per la visualizzazione dei consumi nel corso
della stagione termica; - Klaus Heufler di Oilcontrol ha descritto la tecno- logia del ripartitore e ne ha spiegato le modalit
di funzionamento e di installazione. L'intervento
stato anche focalizzato su possibili criticit legate
all'impiego del metodo dimensionale per la deter-
minazione della potenza dei corpi scaldanti. In chiusura dei lavori e in merito alle criticit solle- vate sul metodo dimensionale, Merlini ha precisato
che l'attuale versione in elaborazione della UNI
10200 sta definendo in maniera inequivocabile
che la potenza dei corpi scaldanti deve essere de-
terminata seguendo una ben precisa gerarchia che
vede le norme tecniche di prodotto al primo posto.
Quando queste non sono applicabili, perch il cor-
po scaldante non compreso nello specifico campo
di applicazione, possibile provare lo stesso corpo
scaldante presso organismi qualificati. Come ultima
possibilit, se i dati precedenti non sono disponibi-
li, possibile ricorrere a metodi di calcolo validati
sperimentalmente, come il citato metodo dimensio-
nale.
Proprio per procedere con questo ultimo step, una
commissione internazionale ' composta dall'U-
niversit di Cassino e del Lazio Meridionale, dal
Politecnico di Milano e dall'Universit di Stoccarda
' era stata incaricata di validare le metodologie
di calcolo disponibili per la determinazione della
potenza dei corpi scaldanti esclusi dal campo di
applicazione della UNI EN 442 e delle norme tec-
niche previgenti. A tal proposito Marco Dell'Isola,
tra i componenti della commissione internazionale
suddetta, ha voluto sottolineare che gli errori pi
significativi riscontrati applicando il metodo dimen-
sionale (unico metodo presentato alla commissione
per la validazione) a determinate tipologie di corpi
scaldanti, quelli cio ripresi dalla presentazione di
Heufler, non sussistono poich la nuova appendice
della UNI 10200, elaborata proprio sulla base del-
le risultanze del processo di validazione del metodo
dimensionale, prevede per tali tipologie l'utilizzo
del dato conforme alla UNI EN 442-2 in quanto
rientranti nel campo di applicazione di quest'ultima.
L'homepage e il profili social del CTI (Twitter e Lin-
kedin), oltre alla rivista mensile Energia e Dintorni,
sono gli strumenti disponibili per rimanere aggior-
nati e ricevere le comunicazioni sul proseguimento
delle attivit, sia nell'ambito della contabilizzazione
del calore, sia su tutte le altre tematiche di compe-
tenza. Gli atti del convegno mcTER Contabilizzazio-
ne Calore sono disponibili sul sito del CTI nell'area
'Pubblicazioni ' Convegni CTI'.


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