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verticale

Comparazione energetica ed economica tra sostituzione e riqualificazione edilizia su immobili residenziali esistenti

Il miglioramento energetico degli edifici residenziali è un tema molto importante negli ultimi tempi a fronte degli obiettivi posti dall'Europa in ambito di efficienza energetica. Questa tesi ha lo scopo di far comprendere la soluzione di miglioramento dell'efficienza energetica più conveniente dal punto di vista energetico ed economico tra la riqualificazione parziale e totale e la sostituzione con un edificio prefabbricato in legno di tipo NZEB.

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Tesi di Laurea, Università degli Studi di Padova, Anno Accademico 2013-2014

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da Alessia De Giosa
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UNIVERSITA'' DEGLI STUDI DI PADOVA Dipartimento di Ingegneria Industriale Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Energetica TESI DI LAUREA '' COMPARAZIONE ENERGETICA ED ECONOMICA TRA SOSTITUZIONE E RIQUALIFICAZIONE EDILIZIA SU IMMOBILI RESIDENZIALI ESISTENTI' Relatore: Prof. Michele De Carli Correlatore: Dott. Andrea Sacchetto Laureando: Veronica Barbiero Matricola: 1036068 Anno Accademico 2013/2014 1 PREMESSA Per riqualificazione energetica di un edificio si intendono tutte le operazioni, tecnologiche e
gestionali, atte al miglioramento delle prestazioni delle costruzioni esistenti dal punto di vista
dell''efficienza energetica, volte cioè alla razionalizzazione dei flussi energetici che intercorrono tra
sistema edificio ed ambiente esterno. In generale, gli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente sono
finalizzati a: 1) migliorare il comfort degli ambienti interni;
2) contenere i consumi di energia;
3) ridurre le emissioni di inquinanti e il relativo impatto sull''ambiente;
4) utilizzare in modo razionale le risorse, attraverso lo sfruttamento di fonti energetiche rinnovabili in sostituzione dei combustibili fossili; 5) ottimizzare la gestione dei servizi energetici. Le statistiche affermano che quasi il 60% degli edifici residenziali in Italia sono stati costruiti dal
secondo dopoguerra agli anni 80 1, periodo in cui nella progettazione degli edifici si prestava poca attenzione al concetto di isolamento termico dell''involucro e al risparmio energetico. Questi edifici
sono pertanto caratterizzati da una classe energetica G che corrisponde alle prestazioni energetiche
peggiori. In questo quadro, i margini di miglioramento del comfort termico e di riduzione dei consumi
energetici attraverso una riqualificazione che riguarda azioni di modifica sia dell''involucro sia
dell''impianto sono notevoli. A questo punto è da chiedersi se dal punto di vista energetico ed economico non sia più conveniente
provvedere alla demolizione dell''edificio da riqualificare sostituendolo con una struttura prefabbricata
di elevate prestazioni energetiche e relativa velocità realizzativa, anziché agire sulla struttura esistente
tramite una totale ristrutturazione. La scelta di una delle due soluzioni dipende ovviamente dalla zona
climatica in cui si trova l''edificio e dalla dimensione dell''intervento di riqualificazione. L''analisi verrà effettuata prendendo in considerazione un edificio residenziale degli anni ''70 in classe
energetica G situato in zona climatica E: si studierà il caso di agire direttamente sulla struttura
esistente in modo tale da raggiungere almeno la classe energetica B oppure il caso di demolire
l''edificio per sostituirlo con un''abitazione prefabbricata in legno di uguali dimensioni e di prestazioni
energetiche caratterizzanti la classe energetica A+, determinando la convenienza di una o dell''altra
azione dal punto di vista sia energetico sia economico. La scelta della costruzione prefabbricata in legno è stata effettuata in ambito ambientale a fronte di
una demolizione edilizia. Dato atto che la possibile demolizione della casa esistente comporterebbe
dei costi ambientali non indifferenti per quanto riguarda il riciclo/smaltimento in discarica dei
materiali derivanti dalla demolizione, la nuova costruzione in materiali naturali ridurrebbe
significativamente il costo futuro della dismissione e demolizione dell''edificio
1 www.edilportale.com 2 3 INDICE
1. ANALISI NORMATIVA ............................................................................................................ 7 2. RIQUALIFICAZIONE DELL''EDIFICIO ESISTENTE ...................................................... 13 2.1 DESCRIZIONE DELL''EDIFICIO ............................................................................................ 13 2.2 ANALISI DELLE CRITICITA'' ................................................................................................ 14 2.2.1 STRUTTURE DISPERDENTI OPACHE.......................................................................... 14 2.2.2 STRUTTURE VETRATE .................................................................................................. 16 2.2.3 PONTI TERMICI E VERIFICA IGROMETRICA ............................................................ 20 2.2.4 SISTEMA DI GENERAZIONE, DISTRIBUZIONE ED EMISSIONE ............................ 24 2.3 CERTIFICAZIONE ENERGETICA DELL''EDIFICIO ESISTENTE ...................................... 24 2.4 GLI INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE ......................................................................... 26 2.4.1 RIQUALIFICAZIONE PARZIALE .................................................................................. 26 2.4.2 RIQUALIFICAZIONE TOTALE ...................................................................................... 56 2.5 PIANIFICAZIONE TEMPORALE DEI LAVORI ATTRAVERSO IL DIAGRAMMA DI
GANTT ............................................................................................................................................ 61 2.5.1 RIQUALIFICAZIONE PARZIALE ................................................................................... 62 2.5.2 RIQUALIFICAZIONE TOTALE ...................................................................................... 63 2.6 VALUTAZIONE ECONOMICA CON IL COMPUTO METRICO ESTIMATIVO ............... 66 2.6.1 RIQUALIFICAZIONE PARZIALE .................................................................................. 66 2.6.2 RIQUALIFICAZIONE TOTALE ...................................................................................... 74 2.7 ANALISI DEI RISULTATI ...................................................................................................... 78 3. CASA PREFABBRICATA IN LEGNO COME SOLUZIONE DI SOSTITUZIONE ........ 79 3.1 STORIA DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO ........................................................ 79 3.2 VANTAGGI DI UNA CASA PREFABBRICATA IN LEGNO ............................................... 80 3.3 TECNOLOGIE COSTRUTTIVE .............................................................................................. 81 3.4 LA PROGETTAZIONE DELL''EDIFICIO PREFABBRICATO IN LEGNO .......................... 86
3.5 DESCRIZIONE DELL''EDIFICIO ............................................................................................ 87 3.5.1 STRATIGRAFIE DELLE STRUTTURE OPACHE DISPERDENTI ............................... 88 3.5.2 STRUTTURE VETRATE DISPERDENTI ....................................................................... 91 3.5.3 SCELTA DELL''IMPIANTO DI RISCALDAMENTO E DI PRODUZIONE DI ACQUA
CALDA SANITARIA, E DEL SISTEMA DI VENTILAZIONE .............................................. 92 3.6 RISULTATI DELLA CERTIFICAZIONE ENERGETICA PER L''EDIFICIO
PREFABBRICATO IN LEGNO. .................................................................................................. 114 3.7 PIANIFICAZIONE TEMPORALE DEI LAVORI ATTRAVERSO IL DIAGRAMMA DI
GANTT .......................................................................................................................................... 117 3.8 VALUTAZIONE ECONOMICA TRAMITE STESURA DEL COMPUTO METRICO
ESTIMATIVO ............................................................................................................................... 120 4. CONFRONTO DEI RISULTATI .......................................................................................... 125 4.1 CONFRONTO ENERGETICO ............................................................................................... 125 4.2 CONFRONTO DELLA DURATA DEI LAVORI .................................................................. 126 4.3 CONFRONTO ECONOMICO ................................................................................................ 126 4 4.3.1 AGEVOLAZIONI E DETRAZIONI FISCALI ................................................................ 127 4.3.2 RISPARMIO SULLA BOLLETTA .................................................................................. 129 4.3.3 ANALISI DELL''INVESTIMENTO ................................................................................. 143 5. CONCLUSIONI ....................................................................................................................... 146
APPENDICE A. SCHEDE TECNICHE
APPENDICE B. TABELLA DELLE NORMATIVE DI RIFERIMENTO
BIBLIOGRAFIA

INDICE DELLE FIGURE

Figura 2.1 Planimetria del piano terra ................................................................................................... 13
Figura 2.2 Planimetria del primo piano. ................................................................................................ 14
Figura 2.3 Termografia dell'elemento angolare. ................................................................................... 21
Figura 2.4 Andamento della temperatura superficiale sulla porzione di elemento angolare ................. 21
Figura 2.5 Sezione di terrazzo per analisi del ponte termico. ............................................................... 22
Figura 2.6 Termografia del ponte termico. ........................................................................................... 23
Figura 2.7 Profilo della temperatura interna superficiale del ponte termico. ........................................ 23
Figura 2.8 Indici di prestazione energetica. .......................................................................................... 24
Figura 2.9 Grafico dei fabbisogni termici e dei fabbisogni primari. ..................................................... 25
Figura 2.10 Verifica termoigrometrica della struttura: condensa interstiziale. ..................................... 28
Figura 2.11 Sezione del solaio verso sottotetto ..................................................................................... 28
Figura 2.12 Struttura della copertura riqualificata. ............................................................................... 29
Figura 2.13 Sezione del solaio controterra isolato. ............................................................................... 30
Figura 2.14 Componeneti del sistema ibrido Duo-Tec CSI-i IN ........................................................... 38
Figura 2.15 Schema di impianto con funzionamento a riscaldamento con sola pompa di calore. ........ 40
Figura 2.16 Funzionamento pompa di calore con caldaia in integrazione. ........................................... 41
Figura 2.17 Pre-riscaldamento del bollitore con pompa di calore. ........................................................ 41
Figura 2.18 Pre-riscaldamento del bollitore con caldaia. ...................................................................... 42
Figura 2.19 Prelievo di ACS senza post-riscaldamento. ....................................................................... 43
Figura 2.20 Prelievo di ACS con post-riscaldamento. .......................................................................... 43
Figura 2.21 Andamento delle temperatura di mandata e di ritorno nei radiatori................................... 44
Figura 2.22 Schemi di impianto dei due tipi di sistemi di ventilazione. ............................................... 47
Figura 2.23 Lastra grecata in alluminio con attacchi per moduli fotovoltaici. ...................................... 51
Figura 2.24 Dimensioni dei moduli fotovoltaici E20-327. .................................................................... 51
Figura 2.25 Planimetria dell'impianto fotovoltaico. .............................................................................. 52
Figura 2.26 Vista tridimensionale dell'edificio. .................................................................................... 52
Figura 3.1 Esempi di applicazione della tecnica Platform Frame. ........................................................ 82
Figura 3.2 Sezione di due pannelli in X-Lam. ...................................................................................... 83
Figura 3.3 Fasi di montaggio di una casa con pannelli in X-Lam. ........................................................ 83
Figura 3.4 Fasi di cantiere di edifici prefabbricati con pannelli in X-Lam. ......................................... 84
Figura 3.5 Esempi di stratigrafie di pareti con sistema "a telaio". ........................................................ 85
Figura 3.6 Sistema di costruzione Blockhaus. ...................................................................................... 85
Figura 3.7 Planimetria del piano terra dell'edificio prefabbricato in legno. .......................................... 87
Figura 3.8 Planimetria del primo piano e del sottotetto. ....................................................................... 87
Figura 3.9 Viste da diverse angolazioni dell'edificio nuovo in legno. .................................................. 88
Figura 3.10 Prospetti EST e OVEST dell'edificio prefabbricato in legno. ............................................ 92
Figura 3.11 Prospetti SUD e NORD dell'edificio prefabbricato in legno. ............................................ 92
Figura 3.12 Vista dall'alto dell'impianto fotovoltaico. ........................................................................ 108
Figura 3.13 Prospetto Est ed Ovest dell'impianto fotovoltaico. .......................................................... 108
Figura 3.14 Vista tridimensionale dell'edificio con l'impianto fotovoltaico. ...................................... 109
Figura 3.15 Unità interna della pompa di calore VITOCAL 200-S. ................................................... 110
Figura 3.16 Curve caratteristiche della pompa di calore Vitocal 200-S, tipo AWB 201.B07. ............ 112
Figura 3.17 Fabbisogni termici e fabbisogni primari. ......................................................................... 115
Figura 4.1 Indice di prestazione globale della casa riqualificata e della casa nuova. .......................... 126
5 INDICE DELLE TABELLE Tabella 1 Verifica igrometrica per ogni mese del periodo di riscaldamento. ....................................... 22
Tabella 2 Verifica igrometrica per ogni mese del periodo di riscaldamento. ....................................... 23
Tabella 3 Fabbisogni di energia termica e primaria. ............................................................................ 25
Tabella 4 Condensa superficiale: fattore di resistenza superficiale. ..................................................... 27
Tabella 5 Superfici disperdenti per porzione di edificio ...................................................................... 33
Tabella 6 Temperature nel radiatore. ................................................................................................... 45
Tabella 7 Resa termica dei radiatori in funzione della temperatura esterna. ........................................ 45
Tabella 8 Fabbisogni di energia termica e primaria. ............................................................................ 53
Tabella 9 Fabbisogno globale di energia primaria. .............................................................................. 54
Tabella 10 Fabbisogni di energia termica e di energia primaria. ......................................................... 55
Tabella 11 Fabbisogni di energia termica e di energia primaria. ......................................................... 60
Tabella 12 Manodopera in cantiere per l'intervento di riqualificazione. .............................................. 62
Tabella 13 Fattori relativi alla resistenza del pavimento. ................................................................... 100
Tabella 14 Valori del fattore AI. ......................................................................................................... 100
Tabella 15 Valori del fattore Am. ....................................................................................................... 101
Tabella 16 Valori del fattore AD. ........................................................................................................ 101
Tabella 17 Flusso di calore emesso verso l'alto dal pannello. ............................................................ 102
Tabella 18 Portata d'acqua e flusso di calore totale emesso del pannello........................................... 103
Tabella 19 Verifica della temperatura superficiale a pavimento. ....................................................... 104
Tabella 20 Verifica della lunghezza massima del pannello................................................................ 105
Tabella 21 Verifica della velocità del fluido termovettore. ................................................................ 106
Tabella 22 Verifica di soddisfacimento del fabbisogno termico dell'edificio. ................................... 106
Tabella 23 Dati tecnici pompa di calore VITOCAL 200-S, tipo AWB 201.B07. .............................. 111
Tabella 24 Dati delle prestazioni della pompa di calore a diverse temperature di mandata dell'acqua.
............................................................................................................................................................ 113
Tabella 25 Fabbisogni di energia termica e primaria. ........................................................................ 114
Tabella 26 Fabbisogno globale di energia primaria. .......................................................................... 115
Tabella 27 Energia primaria non rinnovabile. .................................................................................... 130
Tabella 28 Quota rinnovabile dell'energia primaria globale. ............................................................. 130
Tabella 29 Quota rinnovabile per la climatizzazione invernale. ........................................................ 132
Tabella 30 Quota rinnovabile per la produzione di acqua calda sanitaria. ......................................... 133
Tabella 31 Quota rinnovabile dell'energia primaria globale. ............................................................. 133
Tabella 32 Energia primaria non rinnovabile. .................................................................................... 136
Tabella 33 Quota rinnovabile per la climatizzazione invernale. ........................................................ 137
Tabella 34 Quota rinnovabile per la produzione di acqua calda sanitaria. ......................................... 137
Tabella 35 Quota rinnovabile dell'energia primaria globale. ............................................................. 138
Tabella 36 Energia primaria non rinnovabile. .................................................................................... 140
Tabella 37 Quota rinnovabile per la climatizzazione invernale. ........................................................ 141
Tabella 38 Quota rinnovabile per la produzione di acqua calda sanitaria. ......................................... 141
Tabella 39 Quota rinnovabile dell'energia primaria globale. ............................................................. 142
6 7 1. ANALISI NORMATIVA Il quadro normativo da seguire per l''analisi proposta riguarda la parte relativa ai requisiti energetici
che devono soddisfare gli edifici di nuova costruzione e gli edifici che devono essere sottoposti a
ristrutturazioni importanti espressi nella direttiva europea 2010/31/UE e la parte sulla promozione
dell''uso dell''energia da fonti rinnovabili espressa dalla direttiva 2009/28/CE. La Direttiva 2010/31/UE è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 18/06/2010 e sancisce un
punto importante in materia di Prestazione Energetica nell''edilizia; essa infatti sostituisce in maniera
definitiva la precedente direttiva 2002/91/CE che è stata abrogata definitivamente dal 1 febbraio 2012.
La nuova direttiva è stata recepita dagli stati membri con la legge n. 90 del 3 agosto 2013. Lo scopo
della nuova direttiva è quello di chiarire, rafforzare ed ampliare il campo di applicazione di quella
vigente sul rendimento energetico nell''edilizia, nonché di ridurre le differenze tra le pratiche dei vari
stati membri pur tenendo conto delle condizioni tipiche di ogni stato membro. Le motivazioni che hanno spinto alla modifica della normativa precedente e gli obiettivi che si
prefigge la nuova normativa si trovano nella premessa della direttiva stessa: (2) Un''utilizzazione efficace, accorta, razionale e sostenibile dell''energia riguarda, tra l''altro, i
prodotti petroliferi, il gas naturale e i combustibili solidi, che, pur costituendo fonti essenziali di
energia, sono anche le principali sorgenti delle emissioni di biossido di carbonio. (3) Gli edifici sono responsabili del 40 % del consumo globale di energia nell''Unione. Il settore è in
espansione, e ciò è destinato ad aumentarne il consumo energetico. Pertanto, la riduzione del
consumo energetico e l''utilizzo di energia da fonti rinnovabili nel settore dell''edilizia costituiscono
misure importanti necessarie per ridurre la dipendenza energetica dell''Unione e le emissioni di gas a
effetto serra. Unitamente ad un maggior utilizzo di energia da fonti rinnovabili, le misure adottate per
ridurre il consumo di energia nell''Unione consentirebbero a quest''ultima di conformarsi al
protocollo di Kyoto allegato alla convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici
(UNFCCC) e di rispettare sia l''impegno a lungo termine di mantenere l''aumento della temperatura
globale al di sotto di 2 °C, sia l''impegno di ridurre entro il 2020 le emissioni globali di gas a effetto
serra di almeno il 20 % al di sotto dei livelli del 1990 e del 30 % qualora venga raggiunto un accordo
internazionale. La riduzione del consumo energetico e il maggior utilizzo di energia da fonti
rinnovabili rappresentano inoltre strumenti importanti per promuovere la sicurezza dell''approvvigionamento energetico e gli sviluppi tecnologici e per creare posti di lavoro e sviluppo
regionale, in particolare nelle zone rurali. I motivi della modifica possono trovare ragione sul fatto che l''Unione Europea deve attuare delle
strategie per rientrare negli obiettivi del Protocollo di Kyoto e del 20-20-20 al fine di ridurre le
emissioni climateranti nel settore edilizio. Poiché gli edifici sono responsabili del 40% del consumo
globale di energia nell''Unione Europea, l''obiettivo è dunque quello di diminuire il fabbisogno
energetico degli edifici in modo tale da ridurre le emissione di gas ad effetto serra. Le disposizioni fornite dalla direttiva 2010/31/UE in merito alla standardizzazione tra gli Stati
Membri sono le seguenti: a) il quadro comune generale di una metodologia per il calcolo della prestazione energetica
integrata degli edifici e delle unità immobiliari;
b) l''applicazione di requisiti minimi alla prestazione energetica di edifici e unità immobiliari di
nuova costruzione;
c) l''applicazione di requisiti minimi alla prestazione energetica di:
i) edifici esistenti, unità immobiliari ed elementi edilizi sottoposti a ristrutturazioni importanti;
ii) elementi edilizi che fanno parte dell''involucro dell''edificio e hanno un impatto significativo
sulla prestazione energetica dell''involucro dell''edificio quando sono rinnovati o sostituiti;
iii) sistemi tecnici per l''edilizia quando sono installati, sostituiti o sono oggetto di un intervento di
miglioramento; 8 d) i piani nazionali destinati ad aumentare il numero di edifici a energia ''quasi zero';
e) la certificazione energetica degli edifici o delle unità immobiliari;
f) l''ispezione periodica degli impianti di riscaldamento e condizionamento d''aria negli edifici;
g) i sistemi di controllo indipendenti per gli attestati di prestazione energetica e i rapporti di ispezione. Andando nel dettaglio della Direttiva, si specificano ora le disposizioni qui sopra elencate. Adozione di una metodologia di calcolo della prestazione energetica degli edifici Nell''Articolo 3 la Direttiva afferma che: ''Gli Stati membri applicano una metodologia di calcolo
della prestazione energetica degli edifici in conformità del quadro generale comune di cui
all''allegato I. Tale metodologia è adottata a livello nazionale o regionale.' Nell''allegato I la
Direttiva fornisce la definizione di Prestazione Energetica: ''La prestazione energetica di un edificio è
determinata sulla base della quantità di energia, reale o calcolata, consumata annualmente per
soddisfare le varie esigenze legate ad un uso normale dell''edificio e corrisponde al fabbisogno
energetico per il riscaldamento e il rinfrescamento (energia necessaria per evitare un
surriscaldamento) che consente di mantenere la temperatura desiderata dell''edificio e coprire il
fabbisogno di acqua calda nel settore domestico.' Ai fini della determinazione della metodologia di calcolo si deve tener conto almeno dei seguenti
aspetti: a) le seguenti caratteristiche termiche effettive dell''edificio, comprese le sue divisioni interne:
i) capacità termica;
ii) isolamento;
iii) riscaldamento passivo;
iv) elementi di rinfrescamento;
v) ponti termici;
b) impianto di riscaldamento e di produzione di acqua calda;
c) impianti di condizionamento d''aria;
d) ventilazione naturale e meccanica, compresa eventualmente l''ermeticità all''aria;
e) impianto di illuminazione incorporato (principalmente per il settore non residenziale);
f) progettazione, posizione e orientamento dell''edificio, compreso il clima esterno;
g) sistemi solari passivi e protezione solare;
h) condizioni climatiche interne, incluso il clima degli ambienti interni progettato;
i) carichi interni.

Il calcolo deve tener conto, se del caso, dei vantaggi insiti nelle seguenti opzioni:
a) condizioni locali di esposizione al sole, sistemi solari attivi ed altri impianti di generazione di calore
ed elettricità a partire da energia da fonti rinnovabili;
b) sistemi di cogenerazione dell''elettricità;
c) impianti di teleriscaldamento e telerinfrescamento urbano o collettivo;
d) illuminazione naturale. Ai fini del calcolo gli edifici dovrebbero essere classificati adeguatamente secondo le seguenti
categorie: a)abitazioni monofamiliari di diverso tipo;
b) condomini (di appartamenti);
c) uffici;
d) strutture scolastiche;
e) ospedali;
f) alberghi e ristoranti;
g) impianti sportivi;
h) esercizi commerciali per la vendita all''ingrosso o al dettaglio;
i) altri tipi di fabbricati impieganti energia. 9 Fissazione di requisiti minimi di prestazione energetica Secondo l''Articolo 4, Comma 1: ''Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché siano
fissati i requisiti minimi di prestazione energetica per gli edifici o le unità immobiliari al fine di
raggiungere livelli ottimali in funzione dei costi.' I requisiti minimi devono essere fissati per gli elementi edilizi che fanno parte dell''involucro
dell''edificio e hanno impatto significativo sulla prestazione energetica nel caso venissero sostituiti o
rinnovati. Questi parametri devono tener conto delle condizioni di temperatura e di umidità degli
ambienti interni allo scopo di evitare eventuali effetti negativi. La fissazione dei requisiti minimi riguarda gli edifici di nuova costruzione, gli edifici esistenti e gli
impianti tecnici per l''edilizia. a) Edifici di nuova costruzione: dall''Articolo 6, Comma 1: ''Per gli edifici di nuova costruzione gli Stati membri garantiscono che, prima dell''inizio dei lavori di costruzione, sia valutata e
tenuta presente la fattibilità tecnica, ambientale ed economica di sistemi alternativi ad alta
efficienza come quelli indicati di seguito, se disponibili:
a) sistemi di fornitura energetica decentrati basati su energia da fonti rinnovabili;
b) cogenerazione;
c) teleriscaldamento o telerinfrescamento urbano o collettivo, in particolare se basato
interamente o parzialmente su energia da fonti rinnovabili;
d) pompe di calore.' b) Edifici esistenti: la Direttiva indica nell''Articolo 7, Comma 1: ''Gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire che la prestazione energetica degli edifici o di loro parti
destinati a subire ristrutturazioni importanti sia migliorato al fine di soddisfare i requisiti
minimi di prestazione energetica fissati conformemente all''articolo 4 per quanto
tecnicamente, funzionalmente ed economicamente fattibile.' Nella Direttiva, all''Articolo 2,
viene fornita la definizione di ''ristrutturazione importante' come la ristrutturazione di un
edificio quando:
a) il costo complessivo della ristrutturazione per quanto riguarda l''involucro dell''edificio o i
sistemi tecnici per l''edilizia supera il 25 % del valore dell''edificio, escluso il valore del
terreno sul quale questo è situato; oppure
b) la ristrutturazione riguarda più del 25 % della superficie dell''involucro dell''edificio.
L''Articolo 7 continua affermando che ''Gli Stati membri adottano le misure necessarie,
inoltre, per garantire che la prestazione energetica degli elementi edilizi che fanno parte
dell''involucro dell''edificio e hanno un impatto significativo sulla prestazione energetica
dell''involucro dell''edificio destinati ad essere sostituiti o rinnovati soddisfi i requisiti minimi
di prestazione energetica per quanto tecnicamente, funzionalmente ed economicamente
fattibile.' c) Impianti tecnici per l''edilizia: secondo l''Articolo 8, Comma 1: ''Al fine di ottimizzare il consumo energetico dei sistemi tecnici per l''edilizia, gli Stati membri stabiliscono requisiti di
impianto relativi al rendimento energetico globale, alla corretta installazione e alle
dimensioni, alla regolazione e al controllo adeguati degli impianti tecnici per l''edilizia
installati negli edifici esistenti. Gli Stati membri possono altresì applicare tali requisiti agli
edifici di nuova costruzione.
Tali requisiti sono stabiliti per il caso di nuova installazione, sostituzione o miglioramento di
sistemi tecnici per l''edilizia e si applicano per quanto tecnicamente, economicamente e
funzionalmente fattibile.
Detti requisiti riguardano almeno quanto segue:
a) impianti di riscaldamento;
b) impianti di produzione di acqua calda;
c) impianti di condizionamento d''aria;
d) grandi impianti di ventilazione;
o una combinazione di tali impianti.' 10 Edifici a energia quasi zero Per ''Edificio a energia quasi zero' la Direttiva fornisce nell''Articolo 2 la definizione: ''Edificio ad
altissima prestazione energetica, determinata conformemente all''allegato I. Il fabbisogno energetico
molto basso o quasi nullo dovrebbe essere coperto in misura molto significativa da energia da fonti
rinnovabili, compresa l''energia da fonti rinnovabili prodotta in loco o nelle vicinanze.' Per questo
tipo di edifici la Direttiva indica nell''Articolo 9 i seguenti punti: ''Gli Stati membri provvedono
affinché: a) entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione siano edifici a energia quasi zero; e b) a partire dal 31 dicembre 2018 gli edifici di nuova costruzione occupati da enti pubblici e di
proprietà di questi ultimi siano edifici a energia quasi zero. Gli Stati membri elaborano piani nazionali destinati ad aumentare il numero di edifici a energia
quasi zero. Tali piani nazionali possono includere obiettivi differenziati per tipologia edilizia.' Al Comma 2 dell''Articolo 9, la Direttiva continua affermando che: ''Gli Stati membri procedono
inoltre, sulla scorta dell''esempio del settore pubblico, alla definizione di politiche e all''adozione di
misure, quali la fissazione di obiettivi, finalizzate a incentivare la trasformazione degli edifici
ristrutturati in edifici a energia quasi zero e ne informano la Commissione nei piani nazionali di cui
al paragrafo 1. I piani nazionali comprendono, tra l''altro, i seguenti elementi: a) l''applicazione dettagliata nella pratica, da parte degli Stati membri, della definizione di edifici a
energia quasi zero, tenuto conto delle rispettive condizioni nazionali, regionali o locali e con un
indicatore numerico del consumo di energia primaria espresso in kWh/m 2 anno. I fattori di energia primaria usati per la determinazione del consumo di energia primaria possono basarsi sui valori
medi nazionali o regionali annuali e tener conto delle pertinenti norme europee; b) obiettivi intermedi di miglioramento della prestazione energetica degli edifici di nuova costruzione
entro il 2015; c) informazioni sulle politiche e sulle misure finanziarie o di altro tipo adottate per promuovere gli
edifici a energia quasi zero, compresi dettagli relativi ai requisiti e alle misure nazionali concernenti
l''uso di energia da fonti rinnovabili negli edifici di nuova costruzione e negli edifici esistenti
sottoposti ad una ristrutturazione importante stabiliti nell''ambito dell''articolo 13, paragrafo 4, della
direttiva 2009/28/CE e degli articoli 6 e 7 della presente direttiva.' Entro il 31 dicembre 2012 e successivamente ogni tre anni, la Commissione Europea fornisce una
relazione sui progressi effettuati dagli Stati Membri per aumentare il numero di edifici a energia quasi zero. Sulla base di tale relazione la Commissione elabora un piano di azione per aumentare il numero
di tali edifici. Attestato di prestazione energetica Per ''Attestato di prestazione energetica' si intende, come da Articolo 2 della Direttiva, ''documento
riconosciuto da uno Stato membro o da una persona giuridica da esso designata in cui figura il
valore risultante dal calcolo della prestazione energetica di un edificio o di un''unità immobiliare
effettuato seguendo una metodologia adottata in conformità dell''articolo 3'. Gli Articoli 11, 12 e 13 della Direttiva forniscono tutte le indicazioni riguardanti l''adozione, il rilascio
e l''affissione dell''Attestato di prestazione energetica. Articolo 11: ''Gli Stati membri adottano le misure necessarie per l''istituzione di un sistema di
certificazione energetica degli edifici. L''attestato di prestazione energetica comprende la prestazione
energetica di un edificio e valori di riferimento quali i requisiti minimi di prestazione energetica al 11 fine di consentire ai proprietari o locatari dell''edificio o dell''unità immobiliare di valutare e
raffrontare la prestazione energetica.' Il certificato ha validità di 10 anni. L''attestato di prestazione energetica deve essere rilasciato, come indicato nell''Articolo 12: a) per gli edifici o le unità immobiliari costruiti, venduti o locati ad un nuovo locatario; b) per gli edifici in cui una metratura utile totale di oltre 500 m 2 è occupata da enti pubblici e abitualmente frequentata dal pubblico. Il 9 luglio 2015 la soglia di 500 m 2 è abbassata a 250 m 2 . L''attestato deve essere affisso in modo visibile nel caso di vendita dell''immobile. Ispezione periodica degli impianti di riscaldamento e di condizionamento dell''aria Per quanto riguarda l''ispezione degli impianti di riscaldamento, la Direttiva afferma nell''Articolo 14,
Comma1: ''Gli Stati membri adottano le misure necessarie per prescrivere ispezioni periodiche delle
parti accessibili degli impianti utilizzati per il riscaldamento degli edifici dotati di caldaie aventi una
potenza nominale utile per il riscaldamento di ambienti superiore a 20 kW, quali il generatore di
calore, il sistema di controllo e la pompa o le pompe di circolazione. Tale ispezione include una
valutazione del rendimento della caldaia e del suo dimensionamento rispetto al fabbisogno termico
dell''edificio. La valutazione del dimensionamento della caldaia non dev''essere ripetuta se nel
frattempo non sono state apportate modifiche all''impianto di riscaldamento in questione o con
riguardo al fabbisogno termico dell''edificio.' La Direttiva prevede per l''ispezione periodica degli impianti di condizionamento dell''aria, secondo
l''Articolo 15, Comma 1, che: ''Gli Stati membri stabiliscono le misure necessarie affinché le parti
accessibili degli impianti di condizionamento d''aria la cui potenza nominale utile è superiore a 12 kW
siano periodicamente ispezionate. L''ispezione comprende una valutazione dell''efficienza
dell''impianto di condizionamento d''aria e del suo dimensionamento rispetto al fabbisogno di
rinfrescamento dell''edificio. La valutazione del dimensionamento non dev''essere ripetuta se nel
frattempo non sono state apportate modifiche a tale impianto di condizionamento d''aria o con
riguardo al fabbisogno di rinfrescamento dell''edificio.' La seconda Direttiva europea a cui fare riferimento è la 2009/28/CE sulla promozione dell''uso da
fonti rinnovabili che va a sostituire le Direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE. Gli Stati Membri devono
mettere in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per
conformarsi alla presente direttiva entro il 5 dicembre 2010. In Italia l''attuazione della direttiva è
avvenuta il 3 marzo 2011. Lo scopo della redazione della Direttiva trova spiegazione nella premessa della stessa: ''Il controllo
del consumo di energia europeo e il maggiore ricorso all''energia da fonti rinnovabili,
congiuntamente ai risparmi energetici e ad un aumento dell''efficienza energetica, costituiscono parti
importanti del pacchetto di misure necessarie per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e per
rispettare il protocollo di Kyoto della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti
climatici e gli ulteriori impegni assunti a livello comunitario e internazionale per la riduzione delle
emissioni di gas a effetto serra oltre il 2012. Tali fattori hanno un''importante funzione anche nel
promuovere la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, nel favorire lo sviluppo tecnologico e
l''innovazione e nel creare posti di lavoro e sviluppo regionale, specialmente nelle zone rurali ed
isolate.' La Direttiva richiede agli Stati Membri di definire un ''Piano di azione nazionale per le fonti
rinnovabili' nel quale indicare gli obiettivi settoriali (elettricità, trasporti, riscaldamento e
raffrescamento) di consumo di energia da fonti rinnovabili e l''insieme delle misure (economiche, non
economiche, di supporto, di cooperazione nazionale) necessarie per raggiungere tali obiettivi,
prevedendo di intervenire sul quadro esistente dei meccanismi di incentivazione per incrementare la
quota di energia prodotta rendendo più efficienti gli strumenti di sostegno, in modo da evitare una
crescita della produzione e degli oneri di incentivazione, che ricadono sui consumatori finali. 12 Entro il 2020 l''Italia conta di coprire con le fonti rinnovabili il 17% dei consumi energetici nazionali,
in linea con le indicazioni europee (20% per l''energia da fonti rinnovabili del consumo di energia
lordo; 10% per l''energia da fonti rinnovabili nei trasporti). In particolare l''Italia vuole raggiungere
con le fonti rinnovabili la quota del 6,38% del consumo energetico del settore dei trasporti, del
28,97% per l''elettricità e del 15,83% per il riscaldamento e il raffrescamento. Un altro obiettivo richiesto dalla Direttiva è la semplificazione delle procedure amministrative, di
autorizzazione, certificazione e concessione degli impianti e le connesse infrastrutture della rete di
trasmissione e di distribuzione per la produzione di elettricità, di calore o di freddo da fonti
energetiche rinnovabili e processo di trasformazione in biocarburanti o altri prodotti energetici le
quali devono essere proporzionate e necessarie. Di interesse per questa trattazione sono i seguenti obiettivi: 1) uso da fonti rinnovabili per il riscaldamento e raffrescamento o per usi termici;
2) obiettivi temporali in materia di risparmio energetico negli edifici. Per il primo obiettivo ci sono diversi strumenti operativi a livello nazionale per la promozione delle
fonti rinnovabili per usi termici. I principali sono i seguenti: ' detrazioni fiscali del 55% delle spese sostenute per l''installazione di pompe di calore, impianti solare termici, impianti a biomassa; ' obbligo per i nuovi edifici, non ancora pienamente operativo, di copertura di una quota (50%) dei fabbisogni di energia per la produzione di acqua calda sanitaria mediante fonti
rinnovabili, nonché di uso di impianti a fonti rinnovabili per la produzione elettrica; ' agevolazione fiscali per gli utenti allacciati alle reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento da fonte geotermica o biomasse; ' meccanismo dei titoli di efficienza energetica, cui possono accedere tecnologie quali gli impianti solari termici, le caldaie a biomassa e le pompe di calore, anche geotermiche; ' assenza di accisa per le biomasse solide alimentanti le caldaie domestiche. Per i nuovi edifici vengono imposti degli obiettivi temporali per il raggiungimento a regime, nel 2017,
della copertura per il 50% dei consumi previsti per l'acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il
raffrescamento con l''utilizzo da fonti rinnovabili. Tale obiettivo, però, sarà raggiunto gradatamente a
partire dal 20% dal 31 maggio 2012, del 35% dall'inizio del 2014 e solo dopo del 50%, cioè quando la
richiesta del pertinente titolo edilizio viene rilasciata dal 1° gennaio 2017. 13 2. RIQUALIFICAZIONE DELL''EDIFICIO ESISTENTE
Il lavoro svolto sull''edificio esistente consiste nell''analizzare l''eventuale riqualificazione parziale e
totale, riguardante sia la modifica della struttura delle superfici disperdenti sia la sostituzione
dell''impianto di generazione di calore e di produzione di acqua calda sanitaria nel primo caso e
sostituzione anche dei terminali di impianto nel secondo, con lo scopo di aumentare l''efficienza
energetica dell''edificio almeno fino al raggiungimento della classe energetica B. Si è proceduto poi
con la progettazione ed il coordinamento delle attività da svolgere definendone le tempistiche tramite
il tracciamento del diagramma di Gantt, per poi concludere con un''analisi economica degli interventi
fatti, tramite la stesura di un computo metrico estimativo. 2.1 DESCRIZIONE DELL''EDIFICIO

L''edificio in esame è una villetta singola a due piani situata a Piombino Dese (PD), in zona climatica
E, di superficie utile Su = 137,4 m2 e volume lordo di Vl = 467,3 m3. In Figura 2.1 e in Figura 2.2 sono riportate rispettivamente la planimetria del piano terra e del primo
piano dell''edificio. Figura 2.1 Planimetria del piano terra 14 ' un edificio costruito negli anni ''70 composto da quattro camere da letto con superficie totale di
77,12 m 2, due bagni di superficie pari a 8,08 m2 e una stanza comune di 38,5 m2 per la cucina ed il soggiorno. L''altezza dei locali è di 2,8 m. 2.2 ANALISI DELLE CRITICITA''

Inizialmente è stata svolta un''analisi delle strutture disperdenti, dei ponti termici e del sistema di
generazione di calore per il riscaldamento e per la produzione di acqua calda sanitaria con lo scopo di
individuare i punti critici dell''edificio su cui intervenire. Si riportano di seguito le caratteristiche degli
elementi disperdenti con le rispettive trasmittanze, lo studio dei ponti termici con la verifica
termoigrometrica e i dati sull''impianto di riscaldamento. 2.2.1 STRUTTURE DISPERDENTI OPACHE PARETI ESTERNE Figura 2.2 Planimetria del primo piano. Materiali Conducibilità [W/mK] Densità
[kg/m
3] Resistenza termica [m 2K/W] Capacità termica [kJ/kg K] Intonaco interno di calce e gesso 0,7 1400 0,021 1,01 Blocchi in laterizio semipieno 0,43 1200 0,61 0,84 Intonaco esterno 0,9 1800 0,0167 0,91 TOTALE 0,8256 Utot = 1,21 W/m 2K 15 PARETI INTERNE SOLAIO INTERPIANO SOLAIO VERSO SOTTOTETTO Materiali Conducibilità [W/mK] Densità [kg/m 3] Resistenza termica [m 2K/W] Capacità termica [kJ/kg K] Intonaco interno di calce e gesso 0,7 1400 0,021 1,01 Blocchi di
semipieno 0,21 1200 0,381 0,84 Intonaco interno di calce e gesso 0,7 1400 0,0214 1,01 TOTALE 0,4238 Utot = 2,34 W/m 2 K Materiali Conducibilità [W/mK] Densità [kg/m 3] Resistenza termica [m 2K/W] Capacità termica [kJ/kg K] Intonaco interno di calce e gesso 0,7 1400 0,0214 1,01 Laterizio (Blocco da solaio) 0,57 1500 0,351 0,84 Massetto 0,47 800 0,1276 0,91 Pavimento in piastrelle 1 2300 0,01 1 TOTALE 0,7956 Utot = 1,257 W/m 2 K Materiali Conducibilità [W/mK] Densità [kg/m 3] Resistenza termica [m 2K/W] Capacità termica [kJ/kg K] Intonaco interno di calce e gesso 0,7 1400 0,0214 1,01 Laterizio (Blocco da solaio) 0,57 1500 0,351 0,84 Massetto 0,47 800 0,1276 0,91 TOTALE 0,8246 Utot = 1,21 W/m 2 K 16 COPERTURA PAVIMENTO CONTROTERRA 2.2.2 STRUTTURE VETRATE Per determinare la trasmittanza delle superfici vetrate è stato utilizzato il software di certificazione
energetica Termolog Epix4 il quale calcola Uw introducendo i dati delle dimensioni dell''elemento
vetrato e le caratteristiche delle strutture (stratigrafia del vetro, materiale del telaio e dei giunti
distanziatori) secondo la norma UNI EN ISO 10077 2. Tutti le strutture vetrate disperdenti dell''edificio sono caratterizzate da un telaio in legno e l''elemento
vetrato è un vetro singolo di spessore di 5 mm. Si riportano di seguito tutte le finestre e le porte
presenti con la relativa trasmittanza. FINESTRA 90X150 DATI GEOMETRICI Larghezza 90 cm Altezza 150 cm Area del vetro Ag 0,88 m 2 Area del telaio Af 0,47 m 2 2 Vedi Appendice B. Tabella delle normative di riferimento. Materiali Conducibilità [W/mK] Densità
[kg/m
3] Resistenza termica [m 2K/W] Capacità termica [kJ/kg K] Travi con pignatte 0,57 1500 0,175 0,84 Guaina bituminosa 0,044 1200 0,1136 1 Tegole 0,99 500 0,01515 1 TOTALE 0,5260 Utot = 1,9 W/m 2 K Materiali Conducibilità [W/mK] Densità [kg/m 3] Resistenza termica [m 2K/W] Capacità termica [kJ/kg K] Pavimento in piastrelle 1 2300 0,015 1 Massetto 0,9 1800 0,0778 0,91 Vespaio 0,24 600 0,4167 0,88 Magrone 1 500 0,1 0,88 Terreno 0,7 1500 0,2143 0,88 TOTALE 0,96658 Utot = 1,035 W/m 2 K 17 Area totale del serramento Aw 1,35 m 2 Perimetro della superficie vetrata Lg 6,68 m PARAMETRI DEL VETRO E DEL TELAIO
Tipologia vetro Vetro singolo Trasmittanza vetro, Ug 5,173 W/m 2K Coefficiente di trasmissione solare, g 0,85 Emissività, ε 0,837 Materiale telaio Legno Tipologia di telaio Legno duro Spessore, sf 70 mm Trasmittanza termica del telaio, Uf 2,099 W/m 2K Trasmittanza termica del serramento, Uw 4,467 W/m 2K FINESTRA 150X100 FINESTRA 150X150 DATI GEOMETRICI Larghezza 150 cm Altezza 150 cm Area del vetro Ag 1,58 m 2 Area del telaio Af 0,67 m 2 Area totale del serramento Aw 2,25 m 2 Perimetro della superficie vetrata Lg 10,4 m PARAMETRI DEL VETRO E DEL TELAIO
Tipologia vetro Vetro singolo Trasmittanza vetro, Ug 5,173 W/m 2K Coefficiente di trasmissione solare, g 0,85 Emissività, ε 0,837 Materiale telaio Legno Tipologia di telaio Legno duro Spessore, sf 70 mm Trasmittanza termica del telaio, Uf 2,099 W/m 2K Trasmittanza termica del serramento, Uw 4,639 W/m 2K DATI GEOMETRICI Larghezza 150 cm Altezza 100 cm Area del vetro Ag 0,99 m 2 Area del telaio Af 0,51 m 2 Area totale del serramento Aw 1,5 m 2 Perimetro della superficie vetrata Lg 7,4 m PARAMETRI DEL VETRO E DEL TELAIO
Tipologia vetro Vetro singolo Trasmittanza vetro, Ug 5,173 W/m 2K Coefficiente di trasmissione solare, g 0,85 Emissività, ε 0,837 Materiale telaio Legno Tipologia di telaio Legno duro Spessore, sf 50 mm Trasmittanza termica del telaio, Uf 2,363 W/m 2K Trasmittanza termica del serramento, Uw 4,577 W/m 2K 18 FINESTRA 80X100 FINESTRA 80X150 FINESTRA 90X90 DATI GEOMETRICI Larghezza 80 cm Altezza 100 cm Area del vetro Ag 0,47 m 2 Area del telaio Af 0,33 m 2 Area totale del serramento Aw 0,8 m 2 Perimetro della superficie vetrata Lg 4,48 m PARAMETRI DEL VETRO E DEL TELAIO
Tipologia vetro Vetro singolo Trasmittanza vetro, Ug 5,173 W/m 2K Coefficiente di trasmissione solare, g 0,85 Emissività, ε 0,837 Materiale telaio Legno Tipologia di telaio Legno duro Spessore, sf 70 mm Trasmittanza termica del telaio, Uf 2,099 W/m 2K Trasmittanza termica del serramento, Uw 4,224 W/m 2K DATI GEOMETRICI Larghezza 80 cm Altezza 150 cm Area del vetro Ag 0,75 m 2 Area del telaio Af 0,45 m 2 Area totale del serramento Aw 1,2 m 2 Perimetro della superficie vetrata Lg 6,48 m PARAMETRI DEL VETRO E DEL TELAIO
Tipologia vetro Vetro singolo Trasmittanza vetro, Ug 5,173 W/m 2K Coefficiente di trasmissione solare, g 0,85 Emissività, ε 0,837 Materiale telaio Legno Tipologia di telaio Legno duro Spessore, sf 70 mm Trasmittanza termica del telaio, Uf 2,099 W/m 2K Trasmittanza termica del serramento, Uw 4,359 W/m 2K DATI GEOMETRICI Larghezza 90 cm Altezza 90 cm Area del vetro Ag 0,55 m 2 Area del telaio Af 0,26 m 2 Area totale del serramento Aw 0,81 m 2 Perimetro della superficie vetrata Lg 2,96 m PARAMETRI DEL VETRO E DEL TELAIO 19 PORTA DI INGRESSO PORTAFINESTRA DATI GEOMETRICI Larghezza 150 cm Altezza 250 cm Area del vetro Ag 2,43 m 2 Area del telaio Af 1,32 m 2 Area totale del serramento Aw 3,75 m 2 Perimetro della superficie vetrata Lg 14,72 m PARAMETRI DEL VETRO E DEL TELAIO
Tipologia vetro Vetro singolo Trasmittanza vetro, Ug 5,173 W/m 2K Coefficiente di trasmissione solare, g 0,85 Emissività, ε 0,837 Materiale telaio Legno Tipologia di telaio Legno duro Spessore, sf 70 mm Trasmittanza termica del telaio, Uf 2,099 W/m 2K Trasmittanza termica del serramento, Uw 4,442 W/m 2K Tipologia vetro Vetro singolo Trasmittanza vetro, Ug 5,173 W/m 2K Coefficiente di trasmissione solare, g 0,85 Emissività, ε 0,837 Materiale telaio Legno Tipologia di telaio Legno duro Spessore, sf 50 mm Trasmittanza termica del telaio, Uf 2,363 W/m 2K Trasmittanza termica del serramento, Uw 4,628 W/m 2K DATI GEOMETRICI Larghezza 120 cm Altezza 250 cm Area del vetro Ag 2,22 m 2 Area del telaio Af 0,78 m 2 Area totale del serramento Aw 3 m 2 Perimetro della superficie vetrata Lg 10,76 m PARAMETRI DEL VETRO E DEL TELAIO
Tipologia vetro Vetro singolo Trasmittanza vetro, Ug 5,173 W/m 2K Coefficiente di trasmissione solare, g 0,85 Emissività, ε 0,837 Materiale telaio Legno Tipologia di telaio Legno duro Spessore, sf 50 mm Trasmittanza termica del telaio, Uf 2,363 W/m 2K Trasmittanza termica del serramento, Uw 4,846 W/m 2K 20 2.2.3 PONTI TERMICI E VERIFICA IGROMETRICA
In ambito della riqualificazione energetica di un edificio, uno dei controlli più importanti è quello
riguardante i ponti termici, cioè i punti della struttura in cui si verificano delle modifiche della
direzione del flusso termico a causa di variazioni nella struttura stessa, ad esempio angoli, terrazze,
balconi, tetti, finestre, ecc.. Per questo motivo in quei punti il flusso termico non può essere
considerato mono-dimensionale e si verifica un aumento delle dispersioni di calore che riducono la
temperatura della superficie interna della parete. Per i ponti termici è necessario calcolare l''entità
dell''extra-flusso e la temperatura minima che raggiunge la superficie in modo tale che non si verifichi
una condizione favorevole alla formazione di condensa e di conseguenza la nascita di muffe.
Nella pratica, questo controllo viene effettuato tramite l''utilizzo di termocamere ad infrarossi che
rilevano la radiazione che emettono le superfici e forniscono le mappe di temperatura. Nei punti in cui
ci sono maggiori dispersioni termiche, la termocamera mostrerà un colore diverso dall''intera
superficie ad indicare una temperatura inferiore. La procedura per l''analisi dei ponti termici eseguita nel caso in esame non ha previsto l''utilizzo di
termocamera, ma è stata effettuata una simulazione dei ponti termici più critici tramite il software
Mirage in accordo con la norma UNI EN ISO 14683 3. La verifica igrometrica è stata svolta seguendo le indicazioni fornite dalla norma UNI EN ISO 13788 4. La prima struttura a cui si è rivolta l''attenzione è l''elemento angolare formato dalle pareti del primo
piano rivolte verso Nord e verso Ovest. Come richiesto da normativa, la porzione su cui effettuare l''analisi deve comprendere l''angolo e una
parte di ciascuna parete di lunghezza interna netta di 1 metro oltre la quale l''effetto della variazione
del flusso termico è considerato nullo. dimensionale. Con questi valori è possibile procedere con la simulazione ottenendo i risultati che
seguono. In primo luogo, viene riportata in Figura 2.3 la termografia della porzione di elemento angolare. 3 Vedi Appendice B. Tabella delle normative di riferimento. 4 Vedi Appendice B. Tabella delle normative di riferimento. Nel software sono stati introdotti i dati
riguardanti la geometria dell''elemento
angolare, le caratteristiche di scambio
termico dei materiali e le condizioni al
contorno del sistema in modo tale da poter
calcolare i parametri per la valutazione
igrometrica. In particolare si fissa la
temperatura superficiale interna pari a 274 K
e la temperatura superficiale esterna di 273
K; le pareti trasversali, invece, devono essere
attraversate da un flusso termico perpendicolare nullo, essendo esse nella
condizione di flusso termico mono- 21 Figura 2.3 Termografia dell'elemento angolare. Come si può osservare, la temperatura nel punto di incontro interno tra le due pareti tende ad essere
inferiore rispetto agli altri punti della parete interna a causa dell''aumento di flusso termico. ' quello il
punto considerato ''critico' perché se la temperatura della superficie risultasse inferiore della
temperatura di rugiada del vapore d''acqua presente nell''aria, favorirebbe la formazione di condensa
superficiale. Ai fini della verifica igrometrica è necessario conoscere l''effettiva temperatura minima. Dalla
simulazione è possibile ottenere questo dato che può essere ricavato dal grafico rappresentato in
Figura 2.4. Figura 2.4 Andamento della temperatura superficiale sulla porzione di elemento angolare La minima temperatura rilevata è di 273,7321 K. Con questo parametro, è possibile calcolare il fattore
di temperatura fR,Si: Noto il fattore di temperatura, la verifica da effettuare consiste nel paragonare, mese per mese, la
temperatura che si verifica sulla superficie con la temperatura di rugiada del vapore d''acqua presente
nell''aria: se quest''ultima risultasse maggiore, c''è rischio di formazione condensa. 22 Per il calcolo della temperatura di rugiada, bisogna conoscere l''umidità interna dell''ambiente
riscaldato e la temperatura esterna per ogni mese dell''anno. Per questi parametri si fa riferimento alla
normativa UNI 10349 5. I risultati della verifica igrometrica sono riportati in Tabella 1. In rosso sono evidenziate le
temperature superficiali interne dei mesi in cui si posso creare le condizioni favorevoli alla formazione
di condensa. Nel periodo invernale la struttura risulta a rischio muffe: è necessario effettuare
interventi di risanamento e di isolamento delle pareti per diminuire l''extra-flusso che si verifica in
quella zona in modo tale che le temperature superficiali non scendano a valori di rischio. Tabella 1 Verifica igrometrica per ogni mese del periodo di riscaldamento. Mese Text [°C] Pext [Pa] ''p [Pa] Pi [Pa] Psi [80%] Tsi,min [°C] Tsi [°C] Ottobre 13,8 1252 251,1 1503,1 1878,875 19,03 18,34 Novembre 8,2 934 477,9 1411,9 1764,875 17,9 16,84 Dicembre 3,6 677 664,2 1341,2 1676,5 16,98 15,61 Gennaio 1,9 591 733,05 1324,05 1655,063 16,75 15,15 Febbraio 4 652 648 1300 1625 16,42 15,71 Marzo 8,4 809 469,8 1278,8 1598,5 16,13 16,89 Aprile 13 1083 283,5 1366,5 1708,125 17,31 18,12 Il secondo ponte termico analizzato è la terrazza presente sulla parete ovest dell''edificio. ' riportata in
Figura 2.5 la sezione della struttura in esame. Anche in questo caso, per poter definire nullo l''effetto
del ponte termico, si considera 1 metro di lunghezza interna netta delle pareti e del solaio interpiano
che adducono al terrazzo. Figura 2.5 Sezione di terrazzo per analisi del ponte termico. Per studiare la criticità di questa struttura, la procedura è analoga a quella seguita precedentemente.
Come si può vedere dalla termografia rappresentata in Figura 2.6, i punti in cui bisogna verificare
l''integrità della struttura dal punto di vista della condensa sono l''incrocio tra il solaio interpiano e le
pareti del piano terra e del primo piano. 5 Vedi Appendice B. Tabella delle normative di riferimento. 23 Figura 2.6 Termografia del ponte termico. La verifica è stata eseguita su entrambi gli angoli ottenendo lo stesso risultato essendo la struttura
simmetrica. Con lo scopo di definire la minima temperatura che raggiungono i punti critici, si è calcolato con il
software Mirage i valori delle temperature superficiali del profilo interno del ponte termico ottenendo
le due curve di Figura 2.7. La minima temperatura raggiunta è pari a 273,83 K, con la quale si ottiene
un fattore di temperatura pari a: Figura 2.7 Profilo della temperatura interna superficiale del ponte termico. Procedendo con la verifica igrometrica, si osserva, dai valori ottenuti in Tabella 2, che la struttura
risulta salvaguardata dalla formazione di condensa. Tabella 2 Verifica igrometrica per ogni mese del periodo di riscaldamento. Mese Text [°C] Pext [Pa] ''p [Pa] Pi [Pa] Psi [80%] Tsi,min [°C] Tsi [°C] Ottobre 13,8 1252 251,1 1503,1 1878,875 19,03 21,436 Novembre 8,2 934 477,9 1411,9 1764,875 17,9 17,994 Dicembre 3,6 677 664,2 1341,2 1676,5 16,98 17,212 Gennaio 1,9 591 733,05 1324,05 1655,063 16,75 16,923 Febbraio 4 652 648 1300 1625 16,42 17,28 Marzo 8,4 809 469,8 1278,8 1598,5 16,13 18,03 Aprile 13 1083 283,5 1366,5 1708,125 17,31 21,3 24 2.2.4 SISTEMA DI GENERAZIONE, DISTRIBUZIONE ED EMISSIONE
Il sistema di generazione è costituito da una caldaia a gasolio con bruciatore ad aria soffiata di potenza
termica utile pari a 28 kW che produce sia calore per il riscaldamento sia l''acqua calda sanitaria in
modo istantaneo. Si rimanda ai dati tecnici della caldaia nell''Appendice A6. Il sistema di generazione
alimenta un circuito idronico costruito prima dell''entrata in vigore delle legge 373/73 con sistema di
emissione composto da radiatori in ghisa installati su parete esterna non isolata. La regolazione è di
tipo on-off con termostato ambiente.
2.3 CERTIFICAZIONE ENERGETICA DELL''EDIFICIO ESISTENTE

Una volta rilevate le caratteristiche strutturali ed impiantistiche dell''edificio, si è proceduto alla
compilazione della certificazione energetica in modo tale da individuare i consumi dell''edificio
scorporando i dati relativi alle dispersioni attraverso l''involucro e le inefficienze del sistema di
generazione per quanto riguarda il riscaldamento e l''acqua calda sanitaria.
Il risultato finale è quello rappresentato dagli indici di prestazione di Figura 2.8. E'' possibile
consultare l''intero Attestato di Certificazione Energetica nell''Appendice A7. Figura 2.8 Indici di prestazione energetica. Classe energetica G
Riscaldamento
Indice energia primaria EPi 238,27 kWh/m 2anno Indice involucro EPinv 163,84 kWh/m 2anno Rendimento medio stagionale impianto ηg 68,8% ACS
Indice energia primaria EPACS 33,68 kWh/m 2anno
6 Vedi Scheda Tecnica 1. Sistema di generazione dell''edificio esistente. 7 Vedi Scheda Tecnica 2. Attestato di certificazione energetica dell''edificio esistente. 25 Nella Tabella 3 e nella Figura 2.9 sono evidenziati i valori calcolati dal software di certificazione
riguardanti i fabbisogni di energia termica e primaria legati all''involucro, al riscaldamento e alla
produzione di acqua calda sanitaria. Sono questi parametri che poi forniscono il risultato finale
descritto nella Figura 2.8. Tabella 3 Fabbisogni di energia termica e primaria. FABBISOGNO DI ENERGIA TERMICA
Riscaldamento involucro QH,nd= 22519 kWh Indice di prestazione EPi,inv= 163,84 kWh/m 2anno Acqua calda sanitaria Qh,W= 2062,5 kWh Indice di prestazione EPW,ter= 15,01 kWh/m 2anno Raffrescamento involucro QC,nd= 1712,5 kWh Indice di prestazione EPe,inv= 12,46 kWh/m 2anno RISCALDAMENTO: fabbisogno di energia primaria e rendimenti
Energia primaria riscaldamento Qp,H= 32750 kWh Indice di prestazione EPi= 238,27 kWh/m 2anno Classe energetica
riscaldamento G Rendimento globale
stagionale etaG,H= 0,688 Energia primaria rinnovabile Qp,H,ren= 0,00 kWh Quota rinnovabile QR,H= 0% Energia primaria totale Qp,H,tot= 32750 kWh Indice di prestazione totale EPi,tot= 238,27 kWh/m 2anno ACQUA CALDA SANITARIA: fabbisogno di energia primaria e rendimenti
Energia primaria ACS Qp,W= 4630,0 kWh Indice di prestazione EPACS= 33,68 kWh/m 2anno Classe energetica ACS G Rendimento globale
stagionale etaG,W= 0,445 Energia primaria rinnovabile Qp,W,ren= 0,00 kWh Quota rinnovabile QR,ACS= 0% Energia primaria totale Qp,W,tot= 4630,0 kWh Indice di prestazione totale EPACS,tot= 33,68 kWh/m 2anno FABBISOGNO GLOBALE: energia primaria e rendimenti Energia primaria globale Qp,HW= 37380,0 kWh Indice di prestazione EPgl= 271,9 kWh/m 2anno Classe energetica globale G Rendimento globale
stagionale etaG,HW= 0,658 Energia primaria rinnovabile Qp,HW,ren= 0,00 kWh Quota rinnovabile QR,gl= 0% Energia primaria totale Qp,HW,tot= 37380,0 kWh Indice di prestazione totale EPgl,tot= 271,9 kWh/m 2anno Figura 2.9 Grafico dei fabbisogni termici e dei fabbisogni primari. Con questi dati in mano è possibile individuare i punti deboli dell''edificio dal punto di vista
dell''efficienza energetica in modo tale da poter andare ad intervenire con metodi ad hoc con lo scopo
di raggiungere almeno la classe energetica B. 26 2.4 GLI INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE

Gli interventi di riqualificazione da effettuare in un vecchio edificio riguardano tutti i punti che, se
modificati, influenzano l''efficienza energetica dell''edificio stesso. Le azioni da compiere su tali punti
dipendono dal livello di efficienza che si vuole raggiungere e da determinati vincoli imposti sia dal
punto di vista tecnico della struttura sia dal punto di vista economico del committente dei lavori.

La scelta degli interventi più adeguati da adottare per i diversi punti critici dell''edificio in esame è
frutto dell''obiettivo di raggiungere i requisiti minimi imposti dalla Direttiva 2010/31/UE, come
esposto nel Capitolo 1, sia per quanto riguarda gli elementi edilizi che fanno parte dell''involucro
dell''edificio e hanno impatto significativo sulla prestazione energetica nel caso venissero sostituiti o
rinnovati, sia in ambito della sostituzione degli impianti tecnici per il riscaldamento e l''acqua calda
sanitaria. L''analisi è stata eseguita su due tipi di riqualificazione: 1) Riqualificazione parziale: riguarda le strutture disperdenti e la sostituzione del sistema di generazione con mantenimento dei terminali di impianto; 2) Riqualificazione totale: riguarda le strutture disperdenti e la sostituzione del sistema di generazione con modifica del sistema di emissione. L''ordine con cui sono esposti gli interventi segue quello proposto dall''analisi delle criticità del
Paragrafo 2.2. 2.4.1 RIQUALIFICAZIONE PARZIALE
INTERVENTI SULLE STRUTTURE OPACHE E VETRATE

Il primo intervento consiste nell''applicazione della barriera a vapore e del cappotto termico sulla
parete esterna. L''isolante utilizzato è EPS di spessore di 12 cm di cui è riportata la scheda tecnica
nell''Appendice A8.
8 Vedi Scheda Tecnica 3. Lastra EPS: Elementi per Sistema Cappotto 1)Intonaco interno 2)Blocco in laterizio 3)Barriera al vapore 4)Isolante EPS 5)Intonaco esterno 27 Materiali Spessore [m] Conducibilità [W/mK] Densità
[kg/m
3] Resistenza termica [m 2K/W] Capacità termica [kJ/kg K] 1) Intonaco interno 0,015 0,7 1400 0,0214 1,01 2) Blocchi in laterizio 0,26 0,43 1200 0,60465 0,84 3) Barriera al vapore 0,004 0,05 20 0,08 4) Isolante EPS 0,120 0,034 20 3,529 1,45 5) Intonaco esterno 0,015 0,9 1800 0,0167 0,91 TOTALE 0,414 4,417 Utot = 0,2264 W/m 2 K La trasmittanza ottenuta è minore del limite imposto dalla Direttiva per la Zona climatica E che è pari
a 0,37 W/m 2K. Inoltre è assente la condensa superficiale ed interstiziale come dimostrano rispettivamente la Tabella 4 e la Figura 2.10. Tabella 4 Condensa superficiale: fattore di resistenza superficiale. Mese Text [°C] 'e [%] Pext [Pa] ''p [Pa] P i [Pa] 'si [%] Tsi [°C] Ti [°C] fR,si Ottobre 13,9 70 1106 247,05 1377,76 1722,19 15,16 20 0,2068 Novembre 8,1 88 951 481,95 1481,15 1851,43 16,29 20 0,6884 Dicembre 4,2 82 673 639,9 1376,89 1721,11 15,15 20 0,6931 Gennaio 2,7 93 691 700,65 1461,71 1827,14 16,08 20 0,7737 Febbraio 4,3 76 627 635,85 1326,44 1658,04 14,57 20 0,6543 Marzo 8,3 65 708 473,85 1229,24 1536,54 13,4 20 0,4359 Aprile 13,1 66 997 279,45 1304,39 1630,39 14,31 20 0,1758 ' verificata la salubrità della struttura: il fattore di resistenza massimo ammissibile affinchè non si
verifichino condizioni favorevoli alla formazione di condensa è pari a 0,969, il mese più sfavorito è
Gennaio per il quale il fattore di resistenza superficiale è comunque inferiore a quello ammissibile. 28 Figura 2.10 Verifica termoigrometrica della struttura: condensa interstiziale. Per eliminare i ponti termici, è necessario intervenire sulla copertura dell''edificio. A questo proposito
sono state scelte le seguenti due soluzioni: considerando il fatto che le altezze dei locali sono di 2,8
metri, sul solaio verso il sottotetto è possibile installare un controsoffitto con 10 cm di lana di roccia
che può fungere oltre che da isolante, anche come passaggio dei condotti della ventilazione meccanica
controllata, inoltre sul tetto si è applicato 10 cm di EPS, lo stesso utilizzato per le pareti esterne. In Figura 2.11 e 2.12 sono rappresentate rispettivamente le due soluzioni sopra elencate. Materiali Spessore [m] Conducibilità [W/m K] Densità
[kg/m
3] Resistenza termica [m 2 K/W] Capacità termica [kJ/kg K] 1) Cartongesso 0,0125 0,21 900 0,05952 1,01 2) Lana di roccia 0,1 0,039 85 2,5641 3) Laterizio (Blocco da solaio) 0,2 0,5 1500 0,4 0,84 4) Massetto 0,06 0,47 1200 0,1276 0,91 TOTALE 0,3725 3,45810413 Utot = 0,2892 W/m 2 K Figura 2.11 Sezione del solaio verso sottotetto 4) Massetto 3) Laterizio
(Blocco da solaio) 2) Lana di roccia 1)Cartongesso 29 Anche in questo caso la trasmittanza è verificata nel confronti dei requisiti minimi imposti (0,38
W/m 2K). Per quanto riguarda la copertura, è stato previsto un''ulteriore isolante in aggiunta a quello presente nel
controsoffitto perché il tetto risultava una struttura molto disperdente e non rientrava nei minimi valori
richiesti dalla Direttiva. L''applicazione dell''isolante ha permesso di raggiungere i requisiti avendo
questi il valore massimo di 0,32 W/m 2K. Figura 2.12 Struttura della copertura riqualificata. Materiali Spessore [m] Conducibilità [W/mK] Densità [kg/m 3] Resistenza termica [m 2 K/W] Capacità termica [kJ/kg K] 1) Travi con pignatte 0,1 0,57 1500 0,1754 0,84 2) Isolante EPS 0,05 0,035 20 1,4285 2,1 3) Guaina bituminosa 0,1 0,044 1200 2,2727 1 4) Tegole 0,015 0,99 500 0,0151 1 TOTALE 0,265 4,1137 Utot = 0,2431 W/m 2 K L''ultimo intervento previsto riguarda il solaio controterra. In generale, nelle riqualificazioni è difficile
che si vada a modificare la struttura del pavimento per il fatto che questa operazione comporta un
notevole disagio agli inquilini che devono temporaneamente lasciare l''abitazione oltre che essere un
intervento molto costoso. D''altra parte, però, il pavimento risulta una delle strutture maggiormente
disperdenti che necessita di essere isolata, inoltre, considerando lo scopo dell''analisi di questo
elaborato che è quello di comparare la ristrutturazione dell''edificio esistente con la casa nuova, si è
pensato di dover partire dalle stesse condizioni iniziali di pavimento isolato. A questo proposito si
sono comunque considerate due situazioni: 1) Non viene apportata alcuna modifica alla struttura del pavimento;
2) Si interviene sul pavimento smantellando le piastrelle ed il massetto presenti per applicare una lastra di XPS (Polistirene espanso estruso) Styrodur di spessore di 80 mm di cui è
riportata la scheda tecnica nell''Appendice A9.
Per queste due soluzioni si è poi fatta una valutazione costi/benefici per capire la fattibilità e i
vantaggi del secondo intervento rispetto al primo.

9 Vedi Scheda Tecnica 4. Lastra di XPS Styrodur. 2) Isolante EPS 1)Travi con pignatte 4) Tegole 3) Guaina bituminosa 30
La scelta dell''isolante è ricaduta sull''XPS Styrodur perché, oltre ad essere un eccellente isolamento
termico, è caratterizzato da elevata resistenza alla compressione e ridotto assorbimento d''acqua,
parametri fondamentali per l''installazione su pavimenti. In Figura 2.13 è rappresentata la sezione del
pavimento modificato. Figura 2.13 Sezione del solaio controterra isolato. Materiali Spessore [m] Conducibilità [W/mK] Densità
[kg/m
3] Resistenza termica [m 2 K/W] Capacità termica [kJ/kg K] 1) Pavimento in piastrelle 0,015 1 2300 0,015 1 2) Massetto 0,07 0,9 1800 0,0778 0,91 3) Platea in C.A. 0,1 0,24 600 0,417 0,88 4) Lastra di XPS 0,08 0,035 35 2,2857 5) Magrone 0,1 1 500 0,1 0,88 6) Terreno 0,15 2 0,075 TOTALE 0,515 3,09515873 Utot = 0,3231 W/m 2 K Anche per la struttura caratterizzante il solaio controterra è verificata la trasmittanza rispetto al valore
massimo accettabile per la Zona climatica E che è pari a 0,38 W/m 2K. Tra le strutture disperdenti, bisogna prestare particolare attenzione agli infissi. Le superfici vetrate
sono una componente importante di un edificio: nel periodo invernale devono essere in grado di fare
entrare la radiazione solare nell''ambiente in modo tale da ottenere un apporto di gratuito di calore
riducendo al minimo le dispersioni di calore verso l''esterno, e nel periodo estivo devono schermare
l''edificio dalla radiazione che andrebbe a surriscaldare l''ambiente, favorendo, però, l''ingresso della
luce naturale garantendo un risparmio nel costo dell''illuminazione artificiale. Gli infissi oggi in commercio presentano le seguenti caratteristiche: 1) Doppio o triplo vetro per aumentare la resistenza termica;
2) Intercapedine con gas inerti come Aria, Argon o Kripton che fungono da isolanti;
3) Basso valore di emissività del vetro per ''intrappolare' , nel periodo invernale, il calore proveniente dall''irraggiamento solare nell''ambiente. Per la riqualificazione si è scelto di utilizzare degli infissi caratterizzati da: 1)Pavimento in piastrelle 2) Massetto 3) Platea in C.A. 4) Lastra in XPS 5) Magrone 6) Terreno 31 1) Doppio vetro 4-16-4, basso emissivo di trasmittanza Ug=1 W/m 2K; 2) Nell''intercapedine è presente Argon;
3) Il telaio è in legno;
4) La trasmittanza dichiarata dal costruttore è di Uw= 1,2 W/m 2K per tutte le finestre. INTERVENTO SUL SISTEMA DI GENERAZIONE DI RISCALDAMENTO E ACQUA
CALDA SANITARIA E INSTALLAZIONE DELL''IMPIANTO DI VENTILAZIONE
MECCANICA CONTROLLATA.

Come anticipato nella presentazione dell''edificio nel suo stato di fatto, uno dei fattori di inefficienza è
l''impianto di generazione di calore per il riscaldamento e l''acqua calda sanitaria che è costituito da
una caldaia a gasolio a basamento la quale alimenta un sistema di emissione a radiatori in ghisa.
L''intervento previsto per l''impianto di riscaldamento e acqua calda sanitaria nella riqualificazione
parziale comporta: 1) la sostituzione del generatore di calore con un sistema adeguato alla nuova potenza richiesta dall''edificio; 2) il mantenimento dei radiatori in ghisa come sistema di emissione.
Per poter scegliere il tipo di sistema di generazione più adeguato, bisogna definire la taglia
dell''impianto tramite il calcolo della potenza termica di progetto necessaria all''edificio per mantenere
la temperatura di set-point desiderata. Lavorando nelle condizioni standard di comfort, si è deciso di
mantenere 20°C come temperatura di set-point nel periodo invernale. Per determinare la massima potenza termica di progetto richiesta dall''edificio per la stagione di
riscaldamento, bisogna applicare il metodo stazionario che permette il calcolo del fabbisogno termico
nelle condizioni peggiori a cui può essere sottoposto l''edificio, cioè alla minima temperatura esterna
della località in cui si trova, in assenza di radiazione solare e di carichi interni che costituiscono gli
apporti di calore gratuito che favoriscono la riduzione di calore da fornire agli ambienti. Per applicare il metodo di calcolo stazionario, come prima cosa, è necessario determinare tutte le
perdite che si possono verificare tra ambiente interno ed ambiente esterno. Le perdite dell''edificio si possono dividere in due tipi: 1) le perdite per trasmissione, Ht ;
2) le perdite per ventilazione, Hv.
Il primo tipo sono tutte quelle dispersioni termiche che si possono sviluppare a causa della tendenza
del calore a diffondersi da una zona più calda (l''interno dell''edificio) ad una zona più fredda (l''esterno
dell''edificio). Le perdite per trasmissione possono essere dirette ed indirette: le prime si verificano
attraverso le pareti dell''ambiente che sono a diretto contatto con l''esterno e attraverso le superfici
vetrate, mentre le seconde si generano a causa dell''adiacenza ad ambienti non riscaldati o ad ambienti
che si trovano ad una temperatura differente. Le perdite per ventilazione, invece, sono legate al fatto che, per avere un ambiente salubre, è
necessario che ci sia ricambio d''aria: l''aria viziata e calda dell''ambiente deve essere espulsa
sostituendola con la stessa quantità di aria di rinnovo. La ventilazione può essere di tipo naturale, quando si provvede manualmente all''apertura delle
finestre e delle porte per garantire il ricambio di aria adeguato, oppure di tipo meccanico, quando si
utilizzano dei dispositivi meccanici ed automatici che prelevano, attraverso delle bocchette, l''aria
esausta dagli ambienti in cui si produce maggiore umidità e vapori (cucina e bagni), e immettono aria
nuova negli altri ambienti, come le camere da letto e il soggiorno. Con entrambi i tipi di ventilazione
c''è immissione di aria più fredda che deve essere riscaldata dall''impianto di produzione di calore,
causando una perdita. 32 Applicando le norme UNI TS 11300 10, le perdite per trasmissione si determinano con la seguente formula: [ ] dove '' '' : perdite di trasmissione dirette legate alle dispersioni attraverso le pareti opache e le superfici vetrate tra ambiente riscaldato ed esterno, inclusi i ponti termici; '' '' : perdite di trasmissione indirette attraverso un ambiente adiacente non riscaldato, inclusi i ponti termici; '' : perdite di trasmissione indirette attraverso il terreno; '' : perdite di trasmissione indirette che si verificano quando l''ambiente è adiacente ad una zona riscaldata ad una temperatura più bassa. Le perdite di ventilazione, invece, si ottengono con l''equazione che segue: '' [ ] dove ρ è la densità dell''aria, cp è il suo calore specifico, n è il ricambio d''aria necessario, espresso in Vol/h, e '' è il totale volume netto degli ambienti a cui applicare la ventilazione. Note le perdite per trasmissione e ventilazione, per determinare la potenza termica richiesta
dall''edificio, bisogna sommarle e poi moltiplicarle per la differenza di temperatura tra l''ambiente
interno (20°C) e l''ambiente esterno che si suppone alla minima temperatura della località in cui si
trova l''edificio, definita secondo la norma UNI 1034911: [ ] Seguendo questo procedimento si è potuto eseguire il calcolo della potenza termica richiesta
dall''edificio riqualificato sia nel caso in cui si applicasse una ristrutturazione che interessa anche il
solaio controterra, sia nel caso in cui quest''ultimo non venga sottoposto ad alcuna modifica. CASO A: COIBENTAZIONE DI TUTTE LE STRUTTURE OPACHE. Per semplificare il calcolo, l''edificio è stato suddiviso in tre parti: il piano terra e il primo piano che
sono ambienti riscaldati alla stessa temperatura (20°C), ed il sottotetto che è, invece, una zona
dell''edificio non riscaldata. Per ciascuna porzione di edificio sono state definite le superfici disperdenti, come è mostrato nella
Tabella 5.
10 Vedi Appendice B. Tabella delle normative di riferimento.
11 Vedi Appendice B. Tabella delle normative di riferimento. 33 Tabella 5 Superfici disperdenti per porzione di edificio PORZIONE DI EDIFICIO Superficie calpestabile [m 2] Volume netto [m 3] Superficie vetrata [m 2] Superficie opaca [m 2] Superficie verso terreno [m 2] Superficie verso zona non riscaldata [m 2] PIANO TERRA 73,3 205,24 14,24 82,02 73,3 0 PRIMO PIANO 81,32 219,57 16,05 71,73 0 81,32 SOTTOTETTO 126,56 71,73 0 264,4 0 0 Per determinare le perdite di ventilazione si è posto che il volume d''aria di rinnovo sia pari a 0,3
Vol/h, che è un valore standard per i nuovi edifici ben isolati: PORZIONE DI EDIFICIO Perdite per ventilazione Hv [W/K] PIANO TERRA 20,93 PRIMO PIANO 22,39 TOTALE 43,32 Il calcolo delle perdite per trasmissione è stato effettuato applicando la suddivisione dei vari fattori di
dispersione sopra elencati e utilizzando i valori noti delle trasmittanze definiti nel Paragrafo 2.4.1: PORZIONE DI EDIFICIO Perdite superfici opache Perdite superfici vetrate Perdite verso terreno Perdite verso ambiente non riscaldato Perdite per trasmissione Ht [W/K] PIANO TERRA 18,54 17,8 21,99 0 58,33 PRIMO PIANO 16,21 20,1 0 17,87 54,15 TOTALE 34,75 37,9 21,99 17,87 112,48 A questo punto, sono state sommate le perdite di trasmissione e di ventilazione, e poi moltiplicate per
la differenza di temperatura tra l''ambiente interno e l''ambiente esterno: per la zona in cui è stato
costruito l''edificio, a Piombino Dese, la minima temperatura di progetto è pari a -5°C. PORZIONE DI EDIFICIO Perdite totali (Hv+Ht) Potenza termica PIANO TERRA 79,26 1981,548 PRIMO PIANO 76,54 1913,611 TOTALE 155,8 3,895 kW La potenza termica necessaria da fornire all''edificio considerato nel CASO A, per mantenere la
temperatura interna di set-point pari a 20°C, è di 3,895 kW. Per quanto riguarda il fabbisogno di energia termica per la produzione di acqua calda sanitaria, è stato
applicato il metodo fornito dalla norma UNI TS 11300-2 12. Tale metodo si basa sulla determinazione del volume di acqua sanitaria necessario in funzione della superficie calpestabile dell''edificio: è stato
utilizzato questo metodo per adeguarsi allo stesso procedimento di calcolo eseguito dal software di
certificazione energetica Termolog Epix4.
12 Vedi Appendice B. Tabella delle normative di riferimento. 34 Secondo la normativa, l'energia termica Qh,W richiesta per riscaldare una quantità di acqua alla
temperatura desiderata è:
'' [ ]
dove
ρ: densità dell''acqua [kg/m 3]; c: calore specifico dell''acqua pari a 1,162 [Wh/kg K];
Vw: volume d''acqua richiesto nel periodo considerato nel calcolo [m 3/G]; θ er: temperatura di erogazione [°C]; θ o: temperatura di ingresso dell''acqua fredda sanitaria [°C]; G: numero di giorni del periodo di calcolo [G].

Per la normativa, la temperatura di erogazione è pari a 40°C, mentre la temperatura dell''acqua fredda
è pari a 15°C, generando un salto termico ''θ=25 K. Con questi valori di temperatura, la normativa
prevede che il volume d''acqua richiesta sia determinata con la seguente equazione:
[ ] dove
a: fabbisogno giornaliero specifico [l/G m 2]; Nu: parametro che dipende dalla destinazione d''uso dell''edificio; nel caso di un''abitazione ad uso
residenziale, questo parametro è indentificato dalla superficie calpestabile [m 2].
Il parametro a si ottiene secondo le formule presenti nel Prospetto 12 della norma sopra citata,
riportato qui di seguito.
Nel nostro caso, essendo la superficie calpestabile pari a 137,4 m 2, il volume di acqua sanitaria richiesta è pari a :
che corrisponde ad un fabbisogno equivalente di energia termica utile pari a 15,02 kWh/m 2 anno.
In termini di potenza termica necessaria per la produzione istantanea dell''intero fabbisogno di acqua
calda sanitaria, si può ottenere il seguente valore:


In fine, nota la potenza termica richiesta dall''edificio per il riscaldamento e quella necessaria per
soddisfare il fabbisogno di acqua calda sanitaria, è possibile definire la taglia dell''impianto che dovrà
generare entrambe le quantità di calore richieste.
35 CASO B: RIQUALIFICAZIONE SENZA INTERVENTI SUL SOLAIO CONTROTERRA.

Per il secondo caso in esame, il procedimento eseguito è lo stesso.

Rispetto alla condizione precedente, il fabbisogno di potenza termica per la produzione di acqua calda
sanitaria è rimasto invariato dato che questo parametro non è influenzato dal maggiore o minore
isolamento del pavimento dell''edificio. Ciò che si è modificato è il dato riguardante la potenza
termica dell''impianto di riscaldamento perché bisogna aggiungere le maggiori perdite di trasmissione
che si verificano dal piano terra attraverso il terreno a causa della mancata presenza dell''isolamento a
differenza del CASO A.

Come eseguito precedentemente, l''edificio è stato suddiviso in tre zone con le seguenti caratteristiche
dimensionali:
PORZIONE DI EDIFICIO Superficie calpestabile [m 2] Volume netto [m 3] Superficie vetrata [m 2] Superficie opaca [m 2] Superficie verso terreno [m 2] Superficie verso zona non riscaldata [m 2] PIANO TERRA 73,3 205,24 14,24 82,024 73,3 0 PRIMO PIANO 81,324 219,5748 16,05 71,727 0 81,324 SOTTOTETTO 126,56 71,73 0 264,4 0 0
Noti i valori delle trasmittanze delle strutture disperdenti e posto il numero di ricambi d''aria orari pari
a 0,3 Vol/h, si riportano le perdite di trasmissione e di ventilazione ottenute dal calcolo:

PORZIONE DI EDIFICIO Perdite sup. opache Perdite sup. vetrate Perdite verso terreno Perdite verso ambiente non riscaldato Perdite per trasmissione Ht [W/K] PIANO TERRA 18,54 17,8 32,98 0 69,322 PRIMO PIANO 16,21 20,06 0 17,87 54,148 TOTALE 34,75 37,86 32,98 17,87 123,47
PORZIONE DI EDIFICIO Perdite per ventilazione Hv [W/K] PIANO TERRA 20,93 PRIMO PIANO 22,39 TOTALE 43,32
' stata, quindi, determinata la potenza termica sommando le perdite per trasmissione e ventilazione,
moltiplicandole per il salto termico massimo che si verifica tra ambiente interno ed esterno pari a 20-
(-5)=25°C.

La potenza termica necessaria da fornire all''edificio considerato nel CASO B, per mantenere la
temperatura interna di set-point pari a 20°C, è di 4,17 kW.

PORZIONE DI EDIFICIO Perdite totali (Hv+Ht) Potenza termica PIANO TERRA 90,27 2256,42 PRIMO PIANO 76,54 1913,61 TOTALE 166,81 4,17 kW 36
SCELTA DELL''IMPIANTO DI RISCADALMENTO E PRODUZIONE DI ACQUA CALDA
SANITARIA PER IL CASO A E PER IL CASO B.

Dai risultati ottenuti con i calcoli eseguiti sui due differenti casi in esame, la potenza termica richiesta
non risulta di molto differente, pertanto la scelta dell''impianto sarà la medesima in entrambe le
situazioni.

Le condizioni che hanno vincolato la scelta dell''impianto di riscaldamento e di produzione di acqua
calda sanitaria sono due:
1) si vogliono mantenere i radiatori in ghisa, già presenti nell''edificio, come sistema di emissione; 2) l''edificio è predisposto all''allacciamento della rete del gas naturale, quindi si vuole sfruttare anche questa fonte di energia.
Il tipo di impianto più adeguato per l''edificio riqualificato, considerando i due vincoli sopra esposti, è
un sistema ibrido che, costituito da caldaia a condensazione e da pompa di calore aria/acqua integrati
tra loro, sfrutta la possibilità di far intervenire la fonte energetica più performante in un dato
momento, garantendo il massimo rendimento di generazione e la massima affidabilità del sistema, in
qualsiasi condizione climatica.

Il concetto alla base di sistemi di generazione di questo genere è quello di bivalenza: anziché
dimensionare una pompa di calore per la massima potenza termica richiesta dall''edificio, si utilizza
una pompa di calore di taglia inferiore che lavora in accoppiamento ad una caldaia a condensazione.
In questo modo, la pompa di calore fornisce da sola la potenza richiesta dall''edificio finché non si
raggiunge il punto di bivalenza al di sotto del quale la pompa di calore risulta sottodimensionata
rispetto ai fabbisogni termici dell''edificio. Da questo momento in poi entra in azione la caldaia che
funge da supporto alla pompa di calore. Si definisce, infine, la temperatura di cut-off che è la minima
temperatura esterna per cui è conveniente l''utilizzo della pompa di calore rispetto alla caldaia in
termini di energia primaria. Per temperature esterne inferiori a quella di cut-off, la pompa di calore
viene spenta e la caldaia fornisce tutta la potenza termica necessaria all''edificio garantendo la
continuità di esercizio.


Il dispositivo scelto per l''edificio riqualificato è il sistema ibrido integrato ad incasso con pompa di
calore monoblocco inverter Duo-Tec CSI-i IN della Baxi Spa. Di seguito si riporta la Scheda Tecnica
del sistema completo, mentre nell''Appendice A 13 vengono indicati anche gli ingombri e lo schema tipo di impianto. Successivamente saranno specificate le caratteristiche di ogni singolo componente
principale.
Tabella dati tecnici
Duo-Tec CSI '' i IN
Potenza termica nominale sanitario kW 24 Potenza termica nominale risc. 80/60°C kW 20 Potenza termica ridotta risc. 80/60°C kW 3,4 Rendimento energetico (92/42/CEE) '''' Rendimento medio % 109,8 Rendimento nominale 80/60°C % 97,7 Rendimento al 30% % 107,6
13 Vedi Scheda Tecnica 5. Informazioni generali sul sistema ibrido Duo-Tec CSI '' i IN 37 Classe NOx 5 Temperatura minima di funzionamento °C -15 Reg. temperatura acqua circuito risc. °C 20/80 Regolazione temperatura acqua sanitaria °C 35/60 Capacità bollitore l 150 Capacità vaso espansione sanitario/pre-carica l 8/3,5 Portata specifica secondo EN 625 l/min 25 Produzione acqua sanitaria in continuo ''T 25°C l/min 13,8 Dimensioni '' caldaia mm 770x470x238 Dimensioni '' cassa contenimento sistema mm 2200x950x350 Pompa di calore PBM ''i 6
Potenza termica nominale kW 5,8 COP 4,3 Potenza frigorifera nominale kW 4,45 EER 4,28 Gas refrigerante R410A Compressore n°/tipo 1/Rotativo DC inverter Alimentazione V/Ph/Hz 230/1/50 Dimensioni mm 658x825x300
In un unico involucro compatto, sono presenti i seguenti componenti:
1) Un bollitore per l''acqua calda sanitaria da 150 litri in acciaio INOX Aisi 316 L, coibentato con isolamento grafitico ad alta densità che riduce del 15% le dispersioni termiche rispetto ad
un isolamento standard; 2) Sistema di gestione della climatizzazione invernale ed estiva;
3) ' presente un puffer di compensazione da 20 litri;
4) Pompa di calore monoblocco inverter della gamma PBM-i con unità esterna collegata con rete idraulica all''unità interna; 5) Caldaia a condensazione Luna Duo-Tec IN HT GA con modulazione 1:7;
6) Pompa modulante che garantisce maggiore efficienza, ridotti consumi e minore rumorosità;
7) Tecnologia GAC, controllo automatico della combustione, che permette una riduzione dei tempi di installazione perché non è richiesto alcun intervento di regolazione e non è
necessaria una regolazione manuale perché la caldaia si auto adatta alla qualità del gas e alla
lunghezza del condotto di espulsione dei fumi; 8) La regolazione è di tipo climatica con sonda esterna di temperatura;
9) La pompa di circolazione è a basso consumo, di classe A ErP Ready.
In Figura 2.14 è indicata la posizione nel dispositivo dei componenti principali sopra elencati.
38 Figura 2.14 Componeneti del sistema ibrido Duo-Tec CSI-i IN
La pompa di calore installata nel Duo-Tec CSI-i IN fa parte della gamma delle pompe di calore
monoblocco inverter PBM-i che sono nate per la produzione di acqua calda con temperatura fino a
60°C, adatte ad essere impiegate, appunto, in sistemi ibridi in accostamento a generatori di varia
tipologia (caldaie a combustibile fossile, biomasse, termocamini, pannelli solari) o anche da sole.
L''accurato dimensionamento di tutti i componenti e l''evoluto controllore elettronico permettono alla
pompa di calore di essere abbinata a sistemi di distribuzione di tipo radiante, fan-coil o radiatori in
funzionamento invernale, con limiti operativi particolarmente estesi. Inoltre, possono essere utilizzate
anche per la produzione di acqua calda sanitaria durante tutto il periodo dell''anno, così da contribuire
efficacemente all''innalzamento del contributo di energia rinnovabile per il fabbisogno degli edifici.
La possibilità di modulare la potenza erogata dal 30% al 130%, grazie al compressore DC inverter a
potenza variabile, permette di adeguare il consumo di energia elettrica al reale fabbisogno
dell''abitazione.

La taglia della pompa di calore installata nel sistema integrato Duo-Tec CSI-i IN, come indicato nella
Scheda Tecnica del sistema ibrido sopra riportata, è di 5,8 kW con COP pari a 4,3, ottenuti con una Bollitore ACS da 150 litri in acciaio
INOX Aisi 316 L. Isolamento grafitico ad alta densità
(-15% di dispersione rispetto ad un
isolamento standard). Copertura fabbisogni energetici con
fonte rinnovabile grazie alla pompa
di calore monoblocco inverter
(collegamento idraulico con unità
interna). Gestione climatizzazione invernale ed estiva.
Puffer di compensazione da 20 litri. Isolamento di tutte le tubazioni con minori
dispersioni e affidabilità contro il gelo. Modulazione 1:7.
GAC: controllo automatico della
combustione.
Pompa modulante: maggiore
efficienza, ridotti consumi,
minore rumorosità. Regolazione climatica di serie. Pompa di circolazione a
basso consumo, classe A ErP
Ready. 39 temperatura dell''aria esterna di 7°C e la temperatura dell''acqua di 35°C. Si rimanda alla Scheda Tecnica nell''Appendice A14 per la consultazione di tutti i dati specifici della pompa di calore.

Per quanto riguarda la caldaia a condensazione presente nel sistema ibrido Duo-Tec CSI-i IN, essa
appartiene alla gamma di caldaie ad incasso Luna Duo-tec HT GA. Questo modello di caldaia è stata
progettata per renderla adatta in caso di sostituzione di un vecchio generatore. Le sue dimensioni
ridotte ne favoriscono l''installazione o in sistemi ibridi compatti, come quello in esame, sia in luoghi
dove la gestione efficiente degli spazi è un obiettivo importante.

Le caratteristiche principali di questo modello di caldaia sono: ' Ampio campo di modulazione 1:7 : maggiore efficienza data da minori accensioni e spegnimenti. La riduzione di continui cicli ON/OFF comporta una significativa riduzione dei
consumi (dell''8-10%) e una pari riduzione dell''emissione di inquinanti; ' Adeguamento della potenza prodotta a seconda della potenza dissipata dai locali in modo tale da evitare surriscaldamento/sottoraffreddamento degli ambienti; ' Presenza del GAC (Gas Adaptive Control): è un sistema innovativo che, grazie ad una nuova elettronica di controllo e ad una nuova valvola a gas elettronica, garantisce un controllo
automatico della combustione per mantenere costantemente i valori di massima efficienza
con i seguenti vantaggi:
- Non ci sono interventi manuali '' ridotte misurazioni, tarature o cambio ugelli; - Con questo sistema la caldaia si autoadatta alla qualità del gas e alla lunghezza dei tubi
di scarico dei fumi mantenendo costante il rendimento; - La caldaia inoltre si autoregola costantemente per mantenere i valori di massima
efficienza favorendo una riduzione dei consumi di gas e generando meno inquinamento
grazie al continuo controllo delle emissioni.
' Dimensioni compatte: 770x470x238 mm;
' Pompa di circolazione modulante con de-aerazione: la pompa di circolazione può operare alla massima velocità, alla minima velocità o in modalità ''automatico'. In questo ultimo
caso, la velocità (min/max) verrà selezionata affinché il ''T di mandata/ritorno in
riscaldamento rimanga costante a 20°C garantendo così una significativa riduzione dei
consumi della pompa e, date le minori sollecitazioni meccaniche (rispetto ad una pompa che
funziona sempre alla massima velocità), anche dei costi di manutenzione; ' Temperatura minima di funzionamento pari a -15°C.
Della gamma di caldaie a condensazione Luna Duo-Tec IN HT GA, nel sistema ibrido è presente la
caldaia che produce calore sia per il riscaldamento sia per l''acqua calda sanitaria per una potenza
14 Scheda Tecnica 6. Pompa di calore PBMI-i 6. 40 massima per il sanitario di 24 kW e di 20 kW per il riscaldamento. Nell''Appendice A 15 sono indicate tutte le informazioni più dettagliate della caldaia in questione. Note le caratteristiche tecniche dei componenti principali, si analizzano ora i principi di
funzionamento nella varie condizioni operative.
RISCALDAMENTO
Figura 2.15 Schema di impianto con funzionamento a riscaldamento con sola pompa di calore.
Nello scheda di impianto di Figura 2.15 è rappresentato il funzionamento in regime di riscaldamento
con la sola pompa di calore.
Le pompe di calore sono sistemi altamente performanti, catturano l''energia dell''aria esterna e la
riversano nell''impianto sotto forma di acqua riscaldata a media temperatura.
Occorre però tener presente le temperature di funzionamento: il limite economico di convenienza
nell''utilizzo di una pompa di calore è determinato dalle condizioni climatiche esterne e dalla
temperatura di utilizzo.
Grazie al sistema di controllo Think easy CSI-i IN, avviene la verifica sull''effettiva efficienza della
pompa di calore e ne determina l''accensione o lo spegnimento.
Per questo motivo la pompa di calore funzionerà in precedenza per l''impianto di riscaldamento il
quale dovrà avere le seguenti caratteristiche: - Un impianto di riscaldamento a pavimento radiante a bassa temperatura; - Un impianto di riscaldamento a parete radiante a bassa temperatura; - Un impianto di riscaldamento a soffitto radiante a bassa temperatura; - Un impianto di riscaldamento a radiatori a media temperatura; - Un impianto di riscaldamento a fan-coil a media temperatura.

Nel caso in cui la pompa di calore non lavorasse con valori adeguati di COP e non riesca a soddisfare
il fabbisogno di calore dell''impianto, interviene in integrazione la caldaia, come mostrato in Figura
2.16.
15 Scheda Tecnica 7. Caldaia a condensazione Luna Duo-Tec IN HT GA. 41 Grazie al puffer di integrazione da 20 litri, i due generatori possono contribuire, senza interferenze,
alla richiesta dell''impianto.
Nel caso la pompa di calore abbia un COP inferiore rispetto alle condizioni di convenienza della
caldaia, questa verrà spenta e la caldaia soddisferà interamente al fabbisogno di calore dell''edificio.
Figura 2.16 Funzionamento pompa di calore con caldaia in integrazione.
PRE-RISCALDAMENTO ACCUMULO SANITARIO
Figura 2.17 Pre-riscaldamento del bollitore con pompa di calore. 42 La pompa di calore è programmata per eseguire il pre-riscaldamento del bollitore sanitario ad una
determinata temperatura: questa funzione permette di evitare inefficienze di rendimento causate dalla
richiesta di acqua a temperatura troppo elevata.
La funzione di pre-riscaldo è programmabile a seconda della tipologia di impianto da abbinare.
Per esempio, abbinando al sistema ibrido un impianto fotovoltaico si possono settare dei parametri e
imputare una programmazione in sanitario per far funzionare la pompa di calore alla massima
temperatura e sfruttare maggiormente l''energia elettrica quando è prodotta dai pannelli fotovoltaici.
Figura 2.18 Pre-riscaldamento del bollitore con caldaia. In caso di mancata accensione della pompa di calore causata da condizioni climatiche che non ne
permettono un elevato rendimento, il pre-riscaldamento del bollitore viene eseguito dalla caldaia. Il
Sistema Think easy incorpora anche la funzione Boost e antilegionella. La funzione Boost interviene
solamente su richiesta dell''utente: tramite l''attivazione di apposito parametro si attiva la caldaia per
portare in temperatura il bollitore in tempi brevi.
La funzione antilegionella, a causa delle alte temperature richieste (65°C), è eseguita esclusivamente
dalla caldaia.
PRELIEVO SANITARIO
Nelle Figure 2.19 e 2.20 sono rappresentati i funzionamenti del sistema ibrido nel caso di prelievo di
acqua calda sanitaria rispettivamente senza e con post-riscaldamento in caldaia.
Nel primo caso la temperatura dell''acqua sanitaria si trova già ad un valore adeguato al prelievo delle
utenze e quindi non necessita di essere riscaldata ulteriormente dalla caldaia.
Il secondo caso si verifica quando avviene la mancata accensione della pompa di calore causata da
condizioni climatiche che non favoriscono elevate prestazioni ed un''adeguata messa in temperatura
del bollitore: la caldaia, tramite il suo scambiatore a piastre, riscalderà l''acqua alla temperatura
desiderata dall''utente.
Le accensioni e gli spegnimenti ripetuti della caldaia sono evitati grazie all''elevata modulazione della
stessa.
43 Figura 2.19 Prelievo di ACS senza post-riscaldamento. Figura 2.20 Prelievo di ACS con post-riscaldamento. L''ultima cosa da verificare è la compatibilità di questo impianto con il sistema di emissione presente.
I radiatori sono dei terminali di impianto ad alta temperatura. Questa caratteristica non risulta
favorevole al funzionamento della pompa di calore la quale dovrebbe lavorare con valori di COP
bassi.
Per poter far dialogare i radiatori con un impianto a pompa di calore, si è pensato di applicare una
regolazione climatica al sistema, facendo variare la temperatura dell''acqua circolante nei radiatori in
funzione della temperatura esterna: minore è la temperatura esterna, minore è il fabbisogno di calore
dell''edificio e quindi minore è la temperatura dell''acqua nei radiatori che avranno una minore resa
termica.

44 Si definiscono i dati iniziali:
1) Ti= 20°C : temperatura dell''ambiente interno;
2) Tm: temperatura di mandata dell''acqua ai radiatori;
3) Tr: temperatura di ritorno dell''acqua dai radiatori;
4) ''T= Tm '' Tr =15°C : differenza di temperatura iniziale tra mandata e ritorno;
5) Tmedia= (Tm+Tr)/2 : temperatura media dell''acqua nel corpo radiante;
6) ''t = Tmedia '' Ti : salto termico tra il corpo scaldante e l''aria dell''ambiente da riscaldare;
7) n=1,33 per i radiatori presenti nell''abitazione;
8) C=0,615 costante caratteristica dei radiatori;
9) Il numero totale di colonne costituenti i radiatori è 160. Le ipotesi iniziali semplificative sono le seguenti: a) Per poter avere una minore temperatura di mandata, ho ipotizzato l''utilizzo di una regolazione climatica, andando a lavorare sulla temperatura di mandata al radiatore piuttosto
che sulla portata; b) Ho considerato la potenza erogata dai radiatori proporzionale alla temperatura media dell''acqua; c) Il fabbisogno termico dell''ambiente da riscaldare è inversamente proporzionale alla temperatura esterna. In questo modo, il comportamento dei radiatore è differente a seconda delle temperature esterne: ' Se la temperatura esterna è la minima di progetto (-5°C), il radiatore lavora con la temperatura massima di mandata pari a 70°C e di ritorno di 55°C (dato che ''T iniziale è di
15°C); ' Se la temperatura esterna è di 20°C, il radiatore non deve scambiare calore con l''ambiente, quindi nel radiatore, paradossalmente, deve scorrere acqua con temperatura di mandata e di
ritorno uguali pari a 20°C. Con questi dati ho tracciato le rette della temperatura di mandata e di ritorno dell''acqua nel radiatore
in funzione della temperatura esterna, riportate in Figura 2.21. Ho potuto determinare, infine, la
temperatura media dell''acqua nel corpo radiante in funzione della temperatura esterna, dati che si
possono consultare in Tabella 6. Figura 2.21 Andamento delle temperatura di mandata e di ritorno nei radiatori. 0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75 -5 -4 -3 -2 -1 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 Tempertura esterna [°C] Temperatura
di mandata Temperatura
di ritorno 45 Tabella 6 Temperature nel radiatore. Temperatura esterna Temperatura di mandata Temperatura di ritorno Temperatura media dell'acqua -5 70 55 62,5 -4 68 53,6 60,8 -3 66 52,2 59,1 -2 64 50,8 57,4 -1 62 49,4 55,7 0 60 48 54 1 58 46,6 52,3 2 56 45,2 50,6 3 54 43,8 48,9 4 52 42,4 47,2 5 50 41 45,5 6 48 39,6 43,8 7 46 38,2 42,1 8 44 36,8 40,4 9 42 35,4 38,7 10 40 34 37 11 38 32,6 35,3 12 36 31,2 33,6 13 34 29,8 31,9 14 32 28,4 30,2 15 30 27 28,5 16 28 25,6 26,8 17 26 24,2 25,1 18 24 22,8 23,4 19 22 21,4 21,7 20 20 20 20 Con i risultati ottenuti è possibile calcolare la resa termica del radiatore tramite la seguente formula:
. I valori di potenza termica ottenuti, in funzione della temperatura esterna, sono elencati in Tabella 7. Tabella 7 Resa termica dei radiatori in funzione della temperatura esterna. Temperatura esterna Temperatura media dell'acqua Potenza totale dei radiatori [kW] -5 62,5 14,41293325 -4 60,8 13,65127185 -3 59,1 12,90001412 -2 57,4 12,15946115 -1 55,7 11,42993672 0 54 10,7117902 1 52,3 10,00539994 2 50,6 9,311177284 3 48,9 8,629571458 4 47,2 7,961075466 46 5 45,5 7,306233343 6 43,8 6,665649161 7 42,1 6,039998384 8 40,4 5,430042404 9 38,7 4,836647482 10 37 4,260809956 11 35,3 3,703690618 12 33,6 3,166662992 Nota la curva della resa termica dei radiatori e della potenza termica che la pompa di calore presente
nell''impianto ibrido scelto produce, è possibile tracciare un grafico in cui è rappresentato il punto di
bivalenza del sistema: la temperatura esterna dell''aria per cui la pompa di calore produce una potenza
pari a quella richiesta dall''edificio è 7°C.
Affinché la pompa di calore sia conveniente in termini di consumi energetici, si è deciso di impostare
la temperatura di cut-off uguale a quella di bivalenza, facendo lavorare in modo alternato i due
generatori di calore.

INSTALLAZIONE DELL''IMPIANTO DI VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA
A DOPPIO FLUSSO CON RECUPERATORE DI CALORE.

Dentro gli edifici a basso consumo energetico, la Ventilazione Meccanica Controllata è l''unico
sistema che permette l''aerazione costante di tutti gli ambienti.
La riduzione della dispersione del calore e delle infiltrazioni d''aria implica una diminuzione della
qualità dell''aria interna: senza ventilazione le sostanze inquinanti si accumulano causando effetti
nocivi alla salute e al comfort nell''abitazione. La ventilazione meccanica controllata garantisce,
quindi, un''aria sana in ogni locale e in ogni momento della giornata.

I sistemi di ventilazione meccanica controllata si dividono in due tipi: 1) Ventilazione a semplice flusso: l''aria nuova entra direttamente nei locali attraverso ingressi posizionati sopra le finestre degli ambienti come soggiorno, camere da letto, studio, passa
sotto le porte e viene estratta dalle bocchette di estrazione situate nei locali di servizio
(cucina, bagno, WC, lavanderia'); 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 -5 -4 -3 -2 -1 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 Po te n za [k W ] Temperatura dell'aria esterna [°C] Potenza totale
dei radiatori
[kW] Potenza termica
PDC [kW] 47 2) Ventilazione a doppio flusso: è un sistema di ventilazione che assicura l''estrazione dell''aria viziata dai locali tecnici (cucina, bagno, WC, lavanderia,') e, simultaneamente, assicura
l''immissione dell''aria nuova filtrata nei locali di vita (soggiorno, camera, studio,'.). Questo
sistema è dotato anche di recuperatore di calore che permette di pre-riscaldare l''aria di
rinnovo in inverno e di pre-raffrescarla in estate ottenendo un notevole risparmio energetico
nei consumi dell''impianto di riscaldamento. Figura 2.22 Schemi di impianto dei due tipi di sistemi di ventilazione. In Figura 2.22 sono rappresentati gli schemi dei due tipi di sistemi di ventilazione meccanica
controllata: nell''immagine di sinistra è raffigurata la ventilazione a semplice flusso, mentre in quella
di destra la ventilazione a doppio flusso con recuperatore di calore.

L''impianto di ventilazione scelto per l''edificio riqualificato è il sistema di ventilazione meccanica
controllata a doppio flusso con recuperatore di calore Duolix MAX di Atlantic Spa, di cui si rimanda
all''Appendice A16 per la Scheda Tecnica.
Le caratteristiche principali di questo sistema di ventilazione sono: 1) Buona filtrazione dell''aria. L''aria esterna contiene numerose particelle nocive per la salute. Più del 90% delle particelle contenute nell''aria esterna hanno una dimensione inferiore a 1
µm e derivano da particelle sottili emesse dai veicoli e sistemi di riscaldamento a
combustione, virus e batteri. La VMC doppio flusso permette la filtrazione dell''aria nuova
immessa preservando la salute e il benessere dell''ambiente interno. Il sistema Duolix MAX
possiede filtri piegati ad alta efficienza F7 che sono i più efficaci nei confronti degli
inquinanti contenuti nell''aria esterna.
16 Vedi Scheda Tecnica 8. Sistema di ventilazione Duolix MAX. 48 2) Comfort e risparmio energetico. Oltre a garantire una qualità dell''aria ottimale, il sistema Duolix MAX permette un elevato risparmio energetico grazie allo scambiatore di calore ad
alta efficienza (ε = 92%): l''aria nuova entra pre-riscaldata in inverno (con una temperatura
esterna di 5°C e una temperatura interna di 20°C, l''aria nuova dopo lo scambio viene
immessa a 19°C), mentre in estate entra raffrescata (con una temperatura esterna di 30°C e
una temperatura interna di 22°C, l''aria nuova dopo lo scambio viene immessa a 23°C ). Nel
periodo estivo permette anche la funzione by-pass: è possibile effettuare il free-cooling
immettendo l''aria fresca notturna direttamente negli ambienti.
Nelle immagini sottostanti sono rappresentati, da sinistra, il funzionamento invernale e il
funzionamento estivo notturno con la funzione di by-pass. 3) Ventilazione discreta. Grazie all''eliminazione degli ingressi d''aria sopra le finestre, i locali sono più isolati dai rumori esterni, è stata eliminata la sensazione di corrente d''aria ed è stata
migliorata l''estetica degli ambienti.
Il modello scelto permette anche di avere a disposizione un telecomando con un display che fornisce
le informazioni di temperatura in entrata e in uscita dello scambiatore, la visualizzazione del risparmio
energetico e lo stato del sistema.
Le funzioni del telecomando sono adatte sia all''installatore sia all''utilizzatore grazie a due modalità: ' MODALITA'' INSTALLATORE: serve per regolare le portate (presenza/assenza/ sovraventilazione), regolare un possibile disequilibrio tra aria nuova ed estratta, scegliere il
modo di gestione della sovraventilazione (automatico/manuale), impostare le temperature 49 soglia di by-pass, definire gli ausiliari collegati (ventilatori, pozzi canadesi), realizzare
un''autodiagnosi completa e bloccare i parametri; ' MODALITA'' UTILIZZATORE: serve per scegliere la modalità di funzionamento, conoscere le temperature reali in entrata e in uscita dello scambiatore e visualizzare il
risparmio energetico e l''efficienza del sistema di ventilazione.
Infine, per quanto riguarda i canali in cui fluisce l''aria, il sistema prevede i canali semirigidi Clip&Go
che hanno le seguenti caratteristiche: ' Condotto semirigido: esterno in PEHD, interno liscio in PET con trattamento antistatico e antibatterico; ' Collettore di distribuzione: con attacchi in PP e isolamento acustico (possibilità di montaggio in linea); ' Ultra compatto con spessore inferiore a 10 cm;
' Temperatura massima di esercizio pari a 60°C;
' Possibilità di annegarlo nel massetto.
L''installazione del recuperatore deve essere effettuata in un locale riscaldato ed isolato: nell''edificio
riqualificato è stato posizionato nel bagno del primo piano da cui si dipartono i canali dell''aria che
vengono alloggiati nel controsoffitto creato per isolare l''ambiente riscaldato del primo piano dal
sottotetto. Il controsoffitto ha una profondità di 10 cm: è possibile quindi alloggiare il collettore, di cui
si riportano le dimensioni nell''immagine sottostante, e i tubi di dimensione maggiore (modello CSR
60X130) che permettono una maggiore portata d''aria.
50 INSTALLAZIONE DELL''IMPIANTO FOTOVOLTAICO.

Nel caso di ristrutturazioni importanti come quella in esame, l''installazione di un impianto
fotovoltaico per coprire i carichi elettrici dell''edificio, costituiti da illuminazione, elettrodomestici e
pompa di calore, risulta necessario per adeguarsi alla Direttiva Europea 28/2009/CE per la quale è
richiesta un copertura del 35% del fabbisogno globale dell''edificio con fonti rinnovabili.
Si è deciso di installare un impianto caratterizzato da 6 kW di potenza di picco che riesce a far fronte
sia ai consumi tipici di un edificio residenziale (3 kW) sia all''assorbimento elettrico della pompa di
calore installata per il riscaldamento e l''acqua calda sanitaria. Inoltre, scegliendo la potenza elettrica
massima di 6 kW, non è necessario apportare modifiche all''alimentazione del contatore dei consumi
elettrici poiché si rimane nell''ambito del collegamento monofase. Per poter definire in modo preciso la resa dell''impianto, è stato opportuno decidere: 1) La tipologia del pannello;
2) La potenza di picco di ciascun pannello;
3) I collegamenti tra i pannelli;
4) La disposizione dei moduli sulle falde del tetto disponibili più adeguate;
5) Il tipo di inverter.
Nel caso dell''edificio in esame, a causa della configurazione del tetto a quattro falde, si è scelto il tipo
di pannello fotovoltaico che avesse la maggiore potenza ed efficienza in rapporto alla superficie
occupata a scapito di una spesa economica maggiore.

L''impianto ha le seguenti caratteristiche: 1) Le falde del tetto disponibili sono quelle rivolte a Sud e a Ovest (quella ad Est è occupata dal camino che crea ombreggiamento); 51 2) L''installazione è di tipo integrata: i moduli vengono ancorati ad una lastra grecata in alluminio come mostrato in Figura 2.3; Figura 2.23 Lastra grecata in alluminio con attacchi per moduli fotovoltaici. 3) Il pannello scelto è il modello E20-327 della SunPower (la scheda tecnica in Appendice A) 17 con potenza di picco pari a 327 Wp; 4) I moduli sono in silicio monocristallino;
5) Su ogni falda sono stati installati 9 moduli, per un totale di 18 pannelli che producono una potenza massima di picco pari circa a 6 kW; 6) L''inverter scelto, il SUNNY BOY 6000TL , di cui si rimanda ai dati completi nella scheda tecnica nell''Appendice A18, è in grado di convertire una potenza massima di cortocircuito
(cos '=1) pari a 6280 W; 7) Le dimensioni dei moduli sono quelli rappresentati in Figura 2.24. Figura 2.24 Dimensioni dei moduli fotovoltaici E20-327. Noti la superficie disponibile sulla falda e gli ingombri dei moduli, è stato possibile definire la
disposizione più adeguata dell''impianto considerando anche l''estetica dell''edificio.
17 Vedi Scheda Tecnica 8. Modulo fotovoltaico E20-327 di Sunpower.
18 Vedi Scheda Tecnica 9. Inverter SUNNY BOY 6000TL. 52 Nelle Figure 2.25 e 2.26 si riportano rispettivamente la planimetria dell''impianto e la vista
tridimensionale. Figura 2.25 Planimetria dell'impianto fotovoltaico. Figura 2.26 Vista tridimensionale dell'edificio. RISULTATI OTTENUTI CON LA RIQUALIFICAZIONE PARZIALE.

L''obiettivo che era stato posto all''inizio della realizzazione di questo elaborato era quello di
raggiungere, tramite la riqualificazione parziale dell''edificio in classe energetica G, almeno la classe
energetica B prendendo in considerazione, per ciascuna delle strutture e per gli impianti termici, i
requisiti minimi imposti dalla Direttiva 2010/31/UE sulle prestazioni dei componenti.

Per l''edificio riqualificato in esame, però, si è posto il problema della convenienza di intervenire o
meno sulla struttura caratterizzante il solaio controterra per applicare l''isolamento: nel CASO A per
tutte le strutture si è riuscito ad ottenere una trasmittanza minore del valore minimo accettabile dalla
Direttiva, mentre nel CASO B, ovviamente, solo la trasmittanza del pavimento non raggiunge i
requisiti imposti. Tramite la determinazione della classe energetica raggiunta nei due casi è possibile definire, in termini
energetici, il beneficio che si può trarre dall''intervento rispetto al mantenimento della struttura
originale del pavimento. 53 CASO A: COIBENTAZIONE DI TUTTE LE STRUTTURE OPACHE. L''obiettivo energetico posto inizialmente è stato raggiunto e superato: l''edificio riqualificato è in
classe energetica A con un indice di prestazione globale Ep,gl = 35,56 kWh/m 2anno. Il parametro indicato è il risultato di tre fattori: 1) Fabbisogno di energia termica per riscaldamento, acqua calda sanitaria e raffrescamento;
2) Fabbisogni di energia primaria e rendimenti per il riscaldamento;
3) Fabbisogni di energia primaria e rendimenti per la produzione di acqua calda sanitaria. In questo studio non si è considerata la situazione di raffrescamento. In Tabella 8 sono indicati tutti i valori ottenuti dal software di certificazione energetica Termolog
Epix4 suddivisi per i tre fattori sopra elencati. In Tabella 9, invece, ci sono i risultati globali
dell''edificio che determinano la classe energetica complessiva. Tabella 8 Fabbisogni di energia termica e primaria. FABBISOGNO DI ENERGIA TERMICA
Riscaldamento involucro QH,nd= 3594,3 kWh Indice di prestazione EPi,inv= 26,15 kWh/m 2anno Acqua calda sanitaria Qh,W= 2062,5 kWh Indice di prestazione EPW,ter= 15,01 kWh/m 2anno Raffrescamento involucro QC,nd= 4847,5 kWh Indice di prestazione 19 EPe,inv= 35,27 kWh/m 2anno

19 Il valore limite per l''indice di prestazione per il raffrescamento dell''involucro è pari a 30 kWh/m2anno. 54 RISCALDAMENTO: fabbisogno di energia primaria e rendimenti
Energia primaria
riscaldamento Qp,H= 2942,4 kWh Indice di prestazione 20 EPi= 21,41 kWh/m 2anno Classe energetica
riscaldamento A+ Rendimento globale
stagionale 21 etaG,H= 122,2% Energia primaria rinnovabile Qp,H,ren= 626,333 kWh Quota rinnovabile QR,H= 17,6% Energia primaria totale Qp,H,tot= 3568,7 kWh Indice di prestazione totale EPi,tot= 25,96 kWh/m 2anno ACQUA CALDA SANITARIA: fabbisogno di energia primaria e rendimenti Energia primaria ACS Qp,W= 1946,0 kWh Indice di prestazione EPACS= 14,16 kWh/m 2anno Classe energetica ACS C Rendimento globale
stagionale etaG,W= 106% Energia primaria rinnovabile Qp,W,ren= 3379,6 kWh Quota rinnovabile 22 QR,ACS= 63,5 % Energia primaria totale Qp,W,tot= 5325,6 kWh Indice di prestazione totale EPACS,tot= 38,75 kWh/m 2anno Tabella 9 Fabbisogno globale di energia primaria. FABBISOGNO GLOBALE: energia primaria e rendimenti Energia primaria globale Qp,HW= 4888,4 kWh Indice di prestazione 23 EPgl= 35,56 kWh/m 2anno Classe energetica globale A Rendimento globale
stagionale etaG,HW= 115,7% Energia primaria rinnovabile Qp,HW,ren= 4006,0 kWh Quota rinnovabile 24 QR,gl= 45% Energia primaria totale Qp,HW,tot= 8894,4 kWh Indice di prestazione totale EPgl,tot= 64,71 kWh/m 2anno CASO B: RIQUALIFICAZIONE SENZA INTERVENTI SUL SOLAIO CONTROTERRA. Per quanto riguarda il secondo caso, la classe energetica raggiunta è sempre A, con un aumento di 4
kWh/m 2anno rispetto al CASO A raggiungendo un indice di prestazione globale pari a 40 kWh/m 2anno.
20 Il valore limite per l''indice di prestazione in riscaldamento è pari a 86,51 kWh/m2anno.
21 Il rendimento globale limite è 79,3%.
22 Quota minima di rinnovabile pari a 50%.
23 Il valore limite dell''indice di prestazione globale è pari a 86,51 kWh/m2anno.
24 La quota rinnovabile minima globale è del 35%. 55 L''aumento è dovuto principalmente al maggiore fabbisogno termico richiesto in regime di
riscaldamento dell''involucro a causa delle maggiori perdite che si verificano attraverso il solaio
controterra rispetto al caso precedente in cui è isolato. Nella Tabella 10 sono indicati i fabbisogni di energia termica in regime di riscaldamento, acqua calda
sanitaria e raffrescamento (regime non considerato nello studio), seguiti dai valori dei fabbisogni di
energia primaria per il riscaldamento e l''acqua calda sanitaria che forniscono, infine, il valore globale. Tabella 10 Fabbisogni di energia termica e di energia primaria. FABBISOGNO DI ENERGIA TERMICA
Riscaldamento involucro QH,nd= 4568,6 kWh Indice di prestazione EPi,inv= 33,24 kWh/m 2anno Acqua calda sanitaria Qh,W= 2062,5 kWh Indice di prestazione EPW,ter= 15,01 kWh/m 2anno Raffrescamento involucro QC,nd= 4579,6 kWh Indice di prestazione 25 EPe,inv= 33,32 kWh/m 2anno RISCALDAMENTO: fabbisogno di energia primaria e rendimenti
Energia primaria
riscaldamento Qp,H= 36,70,3 kWh Indice di prestazione 26 EPi= 26,70 kWh/m 2anno Classe energetica
riscaldamento A Rendimento globale
stagionale 27 etaG,H= 124,5% Energia primaria rinnovabile Qp,H,ren= 296,357 kWh Quota rinnovabile QR,H= 7,5 % Energia primaria totale Qp,H,tot= 3966,6 kWh Indice di prestazione totale EPi,tot= 28,85 kWh/m 2anno ACQUA CALDA SANITARIA: fabbisogno di energia primaria e rendimenti Energia primaria ACS Qp,W= 1805,4 kWh Indice di prestazione EPACS= 13,13 kWh/m 2anno Classe energetica ACS C Rendimento globale
stagionale etaG,W= 114,2% Energia primaria rinnovabile Qp,W,ren= 3418,4 kWh Quota rinnovabile 28 QR,ACS= 65,4 % Energia primaria totale Qp,W,tot= 5223,8 kWh Indice di prestazione totale EPACS,tot= 38,01 kWh/m 2anno FABBISOGNO GLOBALE: energia primaria e rendimenti Energia primaria globale Qp,HW= 5475,7 kWh Indice di prestazione 29 EPgl= 39,84 kWh/m 2anno Classe energetica globale A Rendimento globale
stagionale etaG,HW= 121,1% Energia primaria rinnovabile Qp,HW,ren= 3714,8 kWh Quota rinnovabile 30 QR,gl= 40,4 % Energia primaria totale Qp,HW,tot= 9190,5 kWh Indice di prestazione totale EPgl,tot= 66,85 kWh/m 2anno
25 Il valore limite per l''indice di prestazione per il raffrescamento dell''involucro è pari a 30 kWh/m2anno.
26 Il valore limite per l''indice di prestazione in riscaldamento è pari a 86,51 kWh/m2anno.
27 Il rendimento globale limite è 79,3%.
28 Quota minima di rinnovabile pari a 50%.
29 Il valore limite dell''indice di prestazione globale è pari a 86,51 kWh/m2anno.
30 La quota rinnovabile minima globale è del 35%. 56 2.4.2 RIQUALIFICAZIONE TOTALE

La riqualificazione totale consiste nella modifica di tutte le componenti dell''edificio che sono causa di
inefficienze energetiche.

Nel caso precedente, gli interventi sono stati di tipo conservativo in modo tale da non invadere lo
spazio interno dell''edificio, evitando, nel CASO B, la momentanea inabitabilità dell''immobile.
Ciò non è consentito durante gli interventi di riqualificazione totale in quanto, la modifica del sistema
di emissione, comporta delle attività da svolgere nell''edificio incompatibili con la presenza degli
inquilini.

Rispetto alla riqualificazione parziale descritta nel Paragrafo 2.4.1, gli interventi che rimangono
invariati sono:
1) Interventi sulle strutture disperdenti opache e vetrate, come CASO B;
2) Installazione dell''impianto fotovoltaico;
3) Installazione del sistema di ventilazione meccanica controllata.
Le differenze tra le modifiche rispetto al caso precedente sono:
1) Sostituzione dei terminali di impianto;
2) Tipologia di sistema di generazione;
3) Installazione di un impianto solare termico per l''ACS. SOSTITUZIONE DEI TERMINALI DI IMPIANTO. La scelta del terminali di impianto che devono sostituire i radiatori in ghisa presenti è ricaduta sui
pannelli radianti a soffitto per due motivi: 1) Per migliorare l''efficienza del sistema di generazione e dell''edificio, è preferibile adottare dei sistemi di emissione a bassa temperatura; 2) Nel caso di riqualificazioni, risulta più semplice l''applicazione di sistemi radianti a soffitto rispetto a quelli a pavimento. L''utilizzo di un sistema di tipo radiante è in grado di assicurare elevate condizioni di comfort grazie
ad un sistema di scambio termico più naturale per il corpo umano che elimina le spiacevoli correnti
d''aria, la circolazione di polvere e il rumore tipici degli impianti ad aria tradizionali. I sistemi radianti
mantengono un benessere omogeneo all''interno del locale minimizzando le differenze di temperatura 57 sia in senso verticale sia orizzontale. Andando ad agire inoltre sulla temperatura delle superfici, e
quindi sulla temperatura operante dell'ambiente, è possibile ottenere la stessa sensazione di benessere
mantenendo temperature dell''aria interna più vicine a quella dell'aria esterna rispetto a sistemi
tradizionali: ciò permette di conseguire notevoli risparmi energetici.

Ulteriori risparmi si possono ottenere grazie alla possibilità di utilizzare sistemi di produzione
dell''energia più efficienti in quanto questo tipo di sistema richiede temperature di mandata
decisamente meno estreme rispetto a quelle di sistemi tradizionali di condizionamento.

Il sistema a soffitto radiante in raffrescamento deve essere sempre combinato con un impianto di
deumidificazione; se questo è utilizzato anche come sistema di ventilazione meccanica per garantire i
ricambi d''aria igienici, si ottiene un ambiente nel quale, oltre al comfort termoigrometrico, è garantita
anche un''elevata qualità dell''aria interna.

I pannelli radianti a soffitto sono in genere costituiti da moduli metallici o in cartongesso di varia
forma appesi al soffitto: si tratta di pannelli a vista al di sopra (o all''interno) dei quali è installato il
tubo. In questo caso si è deciso di installare un controsoffitto di 10 cm consentendo l''utilizzo di
pannelli radianti a soffitto modulari.

Quando i pannelli radianti sono usati per il raffrescamento, si parla in questo caso di soffitti freddi, il
benessere termico ottimale si ha progettando il sistema in modo da mantenere la temperatura a livello
dei piedi lievemente superiore rispetto a quella del livello testa.

I sistemi radianti a parete o a soffitto, per il fatto di essere meno invasivi rispetto ai pannelli radianti a
pavimento, anche nei costi, hanno ottime possibilità applicative nell''ambito della riqualificazione
energetica degli edifici esistenti. Inoltre la superficie radiante è quasi interamente sfruttabile perché
non occupata da arredi o tappeti. 58
Il problema principale della distribuzione a soffitto è il rischio dell''effetto ''testa calda' ovvero la
sensazione di elevata temperatura sulla testa rispetto al resto del corpo. Una corretta progettazione del
sistema edificio-impianto consente di limitare tale disagio e, contestualmente di poter fruire dei grandi
vantaggi della distribuzione a soffitto, uno fra tutti la possibilità di climatizzazione estiva.

DIMENSIONAMENTI IMPIANTO RADIANTE A SOFFITTO.

La progettazione dell''impianto richiede innanzitutto la determinazione del fabbisogno termico
dell''edificio nelle condizioni di progetto: questo parametro è già stato determinato nel Paragrafo 2.4.1
per il CASO B.
La potenza termica fornita dell''impianto radiante deve essere equivalente alle dispersioni termiche di
progetto per ciascun ambiente.

Data l''integrazione dei pannelli radianti nella struttura dell''edificio, è sempre consigliabile provvedere
ad un isolamento supplementare al fine di ridurre al minimo le dispersioni di questi terminali verso
l''esterno ed aumentare il loro rendimento di emissione. A tale proposito, oltre all''isolamento proposto
dal modulo del pannello radiante a soffitto, si è aggiunto uno strato di lana di roccia tra controsoffitto
e solaio in laterizio che funge anche da passaggio dei canali del sistema di ventilazione.

Il carico termico deve essere soddisfatto da un''idonea superficie radiante, determinata in funzione
delle condizioni di funzionamento e della resa del sistema di generazione prescelto.
Il primo parametro da fissare è la differenza di temperatura tra mandata e ritorno ''T, variabile con il
regime di funzionamento: ' ''T = 10 K, massimo valore in regime invernale;
' ''T = 5 K, massimo valore in regime estivo. La scelta delle temperature di lavoro dell''impianto deve tener conto delle massime temperature
superficiali raggiungibili: 40°C per il sistema a parete, e 29°C per il sistema a soffitto; in regime di
raffrescamento, per entrambi i sistemi, la minima temperatura raggiungibile dipende dal punto di
condensa oltre che dalle condizioni di benessere.

Il sistema di emissione scelto è il modello Leonardo della Eurotherm Srl. Questo sistema è composto
da pannelli in cartongesso modulari con tubazione MidiX già inserita e disposta a serpentina in modo
da massimizzare la superfici di scambio tra tubazione e cartongesso. Il pannello in cartongesso è
fornito accoppiato ad una lastra isolante in poliestirene espanso.

Il diametro e lo spessore del tubo utilizzato (MidiX 10x1,3 mm), l''integrazione del tubo stesso nel
cartongesso (aumento della resa dell''8% rispetto al tubo inserito nell''isolante) e la sua particolare
geometria a serpentina, permettono di avere un sistema a soffitto dall''alta resa che conferisce
all''impianto una bassissima inerzia termica.

I modelli proposti sono due:
1) Cartongesso + polistirene espanso sinterizzato con grafite;
2) Cartongesso + polistirene espanso.
59 Quello applicato come sostituzione ai radiatori è il secondo, il quale possiede le caratteristiche
riportate nella scheda tecnica in Appendice A 31.
L''entità della superficie radiante necessaria per ogni locale dell''edificio, in regime invernale, è stata
determinata con i seguenti dati:
1) Temperatura dell''aria ambiente = 20°C;
2) Temperatura di mandata all''impianto = 35°C;
3) Temperatura di ritorno all''impianto = 30°C;
4) Temperatura superficiale desiderata = 29°C;
5) Coeff. di scambio termico per il soffitto = 6,5 W/m 2K; 6) Superficie del soffitto disponibile per ciascun locale;
7) Fabbisogno termico richiesto da ciascun locale.
La curva della resa termica del pannello radiante viene fornita dal costruttore in base alla differenza di
temperatura tra la temperatura superficiale del pannello e la temperatura dell''aria interna.
Considerando una temperatura superficiale massima di 29°C, secondo la norma UNI EN 1264 32, la resa del pannello scelto è pari a:
( )
A questo punto è stato possibile calcolare la superficie necessaria per fornire la potenza termica
richiesta da ciascun locale dell''edificio dividendo il fabbisogno per la resa termica del pannello
radiante.
LOCALE EDIFICIO SUPERFICIE DISPONIBILE [m 2] FABBISOGNO RICHIESTO [W] SUPERFICIE DEL PANNELLO [m 2] CUCINA 19,74 1155 19,74 STANZA 1 6,64 388,8 6,64 STANZA 2 6,64 388,8 6,64 BAGNO 1 1,91 111,9 1,91 STANZA 3 15,32 896 15,32 STANZA 4 15,32 896 15,32 BAGNO 2 2,60 152,25 2,60 INGRESSO 4,73 276,5 4,73
Dato che il produttore fornisce moduli di dimensioni fissate, la superficie di progetto sarà di
dimensioni maggiori. Le aree occupate dai moduli sono pari a 2,4 m 2 e 1,2 m2. LOCALE EDIFICIO SUPERFICIE DEL PANNELLO DI PROGETTO [m 2] CUCINA 21,6 STANZA 1 7,2 STANZA 2 7,2 BAGNO 1 2,4 STANZA 3 15,6 STANZA 4 15,6 BAGNO 2 3,6 INGRESSO 4,8




31 Scheda Tecnica 10. Sistema a soffitto Leonardo. 32 Vedi Appendice B. Tabella delle normative di riferimento. 60 SCELTA DEL SISTEMA DI GENERAZIONE.

Considerando la presenza di un sistema di emissione a bassa temperatura e l''installazione di un
impianto fotovoltaico di potenza pari a 6 kWp, il sistema di generazione più adeguato è la pompa di
calore ad assorbimento elettrico che funziona sia per la produzione di acqua calda sanitaria sia per il
riscaldamento. Tale scelta comporta l''utilizzo dell''energia elettrica come unico vettore energetico,
lasciando al gas naturale la sola funzione di alimentazione dei fornelli per la cottura dei cibi.

Il modello scelto è la pompa di calore aria/acqua split VITOCAL 200-S, modello AWB 201.B07 della
Viessmann Srl accoppiata ad un bollitore da 300 litri della gamma VITOCELL 100, tipo CVA,
utilizzato da accumulo per l''acqua calda sanitaria ad una temperatura di 55°C.
Per la copertura del 50% del fabbisogno di acqua sanitaria con produzione da fonte rinnovabile
richiesta dalla Direttiva 2009/28/CE, è necessario installare anche un impianto solare termico
composto da due collettori solari piani installati sulla falda EST del tetto, non occupata dai pannelli
fotovoltaici, che producono calore per la produzione di acqua calda sanitaria attraverso uno
scambiatore a serpentino allocato nel bollitore.
Essendo il sistema di generazione utilizzato composto dagli stessi dispositivi installati nell''edificio
prefabbricato in legno, che verrà descritto nel Capitolo 3, si rimanda al Paragrafo 3.5.3 per tutte le
informazioni tecniche del sistema.

RISULTATI DELLA RIQUALIFICAZIONE TOTALE.

Grazie a tutti gli interventi di riqualificazione, l''edificio che era in classe energetica G, ora può
raggiungere la classe energetica A+, con un indice di prestazione globale pari a 21,15 kWh/m 2anno.
Il parametro sopra indicato viene determinato dal software di certificazione dalla somma degli indici
di prestazione legati ai fabbisogni di energia per il riscaldamento e per la produzione di acqua calda
sanitaria. Nella Tabella 11 vengono distinti i componenti sopra citati.

Tabella 11 Fabbisogni di energia termica e di energia primaria. FABBISOGNO DI ENERGIA TERMICA
Riscaldamento involucro QH,nd= 4568,6 kWh Indice di prestazione EPi,inv= 33,24 kWh/m 2anno Acqua calda sanitaria Qh,W= 2062,5 kWh Indice di prestazione EPW,ter= 15,01 kWh/m 2anno Raffrescamento involucro QC,nd= 4579,6 kWh Indice di prestazione 33 EPe,inv= 33,32 kWh/m 2anno
RISCALDAMENTO: fabbisogno di energia primaria e rendimenti
Energia primaria
riscaldamento Qp,H= 2079,0 kWh Indice di prestazione 34 EPi= 15,13 kWh/m 2anno Classe energetica
riscaldamento A+ Rendimento globale
stagionale 35 etaG,H= 2,198
33 Il valore limite per l''indice di prestazione per il raffrescamento dell''involucro è pari a 30 kWh/m2anno.
34 Il valore limite per l''indice di prestazione in riscaldamento è pari a 86,51 kWh/m2anno.
35 Il rendimento globale limite è 77,8%. 61 Energia primaria rinnovabile Qp,H,ren= 878,567 kWh Quota rinnovabile QR,H= 29,7 % Energia primaria totale Qp,H,tot= 2957,5 kWh Indice di prestazione totale EPi,tot= 21,52 kWh/m 2anno ACQUA CALDA SANITARIA: fabbisogno di energia primaria e rendimenti Energia primaria ACS Qp,W= 827,5 kWh Indice di prestazione EPACS= 6,02 kWh/m 2anno Classe energetica ACS A Rendimento globale
stagionale etaG,W= 2,492 Energia primaria rinnovabile Qp,W,ren= 2688,2 kWh Quota rinnovabile 36 QR,ACS= 76,5 % Energia primaria totale Qp,W,tot= 3515,7 kWh Indice di prestazione totale EPACS,tot= 25,58 kWh/m 2anno FABBISOGNO GLOBALE: energia primaria e rendimenti Energia primaria globale Qp,HW= 2906,5 kWh Indice di prestazione 37 EPgl= 21,15 kWh/m 2anno Classe energetica globale A+ Rendimento globale
stagionale etaG,HW= 2,282 Energia primaria rinnovabile Qp,HW,ren= 3566,7 kWh Quota rinnovabile 38 QR,gl= 55,1 % Energia primaria totale Qp,HW,tot= 6473,2 kWh Indice di prestazione totale EPgl,tot= 47,10 kWh/m 2anno
2.5 PIANIFICAZIONE TEMPORALE DEI LAVORI ATTRAVERSO IL DIAGRAMMA DI GANTT
Uno dei punti fondamentali di confronto tra l''edificio riqualificato e il nuovo edificio prefabbricato in
legno è il tempo di realizzazione dei lavori. Per questo motivo si è deciso di evidenziale, tramite il
Diagramma di Gantt, le attività necessarie per il raggiungimento dell''obiettivo finale con le relative
tempistiche.
Il Diagramma di Gantt, usato principalmente nelle attività di project management, viene costruito
partendo da un asse orizzontale a rappresentazione dell'arco temporale totale del progetto, suddiviso in
fasi incrementali (ad esempio, giorni, settimane, mesi) e da un asse verticale a rappresentazione delle
mansioni o attività che costituiscono il progetto. Barre orizzontali di lunghezza variabile rappresentano le sequenze, la durata e l'arco temporale di ogni
singola attività del progetto (l'insieme di tutte le attività del progetto ne costituisce la Work
Breakdown Structure). Queste barre possono sovrapporsi durante il medesimo arco temporale ad
indicare la possibilità dello svolgimento in parallelo di alcune delle attività. Man mano che il progetto
progredisce, delle barre secondarie, delle frecce o delle barre colorate possono essere aggiunte al
diagramma, per indicare le attività sottostanti completate o una porzione completata di queste. Una
linea verticale è utilizzata per indicare la data di riferimento.
36 Quota minima di rinnovabile pari a 50%.
37 Il valore limite dell''indice di prestazione globale è pari a 86,51 kWh/m2anno.
38 La quota rinnovabile minima globale è del 35%. 62 Il Diagramma di Gantt permette dunque la rappresentazione grafica di un calendario di attività, utile al
fine di pianificare, coordinare e tracciare specifiche attività in un progetto dando una chiara
illustrazione dello stato d'avanzamento del progetto rappresentato; di contro, uno degli aspetti non
tenuti in considerazione in questo tipo di diagrammazione è l'interdipendenza delle attività. In questa analisi è stato redatto il diagramma sia per i due casi di riqualificazione parziale sia per la
riqualificazione totale. In Allegato A sono riportati entrambi i casi in esame nella riqualificazione parziale: il CASO A)
include la coibentazione del pavimento del piano terra, mentre il CASO B) prevede di mantenere
inalterata la struttura solaio; e il diagramma nel caso di una riqualificazione totale. 2.5.1 RIQUALIFICAZIONE PARZIALE
CASO A: COIBENTAZIONE DI TUTTE LE STRUTTURE OPACHE.

Nella figura in allegato è rappresentata la lista delle attività da svolgere in ordine cronologico per
portare a termine tutti gli interventi che si è deciso di effettuare sulla struttura, compreso il solaio
controterra, e sulla parte impiantistica per raggiungere l''obiettivo finale di un edificio che risponda ai
requisiti minimi imposti dalla Direttiva. Il tempo di realizzazione degli interventi prefissati ammonta a 60 giorni lavorativi, circa 3 mesi.
Bisogna tener conto che il Diagramma di Gantt redatto in questo studio non considera gli imprevisti
che si possono verificare nel corso dei lavori: in genere, durante l''esecuzione di un progetto, il
diagramma può subire delle modifiche a seconda degli avvenimenti che possono accadere, venendo in
questo modo aggiornato per poter definire con precisione la data di fine dei lavori. ' da considerare,
pertanto, che la durata ipotizzata nell''analisi sarà sicuramente disattesa con conseguente
prolungamento delle tempistiche di circa il 15%. Sempre nell''ambito dell''organizzazione dei lavori, è stato necessario definire anche il numero di
operai per ciascuna attività e la loro qualifica: questo dato è fondamentale in un secondo tempo per il
calcolo del computo metrico estimativo. In Tabella 12 sono riportati i dati riguardanti la manodopera
per ciascuna attività. Tabella 12 Manodopera in cantiere per l'intervento di riqualificazione. ATTIVITA'' NUMERO OPERAI SPECIALIZZATI NUMERO OPERAI COMUNI NUMERO TOTALE DI PERSONALE Delimitazione cantiere 1 4 5 Ponteggi 2 1 3 Montaggio davanzali 2 1 3 Cappotto + barriera al vapore 3 2 5 Rasatura 2 1 3 Infissi 2 1 3 Cartongesso 3 2 5 Impianti idraulici 2 2 4 Demolizione pavimenti 1 2 3 Isolante + massetto 2 1 3 Intonaco e finiture 2 1 3 Smontaggio ponteggi 2 2 4 Pavimenti 2 1 3 Chiusura cantiere 1 3 4 63 CASO B : RIQUALIFICAZIONE SENZA INTERVENTI SUL SOLAIO CONTROTERRA. Se non si considera l''intervento di riqualificazione del solaio controterra, che comporta la demolizione
del pavimento, la stesura del massetto e l''attesa dell''asciugatura, i tempi dei lavori si riducono da 60
giorni a 44 giorni lavorativi, risparmiando circa 3 settimane. ' da considerare, in ambito di un''analisi di costi/benefici, cosa può comportare intervenire o no sul
solaio controterra oltre che dal punto di vista energetico, analizzando se applicare l''isolante porta ad
una riduzione evidente delle dispersioni termiche, sia dal punto di vista economico, tenendo in
considerazione anche del discomfort provocato agli inquilini perché si vanno ad effettuare lavori
all''interno dell''edificio incompatibili con la presenza degli occupanti nell''edificio. 2.5.2 RIQUALIFICAZIONE TOTALE
Per quanto riguarda la riqualificazione totale, le attività da svolgere risultano più complesse.
Rispetto alla situazione precedente, bisogna svolgere anche le seguenti attività:
1) Rimozione dei vecchi radiatori;
2) Chiusura delle nicchie con mattoni per non lasciare la zona vuota sotto i serramenti;
3) Installazione dei pannelli radianti a soffitto;
4) Rasatura delle nicchie e del soffitto;
5) Modifica dell''impianto di illuminazione;
6) Modifica del sistema di distribuzione;
7) Installazione di termostati in ciascuna camera.
Questo comporta un aumento dei tempi di lavorazione da 44 giorni lavorativi del CASO B della
riqualificazione parziale, ai 53 giorni lavorativi ai quali bisogna in ogni caso applicare un aumento
del 20% a causa dei possibili e frequenti imprevisti che si possono verificare quando si fanno
ristrutturazioni di questa portata.
Si veda il diagramma di Gantt per la riqualificazione totale nell''Allegato A.



























64 ALLEGATO A: DIAGRAMMI DI GANTT PER LA RIQUALIFICAZIONE.

CASO A: COIBENTAZIONE DI TUTTE LE STRUTTURE OPACHE.

CASO B: RIQUALIFICAZIONE SENZA INTERVENTI AL SOLAIO CONTROTERRA.

CASO C: RIQUALIFICAZIONE TOTALE.







ATTIVITA' 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 1) Delimitazione cantiere
2) Coordinamento sicurezza
3) Ponteggi
4) Montaggio davanzali
5)Cappotto + barriera al vapore
6) Rasatura
7) Infissi
8) Cartongessi
9) Impianti idraulici
10) Demolizione pavimenti
11) Isolante + massetto
12) Intonaco e finiture
13) Smontaggio ponteggi
14) Pavimenti
15) Chiusura cantiere GIORNI ATTIVITA' 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 1) Delimitazione cantiere
2) Coordinamento sicurezza
3) Ponteggi
4) Montaggio davanzali
5)Cappotto + barriera al vapore
6) Rasatura
7) Infissi
8) Cartongessi
9) Impianti idraulici
10) Intonaco e finiture
11) Smontaggio ponteggi
12) Chiusura cantiere GIORNI ATTIVITA' 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 1) Delimitazione cantiere
2) Coordinamento sicurezza
3) Ponteggi
4) Montaggio davanzali
5)Cappotto + barriera al vapore
6) Rasatura
7) Infissi
8) Impianto radiante a soffitto
9) Impianti idraulici
10) Intonaco e finiture
11) Smontaggio ponteggi
12) Chiusura cantiere GIORNI 65


















26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 GIORNI 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 GIORNI 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 GIORNI 66 2.6 VALUTAZIONE ECONOMICA CON IL COMPUTO METRICO ESTIMATIVO

Per poter valutare dal punto di vista economico gli interventi svolti sull''edificio, si è fatto uso, per
quanto riguarda i lavori legati all''edilizia, del prezziario 2012 della Regione Veneto, mentre per gli
impianti termico, di ventilazione e fotovoltaico sono stati richiesti i preventivi ai produttori o ai
rivenditori.
Il computo metrico è stato svolto per entrambi i casi studiati nella riqualificazione parziale con
risultati da analizzare successivamente per poter valutare la convenienza o meno dell''intervento alla
struttura del pavimento con l''applicazione dell''isolante, e per la riqualificazione totale.
2.6.1 RIQUALIFICAZIONE PARZIALE
CASO A: COIBENTAZIONE DI TUTTE LE STRUTTURE OPACHE. Descrizione Unità di misura Quantità Prezzo Importo ['] MATERIALI LAPIDEI
Lastre rettangolari per uno spessore di 2 cm con dimensioni
fino a 1,20x0,60 m o superiori se consentite normalmente dal
materiale e con lunghezza non inferiore a 25 cm, con una
faccia vista a levigatura media e l''altra grezza di sega, coste
fresate a giunto. Le pietre ed i marmi si intendono di ottima
qualità, lavori a regola d''arte con irregolarità insite nel
materiale, che richiedano sporadici e limitati interventi di
stuccatura, graffatura, masticatura ed altri sistemi di
consolidamento e rinforzo.
DAVANZALI IN GRANITO






mq






6,80






108,07






734,88 DEMOLIZIONI '' RIMOZIONI
Demolizioni di manti di copertura compresi pure i sottostanti
listelli in legno, i conversoni di compluvio, i canali di gronda
e le converse ai camini. Nel prezzo si intendono compresi e
compensati gli oneri per le necessarie opere provvisionali e di
sicurezza, l''abbassamento, lo sgombero del sottotetto, la
raccolta differenziata del materiale di risulta, il conferimento
con trasporto in discarica autorizzata del materiale di risulta,
l''indennità di discarica e quanto altro necessario per dare il
lavoro finito a regola d''arte. La misurazione verrà effettuata
sulle falde della copertura.
RIMOZIONE TEGOLE







mq







128







6,64







849,92
Demolizione parziale o totale di battiscopa perimetrali e
pavimenti di qualsiasi tipo, compreso il relativo massetto di
sottofondo, per uno spessore complessivo di 100 mm. Nel
prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri per le
necessarie opere provvisionali e di sicurezza, l''abbassamento,
lo sgombero, la raccolta differenziata del materiale di risulta,
il conferimento con trasporto in discarica autorizzata del
materiale di risulta, l''indennità di discarica e quanto altro
necessario per dare il lavoro finito a regola d''arte.
DEMOLIZIONE PAVIMENTO






mq






73,30






20,29






1.487,26 VESPAI '' MASSETTI
Fornitura e posa in opera di massetto comune dello spessore
di 6 cm per sottofondo di pavimenti, eseguito in malta
cementizia dosata a 250 kg di cemento R3.25 per metrocubo
di sabbia a granulometria idonea. Nel prezzo si intendono
compresi e compensati gli oneri per la pulizia e preparazione
del fondo, la tiratura a livello, la frettazzatura fine della
superficie idonea a ricevere la posa di pavimentazioni da
incollarsi e quanto altro necessario per dare il lavoro finito a
regola d''arte.

MASSETTO





mq





73,30





13,94





1.021,80 PAVIMENTI FREDDI
Fornitura e posa in opera, secondo le geometrie correnti nel
tipo a scelta della D.L., di pavimento eseguito in piastrelle
ceramiche monocottura di prima scelta, estruse, smaltate,











67 comunemente denominate klinker, conformi alle norme UNI
EN e con grado di resistenza all''abrasione secondo il metodo
PEI gruppo IV, di forma quadrata o rettangolare, nel colore ed
aspetto a scelta della D.L., posate a giunto aperto di circa 8
mm mediante doppia spalmatura con spatola dentata di
collante a base cementizia additivato con lattice resinoso. Il
pavimento inoltre dovrà essere in possesso di un coefficiente
di attrito conforme a quanto previsto dal DPR 24 luglio 1996,
n.503 recante norme per l''eliminazione delle barriere
architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici. Nel
prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri per la
pulizia del fondo di appoggio con formazione di giunti elastici
di frazionamento in PVC superiori a 20 m2, gli eventuali
profili in ottone forato per separazione di pavimenti diversi, la
sigillatura degli interstizi eseguita con malta premiscelata per
fughe nel colore a scelta della D.L., la successiva pulitura
superficiale con idonei detergenti, la risciacquatura
assorbendo l''acqua in eccesso con idonei sistemi, il taglio, lo
sfrido, la pulizia e l''asporto del materiale di risulta a fine
lavoro, la raccolta differenziata del materiale di risulta, il
conferimento con trasporto in discarica autorizzata del
materiale di risulta, l''indennità di discarica e quanto altro
necessario per dare il lavoro finito a regola d''arte.
POSA DEL PAVIMENTO DEL PIANO TERRA















mq















73,30















46,17















3.384,26 IMPERMEABILIZZAZIONI '' ISOLAMENTI
Barriera la vapore costituita da uno strato di guaina armata
con poliestere con giunti sovrapposti di cm 10 di spessore 4
mm, compreso mano di primer. BARRIERA AL VAPORE


mq

271,36

14,76

4.005,27 Impermeabilizzazione con uno strato di guina armata con
T.N.T. con giunti sovrapposti di cm 10 di spessore di 4 mm,
compreso mano di primer.
GUAINA

mq
128
14,65
1.875,20 Fornitura e posa in opera di lastra di polistirolo espanso di
spessore di cm 6. Lastra di polistirolo di densità 20 kg/mc.
CAPPOTTO TETTO
CAPPOTTO PARETE mq
mq 230,4 542,72 8,95
8,59 1979 4.661,96
6.641,10
Lastra di polistirene estruso autoestinguente a celle chiuse con
superfici lisce per formazione di strati coibenti e antiacustici,
in opera su superfici orizzontali sotto il massetto per pendenze
costituito da impasto realizzato a q 2.5 di cemento tipo 325 e
mc 1 di prodotti autoespansi. Lastra di polistirene di densità
kg/mc 30÷35 e di spessore cm 2.

Sovrapprezzo alle lastre di polistirene estruso di
densità kg/mc 30÷35 per ogni cm di spessore in più.
ISOLAMENTO PAVIMENTO


mq mq


73,3 109,95


4,96 2,45


363,57 269,38
632,95 ISOLAMENTI ACUSTICI
Fornitura e posa in opera di isolazione acustica su solai
formata da pannelli in lana di vetro densità 85 kg/mc rivestiti
con carta kraft bitumata. La posa dovrà avvenire a giunti
sfalsati e ben accostati. Nel prezzo si intendono compresi e
compensati gli oneri per la posa in opera di fasce di risvolto
lungo le pareti di altezza adeguata i modo da ottenere un
pavimento perfettamente galleggiante, il taglio, lo sfrido e
quanto altro necessario per dare il lavoro finito a regola
d''arte.
ISOLAMENTO CONTROSOFFITTO





mq





407,85





5,55





2.263,57 INTONACI
Fornitura e posa in opera di rasatura, sia per interni che per
esterni, eseguita a mano a qualunque altezza su pareti
verticali, orizzontali o inclinate, sia piane che curve, risultanti
lisce da cassero, costituito da premiscelato in polvere a base
di cemento ed additivi chimici. Nel prezzo si intendono
compresi e compensati gli oneri per la formazione degli
spigoli sia vivi che smussati, le lesene, i marcapiani, i riquadri























68 per vani de porte e finestre, la formazione ed il disfacimento
dei piani di lavoro interni, i sollevamenti, il rispetto di
eventuali incassature ed attacchi per impianti tecnici, la
pulizia e l''asporto del materiale di risulta a fine lavoro, la
raccolta differenziata del materiale di risulta, il conferimento
con trasporto in discarica autorizzata del materiale di risulta,
l''indennità di discarica e quanto altro necessario per dare il
lavoro finito a regola d''arte. RASATURA DEL CAPPOTTO




mq




271,36




5,34




1.449,06 OPERE DI CARTONGESSO
Fornitura e posa in opera di controsoffitto orizzontale
realizzato mediante assemblaggio di singole lastre di gesso
rivestito a bordi assottigliati, fissate con viti autoperforanti
alla struttura portante, costituita da profili a C incrociati con
maglia di dimensioni idonee, pendinature rigide regolabili in
altezza, clips di fissaggio e cornici perimetrali. Tutti i profili
metallici dovranno essere in acciaio zincato. Il controsoffitto
dovrà soddisfare le seguenti caratteristiche tecniche
debitamente documentate dall''Appaltatore ed accettate dalla
D.L.: spessore della lastra pari a 12,5 mm e classe 1 di
reazione al fuoco. ' compresa la stuccatura della testa delle
viti di fissaggio nonché la stuccatura e la sigillatura dei giunti
di accostamento delle lastre eseguita con idoneo stucco previa
applicazione di strisce di supporto armate con rete tessile. Nel
prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri di taglio,
lo sfrido anche dovuto ad irregolarità dei vani, la formazione
ed il disfacimento dei piani di lavoro interni e quanto altro
necessario per dare il lavoro finito a regola d''arte.
CONTROSOFFITTO













mq













81,57













31,83













2.596,37 TETTI: ORDITURE PORTANTI E
SECONDARIE
Fornitura e posa in opera di tavolato di copertura in legno di
abete eseguito con tavole di IV scelta della spessore di 20
mm, accostate e chiodate con tre chiodi alla struttura inferiore
in corrispondenza di ogni cantiere. Nel prezzo si intendono
compresi e compensati gli oneri per il taglio, lo sfrido, la
chioderia, il puntuale e scrupoloso rispetto delle normative
vigenti in materia antinfortunistica nei cantieri edili e quanto
altro per dare il lavoro finito a regola d''arte.
TAVOLATO PER TETTO



mq




128




10,02




1.282,56 MANTI DI COPERTURA
Fornitura e posa in opera di manto di copertura in tegole
curve in laterizio tipo coppo comune, posate con
sovrapposizione minima di 10 cm. I coppi dovranno essere
resistenti alla rottura, antigelive e conformi alle norme UNI
8626-8635. La posa sarà eseguita a filari regolari, continui,
allineati e paralleli secondo il sistema tradizionale si listelli di
legno di abete, secondo la linea di massima pendenza della
falda, della sezione minima di 5x3 cm e distanziati di un
interasse massimo di 15 cm. Nel prezzo si intendono
compresi e compensati gli oneri per i listelli verticali, i
necessari tagli in corrispondenza dei compluvi e del displuvi,
i prezzi speciali di completamento quali tegoli di colmo e di
displuvio posati a secco e legati con filo di ferro zincato ai
listelli sottostanti, i raccordi, i terminali, le cuffie di aerazione
poste come indicato dalla D.L., lo sfrido, il puntuale e
scrupoloso rispetto delle normative vigenti in materia
antinfortunistica nei cantieri edili e quanto altro necessario
per dare il lavoro finito a regola d''arte.
INSTALLAZIONE TEGOLE









mq











128











34,58











4.426,24 SERRAMENTI IN LEGNO
Fornitura e posa in opera di portoncini esterni in legno di
Douglas, tipo standard e fuori standard, con intelaiatura
perimetrale in legno di abete, battente con spalla,
internamente rifinito come le porte ed esternamente rivestito
con doghe verticali interrotte da un fascione intermedio
orizzontale, immaschiettati, dello spessore finito di mm 20,
telaio fino a 70 mm, coprifilo esterni fino a mm 11x30 ed
internamente mostre come quelle applicate alle porte, forniti e
posti in opera. Sono comprese: tre cerniere anuba di acciaio
bronzato da 16 mm; la serratura tipo Yale con 3 chiavi; la































69 mezza maniglia interna; il pomolo esterno; la verniciatura
trasparente al naturale, previa mano di preparazione con
prodotti impregnanti contro muffe e funghi della parte
esterna; la verniciatura al poliuretano trasparente della parte
interna. ' inoltre compreso quanto occorre per dare l''opera
finita. ' esclusa la fornitura e posa in opera del controtelaio. PORTA DI INGRESSO.
PORTONE DEL GARAGE.



mq
mq


5,38
6,00


570
570


3.323,10
3.420,00
6.743,10 Fornitura e posa in opera di infissi esterni per finestre e porte
finestre apribili ad una o più ante, con o senza parti fisse,
dello spessore lavorato di mm 55÷57, a 1 battente e 2 battenti
completi di guarnizione in gomma predisposti per vetro
camera, forniti e posti in opera. Sono compresi: il controtelaio
da murare; la necessaria ferramenta di attacco e sostegno
cerniere tipo anuba in acciaio bronzato (2 per battente e 3 per
porta finestre); la chiusura con cremonese; le maniglie; i ganci
e le catenelle in ottone o alluminio anodizzato; fermavetri
interni o esterni; la verniciatura ecologica all''acqua eseguita
in laboratorio tinto in legno, a due mani, previa mani di
preparazione con prodotto impregnante contro muffe e
funghi. ' inoltre compreso quanto altro occorre per dare
l''opera finita.
FINESTRE.







mq






18,46






227






4.190,42 OPERE DA PITTORE E VERNICIATORE
Fornitura e posa in opera di idropittura murale lavabile per
interno/esterno. Nel prezzo si intendono compresi e
compensati gli oneri per gli eventuali ponteggi fino ad una
altezza massima di 4 m da piano di appoggio, gli oneri per la
protezione di arredi impianti fissi o la protezione di
pavimenti, la pulitura delle superfici da trattare mediante uso
di stracci o scopi netti al fine di togliere i residui asportabili
facilmente. ' da ritenersi inoltre compreso e compensato
l''onere per la stuccatura saltuaria e parziale di superfici, onde
eliminare eventuali piccole scalfitture, compresa la
carteggiatura delle parti stuccate.
PITTURA INTERNA.
PITTURA ESTERNA.





mq
mq





426,23
271,36





7,92
8,26





3.375,74
2.241,43
5.617,17 ASSISTENZE MURARIE
Posa in opera di davanzale spessore fino a 6 cm.
MONTAGGIO DAVANZALE.
m
17,00
26,21
445,57 ORGANIZZAZIONE CANTIERE
Recinzione provvisionale di aree di cantiere con rete in
polietilene ad alta densità di peso non inferiore a 220 gr/mq
indeformabile di color arancio brillante a maglie ovoidali,
resistenza a trazione non inferiore a 1100 kg/m sostenuta da
appositi paletti zincati infissi nel terreno ad una distanza non
superiore a m 1,5.
DELIMITAZIONE CANTIERE.





mq




124,76




17,30




2.158,35 Ponteggio o incastellatura realizzato con elementi a telaio
sovrapponibili, valutato per metro quadro di superficie
asservita.
PONTEGGIO PER PRIMO MESE.
PONTEGGIO PER I MESI SUCCESSIVI.
mq
mq/mese
271,36
542,72
9,60
0,35
2.605,06 189,95 2.795,01 IMPIANTO FOTOVOLTAICO
Impianto fotovoltaico ad 5,98 kWp con le seguenti
caratteristiche:
- N.18 moduli Sunpower modello E20-327Wp white
(compreso contributo per smaltimento moduli a fine
vita); - N.1inverter SMA Sunny Boy SB6000TL-21; - Test report su inverter; - Strutture sostegno per installazione su lamiera grecata
(integrato sul tetto) con morsetteria anodizzata near; - Installazione impianto FV compreso posa in opera
strutture, moduli, inverter, realizzazione connessioni
elettriche e opere elettriche necessarie a rendere



































70 l''impianto perfettamente funzionante ed allacciato alla
rete, inclusa fornitura di tutto il materiale elettrico
necessario, tiro in quota dei materiali, trasporto e
movimentazione in cantiere; - Sopralluogo esecutivo in cantiere; - Progetto elettrico impianto FV; - Pratica ENEL per allaccio alla rete; - Pratica GSE per cessione Energia (Scambio sul Posto); - Documentazione finale di impianto. Sono esclusi tutti gli oneri alla sicurezza.





A corpo





1,00





14.000,00





14.000,00 IMPIANTO TERMICO
Il prezzo comprende:
- Smontaggio caldaia esistente; - Smaltimento vecchia caldaia; - Sistema ibrido Duo-Tec CSI-i IN; - Cassa di contenimento; - Kit resistenza antigelo; - Lavaggio impianto; - Canna fumaria; - Montaggio canna fumaria; - Installazione macchina; - Installazione pompa di calore e allaccio all''impianto
esistente; - Termostati ambiente.









A corpo









1,00









15.410,00







15.410,00 IMPIANTO DI VENTILAZIONE MECCANICA
CONTROLLATA
Nel prezzo sono compresi:
- Recuperatore a flusso incrociato Duolix MAX; - Presa d''aria esterna e condotto di espulsione; - Canali semirigidi Clip&Go in PEHD; - Griglie di immissione d''aria; - Griglie per il prelievo dell''aria; - Collettore di distribuzione; - Installazione completa del sistema e messa in funzione.





A corpo





1,00





6.000,00




6.000,00 TOTALE 90.010,06 CASO B : RIQUALIFICAZIONE SENZA INTERVENTI SUL SOLAIO CONTROTERRA. Descrizione Unità di misura Quantità Prezzo Importo ['] MATERIALI LAPIDEI
Lastre rettangolari per uno spessore di 2 cm con dimensioni
fino a 1,20x0,60 m o superiori se consentite normalmente dal
materiale e con lunghezza non inferiore a 25 cm, con una
faccia vista a levigatura media e l''altra grezza di sega, coste
fresate a giunto. Le pietre ed i marmi si intendono di ottima
qualità, lavori a regola d''arte con irregolarità insite nel
materiale, che richiedano sporadici e limitati interventi di
stuccatura, graffatura, masticatura ed altri sistemi di
consolidamento e rinforzo.
DAVANZALI IN GRANITO






mq






6,80






108,07






734,88 DEMOLIZIONI '' RIMOZIONI
Demolizioni di manti di copertura compresi pure i sottostanti
listelli in legno, i conversoni di compluvio, i canali di gronda
e le converse ai camini. Nel prezzo si intendono compresi e
compensati gli oneri per le necessarie opere provvisionali e di
sicurezza, l''abbassamento, lo sgombero del sottotetto, la
raccolta differenziata del materiale di risulta, il conferimento
con trasporto in discarica autorizzata del materiale di risulta,
l''indennità di discarica e quanto altro necessario per dare il
lavoro finito a regola d''arte. La misurazione verrà effettuata
sulle falde della copertura.
RIMOZIONE TEGOLE







mq







128







6,64







849,92 IMPERMEABILIZZAZIONI '' ISOLAMENTI
Barriera la vapore costituita da uno strato di guaina armata
con poliestere con giunti sovrapposti di cm 10 di spessore 4
mm, compreso mano di primer.







71 BARRIERA AL VAPORE
mq 271,36 14,76 4.005,27 Impermeabilizzazione con uno strato di guina armata con
T.N.T. con giunti sovrapposti di cm 10 di spessore di 4 mm,
compreso mano di primer.
GUAINA

mq
128
14,65
1.875,20 Fornitura e posa in opera di lastra di polistirolo espanso di
spessore di cm 6. Lastra di polistirolo di densità 20 kg/mc.
CAPPOTTO TETTO
CAPPOTTO PARETE mq
mq 230,4 542,72 8,95
8,59 1979 4.661,96
6.641,10 ISOLAMENTI ACUSTICI
Fornitura e posa in opera di isolazione acustica su solai
formata da pannelli in lana di vetro densità 85 kg/mc rivestiti
con carta kraft bitumata. La posa dovrà avvenire a giunti
sfalsati e ben accostati. Nel prezzo si intendono compresi e
compensati gli oneri per la posa in opera di fasce di risvolto
lungo le pareti di altezza adeguata i modo da ottenere un
pavimento perfettamente galleggiante, il taglio, lo sfrido e
quanto altro necessario per dare il lavoro finito a regola
d''arte.
ISOLAMENTO CONTROSOFFITTO





mq





407,85





5,55





2.263,57 INTONACI
Fornitura e posa in opera di rasatura, sia per interni che per
esterni, eseguita a mano a qualunque altezza su pareti
verticali, orizzontali o inclinate, sia piane che curve, risultanti
lisce da cassero, costituito da premiscelato in polvere a base
di cemento ed additivi chimici. Nel prezzo si intendono
compresi e compensati gli oneri per la formazione degli
spigoli sia vivi che smussati, le lesene, i marcapiani, i riquadri
per vani de porte e finestre, la formazione ed il disfacimento
dei piani di lavoro interni, i sollevamenti, il rispetto di
eventuali incassature ed attacchi per impianti tecnici, la
pulizia e l''asporto del materiale di risulta a fine lavoro, la
raccolta differenziata del materiale di risulta, il conferimento
con trasporto in discarica autorizzata del materiale di risulta,
l''indennità di discarica e quanto altro necessario per dare il
lavoro finito a regola d''arte.
RASATURA DEL CAPPOTTO











mq











271,36











5,34











1.449,06 OPERE DI CARTONGESSO
Fornitura e posa in opera di controsoffitto orizzontale
realizzato mediante assemblaggio di singole lastre di gesso
rivestito a bordi assottigliati, fissate con viti autoperforanti
alla struttura portante, costituita da profili a C incrociati con
maglia di dimensioni idonee, pendinature rigide regolabili in
altezza, clips di fissaggio e cornici perimetrali. Tutti i profili
metallici dovranno essere in acciaio zincato. Il controsoffitto
dovrà soddisfare le seguenti caratteristiche tecniche
debitamente documentate dall''Appaltatore ed accettate dalla
D.L.: spessore della lastra pari a 12,5 mm e classe 1 di
reazione al fuoco. ' compresa la stuccatura della testa delle
viti di fissaggio nonché la stuccatura e la sigillatura dei giunti
di accostamento delle lastre eseguita con idoneo stucco previa
applicazione di strisce di supporto armate con rete tessile. Nel
prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri di taglio,
lo sfrido anche dovuto ad irregolarità dei vani, la formazione
ed il disfacimento dei piani di lavoro interni e quanto altro
necessario per dare il lavoro finito a regola d''arte.
CONTROSOFFITTO













mq













81,57













31,83













2.596,37 TETTI: ORDITURE PORTANTI E
SECONDARIE
Fornitura e posa in opera di tavolato di copertura in legno di
abete eseguito con tavole di IV scelta della spessore di 20
mm, accostate e chiodate con tre chiodi alla struttura inferiore
in corrispondenza di ogni cantiere. Nel prezzo si intendono
compresi e compensati gli oneri per il taglio, lo sfrido, la
chioderia, il puntuale e scrupoloso rispetto delle normative
vigenti in materia antinfortunistica nei cantieri edili e quanto
altro per dare il lavoro finito a regola d''arte.






















72 TAVOLATO PER TETTO mq 128 10,02 1.282,56 MANTI DI COPERTURA
Fornitura e posa in opera di manto di copertura in tegole
curve in laterizio tipo coppo comune, posate con
sovrapposizione minima di 10 cm. I coppi dovranno essere
resistenti alla rottura, antigelive e conformi alle norme UNI
8626-8635. La posa sarà eseguita a filari regolari, continui,
allineati e paralleli secondo il sistema tradizionale si listelli di
legno di abete, secondo la linea di massima pendenza della
falda, della sezione minima di 5x3 cm e distanziati di un
interasse massimo di 15 cm. Nel prezzo si intendono
compresi e compensati gli oneri per i listelli verticali, i
necessari tagli in corrispondenza dei compluvi e del displuvi,
i prezzi speciali di completamento quali tegoli di colmo e di
displuvio posati a secco e legati con filo di ferro zincato ai
listelli sottostanti, i raccordi, i terminali, le cuffie di aerazione
poste come indicato dalla D.L., lo sfrido, il puntuale e
scrupoloso rispetto delle normative vigenti in materia
antinfortunistica nei cantieri edili e quanto altro necessario
per dare il lavoro finito a regola d''arte.
INSTALLAZIONE TEGOLE










mq












128












34,58












4.426,24 SERRAMENTI IN LEGNO
Fornitura e posa in opera di portoncini esterni in legno di
Douglas, tipo standard e fuori standard, con intelaiatura
perimetrale in legno di abete, battente con spalla,
internamente rifinito come le porte ed esternamente rivestito
con doghe verticali interrotte da un fascione intermedio
orizzontale, immaschiettati, dello spessore finito di mm 20,
telaio fino a 70 mm, coprifilo esterni fino a mm 11x30 ed
internamente mostre come quelle applicate alle porte, forniti e
posti in opera. Sono comprese: tre cerniere anuba di acciaio
bronzato da 16 mm; la serratura tipo Yale con 3 chiavi; la
mezza maniglia interna; il pomolo esterno; la verniciatura
trasparente al naturale, previa mano di preparazione con
prodotti impregnanti contro muffe e funghi della parte
esterna; la verniciatura al poliuretano trasparente della parte
interna. ' inoltre compreso quanto occorre per dare l''opera
finita. ' esclusa la fornitura e posa in opera del controtelaio. PORTA DI INGRESSO.
PORTONE DEL GARAGE.












mq
mq











5,38
6,00











570
570











3.323,10
3.420,00
6.743,10 Fornitura e posa in opera di infissi esterni per finestre e porte
finestre apribili ad una o più ante, con o senza parti fisse,
dello spessore lavorato di mm 55÷57, a 1 battente e 2 battenti
completi di guarnizione in gomma predisposti per vetro
camera, forniti e posti in opera. Sono compresi: il controtelaio
da murare; la necessaria ferramenta di attacco e sostegno
cerniere tipo anuba in acciaio bronzato (2 per battente e 3 per
porta finestre); la chiusura con cremonese; le maniglie; i ganci
e le catenelle in ottone o alluminio anodizzato; fermavetri
interni o esterni; la verniciatura ecologica all''acqua eseguita
in laboratorio tinto in legno, a due mani, previa mani di
preparazione con prodotto impregnante contro muffe e
funghi. ' inoltre compreso quanto altro occorre per dare
l''opera finita.
FINESTRE.








mq







18,46







227







4.190,42 OPERE DA PITTORE E VERNICIATORE
Fornitura e posa in opera di idropittura murale lavabile per
interno/esterno. Nel prezzo si intendono compresi e
compensati gli oneri per gli eventuali ponteggi fino ad una
altezza massima di 4 m da piano di appoggio, gli oneri per la
protezione di arredi impianti fissi o la protezione di
pavimenti, la pulitura delle superfici da trattare mediante uso
di stracci o scopi netti al fine di togliere i residui asportabili
facilmente. ' da ritenersi inoltre compreso e compensato
l''onere per la stuccatura saltuaria e parziale di superfici, onde
eliminare eventuali piccole scalfitture, compresa la
carteggiatura delle parti stuccate.
PITTURA INTERNA.
PITTURA ESTERNA.





mq
mq





426,23
271,36





7,92
8,26





3.375,74
2.241,43
5.617,17 73 ASSISTENZE MURARIE
Posa in opera di davanzale spessore fino a 6 cm.
MONTAGGIO DAVANZALE.
m
17,00
26,21
445,57 ORGANIZZAZIONE CANTIERE
Recinzione provvisionale di aree di cantiere con rete in
polietilene ad alta densità di peso non inferiore a 220 gr/mq
indeformabile di color arancio brillante a maglie ovoidali,
resistenza a trazione non inferiore a 1100 kg/m sostenuta da
appositi paletti zincati infissi nel terreno ad una distanza non
superiore a m 1,5.
DELIMITAZIONE CANTIERE.





mq




124,76




17,30




2.158,35 Ponteggio o incastellatura realizzato con elementi a telaio
sovrapponibili, valutato per metro quadro di superficie
asservita.
PONTEGGIO PER PRIMO MESE.
PONTEGGIO PER I MESI SUCCESSIVI.
mq mq/mese
271,36
271,36
9,60
0,35
2.605,06 94,98 2.700,04 IMPIANTO FOTOVOLTAICO
Impianto fotovoltaico ad 5,98 kWp con le seguenti
caratteristiche:
- N.18 moduli Sunpower modello E20-327Wp white
(compreso contributo per smaltimento moduli a fine
vita); - N.1inverter SMA Sunny Boy SB6000TL-21; - Test report su inverter; - Strutture sostegno per installazione su lamiera grecata
(integrato sul tetto) con morsetteria anodizzata near; - Installazione impianto FV compreso posa in opera
strutture, moduli, inverter, realizzazione connessioni
elettriche e opere elettriche necessarie a rendere
l''impianto perfettamente funzionante ed allacciato alla
rete, inclusa fornitura di tutto il materiale elettrico
necessario, tiro in quota dei materiali, trasporto e
movimentazione in cantiere; - Sopralluogo esecutivo in cantiere; - Progetto elettrico impianto FV; - Pratica ENEL per allaccio alla rete; - Pratica GSE per cessione Energia (Scambio sul Posto); - Documentazione finale di impianto. Sono esclusi tutti gli oneri alla sicurezza.















A corpo















1,00















14.000,00















14.000,00 IMPIANTO TERMICO
Il prezzo comprende:
- Smontaggio caldaia esistente; - Smaltimento vecchia caldaia; - Sistema ibrido Duo-Tec CSI-i IN; - Cassa di contenimento; - Kit resistenza antigelo; - Lavaggio impianto; - Canna fumaria; - Montaggio canna fumaria; - Installazione macchina; - Installazione pompa di calore e allaccio all''impianto
esistente; - Termostati ambiente.









A corpo









1,00









15.410,00







15.410,00 IMPIANTO DI VENTILAZIONE MECCANICA
CONTROLLATA
Nel prezzo sono compresi:
- Recuperatore a flusso incrociato Duolix MAX; - Presa d''aria esterna e condotto di espulsione; - Canali semirigidi Clip&Go in PEHD; - Griglie di immissione d''aria; - Griglie per il prelievo dell''aria; - Collettore di distribuzione; - Installazione completa del sistema e messa in funzione.





A corpo





1,00





6.000,00




6.000,00 TOTALE 83.388,82 74 2.6.2 RIQUALIFICAZIONE TOTALE Descrizione Unità di misura Quantità Prezzo Importo ['] MATERIALI LAPIDEI
Lastre rettangolari per uno spessore di 2 cm con dimensioni
fino a 1,20x0,60 m o superiori se consentite normalmente
dal materiale e con lunghezza non inferiore a 25 cm, con
una faccia vista a levigatura media e l''altra grezza di sega,
coste fresate a giunto. Le pietre ed i marmi si intendono di
ottima qualità, lavori a regola d''arte con irregolarità insite
nel materiale, che richiedano sporadici e limitati interventi
di stuccatura, graffatura, masticatura ed altri sistemi di
consolidamento e rinforzo.
DAVANZALI IN GRANITO






mq






6,80






108,07






734,88 DEMOLIZIONI '' RIMOZIONI
Demolizioni di manti di copertura compresi pure i
sottostanti listelli in legno, i conversoni di compluvio, i
canali di gronda e le converse ai camini. Nel prezzo si
intendono compresi e compensati gli oneri per le necessarie
opere provvisionali e di sicurezza, l''abbassamento, lo
sgombero del sottotetto, la raccolta differenziata del
materiale di risulta, il conferimento con trasporto in
discarica autorizzata del materiale di risulta, l''indennità di
discarica e quanto altro necessario per dare il lavoro finito a
regola d''arte. La misurazione verrà effettuata sulle falde
della copertura.
RIMOZIONE TEGOLE







mq







128







6,64







849,92 IMPERMEABILIZZAZIONI '' ISOLAMENTI
Barriera la vapore costituita da uno strato di guaina armata
con poliestere con giunti sovrapposti di cm 10 di spessore 4
mm, compreso mano di primer. BARRIERA AL VAPORE


mq

271,36

14,76

4.005,27 Impermeabilizzazione con uno strato di guina armata con
T.N.T. con giunti sovrapposti di cm 10 di spessore di 4 mm,
compreso mano di primer.
GUAINA

mq
128
14,65
1.875,20 Fornitura e posa in opera di lastra di polistirolo espanso di
spessore di cm 6. Lastra di polistirolo di densità 20 kg/mc.
CAPPOTTO TETTO
CAPPOTTO PARETE mq
mq 230,4 542,72 8,95
8,59 1979 4.661,96
6.641,10 ISOLAMENTI ACUSTICI
Fornitura e posa in opera di isolazione acustica su solai
formata da pannelli in lana di vetro densità 85 kg/mc
rivestiti con carta kraft bitumata. La posa dovrà avvenire a
giunti sfalsati e ben accostati. Nel prezzo si intendono
compresi e compensati gli oneri per la posa in opera di fasce
di risvolto lungo le pareti di altezza adeguata i modo da
ottenere un pavimento perfettamente galleggiante, il taglio,
lo sfrido e quanto altro necessario per dare il lavoro finito a
regola d''arte.
ISOLAMENTO CONTROSOFFITTO





mq





815,7





5,55





4.527,14 INTONACI
Fornitura e posa in opera di rasatura, sia per interni che per
esterni, eseguita a mano a qualunque altezza su pareti
verticali, orizzontali o inclinate, sia piane che curve,
risultanti lisce da cassero, costituito da premiscelato in
polvere a base di cemento ed additivi chimici. Nel prezzo si
intendono compresi e compensati gli oneri per la formazione
degli spigoli sia vivi che smussati, le lesene, i marcapiani, i
riquadri per vani de porte e finestre, la formazione ed il
disfacimento dei piani di lavoro interni, i sollevamenti, il
rispetto di eventuali incassature ed attacchi per impianti
tecnici, la pulizia e l''asporto del materiale di risulta a fine
lavoro, la raccolta differenziata del materiale di risulta, il







































75 conferimento con trasporto in discarica autorizzata del
materiale di risulta, l''indennità di discarica e quanto altro
necessario per dare il lavoro finito a regola d''arte.
RASATURA DEL CAPPOTTO
mq
271,36
5,34
1.449,06 TERMINALI DI EMISSIONE
Fornitura di pannelli radianti preformati a soffitto, modello
Leonardo passo 10 cm posati secondo disposizione secondo
progetto definitivo. Il prezzo comprende: - Collettori in ottone; - Tubazioni di collegamento tra collettori e
moduli; - Moduli radianti; - Accessori vari per il collegamento dei
moduli; e quanto altro necessario per dare il lavoro finito a regola
d''arte.
PANNELLI RADIANTI A SOFFITTO
SCALDA SALVIETTE







mq A corpo







120 2,00







90 200







10.800,00 400,00 11.200,00 TETTI: ORDITURE PORTANTI E
SECONDARIE
Fornitura e posa in opera di tavolato di copertura in legno di
abete eseguito con tavole di IV scelta della spessore di 20
mm, accostate e chiodate con tre chiodi alla struttura
inferiore in corrispondenza di ogni cantiere. Nel prezzo si
intendono compresi e compensati gli oneri per il taglio, lo
sfrido, la chioderia, il puntuale e scrupoloso rispetto delle
normative vigenti in materia antinfortunistica nei cantieri
edili e quanto altro per dare il lavoro finito a regola d''arte.
TAVOLATO PER TETTO



mq




128




10,02




1.282,56 MANTI DI COPERTURA
Fornitura e posa in opera di manto di copertura in tegole
curve in laterizio tipo coppo comune, posate con
sovrapposizione minima di 10 cm. I coppi dovranno essere
resistenti alla rottura, antigelive e conformi alle norme UNI
8626-8635. La posa sarà eseguita a filari regolari, continui,
allineati e paralleli secondo il sistema tradizionale si listelli
di legno di abete, secondo la linea di massima pendenza
della falda, della sezione minima di 5x3 cm e distanziati di
un interasse massimo di 15 cm. Nel prezzo si intendono
compresi e compensati gli oneri per i listelli verticali, i
necessari tagli in corrispondenza dei compluvi e del
displuvi, i prezzi speciali di completamento quali tegoli di
colmo e di displuvio posati a secco e legati con filo di ferro
zincato ai listelli sottostanti, i raccordi, i terminali, le cuffie
di aerazione poste come indicato dalla D.L., lo sfrido, il
puntuale e scrupoloso rispetto delle normative vigenti in
materia antinfortunistica nei cantieri edili e quanto altro
necessario per dare il lavoro finito a regola d''arte.
INSTALLAZIONE TEGOLE









mq











128











34,58











4.426,24 SERRAMENTI IN LEGNO
Fornitura e posa in opera di portoncini esterni in legno di
Douglas, tipo standard e fuori standard, con intelaiatura
perimetrale in legno di abete, battente con spalla,
internamente rifinito come le porte ed esternamente rivestito
con doghe verticali interrotte da un fascione intermedio
orizzontale, immaschiettati, dello spessore finito di mm 20,
telaio fino a 70 mm, coprifilo esterni fino a mm 11x30 ed
internamente mostre come quelle applicate alle porte, forniti
e posti in opera. Sono comprese: tre cerniere anuba di
acciaio bronzato da 16 mm; la serratura tipo Yale con 3
chiavi; la mezza maniglia interna; il pomolo esterno; la
verniciatura trasparente al naturale, previa mano di
preparazione con prodotti impregnanti contro muffe e funghi
della parte esterna; la verniciatura al poliuretano trasparente
della parte interna. ' inoltre compreso quanto occorre per
dare l''opera finita. ' esclusa la fornitura e posa in opera del
controtelaio. PORTA DI INGRESSO.
PORTONE DEL GARAGE.











mq
mq











5,38
6,00











570
570











3.323,10
3.420,00
6.743,10 76
Fornitura e posa in opera di infissi esterni per finestre e
porte finestre apribili ad una o più ante, con o senza parti
fisse, dello spessore lavorato di mm 55÷57, a 1 battente e 2
battenti completi di guarnizione in gomma predisposti per
vetro camera, forniti e posti in opera. Sono compresi: il
controtelaio da murare; la necessaria ferramenta di attacco e
sostegno cerniere tipo anuba in acciaio bronzato (2 per
battente e 3 per porta finestre); la chiusura con cremonese;
le maniglie; i ganci e le catenelle in ottone o alluminio
anodizzato; fermavetri interni o esterni; la verniciatura
ecologica all''acqua eseguita in laboratorio tinto in legno, a
due mani, previa mani di preparazione con prodotto
impregnante contro muffe e funghi. ' inoltre compreso
quanto altro occorre per dare l''opera finita.
FINESTRE.







mq







18,46







350







6.461,00 OPERE DA PITTORE E VERNICIATORE
Fornitura e posa in opera di idropittura murale lavabile per
interno/esterno. Nel prezzo si intendono compresi e
compensati gli oneri per gli eventuali ponteggi fino ad una
altezza massima di 4 m da piano di appoggio, gli oneri per la
protezione di arredi impianti fissi o la protezione di
pavimenti, la pulitura delle superfici da trattare mediante uso
di stracci o scopi netti al fine di togliere i residui asportabili
facilmente. ' da ritenersi inoltre compreso e compensato
l''onere per la stuccatura saltuaria e parziale di superfici,
onde eliminare eventuali piccole scalfitture, compresa la
carteggiatura delle parti stuccate.
PITTURA INTERNA.
PITTURA ESTERNA.





mq
mq






481,78
271,36




7,92
8,26





3.815,70
2.241,43
6.057,13 ASSISTENZE MURARIE
Posa in opera di davanzale spessore fino a 6 cm.
MONTAGGIO DAVANZALE.
m
17,00
26,21
445,57 ORGANIZZAZIONE CANTIERE
Recinzione provvisionale di aree di cantiere con rete in
polietilene ad alta densità di peso non inferiore a 220 gr/mq
indeformabile di color arancio brillante a maglie ovoidali,
resistenza a trazione non inferiore a 1100 kg/m sostenuta da
appositi paletti zincati infissi nel terreno ad una distanza non
superiore a m 1,5.
DELIMITAZIONE CANTIERE.





mq




124,76




17,30




2.158,35 Ponteggio o incastellatura realizzato con elementi a telaio
sovrapponibili, valutato per metro quadro di superficie
asservita.
PONTEGGIO PER PRIMO MESE.
PONTEGGIO PER I MESI SUCCESSIVI.
mq mq/mese
271,36
524,77
9,60
0,35
2.605,06 189,95 2.795,01 IMPIANTO FOTOVOLTAICO
Impianto fotovoltaico ad 5,98 kWp con le seguenti
caratteristiche:
- N.18 moduli Sunpower modello E20-327Wp white
(compreso contributo per smaltimento moduli a fine
vita); - N.1inverter SMA Sunny Boy SB6000TL-21; - Test report su inverter; - Strutture sostegno per installazione su lamiera grecata
(integrato sul tetto) con morsetteria anodizzata near; - Installazione impianto FV compreso posa in opera
strutture, moduli, inverter, realizzazione connessioni
elettriche e opere elettriche necessarie a rendere
l''impianto perfettamente funzionante ed allacciato alla
rete, inclusa fornitura di tutto il materiale elettrico
necessario, tiro in quota dei materiali, trasporto e
movimentazione in cantiere; - Sopralluogo esecutivo in cantiere; - Progetto elettrico impianto FV; - Pratica ENEL per allaccio alla rete; - Pratica GSE per cessione Energia (Scambio sul Posto);































































77 - Documentazione finale di impianto. Sono esclusi tutti gli oneri alla sicurezza. A corpo 1,00 14.000,00 14.000,00 IMPIANTO TERMICO
Il prezzo comprende:
- Pompa di calore per riscaldamento e ACS VITOCAL
200-S, modello AWB 201.B07; - Bollitore da 300 litri VITOCELL 100-V, tipo CVA; - Regolazione in temperatura; - Materiale di consumo idraulico.


A corpo

1,00



10.000,00

10.000,00 IMPIANTO DI VENTILAZIONE MECCANICA
CONTROLLATA
Nel prezzo sono compresi:
- Recuperatore a flusso incrociato Duolix MAX; - Presa d''aria esterna e condotto di espulsione; - Canali semirigidi Clip&Go in PEHD; - Griglie di immissione d''aria; - Griglie per il prelievo dell''aria; - Collettore di distribuzione; - Installazione completa del sistema e messa in
funzione.





A corpo





1,00





6.000,00




6.000,00 IMPIANTO SOLARE TERMICO
Nel prezzo sono compresi:
- N. 2 collettori solari modello KSF-G25, Pleion; - Kit struttura; - Installazione dei pannelli; - Vaso di espansione da 24 litri; - Kit collegamento vaso di espansione; - Raccordo di intercettazione; - Miscelatore termostatico; - Liquido solare antigelo R100 (10 litri); - Gruppo circolazione solare; - Sonda di temperatura; - Controllore solare; - Tubi preisolati.










A corpo










1,00










5.500,00










5.500,00 OPERE PER IMPIANTO TERMICO
Fornitura e posa in opera del materiale necessario per la
sostituzione dei terminali di impianto vecchi con i pannelli
radianti a soffitto. Il prezzo comprende: - Rimozione radiatori; - Chiusura nicchie; - Montaggio impianto; - Modifica sistema di distribuzione; - Installazione termostati per ogni camera; e quanto altro necessario per dare il lavoro finito a regola
d''arte.






A corpo






1,00






25.000,00






25.000,00 TOTALE 121.993,47 78 2.7 ANALISI DEI RISULTATI

I risultati ottenuti dall''analisi energetica ed economica nei due casi di studio della riqualificazione
parziale mostrano le seguenti differenze: CASO A: COIBENTAZIONE DI TUTTE LE STRUTTURE OPACHE. CASO B : RIQUALIFICAZIONE SENZA INTERVENTI SUL SOLAIO CONTROTERRA. Classe energetica A con indice di prestazione globale di 35,56 kWh/m 2anno. Classe energetica A con indice di prestazione globale di 39,84 kWh/m 2anno. Tempistiche di intervento previste per 60 giorni lavorativi. Tempistiche di intervento previste per 44 giorni lavorativi. Valore economico degli interventi stimato per 90.010,06 '. Valore economico degli interventi stimato per 83.388,82 '. L''intervento alla struttura del pavimento rende inaccessibile l''edificio per gli inquilini. Nessun intervento invasivo per gli inquilini dell''abitazione. A fronte dei dati sopra elencati, il CASO B risulta la soluzione più conveniente. La scelta di non intervenire sulla struttura del solaio controterra per ridurre le dissipazioni verso il
terreno non ha solo dei vantaggi legati alla riduzione dei tempi legati ai lavori di riqualificazione e
all''assenza di discomfort per l''inquilino che non deve lasciare l''abitazione, ma, paragonandolo con il
CASO A, presenta un rapporto costo/benefici maggiore. L''intervento al pavimento ha un costo
complessivo di 6.526,27 ' che comporta una differenza di prestazioni dell''edificio dal CASO A al
CASO B di 4,28 kWh/m 2anno. Tale esiguo risparmio nei consumi energetici non permette un ritorno dell''investimento in tempi brevi. Pertanto, nel confronto finale con la demolizione del vecchio edificio
e la costruzione di un nuovo edificio prefabbricato in legno, si terrà conto solo del CASO B. Separatamente sarà paragonata la riqualificazione totale con la sostituzione con l''edificio
prefabbricato in legno descritto nel Capitolo 3. 79 3. CASA PREFABBRICATA IN LEGNO COME SOLUZIONE DI SOSTITUZIONE In alternativa alla riqualificazione energetica dell''edificio esistente, si è studiata la soluzione di
demolire l''immobile sostituendolo con una casa prefabbricata in legno di uguali dimensioni che
raggiungesse almeno la classe energetica B. La scelta è ricaduta sulla casa prefabbricata in legno sia per motivi ambientali, date le sue
caratteristiche ecosostenibili, sia per una serie di vantaggi, legati al comfort dell''ambiente interno e
alla particolarità nella costruzione, che verranno elencati più avanti. Anche per questo progetto si sono elencate tutte le attività lavorative per ottenere l''obiettivo finale,
definendone le tempistiche tramite l''utilizzo del Diagramma di Gantt e valutando in fine il valore
economico del progetto da paragonare con il computo metrico estimativo dei lavori di
riqualificazione. 3.1 STORIA DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

Il legno è uno dei materiali più antichi del nostro pianeta. La costruzione di case con l''impiego del
legno vanta una lunga tradizione. Gli sviluppi degli ultimi decenni e la simbiosi tra legno e tecnologie
moderne ha permesso la realizzazione di case dall''alta qualità che soddisfano qualsiasi esigenza.
Per alcuni esperti la storia delle case prefabbricate ha le sue origini nel dodicesimo secolo, quando il
modo di costruire era molto simile al sistema attuale. Già allora le singole parti della casa venivano
prefabbricate e successivamente portate in cantiere. E'' storicamente fondata l''idea del prefabbricato
da parte di Leonardo da Vinci, che nel 1494 progettò una casa mobile per il parco della duchessa
Isabella Sforza. Allora come oggi non è la materia prima grezza ad essere trasportata in cantiere, ma le componenti
lavorate e già prefabbricate. Inoltre ai nostri giorni, la produzione realizzata con precisione
computerizzata in stabilimenti protetti da intemperie garantisce una qualità maggiore e costante. La prima costruzione in serie avvenne in America, quando nel diciottesimo secolo gli immigrati
iniziarono a preparare delle parti prefabbricate per la costruzione più rapida delle loro case. Già nel
1833 un carpentiere inglese, Herbert Mamming, inviò in Australia via nave all''interno di enormi casse
dei moduli prefabbricati per la costruzione veloce di case residenziali. In Austria Wenzel Hartl presentò la prima casa unifamiliare realizzata in prefabbricato in occasione
della mostra di caccia del 1910 a Vienna. La casa, denominata ''Jagdhaus' (casa di caccia), si trova
tuttora nella regione della Bassa Austria. In Germania, in occasione dell''esposizione mondiale a Stoccarda nel 1927, l''Architetto Walter
Gropius, fondatore del movimento ''Bauhaus', presentò le sue prime case pronte per il montaggio;
poco tempo dopo, insieme all''artista Konrad Wachsmann, Gropius fondò negli Stati Uniti una delle
prime fabbriche per la produzione di elementi per la costruzione di case. Konrad Wachsmann aveva
già sviluppato nel 1925 in Germania un sistema di prefabbricati. Il suo cliente più famoso fu Albert
Einstein. La crisi economica e la seconda guerra mondiale rallentarono lo sviluppo del prefabbricato in Europa.
Ciò nonostante, in Svezia dopo la guerra il 40% di tutte le case unifamiliari erano di tipo
prefabbricato. Come in tanti altri paesi, nel dopoguerra anche in Austria e Germania ci fu un grande bisogno di spazi
abitativi. Vennero costruite quindi delle semplici baracche di dimensioni ridotte e con delle pareti con
spessore massimo di 10 cm. Queste case provvisorie sostanzialmente furono le ''colpevoli' della
brutta immagine che ebbero a lungo le case prefabbricate. 80 Grazie alla continua ricerca, agli innumerevoli studi e alla sperimentazione di nuovi materiali, oggi il
prefabbricato gode invece di un ottimo prestigio. Il cambio d''immagine non è dovuto solo alla qualità
dei materiali, ma grazie alla versatilità e modularità dei vari modelli è possibile la realizzazione di
quasi ogni tipo di progetto. 3.2 VANTAGGI DI UNA CASA PREFABBRICATA IN LEGNO

La domanda che molti si pongo è perché scegliere una casa prefabbricata in legno piuttosto di una in
mattoni tradizionale. Questo è un tema di grande attualità soprattutto di fronte al recente terremoto in
Emilia Romagna e a quello avvenuto in Abruzzo nel 2009.
Alla domanda hanno risposto non solo coloro che già abitano in edifici di questo genere, ma anche
docenti e studenti dell''Università la Sapienza di Roma che, insieme a progettisti e costruttori, si sono
confrontati sulle potenzialità di questo materiale e hanno analizzato il comportamento di una
costruzione in scala 1:1. Un esperimento da cui emerge che un''abitazione in legno risponde alle nuove
necessità della bioarchitettura e garantisce standard abitativi migliori rispetto a quelle tradizionali.
I vantaggi principali di edifici prefabbricati in legno sono i seguenti:
1) Comfort e benessere abitativo: la qualità dei materiali utilizzati per la realizzazione delle abitazioni e il corretto studio dei dettagli costruttivi diventano elementi di fondamentale
importanza se si considera la quantità di tempo trascorsa negli ambienti chiusi. ' stato
dimostrato che il legno, le fibre di legno o sughero, risultano confortevoli già a temperatura
ambiente, a differenza del cemento o della pietra che lo diventano solo a temperature
superficiali superiori. 2) Eco-compatibilità: il legno, in relazione alla sostenibilità, non ha rivali: è rinnovabile, riciclabile, richiede un limitato consumo di energia nelle fasi di produzione e posa, non
rilascia emissioni, polveri o fibre nocive durante l'impiego e si smaltisce restituendo l'energia
accumulata, se viene utilizzato in processi di termovalorizzazione. Inoltre, il legno è l'unico
materiale che necessita solo di acqua, aria e sole per crescere e ogni m³ di questo materiale
impiegato in edilizia, corrisponde a quasi una tonnellata di CO2 stoccata, per tutto il ciclo di
vita del manufatto. ' infine un materiale che rispetta l''ambiente: per il mantenimento del
patrimonio boschivo, la certificazione PEFC (programma per il riconoscimento di schemi di
certificazione forestale) garantisce la provenienza del legno da boschi sottoposti a
coltivazione sostenibile. 3) Progettazione integrata: il concetto di progettazione per le case prefabbricate in legno è totalmente differente rispetto alle case tradizionali. L''elaborazione del progetto esecutivo è
una delle attività chiave: vengono valutate con estrema attenzione tutte le possibili interazioni
dei vari materiali e dei singoli componenti gli uni con gli altri. Esiste una perfetta
collaborazione fra tutti i reparti, le maestranze ed i tecnici che procedono alla realizzazione e
all''installazione di ogni impianto. Questo metodo di progettazione obbliga alla definizione
precisa e dettagliata di tutti i componenti dell''edificio, dalle stratigrafie agli impianti elettrici,
diminuendo e quasi annulla le modifiche in cantiere. 4) Velocità di costruzione: rispetto all''edilizia tradizionale, i tempi sono più che dimezzati. La velocità si traduce in risparmio economico; inoltre, velocizzando la realizzazione,
diminuiscono gli oneri finanziari e alcune spese tecniche (ad esempio la direzione dei lavori e
i ponteggi). 5) Ottimizzazione degli spazi: essendo il legno un materiale isolante, è possibile avere pareti di spessore inferiore, consentendo un recupero sino al 25% di superficie calpestabile rispetto ai
sistemi classici. 6) Statica e protezione sismica: il legno ha riacquistato la sua funzione di materiale strutturale grazie alle più recenti normative nazionali ed europee, in materia di calcolo strutturale ed
antisismico. La stabilità dimensionale è dovuta a tre aspetti fondamentali: la leggerezza,
l'elevata duttilità dei giunti e la capacità dissipativa. Queste tipologie di costruzione sono
caratterizzate da un ottimo rapporto tra resistenza e peso proprio in quanto, essendo dotate di
una massa inferiore rispetto alle loro equivalenti in muratura, subiscono in modo ridotto gli
effetti di un sisma. Inoltre, gli elementi in legno vengono collegati tra loro tramite l'uso di
connettori deformabili che, adeguatamente dimensionati, permettono alle strutture di
raggiungere un comportamento duttile, ideale per resistere all'azione sismica. 81 7) Sicurezza in caso di incendio: le sue qualità fisico-meccaniche si rivelano estremamente interessanti anche in caso di incendio. Pur essendo un materiale combustibile, le strutture in
legno presentano una buona resistenza al fuoco, con un comportamento altamente prevedibile
e quindi sicuro. Tipicamente, le strutture, dimensionate per i carichi di neve e vento, sono già
R30 o R60 39 . Il sovradimensionamento delle sezioni, l'uso di ferramenta non esposta e di rivestimenti in legno "di sacrificio" senza alcuna aggiunta di prodotti chimici, assicurano una
resistenza compresa tra i trenta e i sessanta minuti. Il legno infatti, brucia lentamente perché
la carbonizzazione procede dall'esterno verso l'interno della sezione, formando
progressivamente uno strato carbonizzato che protegge la parte centrale, senza immissione
nell'aria di fumi tossici ed opachi. Per questo motivo, la rottura avviene per riduzione della
sezione resistente e non per improvviso decadimento delle sue caratteristiche meccaniche. 8) Alto isolamento termico: il legno si distingue per le sue caratteristiche di bassa conducibilità termica, elevata inerzia termica e spiccata igroscopicità (la capacità di una sostanza ad
assorbire prontamente le molecole d'acqua presenti nell'ambiente), che permettono di
generare un effetto positivo sulla qualità dell'aria all'interno di un edificio e sul benessere
percepito. Questi elementi contribuiscono a diminuire i consumi per il riscaldamento
d'inverno e la climatizzazione d'estate grazie anche alla capacità del materiale di assorbire
velocemente e cedere lentamente l'umidità. Il legno, inoltre, è un efficientissimo filtro, con
una superficie specifica di oltre 1 m² per ogni cm³ di volume, rendendo più salubre l'aria. 9) Protezione dal rumore: il legno ha eccellenti proprietà di assorbimento acustico che derivano dalla sua natura fibrosa e dall'elevato coefficiente di smorzamento del materiale
stesso. Nelle moderne strutture in legno la protezione dal rumore si realizza principalmente
con una precisa combinazione di strati di materiali termoisolanti che, uniti ad un opportuno
disaccoppiamento acustico ed un accurato studio dei dettagli di connessione, consentono di
rispettare anche i requisiti acustici più severi. 10) Durabilità: la struttura di una casa in legno rimane protetta dagli agenti atmosferici, pertanto non è soggetta a degrado negli anni, ed è in grado di durare secoli. Il rivestimento esterno
può essere sia in legno a vista che con un rivestimento a cappotto termico intonacato. Nel
primo caso è probabile che la manutenzione debba essere leggermente superiore a quella
richiesta da una casa in muratura, mentre nel secondo le problematiche di manutenzione sono
esattamente le stesse di una struttura tradizionale. 11) Costi certi: la tecnologia delle costruzioni in legno di qualità impone alcune scelte di fondo; una di queste è l'elaborazione di un progetto esecutivo. Le scelte compiute in cantiere sono
ridotte al minimo, a tutto vantaggio del risparmio. Tutto questo non accade nell'edilizia
tradizionale, nella quale sin dalla fase di progettazione alcune scelte vengono rimandate a
cantiere avviato; una scelta compiuta in cantiere non si traduce quasi mai in un risparmio, al
contrario diventa quasi impossibile quantificare prima queste lavorazioni. Alla luce di questa
considerazione, si comprende il motivo per il quale i preventivi di costruzione in edilizia
tradizionale vengono quasi sempre disattesi, anche con differenze nell'ordine del 20/25%. 12) Risparmio energetico: il legno non ha rivali sul fronte del risparmio energetico. Le caratteristiche intrinseche del materiale, potere termoisolante, inerzia termica e igroscopia, lo
rendono un prezioso alleato nel taglio dei costi energetici. Una casa in legno consente infatti
un risparmio di almeno il 30% di energia per essere scaldata ma può arrivare anche al 50% o
più, fino alla realizzazione di case passive. Inoltre, l'elevata capacità di accumulo termico
rende le componenti opache molto più efficienti durante i mesi estivi rispetto ad alternative
equivalenti dal punto di vista della coibentazione.
3.3 TECNOLOGIE COSTRUTTIVE I sistemi costruttivi delle case in legno prefabbricate possono essere divisi in 4 tipi: Platform Frame,
X-Lam, a telaio e Blockhaus. Di seguito vengono descritte tutte le tipologie, ma nel progetto in esame
si è deciso di utilizzare la tecnologia che si basa sull''utilizzo di pannelli in X-Lam.
39 Con la sigla R si intende la resistenza al fuoco. Il numero che segue indica i minuti minimi di resistenza al
fuoco senza crollare. 82 Platform Frame. ' il sistema costruttivo più diffuso al mondo. Il ''Platform Frame' è il sistema
costruttivo tipico delle case in legno americane ed è l''evoluzione del più noto sistema ''Balloon
Frame'. La costruzione procede per piani. I telai del primo piano vengono fissati al basamento, dopo
di che viene realizzato il primo solaio. A questo punto si procede fissando a esso il telaio del secondo
piano e così via. I pannelli, sia interni che esterni e l''isolamento, vengono posti in opera in cantiere. Le fondazioni sono generalmente realizzate con platea in c.a., oppure con piani interrati composti da
setti in c.a.. La struttura in legno, dal piano terra in poi, ha di solito queste caratteristiche: le pareti esterne e quelle
interne resistenti a taglio sono costituite da telai in legno lamellare di sezione 60x160 mm, posti
verticalmente, collegati al piede e in sommità con opportune piastre metalliche con travi lamellari;
questi telai sono poi irrigiditi mediante pannelli in legno OSB (Oriented Strand Board) dello spessore
minimo di 18 mm; gli elementi così composti vengono assemblati fra loro in maniera da ottenere il
controventamento necessario; l''assemblaggio tra travi lamellari e pannelli è realizzato tramite chiodi o
viti. Le pareti esterne sono poi rivestite esternamente con un cappotto termico e relativo intonaco, mattoni
faccia vista, pietre o può avere delle doghe in legno a vista. Il collegamento fra la struttura in legno e le fondazioni in c.a. viene assicurato mediante opportune
barre filettate in acciaio o tasselli a pressione. Figura 3.1 Esempi di applicazione della tecnica Platform Frame. I solai di interpiano sono realizzati con travi appoggiate in legno lamellare. In appoggio alle travi
viene posto un perlinato di opportuno spessore: nella parte superiore al perlinato vengono realizzati i
massetti in calcestruzzo, gli impianti e successivamente qualsiasi tipo di pavimento finale (parquet,
ceramica, pavimenti galleggianti, ecc.). I solai di copertura termoventilati vengono realizzati con un''orditura in legno lamellare con
sovrastante perlinato, listello in legno per alloggio isolante, isolante, listello di ventilazione, pannello
in legno OSB (Oriented Strand Board), guaina impermeabilizzante e manto finale di copertura in
tegole o coppo di laterizio. Pannelli in X-Lam. Il sistema costruttivo per gli edifici e case in legno X-Lam o Cross-Lam è un
sistema a pannelli massicci la cui sperimentazione e commercializzazione inizia nel mercato austriaco
e tedesco alla fine degli anni 90. In Italia la diffusione di questo prodotto è avvenuta negli ultimi dieci
anni, inizialmente impiegandolo come impalcato per solai di copertura e solai di piano, poi in qualche
sporadico caso di costruzione interamente realizzata in legno, un utilizzo più consistente avviene solo
a seguito del terremoto dell''Aquila del 2009. L''X-Lam è un sistema costruttivo costituito da pannelli di legno a strati incrociati ed incollati (minimo
3 strati), di spessore e dimensioni molto variabili le cui caratteristiche geometriche dipendono in
generale dalle tecnologie delle aziende produttrici ed anche dal dimensionamento statico. La struttura 83 del pannello ottenuta mediante incollaggio di tavole incrociate per elevata valenza prestazionale
permette una totale stabilità dimensionale conferendo al prodotto una rigidezza che lo rendono
adeguato agli impieghi strutturali più spinti. L''incollatura è eseguita in qualità controllata E1 con colle
prive di formaldeide. In Figura 3.2 è riportata la sezione di due pannelli in X-Lam con 3 e 5 strati. Figura 3.2 Sezione di due pannelli in X-Lam. I pannelli portanti in legno vengono poi rivestiti sia internamente che esternamente per realizzare la
parete finita. Internamente, la struttura viene completata con un pannello in cartongesso per consentire
uno spazio tecnico per il passaggio degli impianti. Esternamente viene installato un ''cappotto' di
idoneo spessore dell'isolante a scelta della committenza; la parete è opportunamente protetta
attraverso l'installazione di adeguati freni vapore e membrane traspiranti. Il solaio di interpiano è realizzato con un pannello, di opportuno spessore, oppure con travi lamellari e
perlinato, il tutto sempre dimensionato in base al calcolo statico; identica tecnologia viene usata anche
per i solai di copertura e le parti in legno possono essere realizzate sia a vista che rivestite con pannelli
in cartongesso . Sopra le strutture portanti in legno dei solai di copertura viene poi realizzato il pacchetto di
coibentazione, eventuale ventilazione, il manto di impermeabilizzazione, le lattonerie ed infine il
manto finale di copertura. Le fasi di montaggio di una casa prefabbricata in legno che utilizza la tecnologia X-Lam sono quelle
mostrate in Figura 3.3. Figura 3.3 Fasi di montaggio di una casa con pannelli in X-Lam. 84 I pannelli sono segati in produzione con macchine a controllo numerico secondo le indicazioni del
progettista e vengono già ricavati i fori per le finestre, le porte, ecc'. Il trasporto in cantiere avviene
tramite camion e i pannelli vengono scaricati tramite normale gru di cantiere oppure tramite camion-
gru. I pannelli vengono poi posati sulle travi ''radice' che collegano la struttura alla platea in c.a.. A
questo punto, dopo essere stati rivestiti con una speciale guaina adesiva nella parte inferiore per
evitare infiltrazioni, i pannelli vengono fissati al supporto con delle staffe. In questo modo vengono
erette tutte le pareti del piano terra. Per il primo piano, si installano di nuovo le travi ''radice' alle quali viene fissato il solaio interpiano.
Ora si possono posare anche le pareti portanti. Infine si procede alla posa della copertura iniziando
con le travi che servono da sostegno al pacchetto costituente il tetto. Il comportamento sismico di un edificio in legno realizzato con pannelli X-Lam è quello di una
struttura scatolare con diaframmi di piano e pareti collegati mediante elementi meccanici. In questo
caso le pareti hanno il compito di assorbire le sollecitazioni verticali ed orizzontali (carichi verticali,
sisma e vento). Il collegamento fra la struttura in legno e le fondazioni in c.a. viene assicurato
mediante opportune piastre e barre filettate in acciaio o tasselli a pressione. A causa della sua recente diffusione sul mercato delle strutture in legno, mancano ad oggi esaustivi
riferimenti normativi specifici, tanto che il calcolo di tale tipo strutture viene condotto sulla base della
letteratura scientifica e di studi a riguardo. Figura 3.4 Fasi di cantiere di edifici prefabbricati con pannelli in X-Lam. Strutture a telaio. Un altro sistema costruttivo adottato da molte aziende è il sistema ''a telaio'
(Timber frame). La struttura della casa è realizzata come un vero e proprio telaio di legno lamellare
giuntato a montanti verticali continui che rappresentano la struttura principale della singola parete,
dove all''interno viene collocato il materiale isolante, che viene in seguito tamponato con pannelli di
legno. La struttura a gabbia portante in travi e pilastri in legno lamellare è tamponata all'esterno con
pannelli parete continui tipo sandwich, costituiti da telaio in legno massiccio, strato di isolamento e
rivestimento in multistrato di legno, incollati e pressati a caldo; detti pannelli vengono solidamente
vincolati alla struttura medesima da pilastro a pilastro, in modo da garantire al sistema parete la
necessaria rigidezza e controventatura. Il collegamento della struttura portante con il basamento in
cemento armato avviene per mezzo di carpenteria metallica (staffe ed angolari) adeguatamente
dimensionata. Sull'esterno dei pannelli parete viene applicato in opera il rivestimento di facciata (''cappotto' isolante, rivestimento tipo facciata ventilata, ecc), mentre il lato interno fornisce il
supporto per la posa in cantiere delle canalizzazioni delle reti idrauliche ed elettriche mediante la
realizzazione di un vano tecnico costituito da una controparete realizzata con doppio pannello di
cartongesso. 85 Figura 3.5 Esempi di stratigrafie di pareti con sistema "a telaio". Il vantaggio delle pareti a telaio è che l''isolante è posto all''interno tra i montanti e questo comporta
una riduzione sensibile dello spessore della parete finita e un aumento della superficie utile
commerciale delle case prefabbricate in legno. Il dato sismo-resistente della parete a telaio è eccellente grazie anche alla leggerezza del materiale
comparato a una muratura o al cemento armato. Il legno, inteso come materiale strutturale è caratterizzato, inoltre, da alti rapporti tra resistenza e massa volumica, è soggetto a ridotte
accelerazioni sismiche e gode anche di un''ottima duttilità di sistema che garantisce la possibilità di
dissipazione energetica delle azioni cicliche dovute all''evento sismico. Il sistema a telaio può essere utilizzato anche a supporto di quello tradizionale, per realizzare
ampliamenti di spazi, garage, tettoie e porticati. Blockhaus. Il sistema di costruzione per edifici e case in legno Blockhaus o Log House è una
tipologia costruttiva tipica dell''Europa centro-settentrionale e della zona Alpina. Sistema costruttivo di tipo massiccio, costituito da tronchi sovrapposti o nei sistemi più moderni da
elementi orizzontali di forma tondeggiante, squadrata e con le travi che possono anche essere in bi-
lama, generalmente collegati tra loro tramite viti, formando le pareti portanti. Il giunto d''angolo tra le
pareti viene generalmente realizzato mediante un nodo di carpenteria a vista del tipo maschio-
femmina o a coda di rondine ed eventualmente rinforzato con barre metalliche o viti. Figura 3.6 Sistema di costruzione Blockhaus. 86 Il collegamento tra le pareti in legno e la fondazione in C.A. è realizzato con barre metalliche resinate.
Il Blockhaus affida prevalentemente la resistenza alle azioni statiche (carichi verticali e vento) e
sismiche quasi esclusivamente al legno (la resistenza alle azioni orizzontali viene garantita dalle
maschiature di incrocio e dall''attrito tra i tronchi o le travi sovrapposte) e gli elementi meccanici di
collegamento sono utilizzati in misura molto limitata. La struttura è considerata scarsamente dissipativa, ma è un sistema costruttivo sconsigliato a causa
della sua bassa resistenza sismica, e generalmente prevede che le pareti esterne siano in legno a vista. 3.4 LA PROGETTAZIONE DELL''EDIFICIO PREFABBRICATO IN LEGNO

L''edificio prefabbricato in legno, che è stato utilizzato nel confronto, nasce da un progetto che si sta
sviluppando nell''azienda in cui sto svolgendo un tirocinio con l''intenzione di entrare nel mercato con
un prodotto che negli ultimi anni ha avuto un notevole progresso non solo nelle zone in cui è nato e si
è sviluppato, ma anche nella Pianura Padana per la quale la tecnologia da utilizzare è diversa a causa
del clima umido che la caratterizza.
L''idea di base è di proporre due edifici che abbiano delle caratteristiche dimensionali standard ai quali
è possibile applicare delle modifiche dal punto di vista architettonico a seconda delle esigenze e dei
gusti del cliente. I due edifici hanno superficie calpestabile pari a 80 m 2 e 120 m2. Ovviamente in questo studio si farà riferimento solo al secondo progetto per poter fare il paragone con l''edificio preso in considerazione
nella ristrutturazione in modo tale da mantenere inalterate le caratteristiche dimensionali degli spazi
che erano presenti nel vecchio immobile. Considerando le fasi tipiche di Project Management, dopo aver vagliato le varie idee del prodotto, si è
passati alla pianificazione del progetto procedendo in questo ordine: 1) Tramite l''utilizzo di software CAD, è stato disegnato l''edificio definendone le planimetrie, le sezioni e i prospetti; 2) Si è intrapreso uno studio dei vari materiali che vengono generalmente utilizzati in edifici di questo genere sia consultando la letteratura sia studiando le proposte di altre aziende
costruttrici; 3) Si sono definiti i pacchetti delle strutture costituenti l''edificio in legno, come le pareti esterne, i solai interpiano, le pareti divisorie interne, il solaio controterra e la copertura; 4) Sono stati scelti i tipi di infissi con caratteristiche energetiche adeguate alle elevate prestazioni dell''edificio; 5) Tramite il software di certificazione energetica Termolog Epix4, che si basa sul metodo di calcolo quasi stazionario, è stato possibile determinare il fabbisogno energetico dell''edificio
per poter dimensionare l''impianto di riscaldamento, con i relativi terminali, e di produzione
di acqua calda sanitaria; 6) Con i dati sull''impianto di ventilazione meccanica controllata e di riscaldamento, si è potuto determinare la classe energetica dell''edificio prefabbricato in legno per il quale ci si è posti
l''obiettivo di raggiungere almeno la classe energetica B.
L''ultima fase fondamentale della pianificazione di un progetto, che comporta anche la decisione
dell''azienda di continuare o meno con la produzione e la commercializzazione del prodotto, è
rappresentata dalla determinazione dei tempi e dei costi: il primo parametro viene determinato tramite
la stesura del Diagramma di Gantt, già spiegato nel Capitolo 2, mentre i costi del progetto si possono
prevedere tramite la compilazione di un computo metrico estimativo. 87 3.5 DESCRIZIONE DELL''EDIFICIO

Come anticipato, tra i due progetti sviluppati in azienda, quello di interesse in questo studio è
l''edificio più grande. Lo stabile è caratterizzato da una superficie utile Su=119,6 m 2 e da un volume lordo V l pari a 395,6 m 2. Come la vecchia casa, sono presenti 4 camere da letto di superficie utile totale pari a 71 m2, 2 bagni che ricoprono un''area pari a 8,9 m2 e una stanza comune di 40 m2 che funge da cucina e salotto.
Il sottotetto dell''edificio è stato adibito a vano tecnico per l''installazione di tutti i componenti
dell''impianto per la generazione di calore per il riscaldamento e la produzione di acqua calda
sanitaria. L''altezza netta dei locali è pari a 2,7 m. In Figura 3.7 e 3.8 sono rappresentate rispettivamente le planimetrie del piano terra e del primo piano
con il sottotetto. Figura 3.7 Planimetria del piano terra dell'edificio prefabbricato in legno. Figura 3.8 Planimetria del primo piano e del sottotetto. 88 Vengono riportati in Figura 3.9 anche i rendering dell''edificio da varie angolazioni considerando che
l''orientamento dell''edificio prevede che le falde del tetto siano rivolte verso Est e verso Ovest. Figura 3.9 Viste da diverse angolazioni dell'edificio nuovo in legno. 3.5.1 STRATIGRAFIE DELLE STRUTTURE OPACHE DISPERDENTI

A seguito dello studio e della ricerca conseguiti sulle strutture tipiche utilizzate negli edifici in legno prefabbricati, si è deciso di progettare la struttura dell''abitazione con le seguenti caratteristiche: PARETI ESTERNE

89 Materiale Spessore [m] Conducibilità [W/mK] Densità [kg/m 3] Resistenza termica [m 2 K/W] Calore specifico [kJ/kg K] Gesso 0,005 0,35 1200 0,01428 1,09 Cartongesso 0,026 0,21 700 0,1238 1,09 Passaggio impianti (lana minerale) 0,06 0,035 80 1,7143 0,67 Abete rosso X-lam 0,14 0,12 450 1,16667 1,38 Barriera al vapore 0,004 0,05 20 0,08 1 EPS 0,1 0,035 20 2,8571 1,3 Intonaco di calce 0,005 0,9 1800 0,0056 0,84 TOTALE 0,34 4,4124 Utot =
0,2266 W/m
2 K
PARETI INTERNE Materiale Spessore [m] Conducibilità [W/mK] Densità
[kg/m
3] Resistenza termica [m 2 K/W] Calore specifico [kJ/kg K] Gesso 0,005 0,35 1200 0,01428 1,09 Cartongesso 0,01 0,21 740 0,04762 1,09 Lana minerale 0,05 0,035 80 1,4285 0,67 Abete rosso X-lam 0,08 0,18 450 0,44444 1,38 Lana minerale 0,05 0,035 80 1,42857 0,67 Cartongesso 0,01 0,21 740 0,04762 1,09 Gesso 0,005 0,9 1800 0,00556 1,09 TOTALE 0,16 3,66667 Utot =
0,27273 W/m
2 K
SOLAIO INTERPIANO 90 Materiale Spessore [m] Conducibilità [W/mK] Densità [kg/m 3] Resistenza termica [m 2 K/W] Calore specifico [kJ/kg K] Gres porcellanato 0,01 1,5 500 0,00667 1,3 Massetto 0,7 0,9 1800 0,77 0,91 Tavolato in larice 0,025 0,15 500 0,1667 1,3 Trave 10x10 + Aria 0,1 0,57 1,3 0,174 1 Abete rosso X-lam 0,14 0,12 450 1,1667 1,38 Lana minerale 0,05 0,035 80 1,4285 0,67 Cartongesso 0,0125 0,21 700 0,0595 1,09 Gesso 0,015 0,35 1200 0,04286 1,09 TOTALE 0,3525 3,2949 Utot =
0,3035 W/m
2 K COPERTURA Materiale Spessore [m] Conducibilità [W/mK] Densità [kg/m 3] Resistenza termica [m 2 K/W] Calore specifico [kJ/kg K] Tegola in laterizio 0,015 0,72 1800 0,0208 0,84 Guaina per impermeabilizzare 0,005 0,044 1200 0,1136 1,47 Tavolato in larice 0,025 0,15 500 0,1667 1,3 Isolamento in fibra di legno 0,16 0,04 100 4 2,1 Barriera al vapore 0,004 0,05 20 0,08 1 Trave in Abete rosso X-lam 0,18 0,15 550 1,2 1,38 TOTALE 0,389 5,803 Utot =
0,1723 W/m
2 K



SOLAIO CONTROTERRA Materiale Spessore [m] Conducibilità [W/mK] Densità [kg/m 3] Resistenza termica [m 2 K/W] Calore specifico [kJ/kg K] Grés porcellanato 0,015 1,5 500 0,01 1 Massetto in calcestruzzo 0,1 0,9 1800 0,11 0,91 Igloo (Aria) 0,25 2,778 1,3 0,09 1 Platea in C.A. 0,3 0,24 600 1,25 0,88 Isolamento Styrodur 0,05 0,033 35 1,515 1,45 Magrone 0,1 1 500 0,1 0,88 Vespaio 0,15 1,2 1700 0,125 0,88 TOTALE 0,965 3,3263 Utot =
0,301 W/m
2 K 91 3.5.2 STRUTTURE VETRATE DISPERDENTI

In un edificio con elevate prestazioni energetiche come quello progettato, le componenti vetrate sono
molto importanti perché devono essere posizionate in modo tale che la loro presenza sia favorevole al
sistema edificio piuttosto che essere sede di forti dispersioni dato l''elevato isolamento delle strutture
opache. Nelle nuove costruzioni, infatti, siano esse edifici tradizionali in mattoni o in legno, la posizione delle
strutture vetrate deve avere le seguenti caratteristiche: 1) Nel periodo invernale, la superficie dell''edificio esposta a Sud dovrebbe essere occupata da una finestra di ampie dimensioni con lo scopo di sfruttare l''irraggiamento proveniente dal
Sole per diminuire il fabbisogno termico degli ambienti richiesto ai terminali; è altresì
importante che tale finestra sia opportunamente coperta da aggetti o tettoie in modo tale che,
nel periodo estivo, quando il Sole si trova nella posizione più alta, nelle ore più calde della
giornata, la vetrata sia protetta dall''irraggiamento solare diretto, permettendo di far entrare la
luce naturale del Sole evitando di accendere l''illuminazione artificiale; 2) Lo stesso discorso vale per le facciate Est ed Ovest dell''edificio: sulle stanze rivolte ad Est si sfrutta il calore del Sole nelle prime ore del giorno, viceversa per le stanze dell''abitazione
rivolte ad Ovest; per queste finestre gli aggetti possono essere meno sporgenti data la minore
intensità dell''irraggiamento solare rispetto alla condizione a cui sono esposte le finestre
rivolte verso Sud; 3) Generalmente si cerca di evitare l''installazione di finestre rivolte verso Nord proprio perché non è possibile ottenere gli obiettivi sopra elencati: in questo caso si favorirebbero le
dispersioni termiche del calore verso l''esterno nel periodo invernale. Per quanto riguarda l''edificio progettato per questo studio, si è previsto di installare finestre che
abbiano una trasmittanza termica Uw pari a 1,2 W/m 2K, con telaio in legno e vetro di spessore 4-16-4 basso-emissivo con Argon come gas isolante presente nell''intercapedine. 92 Nelle Figure 3.10 e 3.11, dove sono riportati rispettivamente i prospetti EST e OVEST, e SUD e
NORD dell''edificio: si vuole mettere in evidenza la posizione delle finestre che è stata concepita
secondo le indicazioni sopra riportate. Figura 3.10 Prospetti EST e OVEST dell'edificio prefabbricato in legno. Figura 3.11 Prospetti SUD e NORD dell'edificio prefabbricato in legno. 3.5.3 SCELTA DELL''IMPIANTO DI RISCALDAMENTO E DI PRODUZIONE DI ACQUA
CALDA SANITARIA, E DEL SISTEMA DI VENTILAZIONE
Per determinare la tipologia e la taglia dell''impianto di riscaldamento, è necessario procedere al
calcolo delle dispersioni termiche e di ventilazione con il metodo stazionario che prevede di analizzare
il comportamento dell''edificio nelle condizioni peggiori in cui si può porre: minima temperatura
esterna della località in cui si trova e assenza di apporti gratuiti provenienti dalla radiazione solare e
dai carichi interni. Per comodità nel calcolo delle totali dispersioni, si è diviso l''edificio in cinque porzioni con le
seguenti dimensioni: 93 PORZIONE DI EDIFICIO Superficie calpestabile [m 2] Volume netto [m 3] Superficie vetrata [m 2] Superficie opaca [m 2] Superficie verso terreno [m 2] Superficie verso zona non riscaldata [m 2] ZONA GIORNO 40 158 9,72 49,1 40 0 ZONA NOTTE 1 35,5 95,85 1,92 42,63 35,5 0 ZONA NOTTE 2 35,6 96,12 2,88 46,97 0 35,6 BAGNO 1 4,5 12,15 0,96 3,09 4,5 0 BAGNO 2 4,4 11,88 0,96 7,95 0 4,4 Noti i valori delle trasmittanze delle strutture disperdenti e posto il numero di ricambi d''aria orari pari
a 0,3 Vol/h, si riportano le perdite di trasmissione e di ventilazione ottenute dal calcolo:
PORZIONE DI EDIFICIO Perdite sup.opache Perdite sup.vetrate Perdite verso terreno Perdite verso zona non riscaldata Perdite totali per trasmissione Ht ZONA GIORNO 11,29 11,66 10 0 32,95 ZONA NOTTE 1 9,81 2,30 8,875 0 20,98 ZONA NOTTE 2 10,80 3,45 0 7,47 21,73 BAGNO 1 0,711 1,15 1,125 0 2,98 BAGNO 2 1,83 1,15 0 0,92 3,90 TOTALE 34,44 19,71 20 8,39 82,57 W/K PORZIONE DI EDIFICIO Perdite per ventilazione Hv ZONA GIORNO 16,12 ZONA NOTTE 1 9,78 ZONA NOTTE 2 9,80 BAGNO 1 1,24 BAGNO 2 1,21 TOTALE 38,15 W/K La potenza termica richiesta dall''edificio si calcola sommando i valori delle perdite di trasmissione e
di ventilazione, e moltiplicandole per il massimo salto termico tra interno ed esterno dell''edificio pari
a 25 K (nelle condizioni invernali, anche per questo progetto, si è deciso di mantenere una
temperatura interna di set-point pari a 20°C, mentre la minima temperatura esterna è sempre quella di
Piombino Dese, cioè -5°C). PORZIONE DI EDIFICIO Perdite totali (Ht+Hv) Potenza termica [kW] ZONA GIORNO 49,073 1,23 ZONA NOTTE 1 30,76 0,769 ZONA NOTTE 2 31,54 0,788 BAGNO 1 4,23 0,1057 BAGNO 2 5,12 0,128 TOTALE 120,8 3,02 94 Dal calcolo effettuato, il risultato ottenuto per la potenza termica richiesta dall''edificio per mantenere
la temperatura di set-point desiderata è pari a 3,02 kW. L''impianto scelto deve provvedere anche a soddisfare il fabbisogno di acqua calda sanitaria. Il metodo
scelto per la determinazione di questo parametro è lo stesso applicato per l''edificio riqualificato
perché si è deciso di seguire il procedimento fornito dalla norma UNI TS 11300-2 40 utilizzato anche dal software di certificazione energetica Termolog Epix4. Secondo la normativa, l'energia termica Qh,W richiesta per riscaldare una certa quantità di acqua alla
temperatura desiderata è:
'' [ ] dove
ρ: densità dell''acqua [kg/m 3]; c: calore specifico dell''acqua pari a 1,162 [Wh/kg K];
Vw: volume d''acqua richiesto nel periodo considerato nel calcolo [m 3/G]; θ er: temperatura di erogazione [°C]; θ o: temperatura di ingresso dell''acqua fredda sanitaria [°C]; G: numero di giorni del periodo di calcolo [G].

Per la normativa, la temperatura di erogazione è pari a 40°C, mentre la temperatura dell''acqua fredda
dell''acquedotto è pari a 15°C, generando un salto termico '' θ=25 K. Con questi valori di temperatura, la normativa prevede che il volume d''acqua richiesta sia determinato con la seguente equazione: [ ] dove
a: fabbisogno giornaliero specifico [l/G m 2]; Nu: parametro che dipende dalla destinazione d''uso dell''edificio; nel caso di un''abitazione ad uso
residenziale, questo parametro è indentificato dalla superficie calpestabile [m 2].
Il parametro a si ottiene secondo le formule presenti nel Prospetto 12 della norma sopra citata,
riportato qui di seguito. Nel nostro caso, essendo la superficie calpestabile pari a 119,6 m 2, il volume di acqua sanitaria richiesta è pari a :
che corrisponde ad un fabbisogno equivalente di energia termica utile pari a 15,02 kWh/m 2 anno.
In termini di potenza termica necessaria per la produzione istantanea dell''intero fabbisogno di acqua
calda sanitaria, si può ottenere il seguente valore:

40 Vedi Appendice B. Tabella delle normative di riferimento. 95 Note le potenze termiche necessarie per il riscaldamento dell''edificio e per soddisfare il fabbisogno di
acqua calda sanitaria, è possibile determinare la taglia dell''impianto che deve provvedere ad entrambe
le richieste. SCELTA DELL''IMPIANTO DI GENERAZIONE DI CALORE PER RISCALDAMENTO E
ACQUA CALDA SANITARIA.
Per decidere la tipologia di impianto di generazione di calore più adeguato ad alimentare l''edificio
prefabbricato in legno, bisogna considerare le seguenti scelte tecniche intraprese: 1) Il sistema di emissione è di tipo radiante a pavimento a bassa temperatura;
2) Sull''edificio è presente un impianto fotovoltaico di potenza di picco pari a 6 kW.
Per prima cosa si definiscono le caratteristiche dell''impianto radiante a pavimento e dell''impianto
fotovoltaico. Il sistema di generazione ottimale sarà quello in grado di soddisfare al meglio queste
caratteristiche. Nella scelta dell''impianto bisogna fare molta attenzione anche al vincolo dello spazio occupato e al
peso che il dispositivo di generazione possiede a causa del fatto che il vano tecnico è posizionato nel
sottotetto dell''edificio: i solai in legno hanno una resistenza massima di 300 kg/m2 in accordo con la
norma europea EN 14080 41. DIMENSIONAMENTO DELL''IMPIANTO RADIANTE A PAVIMENTO. Considerando l''elevata efficienza degli edifici prefabbricati in legno, la scelta dei terminali di
emissione del calore è ricaduta sui pannelli radianti a pavimento per i seguenti vantaggi che offrono: - Benessere termico; - La qualità dell''aria; - Le condizioni igieniche; - L''impatto ambientale, - Il calore utilizzabile a bassa temperatura; - Il risparmio energetico. - BENESSERE TERMICO. Per assicurare in un locale una condizione di comfort termico, si devono
mantenere zone leggermente più calde a pavimento e leggermente più fredde a soffitto. I terminali di
impianto che meglio si prestano a soddisfare questo requisito sono quelli radianti a pavimento per i
seguenti motivi: 1) La specifica posizione dei pannelli (a pavimento);
2) Il fatto che essi cedono prevalentemente calore per irraggiamento, evitando così il formarsi di correnti convettive d''aria calda a soffitto e fredda a pavimento.

41 Vedi Appendice B. Tabella delle normative di riferimento. 96 QUALITA'' DELL''ARIA. Il riscaldamento a pannelli è in grado di evitare due inconvenienti tipici
degli impianti a corpi scaldanti: 1) La combustione del pulviscolo atmosferico, che può causare irritazione alla gola e senso di arsura; 2) L''elevata circolazione di polvere, che può causare allergie e difficoltà respiratorie. CONDIZIONI IGIENICHE. Gli impianti a pannelli radianti esercitano un''azione positiva nel
mantenimento di buone condizioni igieniche ambientali, in quanto evitano: 1) Il formarsi di zone umide a pavimento;
2) L''insorgenza di muffe sulle pareti che confinano coi pavimenti caldi. IMPATTO AMBIENTALE. Nelle costruzioni nuove e negli interventi di recupero con rifacimento dei
pavimenti, gli impianti a pannelli radianti sono gli impianti a minor impatto ambientale perché: 97 1) Non pongono limiti di natura estetica. La non visibilità dei pannelli risulta molto importante soprattutto quando si devono climatizzare edifici di rilievo storico o architettonico, dove la
presenza di corpi scaldanti può compromettere l''equilibrio delle forme originali; 2) Non limitano la libertà di arredo, consentendo così il più razionale utilizzo dello spazio disponibile; 3) Non contribuiscono al degrado di intonaci, pavimenti in legno e serramenti, in quanto: -non sporcano le pareti di nerofumo,
-non consentono il formarsi di umidità a pavimento,
-limitano i casi di condensa interna perché aumentano la temperatura delle pareti interne. CALORE UTILIZZABILE A BASSA TEMPERATURA. Per merito della loro elevata superficie
disperdente, gli impianti a pannelli radianti possono riscaldare con basse temperature del fluido
termovettore. Questa caratteristica rende conveniente il loro uso con sorgenti di calore la cui resa
(termodinamica ed economica) aumenta al diminuire della temperatura richiesta, come nel caso di: - Pompe di calore, - Caldaie a condensazione, - Pannelli solari, - Sistemi di recupero di calore, - Sistemi di teleriscaldamento. RISPARMIO ENERGETICO. Rispetto ai sistemi di riscaldamento tradizionali, gli impianti a pannelli
consentono apprezzabili risparmi energetici per due motivi: 1) La maggiore temperatura operante che consente (a parità di temperatura ambiente) risparmi medi variabili dal 5 al 10%; 2) Il minor gradiente termico tra pavimento e soffitto che comporta risparmi energetici tanto più elevati quanto maggiore è l''altezza dei locali. Motivi di risparmio energetico possono considerarsi anche: - L''uso di basse temperature che riduce le dispersioni lungo le tubazioni; - Il non surriscaldamento delle pareti poste dietro al radiatore; - La mancanza di moti convettivi d''aria calda sulle superfici vetrate. Mediamente gli impianti a pannelli radianti consentono un risparmio energetico variabile dal 10% al
15%. I limiti e gli svantaggi degli impianti a pannelli radianti sono connessi principalmente a: - Temperatura superficiale del pavimento; - Inerzia termica dell''impianto; - Difficoltà della progettazione.
TEMPERATURA SUPERFICIALE DEL PAVIMENTO. Per evitare condizioni di malessere
fisiologico la temperatura superficiale del pavimento deve essere inferiore a 28-29°C. Tali valori
consentono di determinare la potenza termica massima (Qmax) cedibile da un pannello. Se Qmax è inferiore della potenza termica richiesta Q, si possono considerare due casi: 1) Qmax è inferiore a Q solo in pochi locali: in questo caso si può ricorrere a corpi scaldanti di integrazione. 2) Qmax è inferiore a Q in tutti o nella maggior parte dei locali: conviene adottare impianti di tipo tradizionale.
INERZIA TERMICA E TIPO DI UTILIZZO DELL''IMPIANTO. Gli impianti a pannelli sono
caratterizzati dall''avere un''elevata inerzia termica, in quanto, per cedere calore, utilizzano le strutture
in cui sono annegati i pannelli stessi. 98 In ambienti riscaldati con una certa continuità l''inerzia termica di questi impianti non pone alcun
problema e consente: - Un buon adeguamento dell''impianto alle condizioni climatiche esterne, - Interruzioni o rallentamenti di funzionamento, con tempi di attivazione e disattivazione
dell''impianto che vanno normalmente anticipati di due ore. Per contro in ambienti riscaldati solo per brevi periodi l''inerzia termica degli impianti a pennelli
comporta sensibili sfasamenti tra i tempi di avviamenti e quelli di effettivo utilizzo. Pertanto in questi
casi conviene ricorrere ad altri sistemi di riscaldamento. DIFFICOLTA'' DELLA PROGETTAZIONE. A differenza di quelli tradizionali a corpi scaldanti, gli
impianti a pannelli richiedono: - Maggior impegno nella determinazione dei parametri di progetto. Infatti, oltre ai parametri
necessari per determinare le dispersioni termiche dei locali, la progettazione di impianti a
pannelli richiede anche la conoscenza dettagliata di tutti gli elementi costruttivi che
riguardano i pavimenti e i solai; - Calcoli più complessi e laboriosi; - Minor adattamento a varianti in corso d''opera o ad impianto ultimato perché non è possibile
togliere o aggiungere porzioni di pannello come è invece possibile con impianti a radiatori. Altre caratteristiche importanti degli impianti radianti sono: - Possibilità di raffrescamento dei locali; - Costi di realizzazione e di gestione; - Varie applicazioni.
RAFFRESCAMENTO DEI LOCALI. Gli impianti radianti a pavimento permettono anche il
raffrescamento dei locali. Si deve tuttavia considerare che essi presentano in merito due limiti ben
precisi: 1) La limitata resa frigorifera,
2) L''incapacità di deumidificare. La bassa resa frigorifera dipende dal fatto che negli impianti a pannelli non è possibile abbassare
troppo la temperatura del pavimento senza provocare fenomeni di condensa superficiale. Per questo
motivo risulta difficile ottenere potenze frigorifere superiori a 40÷50 W/m 2. L''incapacità di deumidificare dipende invece dalla natura stessa degli impianti a pannelli i cui
terminali non possono far condensare ed evacuare parte dell''acqua contenuta nell''aria. Condizioni
igrometriche di benessere si possono ottenere solo con l''ausilio di deumidificatori. COSTI DI REALIZZAZIONE E DI GESTIONE. ' difficile stabilire dei dati medi significativi in
merito ai costi richiesti per realizzare un impianto radiante a pavimento perché sono molti i fattori da
considerare: - Il tipo di impianto (autonomo o centralizzato), - Il sistema di regolazione, - La resistenza termica dei pavimenti, - Il costo dei materiali isolanti da posizionare sotto l''impianto, - Il costo e la quantità dei tubi costituente l''impianto. Si può comunque ritenere che gli impianti radianti a pavimento costino dal 10% al 30% in più rispetto
ai sistemi con radiatori e regolazione climatica. Per quanto riguarda i costi di gestione, gli impianti a pannelli consentono risparmi mediamente
variabili dal 10% al 15% rispetto agli impianti tradizionali: consentono di ammortizzare in tempi
relativamente brevi il maggiore costo sostenuto per la loro realizzazione. 99 VARIE APPLICAZIONI. Da soli o integrati con un impianto di trattamento dell''aria , gli impianti
radianti possono essere utilizzati per scaldare: case singole e a schiera, condomini, asili, scuole,
palestre, piscine, musei, biblioteche, ospedali, alberghi, magazzini e capannoni. Possono essere
utilizzati anche per tener sgombri da neve e ghiaccio: parcheggi, rampe di garage, scalinate, piste di
aeroporti e campi sportivi. Per il dimensionamento dell''impianto radiante a pavimento dell''edificio prefabbricato in legno sono
state seguite le indicazioni di calcolo fornite dalla norma UNI EN 1264 42. I parametri necessari per il calcolo del flusso di calore emesso dal pannello radiante si possono
suddividere nei seguenti gruppi: 1- Parametri relativi alle condizioni al contorno: -temperatura ambiente, ta (°C),
-temperatura del locale o del terreno sottostante, ts (°C). 2- Parametri relativi alla configurazione dei pannelli: -superficie coperta dal pannello, S (m 2), -interasse di posa dei tubi, I (m). 3- Parametri relativi al tipo di tubo: -diametro esterno, De (m),
-diametro interno, Di (m),
-conducibilità termica del tubo, λt (W/mK). 4- Parametri relativi alla struttura contenitiva dei pannelli: -resistenza termica del pavimento, Rp (m 2K/W), -spessore del massetto sopra i tubi, sm (m),
-conducibilità termica del massetto, λm (W/mK),
-resistenza termica sotto il pannello, Rs (m 2K/W). 5- Parametri relativi alla temperatura del fluido termovettore: -temperatura di entrata del fluido termovettore, te (°C). Secondo la normativa, il flusso di calore verso l''alto emesso da un pannello può essere calcolato con
la formula seguente: [ ] dove: S: superficie coperta dal pannello [m 2]; ''t: media logaritmica fra la temperatura del fluido termovettore e la temperatura ambiente [°C];
B: fattore relativo alle caratteristiche del tubo [W/m 2K]; Fp: fattore relativo alla resistenza termica del pavimento (adimensionale);
FI: fattore relativo all''interasse dei tubi (adimensionale);
Fm: fattore relativo allo spessore del massetto sopra i tubo (adimensionale);
FD: fattore relativo al diametro esterno del tubo (adimensionale).
MEDIA LOGARITMICA FRA LA TEMPERTURA DEL FLUIDO E LA TEMPERATURA
AMBIENTE. Si calcola con la formula:
42 Vedi Appendice B. Tabella delle normative di riferimento. 100 dove: te: temperatura in entrata del fluido scaldante [°C],
tu: temperatura in uscita del fluido scaldante [°C].
FATTORE RELATIVO ALLE CARATTERISTICHE DEL TUBO. Si indica con B e si considera B=B0=6,7 W/m 2K per tubi si spessore s t=0,002m e conduttività termica λ t=0,35 W/mK. FATTORE RELATIVO ALLA RESISTENZA TERMICA DEL PAVIMENTO. Si indica con il simbolo Fp e può essere determinato o con la Tabella 13 o tramite la formula seguente: dove: α= 10,8 W/m2K,
sm0= 0,045 m, λ m0= 1 W/mK. Tabella 13 Fattori relativi alla resistenza del pavimento. Conducibilità massetto Resistenza termica del pavimento, m 2K/W W/mK 0,00 0,05 0,10 0,15 2,0 1,196 0,833 0,640 0,519 1,5 1,122 0,797 0,618 0,505 1,2 1,058 0,764 0,598 0,491 1,0 1,000 0,734 0,579 0,478 0,8 0,924 0,692 0,553 0,460 0,6 0,821 0,632 0,514 0,433 FATTORE RELATIVO ALL''INTERASSE DEI TUBI. Si indica con il simbolo FI e si determina con la formula: dove il fattore AI è determinabile dalla Tabella 14 e il parametro x si ottiene con l''equazione: Tabella 14 Valori del fattore AI. Rp= 0,00 Rp= 0,05 Rp= 0,10 Rp= 0,15 AI= 1,230 AI= 1,188 AI= 1,156 AI= 1,134 101 FATTORE RELATIVO ALLO SPESSORE DEL MASSETTO SOPRA I TUBI. ' indicato con il simbolo Fm e si calcola dalla formula: dove il fattore Am si ricava dalla Tabella 15 e il termine y è calcolabile con la formula: Tabella 15 Valori del fattore Am. Interasse m Resistenza termica del pavimento, m 2K/W 0,00 0,05 0,10 0,15 0,050 1,069 1,056 1,043 1,037 0,075 1,066 1,053 1,041 1,035 0,100 1,063 1,050 1,039 1,033 0,150 1,057 1,046 1,035 1,031 0,200 1,051 1,041 1,031 1,027 0,225 1,048 1,038 1,029 1,026 0,300 1,04 1,031 1,024 1,021 0,375 1,03 1,024 1,02 1,016 FATTORE RELATIVO AL DIAMETRO ESTERNO DEI TUBI. Si indica con il simbolo FD e si ottiene dalla formula: dove il fattore AD è determinabile dalla Tabella 16 mentre il termine z si ricava dalla formula: Tabella 16 Valori del fattore AD. Interasse m Resistenza termica del pavimento, m 2K/W 0,00 0,05 0,10 0,15 0,050 1,013 1,013 1,012 1,011 0,075 1,021 1,019 1,016 1,014 0,100 1,029 1,025 1,022 1,018 0,150 1,040 1,034 1,029 1,024 0,200 1,046 1,040 1,035 1,030 0,225 1,049 1,043 1,038 1,033 0,300 1,053 1,049 1,044 1,039 0,375 1,056 1,051 1,046 1,042 Noto il flusso di calore emesso verso l''alto dal pannello Q, è possibile calcolare il flusso totale che
esso emette attraverso la formula: [ ] dove G è la portata d''acqua nel pannello, espressa in l/h. La portata del pannello viene determinata dall''equazione seguente: [ ] 102 ponendo α=10,8 W/m2K. Seguendo il metodo proposto dalla normativa, è stato dimensionato l''impianto radiante a pavimento
dell''edificio prefabbricato in legno. I dati necessari per il calcolo del flusso di calore emesso dal pannello e dalla portata d''acqua che vi
circola possono essere suddivisi in due gruppi: il primo gruppo riguarda i parametri in comune fra tutti
i locali, mentre altri dati saranno definiti per il singolo locale. Dati generali: - Temperatura ambiente: ta = 20°C, - Interasse di posa dei tubi: I = 0,15m, - Diametro esterno: De = 0,017 m, - Spessore del tubo: st = 0,002 m, - Diametro interno: Di = 0,013 m, - Conducibilità termica del tubo: λ t = 0,35 W/mK (materiale del tubo: PEX), - Resistenza termica del pavimento: Rp = 0,01 m 2K/W (pavimento in grés porcellanato), - Spessore del massetto sopra i tubi: sm = 0,07 m, - Conducibilità termica del massetto: λ m = 0,9 W/mK, - Temperatura in entrata del fluido termovettore: te = 35°C, - Temperatura in uscita del fluido termovettore: tu = 30°C. Posto che la superficie occupata dai pannelli radianti S sia pari alla superficie calpestabile del locale, è
possibile determinare il flusso di calore verso l''alto emesso dal pannello per ciascun locale,
utilizzando la formula sopra indicata: [ ] Con i dati iniziali sopra impostati è possibile calcolare: ' ''t = 12,33 °C;
' B = B 0 = 6,7 W/m 2K; ' F p = 0,763; ' F I = 0,904; ' F m = 0,918; ' F D = 0,979; che sono parametri validi per ogni locale. In Tabella 17 sono riportati i risultati ottenuti per il flusso di
calore emesso verso l''alto di ciascun pannello installato in ogni locale, nota la superficie occupata dal
pannello stesso. Tabella 17 Flusso di calore emesso verso l'alto dal pannello. LOCALE DELL''EDIFICIO Superficie occupata dal pannello [m 2] Flusso di calore emesso verso l''alto dal pannello [W] ZONA GIORNO 40 2426,49 CAMERA 1 20 1213,25 CAMERA 2 14 849,272 CAMERA 3 10,05 609,65 CAMERA 4 14,8 897,80 BAGNO 1 43 3,5 212,32 BAGNO 2 3,41 206,86

43 Per ciascun bagno si è tolto 1m2 dalla superficie calpestabile supponendo la presenza di una doccia. 103 Seguendo le indicazioni della normativa, per determinare il flusso termico totale emesso da un
pannello radiante bisogna prima calcolare la portata di fluido termovettore circolante nei tubi con la
formula già definita precedentemente. In questo caso bisogna indicare dei dati che sono diversi per i locali del piano terra rispetto a quelli del
primo piano: ' la temperatura t s è pari a quella del terreno del luogo in cui viene edificato l''immobile (13°C per le zone della provincia di Padova) per i primi ed è pari alla temperatura ambiente (20°C)
per i secondi; ' la resistenza termica sotto il pannello R s è uguale a 3,07 m 2K/W per i locali del piano terra ed è di 4,53 m 2K/W per quelli del primo piano a causa della differente struttura del solaio controterra rispetto a quello interpiano. Applicando le equazioni sopra descritte e impostando i dati definiti, nella Tabella 18 vengono riportati
i risultati del calcolo della portata d''acqua G e quindi del flusso di calore totale emesso dal pannello. Tabella 18 Portata d'acqua e flusso di calore totale emesso del pannello. LOCALE DELL''EDIFICIO Portata circolante nel pannello [l/h] Flusso di calore totale emesso dal pannello [W] ZONA GIORNO 458,66 2660,26 CAMERA 1 229,33 1330,13 CAMERA 2 160,53 931,1 CAMERA 3 115,24 668,4 CAMERA 4 169,71 984,29 BAGNO 1 40,13 232,77 BAGNO 2 39,10 226,787 Una volta ottenuti i risultati del flusso di calore emesso verso l''alto e totale del pannello e della
portata d''acqua bisogna effettuare le seguenti verifiche: 1) temperatura superficiale del pavimento,
2) la portata del pannello,
3) lunghezza massima dei tubi,
4) velocità del fluido circolante,
5) la potenza termica richiesta dall''ambiente. TEMPERTURA SUPERFICIALE DEL PAVIMENTO. Si può verificare applicando la seguente formula: ( ) [ ] dove q è la potenza termica specifica emessa verso l''alto del pannello (W/m 2). Per evitare condizioni di malessere fisiologico, è necessario che la temperatura superficiale a
pavimento sia inferiore a: ' 29°C in ambienti dove ci si sofferma in permanenza,
' 33°C in locali bagno, doccia e piscine,
' 35°C in zone perimetrali o in locali dove si accede raramente. 104 Il rispetto di tali valori comporta precisi limiti alla potenza termica cedibile da un pannello. In
particolare (con temperatura ambiente di 20°C) la potenza specifica massima cedibile da un pannello
risulta: ' q max = 8,92*( 29 - 20) 1,1= 100 W/m2 ; ' q max = 8,92*( 33 - 20) 1,1= 150 W/m2 ; ' q max = 8,92*( 35 - 20) 1,1= 175 W/m2 . Considerando i vincoli imposti, si verifica se l''impianto dimensionato è compatibile. I risultati si
possono consultare nella Tabella 19: la temperatura superficiale a pavimento è verificata in tutti i
locali. Tabella 19 Verifica della temperatura superficiale a pavimento. LOCALE DELL''EDIFICIO Flusso di calore emesso verso l''alto [W] Superficie occupata dal pannello [m 2] Flusso termico specifico [W/m 2] Temperatura superficiale a pavimento, tp [°C] ZONA GIORNO 2426,491 40 60,66227 25,71304 CAMERA 1 1213,245 20 60,66227 25,71304 CAMERA 2 849,2718 14 60,66227 25,71304 CAMERA 3 609,6558 10,05 60,66227 25,71304 CAMERA 4 897,8016 14,8 60,66227 25,71304 BAGNO 1 212,3179 3,5 60,66227 25,71304 BAGNO 2 206,8583 3,41 60,66227 25,71304 PORTATA DEL PANNELLO. Considerando che la portata massima di un pannello è mediamente compresa tra: ' 200 ÷ 220 l/h , per tubi con D i =16mm, ' 120 ÷ 130 l/h , per tubi con D i=13 mm, è possibile determinare la massima potenza termica che un pannello può cedere in relazione al suo
diametro interno. In particolare, posto il salto termico pari a 5°C, risulta: ' Q max = (200÷220)*5*1,16 = 1160÷1276 W , per tubi di Di =16mm, ' Q max = (120÷130)*5*1,16 = 696÷754 W , per tubi di Di =13mm. In questo modo è possibile capire se un locale richiede uno o più pannelli. Considerando che il diametro interno del tubo utilizzato nel caso in esame è pari a 13 mm, bisogna
verificare i limiti di portata massima per ciascun locale: - ZONA GIORNO: essendo la portata richiesta (G= 458,66 l/h) oltremodo superiore a quella
limite, si è deciso di servire il locale con quattro pannelli, ciascuno del quale occupa una
superficie di 10 m 2. Dividendo per quattro il locale, in ogni pannello circola una portata pari a 114,66 l/h producendo la potenza totale di 665,065 W verificando i limiti imposti. - CAMERA 1: avendo una superficie totale di 20 m 2, anche in questo caso si è deciso di installare due circuiti che occupano un''area di 10 m2 con la stessa portata circolante nel
singolo pannello del caso precedente. - CAMERA 2: in questo caso, essendo la portata totale di 160,53 l/h, si è divisa la stanza in
due porzioni da 7 m 2 nelle quali circola una portata di 80,27 l/h rispettando a pieno i limiti definiti. 105 - CAMERA 3: la portata d''acqua e il flusso di calore totale massimi sono verificati, quindi in
questo locale è presente un solo circuito. - CAMERA 4: per verificare la portata e il flusso termico massimo, la superficie calpestabile è
stata divisa in due porzioni da 7,4 m 2 ciascuna con flusso termico pari a 492,15 W e portata d''acqua di 84,85 l/h. - BAGNO 1 E BAGNO 2: entrambi richiedono un unico circuito perché rispettano i limiti
imposti avendo rispettivamente una portata d''acqua richiesta di 40,13 l/h e 39,10 l/h e un
flusso termico totale di 232,77 W e 226,79 W. LUNGHEZZA MASSIMA DEI TUBI. Non esistono particolari limiti in merito a questa grandezza. Nelle applicazioni civili, è però
consigliabile non andare oltre le lunghezze commerciali dei rotoli di tubo (120 ÷150 m). Per determinare a grandi linee la lunghezza del tubo per ciascun circuito si può applicare la seguente
formula: [ ] dove S è la superficie occupata dal singolo circuito espresso in m 2, mentre I è l''interasse fra i tubi espresso in cm. In Tabella 20 sono riportati i risultati delle lunghezze del tubo ottenuti applicando la formula. Si può
verificare che la lunghezza massima di tubo di ciascun circuito è inferiore del valore massimo indicato
precedentemente. Tabella 20 Verifica della lunghezza massima del pannello. LOCALE DELL''EDIFICIO Interasse [cm] Superficie occupata dal circuito [m 2] Lunghezza del circuito [m] Numero di circuiti Lunghezza totale dei tubi [m] ZONA GIORNO 15 10 66,6667 4 266,6667 CAMERA 1 15 10 66,6667 2 133,3333 CAMERA 2 15 7 46,6667 2 93,33333 CAMERA 3 15 10,05 67 1 67 CAMERA 4 15 7,4 49,333 2 98,66667 BAGNO 1 15 3,5 23,333 1 23,33333 BAGNO 2 15 3,41 22,733 1 22,73333 VELOCITA'' DEL FLUIDO CIRCOLANTE. ' consigliabile non accettare soluzioni con velocità del fluido troppo basse, essenzialmente per due
motivi: 1) Impedire il ristagno di bolle d''aria,
2) Evitare che il flusso del fluido avvenga in regime laminare , dato che le formule di emissione dei pannelli sono valide solo in regime turbolento. Normalmente sono accettabili velocità superiori a 0,1m/s. La velocità massima accettabile è invece
legata alla rumorosità che il passaggio dell''acqua genera ed è di circa 1÷1,5 m/s. 106 In Tabella 21 sono state riportate le portate del singolo circuito calcolate precedentemente e la sezione
di passaggio del tubo considerando un diametro interno di 13 mm. Con questi dati è stata determinata
la velocità del fluido: se questa risultava interna all''intervallo di validità, la portata rimaneva invariata,
se risultava minore, si imponeva una velocità minima pari a 0,1 m/s e veniva ricalcolata la portata
d''acqua necessaria. Tabella 21 Verifica della velocità del fluido termovettore. LOCALE DELL''EDIFICIO Portata d'acqua [l/h] Portata d'acqua [m 3/s] Sezione di passaggio [m 2] Velocità del fluido [m/s] Velocità minima accettabile [m/s] Verificata Nuova portata [m 3/s] Nuova portata [l/h] ZONA GIORNO 114,66 3,18 10 -5 0,0001325 0,2396 0,1 SI 3,18 10 -5 114,66 CAMERA 1 114,66 3,18 10 -5 0,0001325 0,2396 0,1 SI 3,18 10 -5 114,66 CAMERA 2 80,266 2,22 10 -5 0,0001325 0,1678 0,1 SI 2,22 10 -5 80,2664 CAMERA 3 115,24 3,19 10 -5 0,0001325 0,2408 0,1 SI 3,19 10 -5 115,24 CAMERA 4 84,85 2,35 10 -5 0,0001325 0,1773 0,1 SI 2,35 10 -5 84,85 BAGNO 1 40,13 1,11 10 -5 0,0001325 0,0839 0,1 NO 1,33 10 -5 47,85 BAGNO 2 39,1 1,08 10 -5 0,0001325 0,0817 0,1 NO 1,33 10 -5 47,85 POTENZA TERMICA RICHIESTA DALL''AMBIENTE. L''ultimo importante controllo consiste nel verificare se la potenza termica totale emessa dal pannello
è sufficiente per mantenere la temperatura di set-point richiesta dall''ambiente. Affinché questo sia
verificato bisogna che il flusso di calore totale emesso dal pannello sia superiore della potenza termica
richiesta dai locali. Se così non fosse, è necessario o aggiungere un ulteriore corpo scaldante in ausilio
o modificare il tipo di sistema di emissione. Nella Tabella 22 si può verificare che è sufficiente l''impianto radiante a pavimento per riscaldare
l''edificio. In molte applicazioni, come nei bagni, si installa anche un radiatore elettrico di tipo
''scalda-salviette' per poter garantire un calore immediato nei periodi di mezza stagione oppure
quando l''impianto a pavimento è appena acceso e bisogna aspettare un certo periodo di tempo
affinché raggiunga la giusta temperatura. Tabella 22 Verifica di soddisfacimento del fabbisogno termico dell'edificio. LOCALE DELL''EDIFICIO Potenza termica richiesta [kW] Flusso di calore totale emesso dal pannello [kW] ZONA GIORNO 1,226 2,66 CAMERA 1 0,4332 1,33 CAMERA 2 0,30324 0,931 CAMERA 3 0,2226075 0,668 CAMERA 4 0,32782 0,984 BAGNO 1 0,106 0,233 BAGNO 2 0,127 0,227 SISTEMA DI REGOLAZIONE. L''ultimo punto fondamentale della progettazione dell''impianto radiante a pavimento è il sistema di
regolazione. I sistemi di regolazione degli impianti a pannelli devono essere in grado di: 107 1) Consentire la cessione del calore richiesto in modo da ottimizzare il comfort termico e il risparmio energetico, 2) Impedire l''invio di fluido troppo caldo ai pannelli, in quanto può causare rotture e fessurazioni dei pavimenti e delle strutture murarie, 3) Evitare la condensa dei fumi in caldaia nelle caldaie di tipo tradizionale, per non dar luogo a fenomeni di corrosione che possono compromettere la tenuta della caldaia stessa.
Per ottimizzare la cessione del calore conviene generalmente adottare una regolazione di tipo
climatico. Queste regolazioni permettono di minimizzare il calore nelle solette e pertanto consentono
di minimizzare anche i tempi richiesti all''impianto per adeguarsi al carico termico richiesto. Si
possono convenientemente adottare sia regolazioni climatiche semplici, sia regolazioni integrate con
valvole termoelettriche asservite a termostati ambiente. Per impedire, invece, l''invio di fluido troppo caldo ai pannelli, si deve dotare l''impianto di una sonda
di sicurezza in grado, al superamento del limite prestabilito, di mandare in chiusura la valvola di
regolazione e fermare l''elettropompa dell''impianto. Per evitare infine la condensa dei fumi nel caso i pannelli radianti siano accoppiati ad una caldaia di
tipo tradizionale, è necessario mantenere la temperatura di ritorno in caldaia superiore di 60°C. A tale
scopo si possono adottare pompe anticondensa e valvole motorizzate con dispositivi di precedenza. La regolazione più adeguata dipende dal tipo di sistema di generazione scelto: per esempio, la
regolazione climatica con valvola a tre vie è una regolazione che può essere adottata in impianti dove
non sussistono problemi legati alla condensa dei fumi come le pompe di calore e le caldaie a
condensazione. DIMENSIONAMENTO DELL''IMPIANTO FOTOVOLTAICO. Nel caso di edifici nuovi, per garantire la porzione richiesta di fonte rinnovabile per ricoprire il
fabbisogno di energia per il riscaldamento e l''acqua calda sanitaria secondo la Direttiva 28/2009/CE,
spesso si installano pannelli fotovoltaici con potenza di picco che possa ricoprire la totale richiesta di
energia elettrica dell''immobile che comprende, oltre al consumo di elettricità per uso domestico,
anche quello per alimentare i sistemi di generazione di potenza termica. 108 A questo proposito, si è deciso di dotare l''edificio prefabbricato in legno di un impianto fotovoltaico
di potenza di picco pari a circa 6 kWp utilizzando lo stesso modello di pannelli installati nel caso dell''edificio riqualificato del Capitolo 2. L''edificio in legno ha a disposizione due falde inclinate di 30° rivolte verso Est e verso Ovest che
possono ospitare 9 moduli fotovoltaici ciascuna per un totale di 18 pannelli di potenza di picco del
singolo modulo pari a 327 Wp, si veda la scheda tecnica nell''Appendice A 44. Anche in questo caso l''installazione è di tipo integrata posizionando una lastra grecata in alluminio a cui i pannelli vengono
ancorati. Nelle Figure 3.12 e 3.13 sono rappresentati i disegni di progetto dell''impianto rispettivamente
considerando la vista dall''alto e i prospetti Est ed Ovest. Figura 3.12 Vista dall'alto dell'impianto fotovoltaico. Figura 3.13 Prospetto Est ed Ovest dell'impianto fotovoltaico. Considerando lo spazio a disposizione sulle falde del tetto, c''è la possibilità di installare un maggior
numero di moduli fotovoltaici, ma questo porta il passaggio da un''alimentazione monofase ad una
trifase con i relativi oneri economici legati al contatore dell''energia elettrica.
44 Vedi Scheda Tecnica 9. Modulo fotovoltaico E20-327 di SunPower. 109 Figura 3.14 Vista tridimensionale dell'edificio con l'impianto fotovoltaico. SISTEMA DI GENERAZIONE DI CALORE PER RISCALDAMENTO E PRODUZIONE DI
ACQUA CALDA SANITARIA.
Il sistema di generazione di calore per il riscaldamento e per la produzione di acqua calda sanitaria più
adeguato deve valorizzare ed ottimizzare al meglio le caratteristiche impiantistiche che sono state
definite in fase di progettazione per l''edificio prefabbricato in legno. La presenza dell''impianto radiante a pavimento costringe all''utilizzo di sistemi di generazione che
lavorino meglio con il fluido termovettore a bassa temperatura; mentre la presenza dell''impianto
fotovoltaico comporta la scelta di un generatore che sfrutti al meglio l''energia elettrica gratuita e
rinnovabile che viene prodotta. Il tipo di generatore di calore più congeniale all''utilizzo di entrambe le caratteristiche sono le pompe
di calore a compressione di vapore che in questo caso viene utilizzata come unico generatore
monovalente. La pompa di calore aria/acqua scelta fa parte della gamma VITOCAL della Viessmann Srl che sono
pompe di calore reversibili split ad azionamento elettrico. In particolare, il modello utilizzato in
questo studio è il VITOCAL 200-S di tipo AWB 201.B07 per il riscaldamento e la produzione di
acqua calda sanitaria abbinata ad un bollitore della gamma VITOCELL 100-V, tipo CVA. DESCRIZIONE DI VITOCAL 200-S. Il sistema si compone di due elementi principali: un''unità esterna e un modulo idronico interno. L''unità esterna estrae calore disponibile dall''aria, lo incrementa e lo invia all''unità interna. Questa
provvede a riscaldare l''acqua per usi sanitari e per il riscaldamento. Il collegamento tra unità interna
ed esterna è realizzato mediante tubazioni contenenti refrigerante: si eliminano così eventuali
problemi dovuti al congelamento dell''acqua. L''unità interna è costituita dalle seguenti componenti: 1) Valvola deviatrice a 3 vie ''riscaldamento/produzione di acqua calda sanitaria'
2) Pompa di circolazione
3) Scambiatore di calore istantaneo acqua di riscaldamento 110 4) Regolazione della pompa di calore di tipo VITOTRONIC 200. Si veda la posizione dei vari dispositivi elencati nella Figura 3.15. Figura 3.15 Unità interna della pompa di calore VITOCAL 200-S. L''unità esterna splittata è costituita da evaporatore (1), ventilatore (2) e compressore (3). caldaia a condensazione a gas o a altro tipo di generatore ausiliario. La pompa di calore VITOCAL 200-S è dotata della regolazione climatica VITOTRONIC 200
caratterizzata da una struttura a menù dotata di una molteplicità di funzioni ed è semplice da usare:
l''interfaccia grafica permette di gestire e visualizzare i parametri di riscaldamento mediante curve
climatiche e impostazione di fasce orarie. Il compressore installato nell''unità esterna del
VITOCAL 200-S è di tipo inverter DC permettendo
alla pompa di calore di essere particolarmente
performante ai carichi parziali. L''inverter adatta la
potenzialità del compressore al fabbisogno termico
richiesto, modulando la velocità di funzionamento e
mantenendo così la temperatura desiderata.
Mentre il funzionamento modulante evita continui
accensioni e spegnimenti del compressore, la
presenza dei ventilatori assiali a velocità variabile
con possibilità di programmazione di funzionamento
notturno garantisce la massima silenziosità.
La pompa di calore è ideale per le nuove costruzioni
così come per la sostituzione di vecchi impianti
essendo, come già visto, adatta ad un efficiente
funzionamento bivalente in abbinamento a una 111 Grazie alle nuove funzionalità integrate, è inoltre possibile impostare su VITOCAL 200-S delle
strategie per ottimizzare il consumo della corrente prodotta mediante l''impianto fotovoltaico,
''immagazzinabile' dall''unità sotto forma di calore nel bollitore.

La scelta della pompa di calore con bollitore separata è legata al vincolo del peso massimo a cui il
solaio può resistere, pari a 300 kg/m 2: l''unità interna, da come si può vedere nella scheda tecnica riportata nell''Appendice A45, ha un peso massimo di 34 kg, mentre il serbatoio deve avere al massimo
una capacità di 200 litri considerando che il suo peso a vuoto è di 97 kg (vedi scheda tecnica
nell''Appendice A46).
CURVE CARATTERISTICHE DELLA POMPA DI CALORE.

Si indicano in Tabella 23 le caratteristiche termodinamiche e geometriche più importanti della pompa
di calore VITOCAL 200-S, modello AWB 201.B07.


Tabella 23 Dati tecnici pompa di calore VITOCAL 200-S, tipo AWB 201.B07. Prestazioni in riscaldamento (secondo EN 14511 A7/W35 °C, salto termico 5K) Potenza nominale kW 8,39 COP in riscaldamento 4,28 Regolazione di potenza in riscaldamento kW 1,8÷ 9,5 Prestazioni in riscaldamento (secondo EN 14511 A2/W35 °C)
45 Vedi Scheda Tecnica 12. Pompa di calore Vitocal 200-S modello AWB 201.B.07.
46 Vedi Scheda Tecnica 13. Bollitore Vitocell 100-V, tipo CVA da 200 litri. 112 Potenza nominale kW 5,6 COP in riscaldamento 3,24 Regolazione di potenza in riscaldamento kW 1,3÷7,7 Temperatura ingresso dell''aria in riscaldamento: -massima °C 35 -minima °C -15 Potenza elettrica assorbita kW 3,6 Dimensioni unità interna (profondità x larghezza x altezza) mm 360x450x905 Dimensioni unità esterna Profondità mm 340 Larghezza mm 1040 Altezza mm 865 Peso unità interna kg 34 Peso unità esterna kg 66 Considerando le prestazioni della macchina rappresentate dalle curve caratteristiche tracciate in Figura
3.16 che derivano dai dati di Tabella 24, bisogna verificare che la pompa di calore sia in grado di
garantire la potenza richiesta dagli ambienti nelle condizioni di progetto (temperatura esterna a -5°C).

Essendo la potenza termica massima richiesta dall''ambiente pari a 3,02 kW in fase di riscaldamento,
la pompa di calore, lavorando con la temperatura in mandata pari a 35°C all''impianto radiante a
pavimento, riesce a fornire una potenza termica quasi pari a 5 kW.
Per quando riguarda il fabbisogno di acqua calda sanitaria, questa risulta pari a 5,1 kW in condizioni
di richiesta istantanea: grazie alla presenza del bollitore da 200 litri di capacità che accumula acqua
sanitari a 55°C, la pompa di calore scelta è in grado di produrre il calore necessaria a riscaldare il
bollitore anche nelle condizioni di progetto.
Figura 3.16 Curve caratteristiche della pompa di calore Vitocal 200-S, tipo AWB 201.B07. 113 Tabella 24 Dati delle prestazioni della pompa di calore a diverse temperature di mandata dell'acqua. Funzionamento W °C 35 A °C -15 -7 2 7 10 12 20 30 Potenzialità kW 3,40 4,60 5,60 8,38 8,50 8,70 9,90 11,80 Potenza elettrica assorbita kW 1,63 1,77 1,73 1,96 1,91 1,90 1,90 1,88 COP 2,06 2,60 3,24 4,35 4,48 4,69 5,19 6,31 Funzionamento W °C 45 A °C -15 -7 2 7 10 12 20 30 Potenzialità kW 3,00 4,40 5,30 6,80 7,30 7,50 9,30 10,40 Potenza elettrica assorbita kW 1,96 2,14 2,19 2,31 2,32 2,33 2,36 2,32 COP 1,54 2,05 2,44 2,94 3,15 3,22 3,93 4,47 Funzionamento W °C 55 A °C -15 -7 2 7 10 12 20 30 Potenzialità kW 2,80 3,80 5,10 6,00 6,50 6,60 7,80 9,50 Potenza elettrica assorbita kW 2,40 2,48 2,64 2,77 2,79 2,80 2,77 2,86 COP 1,17 1,53 1,93 2,16 2,34 2,36 2,81 3,33 SISTEMA DI VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA.

Per quanto riguarda la gestione della qualità dell''aria interna di edifici con elevate prestazioni
energetiche come quello in esame, essa è affidata ad un sistema di ventilazione meccanica controllata.
Come è stato detto nel Capitolo 2, la ventilazione meccanica controllata può essere a semplice flusso,
quando avviene solamente il prelievo dell''aria viziata da parte di opportune canalizzazioni, mentre
l''aria di rinnovo entra da griglie poste in prossimità delle finestre e delle porte; oppure a doppio flusso
con recupero di calore, con la quale si preleva aria viziata dagli ambienti dove si produce maggiore
umidità e vapori, come la cucina e i bagni, e si immette aria di rinnovo negli altri locali
opportunamente filtrata da eventuali microbi e polveri esterne e riscaldata grazie alla presenza del
recuperatore di calore a flussi incrociati che permette di far avvenire lo scambio termico tra l''aria
interna a 20°C e l''aria esterna più fredda. Questo riduce le perdite di calore per ventilazione ed è
quindi necessaria una minore potenza termica di riscaldamento.

Il sistema di ventilazione meccanica controllata installato nell''edificio prefabbricato in legno è lo
stesso dell''edificio riqualificato (si rimanda alla spiegazione del funzionamento nel Paragrafo 2.4.1
del Capitolo 2) in modo tale da avere le stesse prestazioni per entrambi i casi: è il modello Duolix
MAX di Atlantic di cui si presentano i dati tecnici in Appendice A 47.


47 Vedi Scheda Tecnica 8. Sistema di ventilazione Duolix MAX. 114 3.6 RISULTATI DELLA CERTIFICAZIONE ENERGETICA PER L''EDIFICIO
PREFABBRICATO IN LEGNO.

La conclusione del lavoro di progettazione dell''edificio in legno prefabbricato è la determinazione
della sua classe di prestazione energetica.
Il risultato raggiunto, introducendo nel software di certificazione energetica Termolog Epix4 i dati
delle strutture disperdenti e degli impianti sopra descritti, è un edificio di classe energetica A+, con
un indice di prestazione globale Ep,gl= 21,15 kWh/m 2anno. Il parametro indicato deriva dalla combinazione dei dati riguardanti il fabbisogno di energia per il
riscaldamento e per la produzione di acqua calda sanitaria. Questi valori sono riportati nella Tabella
25. In Tabella 26 sono invece indicati i risultati globali dell''edificio.

Tabella 25 Fabbisogni di energia termica e primaria. FABBISOGNO DI ENERGIA TERMICA
Riscaldamento involucro QH,nd= 2344,7 kWh Indice di prestazione EPi,inv= 19,60 kWh/m 2anno Acqua calda sanitaria Qh,W= 1854,5 kWh Indice di prestazione EPW,ter= 15,51 kWh/m 2anno Raffrescamento involucro QC,nd= 3363,7 kWh Indice di prestazione 48 EPe,inv= 28,12 kWh/m 2anno
48 Il valore limite per l''indice di prestazione per il raffrescamento dell''involucro è pari a 30 kWh/m2anno. 115 RISCALDAMENTO: fabbisogno di energia primaria e rendimenti
Energia primaria
riscaldamento Qp,H= 1249,9 kWh Indice di prestazione 49 EPi= 10,83 kWh/m 2anno Classe energetica
riscaldamento A+ Rendimento globale
stagionale 50 etaG,H= 181,1% Energia primaria rinnovabile Qp,H,ren= 693,295 kWh Quota rinnovabile QR,H= 34,9% Energia primaria totale Qp,H,tot= 1988,4 kWh Indice di prestazione totale EPi,tot= 16,63 kWh/m 2anno
ACQUA CALDA SANITARIA: fabbisogno di energia primaria e rendimenti Energia primaria ACS Qp,W= 1235,2 kWh Indice di prestazione EPACS= 10,33 kWh/m 2anno Classe energetica ACS B Rendimento globale
stagionale etaG,W= 150,1% Energia primaria rinnovabile Qp,W,ren= 643,29 kWh Quota rinnovabile 51 QR,ACS= 34,2 % Energia primaria totale Qp,W,tot= 1878,4 kWh Indice di prestazione totale EPACS,tot= 15,71 kWh/m 2anno Tabella 26 Fabbisogno globale di energia primaria. FABBISOGNO GLOBALE: energia primaria e rendimenti Energia primaria globale Qp,HW= 2530,1 kWh Indice di prestazione 52 EPgl= 21,15 kWh/m 2anno Classe energetica globale A+ Rendimento globale
stagionale etaG,HW= 166 % Energia primaria rinnovabile Qp,HW,ren= 1336,7 kWh Quota rinnovabile 53 QR,gl= 34, 6% Energia primaria totale Qp,HW,tot= 3866,8 kWh Indice di prestazione totale EPgl,tot= 32,22 kWh/m 2anno Figura 3.17 Fabbisogni termici e fabbisogni primari.
Dalla Figura 3.17 e dai dati di Tabella 25 si può vedere che, avendo un dispositivo di generazione di
calore che produce acqua calda sia per il riscaldamento sia per il sanitario in modo combinato, la
percentuale di energia rinnovabile prodotta sia dalla pompa di calore sia dall''impianto fotovoltaico
installato sul tetto dell''edificio si ripartisce nei due fabbisogni di energia termica: questo provoca il
non raggiungimento della minima quota di energia rinnovabile, imposta dalla Direttiva 2009/28/CE,
per la produzione di acqua calda sanitaria.


49 Il valore limite per l''indice di prestazione in riscaldamento è pari a 97,97 kWh/m2anno.
50 Il rendimento globale limite è 77,8%.
51 Quota minima di rinnovabile pari a 50%.
52 Il valore limite dell''indice di prestazione globale è pari a 86,51 kWh/m2anno.
53 La quota rinnovabile minima globale è del 20%. 116
La soluzione a questo problema è stato quello di disporre anche di un impianto solare termico per
l''integrazione alla sola produzione di acqua calda sanitaria accoppiato al sistema costituito dalla
pompa di calore grazie al bollitore già installato per l''accumulo di acqua sanitaria.

L''impianto è costituito da 2 collettori piani vetrati della Pleion, modello KSF-G25, ciascuno di
superficie captante pari a 2,21 m 2, installati sulla falda Ovest con inclinazione pari a 30°. Si veda la Scheda Tecnica nell''Appendice A54.

Inserendo questi parametri nel software di certificazione energetica Termolog Epix4, si può vedere
che tutti i limiti imposti dalla Direttiva sono verificati, raggiungendo, grazie alla presenza dei
collettori solari, una copertura del fabbisogno di acqua calda sanitaria con fonte rinnovabile pari a
60,3%.


RISCALDAMENTO: fabbisogno di energia primaria e rendimenti
Energia primaria
riscaldamento Qp,H= 1302,6 kWh Indice di prestazione 55 EPi= 10,89 kWh/m 2anno Classe energetica
riscaldamento A+ Rendimento globale
stagionale 56 etaG,H= 180% Energia primaria rinnovabile Qp,H,ren= 724,034 kWh Quota rinnovabile QR,H= 35,7% Energia primaria totale Qp,H,tot= 2026,6 kWh Indice di prestazione totale EPi,tot= 16,94 kWh/m 2anno
ACQUA CALDA SANITARIA: fabbisogno di energia primaria e rendimenti Energia primaria ACS Qp,W= 1167,9 kWh Indice di prestazione EPACS= 9,76 kWh/m 2anno Classe energetica ACS B Rendimento globale
stagionale etaG,W= 158,8% Energia primaria rinnovabile Qp,W,ren= 1774,3 kWh Quota rinnovabile 57 QR,ACS= 60,3 % Energia primaria totale Qp,W,tot= 2942,2 kWh Indice di prestazione totale EPACS,tot= 24,60 kWh/m 2anno FABBISOGNO GLOBALE: energia primaria e rendimenti Energia primaria globale Qp,HW= 2470,5 kWh Indice di prestazione 58 EPgl= 20,66 kWh/m 2anno Classe energetica globale A+ Rendimento globale
stagionale etaG,HW= 170 % Energia primaria rinnovabile Qp,HW,ren= 2498,3 kWh Quota rinnovabile 59 QR,gl= 50,3% Energia primaria totale Qp,HW,tot= 4968,8 kWh Indice di prestazione totale EPgl,tot= 41,55 kWh/m 2anno
54 Vedi Scheda Tecnica 14. Collettore piano vetrato KSF-G25 della Pleion.
55 Il valore limite per l''indice di prestazione in riscaldamento è pari a 97,97 kWh/m2anno.
56 Il rendimento globale limite è 77,8%.
57 Quota minima di rinnovabile pari a 50%.
58 Il valore limite dell''indice di prestazione globale è pari a 86,51 kWh/m2anno.
59 La quota rinnovabile minima globale è del 20%. 117 3.7 PIANIFICAZIONE TEMPORALE DEI LAVORI ATTRAVERSO IL DIAGRAMMA DI GANTT

Uno dei vantaggi maggiori delle case prefabbricate in legno rispetto alle case tradizionali in muratura
è la celerità delle tempistiche di costruzione: in generale la durata dei lavori si stima attorno ai 5 mesi.
Inoltre gli imprevisti che si possono verificare durante la costruzione sono ridotti al minimo grazie alla
progettazione particolarizzata che viene eseguita prima dell''inizio dei lavori. Questo permette anche
una definizione precisa del costo dell''abitazione in fase di preventivazione perché non sono possibili
modifiche importanti in corso d''opera.

Anche per l''edificio prefabbricato in legno è stato costruito il Diagramma di Gantt, fondamentale
strumento per la definizione delle tempistiche di realizzazione del progetto.
Il risultato ottenuto dal diagramma prevede una durata dei lavori pari a 106 giorni lavorativi, circa 5
mesi, per la consegna della casa compresa di rifiniture interne ed impianti termici ed elettrici. In
Allegato B è tracciato il Diagramma di Gantt in cui sono specificate le attività da svolgere con i
relativi giorni necessari per adempierle.









































118 ALLEGATO B: DIAGRAMMA DI GANTT PER L''EDIFICIO NUOVO.



































ATTIVITA' 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 1) Coordinamento della sicurezza
2) Delimitazione cantiere
3) Demolizione casa esistente
4) Rimozione dei detriti
5) Preparazione terreno comprensivo di picchettamento e risezionamento area di scavo
6) Fondazioni a platea
7) Cordoli armati con predisposizione allacciamento scarichi
8) Impermeabilizzazione dei cordoli
9) Drenaggio esterno
10) Montaggio pannelli in x-lam delle pareti esterne del piano terra
11) Montaggio pareti interne del piano terra
12) Montaggio ponteggi
13) Montaggio travi e solaio interpiano
14) Montaggio pannelli in x-lam delle pareti esterne del primo piano
15) Montaggio pareti interne del primo piano
16) Montaggio del tetto (travi, OSB, isolante, guaina, tegole)
17) Lattoneria
18) Impianto fotovoltaico
19) Montaggio davanzali
20) Isolante esterno (cappotto)
21) Rasatura
22) Impianti idraulici ed elettrici
23) Isolante pavimento + massetto a secco + pannelli radianti
24) Infissi
25) Pavimenti interni
26) Cartongessi
27) Intonaci e finiture
28) Smontaggio ponteggi
29) Chiusura cantiere GIORNI 119







































38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 GIORNI 120 3.8 VALUTAZIONE ECONOMICA TRAMITE STESURA DEL COMPUTO
METRICO ESTIMATIVO

Per poter fare un confronto economico con l''edificio ristrutturato, si è compilato il computo metrico
estimativo anche per l''edificio prefabbricato in legno utilizzando il software della Regione Veneto
''COP 30' il quale fa riferimento al prezziario regionale 2012. Per quanto riguarda gli impianti per il
riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria, l''impianto fotovoltaico, l''impianto termico
solare e il sistema di ventilazione meccanica controllata, sono stati richiesti i preventivi.
Descrizione Unità di misura Quantità Prezzo Importo ['] EDILIZIA PREFABBRICATA
Fornitura e posa in opera di pareti esterne e divisori grandi
interni con pannelli CLT da 138 mm (5 Strati) forniti con
guaina bituminosa contro risalita capillare dell'umidità posta
tra il muretto della platea ed il pannello. Angolari tipo WHT
per ancoraggio pannelli al muretto della platea, nastro
biadesivo butilico rinforzato con rete in poliestere per
fissaggio pannelli sulle giunte, nastro sigillante per chiusura
giunte esterne ed interne tra i pannelli profilo fonoisolante
anticalpestio posto tra un pannello e l'altro dell'altezza dei
solai in pannelli, angolari per fissaggio pannellli del solaio
con le pareti portanti della struttura e relativa ferramenta di
fissaggio della struttura e tutto ciò che è necessario per dare
il lavoro finito a regola d'arte.
PARETI ESTERNE ED INTERNE IN X-LAM










mq









285,84









138,00









39.445,92 Solaio esterno realizzato con pannello CLT da 138 mm (5
strati), barriera a vapore DS22PP Riwega da 55 gr/mq,
stiferite da 8+8. Compreso di tutto quanto è necessario per
dare il lavoro finito a regola d'arte.
COPERTURA VANO TECNICO


mq

52,00

182,00

9.464,00 Fornitura e posa in opera di solaio interno composto da
pannelli in CLT da 138 mm (5 strati). Compreso tutto
quanto necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte.
SOLAIO INTERPIANO

mq
85,00
126,00
10,710,00 Fornitura e posa in opera di copertura realizzata con
travatura a vista in abete lamellare a norma UNI EN 14080
classe C24, colmo sezione 14x88, terzere, banchine,
correntini e battute per porte, comprensive di perline in
abete da 20 mm a norma UNI EN 14915, barriera a vapore
USB microforate tipo Riwega, isolante in fibre di legno ad
alta densità da 150 kg/mc da 8+8,. morali in abete di
contenimento isolante e relativo giro d'aria, tavolato in abete
grezzo da 25 mm, guaina traspirante USB classic tipo
Riwega. Le travature e le perline sono comprensive di una
mano di pregnante neutro o tinta a scelta. Nel prezzo sono
comprensivi tutto quanto necessario per dare il lavoro finito
a regola d'arte.
TETTO A VISTA








mq







52,00







182,00







9,464,00 Scala interna costituita da cosciali portanti in legno di abete
e della sola pedata eseguita in legno di larice comprensiva di
pianerottolo trattata con una mano di pregnante neutro e
finitura a vernice per pavimenti. Compreso tutto quanto
necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte.
SCALA INTERNA


A corpo


1,00


6.000,00


6.000,0 MATERIALI LAPIDEI
Lastre rettangolari per uno spessore di 2 cm con dimensioni
fino a 1,20x0,60 ml o superiori se consentite normalmente
dal materiale e con lunghezza non inferiore a 25 cm, con
una faccia vista a levigatura media e l''altra grezza di sega,
coste fresate a giunto. Le pietre ed i marmi si intendono di
ottima qualità, lavorati a regola d''arte con irregolarità insite
nel materiale, che richiedano sporadici e limitati interventi























121 di stuccatura, graffatura, masticatura ed altri sistemi di
consolidamento e rinforzo.
DAVANZALI mq 5,20 108,07 561,96 SCAVI
Scavo a sezione aperta eseguito con mezzi meccanici fino a
qualsiasi profondità in terreno di qualsiasi natura e
consistenza, esclusa la roccia, compreso eventuali
demolizioni di vecchie murature e trovanti di dimensioni
non superiori a mc 0.50, lo spianamento e la configurazione
del fondo, anche se a gradoni, l'eventuale profilatura di
pareti, scarpate e cigli, il paleggio ad uno o più sbracci, il
tiro in alto, il trasporto del materiale di risulta a
riempimento o in rilevato fino alla distanza media di m 100
e la sua sistemazione nei siti di deposito, oppure il trasporto
fino al sito di carico sui mezzi di trasporto entro gli stessi
limiti di distanza.
SCAVO PER FONDAZIONE







mc







25,50







3,78







96,39 REINTERRI
Fornitura e stesa di ghiaione di fiume lavato per
riempimenti e drenaggi, escluso l'onere della compattazione.
GHIAIONE DI BASE
mc
13,13
26,36
346,11 DEMOLIZIONI '' RIMOZIONI
Demolizione completa di fabbricati eseguita con mezzi
meccanici, fino al piano di campagna, compreso il carico su
automezzo, escluso eventuali opere provvisionali o di
puntellazione e il trasporto del materiale di risulta alle
pubbliche discariche.
DEMOLIZIONE EDIFICIO



mc/vpp



642,99



13,01



8.365,30 TRASPORTI E CONFERIMENTI IN
DISCARICA
Trasporto con qualunque mezzo a discarica del materiale di
risulta, anche se bagnato, fino a una distanza di km 10,
compreso il carico o lo scarico, lo spianamento e l'eventuale
configurazione del materiale scaricato.
TRASPORTO IN DISCARICA DEL MATERIALE
DI RISULTA




mc




274,34




3,35




919,04 CALCESTRUZZI '' ACCIAIO '' CASSERI
Fornitura e posa in opera di conglomerato cementizio,
classe di lavorabilita' S3 (semifluida), classe di esposizione
XC1, C 25/30, rapporto max e/c 0,6, confezionato a
macchina per opere statiche di elevazione di spessore fino a
25 cm di qualsiasi forma ed a qualsiasi piano, come
murature, parti di manufatti, opere di getto in genere,
compreso il ferro tondino d'armatura FeB44K ad aderenza
migliorata controllato in stabilimento e sagomato nelle
quantità previste dai calcoli statici, redatti a cura e spese
dell'Amm.ne appaltante, per un quantitativo massimo fino a
65 kg/m³. Nel prezzo si intendono compresi e compensati
gli oneri per la formazione ed il disfacimento dei piani di
lavoro interni, la formazione ed il disfacimento delle
casseforme rettilinee di contenimento dei getti, la vibrazione
meccanica, la formazione di smussi, incassature, fori, lesene
e marcapiani e quanto altro necessario per dare il lavoro
finito a regola d'arte.
PLATEA IN C.A.












mc












42,00












405,48












17.030,16 VESPAI '' MASSETTI
Fornitura e posa in opera di massetto a rapido essicamento
dello spessore di 6 cm per sottofondo di pavimenti, eseguito
con idoneo legante idraulico dosata a minimo 350 kg/mc di
sabbia a granulometria idonea. Nel prezzo si intendono
compresi e compensati gli oneri per la pulizia e
preparazione del fondo, la tiratura a livello, la frettazzatura
fine della superficie idonea a ricevere la posa di
pavimentazioni da incollarsi e quanto altro necessario per
dare il lavoro finito a regola d''arte.
MASSETTO PER PAVIMENTO






mq






120,00






33,51






4.021,20 PAVIMENTI FREDDI
Fornitura e posa in opera, secondo le geometrie correnti nel
tipo a scelta della D.L., di pavimento eseguito in piastrelle
ceramiche monocottura di prima scelta, estruse, smaltate,







122 comunemente denominate klinker, conformi alle norme
UNI EN e con grado di resistenza all'abrasione secondo il
metodo PEI gruppo IV, di forma quadrata o rettangolare, nel
colore ed aspetto a scelta della D.L., posate a giunto aperto
di circa 8 mm mediante doppia spalmatura con spatola
dentata di collante a base cementizia additivato con lattice
resinoso. Il pavimento inoltre dovrà essere in possesso di un
coefficiente di attrito conforme a quanto previsto dal DPR
24 luglio 1996, n.503 recante norme per l'eliminazione delle
barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi
pubblici. Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli
oneri per la pulizia del fondo di appoggio con detergenti
caustici, la fornitura e posa del collante, la formazione di
giunti elastici di frazionamento in PVC formanti riquadri da
4.00x4.00 m e comunque non superiori a 20.00 m², gli
eventuali profili in ottone forato per separazione di
pavimenti diversi, la sigillatura degli interstizi eseguita con
malta premiscelata per fughe nel colore a scelta della D.L.,
la successiva pulitura superficiale con idonei detergenti, la
risciacquatura assorbendo l'acqua in eccesso con idonei
sistemi, il taglio, lo sfrido, la pulizia e l'asporto del materiale
di risulta a fine lavoro, la raccolta differenziata del materiale
di risulta, il conferimento con trasporto in discarica
autorizzata del materiale di risulta, l'indennità di discarica e
quanto altro necessario per dare il lavoro finito a regola
d'arte.
PAVIMENTI INTERNI


















mq


















120,00


















46,17


















5.540,40 IMPERMEABILIZZAZIONI '' ISOLAMENTI
Impermeabilizzazione con uno strato di guaina armata con
T.N.T. con giunti sovrapposti di cm 10 di spessore mm 4,
compreso mano di primer.
IMPERMEABILIZZAZIONE CORDOLI


mq

38,00

14,65

556,70 Fornitura e posa in opera di lastra di polistirolo espanso di
spessore cm 10 di densità 20 kg/mc.
ISOLANTE ESTERNO
mq 228,77 16,00 3.660,32 Lastra di polistirene estruso autoestinguente a celle chiuse
con superfici lisce per formazione di strati coibenti e
antiacustici, in opera su superfici orizzontali sotto il
massetto per pendenze costituito da impasto realizzato a q
2.5 di cemento tipo 325 e mc 1 di prodotti autoespansi
(massetto compensato a parte).
ISOLAMENTO PAVIMENTO


mq


80


19,66


1.572,80 INTONACI
Fornitura e posa in opera di rasatura, sia per interni che per
esterni, eseguita a mano a qualunque altezza su pareti
verticali, orizzontali o inclinate, sia piane che curve,
risultanti liscie da cassero, costituito da premiscelato in
polvere a base di cemento ed additivi chimici. Nel prezzo si
intendono compresi e compensati gli oneri per la
formazione degli spigoli sia vivi che smussati, le lesene, i
marcapiani, i riquadri per vani di porte e finestre, la
formazione ed il disfacimento dei piani di lavoro interni, i
sollevamenti, il rispetto di eventuali incassature ed attacchi
per impianti tecnici, la pulizia e l'asporto del materiale di
risulta a fine lavoro, la raccolta differenziata del materiale
di risulta, il conferimento con trasporto in discarica
autorizzata del materiale di risulta, l'indennità di discarica e
quanto altro necessario per dare il lavoro finito a regola
d'arte.
RASATURA










mq










228,77










5,34










1.221,63 SERRAMENTI IN LEGNO
Fornitura e posa in opera di portoncini esterni in legno di
Douglas, tipo standard e fuori standard, con intelaiatura
perimetrale in legno di Abete, battente con spalla,
internamente rifinito come le porte ed esternamente rivestiti
con doghe verticali interrotte da un fascione intermedio
orizzontale, immaschiettati, dello spessore finito di mm 20,
telaio fino a mm 70, coprifilo esterni fino a mm 11x30 ed
internamente mostre come quelle applicate alle porte, forniti























123 e posti in opera. Sono comprese: tre cerniere anuba di
acciaio bronzato da mm 16; la serrature tipo Yale con 3
chiavi; la mezza maniglia interna; il pomolo esterno; la
verniciatura trasparente al naturale, previa mano di
preparazione con prodotti impregnanti contro muffe e
funghi della parte esterna; la verniciatura al poliuretano
trasparente della parte interna. E' inoltre compreso quanto
altro occorre per dare l'opera finita.
PORTONCINO DI INGRESSO





mq




2,52




490,00




1.234,80 Fornitura e posa in opera di infissi esterni per finestre e
porte finestre apribili ad una o più ante, con o senza parti
fisse, dello spessore lavorato di mm 55-57,a 1 battente e 2
battenti completi di guarnizione in gomma predisposti per
vetro camera, forniti e posti in opera. Sono compresi: il
controtelaio da murare; la necessaria ferramenta di attacco e
sostegno cerniere tipo anuba in acciaio bronzato (2 per
battente e 3 per portafinestra); la chiusura con cremonese; le
maniglie; i ganci e le catenelle in ottone o alluminio
anodizzato; fermavetri interni o esterni; la verniciatura
ecologica all''acqua eseguita in laboratorio tinto legno, a due
mani, previa mano di preparazione con prodotto
impregnante contro muffe e funghi. E' inoltre compreso
quanto altro occorre per dare l'opera finita.
INFISSI









mq









10,92









227,00









2.478,84 ASSISTENZA MURARIE
Posa in opera di davanzale di spessore fino a 6cm.
MONTAGGIO SOGLIE m 5,20 26,21 136,29 OPERE VARIE (SCARICHI E TUBAZIONI)
Fornitura e posa in opera di canaletta drenante in cls
comprensiva di fornitura di materiale di riempimento
drenante, comprensivo di allaccio a rete drenate principale
ed eventuali pezzi speciali quali curve, griglie ed ogni altro
onere per dare il lavoro a perfetta regola d'arte.
DRENAGGI



m



38,00



70,00



2.660,00 ORGANIZZAZIONE CANTIERE
Recinzione provvisionale di aree di cantiere con rete in
polietilene ad alta densità di peso non inferiore a 220 gr/m²
indeformabile di color arancio brillante a maglie ovoidali,
resistenza a trazione non inferiore a 1100 kg/m sostenuta da
appositi paletti zincati infissi nel terreno ad una distanza non
superiore a m 1,5.
DELIMITAZIONE CANTIERE




mq



156,00



17,30



2.698,80 Ponteggio o incastellatura realizzato con elementi a telaio
sovrapponibili, valutato per mq di superficie asservita.
PONTEGGIO PER PRIMO MESE
PONTEGGIO PER OGNI MESE SUCCESSIVO mq mq/mese 207,60
415,20 9,60
0,35 1.992,96 145,32 2.138,28 IMPIANTO FOTOVOLTAICO
Impianto fotovoltaico ad 5,98 kWp con le seguenti
caratteristiche:
- N.18 moduli Sunpower modello E20-327Wp white
(compreso contributo per smaltimento moduli a fine
vita); - N.1inverter SMA Sunny Boy SB6000TL-21; - Test report su inverter; - Strutture sostegno per installazione su lamiera grecata
(integrato sul tetto) con morsetteria anodizzata near; - Installazione impianto FV compreso posa in opera
strutture, moduli, inverter, realizzazione connessioni
elettriche e opere elettriche necessarie a rendere
l''impianto perfettamente funzionante ed allacciato alla
rete, inclusa fornitura di tutto il materiale elettrico
necessario, tiro in quota dei materiali, trasporto e
movimentazione in cantiere; - Sopralluogo esecutivo in cantiere; - Progetto elettrico impianto FV; - Pratica ENEL per allaccio alla rete; - Pratica GSE per cessione Energia (Scambio sul Posto);































































124 - Documentazione finale di impianto. Sono esclusi tutti gli oneri alla sicurezza. A corpo 1,00 14.000,00 14.000,00 IMPIANTO DI VENTILAZIONE MECCANICA
CONTROLLATA
Nel prezzo sono compresi:
- Recuperatore a flusso incrociato Duolix MAX; - Presa d''aria esterna e condotto di espulsione; - Canali semirigidi Clip&Go in PEHD; - Griglie di immissione d''aria; - Griglie per il prelievo dell''aria; - Collettore di distribuzione; Installazione completa del sistema e messa in funzione





A corpo





1,00





6.000,00





6.000,00 IMPIANTO TERMICO
Il prezzo comprende:
- Pompa di calore per riscaldamento e ACS VITOCAL
200-S, modello AWB 201.B07; - Bollitore da 200 litri VITOCELL 100-V, tipo CVA; - Regolazione in temperatura; - Materiale di consumo idraulico.


A corpo


1,00


7.350,00

7.350,00 TERMINALI DI EMISSIONE
Fornitura e posa in opera di impianto radiante a pavimento.
Nel prezzo sono inclusi il pannello isolante a lastra rigida,
tubo trasduttore in estruso reticolato specifico per impianti
radianti (protezione alla corrosione con barriera ossigeno) di
diametro interno di 13mm, striscia di dilatazione perimetrale
in polietilene espanso, gruppo di miscelazione ad alta
portata per impianto radiante ad alta resa termica secondo
UNI EN 1264, valvola assiale a 2 vie antivibrazione, by-
pass tarabile per bilanciamento impianto, collettori modulari
'2'''' interno 43 mm poliarilamide vergine con fibra di vetro,
blu e rosso resistenti a 82°C ed ogni altro onere per dare il
lavoro a perfetta regola d'arte.
IMPIANTO RADIANTE A PAVIMENTO
SCALDASALVIETTE ELETTRICI








mq A corpo








106,00 2,00








50,00 200,00








5.300,00 400,00 5.700,00 IMPIANTO SOLARE TERMICO
Nel prezzo sono compresi:
- N. 2 collettori solari modello KSF-G25, Pleion; - Kit struttura; - Installazione dei pannelli; - Vaso di espansione da 24 litri; - Kit collegamento vaso di espansione; - Raccordo di intercettazione; - Miscelatore termostatico; - Liquido solare antigelo R100 (10 litri); - Gruppo circolazione solare; - Sonda di temperatura; - Controllore solare; - Tubi preisolati.








A corpo








1,00








5.254,00








5.254,00 TOTALE 169.022,94
125 4. CONFRONTO DEI RISULTATI
Il confronto finale dei risultati ottenuti dalla scelta di riqualificare parzialmente o totalmente un
vecchio edificio o di demolirlo per sostituirlo con una nuova casa prefabbricata in legno ha lo scopo di
capire, a fronte di un certo investimento economico, quali siano i benefici energetici ed economici che
si possono trarre dalle due soluzioni, considerando sia le eventuali detrazioni o agevolazioni fiscali sia
il costo della bolletta energetica che l''utenza dovrà affrontare.

Si ricorda che il paragone verrà eseguito tra il CASO B della riqualificazione energetica parziale,
studiata nel Capitolo 2, e la casa prefabbricata in legno descritta nel Capitolo 3; e tra il caso di
riqualificazione totale e l''edificio in legno. 4.1 CONFRONTO ENERGETICO

La differenza tra i due edifici dal punto di vista energetico è legata ai vincoli di fattibilità che si
possono incontrare nella ristrutturazione.
La demolizione di un edificio poco efficiente con lo scopo di sostituirlo con un edificio prefabbricato
in legno di elevate prestazioni energetiche e caratteristiche ecosostenibili, come quello progettato in
occasione di questa analisi, permette di ottenere i seguenti vantaggi: - Progettando da zero l''edificio è possibile scegliere senza alcun vincolo i sistemi più
innovativi e più efficienti presenti nel mercato, sia per quanto riguarda i materiali sia per
quanto riguarda gli impianti, potendo così raggiungere la classe energetica maggiore; - Per edifici prefabbricati in legno con tecnologia X-Lam, possiamo considerare circa nulle le
dispersioni legate ai ponti termici grazie all''elevata omogeneità della struttura, oltre
all''elevato isolamento ottenuto con spessori delle pareti opache minori rispetto all''edilizia
tradizionale; - Gli impianti di generazione di calore per il riscaldamento e l''acqua calda sanitaria sono
sistemi ad elevata efficienza che lavorano a bassa temperatura potendo installare terminali di
emissione come i pannelli radianti a pavimento; - Le emissioni di CO2 si sono ridotte a 9,2 kgCO2/m 2anno rispetto ai 76 kg CO2/m 2anno del vecchio edificio; oltre ai vantaggi già citati nel Capitolo 3 legati al comfort e al benessere abitativo che può fornire un
edificio prefabbricato in legno. Per quanto riguarda la riqualificazione parziale dell''edificio, si sono riscontrati dei vincoli di fattibilità
importanti che comportano un limite al raggiungimento della classe energetica massima: nel Capitolo
2, infatti, si è visto che nonostante si volesse migliorare la trasmittanza di tutte le strutture disperdenti,
l''intervento al solaio controterra portava ad un leggero miglioramento delle prestazioni a fronte di un
investimento economico non trascurabile. Inoltre, per poter mantenere i terminali di emissione
presenti, si è costretti a lavorare, nonostante un miglioramento del sistema di regolazione che segue la
logica climatica, ad una temperatura maggiore rispetto ai sistemi di emissione a pannelli radianti a
pavimento utilizzati nell''edificio in legno, costringendo all''installazione di un impianto di
generazione, come la caldaia a condensazione in integrazione alla pompa di calore, che operi ad alta
temperatura per i mesi in cui è richiesta maggiore potenza termica. Questo comporta avere un indice
di prestazione globale Ep,gl che risulta il doppio rispetto al caso di sostituzione con un edificio
prefabbricato in legno, come si può vedere dalla Figura 4.1, ripresa dalla certificazione energetica
della casa parzialmente riqualificata a sinistra e nuova a destra. L''influenza di questo parametro è
legato alla differenza tra le bollette per la spesa energetica che deve far fronte l''utente nelle due
soluzioni. 126 Figura 4.1 Indice di prestazione globale della casa riqualificata e della casa nuova. Nel caso della riqualificazione totale, invece, si è visto che eliminando i vincoli imposti nella
riqualificazione parziale, la quale tende a conservare il più possibile alcune caratteristiche dell''edificio
e ad evitare disagio agli inquilini per quanto riguarda l''abitabilità, è possibile effettuare degli
interventi, come cambiare i vecchi terminali di impianto in sistemi radianti a bassa temperatura che
permettono, quindi, l''installazione di un sistema di generazione più efficiente, per poter raggiungere
lo stesso livello di efficienza energetica dell''edificio prefabbricato in legno. Infatti, dalla certificazione
energetica si può vedere che l''indice di prestazione globale risulta il medesimo per l''edificio
riqualificato totalmente e l''edificio prefabbricato in legno. 4.2 CONFRONTO DELLA DURATA DEI LAVORI

Analizzando la programmazione delle attività con le relative tempistiche per il loro svolgimento,
ottenuta tramite la stesura del Diagramma di Gantt sia per gli interventi di riqualificazione sia per la
costruzione del nuovo edificio, è possibile effettuare le seguenti considerazioni: - La durata dei lavori prevista per la riqualificazione parziale dell''edificio considerata nel
CASO B è di 44 giorni lavorativi, ma nel caso di ristrutturazioni, la probabilità di imprevisti
è molto elevata perché in cantiere è possibile riscontrare delle anomalie, come ad esempio
una scarsa qualità dei tubi di distribuzione del sistema di riscaldamento e acqua calda
sanitaria o un problema di verifica statica della struttura, che non erano state valutate in fase
di progettazione: per questo motivo, in via cautelativa, si può considerare un aumento del
15% della durata dei lavori, cioè 1 settimana in più; - Per la riqualificazione totale, gli imprevisti possono essere di entità maggiore rispetto al caso
precedente, quindi, se la durata dei lavori è prevista per 53 giorni lavorativi, la percentuale
cautelativa aumenta fino al +20% e si prevede un aumento di 2 settimane di lavoro; - La particolarità degli edifici prefabbricati in legno è che il progetto esecutivo consiste in una
descrizione altamente particolarizzata in cui viene specificato, prima dell''inizio dei lavori,
ogni componente, compresi gli arredi interni, che costituisce l''abitazione. Questo metodo di
progettazione, che obbliga alla definizione precisa e dettagliata di tutti gli elementi
dell''edificio, dalle stratigrafie agli impianti elettrici, diminuisce e quasi annulla le modifiche
in cantiere. Pertanto la durata dei lavori indicata dal Diagramma di Gantt nel Capitolo 3, 106
giorni lavorativi, può essere considerata attendibile. 4.3 CONFRONTO ECONOMICO

In questa fase dell''analisi è stato effettuato un paragone dal punto di vista economico fra le due
soluzioni di miglioramento energetico dell''edificio e la nuova casa prefabbricata in legno tenendo in
considerazione l''investimento iniziale calcolato attraverso il computo metrico estimativo, gli eventuali
incentivi e il risparmio nella bolletta energetica rispetto alla condizione iniziale di edificio in classe
energetica G. 127 4.3.1 AGEVOLAZIONI E DETRAZIONI FISCALI
Per prima cosa è dovere specificare che gli importi riportati nel computo metrico estimativo nei
Paragrafi 2.6 e 3.8, rispettivamente per l''edificio riqualificato e per l''edificio prefabbricato in legno,
non sono compresi della tassazione perché i due tipi di interventi sono soggetti ad agevolazioni fiscali
differenti. L''agevolazione fiscale consiste in detrazioni dall''Irpef o dall''Ires ed è concessa quando si eseguono
interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti. In particolare, le
detrazioni sono riconosciute se le spese sono state sostenute per: - La riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento - Il miglioramento termico dell''edificio (coibentazioni '' pavimenti '' finestre) - L''installazione di pannelli solari - La sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.
Le detrazioni, da ripartire in dieci rate annuali di pari importo, sono riconosciute nelle seguenti
misure: - 55% delle spese sostenute fino al 5 giugno 2013 - 65% delle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014 per interventi sulle singole
unità immobiliari - 50% delle spese sostenute dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015 per interventi sulle
singole unità immobiliari. Dal 1° gennaio 2016 l''agevolazione sarà invece sostituita con la detrazione fiscale prevista per le
spese di ristrutturazione edilizia. Come tutte le detrazioni di imposta, l''agevolazione è ammessa entro il limite che trova capienza
nell''imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi. In sostanza, la somma eventualmente
eccedente non può essere chiesta a rimborso. DETRAZIONE MASSIMA PER TIPOLOGIA DI INTERVENTO Tipo di intervento Detrazione massima Riqualificazione energetica di edifici esistenti 100.000 euro Involucro su edifici esistenti (per esempio, pareti, finestre) 60.000 euro Installazione di pannelli solari 60.000 euro Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale 30.000 euro
Condizione indispensabile per fruire della detrazione è che gli interventi siano eseguiti su unità
immobiliari e su edifici esistenti, di qualunque categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli
strumentali. Non sono agevolabili, quindi, le spese effettuate in corso di costruzione dell''immobile. L''esclusione
degli edifici di nuova costruzione, peraltro, risulta coerente con la normativa di settore adottata a
livello comunitario in base alla quale tutti i nuovi edifici sono assoggettati a prescrizioni minime della
prestazione energetica in funzione delle locali condizioni climatiche e della tipologia. Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi poste in essere per la realizzazione degli interventi di
riqualificazione energetica degli edifici sono soggette all''imposta sul valore aggiunto in base alle
aliquote previste per gli interventi di recupero del patrimonio immobiliare. In particolare, per le
prestazioni di servizi relativi a interventi di manutenzione '' ordinaria e straordinaria '' realizzati su
immobili residenziali, è previsto un regime agevolato con applicazione dell''Iva ridotta al 10%. 128 L''edificio vecchio in classe energetica G sottoposto a riqualificazione energetica può accedere
all''agevolazione sull''imposta sul valore aggiunto del 10% e può favorire della detrazione fiscale del
65% sopra citata. Per questi interventi il valore massimo della detrazione fiscale è di 100.000 euro. Rientrano in questa tipologia i lavori che permettono il raggiungimento di un indice di prestazione
energetica per la climatizzazione invernale non superiore ai valori definiti dal decreto del Ministro
dello Sviluppo economico dell''11 marzo 2008. Non è stato stabilito quali opere o impianti occorre realizzare per raggiungere le prestazioni
energetiche richieste. L''intervento, infatti, è definito in funzione del risultato che lo stesso deve
conseguire in termini di riduzione del fabbisogno annuo di energia primaria per la climatizzazione
invernale dell''intero fabbricato. Pertanto, la categoria degli ''interventi di riqualificazione' ammessi al
beneficio fiscale include qualsiasi intervento, o insieme sistematico di interventi, che incida sulla
prestazione energetica dell''edificio, realizzando la maggiore efficienza energetica richiesta dalla
norma. Gli indici che misurano il risparmio energetico sono elaborati in funzione della categoria in cui
l''edificio è classificato (residenziale o altri edifici), della zona climatica in cui è situato e del rapporto
di forma che lo stesso presenta. Per quanto riguarda l''acquisto della prima casa, è dovuta l''Iva al 4% ,cioè con un''aliquota più bassa
rispetto a quella normalmente applicata alla cessione di immobili, che è pari al 10%. Le agevolazioni
per l''acquisto sono applicabili anche nel caso di costruzione della prima casa, o di ricostruzione, se
l''immobile originario è demolito. I requisiti oggettivi per godere dell''IVA agevolata al 4% sono i seguenti: 1. Immobile non di lusso
2. Novità del beneficio dell''agevolazione Prima Casa

Per fruire dell''IVA agevolata al 4% per l''acquisto della prima casa è necessario che la casa di
abitazione, oggetto di acquisto, non presenti caratteristiche di lusso, secondo i criteri indicati nel
Decreto 2 agosto 1969 (per esempio, la presenza di una piscina di almeno 80 mq di superficie o campi
da tennis con sottofondo drenato di superficie non inferiore a 650 mq). Inoltre, per beneficiare dell''aliquota Iva ridotta al 4% per l''acquisto della prima casa, occorre
dichiarare di ''' non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto
il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di
abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni di cui al presente articolo
''. La dichiarazione va resa con riferimento a tutti gli immobili acquisiti con il beneficio dell''Iva
agevolata Prima Casa. L''edificio prefabbricato in legno in esame può essere quindi soggetto ad agevolazione fiscale con Iva
al 4%. Riassumendo: - La casa riqualificata in modo parziale è soggetta ad Iva agevolata al 10 % e può usufruire
delle detrazioni fiscali del 65% poiché il costo di intervento compreso delle imposte, esclusa
la quota legata alla progettazione, è pari a 91.727,70 ' e rientra nel limite massimo della
detrazione; - La casa riqualificata in modo totale è anch''essa soggetta ad Iva agevolata al 10% e può
usufruire delle detrazioni fiscali del 65%, con un costo totale dell''intervento di 134.192,82 '; - La nuova casa prefabbricata in legno può sfruttare il regime di Iva agevolata del 4%, con un
costo totale dell''intervento, esclusa la quota legata alla progettazione, pari a 175.783,86 '. 129 4.3.2 RISPARMIO SULLA BOLLETTA
Per indentificare il vero risparmio che si ottiene dai due tipi di intervento, è necessario paragonare la
bolletta dell''edificio attuale, con l''eventuale bolletta che l''utente dovrà pagare per l''energia elettrica e
termica per il sistema di generazione di calore e per gli usi domestici. Per poter calcolare il valore della bolletta, il software di certificazione energetica Termolog Epix4
fornisce una tabella dei consumi energetici dell''edificio specificandone il vettore energetico, i fattori
di conversione in energia primaria e l''eventuale contributo dell''energia da fonte rinnovabile. Noti i
consumi di energia termica e di energia elettrica è possibile determinare i costi totali della bolletta
energetica. Il programma mette a disposizione le seguenti informazioni: 1) L''energia prodotta da fonti rinnovabili on site, Qos;
2) L''energia prodotta da fonti rinnovabili on site convertita in energia primaria, Qp,os;
3) Il fattore di conversione dell''energia elettrica in energia primaria, fp,el;
4) L''energia consegnata dal vettore energetico i-esimo off site, Qdel,i;
5) L''energia primaria non rinnovabile del vettore i-esimo, Qp,nren,i;
6) Il fattore di conversione in energia primaria per la quota rinnovabile del vettore i-esimo, fp,ren,i; 7) L''energia primaria totale (rinnovabile e non rinnovabile), Qp,i;
8) Il fattore di conversione energia primaria, fp;
9) Il fabbisogno di energia elettrica fornita dalla rete, Qel;
10) L''energia elettrica richiesta convertita in energia primaria, Qp,el;
11) Il fattore di conversione in energia primaria per la quota non rinnovabile del vettore i-esimo, fp,nren,i; 12) L''energia primaria non rinnovabile, Qp,nren,i;
13) L''energia primaria rinnovabile, Qp,ren,i;
14) La frazione percentuale della quota rinnovabile di energia primaria, QR.
Per ciascun caso in esame sono riportate le tabelle riguardanti i valori relativi ai consumi dell''edificio
divisi in: - Energia primaria non rinnovabile; - Quota rinnovabile per la climatizzazione invernale; - Quota rinnovabile per la produzione di acqua calda sanitaria; - Quota rinnovabile dell''energia primaria globale. L''ultima tabella fornisce i dati su cui sono basati i calcoli della bolletta energetica. SITUAZIONE INIZIALE. L''edificio da riqualificare è inizialmente caratterizzato dai seguenti contributi energetici: Nome fonte energetica o contributo richiesto Servizio Tipologia di generazione Vettore energetico
principale
Generatore Riscaldamento Riscaldamento Generatore a gas o combustibile fossile Gasolio Generatore ACS ACS Generatore a gas o combustibile fossile Gasolio Energia elettrica per ausiliari riscaldamento (emissione e distribuzione) Riscaldamento Alimentazione elettrica Energia elettrica da rete Energia elettrica per ausiliari ACS (distribuzione) ACS Alimentazione elettrica Energia elettrica da rete
Non essendoci alcun impianto a fonte rinnovabile, la frazione percentuale della quota rinnovabile di
energia primaria, QR, è nulla e tutta l''energia termica è fornita dal generatore di calore alimentato a
gasolio, mentre l''energia elettrica è interamente acquistata dalla rete. 130 Nella Tabella 27 sono riportati i valori dell''energia primaria non rinnovabile, sia proveniente da
energia termica sia proveniente da energia elettrica, assorbita dall''edificio per il riscaldamento, la
produzione dell''acqua calda sanitaria e per tutti gli ausiliari del generatore che funzionano ad energia
elettrica. Successivamente sono indicati il valore globale dell''energia primaria e la quota di essa che
deriva da fonte rinnovabile. Tabella 27 Energia primaria non rinnovabile. Nome fonte energetica o contributo richiesto ON SITE OFF SITE Primario non rinnov. Elettrico Altre fonti Qos [MJ] fp Qp,os [MJ] Qel [MJ] fp,el Qp,el [MJ] Qdel,i [MJ] fp,nren,i Qp,nren,i [MJ] Qp,nren [MJ] Generatore
Riscaldamento 818,90 2,18 1.785,20 113.230,75 1,00 113.230,75 115.015,95 Generatore
ACS 31,26 2,18 68,14 9.724,85 1,00 9,724,85 9.793,00 Energia
elettrica per
ausiliari
riscaldamento 1.581,12 2,18 3.446,84 3.446,84 Energia
elettrica per
ausiliari ACS 3.153,60 2,18 6.874,85 6.874,85 TOTALE - - 0,00 - - 12.175,04 - - 122.955,60 135.130,64 Per quanto riguarda l''energia primaria globale necessaria all''edificio per le funzioni di
climatizzazione invernale e l''acqua calda sanitaria, i valori sono riassunti nella Tabella 28. Tabella 28 Quota rinnovabile dell'energia primaria globale. Vettore energetico Fonte Primario rinnovabile Primario non rinnovabile Primario totale Qdel,i [MJ] fp,ren,i Qp,ren,i [MJ] fp,nren,i Qp,nren,i [MJ] Qp,i [MJ] QR [%] Gas naturale Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 Gasolio Off site 122.955,60 0,00 0,00 1,00 122.955,60 122.955,60 0,0 Olio combustibile Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 GPL Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 Biomasse Off site 0,00 0,00 0,00 0,50 0,00 0,00 0,0 Energia elettrica
dalla rete Off site 5.584,88 0,00 0,00 2,18 12.175,04 12.175,04 0,0 Energia termica da
rete Off site 0,00 0,00 0,00 1,20 0,00 0,00 0,0 Energia captata da
irradiazione solare On site 0,00 1,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,0 Energia termica
prelevata
dall''ambiente On site 0,00 1,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,0 Energia elettrica
sovraprodotta da
FV Esportata 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,0 Energia elettrica
sovraprodotta da
cogenerazione Esportata 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,0 TOTALE - - 0,00 - 135.130,64 135.130,64 0,00 Da questi valori è possibile calcolare la bolletta riferita ai consumi di gasolio per il riscaldamento e ai
consumi di energia elettrica dovuti sia all''utilizzo domestico sia agli ausiliari del sistema di
generazione. 131 CONSUMO DI GASOLIO PER IL RISCALDAMENTO. Dalla Tabella 28, il dato da considerare per i consumi annuali di gasolio per il riscaldamento è
l''energia fornita dal vettore energetico ''Gasolio' pari a Q del,i= 122.955,60 MJ = 34.154,33 kWh. Energia termica fornita dal gasolio: 34.154,33 kWh/anno Calore specifico del gasolio da riscaldamento: 12,33 kWh/kg Densità del gasolio: 0,835 kg/litro Quantità di gasolio consumata: 3.317,39 litri Prezzo del gasolio da riscaldamento: 1,4 '/litro60 Bolletta del gasolio: 4.644,34 '/anno CONSUMO DI ENERGIA ELETTRICA. Per il calcolo della bolletta dell''energia elettrica, l''edificio è un''utenza residenziale con potenza
impegnata pari a 3 kW con un consumo di energia annuale standard pari a 3.000 kWh/anno. Consultando la Scheda di Confrontabilità dell''Enel, allegata nell''Appendice A61, e supponendo che il
cliente abbia un profilo di consumo tipo del 33,4% in fascia F1 e del 66,6% in fascia F2 e F3, il
prezzo della bolletta dell''energia elettrica, secondo il servizio di maggiore tutela, è pari a 911,59
'/anno
. VALORE DELLA BOLLETTA ENERGETICA FINALE. In totale l''utente della casa da ristrutturare deve pagare una bolletta energetica di 5.555,93 '/anno. RIQUALIFICAZIONE PARZIALE SECONDO IL CASO B. L''edificio riqualificato in modo parziale è stato dotato di un sistema di generazione ibrido composto
da una caldaia a condensazione alimentata da gas naturale e da una pompa di calore a compressione di
vapore che lavorano in alternanza in funzione della temperatura esterna dell''aria in modo tale da
favorire il funzionamento della pompa di calore solo quando è energeticamente più conveniente
rispetto alla caldaia. Per ridurre i costi dell''energia elettrica assorbita dalla pompa di calore e dai
consumi elettrici domestici, è stato installato un impianto fotovoltaico di potenza pari a 6 kW. Nome fonte energetica o contributo richiesto Servizio Tipologia di generazione Vettore energetico
principale
Generatore Riscaldamento+ACS Riscaldamento+ACS Pompa di calore a compressione di vapore Energia elettrica Generatore Riscaldamento+ACS Riscaldamento+ACS Generatore a gas o combustibile fossile Metano Energia elettrica per ausiliari riscaldamento (emissione e distribuzione) Riscaldamento Alimentazione elettrica Energia elettrica da rete Energia elettrica per ausiliari ACS (distribuzione) ACS Alimentazione elettrica Energia elettrica da rete Energia elettrica on site Produzione energia elettrica Solare fotovoltaico Energia captata da
irradiazione solare Energia elettrica esportata da fotovoltaico Produzione energia elettrica Solare fotovoltaico Energia elettrica sovraprodotta Il calcolo della bolletta energetica totale è il risultato della componente della bolletta del metano e
della bolletta dell''energia elettrica dalla quale si detrae la componente legata alla tariffa dello
60 Prezzo medio del gasolio per il riscaldamento fornito dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico.
61 Scheda Tecnica 15. Scheda di Confrontabilità Enel. 132 ''Scambio sul posto' dovuta alla sovrapproduzione di energia elettrica dell''impianto fotovoltaico
rispetto alla componente auto-consumata. Nelle tabelle sottostanti, ricavate dal software di certificazione Termolog Epix4, sono riportati i valori
dell''energia primaria non rinnovabile, la quota rinnovabile per la climatizzazione invernale, la quota
rinnovabile per la produzione di acqua calda sanitaria e infine la quota rinnovabile dell''energia
primaria globale. Nome fonte energetica o contributo richiesto ON SITE OFF SITE Primario non rinnov. Elettrico Altre fonti Qos [MJ] fp Qp,os [MJ] Qel [MJ] fp,el Qp,el [MJ] Qdel,i [MJ] fp,nren,i Qp,nren,i [MJ] Qp,nren [MJ] Pompa di
calore 8.941,94 1,00 8.941,94 3.265,16 2,174 7.098,46 7.098,46 Caldaia a
condensazione 177,31 2,174 385,47 17.913,8 1,00 17.913,8 18.299,24 Energia
elettrica per
ausiliari
riscaldamento 0,00 2,174 0,00 0,00 Energia
elettrica per
ausiliari ACS 0,00 2,174 0,00 0,00 Energia
elettrica on site 2.615,08 2,174 5.685,19 -5.685,19 Energia
elettrica
esportata da
fotovoltaico 16.329 0,00 0,00 0,00 TOTALE - - 14.627,1 - - 7.438,93 - - 17.913,8 19.712,51 La presenza dell''impianto fotovoltaico permette all''edificio riqualificato di raggiungere gli obiettivi
richiesti dalla Direttiva europea 2009/28/CE della quota minima di energia rinnovabile per coprire i
consumi energetici per la produzione di acqua calda sanitaria e i consumi globali di energia primaria
dell''edificio. Le Tabelle 29, 30 e 31, rispettivamente, si riferiscono alla quota di energia rinnovabile
per la climatizzazione invernale, per la produzione di ACS e dell''energia primaria globale. Tabella 29 Quota rinnovabile per la climatizzazione invernale. Vettore energetico Fonte Primario rinnovabile Primario non rinnovabile Primario totale Qdel,i [MJ] fp,ren,i Qp,ren,i [MJ] fp,nren,i Qp,nren,i [MJ] Qp,i [MJ] QR [%] Gas naturale Off site 13.213,21 0,00 0,00 1,00 13.213,21 13.213,21 0,0 Gasolio Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 Olio combustibile Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 GPL Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 Biomasse Off site 0,00 0,00 0,00 0,50 0,00 0,00 0,0 Energia elettrica
dalla rete Off site 0,00 0,00 0,00 2,18 0,00 0,00 0,0 Energia termica da
rete
(teleriscaldamento) Off site 0,00 0,00 0,00 1,20 0,00 0,00 0,0 Energia captata da
irradiazione solare On site 1.066,89 1,00 1.066,89 0,00 0,00 1.066,89 100,0 Energia termica
prelevata
dall''ambiente On site 0,00 1,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,0 Energia elettrica
sovraprodotta da
FV Esportata 1.668,66 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,0 Energia elettrica
sovraprodotta da
cogenerazione Esportata 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,0 TOTALE - - 1.066,89 - 13.213,21 14.280,10 7,47% 133 Tabella 30 Quota rinnovabile per la produzione di acqua calda sanitaria. Vettore energetico Fonte Primario rinnovabile Primario non rinnovabile Primario totale Qdel,i [MJ] fp,ren,i Qp,ren,i [MJ] fp,nren,i Qp,nren,i [MJ] Qp,i [MJ] QR [%] Gas naturale Off site 4.700,55 0,00 0,00 1,00 4.700,55 4.700,55 0,0 Gasolio Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 Olio combustibile Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 GPL Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 Biomasse Off site 0,00 0,00 0,00 0,50 0,00 0,00 0,0 Energia elettrica da
rete Off site 827,39 0,00 0,00 2,18 1.798,74 1.798,74 0,0 Energia termica da
rete
(teleriscaldamento) Off site 0,00 0,00 0,00 1,20 0,00 0,00 0,0 Energia captata da
irradiazione solare On site 1.548,20 1,00 1.548,20 0,00 0,00 1.548,20 100,0 Energia termica
prelevata
dall''ambiente On site 8.941,94 1,00 8.941,94 0,00 0,00 8.941,94 100,0 Energia elettrica
sovraprodotta da
FV Esportata 14.660,33 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,0 Energia elettrica
sovraprodotta da
cogenerazione Esportata 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,0 TOTALE - - 10.490,13 - 6.499,30 16.989,43 61,75% Tabella 31 Quota rinnovabile dell'energia primaria globale. Vettore energetico Fonte Primario rinnovabile Primario non rinnovabile Primario totale Qdel,i [MJ] fp,ren,i Qp,ren,i [MJ] fp,nren,i Qp,nren,i [MJ] Qp,i [MJ] QR [%] Gas naturale Off site 17.913,76 0,00 0,00 1,00 17.913,76 17.913,76 0,0 Gasolio Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 Olio combustibile Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 GPL Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 Biomasse Off site 0,00 0,00 0,00 0,50 0,00 0,00 0,0 Energia elettrica da
rete Off site 827,39 0,00 0,00 2,18 1.798,74 1.798,74 0,0 Energia termica da
rete
(teleriscaldamento) Off site 0,00 0,00 0,00 1,20 0,00 0,00 0,0 Energia captata da
irradiazione solare On site 2.615,08 1,00 2.615,08 0,00 0,00 2.615,08 100,0 Energia termica
prelevata
dall''ambiente On site 8.941,94 1,00 8.941,94 0,00 0,00 8.941,94 100,0 Energia elettrica
sovraprodotta da
FV Esportata 16.328,98 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,0 Energia elettrica
sovraprodotta da
cogenerazione Esportata 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,0 TOTALE - - 11.557,02 - 19.712,51 31.269,53 36,96% Dalle Tabelle 30 e 31 è possibile verificare che i requisiti minimi di quota rinnovabile per la
produzione di acqua calda sanitaria e nell''ambito dell''energia primaria globale sono rispettati essendo
questi pari al 50% per l''ACS e pari al 35% per l''energia primaria globale. 134 CONSUMI DI GAS NATURALE. Per la determinazione dei consumi di gas naturali derivanti dalla caldaia a condensazione, si fa
riferimento ai dati forniti dalla Tabella 31. Il parametro da utilizzare è l''energia fornita dal vettore energetico ''Gas naturale' pari a 17.913,76 MJ
che è già stato depurato della componente indicata come energia termica prelevata dall''ambiente che
si riferisce all''energia rinnovabile termica prodotta dalla pompa di calore che rappresenta un risparmio
nel consumo di gas naturale. ' considerata rinnovabile grazie alla presenza dell''impianto fotovoltaico. Energia termica fornita dal metano: 4.976,04 kWh/anno Calore specifico del metano: 9,6 kWh/m 3 Quantità di metano consumata dall''impianto: 518,34 m 3/anno Quantità di metano per cucinare: 100 m 3/anno Costo del gas: 0,92 '/m3 Fisso del servizio: 70 '/anno Bolletta del gas: 638,87 '/anno CONSUMO ENERGIA ELETTRICA. Anche per questo caso, si ipotizza che i consumi di energia elettrica per uso domestico siano pari a
3.000 kWh/anno. Per i consumi dovuti all''impianto di riscaldamento e produzione di acqua calda
sanitaria, si fa riferimento sempre ai dati presenti nella Tabella 31. Consumo energia elettrica per uso domestico: 3.000 kWh/anno Consumo energia elettrica impianto: 956,24 kWh/anno 62 Consumo energia elettrica totale: 3.956,24 kWh/anno Energia elettrica auto-consumata dal fotovoltaico: POMPA DI CALORE 726,41 kWh/anno CONSUMI DOMESTICI 750 kWh/anno 63 Totale energia elettrica auto-consumata: 1476,41 kWh/anno Energia elettrica acquistata dalla rete: 2.479,83 kWh/anno Bolletta energia elettrica senza ''Scambio sul posto': 694,94 '/anno
62 Questo dato deriva dalla somma dell''energia elettrica da rete e dell''energia captata da irradiazione solare.
63 In via cautelativa, si è stimato il 25% dei consumi elettrici domestici. 135 Il valore della bolletta è stato ricavato dalla Scheda di Confrontabilità dell''Enel per clienti con potenza
impegnata superiore ai 4,5 kW e con profilo tipo di consumo di 33,4% in fascia F1 e 66,6% in fascia
F2 e F3. SCAMBIO SUL POSTO. L''energia elettrica prodotta dall''impianto fotovoltaico durante il giorno può essere utilizzata in due
modi: 1) Autoconsumo, ovvero l''energia consumata nel momento stesso della sua produzione. In questo caso il momento di produzione dell''energia coincide con la richiesta di corrente da
parte dei dispositivi presenti nell''abitazione, nell''ufficio, nell''azienda su cui è presente
l''impianto FV; 2) Immissione in rete: nel caso in cui non ci sia richiesta di energia quando l''impianto fotovoltaico sta producendo, l''energia in eccesso viene ceduta al gestore di rete rendendola
così disponibile per altri utenti.
L''energia prodotta, ma non consumata non è persa, ma ha un valore che viene ripagato. Lo ''Scambio
sul posto' è il meccanismo di compensazione economica (regolato dal GSE) tra il valore dell''energia
acquistata dalla rete e il valore di quella prodotta ed immessa in rete e non auto-consumata.

Lo scambio tra energia immessa e energia prelevata non è alla pari. Il valore economico dell''energia
ceduta alla rete viene definito sulla base di una formula matematica che dipende da fattori quali la
zona di mercato, la fascia oraria di vendita o immissione, ecc. In poche parole, l''energia che viene
acquistata dal fornitore ha un determinato valore economico, mentre l''energia che viene immessa in
rete ne ha uno inferiore. Ma la cosa importante è che viene comunque riconosciuto un valore
all''energia non auto-consumata, ma immessa in rete.

L''utente pagherà tutte le bollette per il totale dell''energia prelevata e riceverà dal GSE un contributo
in conto scambio (CS) sotto forma di liquidazione delle eccedenze o di sconto sulla bolletta.
Per il calcolo del contributo dello ''Scambio sul posto', bisogna conoscere l''energia prodotta
dall''impianto fotovoltaico e l''energia elettrica auto-consumata. Da questi due parametri è possibile
calcolare l''energia in eccesso immessa in rete: di questa solo la parte consumata dall''utente sarà
valorizzata maggiormente rispetto a quella in eccesso venduta alla rete.
Energia prodotta dall''impianto fotovoltaico: 6.600 kWh/anno Energia auto-consumata: 1.476,41 kWh/anno Energia immessa in rete: 5.123,59 kWh/anno
Dell''energia immessa in rete e non auto-consumata, l''utente ne consuma 2.479,83 kWh/anno che,
secondo la tariffa dello ''Scambio sul posto', viene valorizzata a 0,14 '/kWh, mentre la restante
energia elettrica immessa in rete dall''impianto fotovoltaico, ma non usufruita dall''utente viene
valorizzata a 0,08 '/kWh.

Valore iniziale della bolletta dell''energia elettrica: 2.479,83 kWh/anno + 694,94 '/anno Energia immessa in rete valorizzata a 0,14 '/kWh: 2.479,83 kWh/anno - 347,176 '/anno Energia immessa in rete valorizzata a 0,08 '/kWh: 2.643,76 kWh/anno - 211,5 '/anno Fisso del servizio ''Scambio sul posto': + 36 '/anno Valore finale bolletta dell''energia elettrica: 172,26 '/anno

VALORE DELLA BOLLETTA ENERGETICA FINALE.

L''utente della casa riqualificata secondo il CASO B dovrà affrontare una spesa della bolletta
energetica totale pari a 811,13 '/anno.
136 RIQUALIFICAZIONE TOTALE.

L''edificio riqualificato in modo totale è invece alimentato da un solo vettore energetico per la
generazione di calore: l''energia elettrica. Rimane invece invariata la parte relativa ai consumi di gas
naturale per la cucina.
I contributi energetici sono infatti forniti da:
Nome fonte energetica o contributo richiesto Servizio Tipologia di generazione Vettore energetico
principale
Pompa di calore VITOCAL 200-S Riscaldamento+ACS Pompa di calore a compressione di vapore Energia elettrica Energia elettrica per ausiliari riscaldamento (emissione e distribuzione) Riscaldamento Alimentazione elettrica Energia elettrica da rete Energia elettrica per ausiliari ACS (distribuzione) ACS Alimentazione elettrica Energia elettrica da rete Energia termica on site per ACS ACS Solare termico Energia captata da
irradiazione solare Energia elettrica on site Produzione energia elettrica Solare fotovoltaico Energia captata da
irradiazione solare Energia elettrica esportata da fotovoltaico Produzione energia elettrica Solare fotovoltaico Energia elettrica sovraprodotta
Per la determinazione della bolletta energetica finale, bisogna calcolare i totali consumi elettrici e
applicarvi la quota da detrarre legata alla tariffa dello ''Scambio sul posto' e aggiungere i consumi di
gas naturale legati alla cucina.

Per prima cosa bisogna riportare le tabelle legate ai parametri riguardanti l''energia primaria non
rinnovabile consumata dall''edificio, la quota rinnovabile per la climatizzazione invernale, per la
produzione di acqua calda sanitaria e la quota relativa ai consumi globali di energia primaria.

La Tabella 32 indica i valori di energia primaria non rinnovabile consumata dal sistema di
generazione.

Tabella 32 Energia primaria non rinnovabile. Nome fonte energetica o contributo richiesto ON SITE OFF SITE Primario non rinnov. Elettrico Altre fonti Qos [MJ] fp Qp,os [MJ] Qel [MJ] fp,el Qp,el [MJ] Qdel,i [MJ] fp,nren,i Qp,nren,i [MJ] Qp,nren [MJ] Pompa di
calore 0,00 1,00 0,00 8.513,15 2,174 18.507,6 18.507,6 Energia
elettrica per
ausiliari
riscaldamento 0,00 2,174 0,00 0,00 Energia
elettrica per
ausiliari ACS 0,00 2,174 0,00 0,00 Energia termica
on site per ACS 9.140,19 1,00 9.140,19 Energia
elettrica on site 3.700,23 2,174 8.044,30 -8.044,30 Energia
elettrica
esportata da
fotovoltaico 16.414,8 0,00 0,00 0,00 TOTALE - - 17.184,5 - - 18.507,6 - - 0,00 10.463,30
Le Tabelle 33, 34 e 35 rappresentano la quota di energia rinnovabile che l''impianto fotovoltaico e
solare termico producono per la produzione di riscaldamento, ACS e in ambito dell''energia termica
globale, per poter verificare se essa rispetta il requisito della Direttiva 2009/28/CE.
137 Tabella 33 Quota rinnovabile per la climatizzazione invernale. Vettore energetico Fonte Primario rinnovabile Primario non rinnovabile Primario totale Qdel,i [MJ] fp,ren,i Qp,ren,i [MJ] fp,nren,i Qp,nren,i [MJ] Qp,i [MJ] QR [%] Gas naturale Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 Gasolio Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 Olio combustibile Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 GPL Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 Biomasse Off site 0,00 0,00 0,00 0,30 0,00 0,00 0,0 Energia elettrica
dalla rete Off site 3.442,63 0,00 0,00 2,174 7.484,27 7.484,27 0,0 Energia termica da
rete
(teleriscaldamento) Off site 0,00 0,00 0,00 1,20 0,00 0,00 0,0 Energia captata da
irradiazione solare On site 3.162,84 1,00 3.162,84 0,00 0,00 3.162,84 100,0 Energia termica
prelevata
dall''ambiente On site 0,00 1,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,0 Energia elettrica
sovraprodotta da
FV Esportata 603,73 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,0 Energia elettrica
sovraprodotta da
cogenerazione Esportata 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,0 TOTALE - - 3.162,84 - 7.484,27 10.647,11 29,71%


Tabella 34 Quota rinnovabile per la produzione di acqua calda sanitaria. Vettore energetico Fonte Primario rinnovabile Primario non rinnovabile Primario totale Qdel,i [MJ] fp,ren,i Qp,ren,i [MJ] fp,nren,i Qp,nren,i [MJ] Qp,i [MJ] QR [%] Gas naturale Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 Gasolio Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 Olio combustibile Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 GPL Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 Biomasse Off site 0,00 0,00 0,00 0,30 0,00 0,00 0,0 Energia elettrica da
rete Off site 1.370,30 0,00 0,00 2,174 2.979,03 2.979,03 0,0 Energia termica da
rete
(teleriscaldamento) Off site 0,00 0,00 0,00 1,20 0,00 0,00 0,0 Energia captata da
irradiazione solare On site 9.677,58 1,00 9.677,58 0,00 0,00 9.677,58 100,0 Energia termica
prelevata
dall''ambiente On site 0,00 1,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,0 Energia elettrica
sovraprodotta da
FV Esportata 15.811,05 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,0 Energia elettrica
sovraprodotta da
cogenerazione Esportata 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,0 TOTALE - - 9.677,58 - 2.979,03 12.656,60 76,46%

Infine la Tabella 35 indica complessivamente i consumi dell''impianto di generazione ed indica quanta
energia consumata proviene da fonte rinnovabile.



138 Tabella 35 Quota rinnovabile dell'energia primaria globale. Vettore energetico Fonte Primario rinnovabile Primario non rinnovabile Primario totale Qdel,i [MJ] fp,ren,i Qp,ren,i [MJ] fp,nren,i Qp,nren,i [MJ] Qp,i [MJ] QR [%] Gas naturale Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 Gasolio Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 Olio combustibile Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 GPL Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 Biomasse Off site 0,00 0,00 0,00 0,30 0,00 0,00 0,0 Energia elettrica da
rete Off site 4.812,92 0,00 0,00 2,174 10.463,30 10.463,30 0,0 Energia termica da
rete
(teleriscaldamento) Off site 0,00 0,00 0,00 1,20 0,00 0,00 0,0 Energia captata da
irradiazione solare On site 12.840,42 1,00 12.840,42 0,00 0,00 12.840,42 100,0 Energia termica
prelevata
dall''ambiente On site 0,00 1,00 0,00 0,00 0,00 0,00 100,0 Energia elettrica
sovraprodotta da
FV Esportata 16.414,78 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,0 Energia elettrica
sovraprodotta da
cogenerazione Esportata 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,0 TOTALE - - 12.840,42 - 10.463,30 23.303,71 55,10%
Si può notare dalle Tabelle 34 e 35 che la quota minima di produzione da fonte rinnovabile per
l''acqua calda sanitaria e per i consumi globali è rispettata per entrambi i casi.

CONSUMI DI ENERGIA ELETTRICA.

I consumi per uso domestico sono sempre stimati pari a 3.000 kWh/anno, mentre per i consumi
elettrici legati alla generazione di calore bisogna fare riferimento ai dati in Tabella 35.
Consumo energia elettrica per uso domestico: 3.000 kWh/anno Consumo energia elettrica impianto: 4.903,71 kWh/anno 64 Consumo energia elettrica totale: 7.903,71 kWh/anno Energia elettrica auto-consumata dal fotovoltaico: POMPA DI CALORE 3.566,78 kWh/anno CONSUMI DOMESTICI 750 kWh/anno 65
64 Questo dato deriva dalla somma dell''energia elettrica da rete e dell''energia captata da irradiazione solare. 139 Totale energia elettrica auto-consumata: 4.316,78 kWh/anno Energia elettrica acquistata dalla rete: 3.586,93 kWh/anno Bolletta energia elettrica senza ''Scambio sul posto': 859,76 '/anno
Il valore della bolletta è stato ricavato dalla Scheda di Confrontabilità dell''Enel per clienti con potenza
impegnata superiore ai 4,5 kW e con profilo tipo di consumo di 33,4% in fascia F1 e 66,6% in fascia
F2 e F3. SCAMBIO SUL POSTO. Si è, dunque, applicata la tariffa ''Scambio sul posto' per poter acquistare e vendere la parte di energia
elettrica non auto-consumata dall''edificio al prezzo di valorizzazione indicato dal GSE. Seguendo lo stesso procedimento del caso precedente per il calcolo della bolletta dell''energia elettrica,
si ottengono i seguenti risultati: Energia prodotta dall''impianto fotovoltaico: 6.600 kWh/anno Energia auto-consumata: 4.316,78 kWh/anno Energia immessa in rete: 2.283,22 kWh/anno
Essendo che l''energia elettrica da acquistare, pari a 3.586,93 kWh/anno, è maggiore dell''energia
elettrica immessa in rete dall''impianto fotovoltaico perché in eccesso, tutta l''energia immessa nella
rete è valorizzata a 0,14 '/kWh.

Valore iniziale della bolletta dell''energia elettrica: 3.586,93 kWh/anno + 859,76 '/anno Energia immessa in rete valorizzata a 0,14 '/kWh: 2.283,22 kWh/anno - 319,65 '/anno Energia immessa in rete valorizzata a 0,08 '/kWh: 0 kWh/anno - 0 '/anno Fisso del servizio ''Scambio sul posto': + 36 '/anno Valore finale bolletta dell''energia elettrica: 576,11 '/anno

CONSUMO DI GAS NATURALE.

La bolletta energetica che si sta analizzando comprende tutti i consumi dell''edificio, compreso quelli
di gas naturale per il piano cottura. Si è scelto di mantenere la cucina a gas per evitare di dover
acquistare anche un nuovo piano cottura ad induzione. Generalmente si stima un consumo di gas
annuo per cucinare pari a 100 m 3/anno. Quantità di metano per cucinare: 100 m 3/anno Costo del gas: 0,92 '/m3 Fisso del servizio: 70 '/anno Bolletta del gas: 162 '/anno VALORE DELLA BOLLETTA ENERGETICA FINALE.

L''utente, nel caso di riqualificazione totale, avrà una spesa di energia pari a 783,11 '/anno.

EDIFICIO NUOVO PREFABBRICATO IN LEGNO.

L''edificio prefabbricato in legno è invece ad alimentazione totalmente elettrica:
- il sistema di generazione di calore è una pompa di calore a compressione di vapore a funzionamento
monovalente,
65 In via cautelativa, si è stimato il 25% dei consumi elettrici domestici. 140 - è stata ipotizzata l''assenza del collegamento alla rete del metano, quindi anche i consumi legati alla
cucina sono elettrici,
- è stato installato un impianto fotovoltaico di potenza di picco pari a 6 kW per ridurre i costi della
bolletta sfruttando anche le tariffe dello scambio sul posto,
- è stato installato un impianto solare termico che riduce ulteriormente l''assorbimento elettrico della
pompa di calore per la produzione di acqua calda sanitaria.
Nome fonte energetica o contributo richiesto Servizio Tipologia di generazione Vettore energetico
principale
Pompa di calore VITOCAL 200-S Riscaldamento+ACS Pompa di calore a compressione di vapore Energia elettrica Energia elettrica per ausiliari riscaldamento (emissione e distribuzione) Riscaldamento Alimentazione elettrica Energia elettrica da rete Energia elettrica per ausiliari ACS (distribuzione) ACS Alimentazione elettrica Energia elettrica da rete Energia termica on site per ACS ACS Solare termico Energia captata da
irradiazione solare Energia elettrica on site Produzione energia elettrica Solare fotovoltaico Energia captata da
irradiazione solare Energia elettrica esportata da fotovoltaico Produzione energia elettrica Solare fotovoltaico Energia elettrica sovraprodotta
Essendo i consumi legati solo all''energia elettrica, la bolletta energetica sarà determinata dal valore
della bolletta iniziale depurata dalla tariffa dello ''Scambio sul posto'.

La Tabella 36 indica i valori relativi all''energia primaria non rinnovabile che il sistema di generazione
consuma per la produzione di acqua calda per il riscaldamento e per la funzione sanitaria.

Tabella 36 Energia primaria non rinnovabile. Nome fonte energetica o contributo richiesto ON SITE OFF SITE Primario non rinnov. Elettrico Altre fonti Qos [MJ] fp Qp,os [MJ] Qel [MJ] fp,el Qp,el [MJ] Qdel,i [MJ] fp,nren,i Qp,nren,i [MJ] Qp,nren [MJ] Pompa di
calore 0,00 1,00 0,00 7.395,29 2,174 16.077,4 16.077,4 Energia
elettrica per
ausiliari
riscaldamento 0,00 2,174 0,00 0,00 Energia
elettrica per
ausiliari ACS 0,00 2,174 0,00 0,00 Energia termica
on site per ACS 5.689,84 1,00 5.689,84 Energia
elettrica on site 3.304,38 2,174 7.183,72 -7.183,73 Energia
elettrica
esportata da
fotovoltaico 14.734,1 0,00 0,00 0,00 TOTALE - - 12.873,6 - - 16.077,4 - - 0,00 8.893,64

Un parametro importante da verificare è se la produzione da fonte rinnovabile sia sufficiente a coprire
la minima quota richiesta dalla Direttiva europea, per quanto riguarda gli edifici nuovi, nella
produzione di acqua calda sanitaria e nel totale fabbisogno energetico di energia primaria globale
dell''edificio.

Nelle tabelle seguenti sono indicate le percentuali di quota rinnovabile per la climatizzazione
invernale, la produzione di ACS e l''energia globale primaria.
141 Tabella 37 Quota rinnovabile per la climatizzazione invernale. Vettore energetico Fonte Primario rinnovabile Primario non rinnovabile Primario totale Qdel,i [MJ] fp,ren,i Qp,ren,i [MJ] fp,nren,i Qp,nren,i [MJ] Qp,i [MJ] QR [%] Gas naturale Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 Gasolio Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 Olio combustibile Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 GPL Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 Biomasse Off site 0,00 0,00 0,00 0,30 0,00 0,00 0,0 Energia elettrica
dalla rete Off site 2.156,97 0,00 0,00 2,174 4.689,26 4.689,26 0,0 Energia termica da
rete
(teleriscaldamento) Off site 0,00 0,00 0,00 1,20 0,00 0,00 0,0 Energia captata da
irradiazione solare On site 2.606,52 1,00 2.606,52 0,00 0,00 2.606,52 100,0 Energia termica
prelevata
dall''ambiente On site 0,00 1,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,0 Energia elettrica
sovraprodotta da
FV Esportata 885,61 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,0 Energia elettrica
sovraprodotta da
cogenerazione Esportata 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,0 TOTALE - - 2.606,52 - 4.689,26 7.295,79 35,73% Tabella 38 Quota rinnovabile per la produzione di acqua calda sanitaria. Vettore energetico Fonte Primario rinnovabile Primario non rinnovabile Primario totale Qdel,i [MJ] fp,ren,i Qp,ren,i [MJ] fp,nren,i Qp,nren,i [MJ] Qp,i [MJ] QR [%] Gas naturale Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 Gasolio Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 Olio combustibile Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 GPL Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 Biomasse Off site 0,00 0,00 0,00 0,30 0,00 0,00 0,0 Energia elettrica da
rete Off site 1.933,94 0,00 0,00 2,174 4.204,38 4.204,38 0,0 Energia termica da
rete
(teleriscaldamento) Off site 0,00 0,00 0,00 1,20 0,00 0,00 0,0 Energia captata da
irradiazione solare On site 6.387,70 1,00 6.387,70 0,00 0,00 6.387,70 100,0 Energia termica
prelevata
dall''ambiente On site 0,00 1,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,0 Energia elettrica
sovraprodotta da
FV Esportata 13.848,45 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,0 Energia elettrica
sovraprodotta da
cogenerazione Esportata 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,0 TOTALE - - 6.387,70 - 4.204,38 10.592,08 60,31% 142 Tabella 39 Quota rinnovabile dell'energia primaria globale. Vettore energetico Fonte Primario rinnovabile Primario non rinnovabile Primario totale Qdel,i [MJ] fp,ren,i Qp,ren,i [MJ] fp,nren,i Qp,nren,i [MJ] Qp,i [MJ] QR [%] Gas naturale Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 Gasolio Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 Olio combustibile Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 GPL Off site 0,00 0,00 0,00 1,00 0,00 0,00 0,0 Biomasse Off site 0,00 0,00 0,00 0,30 0,00 0,00 0,0 Energia elettrica da
rete Off site 4.090,91 0,00 0,00 2,174 8.893,64 8.893,64 0,0 Energia termica da
rete
(teleriscaldamento) Off site 0,00 0,00 0,00 1,20 0,00 0,00 0,0 Energia captata da
irradiazione solare On site 8.994,22 1,00 8.994,22 0,00 0,00 8.994,22 100,0 Energia termica
prelevata
dall''ambiente On site 0,00 1,00 0,00 0,00 0,00 0,00 100,0 Energia elettrica
sovraprodotta da
FV Esportata 14.734,06 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,0 Energia elettrica
sovraprodotta da
cogenerazione Esportata 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,0 TOTALE - - 8.994,22 - 8.893,64 17.887,86 50,28% I limiti imposti dalla normativa prevedono che il fabbisogno di acqua calda sanitaria sia coperto per il
50% da fonte rinnovabile, mentre globalmente i consumi di energia primaria possono essere coperti
dal 20% di energia rinnovabile. Considerando le quote calcolate nelle Tabelle 38 e 39, i vincoli sono
ampiamente rispettati.

CONSUMI DI ENERGIA ELETTRICA.

Per il calcolo della bolletta dell''energia elettrica si è ipotizzato un consumo di elettricità per uso
domestico pari a 3.000 kWh/anno, come negli altri casi, mentre il consumo di elettricità dovuto agli
impianti si ricava dalla Tabella 39.
143 Consumo energia elettrica per uso domestico: 3.000 kWh/anno Consumo energia elettrica impianto: 3.634,76
kWh/anno 66 Consumo energia elettrica totale: 6.634,76 kWh/anno Energia elettrica auto-consumata dal fotovoltaico: POMPA DI CALORE 2.498,39 kWh/anno CONSUMI DOMESTICI 750 kWh/anno 67 Totale energia elettrica auto-consumata: 3.248,39 kWh/anno Energia elettrica acquistata dalla rete: 3.386,37 kWh/anno Bolletta energia elettrica senza ''Scambio sul posto': 783,11 '/anno Il valore della bolletta è stato ricavato dalla Scheda di Confrontabilità dell''Enel per clienti con potenza
impegnata superiore ai 4,5 kW e con profilo tipo di consumo di 33,4% in fascia F1 e 66,6% in fascia
F2 e F3. SCAMBIO SUL POSTO. Anche in questo caso, si è applicata la tariffa ''Scambio sul posto' per poter acquistare e vendere la
parte di energia elettrica non auto-consumata dall''edificio al prezzo di valorizzazione indicato dal
GSE. Seguendo lo stesso procedimento del caso precedente per il calcolo della bolletta dell''energia elettrica,
si ottengono i seguenti risultati: Energia prodotta dall''impianto fotovoltaico: 6.600 kWh/anno Energia auto-consumata: 3.248,39 kWh/anno Energia immessa in rete: 3.351,61 kWh/anno Essendo che l''energia elettrica da acquistare, pari a 3.386,37 kWh/anno, è maggiore dell''energia
elettrica immessa in rete dall''impianto fotovoltaico perché in eccesso, tutta l''energia immessa nella
rete è valorizzata a 0,14 '/kWh. Valore iniziale della bolletta dell''energia elettrica: 3.386,37 kWh/anno + 783,11 '/anno Energia immessa in rete valorizzata a 0,14 '/kWh: 3.361,61 kWh/anno - 469,23 '/anno Energia immessa in rete valorizzata a 0,08 '/kWh: 0 kWh/anno - 0 '/anno Fisso del servizio ''Scambio sul posto': + 36 '/anno Valore finale bolletta dell''energia elettrica: 349,88 '/anno VALORE DELLA BOLLETTA ENERGETICA FINALE. L''unico tipo di energia consumata dall''edificio prefabbricato in legno è l''energia elettrica, quindi la
bolletta energetica totale è uguale al valore della bolletta dell''energia elettrica, che è pari a 349,88
'/anno
. 4.3.3 ANALISI DELL''INVESTIMENTO
Lo scopo di riqualificare un edificio vecchio o sostituirlo con un edificio con elevata efficienza
energetica è quello di poterne ricavare un risparmio nei costi di gestione dell''energia.

Nel paragrafo precedente, è stato dimostrato l''effettivo risparmio in bolletta che si ottiene dai due tipi
di interventi:

66 Questo dato deriva dalla somma dell''energia elettrica da rete e dell''energia captata da irradiazione solare.
67 In via cautelativa, si è stimato il 25% dei consumi elettrici domestici. 144 - Nel caso di riqualificazione parziale dell''edificio vecchio senza interventi al solaio
controterra, il costo della bolletta si è abbassato da 5.555,93 '/anno a 811,13 '/anno, con un
risparmio annuo di 4.744,80 '/anno; - Nel caso di riqualificazione totale dell''edificio vecchio, si ottiene un risparmio in bolletta
pari a 4.772,82 '/anno; - Nel caso si volesse sostituire l''edificio vecchio con una casa prefabbricata in legno, la
bolletta scende fino a 349,88 '/anno con un risparmio di 5.206,05 ' ogni anno.
' possibile ora eseguire una valutazione dell''investimento delle tre soluzioni conoscendo il costo
degli interventi, le eventuali detrazioni fiscali e il risparmio nel costo della bolletta.

La valutazione degli investimenti (o analisi degli investimenti) è quell'attività di pianificazione
economico-finanziaria che viene effettuata per verificare l'impatto che un determinato progetto di
investimento ha, in termini di redditività, sulla struttura adottante (azienda, ramo d'azienda, ente,
progetto, privato, ecc.), dove per progetto d'investimento si intende un qualsiasi insieme di attività ''
produttive o finanziarie '' in cui l'azienda o il privato cittadino impegna disponibilità liquide o capitali
(costo dell'investimento) con l'obiettivo di conseguire, in contropartita, un flusso di benefici futuri
complessivamente superiori ai costi iniziali sostenuti ovvero ottenere un guadagno netto dopo un
tempo determinato (payback period).

I metodi di valutazione degli investimenti usualmente utilizzati sono:
1) Flusso di cassa attualizzato: attualizzazione dei flussi monetari differenziali associati al progetto d'investimento attraverso l'utilizzo di un tasso di attualizzazione di riferimento. La
somma algebrica delle entrate ed uscite attualizzate rappresenta il Valore Attuale Netto -
VAN del progetto (in inglese Net present value - NPV). 2) Tasso interno di rendimento (TIR): individuazione del tasso di attualizzazione che azzera algebricamente le entrate ed uscite associate al progetto e confronto del tasso individuato con
un tasso di confronto (benchmark). 3) Tempo di ritorno (Pay Back Period): calcolo del numero di anni necessario per compensare l'investimento attraverso flussi positivi. In pratica è la prima scadenza in cui si verifica
un'inversione di segno nei saldi di cassa.
Il metodo utilizzato in questa analisi è il ''Pay Back Period' con il quale è possibile determinare il
numero di anni necessario per recuperare l''investimento iniziale secondo la formula: [ ] Secondo tale criterio un investimento è tanto più preferibile quanto minore risulti il periodo di ritorno.
Tale metodo però ha dei limiti perché non prende in considerazione l'andamento dei flussi di cassa
dopo il recupero dell'esborso iniziale. Il metodo del Pay Back Period è conveniente da applicare nel caso di riqualificazioni perché
l''obiettivo è principalmente quello di capire in quanto tempo l''investimento viene recuperato grazie al
notevole risparmio in bolletta che si ottiene con l''insieme di interventi effettuati. Nel caso di nuovo edificio, il tempo di ritorno dell''investimento non è un parametro fondamentale
perché in genere l''investimento in una nuova abitazione non ha lo scopo di poter ottenere un 145 guadagno dall''acquisto, ma di poter usufruire della maggiore valutazione che l''immobile può avere
nel tempo rispetto ad un vecchio edificio riqualificato. Pertanto, il confronto economico sarà effettuato tra: 1) I due tipi di riqualificazione, per comprendere l''effettivo vantaggio economico, oltre che energetico, di quella totale rispetto a quella parziale; 2) Le riqualificazioni e il nuovo edificio in legno. CONFRONTO 1 TEMPO DI RITORNO PER LA RIQUALIFICAZIONE PARZIALE SECONDO IL CASO B. I dati necessari per la determinazione del tempo di ritorno dell''investimento sono: 1) Costo dell''investimento iniziale: 91.727,70 ';
2) Frazione della detrazione fiscale del 65% da recuperare in 10 anni: 5.962,30 '/anno;
3) Risparmio in bolletta: 4.744,80 '/anno.
Il numero di anni necessari per recuperare l''investimento sono: TEMPO DI RITORNO PER LA RIQUALIFICAZIONE TOTALE. Per il calcolo del tempo di ritorno dell''investimento sono necessari i seguenti dati: 1) Costo dell''investimento iniziale: 134.192,82 ';
2) Frazione della detrazione fiscale del 65% da recuperare in 10 anni: 8.722,53';
3) Risparmio in bolletta: 4.817,82 '. Il periodo di tempo necessario per ritornare dell''investimento è pari a: CONFRONTO 2 Per poter paragonare le riqualificazioni e l''edificio nuovo prefabbricato in legno, bisogna capire se il
maggiore flusso di cassa in uscita iniziale del secondo caso, conseguito per poter ottenere una
maggiore efficienza energetica, sia giustificato dal maggiore risparmio energetico nei consumi e
quindi nel costo della bolletta. Non si può affermare che economicamente sia più conveniente la nuova casa perché: ' nel caso di una riqualificazione parziale si riesce a raggiungere degli ottimi livelli di efficienza energetica con un investimento iniziale che risulta circa la metà rispetto a quello
previsto per l''edificio prefabbricato in legno; ' nel caso di riqualificazione totale, il livello di efficienza energetica raggiunta è il medesimo della casa prefabbricata in legno, con un investimento inferiore aiutato anche dalle
detrazioni fiscali. 146 5. CONCLUSIONI
La scelta tra la soluzione più comune di riqualificare un vecchio edificio e la sua sostituzione con una
nuova abitazione prefabbricata in legno si basa su due principi:
' La valutazione dell''efficienza energetica;
' La valutazione dell''investimento economico.
Riguardo al primo punto, già nel Capitolo 4, si è affermato che la riqualificazione parziale di un
edificio è limitata da vincoli di fattibilità degli interventi che comportano il mancato raggiungimento
della massima classe di efficienza energetica, mentre l''edificio nuovo può essere progettato sin
dall''inizio con le migliori tecnologie e i migliori materiali senza alcun vincolo. Solo con una
riqualificazione totale è possibile raggiungere il livello di efficienza energetica dell''edificio in legno,
ma se con la riqualificazione parziale si possono scegliere degli interventi che permettono agli
inquilini di continuare ad abitare l''edificio, sia con la riqualificazione totale sia con la sostituzione con
un nuovo edificio gli occupanti devono abbandonare l''abitazione per tutta la durata dei lavori. Parlando in termini di energia primaria, l''edificio prefabbricato in legno si posiziona in modo
favorevole sul mercato come abitazione NZEB, Nearly Zero Energy Building, condizione necessaria
per tutte le nuove costruzioni dal 2020 e per tutti quegli edifici che vengono modificati in modo
sostanziale. Dal punto di vista dell''investimento economico, si può affermare che, nel caso della riqualificazione,
le detrazioni fiscali sono di grande aiuto per diminuire l''impatto che questo ha sul privato: si è visto
nel Capitolo 4 che i tempi di ritorno degli investimenti sono di molto differenti facendo preferire le
soluzioni di riqualificazione, per la quale il PB è di massimo 10 anni, rispetto alla seconda che
prevede un tempo di ritorno di molto maggiore. ' altresì vero che l''investimento richiesto dall''edificio prefabbricato in legno non risulta di molto
maggiore rispetto alla condizione di riqualificazione totale, a parità di prestazioni energetiche: la
scelta di acquistare un nuovo edificio prefabbricato in legno fornisce i vantaggi di poter scegliere,
senza alcun vincolo, materiali nuovi ed ecosostenibili, soluzioni impiantistiche non dipendenti dalla
struttura presente ed ovviamente di poter scegliere la nuova configurazione della casa secondo i
canoni del momento. I APPENDICE A. SCHEDE TECNICHE SCHEDA TECNICA 1. SISTEMA DI GENERAZIONE DELL''EDIFICIO
ESISTENTE.
DESCRIZIONE Prontacqua 24 BIS Prontaqua 28 BIS Combustibile G20 G30 G31 G20 G30 G31 Categoria apparecchio II2H3+ II2H3+ Tipo apparecchio C12,C22,C32,C42 C12,C22,C32,C42 Potenza termica focolare 26,3 31 kW Potenza termica utile 23,7 28 kW Potenza termica focolare ridotta
(riscaldamento) 11,2 11,9 kW Potenza termica utile ridotta (riscaldamento) 9,3 9,9 kW Potenza termica focolare ridotta (sanitario) 9,8 10,5 kW Potenza termica utile ridotta (sanitario) 8,1 8,7 kW Rendimento utile a Pn 90 90,32 % Rendimento utile al 30% di Pn 85,1 85,2 % Perdita al mantello a bruciatore acceso( potenza
massima) 2,5 2,7 % Perdita al mantello a bruciatore spento 0,8 0,8 % Temperatura fumi ( ''T) potenza massima/minima 112/107 140/110 132/96 119/89 135/100 128/84 °C Prevalenza residua (con condotto coassiale
0,85m) 0,2 0,2 Mbar Portata massica fumi potenza massima 0,019 0,018 0,017 0,019 0,022 0,020 kg/sec Portata massica fumi potenza minima 0,024 0,019 0,021 0,024 0,021 0,021 kg/sec Eccesso d''aria (λ) potenza massima 2,13 2,58 2,01 1,81 2,15 2,01 m 3/m3 Eccesso d''aria (λ) potenza minima 11,7 5,28 5,96 6,16 5,49 6,52 m 3/m3 CO2 al massimo/minimo 5,5/1,8 6,6/2,65 6,8/2,3 6,45/1,9 6,5/2,55 6,8/2,1 % CO S.A. al massimo/minimo inferiore a 80/150 80/150 80/150 60/150 90/150 90/150 ppm NOx S.A. al massimo/minimo inferiore a 130/100 160/120 160/120 120/100 150/120 150/120 ppm Classe NOx 2 2 Valore ponderato (secondo EN 483) 89 91 ppm Pressione massima di esercizio riscaldamento 3 3 Bar Temperatura massima ammessa 90 90 °C Campo di selezione temperatura acqua calda ( ± 3°C) 45-85 45-85 °C Contenuto acqua caldaia 0,6 0,75 l Alimentazione elettrica 230 ~ 50 230 ~ 50 Volt '' Hz Potenza elettrica assorbita massima 125 125 W Grado di protezione elettrica X4D X4D IP Volume vaso di espansione 8 8 l Precarica vaso di espansione 1 1 bar DESCRIZIONE BOLLITORE Prontacqua 24 BIS Prontaqua 28 BIS Tipo bollitore Smaltato Smaltato Descrizione bollitore Verticale Verticale Disposizione scambiatore Verticale Verticale Contenuto acqua sanitario 60 60 l Contenuto acqua serpentino 2,8 3,38 l Superficie di scambio 0,72 0,86 m 2 Campo di selezione temperatura acqua sanitaria 40-60 40-60 °C Limitatore portata 8 10 l/min Massimo ''T raggiungibile con prelievo continuo 38,6 39,1 °C Prelievo in 10'' con accumulo a 48°C 80 100 l Tempo di ripristino ''T=35°C 12 7,1 min Pressione massima esercizio bollitore 8 8 bar II SCHEDA TECNICA 2. ATTESTATO DI CERTIFICAZIONE ENERGETICA
DELL''EDIFICIO ESISTENTE.
ATTESTATO DI CERTIFICAZIONE ENERGETICA Denominato attestato di prestazione energetica ai sensi della Legge 90/2013. Edifici residenziali 1. Informazioni generali
Codice certificato Validità: 28/11/2023
Riferimenti catastali Foglio: Particella: Subalterno: Indirizzo edificio Via Ostiglia- 35017 Piombino Dese PD
Nuova
costruzione: Passaggio di proprietà: Riqualificazione energetica: X
Proprietà Telefono Indirizzo e-mail 2. Classe energetica globale dell''edificio Edificio di classe: G 3. Grafico delle prestazioni energetiche globali e parziali 4. Qualità dell''involucro (raffrescamento) II III 5. Metodologie di calcolo adottate
Il calcolo degli indici di prestazione e dei fabbisogni di energia è stato eseguito secondo le norme tecniche italiane e
comunitarie attualmente in vigore, con particolare riferimenti alla normativa UNI TS 11300, parti 1 e 2.I valori del presente
documento sono stati calcolati con riferimento al 'Metodo di calcolo da rilievo sull'edificio.'(paragrafo 5.2 punto 1 delle Linee
Guida). 6. Raccomandazioni Interventi Prestazione energetica (classe a valle del singolo intervento) Tempo di ritorno (anni) 7. Classificazione energetica globale dell''edificio Servizi energetici inclusi nella classificazione Riscaldamento X Raffrescamento Acqua calda sanitaria X Riferimento legislativo: 104,51 kWh/m²anno
8. Dati prestazioni energetiche parziali 8.1 RAFFRESCAMENTO 8.2 RISCALDAMENTO Indice energia primaria EPe Indice energia primaria EPi 238,27 kWh/m²anno Indice energia primaria limite Epe
limite Indice energia primaria limite Epi
limite 86,51 kWh/m²anno Indice involucro Epe involucro 12,46 kWh/m²anno Indice involucro Epi involucro 163,84 kWh/m²anno Rendimento impianto Rendimento medio stagionale
impianto ηG 68,8 % Fonti rinnovabili Fonti rinnovabili 0,0 % 8.3 ACQUA CALDA SANITARIA Indice energia primaria EPACS 33,68 kWh/m²anno Produzione da fonte rinnovabile 0,0 % IV 9. Note 10. Edificio Indirizzo Via Ostiglia '' 35017 Piombino Dese (PD) Tipologia edilizia Villetta singola Tipologia costruttiva Edificio a due piani Destinazione d''uso E.1(1). - residenza e assimilabili: abitazioni adibite a residenza con carattere continuativo Anno di costruzione 1970 Foto dell''edificio Superficie
disperdente S 357,5 m2 Volume lordo
riscaldato V 467,3 m3 Rapporto S/V 0,77 Superficie utile Su 137,4 m2 Zona climatica / GG E / 2421 Numero di
appartamenti 1 11. Impianti Servizio Anno installazione Pn o Eprod. Tipologia Combustibile Riscaldamento 1970 28,00 kW Generatore a gas o combustibile
fossile Gasolio Acqua calda sanitaria 1970 28,00 kW Generatore a gas o combustibile
fossile Gasolio 12. Progettazione
Progettista
architettonico
Progettista impianti Indirizzo Indirizzo Telefono Telefono e-mail e-mail 13. Costruzione
Costruttore Direttore dei lavori Indirizzo Indirizzo Telefono Telefono e-mail e-mail
V 14. Soggetto certificatore Ente/organismo pubblico Tecnico abilitato Organismo/società Energy manager
Nome e Cognome /
Denominazione Indirizzo Titolo Telefono Ordine e-mail Iscrizione Dichiarazione di
indipendenza Il sottoscritto , in conformità con quanto riportato alla lettera b del comma 3 dell''articolo 2
dell''allegato III del DLgs 115/2008, dichiara l'assenza di conflitto di interessi, ovvero il non
coinvolgimento diretto o indiretto con i produttori dei materiali e dei componenti in esso
incorporati, nonché rispetto ai vantaggi che possano derivarne al richiedente. Informazioni aggiuntive 15. Sopralluoghi 1) - 2) - 3) - 4) -
16. Dati di ingresso Progetto energetico Rilievo sull''edificio
Provenienza e responsabilità - 17. Software
Denominazione TERMOLOG EpiX 4 Produttore Logical Soft - Via Garibaldi, 253 - 20832 Desio MB Dichiarazione di rispondenza e garanzia di scostamento massimo dei risultati conseguiti inferiore al +/- 5% rispetto ai valori
della metodologia di calcolo di riferimento nazionale Il software in oggetto è conforme alle UNI TS 11300, ai sensi del D.P.R. n. 59 del 2/4/2009 e del D.Lgs. 115/2008 comma 1,
allegato III, punto 4. La conformità del software alle UNI TS 11300 parti 1 e 2 è attestata dal Certificato n. 009, rilasciato a
Logical Soft s.r.l. dal Comitato Termotecnico Italiano in data 27 gennaio 2010. La conformità alla UNI TS 11300 parte 4 è
attestata dal Certificato n. 028, rilasciato a Logical Soft s.r.l. dal Comitato Termotecnico Italiano in data 26 luglio 2012.
Entrambi i certificati di conformità sono scaricabili dal sito www.logical.it.

Data
emissione Firma _______________________________________ Ai sensi dell''art. 15 c. 1 del D.Lgs. 192/2005 come modificato dall''art. 12 del D.L. 63/2013 (ora Legge 90/2013), il presente
Attestato di Prestazione Energetica è reso, dal sottoscritto, in forma di dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi dell''art.
47 del D.P.R. 445/2000. Si allega copia fotostatica del documento d''identità. Firma _______________________________________ VI SCHEDA TECNICA 3. LASTRA EPS: ELEMENTI PER SISTEMA CAPPOTTO. VII VIII IX SCHEDA TECNICA 4. LASTRA DI XPS STYRODUR. X SCHEDA TECNICA 5. INFORMAZIONI GENERALI SUL SISTEMA IBRIDO Duo-Tec CSI
'' i IN.
Tabella dati tecnici
Duo-Tec CSI '' i IN
Potenza termica nominale sanitario kW 24 Potenza termica nominale risc. 80/60°C kW 20 Potenza termica ridotta risc. 80/60°C kW 3,4 Rendimento energetico (92/42/CEE) '''' Rendimento medio % 109,8 Rendimento nominale 80/60°C % 97,7 Rendimento al 30% % 107,6 Classe NOx 5 Temperatura minima di funzionamento °C -15 Reg. temperatura acqua circuito risc. °C 20/80 Regolazione temperatura acqua sanitaria °C 35/60 Capacità bollitore l 150 Capacità vaso espansione sanitario/pre-carica l 8/3,5 Portata specifica secondo EN 625 l/min 25 Produzione acqua sanitaria in continuo ''T 25°C l/min 13,8 Dimensioni '' caldaia mm 770x470x238 Dimensioni '' cassa contenimento sistema mm 2200x950x350 Pompa di calore PBM ''i 6
Potenza termica nominale kW 5,8 COP 4,3 Potenza frigorifera nominale kW 4,45 EER 4,28 Gas refrigerante R410A Compressore n°/tipo 1/Rotativo DC inverter Alimentazione V/Ph/Hz 230/1/50 Dimensioni mm 658x825x300 XI XII XIII SCHEDA TECNICA 6. POMPA DI CALORE PBM-i 6. Tabella dati tecnici
Riscaldamento
Potenza termica nominale 1 kW 5,8 COP 1 4,3 Portata acqua scambiatore 1 m 3/h 1,01 Potenza termica 2 kW 5,3 COP 2 3,05 Portata acqua scambiatore 2 m 3/h 0,91 Raffrescamento
Potenza frigorifera nominale 3 kW 4,45 EER 3 4,28 SEER 4,00 Portata acqua scambiatore 3 m 3/h 0,76 Potenza frigorifera 4 kW 3,70 EER 4 2,89 SEER 4,00 Portata acqua scambiatore 4 m 3/h 0,64 Circuito frigorifero
Numero compressori 1 Tipo compressore Rotativo DC inverter Modulazione compressore % 30-130 Gas refrigerante R410A Carica refrigerante kg 1,05 Numero ventilatori elicoidali 1 Portata aria totale m 3/h 3600 Potenza assorbita totale kW 0,07 Circuito idraulico
Portata acqua 1 m 3/h 1,01 Prevalenza utile pompa 1 kPa 55,9 Portata acqua 3 m 3/h 0,76 Prevalenza utile pompa 3 kPa 73,5 Tipo pompa 1 velocità Potenza assorbita pompa kW 0,13 Contenuto acqua minimo impianto l 26 Vaso di espansione l - Valvola di sicurezza bar 3 Connessioni idrauliche ¾' Filtro acqua a maglia metallica 1' ¼ Diametro tubazione flussostato ¾' Dati elettrici
Alimentazione V/Ph/Hz 230/1/50 Potenza massima assorbita kW 2,48 Corrente massima assorbita A 10,9 Corrente di spunto A 0,8 Dati sonori
Potenza sonora 5 dB(A) 60 XIV Pressione sonora 6 dB(A) 46 Dimensioni e pesi unità esterna
Lunghezza 7 mm 825 Profondità 7 mm 300 Altezza 7 mm 675 Peso a vuoto in funzionamento 7 kg 51 Dimensioni e pesi modulo interno
Lunghezza 7 mm 411 Profondità 7 mm 75 Altezza 7 mm 333 Peso in funzionamento 7 kg 5,3 Limiti di funzionamento in riscaldamento
Temperatura aria esterna min/max 8 °C -20/+43 Temperatura acqua prodotta min/max 8 °C +23/+60 Limiti di funzionamento in raffrescamento
Temperatura aria esterna min/max 8 °C +21/+43 Temperatura acqua prodotta min/max 8 °C -7/+22 1- Temperatura aria esterna 7°C- 87% UR, temperatura acqua 30/35°C
2- Temperatura aria esterna 7°C-87% UR, temperatura acqua 40/45°C
3- Temperatura aria esterna 35°C, temperatura acqua 23/18°C
4- Temperatura aria esterna 35°C, temperatura acqua 12/7°C
5- Potenza sonora sulla base di misure effettuate secondo il programma di certificazione Eurovent
6- Pressione sonora media, a 1 metro di distanza, in campo libero su superficie riflettente; valore non vincolante, ottenuto dal livello di potenza sonora 7- Configurazione standard, a vuoto, imballo chiuso
8- ''T acqua min/max: 5/10°C '' Pressione circuito idraulico min/max: 1/3 bar '' Percentuale di glicole max: 40% XV SCHEDA TECNICA 7. CALDAIA A CONDENSAZIONE Luna Duo-Tec HT GA. Riscaldamento e produzione ACS Potenza termica nominale sanitario kW 24,7 Potenza termica nominale riscaldamento kW 20,6 Potenza termica nominale sanitario kW 24 Potenza termica nominale risc. 80/60°C kW 20 Potenza termica nominale risc. 50/30°C kW 21,8 Potenza termica ridotta risc. 80/60°C kW 3,4 Potenza termica ridotta risc. 50/30°C kW 3,7 Rendimento energetico (93/42/CEE) '''' Rendimento medio (DIN 4702-T8) % 109,8 Rendimento nominale 80/60°C % 97,7 Rendimento nominale 50/30°C % 105,8 Rendimento al 30% % 107,6 Classe NOx (EN 483) 5 Temperatura minima di funzionamento °C -15 Capacità vaso di espansione/pre-carica l/bar 8/0,8 Reg. temperatura acqua circuito risc. °C 25-80 Regolazione temperatura acqua sanitaria °C 35-60 Produzione acqua sanitaria ''T 25°C l/min 13,8 Portata minima acqua sanitaria l/min 2 Pressione minima circuito sanitario bar 0,15 Pressione massima acqua circuito risc. bar 3 Pressione massima circuito sanitario bar 8 Lunghezza massima tubo
scarico-aspirazione concentrico ' 60/100 m 10 Lunghezza massima tubo
scarico-aspirazione sdoppiato ' 80 m 80 Portata massica fumi max kg/s 0,012 Portata massica fumi min kg/s 0,002 Temperatura massima fumi °C 80 Dimensioni (hxlxp) '' con cassa mm 1170x600x240 Dimensioni (hxlxp) '' caldaia mm 770x470x238 Peso netto kg 32,5 Tipo di gas Met./GPL Potenza elettrica W 102 Grado di protezione IPX5D XVI SCHEDA TECNICA 8. SISTEMA DI VENTILAZIONE Duolix MAX. XVII XVIII XIX XX XXI SCHEDA TECNICA 9. MODULO FOTOVOLTAICO E20-327 DI SUNPOWER. XXII XXIII SCHEDA TECNICA 10. INVERTER SUNNY BOY 6000TL. XXIV XXV SCHEDA TECNICA 11. SISTEMA A SOFFITTO LEONARDO. XXVI XXVII XXVIII SCHEDA TECNICA 12. POMPA DI CALORE VITOCAL 200-S MODELLO AWB 201.B07. XXIX XXX XXXI SCHEDA TECNICA 13. BOLLITORE VITOCELL 100-V, TIPO CVA DA 200 LITRI. XXXII SCHEDA TECNICA 14. COLLETTORE PIANO VETRATO KSF-G25 DELLA PLEION. XXXIII SCHEDA TECNICA 15. SCHEDA DI CONFRONTABILITA'' ENEL. I APPENDICE B. TABELLA DELLE NORMATIVE DI
RIFERIMENTO
NUMERO NORMATIVA TITOLO UNI/TS 11300 ''Parte 1: Determinazione del fabbisogno di energia termica dell''edificio per la
climatizzazione estiva ed invernale';

''Parte 2: Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti
per la climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria';

''Parte 3: Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti
per la climatizzazione estiva';

''Parte 4: Utilizzo di energie rinnovabili e di altri metodi di generazione per la
climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria' UNI EN ISO 14683 ''Ponti termici in edilizia. Coefficiente di trasmissione termica lineica. Metodi
semplificati e valori di riferimento ' UNI EN ISO 10077 ''Prestazione termica di finestre, porte e chiusure oscuranti. Calcolo della
trasmittanza termica' UNI EN ISO 13788 ''Prestazione igrotermica dei componenti e degli elementi per edilizia.
Temperatura superficiale interna per evitare l''umidità superficiale critica e la
condensazione interstiziale.' UNI 10351 ''Materiali da costruzione. Conduttività termica e permeabilità al vapore' UNI 10355 ''Murature e solai. Valori della resistenza termico e metodo di calcolo' UNI 11035 ''Legno strutturale. Classificazione a vista dei legnami secondo la resistenza
meccanica.
Parte 1: Terminologia e misurazione delle caratteristiche'

''Legno strutturale. Classificazione a vista dei legnami secondo la resistenza
meccanica.
Parte 2: Regole per la classificazione a vista secondo la resistenza meccanica e
valori caratteristici per tipi di legname strutturale' UNI EN 14080 ''Strutture di legno. Legno lamellare incollato e legno massiccio incollato.
Requisiti' UNI EN 14081 - 1 ''Strutture di legno. Legno strutturale con sezione rettangolare classificato
secondo la resistenza' UNI EN 13164 ''Isolanti termici per edilizia. Prodotti di polistirene espanso estruso (XPS)
ottenuti in fabbrica' UNI EN ISO 10456 ''Materiali e prodotti per edilizia. Proprietà igrometriche. Valori tabulati di
progetto e procedimenti per la determinazione dei valori termici dichiarati e di
progetto' UNI EN ISO 13790 ''Prestazione energetica degli edifici. Calcolo del fabbisogno di energia per il
riscaldamento e il raffrescamento' UNI 10349 ''Riscaldamento e raffrescamento degli edifici. Dati climatici' UNI EN 1264 ''Sistemi radianti alimentati ad acqua per il riscaldamento e il raffrescamento
integrati nelle strutture'

Parte 2: Riscaldamento a pavimento: metodi per la determinazione della
potenza termica mediante metodi di calcolo e prove BIBLIOGRAFIA Enea '' Ministero dello Sviluppo Economico, www.acs.enea.it. Fassa Bortolo, www.fassabortolo.com. BASF '' The Chemical Company, www.basf.de. KA '' Kakonstrukt, http://www.kakonstrukt.it/x-lam/anti-incendio-x-lam.html. Associazione Nazionale Italiana Case Prefabbricate in Legno , Storia della casa prefabbricata in
legno, http://www.lignius.it/. Ilenia CARLESIMO, Antisismica e'dieci motivi per scegliere una casa in legno, 21 maggio 2012,
http://design.repubblica.it/ . NORDHAUS, Perché scegliere una casa in legno', http://www.nordhaus.it/. Dorica Legnami, Sistemi costruttivi , http://doricalegnami.it/. Atlantic '' sistemi di ventilazione, www.atlantic-comfort.it. Mario DONINELLI, Gli impianti a pannelli radianti, in ''Quaderni Caleffi', n.4. Enel Energia, Scheda di confrontabilità di marzo-aprile, http://www.enelenergia.it/mercato/libero/it-
IT/casa/offerte/elight. Agenzia delle entrate, Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico, aggiornamento dicembre
2013, http://www.agenziaentrate.gov.it/. Ministero dello Sviluppo Economico, http://dgerm.sviluppoeconomico.gov.it/. Michele DE CARLI, Appunti di lezione di Energetica degli Edifici, Padova, 2012-2013. Arturo LORENZONI, Appunti di lezione di Economia dell''Energia, Padova, 2012-2013. RINGRAZIAMENTI Desidero ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato nella stesura della tesi con suggerimenti,
critiche ed osservazioni: a loro va la mia gratitudine.

Ringrazio anzitutto il Prof. Michele De Carli e il Dott. Andrea Sacchetto per il loro supporto e la loro
guida fondamentale e preziosa.
Proseguo con tutti i miei colleghi di lavoro che hanno speso il proprio tempo per darmi una mano a
risolvere i problemi e ad incoraggiarmi.
Ringrazio infine le persone che moralmente mi hanno supportato e sopportato in questo viaggio
scolastico che dopo molti anni si conclude. Grazie ai miei genitori Giovanni e Laura e ai miei fratelli
Gianluca e Maddalena. Grazie a Nicola che con la sua vicinanza riesce sempre a tranquillizzarmi e a
rendermi felice nei momenti di maggiore preoccupazione. Grazie a Veronica e grazie a tutti i miei
amici e amiche per le serate spensierate. Non dimentico ovviamente i miei compagni di studio, di
corriera e di esami e li ringrazio per le grandi risate e l''aiuto reciproco. In particolare grazie ad
Alessandro per la grande amicizia che è nata negli ultimi due anni.


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